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Un futuro da Dio

Di cosa parliamo quando parliamo di progresso? Ci stiamo evolvendo verso una catastrofe o verso la libertà? Oppure siamo bloccati nel processo evolutivo dai nostri bisogni materiali? Come potrebbe essere un mondo in cui il progresso si sia fermato? In realtà, ci rassicura Edoardo Boncinelli, ”siamo ancora abbastanza lontani da una presunta fine del progresso”, ma è proprio per questo che ”abbiamo il dovere di capire quello che sta succedendo, con la mente aperta e senza farci confondere da timori e paure”. Dallo sfregare due pietre insieme per ottenere una scintilla fino all’esplorazione dello spazio, dalle questioni di fede alle teorie di Darwin, dai disegni primitivi nelle grotte allo studio sulle mutazioni genetiche, Boncinelli racconta con straordinaria chiarezza l’origine della nostra specie e i fenomeni che hanno rivoluzionato la storia dell’umanità. Soffermandosi in particolare sulla straordinaria abilità dell’animale umano di interessarsi anche ad attività che non sono strettamente necessarie dal punto di vista biologico. ”Potremmo pensare che se la vita ha un fine – e secondo me non ce l’ha – potrebbe essere quello di renderci sempre più liberi dai nostri bisogni biologici, liberi di compiere quei gesti gratuiti che ci danno piacere, che da un lato sembrano futili, ma dall’altro sono quelli che ci rendono umani.” Poiché il nostro scopo va ricercato ancora prima delle nostre origini, ancora prima dei sapiens e del Big Bang tra le stelle di cui siamo fatti. E verso le stelle conduce il nostro cammino.

(source: Bol.com)

Il futuro alla gola

Verrà forse il giorno in cui a scuola si studierà, insieme al trapassato remoto e al congiuntivo presente, anche il futuro alla gola. E’ un tempo familiare all’appassionato di fantascienza, e viene ormai usato sempre più spesso anche dal grande pubblico. Ha caratteristiche interessanti: spesso – come lascia intendere il suo nome – si applica con valore minaccioso, angoscioso, ineluttabile, ma può essere correttamente impiegato anche in senso paradossale o burlesco. È retto, in ogni caso, dalla realtà che ci sta intorno, ma ha come ausiliari elementi di libera immaginazione. Esempi? Ma tutti i racconti di questa antologia sono stati scelti appunto per la loro esemplarità. Ne tenga il grammatico il debito conto.
Indice:
Arnold Auerbach – Rembrandt Spa (The Day Rembrandt Went Public, 1962)
Avram Davidson – Le sorgenti del Nilo (The Sources of the Nile, 1962)
Robert F. Young – Il radiatore sacro (The Quest of the Holy Grill, 1964)
Les Dennies – Iniziazione (The Day They Found Out, 1964)
Margaret St. Clair – Il regime di Tantalo (Rations of Tantalus, 1954)
Fredrik Pohl – Censimento (The Census Takers, 1956)
Ray Bradbury – L’abisso di Chicago (To the Chicago Abyss, 1963)
Copertina di Ferenc Pinter

Futuro al rogo

Alla scienza, questo lo sappiamo tutti, non si possono imputare le colpe della politica e dei grandi oscuri giochi di potere. Ma supponiamo che proprio nella cittadella più avanzata del progresso tecnologico e scientifico, negli Stati Uniti, prenda vita un movimento d’opposizione alla scienza, una gigantesca cospirazione capace di pilotare sistematicamente grandi folle inferocite verso il linciaggio degli scienziati e la più barbara distruzione delle università. Quali vie di scampo resterebbero ai detentori del sapere? A scoprirlo sulla propria pelle è John Wilson, un fisico specializzato in elettronica e poi diventato per forza di cose psicologo, quando nel suo grande e illuminato paese l’era della scienza a tutti i costi giunge sanguinosamente alla fine e lascia spazio a un’era di terrore. Ma anche il terrore può essere un manto che nasconde meraviglie incredibili, e la scienza può scegliere le vesti della stregoneria per non rinunciare al suo compito, in questo inedito capolavoro firmato da un vigoroso James Gunn.
Copertina di Karel Thole

Futureland

L’uomo comune è definitivamente ridotto al rango di numero, inesorabilmente schiacciato dalla necessità di produrre per un nuovo ordine mondiale in cui pochi comandano e dispongono a loro piacimento dei destini di persone e nazioni. Nessuno possiede nulla, tutto viene affittato, compresi piatti e posate. La tecnologia e la genetica hanno fatto passi da gigante, ma non a beneficio del genere umano. I problemi razziali sono solo apparentemente superati, le differenze sociali accresciute, l’avidità di potere portata a livelli parossistici. Se l’individuo perde il lavoro diventa inutile ed è destinato a un’esistenza precaria e aberrante in immensi alloggi sotterranei. I processi si svolgono di fronte a un computer che è nello stesso tempo accusatore e giuria, e la condanna significa la perdita di ogni diritto civile, in carceri ipertecnologiche dove si mettono in atto pratiche disumane. In una commistione tra cyberpunk, mordente cronaca della società e la prefigurazione di un mondo sul modello di Matrix, l’autore porta alla vita celebrità, lavoratori, leader, vittime, tecnocrati, ladri, oppressori e rivoluzionari che popolano un glorioso incubo americano che si trova appena dietro l’angolo: Futureland.

Il furore di Cthulhu

* Nel 1988 Lovecraft compie 98 anni… // Luigi COZZI
* Sovrimpressione // John REESE
tr. Daniela Galdo e Gianni Pilo
* La libreria // Nelson BOND
* Il barile di Amontillado // Edgar Allan POE
* La cripta // John JAKES
[seguito a: “Il barile di Amontillado” di E. A. POE (CZ)]
* La matricola // Philip José FARMER
* Fantasma // Oliver ONIONS
* Affittasi casa // Jean RAY
* In una stanza buia // Lord DUNSANY
* Il tumulo sul promontorio // Robert E. HOWARD
* La Miniera di Yuggoth // J[ohn] Ramsey CAMPBELL
* Brindisi dannato // Mack REYNOLDS
* Venerdì diciannove // Elisabeth Sanxay HOLDING
* La stanza perduta // Fitz-James O’BRIEN
* Beatrice // Angelo R. MAZZARESE
* Fra i respiri della notte // Bernardo CICCHETTI

I fuorilegge della natura

Per i lettori che nella FS cercano il “diverso”, l'”inquietante”, l'”inspiegabile”, che preferiscono le libere ipotesi della fantasia a quelle più rigorose della scienza, abbiamo preparato questa antologia di racconti tratti dalla famosa rivista americana (con la quale ora Urania ha istituito rapporti di stretta collaborazione) “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”. Sono racconti “terrestri”, che si svolgono qui, nel nostro mondo, nel nostro tempo: “Terrore nel kolckoz”, per esempio, dello scrittore sovietico Mikhail Bulgakov, ci dà, tra le righe, uno spiritoso e pungente quadro della vita a Mosca pochi anni dopo la rivoluzione; “Meglio soli che male duplicati”, parte da una realtà, questa volta americana, altrettanto precisa, come gli appassionati di jazz potranno constatare; e così il “Mike dei miracoli”, è, da un certo punto di vista, un povero analfabeta sperduto in una metropoli moderna; il bambino di “Lontano da casa” è un qualsiasi bambino dell’Arizona, come Olsen è un qualsiasi marinaio scandinavo. La scena è dunque perfettamente naturale, i fondali sono quelli che conosciamo, gli attori sono, o sembrano, come noi: da qui in avanti tutto può succedere.
Contiene:
Terrore nel Kolkhoz (Romanzo, The Fatal Eggs, 1964) di Michail Bulgakov
Lontano da casa (Racconto breve, Far from Home, 1958) di
Meglio soli che male duplicati (Racconto, Double, Double, Toil and Trouble, 1960) di Holley Cantine
Olsen e il gabbiano (Racconto breve, Olsen and the Gull, 1964) di Eric Saint Clair
Mike dei miracoli (Racconto, What Rough Beasts?, 1959) di Damon Knight
Copertina: Karel Thole

I fuorilega del nordest

Riccardo, poco più che ventenne, si avvia felice verso la laurea, quando i suoi genitori perdono entrambi il lavoro. Per la gente, la colpa è di una comunità di stranieri che fa concorrenza sleale, pertanto Riccardo aderisce ad una formazione politica decisa a scacciarla. Nel partito, il protagonista, trova un’opportunità di carriera, ma anche motivo di ripensamento perché il percorso è pieno di colpi di scena che lo mettono in crisi. Tuttavia, la vera svolta avviene durante un viaggio in Cambogia, dove Riccardo trova l’amore che gli apre gli occhi sulle miserie del mondo e le vere ragioni della precarietà.
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Fuoco Su Napoli

Fuoco su Napoli by Ruggero Cappuccio
Napoli non sarà più la stessa. I Campi Flegrei stanno per esplodere e la città sarà presto invasa dall’acqua e dal fuoco. Nessuno ne è al corrente, tranne Diego Ventre – avvocato, affascinante e raffinato affabulatore, amico di politici potenti e di boss della camorra. Trenta giorni non sono molti, ma a Ventre sono sufficienti per progettare l’affare del secolo: vendere e comprare immobili strategici. Una volta superata l’emergenza, i profitti saranno eccezionali. Napoli sarà un’altra città, sarà la Las Vegas del Mediterraneo. Diego Ventre si muove con agilità, convince imprenditori, camorristi e affaristi, ridisegna il piano regolatore e determina il futuro di Napoli. Ricatta, ammalia, seduce, e trova il tempo per corteggiare la bellissima Luce, figlia di nobili decaduti, attratta da quest’uomo sicuro di sé e colto, che dice sempre le cose giuste e sa sorprenderla regalandole un libro rarissimo o facendo aprire per lei le residenze più inaccessibili. Ma Diego Ventre è anche la coscienza della città: ama Napoli e la vuole vedere in cenere, distrutta e purificata, liberata finalmente dall’ingordigia umana e dalla violenza estetica che per secoli l’ha devastata. Intorno a Diego e Luce ruotano personaggi che sembrano interiorizzare le ombre che tra poco copriranno la città. E poi c’è il silenzio, c’è il prima e il dopo. Napoli è irriconoscibile e la macchina operativa di Diego Ventre si mette in moto. Per la città e i suoi abitanti è arrivato il momento di risorgere. O di scomparire per sempre.

Fuoco sacro

Fuoco Sacro è un’originale visione di Sterling del prossimo futuro dell’Europa. È possibile, attraverso complicate operazioni che devastano corpo e mente, raggiungere l’immortalità? È possibile, abolendo i ricordi e i sentimenti, vivere meglio? Il Ventunesimo Secolo volge al termine e una Multinazionale nel campo della medicina domina il mondo economico grazie alle ultime scoperte tecnologiche per l’immortalità. È un mondo di droghe sintetiche, di anarchici metropolitani, di governi paternalistici. Il potere è nelle mani di una gerontocrazia che controlla le più sofisticate tecnologie per ringiovanire e il resto della società si trascina tra piccoli espedienti. Mia Zieman, novantaquattro anni, ha deciso di sottoporsi ai più estremi e dolorosi trattamenti per ringiovanire e vivere per sempre. Ma non vuole sottostare alle regole del gioco, sfidando la Multinazionale. Attraversando varie città della vecchia Europa fugge unendosi a un gruppo di anarchici fuorilegge. È alla ricerca della gratificazione dello spirito, di rivelazioni erotiche, ma scopre ciò che ha più senso nella vita: il fuoco sacro della creatività artistica.

Fuoco e furia

Retroscena clamorosi, segreti di famiglia e ”Trump confidential” in un bestseller che ha fatto infuriare il presidente. Nel novembre 2016, l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti dà il via a un vero uragano nella politica americana, il più violento dai tempi del Watergate. Per documentarne gli effetti, Michael Wolff, giornalista di Washington che già durante la campagna elettorale aveva frequentato il quartier generale di Trump, si installa sui divani della Casa Bianca e osserva da vicino, ”come una mosca sul muro”, le azioni e le discussioni tra lo staff e il presidente. Il suo scopo è raccogliere confidenze esplosive non solo sulle faide interne che portano al licenziamento di strateghi di primo piano come Steve Bannon, l’anima nera della campagna elettorale, ma anche sui rapporti – al limite dell’alto tradimento – tra lo staff di Trump e la Russia e sui giudizi impietosi che i più stretti collaboratori danno del loro capo. Il risultato è un libro che Trump ha tentato invano di bloccare e che è diventato un caso mondiale perché racconta da una prospettiva unica la storia appassionante di un mandato imprevedibile e impetuoso quanto il presidente stesso.

(source: Bol.com)

I fuochi di Azeroth

Morgaine e il suo fido scudiero Nhi Vanye abbandonato Shiuan, un pianeta sconvolto dai terremoti e da terribili maree e inondazioni, giungono alla terra di Azeroth, dove esiste un’altra porta stellare segnalata da fuochi alieni, un’altra porta da chiudere e sigillare per sempre. Su Azeroth però c’è un fattore nuovo, imprevisto: perché qui regnano ancora i terribili, preumani qhal, e i qhal sono al di là e al di sopra della scienza degli umani.

I fuochi dell’ira

La grande e avventurosa saga della famiglia Courteney ci porta alla soglia dei nostri giorni. Per il Sudafrica non sono giorni lieti: l’intero paese è spazzato dai fuochi del conflitto razziale, dalla marea montante della rabbia nera. I fratellastri Manfred De La Rey e Shasa Courteney, continuando a ignorare il loro vincolo di parentela, separati da un odio atavico, ma uniti dalla stessa divorante ambizione di potere, si alleano sui banchi di un governo che vorrebbe i diversi popoli del Sudafrica liberi di svilupparsi e prosperare separatamente. In questa illusione, cozzano contro la feroce realtà dell’apartheid, che rischia di far esplodere il paese e mandare all’aria ogni personale progetto. Scontri di piazza, bombe, attentati, linciaggi: il sangue scorre copioso da una parte come dall’altra, mentre le spedizioni di caccia grossa di un tempo si trasformano in battute di caccia all’uomo e le vendette tribali si consumano in sordide baraccopoli. La morsa del terrore attanaglia indistintamente bianchi e neri, e fa sì che amore, odio e rabbia raggiungano il parossismo nel romanzo che conclude il ciclo dei Courteney e segna il momento più intenso della capacità narrativa di Wilbur Smith.
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(source: Bol.com)

I fuochi azzurri

Il primo segno è la carcassa di una mucca, orrendamente e inspiegabilmente mutilata. Il secondo, è un’automobile che si disintegra senza cause apparenti. Il terzo, è uno scintillante, sussurrante, meraviglioso fuoco azzurro che appare a un bambino mentre torna da scuola. E a poco a poco, in un crescendo che va dalla incredulità, allo stupore, al puro terrore, tutta la cittadina di Millville è soggiogata dal fenomeno. Naturale? Soprannaturale? C’è chi sospetta un esperimento sfuggito di mano agli scienziati, chi teme un’offensiva meteorologica dei russi, chi crede fermamente in un’apparizione della Madonna. E c’è chi vede nella forza distruttiva dei fuochi azzurri una manifestazione di ciò che i greci chiamavano i Fati, le potenze supreme dell’universo, cui perfino gli dei dovevano inchinarsi.
Copertina di Karel Thole

La fune

Ogni notte Bernhardt controlla che la piccola Elisabeth stia dormendo e che Agnes abbia spento la lampada a petrolio in camera da letto, pressa il tabacco nella pipa ed esce di casa. Il villaggio di contadini giace immerso nel silenzio. Le imposte delle finestre sono serrate, dai tetti di paglia sale l’ultimo fuoco del giorno e il bestiame riposa nel fienile, al riparo dai lupi. Mentre cammina, Bernhardt fuma e pensa a suo padre. Potrebbe farlo per ore, se quella notte, arrivato al limitare dell’abetaia, non notasse tra l’erba una sinuosa linea scura appena rischiarata dalla luna: una fune intrecciata e spessa un pollice che scompare nel bosco. Perché è lì? Chi ce l’ha messa, e dove porta?
L’indomani Bernhardt si addentra tra gli alberi, e penetra a lungo nel bosco senza trovare, però, l’altro capo della fune. Al ritorno, a Ulrich e agli altri contadini che, al margine della foresta, se ne stanno intorno alla fune col volto scontroso di chi si è appena svegliato, mostra un taglio sanguinante che parte dalla palpebra e gli traversa la guancia in diagonale.
Senza curarsi del vestito elegante, Ulrich si inginocchia e tende la corda il più possibile: niente da fare, la fune non cede. Raimund fa lo sbruffone e si dice convinto che si tratti dello scherzo di un ragazzino, a cui darebbe volentieri una lezione. Michael si arma di arco e frecce. I tre entrano a loro volta nel bosco e fanno ritorno al calare del sole: Michael e Raimund sembrano sotto shock, Ulrich, svenuto, ha una gamba sventrata.
Mentre le donne del villaggio pregano i mariti di lasciar perdere quel mistero e di occuparsi del grano da mietere, il maestro di scuola Reck, un ometto bizzarro sempre accompagnato da due alani, convince gli uomini a partire, per scoprire dove conduca quella fune. Qualunque cosa succeda, saranno a casa in tempo per il raccolto e tutto tornerà alla normalità.
Passano i giorni e il gruppo non incrocia anima viva, lotta contro lupi e serpenti, saccheggia un villaggio abbandonato e, quasi senza accorgersene, si trasforma in un branco spietato e cieco, interessato solo a conoscere la risposta a quell’enigma.
Con una lingua sobria ma dalla grande potenza evocativa, Stefan aus dem Siepen dà vita a un romanzo allegorico coinvolgente e denso di mistero, che con «un’idea semplicemente geniale» (“Bücherwurmloch”) ci regala una storia universale sulla necessità umana di perlustrare l’oscuro, di addentrarsi nell’ignoto, a rischio anche di voltare le spalle alla felicità che, «quando è troppo grande, diventa una pena».