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Il teschio parlante

L’Inghilterra è afflitta da oltre cinquant’anni da un’invasione di fantasmi di tutti i generi. I londinesi, senza scomporsi, lo chiamano ‘Il Problema’, ma la loro vita ne è pesantemente condizionata. Gli unici in grado di vedere e combattere gli spettri sono i ragazzini, ciascuno con i propri Talenti, al servizio di agenzie di acchiappafantasmi. Tra queste, la Lockwood & Co. cerca di emergere, ma non ha fatto ancora grandi progressi… L’agenzia rivale riesce sempre a mettere i bastoni tra le ruote ad Anthony, Lucy e George, impedendogli di portare a termine qualsiasi missione. Il capo della Lockwood & Co., il bello e intraprendente Anthony, ha deciso di sfidare i concorrenti nella soluzione di un caso: chi perderà sarà costretto ad ammettere la sua inferiorità nientemeno che sul Times! La sfida consisterà nel risolvere il mistero di uno strano specchio trafugato durante la riesumazione di un medico vittoriano che era riuscito a spiare nell’aldilà. Nel secondo capitolo della serie Lockwood & Co., riuscirà l’affascinante Anthony ad affermare la superiorità della sua agenzia, aggiudicandosi la vittoria in questa sfida? E Lucy sarà in grado di dimostrare una volta per tutte il suo coraggio e scoprire i suoi veri Talenti? Età di lettura: da 10 anni.

La Tela Di Penelope

La tela di Penelope è un libro riuscito sin dal titolo. Non c’è dubbio che sia prezioso. Un vero e proprio ‘memento’ per noi, e per chi verrà dopo di noi: perché allinea scandali cui in molti si erano assuefatti, fissa nella memoria errori da non ripetere, ripercorre vicende che tendiamo a rimuovere. Aldo Cazzullo, “Corriere della Sera” La frammentazione che caratterizza centrodestra e centrosinistra sfocia in una conflittualità paralizzante. Esecutivo dopo esecutivo, si tesse qualcosa che ogni volta rimane incompiuto. Il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica è uno snodo cruciale che indirizza verso un’altra tessitura. Una tela di Penelope dopo l’altra siamo arrivati ai nostri giorni. Mirella Serri, “Sette – Corriere della Sera” La classe politica non ha voluto perdere gli appuntamenti internazionali decisivi, tra cui l’ingresso nell’euro. Tuttavia poco e nulla è stato fatto per adeguare il Paese a quelle scelte. Da dove ricominciare? Il libro non può dirlo, ma di sicuro aiuta a capire. Piero Craveri, “Il Sole 24 Ore”

Sylvia

«Un contagio visionario» percorre il Greenwich Village dei primissimi anni Sessanta – la terra di nessuno fra la Beat Generation e i figli dei fiori. E proprio nel cuore del Village, mentre «un bizzarro delirio aleggia nell’aria», una coppia di studenti, imprigionati in una livida ossessione d’amore, sprofonda giorno dopo giorno in un allucinato inferno coniugale. Sotto le loro finestre MacDougal Street è «un carnevale demente», scandito da Elvis Presley e Allen Ginsberg; e intanto la loro folie à deux, «impigliata nel suono delle proprie urla», precipita fatalmente verso un esito devastante. Ispirato alla storia vera del suicidio della prima moglie di Leonard Michaels, “Sylvia” è uno di quei romanzi che, terrifici nella loro profonda verità, si insinuano quasi inavvertitamente nella mente del lettore – e vi rimangono per sempre. **
### Sinossi
«Un contagio visionario» percorre il Greenwich Village dei primissimi anni Sessanta – la terra di nessuno fra la Beat Generation e i figli dei fiori. E proprio nel cuore del Village, mentre «un bizzarro delirio aleggia nell’aria», una coppia di studenti, imprigionati in una livida ossessione d’amore, sprofonda giorno dopo giorno in un allucinato inferno coniugale. Sotto le loro finestre MacDougal Street è «un carnevale demente», scandito da Elvis Presley e Allen Ginsberg; e intanto la loro folie à deux, «impigliata nel suono delle proprie urla», precipita fatalmente verso un esito devastante. Ispirato alla storia vera del suicidio della prima moglie di Leonard Michaels, “Sylvia” è uno di quei romanzi che, terrifici nella loro profonda verità, si insinuano quasi inavvertitamente nella mente del lettore – e vi rimangono per sempre.

Sua Santità: Le carte segrete di Benedetto XVI

Non era mai successo. Nessuno era riuscito ad accedere nella stanza del papa e a leggere le sue carte riservate. Centinaia di documenti che svelano la quotidiana precarietà della Chiesa, tra affari assai poco trasparenti e congiure di palazzo. Gianluigi Nuzzi, dopo il successo di Vaticano Spa sullo scandalo dello Ior, racconta, grazie alle carte fornite da una fonte segreta, le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e che coinvolgono l’Italia e la sua politica. Anche quella del governo Monti. Le lettere di Boffo, l’ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di Viganò che dopo aver fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni Letta, il problema dell’Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso Ruby e Berlusconi (vittima di una magistratura politicizzata), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano, le verità sui Legionari di Cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra Napolitano e il papa di cui nessuno è a conoscenza. E don Julián Carrón, leader di Cl che accusa la diocesi di Milano di simpatie politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller. La volontà di chi ha reso disponibili queste carte, rompendo vincoli di segretezza e quindi rischiando di persona, è quella di dare fiato e coraggio a tutti coloro che dentro la Chiesa non si riconoscono in un’istituzione tesa soprattutto a gestire beneficienze, affari e potere e si battono perché essa sia più vicina al cuore degli uomini e ritrovi l’abbraccio solidale di tutti i fedeli sparsi nel mondo. **
### Sinossi
Non era mai successo. Nessuno era riuscito ad accedere nella stanza del papa e a leggere le sue carte riservate. Centinaia di documenti che svelano la quotidiana precarietà della Chiesa, tra affari assai poco trasparenti e congiure di palazzo. Gianluigi Nuzzi, dopo il successo di Vaticano Spa sullo scandalo dello Ior, racconta, grazie alle carte fornite da una fonte segreta, le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e che coinvolgono l’Italia e la sua politica. Anche quella del governo Monti. Le lettere di Boffo, l’ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di Viganò che dopo aver fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni Letta, il problema dell’Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso Ruby e Berlusconi (vittima di una magistratura politicizzata), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano, le verità sui Legionari di Cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra Napolitano e il papa di cui nessuno è a conoscenza. E don Julián Carrón, leader di Cl che accusa la diocesi di Milano di simpatie politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller. La volontà di chi ha reso disponibili queste carte, rompendo vincoli di segretezza e quindi rischiando di persona, è quella di dare fiato e coraggio a tutti coloro che dentro la Chiesa non si riconoscono in un’istituzione tesa soprattutto a gestire beneficienze, affari e potere e si battono perché essa sia più vicina al cuore degli uomini e ritrovi l’abbraccio solidale di tutti i fedeli sparsi nel mondo.
### Dalla seconda/terza di copertina
Gianluigi Nuzzi, milanese, è autore di diverse inchieste e scoop che hanno avuto vasta eco, anche internazionale. Nel 2009, con VATICANO SPA, ha rivelato, grazie alle carte segrete di monsignor Renato Dardozzi, gli scandali finanziari e politici dei sacri palazzi, accelerando le dimissioni del presidente dello Ior, Angelo Caloia, in carica da vent’anni. È seguita nel 2010 la pubblicazione di METASTASI (con Claudio Antonelli), altro libro rivelatore in cui si documenta la penetrazione della ’ndrangheta nel Nord Italia. Nel 2012 SUA SANTITÀ, rendendo pubbliche le carte segrete del papa, stravolge gli equilibri di potere vaticani facendo scoppiare una crisi che contribuirà alle dimissioni di Ratzinger nel 2013. Nuzzi ha ideato e condotto la trasmissione INTOCCABILI su La7 e attualmente conduce su Rete4 QUARTO GRADO, incentrata sui grandi casi di cronaca che appassionano e dividono l’opinione pubblica.

Lo stretto necessario

Giulio ha tutto quel che potrebbe desiderare: successo nel lavoro, un appartamento lussuoso, una moglie – Francesca – bella, ricca di famiglia e dedita alla beneficenza per l’Africa, e una figlia di sette anni che già promette di diventare splendida come la mamma. Eppure, all’inizio di giugno 2006, mentre gli Azzurri di Marcello Lippi cominciano ad affrontare il Mondiale, sente qualche nota dissonante nella sua vita. Sarà che uno pseudointellettuale, Giacchetta di Lino, ronza attorno a Francesca e lei ne sembra invaghita. O sarà che ultimamente Giulio ha dovuto ideare solo campagne su prodotti come colle per dentiere o calzini antipuzza. O sarà che Marta, una vecchia amica, dopo dieci anni di silenzio si è fatta inspiegabilmente risentire.In questo momento di confusione Giulio lascia tutto, di punto in bianco, per partire con Federico, l’amico di sempre, che in crisi lavorativa e coniugale ha deciso di andare in Puglia per ristrutturare una masseria. È l’inizio di una scorribanda maschile, un’avventura lungo tutta la Penisola che porterà Giulio a confrontarsi con se stesso, con donne del suo passato e anche con il proprio senso di responsabilità.Lo stretto necessario è un romanzo scritto con una penna talentuosa e incalzante, fitto di colpi di scena e arricchito da una vivida galleria di personaggi, ironici e realistici. Ma non solo. È soprattutto un viaggio sorprendentemente sincero nella psiche maschile, quella dove si affollano desideri e rimorsi, autoassoluzioni e paure, tentazioni e vigliaccheria. Una lettura illuminante per ogni donna, forse sconvolgente per qualche uomo.

Strangers

Dom Corvaisis, Ginger Weiss, Ernie Block: non si conoscono e vivono lontani gli uni dagli altri, ma li accomuna una paura cieca e misteriosa che trasforma i loro giorni e notti in incubi. C’è un ricordo confuso di una violenza subita, di un’immagine luminosa e indecifrabile. Qualcuno però è disposto a uccidere per evitare che la loro memoria diventi più precisa. Ma non serve. Il ricordo riaffiora: tutti hanno soggiornato al Tranquility Motel di Ernie. Quale segreto si nasconde nel deserto del Nevada? Perché nessuno deve sapere?

Spiaggia a mano armata

Settembre 1946. Nell’Italia che sta rinascendo dalle ceneri della guerra, anche l’industria cinematografica ha riacceso i motori. Il regista Giorgio Ferroni ha iniziato le riprese di un film ambientato nella pineta di Tombolo, tra Livorno e Pisa, covo di disertori neri americani, prostitute e contrabbandieri. La lavorazione viene interrotta quando il cadavere della giovane Mariuccia Costa, aiuto parrucchiera della troupe, viene rinvenuto sul retro dell’hotel dove alloggiava. Sul corpo, segni evidenti di strangolamento. La polizia accusa dell’omicidio l’ufficiale di colore lohn Kitzmiller, attore del film e da poco compagno della ragazza. La produzione è però convinta della sua innocenza e chiama in causa l’investigatore privato Bruno Astolfi, ex pugile ed ex questurino radiato dal ruolo ai tempi del fascismo, che in poche ore riesce a scagionare il capitano americano. Resta però da trovare il vero assassino, e per farlo Astolfi dovrà rischiare la propria pelle, scavare nel passato torbido e doloroso della vittima, setacciare il litorale toscano a caccia di un misterioso motociclista e del suo temibile cane. Quello di Umberto Lenzi è un romanzo che – racconta l’Italia dell’immediato dopoguerra, affamata e violenta eppure pronta a risollevarsi inseguendo quel sogno meraviglioso che si chiama cinema. **

Lo spartito del mondo: Breve storia del dialogo tra culture in musica

La storia multiculturale degli ultimi cinquecento anni in musica: dall’opera al jazz afroamericano, dalla Suite alla world music, lo straordinario potere di questa lingua universale di attraversare lo spazio e il tempo e far dialogare culture lontane. Giovanni Bietti ci accompagna, pagina dopo pagina, in un viaggio in quella sorta di lingua cosmopolita che è la musica: una lingua capace di mescolare, intrecciare, fondere le diverse tradizioni a qualsiasi latitudine. Da Orlando di Lasso agli ideali pacifisti e universali che hanno ispirato musicisti settecenteschi come François Couperin, ottocenteschi come Beethoven o novecenteschi come Béla Bartók, fino alle sperimentazioni contemporanee che coinvolgono le culture e le sonorità extraeuropee, la musica si rivela un mezzo di scoperta del mondo. Un modo per imparare a valorizzare le differenze, un’esperienza di sintesi e di arricchimento. Perché la musica può dirci molto su di noi, sugli altri, sul mondo. **
### Sinossi
La storia multiculturale degli ultimi cinquecento anni in musica: dall’opera al jazz afroamericano, dalla Suite alla world music, lo straordinario potere di questa lingua universale di attraversare lo spazio e il tempo e far dialogare culture lontane. Giovanni Bietti ci accompagna, pagina dopo pagina, in un viaggio in quella sorta di lingua cosmopolita che è la musica: una lingua capace di mescolare, intrecciare, fondere le diverse tradizioni a qualsiasi latitudine. Da Orlando di Lasso agli ideali pacifisti e universali che hanno ispirato musicisti settecenteschi come François Couperin, ottocenteschi come Beethoven o novecenteschi come Béla Bartók, fino alle sperimentazioni contemporanee che coinvolgono le culture e le sonorità extraeuropee, la musica si rivela un mezzo di scoperta del mondo. Un modo per imparare a valorizzare le differenze, un’esperienza di sintesi e di arricchimento. Perché la musica può dirci molto su di noi, sugli altri, sul mondo.

Sozaboy

«Hanno ammazzato ken saro-wiwa, ken saro-wiwa è vivo. vivo grazie a sozaboy, il suo capolavoro, incantato come una fiaba, terribile come il più atroce dei reportage, profondo come un canto.»
Immaginate un villaggio ai confini del mondo, Dukana: una chiesa, i vecchi che snocciolano storie, le donne che fanno i lavori pesanti. A Dukana vive Mene, aspirante autista di pulmini, con la madre. A Dukana nessuno sa niente: tutti sentono alla radio di un governo che è cambiato e di cui conoscono solo funzionari e poliziotti corrotti, che si pappano mazzette per ogni cosa. Tutto scorre lento e lieto. Mene conosce Agnes, con più tette che anima, e la vuole sposare, e tutto sembra andar bene finché non si comincia a parlare di nemico, di casini nella nazione, finché non arrivano sozasoldati a requisire cibo e reclutare gente. Per un giovane fare la guerra è una gran cosa, bisogna cacciare il nemico perché nel Paese manca il sale, e lui deve proteggere la moglie. E così Mene diventa Sozaboy, veste l’uniforme, prende ordini senza capire perché fa quello che fa, e va al fronte. Ma la guerra è un brutto affare, ci sono sozacapitani che ti fanno bere la piscia, aerei che cagano bombe che uccidono. E così Mene scappa, conosce la prigionia, passa nelle file del nemico, lascia tutto per cercare la mamma e la sposa, per tornare a Dukana, perché ha capito che la guerra è una cosa senza senso… Questo è un assaggio del mondo che Saro-Wiwa tratteggia in questo romanzo del 1985, ispirato alla guerra del Biafra che devastò la Nigeria dal 1967 al 1970. La forza della scrittura e della narrazione trasforma ogni personaggio in archetipo (della corruzione e dei mali endemici che ancora oggi affliggono la Nigeria) e riveste i luoghi e le gesta dell’alone del mito. L’idea geniale è raccontare la perdita di innocenza di un mondo e lo scardinamento di gerarchie e ordini naturali attraverso gli occhi e le parole di un ragazzo che crede che la follia che lo investe abbia un senso, fino a scoprire dolorosamente il contrario: la lingua perciò ricalca la logica elementare e lo stupore primigenio di Mene, ha formule di antica oralità piena di rispetto per il mondo e le cose. Non stupisca quindi se il sorriso per il suo ingenuo romanticismo diventa amaro di tragedia, perché questo antieroe ha molto da dire sui nostri tempi di barbarie, a ogni latitudine. Ken Saro-Wiwa, nato nel 1941, intellettuale e scrittore, fu anche uomo di teatro e regista televisivo. Politico di rango, Saro-Wiwa apparteneva alla popolazione ogoni, insediatasi nel delta del Niger, un tempo dedita alla pesca e all’agricoltura, costretta all’emigrazione, alla miseria, e addirittura alla morte a causa dell’inquinamento del territorio a opera delle multinazionali del petrolio, complice la classe dirigente politica e militare del Paese. Fu proprio per difendere i diritti degli ogoni che Saro-Wiwa intraprese la battaglia civile e politica che gli costò la vita: arrestato dal regime militare fu impiccato dopo un processo farsa, il 10 novembre 1995, insieme ad altri militanti del Mosop. «toccare questo libro, odorarne le pagine, guardarlo, significa far sì che continui a essere un’arma pacifica e potentissima contro ogni tipo di potere.» roberto saviano «Così, da quella volta, in qualsiasi posto vado, tutti mi chiamano “Sozaboy”, “Sozaboy”. Anzi, sono diventato proprio famoso a Dukana. Tutti i ragazzi dicono che sono un tipo in gamba. Sposando, come niente fosse, una bella ragazza di Lagos e poi preparandomi per andare ad arruolarmi nell’esercito. Dicono che, dopo un po’ di tempo, mi daranno un ruolo veramente importante nell’esercito. Per conto mio, ero molto orgoglioso. Quando mi chiamano “Sozaboy”, rispondo all’istante. E addirittura dico in giro, perfino, che Sozaboy è il mio nome. Se vado a casa di qualcuno e busso alla porta e chiedono chi è, rispondo “Sozaboy”. Quel nome mi piace proprio.»

Il sole dell’avvenire. Vol II: Chi ha del ferro ha del pane

In questo secondo, autonomo volume de *Il Sole dell’Avvenire* , Valerio Evangelisti continua a seguire le vicende di alcune famiglie emiliano-romagnole attraverso i grandi cambiamenti che investono la regione, e l’Italia intera, in un arco temporale che va dal 1900 al 1920. Sono anni densi di eventi: dall’affermarsi del movimento operaio, cooperativo e socialista, con le sue varie anime e tendenze, ai grandi scioperi generali promossi dai sindacalisti rivoluzionari; dalle imprese coloniali alla Settimana Rossa del 1914; dalla Prima guerra mondiale al “biennio rosso” 1919-1920, fino all’affacciarsi dello squadrismo fascista. Se nella parte iniziale della vicenda si insisteva sulla trasformazione di un territorio, da malsano in prospero e produttivo, in Chi ha del ferro ha del pane l’autore pone l’accento sul mutamento dei rapporti politici e sociali. Indirizzato a governare e risolvere l’enorme problema nato dagli assetti economici: la tragedia della disoccupazione e della precarietà. Come nel volume precedente, testimoni e partecipi di un periodo storico così drammatico sono personaggi inseriti in processi di cui intuiscono appena la portata. Eleuteria, ragazza fragile e incapace di ribellarsi alle avversità, fino a una sorprendente evoluzione; Reglio, giovane ribelle involontario, che cerca in ogni modo di sottrarsi al servizio militare e alle compagnie di disciplina, cioè all’autorità dello Stato; la piccola e fragile Narda, che col suo spontaneo eroismo riscatterà l’onore di un ramo familiare che sembrava macchiato dalla vigliaccheria e dal tradimento. Ciò è narrato attraverso piccoli episodi, ora tragici ora umoristici, che vedono in scena personaggi spesso picareschi, litigiosi o astuti, ingenui o determinati. Impegnati a cercare di sopravvivere in un mondo sempre più difficile, a contatto con le grandi figure del loro tempo. Ma sullo sfondo, o forse in primo piano, è il passaggio epocale dal mondo rurale all’agricoltura di tipo industriale, nonché l’opera paziente di edificazione di una società capace di volgere il progresso a favore dei più umili e sfruttati. Operazione fallita: il Sole dell’Avvenire sarà spento sul nascere. Ma non per sempre. Un grande romanzo narrato senza traccia di enfasi o di retorica, come è nello stile di Valerio Evangelisti. **
### Sinossi
In questo secondo, autonomo volume de *Il Sole dell’Avvenire* , Valerio Evangelisti continua a seguire le vicende di alcune famiglie emiliano-romagnole attraverso i grandi cambiamenti che investono la regione, e l’Italia intera, in un arco temporale che va dal 1900 al 1920. Sono anni densi di eventi: dall’affermarsi del movimento operaio, cooperativo e socialista, con le sue varie anime e tendenze, ai grandi scioperi generali promossi dai sindacalisti rivoluzionari; dalle imprese coloniali alla Settimana Rossa del 1914; dalla Prima guerra mondiale al “biennio rosso” 1919-1920, fino all’affacciarsi dello squadrismo fascista. Se nella parte iniziale della vicenda si insisteva sulla trasformazione di un territorio, da malsano in prospero e produttivo, in Chi ha del ferro ha del pane l’autore pone l’accento sul mutamento dei rapporti politici e sociali. Indirizzato a governare e risolvere l’enorme problema nato dagli assetti economici: la tragedia della disoccupazione e della precarietà. Come nel volume precedente, testimoni e partecipi di un periodo storico così drammatico sono personaggi inseriti in processi di cui intuiscono appena la portata. Eleuteria, ragazza fragile e incapace di ribellarsi alle avversità, fino a una sorprendente evoluzione; Reglio, giovane ribelle involontario, che cerca in ogni modo di sottrarsi al servizio militare e alle compagnie di disciplina, cioè all’autorità dello Stato; la piccola e fragile Narda, che col suo spontaneo eroismo riscatterà l’onore di un ramo familiare che sembrava macchiato dalla vigliaccheria e dal tradimento. Ciò è narrato attraverso piccoli episodi, ora tragici ora umoristici, che vedono in scena personaggi spesso picareschi, litigiosi o astuti, ingenui o determinati. Impegnati a cercare di sopravvivere in un mondo sempre più difficile, a contatto con le grandi figure del loro tempo. Ma sullo sfondo, o forse in primo piano, è il passaggio epocale dal mondo rurale all’agricoltura di tipo industriale, nonché l’opera paziente di edificazione di una società capace di volgere il progresso a favore dei più umili e sfruttati. Operazione fallita: il Sole dell’Avvenire sarà spento sul nascere. Ma non per sempre. Un grande romanzo narrato senza traccia di enfasi o di retorica, come è nello stile di Valerio Evangelisti.

Il Silenzio E L’Ascolto

Quattro incontri con altrettanti ricercatori di verità, esseri umani dai percorsi di vita molto diversi, ma uniti dalla stessa apertura al dialogo, da un’analoga sete di conoscenza. La conversazione è il cuore di questa raccolta, nella quale Franco Battiato con l’aiuto dei suoi interlocutori, affronta gli argomenti cardine della sua visione del mondo: ii rapporto con il divino, le applicazioni concrete delle pratiche mistiche, la reincarnazione, l’eccellenza nell’arte. È sorprendente allora notare come i quattro testi scelti per questo libro, brevi e bilanciati dal discreto interloquire del conduttore, si richiamino sottilmente l’uno con l’altro: dall’alchimia visionaria di Alejandro Jodorowsky, all’esperienza profonda del sufismo per un intellettuale come Gabriele Mandel, alla scoperta della tradizione vedica per il musicista Claudio Rocchi. Temi ricorrenti quali il valore del silenzio, l’attenzione per il corpo, l’affermazione di uno spazio interiore e il superamento della dualità assumono qui la forma di piccole ma luminose scintille di riflessione, che trovano nelle parole di Raimon Panikkar, grande costruttore di ponti tra le tradizioni religiose, la loro più vertiginosa definizione.

Significato e fine della storia. I presupposti teologici della filosofia della storia

Senza una filosofia della storia, la storia non è altro che un incomprensibile susseguirsi di eventi che non trasmette le autentiche motivazioni umane ad agire. Capire il fine ultimo della storia significa porsi in un’ottica assoluta, metafisica, abbandonando la concezione del corpo sociale come semplice lotta per la sopravvivenza. In questo senso la filosofia è sorella della teologia come dimostrano, secondo Karl Lowith, le tappe fondamentali del pensiero europeo. Dalla Bibbia a sant’Agostino, da Voltaire a Marx, da Vico a Hegel, l’interpretazione filosofica della storia rimane ancorata a un’originaria matrice religiosa. Anche quando alla fede e all’idea di provvidenza sostituisce quella di progresso.

Sgrammaticando

Perché facciamo sempre più errori di italiano? Che hanno fatto di male alle persone il povero congiuntivo e l’infelice «h», che viene messa quando non si deve e tolta quando invece starebbe così comoda al suo posto? Vogliamo poi parlare di po’, il troncamento della parola poco, in cui tanti risparmiano sull’apostrofo per scialacquare, magari, in un accento sulla «o» che non serve a nessuno? E apostrofi, accenti, doppie… Una delle strategie più comuni è spargerli a piene mani sulla pagina come petali di rose a una cerimonia, senza curarsi più di tanto di dove andranno a cadere, ma non è una strategia destinata al successo.
Tra scuola e università, e-mail, documenti, report di lavoro, stati Facebook e messaggi su WhatsApp, la forma scritta è sempre più importante nella nostra comunicazione quotidiana, e i nostri scivoloni grammaticali e ortografici si trasformano rapidamente in catastrofi sociali e professionali. In queste pagine scopriremo come evitare di cadere nei tranelli più comuni, come risolvere i dubbi amletici, come dare una rinfrescata al nostro amato italiano riportando alla memoria – e alla punta delle dita – regole comuni e dettagli curiosi in grado di farci apprezzare come mai prima la ricchezza della lingua.
Un piccolo manuale che costituisce anche un indispensabile galateo social, per i molti che non vogliono arrendersi alla barbarie linguistica.
“Ai tempi del liceo, il nemico si chiamava t9. un amico (senza apostrofo) mi mandò un sms con qualche strafalcione. Rompiscatole fin da allora, gli rimproverai di aver toppato con la grammatica. «Scusa, ha stato il t9!», fu la sua risposta. Novantadue minuti di applausi.”

Sete

Alisa ha realizzato il sogno della sua millenaria esistenza di vampira: lei e il suo amato Ray sono diventati umani e insieme hanno concepito un figlio. Ma il sogno va in mille pezzi quando si rende conto che la sua bambina è ben lontana dall’essere normale. Cresce in maniera sorprendentemente veloce e dimostra di possedere poteri persino superiori a quelli che aveva la madre, e un’insaziabile sete di sangue. Forse è addirittura la Madre Oscura che deve annientare John, il neonato cui un’antica profezia attribuisce messianici poteri. Alisa si trova così a prendere una decisione straziante: braccare a morte la sua stessa figlia per salvare il figlio di un’altra donna. Nessuno è quello che sembra, un nemico può rivelarsi un generoso alleato così come un complice dimostrarsi uno spietato predatore. E in questo sanguinoso gioco di specchi e sacrifici, che costringe la protagonista a viaggiare nel tempo e sondare misteri ancestrali, ogni scelta comporta laceranti dubbi e rimorsi.

Il Senso E Il Nulla

La nostra epoca è posta di fronte ad un ineludibile problema: è ancora possibile parlare di un senso nell’età del nichilismo e del post-moderno? La presente opera intende rispondere affermativamente al quesito, ma a condizione di svincolare la sua prospettiva dalle ipoteche del Soggetto idealistico e dalle richieste dell’ontologia. Il progetto mira a rilevare come l’offerta del senso sia insieme posta e trovata. Questa duplicità è affidata ad un’interpretazione della filosofia come teoria generale delle relazioni, in cui si compendia la sfida dei nuovi tempi per uscire dalla stretta del nichilismo. Questo saggio vuole essere un contributo a quest’apertura che vale insieme da promessa e da speranza per un’innovativa ricerca filosofica. A tale fine, la prima parte del libro segue un profilo teorico, in cui la rilettura di Nietzsche occupa un posto centrale; la seconda, più propriamente storica, ruota intorno alla figura di Whitehead, la cui filosofia è stata ripresa, in una prospettiva rigorosamente relazionistica, sul solco delle proposte speculative di Enzo Paci che qui si riprendono, inserendole però in un quadro progettualmente innovativo.

Segreto Tibet

**UN LIBRO IRRINUNCIABILE CHE COMBINA VIAGGIO, NARRAZIONE, PATHOS E SCIENZA. UN VERO CLASSICO SENZA TEMPO**. Il Tibet, chiusosi ermeticamente al mondo nel secolo XIX, fu aperto a forza dagli inglesi nel 1904, per tornare subito a richiudersi ancora più ermeticamente di prima. Solo negli anni Trenta cominciarono a presentarsi rare occasioni d’accesso per alcuni privilegiati.
**Giuseppe Tucci** , uno dei nostri massimi orientalisti, seppe approfittarne più volte. **Nelle sue spedizioni del 1937 e del 1948 ebbe come compagno Fosco Maraini, allora giovanissimo, che dalle sue note di viaggio trasse «Segreto Tibet»** , un libro che ebbe enorme successo e fu tradotto in dodici lingue.
Nel Tibet di allora si viveva ancora in un medioevo intatto, un medioevo però altamente e raffinatamente civile privo soltanto di quei mezzi, datici dalla scienza e dalla tecnologia, quali strade, luce elettrica e plastica, fibre sintetiche e gas metano, televisione, giornali e radio. Il popolo tibetano trovava nella propria antica civiltà religiosa, artistica, letteraria, teatrale e musicale i mezzi per trascorrere un’esistenza ricca di soddisfazioni.
Dal 1951 a oggi mutamenti drammatici, spesso accompagnati da violenze umilianti e da distruzioni insensate sono stati imposti al Tibet. L’intera struttura della società è stata capovolta e stravolta. Quella che qui presentiamo è un’edizione aggiornata ai nostri giorni che ripropone ai lettori il racconto e le immagini di un tempo inquadrati e messi a fuoco nel panorama della realtà di oggi con tutte le sue implicazioni storiche, sociali e morali.
Ora che è possibile visitare il Tibet più liberamente quest’opera si presenta come un’introduzione vissuta, sentita, pensata all’affascinante paese nel cuore dell’Asia, a quello che è stato e che è.
In un momento in cui film e libri di successo puntano il dito sulla terribile situazione di oppressione e di violenza in cui si trova il Tibet a causa dell’invasione cinese, **questo libro straordinario ci fa sentire la voce autorevole e appassionata di uno dei primissimi testimoni di una straordinaria civiltà che rischia di scomparire**. **
### Sinossi
**UN LIBRO IRRINUNCIABILE CHE COMBINA VIAGGIO, NARRAZIONE, PATHOS E SCIENZA. UN VERO CLASSICO SENZA TEMPO**. Il Tibet, chiusosi ermeticamente al mondo nel secolo XIX, fu aperto a forza dagli inglesi nel 1904, per tornare subito a richiudersi ancora più ermeticamente di prima. Solo negli anni Trenta cominciarono a presentarsi rare occasioni d’accesso per alcuni privilegiati.
**Giuseppe Tucci** , uno dei nostri massimi orientalisti, seppe approfittarne più volte. **Nelle sue spedizioni del 1937 e del 1948 ebbe come compagno Fosco Maraini, allora giovanissimo, che dalle sue note di viaggio trasse «Segreto Tibet»** , un libro che ebbe enorme successo e fu tradotto in dodici lingue.
Nel Tibet di allora si viveva ancora in un medioevo intatto, un medioevo però altamente e raffinatamente civile privo soltanto di quei mezzi, datici dalla scienza e dalla tecnologia, quali strade, luce elettrica e plastica, fibre sintetiche e gas metano, televisione, giornali e radio. Il popolo tibetano trovava nella propria antica civiltà religiosa, artistica, letteraria, teatrale e musicale i mezzi per trascorrere un’esistenza ricca di soddisfazioni.
Dal 1951 a oggi mutamenti drammatici, spesso accompagnati da violenze umilianti e da distruzioni insensate sono stati imposti al Tibet. L’intera struttura della società è stata capovolta e stravolta. Quella che qui presentiamo è un’edizione aggiornata ai nostri giorni che ripropone ai lettori il racconto e le immagini di un tempo inquadrati e messi a fuoco nel panorama della realtà di oggi con tutte le sue implicazioni storiche, sociali e morali.
Ora che è possibile visitare il Tibet più liberamente quest’opera si presenta come un’introduzione vissuta, sentita, pensata all’affascinante paese nel cuore dell’Asia, a quello che è stato e che è.
In un momento in cui film e libri di successo puntano il dito sulla terribile situazione di oppressione e di violenza in cui si trova il Tibet a causa dell’invasione cinese, **questo libro straordinario ci fa sentire la voce autorevole e appassionata di uno dei primissimi testimoni di una straordinaria civiltà che rischia di scomparire**.