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Il gatto che venne dal freddo

Billi è un gatto leopardo asiatico che vive in libertà tra le foreste e le lagune del Kerala, nell’India meridionale. Orgoglioso della propria indipendenza, prova però un’irrefrenabile attrazione per le attività degli esseri umani, soprattutto dei bambini, e ne invidia un po’ gli affetti e la vita sociale. Appollaiato sul ramo di un albero di mango assiste alle lezioni di un vecchio saggio e apprende il sanscrito e i principi fondamentali delle tre principali religioni indiane: buddhismo, induismo e giainismo. Quindi decide di conoscere il mondo e di scoprire qualcosa di più sugli uomini, e se osservano davvero i precetti della non violenza. Per farlo intraprende un lungo e rischioso viaggio, nel corso del quale incontra e interroga animali che vivono in simbiosi con gli esseri umani: un ghepardo sfruttato per la caccia, un bufalo, una mucca, un’elefantessa, una mangusta e un pappagallo. I loro racconti non sono per nulla incoraggianti eppure, una volta tornato nei suoi luoghi natii, un bel mattino decide di fare il grande passo e si lascia avvicinare da due bambini.

Il gatto che vedeva rosso

Something is amiss at Maus Haus. Not just the mystery of an unsolved “suicide” which hangs over the old mansion, but something ominous in the present-day residence. When Qwilleran moves in to work on his new gastronomical assignment, strange things begin to happen. First it’s a scream in the night, then a vanishing houseboy. But when his old girlfriend disappears, something has to be done. Qwilleran, Koko and Yum Yum set out to solve the mystery–and find a murderer!

Il gatto che se ne va da solo e tutti i luoghi sono uguali per lui

Questo bel tomo è il gatto che cammina da solo dimenando la coda selvaggia. Qui è raffigurato su uno scoglio perché, come ci spiega Kipling, un luogo vale l’altro per lui: e allora lo abbiamo messo in riva al mare perché il mare ci piace molto, specialmente se è pulito e non ci sono pericoli perché stiamo vicini al papà e alla mamma e indossiamo i braccioli. Il gatto, tutti voi credete di sapere che cos’è, ma solo dopo avere letto questo racconto lo avrete veramente capito; e sarete anche voi, come noi, grati a Kipling che con la sua arte ha saputo farcelo conoscere così a fondo; e anche a Sabrina, che lo ha raffigurato proprio come dev’essere raffigurato: diffidente, curioso, furbissimo, pigrissimo e sveltissimo, con grandi occhi cangianti ed espressivi. Età di lettura: da 6 anni.
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Il gatto che giocava a domino

Sulla tranquilla isola della Pera, nota anche come isola di Breakfast, è sorto un complsso turistico che sta sconvolgendo la vita e le abitudinid ella gente del posto. Il susseguirsi di incidenti anche mortali, induce Jim Qwilleran, ex giornalista ora miliardario, a recarvisi per svolgere qualche indagine. Naturalmente ils uo gatto siamese Koko, che ha doti quasi telepatiche, collabora attivamente con lui alla ricerca della soluzione del mistero…

Il gatto che conosceva gli astri

Il gatto che cantava agli uccelli
Una signora novantatreenne vive sola con i suoi cani in una piccola fattoria. Un soggetto perfetto per il giornale di Pickax. Ma quando la stessa vecchietta muore in un incendio inspiegabile e una giovane artista scompare, è il momento per Qwilleran di smettere gli abiti del giornalista per passare a quelli di investigatore. Ad aiutarlo i suoi straordinari gatti, Koko e Yum Yum.

Il gatto che guardava le stelle
Qwilleran, giornalista miliardario, è in vacanza insieme ai suoi gatti a Fishport, centro turistico molto apprezzato dai pescatori. Ma il riposo non dura a lungo: due persone scompaiono e la gente del posto ritiene che nella vicenda siano coinvolti gli alieni. Per fortuna Koko e Yum Yum sanno distinguere la fantascienza dalla realtà.

Le gallerie del tempo

La Guerra del Tempo fra Guardiani e Pionieri imperversava lungo tutto l’arco della storia, ignorata dagli uomini del ventesimo secolo, eccetto che da Malcom Lockridge. Coinvolto nell’immenso conflitto, Lockridge avrà nelle proprie mani il destino futuro degli antagonisti che si fronteggiano e combattono lungo seimila anni dello spazio-tempo: i Guardiani, condotti da Storm, regina nel suo mondo, dea dell’Età della Pietra, ispiratrice delle religioni a femminili », matriarcali, lunari e terrene dei costruttori di Megaliti e di Cnosso; i Pionieri, guidati da Brann, « direttore » nel suo mondo, dio della religione « maschile », patriarcale, solare e celeste degli Indoeuropei, guerrieri e conquistatori del Neolitico. E nel sottosuolo le immani Gallerie del Tempo che, andando dal passato più lontano sino ad un certo futuro inavvicinabile, attraverso i loro portali permettono di penetrare nelle epoche della storia più utili ai due contendenti. Ognuno dei quali cerca di far si che con il suo intervento nel passato, il futuro divenga più favorevole alla sua fazione. Al centro della guerra, sbalzato dal 1827 a.C. al 4000 d.C., Malcom Lockridge, un uomo del nostro tempo. In questo romanzo Poul Anderson ha saputo amalgamare la sempre avvincente avventura temporale con la sua grande cultura etnologica e di storia delle religioni.

Galilee

Ricchi come i Rockfeller, in vista quanto i Kennedy, i Geary dominano sin dalla Guerra Civile la vita degli americani, abilissimi nel celare le origini di tanta influenza e la vastità della corruzione che ne è alla base. Rachel Pallenberg non avrebbe mai immaginato di incontrare – e ancor men di sposare lo scapolo d’oro più ambito di tutta l’America, Mitchell Geary. Ma il suo romantico sogno d’amore si interrompe proprio il giorno del suo matrimonio: Rachel non è pronta ad affrontare l’incubo che ha inizio con la scoperta della vita segreta del clan. Perché i Geary sono una famiglia in guerra. I loro nemici sono i Barbarossa, una dinastia la cui influenza non si manifesta nei palazzi della politica, ma nell’universo sensuale dell’anima e della carne.

Galassia che Vai

E’ stato detto, scherzosamente ma non troppo, che se Voltaire o Swift vivessero oggi, scriverebbero forse le loro satire sotto forma di romanzi di fantascienza. Comunque sia, questa animatissima galoppata di una nave terrestre in visita presso lontane e stravaganti colonie, dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che la F.S. può diventare, nelle mani di uno scrittore che sappia impugnarla con spirito e senza pietà, lo strumento ideale per deridere le contraddizioni, i pregiulizi, le ipocrisie e la malafede della nostra vanagloriosa civiltà.
Copertina di Franco Brambilla

LA GALASSIA BRUCIA!

Un uomo riacquista i sensi in una città straniera, su un pianeta remoto, mentre tutt’intorno infuria l’attacco dei Distruttori. Quest’uomo ricorda appena la Terra. Quest’uomo non sa di essere il membro di un commando stellare al suo preciso posto di combattimento. E soprattutto quest’uomo ignora che i missili che gli scoppiano intorno sono stati lanciati da un’altra galassia, milioni di anni prima, all’unico scopo di distruggere lui. Ma tra poco lo saprà. Tra poco sarà l’ora del contrattacco.
Copertina di Karel Thole

Gai-Jin

* *The heir to the magnificent English trading company, the Noble House…the direct* *descendant of the first Toranaga Shogun battling to usher his country into the modern* *age…a beautiful young French woman forever torn between ambition and desire*…*Their lives intertwine in an exotic land newly open to foreigners*, gai-jin,* torn apart by greed, idealism, and terrorism. Their passions mingle with monarchs and diplomats, assassins, courtesans and spies. Their fates collide in James Clavell’s latest masterpiece set in nineteenth-century Japan—an unforgettable epic seething with betrayal and secrets, brutality and heroism, love and forbidden passions.… (source: Bol.com)

Le gabbie dell’infinito

Come non si può giurare che sia stato Bell a inventare il telefono, così non si può attribuire con certezza a Kenneth Bulmer l’invenzione delle “gabbie di transito”. Ma ciò che si può garantire – e che soprattutto conta per un romanzo di FS – è che nessuno ne ha mai ideato un’applicazione nello stesso tempo più semplice, più ingegnosa e più vastamente spettacolare. C’è tuttavia ben di più che uno “spettacolo” in questa epopea dei marines del futuro: il lettore accorto non mancherà di riconoscervi drammatici riferimenti a una problematica di pace e di guerra tutt’altro che futura.
**Ristampa del n. 478*

Il gabbiano Jonathan Livingston

Il gabbiano Jonathan Livingston non è come tutti gli altri. Se i suoi simili si limitano a composti viaggetti per procurarsi il cibo, lui intuisce nel volo una bellezza e un valore assoluti. Tanto basta per meritargli il marchio dell’infamia e l’allontanamento dallo stormo Buonappetito. Solo, audace, sempre più libero, Jonathan ci accompagna a scoprire l’ebbrezza del volo acrobatico, gli orizzonti emozionanti di mondi nuovi, fino a condurci in altre dimensioni, abitate da gabbiani solitari che hanno la sua stessa fame di perfezione e di verità. Il romanzo-culto degli anni Settanta torna in un’edizione completamente nuova, per la prima volta illustrata dall’artista britannico Ashley Crowley; una versione che comprende anche il nuovo finale, scritto da Bach dopo un’esperienza tra la vita e la morte.
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Il gabbiano di sale

Nelle dense acque del Mar Morto galleggia una sagoma nera che, da lontano, ha la forma di un gabbiano con le ali spalancate. Padre Matteo, noto archeologo, eletto da poco Custode di terra Santa, e Nadav Gruber, capo di Tsomet, una sezione dei servizi segreti israeliani, non tardano a riconoscervi il cadavere di un uomo con indosso un saio francescano. Il sospetto che si tratti di un omicidio porta Gruber ha indagare, ma Matteo ha immediatamente la sensazione che la realtà sia ben più complessa di quanto appaia. Il mistero si infittisce via via che nuovi indizi emergono dal presente e dal passato. E saranno molti gli episodi oscuri e i colpi di scena prima che padre Matteo riesca a dipanare la matassa che vede coinvolti servizi segreti, terroristi e sceicchi arabi, e a far luce su un mistero che affonda le sue radici negli anni drammatici del regime nazista.