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Storia di settembre

Una donna interroga se stessa in un mese di voluta solitudine per sfuggire alla frenesia alienante della routine quotidiana.
(source: Bol.com)

Storia di Roma

Un percorso affascinante, la straordinaria parabola del più grande impero occidentale. Montanelli – giornalista insuperato, profondo conoscitore dell’Italia e acuto commentatore delle sue vicende – ha affrontato la nostra storia con un piglio e un amore eccezionali. Questo saggio, che ha dato il via al fondamentale progetto della Storia d’Italia, ne mostra appieno tutte le doti di divulgatore, capace di coniugare la precisione dello studioso alla vivacità del narratore nel ritrarre figure imponenti – da Annibale a Cesare, da Augusto a Caligola e Nerone – e nel ricostruire mutamenti culturali delicati quali la nascita della Repubblica o l’adozione del Cristianesimo come religione di Stato. Il risultato è un libro coinvolgente e innovativo; l’opera di un maestro indiscusso che sa, come nessun altro, far rivivere sulla pagina gli uomini e gli avvenimenti che hanno fatto l’Occidente

Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino

Una notte una pipa, ancora calda dopo una bella fumata, decide di trasmettere il suo tepore materno a una modesta statuirla soprammobile, rappresentante un vecchietto. E, per incanto, ecco la statuina animarsi: è nato Pipino, il minuscolo ometto protagonista di una dolce, surreale fiaba, il quale, anziché invecchiare, ringiovanisce, divenendo prima adulto, poi giovinetto, poi bambino, fino a morire serenamente nella culla. Ricche di delicata umanità e di garbato umorismo, le avventure di Pipino offrono al lettore la riscoperta di un piccolo tesoro della letteratura per l’infanzia. Giulio Gianelli, nato a Torino e morto a Roma nel 1914, rimase orfano in tenerissima età, e il rimpianto della madre troppo presto perduta segnò tutta la sua personalità. Educatore e insegnante, fu autore di poesie e novelle tutte dedicate al pubblico infantile.

Storia Di Milano

“Storia di Milano” from Pietro Verri. Filosofo, economista, storico e scrittore italiano (1728-1797).
(source: Bol.com)

Storia di Genji, il principe splendente

Il Giappone dell’epoca Heian (IX-XII secolo): un paese chiuso, isolato dal continente asiatico, che contiene un altro paese chiuso, quello dell’aristocrazia di corte, al cui interno si trova il microcosmo delle nyobo, l’élite delle dame. Nella più ovattata di queste scatole cinesi, gineceo dell’aristocrazia, si svolge la storia del principe Genji, luminoso per intelligenza, cultura, bellezza: gli amori delle dame di corte, delle spose, e le lotte per il potere, nel più importante romanzo della letteratura giapponese classica.
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Storia delle terre e dei luoghi leggendari

QUESTO EBOOK HA RICEVUTO IL SIGILLO AMERICANO DI QUALITÀ QED (QUALITY, EXCELLENCE, DESIGN) ASSEGNATO NELL’AMBITO DEL PUBLISHING INNOVATION AWARDS 2014 CHE GARANTISCE LA MASSIMA ESPERIENZA DI LETTURA.
La nostra immaginazione è popolata da terre e luoghi mai esistiti, dalla capanna dei sette nani alle isole visitate da Gulliver, dal tempio dei Thugs di Salgari all’appartamento di Sherlock Holmes.
Ma in genere si sa che questi luoghi sono nati solo dalla fantasia di un narratore o di un poeta.
Al contrario, e sin dai tempi più antichi, l’umanità ha fantasticato su luoghi ritenuti reali, come Atlantide, Mu, Lemuria, le terre della regina di Saba, il regno del Prete Gianni, le Isole Fortunate, l’Eldorado, l’Ultima Thule, Iperborea e il paese delle Esperidi, il luogo dove si conserva il santo Graal, la rocca degli assassini del Veglio della Montagna, il paese di Cuccagna, le isole dell’utopia, l’isola di Salomone e la terra australe, l’interno di una terra cava e il misterioso regno sotterraneo di Agarttha. Alcuni di questi luoghi hanno soltanto animato affascinanti leggende e ispirato alcune delle splendide rappresentazioni visive che appaiono in questo volume, altri hanno ossessionato la fantasia alterata di cacciatori di misteri, altri ancora hanno stimolato viaggi ed esplorazioni così che, inseguendo una illusione, viaggiatori di ogni paese hanno scoperto altre terre.
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### Sinossi
QUESTO EBOOK HA RICEVUTO IL SIGILLO AMERICANO DI QUALITÀ QED (QUALITY, EXCELLENCE, DESIGN) ASSEGNATO NELL’AMBITO DEL PUBLISHING INNOVATION AWARDS 2014 CHE GARANTISCE LA MASSIMA ESPERIENZA DI LETTURA.
La nostra immaginazione è popolata da terre e luoghi mai esistiti, dalla capanna dei sette nani alle isole visitate da Gulliver, dal tempio dei Thugs di Salgari all’appartamento di Sherlock Holmes.
Ma in genere si sa che questi luoghi sono nati solo dalla fantasia di un narratore o di un poeta.
Al contrario, e sin dai tempi più antichi, l’umanità ha fantasticato su luoghi ritenuti reali, come Atlantide, Mu, Lemuria, le terre della regina di Saba, il regno del Prete Gianni, le Isole Fortunate, l’Eldorado, l’Ultima Thule, Iperborea e il paese delle Esperidi, il luogo dove si conserva il santo Graal, la rocca degli assassini del Veglio della Montagna, il paese di Cuccagna, le isole dell’utopia, l’isola di Salomone e la terra australe, l’interno di una terra cava e il misterioso regno sotterraneo di Agarttha. Alcuni di questi luoghi hanno soltanto animato affascinanti leggende e ispirato alcune delle splendide rappresentazioni visive che appaiono in questo volume, altri hanno ossessionato la fantasia alterata di cacciatori di misteri, altri ancora hanno stimolato viaggi ed esplorazioni così che, inseguendo una illusione, viaggiatori di ogni paese hanno scoperto altre terre.

La storia delle crociate

Il 27 novembre 1095 i principi della vecchia Europa guidati da Urbano II decidevano di cessare le guerre intestine per rivolgere le loro armi contro i “nemici della fede” e riscattare il Santo Sepolcro. Al grido di “Dio lo vuole!”, aveva inizio l’epopea delle crociate. Per quasi due secoli il Mediterraneo divenne teatro di sanguinose battaglie e brutali saccheggi, di gesta eroiche e rovinose disfatte. Re e sultani, templari e saraceni furono protagonisti di una lotta senza esclusione di colpi. Il 28 maggio 1291 duecentomila uomini guidati dal sultano Khalil sbaragliavano le difese di San Giovanni d’Acri, estremo baluardo di quello che era stato il Regno Franco d’Oriente. Una nuova epoca aveva inizio.

Storia della musica

Storia della musica. Dall’antichità classica al Cinquecento Nella civiltà occidentale, la musica è connessa con le arti, con le idee, con gli eventi politici e con le trasformazioni sociali: il suo linguaggio ne dipende strettamente. Su questo principio è fondata la presente sintesi di carattere storico e critico, di cui questo volume costituisce la prima sezione. Dall’antichità classica al Cinquecento si sono affermate due funzioni principali per quanto riguarda il significato e il linguaggio della musica: nella poesia e nel teatro della Grecia, nella liturgia del canto gregoriano, nel canto “improvvisato” degli umanisti italiani, la musica è stata considerata necessario complemento della parola. Con l’invenzione e lo sviluppo della polifonia, culminata proprio nel Cinquecento, alla melodia sono stati attribuiti invece valori autonomi, analoghi a quelli dell’architettura. Con l’esperienza di ascolto e soprattutto mettendo in relazione le composizioni musicali col contesto storico e culturale è agevole comprendere questi significati e ricostruirne il senso. Nello sviluppo dei generi musicali si devono inserire poi le personalità degli autori: dall’anonimato medievale si passa alla rosa dei poeti provenzali e francesi, fino a quando nel Trecento emerge la personalità dominante di Guillaume de Machaut. Seguono gli inglesi e i fiamminghi quattrocenteschi, come Power e Dufay, per entrare con Josquin des Prez nella pluralità della musica cinquecentesca. Storia della musica. Dal Seicento al Novecento In questo volume, la storia della musica in Occidente è divisa in sei parti: la prima e la sesta sono dedicate rispettivamente al Seicento e al Novecento, le quattro interne riguardano il Settecento e l’Ottocento, suddivisi rispettivamente in due parti. Ogni parte è preceduta da un sommario di inquadramento storico ed è seguita da una “guida all’ascolto” e da una bibliografia essenziale. Dal Seicento nella storia della musica occidentale si affermò, con Monteverdi, la drammaturgia che influenzò in maniera decisiva l’intero sviluppo della musica nei secoli successivi. Sempre a partire dal XVII secolo si precisarono i generi musicali e la loro destinazione agli strumenti o alle voci con strumenti. I generi ebbero una loro storia autonoma, sulla quale hanno inciso profondamente alcuni grandi compositori: Bach, Händel, Haydn, Mozart, Beethoven. Le grandi correnti della musica ottocentesca e lo stretto legame instauratosi fra musica e arti sono destinati a protrarsi in maniera decisiva anche nel Novecento, in particolare l’opera di Mozart è qui trattata con speciale approfondimento, in virtù del fatto che appare centrale nella musica dell’Occidente. Altresì è stato dato rilievo ai momenti di transizione che, in certi casi, sono stati molto vivaci, come il passaggio fra Seicento e Settecento, la fine dell’Ottocento, e hanno contribuito all’evoluzione della musica e dei suoi generi attraverso personalità minori ma spiccate.
(source: Bol.com)

Storia dell’Italia moderna. Dal 1861 ai nostri giorni

Dall’Unità alla fine del ‘900
Esistono numerose storie d’Italia dal 1861, anno conclusivo del Risorgimento, ad oggi. Nessuna però si presenta con l’agilità di questa, che condensa in un centinaio di pagine gli avvenimenti dell’Italia unita, i periodi di libertà e democrazia e quello del fascismo, con la partecipazione a due guerre mondiali. Benché lo spazio maggiore sia dedicato agli aspetti politici, non vengono trascurati gli altri, dalla cultura alla società all’economia, in modo da offrire, attraverso una sintesi rapida ma esauriente dei caratteri fondamentali del Paese in cui viviamo, un quadro completo dei fatti e degli uomini che di quei fatti sono stati ora gli attori ed ora le vittime.
Giampiero Carocci
libero docente di storia moderna, è membro della Commissione per la pubblicazione dei documenti diplomatici. Tra le sue opere: Agostino Depretis e la politica interna italiana 1876-1887; Giolitti e l’età giolittiana; Storia d’Italia dall’Unità; L’età dell’imperialismo; Destra e sinistra nella storia d’Italia. Con la Newton Compton ha pubblicato: Il Risorgimento, Storia del fascismo; Storia della guerra civile americana; Storia dell’Italia moderna dal 1861 ai nostri giorni e Storia degli ebrei in Italia.

Storia dell’eternità

Nel 1936, quando scrisse la “Storia dell’eternità”, Borges lavorava in una biblioteca rionale dimenticata in un quartiere periferico di Buenos Aires, dove la topografia ortogonale della capitale argentina si frastagliava in terreni incolti e officine e ortaglie, e dove il tempo sembrava non passare mai. Fu in quel periodo che si delinearono nella sua opera i tratti che oggi chiunque definirebbe, a colpo sicuro, borgesiani, e in primo luogo l’inclinazione a considerare tutto come materiale letterario. Così, per esempio, teologia e metafisica potevano diventare ai suoi occhi cronache della vita di un personaggio chiamato eternità, del quale egli si proponeva di restituire, attraverso episodi ben vagliati, alcune delle fasi che punteggiavano una vita infinita. Senza impedirsi, comunque, di accostare queste storie a divagazioni sulla metafora, sui traduttori delle “Mille e una notte” e sull’arte dell’insulto. Tale procedimento, usato da Borges con discrezione e ironia, ha una straordinaria forza dissestante, nel senso che scalza ogni affermazione dal suo piedistallo di pretesa realtà, come se la realtà stessa non fosse che un genere letterario. E nel contempo ci introduce a un nuovo genere, di cui Borges seppe essere, per un paradosso a lui congeniale, insieme il fondatore e l’epigono.
(source: Bol.com)

Storia del terrorismo. Dall’antichità alle sette islamiche degli assassini dall’Ira

Il saggio di Andrew Sinclair esplora il pensiero e i metodi del terrorismo e dimostra come la strategia del terrore non abbia mai perso la sua efficacia, fin dai tempi della setta degli Assassini e delle orde mongole. L’unica differenza è che le moderne tecnologie permettono lo sterminio di decine di milioni di persone, invece delle decine di migliaia di vittime causate dagli antichi strumenti di distruzione. Nato da una meticolosa ricerca, questo libro analizza l’uso atroce dell’arma del terrorismo, dalla distruzione di Cartagine per mano dei Romani all’attacco suicida alle Torri Gemelle.

Storia del popolo americano. Dal 1492 ad oggi

Quando il racconto della storia esce dalle stanze del potere e si sposta nelle strade, nelle case e nei luoghi di lavoro delle persone non illustri, per dare voce ai «vinti» e agli sfruttati, può davvero scuotere le coscienze di intere generazioni. Howard Zinn è riuscito a mostrare l’altra faccia dell’America, quella che non si insegna a scuola o nelle università. A 35 anni dalla prima edizione, e dopo 2 milioni di copie vendute, “Storia del popolo americano” – che il Saggiatore propone in versione integrale, con una traduzione ampliata e aggiornata – continua a essere uno dei libri di storia più letti al mondo. La prosa di Zinn, limpida, appassionata e documentatissima, abbraccia oltre cinquecento anni: dalla colonizzazione genocida delle Americhe all’indipendenza degli Stati Uniti, dalla guerra civile all’imperialismo del XX secolo, fino all’11 settembre 2001. Il punto di vista non è però quello di Cristoforo Colombo, Washington, Lincoln, Roosevelt o Bush, bensì quello dei nativi americani, degli schiavi neri, delle donne, delle minoranze emarginate, di tutti gli sconfitti e i dissidenti che la «terra delle opportunità» ha rimosso dalla sua narrazione ufficiale. Sottraendo all’oblio le ribellioni contro la schiavitù e la segregazione, i conflitti sindacali, le manifestazioni per la pace, la lunga lotta per l’emancipazione femminile, emergono le atroci conseguenze dei conflitti armati, il costo umano delle decisioni di politici e uomini d’affari, tutte le forme di oppressione – e di resistenza – che la maggior parte degli storici relega fra le note a pie di pagina. Dietro le retoriche del potere e le leggende patriottiche, la storia americana si rivela una storia di razzismo e sfruttamento, le cui poche eccezioni positive, più che alle élite di governo, si devono alle infinite piccole azioni di persone sconosciute. L’intento di Zinn non è però mitizzare il popolo, piangere le vittime e denunciare i carnefici: spesso «il grido dei poveri non è giusto», si rivolge contro altri poveri, non sa riconoscere i veri responsabili. Ma se non si è in grado di ascoltarlo «non si saprà mai che cos’è la giustizia».
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Storia dei media digitali

Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell’Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un’ottica globale, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer, di internet, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell’industria culturale quali musica, stampa, cinema, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità, Storia dei media digitali getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo.
(source: Bol.com)

Della Storia D’Italia

Ma perché, se v’è colpa, io l’ho aggravata nella presente edizione, aggiugnerò qui: che l’imparzialitá mi sembra consistere non nel non giudicare, ma nel giudicare imparzialmente; che anzi non capisco come possa essere imparzialitá dove non sia giudizio; che senza questo non può essere se non indifferenza, e che le storie (fortunatamente rare) scritte con indifferenza alla virtú od al vizio, alla buona od alla cattiva politica della patria, adempiono male quell’ufficio, che pur si pretende imporre alla storia, di maestra della vita pubblica degli uomini e delle nazioni. Del resto, tutto ciò tocca a una questione piú che letteraria e delle piú importanti nelle condizioni presenti della patria nostra. A qualunque nazione è necessario farsi e tener ferma una politica nazionale.