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Paesaggi e personaggi

Un’antologia di appunti e ricordi. I viaggi di Gillo Dorfles raccolti capitolo dopo capitolo come un diario senza ordine di tempo. In questo libro Dorfles racconta la sua storia dalla nascita a Trieste allo sfollamento in Toscana fino alla scelta di Milano come propria città elettiva perché la “più attiva d’Italia”. L’autore narra numerosi passaggi storici del Novecento come la fondazione di Brasilia nel 1960 o spaccati di vita quotidiana come la sua visita ad Harlem, quando i neri avevano fontanelle pubbliche diverse dai bianchi. Ogni pagina esprime amore per culture lontane come quella russa e giapponese o visite lampo in piccoli paesi vicini e remoti. Attraverso numerosi racconti inediti che percorrono per intero tutto il Secolo breve, Gillo Dorfles narra le sue frequentazioni e amicizie con uomini come Toscanini e Montale e donne come Leonor Fini.
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### Sinossi
Un’antologia di appunti e ricordi. I viaggi di Gillo Dorfles raccolti capitolo dopo capitolo come un diario senza ordine di tempo. In questo libro Dorfles racconta la sua storia dalla nascita a Trieste allo sfollamento in Toscana fino alla scelta di Milano come propria città elettiva perché la “più attiva d’Italia”. L’autore narra numerosi passaggi storici del Novecento come la fondazione di Brasilia nel 1960 o spaccati di vita quotidiana come la sua visita ad Harlem, quando i neri avevano fontanelle pubbliche diverse dai bianchi. Ogni pagina esprime amore per culture lontane come quella russa e giapponese o visite lampo in piccoli paesi vicini e remoti. Attraverso numerosi racconti inediti che percorrono per intero tutto il Secolo breve, Gillo Dorfles narra le sue frequentazioni e amicizie con uomini come Toscanini e Montale e donne come Leonor Fini.

I padroni della crisi (La cultura)

La crisi economica è feroce. Sembra interminabile. Anche chi, solo nel 2011, negava la sua esistenza è costretto a fare i conti con i danni sociali e umani della recessione. Mentre le televisioni si occupano a orario continuato del famigerato spread e le manovre finanziarie «lacrime e sangue» si susseguono, Biagio Simonetta indica una prospettiva che pochi considerano. È il punto di vista dei vincitori, quello delle mafie. Il principio è il solito: molto denaro, molto potere. Soprattutto quando il denaro, tutt’intorno, scarseggia. L’applicazione è tanto lineare quanto sconcertante: in Italia e nel mondo, più l’economia si contrae, più le mafie si espandono. L’immensa liquidità proveniente dal traffico di cocaina ha salvato dal fallimento alcune delle banche più grandi del pianeta. I prestiti di ’ndrangheta, camorra e Cosa nostra soccorrono le piccole imprese strette nella morsa del fisco e del credit crunch; se l’unica alternativa è chiudere i battenti, poco importa che le organizzazioni criminali richiedano tassi da usura e che alla fine si impadroniscano dell’azienda. E se davanti al dramma della disoccupazione e della povertà lo Stato latita, la liquidità mafiosa compra tutto, anche il consenso della popolazione. O trova ottime occasioni per il riciclaggio, approfittando di chi, disperato, vende i gioielli di famiglia al «compro oro» per pagare il mutuo o si illude di poter sbancare la «macchinetta» della sala giochi. I padroni della crisi esplora la forza camaleontica delle mafie, capaci di trarre vantaggio dalla sofferenza di tutto il resto della società, oggi come ai tempi di Al Capone. Afferma una verità amara, che pochi vogliono ascoltare: l’economia illegale ha dato sollievo a buona parte dell’economia legale, anche e soprattutto al Nord. Ma è un sollievo passeggero, illusorio; si trasforma in un cappio che, mentre la recessione avanza, si stringe intorno al collo delle persone. E minaccia la nostra democrazia.
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### Sinossi
La crisi economica è feroce. Sembra interminabile. Anche chi, solo nel 2011, negava la sua esistenza è costretto a fare i conti con i danni sociali e umani della recessione. Mentre le televisioni si occupano a orario continuato del famigerato spread e le manovre finanziarie «lacrime e sangue» si susseguono, Biagio Simonetta indica una prospettiva che pochi considerano. È il punto di vista dei vincitori, quello delle mafie. Il principio è il solito: molto denaro, molto potere. Soprattutto quando il denaro, tutt’intorno, scarseggia. L’applicazione è tanto lineare quanto sconcertante: in Italia e nel mondo, più l’economia si contrae, più le mafie si espandono. L’immensa liquidità proveniente dal traffico di cocaina ha salvato dal fallimento alcune delle banche più grandi del pianeta. I prestiti di ’ndrangheta, camorra e Cosa nostra soccorrono le piccole imprese strette nella morsa del fisco e del credit crunch; se l’unica alternativa è chiudere i battenti, poco importa che le organizzazioni criminali richiedano tassi da usura e che alla fine si impadroniscano dell’azienda. E se davanti al dramma della disoccupazione e della povertà lo Stato latita, la liquidità mafiosa compra tutto, anche il consenso della popolazione. O trova ottime occasioni per il riciclaggio, approfittando di chi, disperato, vende i gioielli di famiglia al «compro oro» per pagare il mutuo o si illude di poter sbancare la «macchinetta» della sala giochi. I padroni della crisi esplora la forza camaleontica delle mafie, capaci di trarre vantaggio dalla sofferenza di tutto il resto della società, oggi come ai tempi di Al Capone. Afferma una verità amara, che pochi vogliono ascoltare: l’economia illegale ha dato sollievo a buona parte dell’economia legale, anche e soprattutto al Nord. Ma è un sollievo passeggero, illusorio; si trasforma in un cappio che, mentre la recessione avanza, si stringe intorno al collo delle persone. E minaccia la nostra democrazia.

Il padrone sono io

Due storie. Due amori tormentati. Nate e Shane, due ragazzi che darebbero il cuore e l’anima per i rispettivi compagni. Eppure, la vita, con loro, non è stata clemente e ha messo dinanzi ad entrambi situazioni, a volte, troppo difficili da superare.
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### Sinossi
Due storie. Due amori tormentati. Nate e Shane, due ragazzi che darebbero il cuore e l’anima per i rispettivi compagni. Eppure, la vita, con loro, non è stata clemente e ha messo dinanzi ad entrambi situazioni, a volte, troppo difficili da superare.

Il padrone delle ferriere

Filippo Derbley, padrone delle ferriere di Pont-Avesnes è un uomo ancor giovane, onesto e generoso, amato dai propri operai. Egli è da tempo innamorato della marchesina Clara di Beaulieu. Clara però fin da bambina si è promessa a suo cugino Gastone di Bligny, giovane brillante e prodigo che ha sperperato al gioco il proprio patrimonio. Avendo saputo che i Beaulieu si trovano in condizioni di grave disagio, Gastone non mostra più alcun interesse per Clara. Questa apprende un giorno che egli sta per sposare la figlia del ricco industriale Moulinet, Atenaide, una ex compagna di collegio di Clara che l’ha sempre invidiata per la sua posizione sociale più elevata. Quando Gastone si reca a Beaulieu, spinto dal desiderio di giustificare la propria condotta la cugina gli annuncia il suo prossimo matrimonio con Derbley. Quando però Filippo apprende che Clara l’ha sposato soltanto per giovare alla sua famiglia economicamente in dissesto e per fare un dispetto al cugino Gastone, le annuncia che il loro matrimonio non sarà consumato e inizierà a trattarla solo con gelida indifferenza. Clara avrà il tempo e le occasioni per capire di aver sposato l’uomo giusto.

Il padrone delle anime

Il principe Gaborn Val Orden di Mystarria, giovane Signore delle Rune, attraversa sotto mentite spoglie le campagne autunnali del regno di Sylvarresta; suo unico compagno di viaggio, nonché guardia dei corpo, è il fido Borenson. Gaborn, affascinato dalla bellezza del paesaggio circostante, si appresta a chiedere la mano della principessa Iome, erede al trono di Sylvarresta. Mentre sosta in una taverna, Gaborn nota un paio di stranieri dall’aria imponente, dotati d’una prestanza e d’una forza inusitate: si tratta di due assassini. La scoperta trascina il principe in un mondo di discordie e di tradimenti. Il suo piacevole viaggio si trasforma in una lotta contro il tempo per avvertire il sovrano locale del pericolo che lo minaccia…

Il padrone della città

Anastasija Kamenskaja, ispettore della polizia criminale di Mosca, sta trascorrendo un periodo di riposo presso il centro di benessere “I Girasoli”, in una piccola città della Russia, dove la vita scorre tranquilla e gli abitanti godono di una discreta agiatezza. Ma l’apparente tranquillità del luogo cela una sordida storia di vizio, un giro di filmini hard e di efferate crudeltà. I clienti sono persone profondamente turbate che nascondono la loro perversione dietro una facciata di assoluta normalità. Una serie di misteriosi omicidi avvia un’indagine a cui Anastasija non può restare estranea.
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I padrini

Da Vito Cascio Ferro a Lucky Luciano, da Calogero Vizzini a Stefano Bontate, la mafia ha avuto sempre nei suoi padrini i registi fondamentali. Ma chi erano veramente questi uomini ritenuti degni di assoluto onore e rispetto, capaci di imporsi con il fascino del mito? A quale funzione assolvevano i padrinati? Questo volume, frutto di un lavoro di ricerca basato su fatti e documenti storici, offre un’analisi approfondita del fenomeno mafioso attraverso le sconcertanti vicende dei suoi protagonisti. Articolato in una serie di biografie e di “racconti-verità”, presenta una inquietante successione di vite criminali all’interno di una complessa esperienza mafiosa, nata in Sicilia, esportata negli USA dove si trasforma con la nascita di Cosa Nostra e, da lì rinviata alla Sicilia e ai suoi rapporti con l’intera realtà italiana ed europea. Com’è ovvio, si tratta di protagonisti immorali – appunto, i padrini, opportunamente distinti dai semplici boss della più cruda ed elementare criminalità – rivisitati da vicino, spesso nel loro “privato”, nel dramma del loro pervertimento in demoni del “puro potere”. Se ne coglie così, con le abiezioni, il fascino sinistro. La memoria storica li restituisce al senso tragico e paradossale di una particolare tradizione culturale, indagata a fondo dall’Italia all’America, su una linea interpretativa segnata dalla vocazione dell’autore di favorire drastiche rotture ai fini di una “rivoluzione culturale” contro la mafia.
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Padri e figli

“Padri e figli” è un romanzo dello scrittore russo Ivan Sergeevič Turgenev, pubblicato per la prima volta nel 1862.
È l’opera più famosa e importante di Turgenev. In essa si affronta la tematica del nichilismo, una tematica che verrà ripresa, approfondita, criticata dalla letteratura russa. L’opera scatenò diverse polemiche in Russia, e non solo, che costrinsero Turgenev a dare spiegazioni e, di fatto, a diradare la sua attività letteraria.
La storia inizia quando Nikolaj Petrovič Kirsanov, un modesto possidente terriero, aspetta il ritorno del figlio Arkadij, di ritorno da San Pietroburgo dove studiava all’università. In sua compagnia c’è l’amico Bazarov, studente di medicina, personaggio centrale del romanzo. Egli è materialista e antitradizionalista, e si autodefinisce un nichilista.
Dopo una disputa tra l’animo rivoluzionario di Bazarov e l’orgoglioso zio Pavel, i due giovani preferiscono partire per recarsi a trovare i genitori di Bazarov. La scena si sposta in una città (denominata semplicemente ***), dove i due conoscono Anna Sergeevna Odincova, una donna giovane e affascinante, e la sorella Katja, dall’animo mite e più giovane di lei di dieci anni. Arkadij si innamora di Katja ma, deluso, parte con Bazarov prima verso la tenuta dei genitori di Bazarov poi dai Kirsanov. Arkadij e Pavel si sfidano a duello. Pavel viene ferito ma Bazarov gli risparmia la vita, tornandosene a casa dove si ammala di tifo e muore.
Il capitolo finale svela le vicende dei vari personaggi: Fenečka e Nikolaj si sposano, così come Arkadij e Katja.
Ivan Sergeevič Turgenev (1818 – 1883) nacque in una antica ed agiata famiglia russa. Suo padre, colonnello in un reggimento di cavalleria degli ussari, morì quando Ivan aveva sedici anni, lasciandolo, insieme al fratello, alle cure della madre Varvara Petrovna, donna severa ed inflessibile, ricca proprietaria di terreni con molti servi della gleba. Turgenev studiò all’Università di Mosca ed quella di San Pietroburgo, specializzandosi in studi classici, letteratura russa e filologia. Infine fu mandato all’Università di Berlino a studiare filosofia e storia. Qui Turgenev fu colpito dalla constatazione di quanto la società dell’Europa Occidentale fosse più moderna di quella russa, tanto che, al suo ritorno in patria, si distinse per le idee “filo-occidentali”, contrapposte a quelle “slavofile”, essendo convinto che la Russia poteva progredire imitando l’Occidente, ed abolendo istituzioni ormai superate dai tempi, prima fra tutte la servitù della gleba.
Negli ultimi anni della sua vita Turgenev risiedette raramente in Russia, preferendo Baden-Baden o Parigi, visitò anche l’Inghilterra, dove ricevette la laurea ad honorem in legge dall’Università di Oxford. Morì a Bougival, vicino a Parigi.

Il padre infedele

ROMANZO FINALISTA AL PREMIO STREGA 2014 “Forse non mi piacciono gli uomini.” Il giorno in cui tua moglie, all’improvviso, scoppia a piangere in cucina, è una piccola apocalisse. Uno di quei giorni in cui la tua vita va in frantumi ma giunge, anche, per un attimo, a dire se stessa. E allora Glauco Revelli, chef di un ristorante blasonato, maschio di quaranta anni, padre di una figlia di tre, va alla ricerca della propria verità di uomo. Dall’ingresso nell’età adulta, l’innamoramento, la costruzione di una famiglia, la nascita e l’accudimento di una figlia, fino al disamore della moglie (che gli si nega dal momento del parto) e al ritorno feroce degli insaziabili demoni del sesso, tutto è passato in rassegna dal suo sguardo implacabile e commosso. Con “Il padre infedele” Antonio Scurati scrive il suo libro più personale, infiammato dal tono accorato della confessione e, al tempo stesso, il romanzo dell’educazione sentimentale di una generazione.
(source: Bol.com)

Pacific Palisades

L’idea è tanto semplice quanto forte: esiste uno scambio di amore e di dolore tra noi e il mondo, tra noi e gli altri, e questo scambio avviene attraverso il muro che ognuno di noi è. Un baluardo che è anche una valvola, un filtro: una palizzata pacifica. Dario Voltolini – una delle penne piú originali e fieramente isolate della letteratura italiana – ha scelto la forma del racconto in versi per compiere insieme a chi legge un viaggio intimo e universale nel tempo e tra le parole.
‘L’onda scende lungo gli anni
e passa dentro le persone.
Nelle vene del tempo soffiano
come un vento
il dolore l’orrore l’amore,
la generazione delle generazioni
e viene da chiedersi se sia lo stesso vento,
o un diverso stile di movimento,
a far sí che nell’immaginazione
veniamo portati in alto in orbite
da cui guardare sotto’.
Convocando sulla pagina le persone a lui piú care e le loro storie, Voltolini ha immaginato un dialogo tra i vivi e coloro che non lo sono piú, facendo emergere una prospettiva nuova: ognuno di noi custodisce dentro di sé, insieme al proprio passato, anche – forse soprattutto – quello di chi ci ha preceduto. Da questo testo, Romaeuropa Festival porterà nei teatri un reading con le musiche di Nicola Tescari diretto e interpretato da Alessandro Baricco.
(source: Bol.com)

P come pericolo

Un illustre medico è scomparso da quasi due mesi, non aveva nemici e ogni persona interpellata, la moglie, l’ex moglie, la figlia, lo staff dell’ospedale, la polizia, apre una strada diversa all’indagine. Abbondano le teorie, ma mancano i fatti, e quando ormai dispera di trovare una soluzione, Kinsey imbocca per caso la direzione giusta, che lo porterà però in una zona d’ombra, in cui l’ambiguità e la doppiezza non lasceranno spazio alla verità. Kinsey dovrà seguire come sempre il proprio intuito, che stavolta però lo porterà a rischiare la vita in una pericolosa esplorazione del lato più nero dell’anima umana.

La Oxford di Lyra

Un nuovo, incantevole episodio della storia di Lyra, ambientato nello stesso universo fantastico della trilogia Queste oscure materie. In una veste grafica elegante, con le incisioni di John Lawrence e la mappa di una Oxord magica e al tempo stesso reale, un libro che, come scrive Pullman: “contiene storie e molte altre cose. Le altre cose potrebbero essere collegate alla storia, o no; potrebbero esssere collegate a storie che non sono ancora state pubblicate. Non è facile dirlo.”

Ovunque sarai

Elisa, dopo la sua avventura nella Roma dei Borgia, ha fatto ritorno nella sua epoca e deve affrontare l’esame di maturità. Non riesce però a dimenticare Cristiano e il pensiero di lui, rimasto al di là del varco nel tempo, la tormenta. Intanto, Cesare medita la sua vendetta. Riuscirà Elisa a ritrovare il suo amore perduto? E il Valentino su chi sfogherà la sua ira? Un`altra entusiasmante avventura fra presente e passato che non deluderà chi già si è lasciato incantare da “Prigioniera del tempo”.

Outlet Italia

La domenica, le piazze italiane sono vuote. Quasi deserti gli stadi, le chiese, i cinema. Sono tutti all’outlet. L’Autosole unisce un outlet all’altro: Fidenza, Barberino del Mugello, Incisa, Arezzo, Foiano della Chiana, Fiano Romano, Valmontone… Centri commerciali costruiti per sostituire i paesi, con le case finte, le fontane e tutto. Ma ‘outlet’ è anche altro. È una parola magica, buona per la bottega di paese o la vetrina di via Montenapoleone. Indica un mondo parallelo dove isolarsi da quello vero, come accade pure nei centri benessere, nelle palestre, nei villaggi turistici. È simbolo della svendita, non solo di beni ma di valori; perché nell'”Outlet Italia” tutto diventa merce, comprese le relazioni tra le persone. Il degrado dei rapporti umani è il vero segno del nostro tempo, in cui la cortesia è considerata una debolezza e si rivendicano in pubblico le cose che prima si facevano in privato. Aldo Cazzullo, una delle firme più importanti del giornalismo, ha scritto un nuovo viaggio nella nuova Italia. Racconta gli outlet, partendo da Serravalle Scrivia, il primo d’Europa. Descrive i villaggi vacanze, quelli per single ricchi e quelli per famiglie povere. Le Spa, come si chiamano ora le terme. Il Palacavicchi, la discoteca più grande d’Italia. I festival, da Sanremo al Salone del fumetto. Il viaggio conduce nelle grandi città. Nelle ‘piccole patrie’, dalla Valsusa ribelle al santuario di Padre Pio. Tra i personaggi: Fiorello e Corona, Woodcock e Briatore. Poi a casa di Bossi, al Quirinale, e nei palazzi della politica. Soprattutto, Cazzullo racconta il nostro modo di vivere, e denuncia il mercato dei beni più preziosi: la giustizia, l’amore, il tempo, il cognome, gli embrioni, la fede, la cultura; fino agli uomini, trattati come cose proprio mentre cani e Suv diventano più importanti delle persone.

Otto volante: Un caso di Stephanie Plum

Stephanie Plum, cacciatrice di taglie di Trenton, New Jersey, non può certo lamentarsi. Ultimamente il lavoro non le manca, e le sue giornate sono a dir poco movimentate. Oltre ai casi consueti che le passa il viscido cugino Vinnie, capo dell’agenzia, questa volta deve occuparsi di una complicata vicenda di scomparsa: una madre e la sua bambina sono sparite senza lasciare traccia. Certo, cercare le persone scomparse non sarebbe compito di Stephanie, ma le due sono la figlia e la nipote di una cara amica di nonna Mazur, e non si può certo dire di no alla cara e insistente vecchietta… Anche se questo significa subire una serie di minacce nemmeno tanto sottili da parte di Eddie Abruzzi, elegante quanto temuto esponente della malavita locale, collezionista di cimeli di guerra e noto per la sua crudeltà. Affiancata come sempre dalla fidata Lula, vistosa ex prostituta dai modi piuttosto spicci e dall’appetito incontenibile, in poche ore Steph riesce a collezionare svariate auto distrutte dalle fiamme, aggressioni e cadaveri segati a metà sul divano di casa, rocambolesche e infruttuose catture di pregiudicati. Peraltro, restando rigorosamente fedele alla propria dieta a base di pizza, spuntini e snack ipercalorici. Per non parlare del fronte sentimentale, che vede l’eterno fidanzato e agente di polizia Joe Morelli sempre più incalzato dal ben tenebroso Ranger.
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### Recensione
Stephanie Plum, cacciatrice di taglie di Trenton, New Jersey, non può certo lamentarsi. Ultimamente il lavoro non le manca, e le sue giornate sono a dir poco movimentate. Oltre ai casi consueti che le passa il viscido cugino Vinnie, capo dell’agenzia, questa volta deve occuparsi di una complicata vicenda di scomparsa: una madre e la sua bambina sono sparite senza lasciare traccia. Certo, cercare le persone scomparse non sarebbe compito di Stephanie, ma le due sono la figlia e la nipote di una cara amica di nonna Mazur, e non si può certo dire di no alla cara e insistente vecchietta… Anche se questo significa subire una serie di minacce nemmeno tanto sottili da parte di Eddie Abruzzi, elegante quanto temuto esponente della malavita locale, collezionista di cimeli di guerra e noto per la sua crudeltà. Affiancata come sempre dalla fidata Luta, vistosa ex prostituta dai modi piuttosto spicci e dall’appetito incontenibile, in poche ore Steph riesce a collezionare svariate auto distrutte dalle fiamme, aggressioni e cadaveri segati a metà sul divano di casa, rocambolesche e infruttuose catture di pregiudicati. Peraltro, restando rigorosamente fedele alla propria dieta a base di pizza, spuntini e snack ipercalorici. Per non parlare del fronte sentimentale, che vede l’eterno fidanzato e agente di polizia Joe Morelli sempre più incalzato dal ben tenebroso Ranger…
### Sinossi
Stephanie Plum, cacciatrice di taglie di Trenton, New Jersey, non può certo lamentarsi. Ultimamente il lavoro non le manca, e le sue giornate sono a dir poco movimentate. Oltre ai casi consueti che le passa il viscido cugino Vinnie, capo dell’agenzia, questa volta deve occuparsi di una complicata vicenda di scomparsa: una madre e la sua bambina sono sparite senza lasciare traccia. Certo, cercare le persone scomparse non sarebbe compito di Stephanie, ma le due sono la figlia e la nipote di una cara amica di nonna Mazur, e non si può certo dire di no alla cara e insistente vecchietta… Anche se questo significa subire una serie di minacce nemmeno tanto sottili da parte di Eddie Abruzzi, elegante quanto temuto esponente della malavita locale, collezionista di cimeli di guerra e noto per la sua crudeltà. Affiancata come sempre dalla fidata Lula, vistosa ex prostituta dai modi piuttosto spicci e dall’appetito incontenibile, in poche ore Steph riesce a collezionare svariate auto distrutte dalle fiamme, aggressioni e cadaveri segati a metà sul divano di casa, rocambolesche e infruttuose catture di pregiudicati. Peraltro, restando rigorosamente fedele alla propria dieta a base di pizza, spuntini e snack ipercalorici. Per non parlare del fronte sentimentale, che vede l’eterno fidanzato e agente di polizia Joe Morelli sempre più incalzato dal ben tenebroso Ranger.

Otto mesi a Ghazzah Street

Arabia Saudita, Gedda, Ghazzah Street. Uno strano posto. Un luogo senza passato, un luogo di passaggio dove nessuno si ferma per più di qualche anno e dove la gente, in casa, tiene le sue cose negli scatoloni. Anche la terra e il mare, laggiù, sono in continuo mutamento: ci sono ville costruite da pochi anni con vista sul mare che oggi si affacciano su un muro. Frances Shore è una cartografa, ma quando il lavoro di suo marito la porta in Arabia Saudita si ritrova come una prigioniera sperduta, incapace di orientarsi nelle zone oscure del paese. Il regime che impera è corrotto e inflessibile, molti degli stranieri che incontra non sono che avidi faccendieri in cerca di denaro accompagnati dalle mogli e i vicini musulmani si muovono furtivi ma hanno occhi per ogni cosa. Le strade non sono il posto adatto per le donne, e Frances – il marito Andrew è spesso assente – si ritrova confinata nel suo appartamento cercando di dare un senso a tutto ciò. Ma la battaglia è ardua. Le giornate diventano un susseguirsi di vuoti e di silenzi, interrotti soltanto dagli inspiegabili rumori provenienti dal piano superiore, che però, a quanto le è stato detto, dovrebbe essere disabitato. Quello dell’appartamento al piano di sopra diventa un mistero tutto da sciogliere, che obbligherà la protagonista a scontrarsi con le mille contraddizioni di un mondo infernale: un mondo asfittico, fatto di sofferenze celate, silenzi strazianti, segreti inconfessabili. Un mondo di cui le donne sono vittime ma anche complici. Hilary Mantel, la più grande scrittrice inglese del nostro tempo, prima e unica donna a ricevere due volte il Man Booker Prize, torna con un romanzo avvincente e attualissimo, in cui racconta il difficile mondo saudita con una sapienza e un talento senza pari. ‘Terribilmente avvincente. Costringe il lettore a sospendere la vita quotidiana fino alla fine della lettura’. ‘Sunday Times’ ‘Un incubo orwelliano sbalorditivo’. ‘Literary Review’ ‘Un romanzo incredibilmente scioccante con un umorismo infernale’. ‘The Guardian’

(source: Bol.com)