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Perdido Street Station

È tempo di rivolte e rivoluzioni, conflitti e intrighi. New Crobuzon sta cadendo a pezzi. Da un lato la guerra contro l’arcana, oscura città-stato di Tesh, dall’altro i ribelli che si aggirano per le strade portando la metropoli sull’orlo della rovina. Nel mezzo dei disordini, una misteriosa figura mascherata incita a una nuova forma di ribellione, mentre tradimenti e violenze si manifestano in luoghi inconsueti. Per sfuggire al caos e alla repressione, un piccolo gruppo di rinnegati è fuggito dalla città e ha attraversato terre straniere, alla ricerca di una speranza perduta, di una leggenda immortale. Così, nelle tragiche ore in cui sangue e orrore dilagano a New Crobuzon, si diffonde una voce: sta giungendo il momento del Concilio di Ferro. Fondendo con crescente maturità e padronanza registro immaginifico e riflessione politica, Miéville aggiunge un nuovo, fondamentale capitolo al ciclo dedicato a New Crobuzon, confermandosi autore di punta della nuova letteratura fantastica di lingua inglese.
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Perché Yellow non correrà

«Tuzzi è il miglior autore di gialli di qualità attualmente al lavoro»
**Corrado Augias, Il Venerdì – la Repubblica**
«Delizioso giallo. Con il suo punto di forza nella suggestione dei toni»
**Leopoldo Fabiani, la Repubblica**
«Un bel giallo che ricorda Scerbanenco»
**Massimo Romano, ttL – La Stampa**
Chi ha ucciso – due colpi di pistola alla testa – lo sconosciuto trovato cadavere nei bagni dell’ippodromo, la sera di domenica 13 aprile 1980, a Milano? La vittima, già dagli abiti, appare appartenere a un mondo ben diverso da quello del senzatetto – il barbone, el barbùn, come si diceva in quegli anni – ucciso negli stessi giorni con spietata ferocia nel sottobosco umano di squallore e disperazione che vegeta ai margini della Stazione Centrale.
E infatti, i primi passi dell’inchiesta, condotta con determinazione dal commissario Norberto Melis, portano tutti in una ben precisa direzione: i giorni confusi successivi all’8 settembre 1943, con le stragi, le devastazioni e le razzie di opere d’arte compiute dai nazisti nella lenta ritirata verso nord.
E il senzatetto? Altra mano? Altra inchiesta? Ma è proprio tutto come sembra? O il passato, e la preziosa biblioteca magico-alchemica trafugata nei giorni lontani della seconda guerra mondiale, non sono che una pista apparente? In una Milano che porta ancora sulla pelle le cicatrici dei cupi anni di piombo, mentre la primavera sembra coincidere con una pioggia uggiosa, e l’assassino colpisce ancora, senza pietà, con l’aiuto di tutti i suoi uomini Melis riuscirà a dipanare il filo rosso sangue che lega tra loro queste morti.
(source: Bol.com)

Perché sei mia! (I Romanzi Oro)

Non può davvero sposarlo. Alla sola vista dell’anziano lord Clifton la giovane Madeline rabbrividisce di ribrezzo! E pur di non sottostare alla decisione dei suoi genitori, Madeline è disposta a tutto. Fugge così a Londra, con l’intento di diventare l’amante dell’attore e seduttore più famoso del momento: Logan Scott, il proprietario del Capital Theatre. Indurito dai tradimenti subiti, Logan non ha però alcuna intenzione di farsi coinvolgere in una relazione e la respinge. Ma Maddie è innocente, solare, bella, appassionata ed è impossibile resisterle

(source: Bol.com)

Perché sei mia!

Piuttosto che essere costretta a sposare un vecchio e depravato lord, lady Madeline Matthews è disposta a tutto, anche a sacrificare la propria reputazione. Perciò fugge a Londra, con l’unico intento di diventare l’amante dell’attore e seduttore più famoso del momento: Logan Scott. Indurito dai tradimenti subiti nel passato, Logan non ha però alcuna intenzione di farsi coinvolgere in una relazione da quella giovane innocente, e la respinge. Ma Maddie è solare, bella, appassionata, ed è impossibile resisterle. Anche se per Logan abbandonarsi a quell’amore significherebbe far correre nuovi rischi a un cuore già ferito…

Perché leggere i classici

I classici sono libri che quanto pi&ugrave si crede di conoscerli per sentito dire, tanto pi&ugrave quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti… &egrave classico ci&ograve che tende a relegare l’attualit&agrave al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non pu&ograve fare a meno. (Italo Calvino)

Perché il mio cane fa così? L’analisi comportamentale per i cani dalla A alla Z

Il volume spiega il comportamento dei cani in forma di piccolo dizionario dalla A alla Z; dai motivi per i quali si comportano in un certo modo a come risolvere situazioni spiacevoli o pericolose. John Fisher, inglese, medicoveterinario, è stato il fondatore dell’APBC (Association of Pet Behaviour Counsellors), l’Associazione consulenti comportamentalisti per animali domestici che ha migliaia di soci in tutto il mondo, Italia compresa. Prima della sua morte avvenuta il 18 febbraio 1997 pubblicò in Gran Bretagna diversi libri sull’argomento e più in generale sui cani, come “Think Dog”.

Perché dollari?

‘*Il commissario Bordelli, un antieroe disilluso ma assolutamente autentico nelle ragioni del suo esistere. Un uomo che riconosci come vero e che non è facile dimenticare.*’
Andrea Camilleri

‘*Ci piace, il commissario Bordelli, per quel clima nostalgico da ‘come eravamo’, per un’attenzione, che ci ricorda i libri di Pratolini, all’esistenza e ai ritratti della gente comune… un poliziotto che ha qualcosa di chandleriano.*’
Giovanni Pacchiano

‘*C’è un nuovo sceriffo in città. Il commissario Bordelli, con la sua sanguigna umanità tutta italiana e tutta toscana, si inserisce oggi nella grande tradizione dei De Vincenzi e dei Duca Lamberti: poliziotti complessi e tormentati che raccontano un’Italia ingenua e cattiva che ancora non sapeva di essere così noir.*’
Carlo Lucarelli

‘*…Una tormentata figura di investigatore e un’Italia meno cinica ma non meno cattiva di oggi.*’
Il Venerdì di Repubblica – Corrado Augias

‘*Il commissario Bordelli, magnetico e malinconico come un eroe di Chandler.*’
la Repubblica

1957, un novembre più malinconico del solito: il commissario Bordelli, la testa piena di immagini di donne amate e perdute, deve affrontare il suo caso più singolare e sorprendente. Più che un’indagine, un’avventura ai limiti della legalità. Una lettera anonima lo attira sulle colline intorno a Firenze e Bordelli si ritrova coinvolto in un oscuro intrigo, di cui è difficile decifrare i contorni. Una sfida strana, forte, che lo costringerà a trovare soluzioni fino a quel momento per lui impensabili… Sullo sfondo, il ritratto di un’Italia ambigua, di luoghi in cui vivere sembra semplice purché non si abbia il coraggio, o la necessità, di guardare oltre l’apparenza delle cose. Diversi i protagonisti delle altre storie. Un torturatore fascista responsabile di note efferatezze viene riconosciuto e inseguito per le strade di Firenze; un impiegato modello subisce un’assurda accusa di furto e finisce per essere travolto dagli ingranaggi di una giustizia sempre meno giusta; e, più vicino ai nostri anni, un poliziotto e un giovane spacciatore instaurano un rapporto duro e commovente, con un intenso finale su una spiaggia solitaria, di fronte al mare. Quattro racconti noir dove Marco Vichi continua a scavare nella memoria della storia più recente, così spesso citata e, invece, troppe volte dimenticata.

Scopri tutti i romanzi e i racconti del** commissario Bordelli:**

Il commissario Bordelli
Una brutta faccenda
Il nuovo venuto Morte a Firenze
La forza del destino
Fantasmi del passato
Perché dollari?
Morto due volte

E la nuova attesissima indagine nata dalla penna di **Marco Vichi**:

Nel più bel sogno

Disponibile in **preorder **e in vendita dal **16 novembre 2017**.
(source: Bol.com)

Perché ci odiano

Le menzogne uccidono. Ci sono le prove, le testimonianze, i documenti. Basta cercare. è quello che ha fatto l’ autore di questo libro utilizzando fonti “non sospette”, spesso Top Secret: cioè quelle ufficiali americane, inglesi, israeliane che dimostrano come il terrorismo occidentale, ben prima di Bin Laden e su scala assai maggiore, sia stata l’arma principale di questi Paesi per imporre un ordine mondiale fondato sulla sopraffazione e la violenza. Da decenni. Da quando i sionisti e gli israeliani in Palestina, gli americani e gli inglesi in Medioriente, Indonesia, Africa e America Latina, con l’aggiunta della Russia in Cecenia, si sono resi responsabili di immani massacri, pulizie etniche, attentati, assassini e repressioni. Milioni di innocenti perseguitati, torturati e ammazzati da quelli che oggi guidano la “Guerra al Terrorismo”. Crimini rimasti non solo impuniti, ma spesso spacciati come giusta difesa del “mondo libero” occidentale, e che sono la vera fonte dell’odio dei fanatici che oggi ci attaccano.
Se vogliamo sconfiggere il terrorismo dobbiamo smettere di essere terroristi
E fermare Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna, Russia.
Le prove, le storie e i documenti con un contributo di Giorgio Fornoni sulla Cecenia.
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### Sinossi
Le menzogne uccidono. Ci sono le prove, le testimonianze, i documenti. Basta cercare. è quello che ha fatto l’ autore di questo libro utilizzando fonti “non sospette”, spesso Top Secret: cioè quelle ufficiali americane, inglesi, israeliane che dimostrano come il terrorismo occidentale, ben prima di Bin Laden e su scala assai maggiore, sia stata l’arma principale di questi Paesi per imporre un ordine mondiale fondato sulla sopraffazione e la violenza. Da decenni. Da quando i sionisti e gli israeliani in Palestina, gli americani e gli inglesi in Medioriente, Indonesia, Africa e America Latina, con l’aggiunta della Russia in Cecenia, si sono resi responsabili di immani massacri, pulizie etniche, attentati, assassini e repressioni. Milioni di innocenti perseguitati, torturati e ammazzati da quelli che oggi guidano la “Guerra al Terrorismo”. Crimini rimasti non solo impuniti, ma spesso spacciati come giusta difesa del “mondo libero” occidentale, e che sono la vera fonte dell’odio dei fanatici che oggi ci attaccano.
Se vogliamo sconfiggere il terrorismo dobbiamo smettere di essere terroristi
E fermare Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna, Russia.
Le prove, le storie e i documenti con un contributo di Giorgio Fornoni sulla Cecenia.

Per una volta nella vita

Eleanor è appena arrivata in città. La chioma riccia rosso fuoco e l’abbigliamento improbabile, ha lo sguardo basso di chi, in pasto al mondo, fa fatica a sopravvivere. Park ha tratti orientali che ha preso dalla madre coreana e veste sempre di nero. La musica è il suo rifugio per tenersi fuori dai guai. La loro storia inizia una mattina, sul bus che li porta a scuola. Park è immerso nella lettura dei suoi fumetti e perso tra le note degli Smiths, Eleanor si siede accanto a lui. Nessun altro le ha fatto posto, perché è nuova e parecchio strana. Il loro amore nasce dai silenzi, dagli sguardi lanciati appena l’altro è distratto. E li coglie alla sprovvista, perché nessuno dei due è abituato a essere il centro della vita di qualcuno. Tra insicurezze e paure, Eleanor e Park si scambiano il regalo più grande: amare quello che l’altro odia di sé, perché è esattamente ciò che lo rende speciale. Sarà la loro forza, perché anche se Eleanor non sopporta quegli sfigati di Romeo e Giulietta, anche il loro legame deve fare i conti con un bel po’ di ostacoli, primo fra tutti la famiglia di lei, dove il patrigno tiranneggia incontrastato. Riusciranno, per una volta nella vita, ad avere ciò che desiderano?
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Per una critica dell’economia politica del segno

Per una critica dell’economia politica del segno è uno dei lavori più significativi di Jean Baudrillard, nonché un capolavoro del pensiero radicale degli anni Settanta. Un libro del 1972, ma sotto l’influsso del maggio Sessantotto, cui l’autore partecipò attivamente e che segnò la sua riflessione negli anni seguenti. Baudrillard prende le mosse da una lettura “eretica” del Capitale e di altri testi marxiani. Il suo è un tentativo di coglierne il portato più innovativo, mostrandone al contempo i limiti nell’interpretazione dello stadio più avanzato della società capitalistica. Già Marx sottolineava l’avvenuta sussunzione del valore d’uso delle merci, nell’economia mercantile, da parte del valore di scambio. Oltrepassando lo stesso marxismo, Baudrillard postula la preminenza di una economia del desiderio. La produzione, nella sua ottica, non è basata su una supposta utilità naturale degli oggetti, né il valore delle merci può esser determinato dal lavoro umano. Piuttosto, Baudrillard si richiama al sistema di scambio delle società primitive, basato sul potlàch, l’economia del dono. Il segreto dell’economia, il suo non detto, non andrebbe cercato nella produzione, ma nella dépense, nella distruzione e dispersione a titolo gratuito di beni, legato a guerre, feste e orge.

Per un’antropologia della modernità

Com’è possibile riconoscere l’unità di qualcosa che è complesso? Com’è possibile una dualità che non sia dualismo? E ancora com’è possibile, dal fatto empirico che esistono uomini buoni, trarre buone regole di condotta, come tenta di fare la morale, e dal fatto che esistono buoni cittadini desumere giuste regole di comportamento politico? Più in generale: immersi come siamo nella modernità, come rappresentarcela, al tempo stesso descrivendola e cercando di comprenderla? La possibilità del conflitto, morale, etico, politico, torna a riaffacciarsi. Solo nell’individualità della vita umana quotidiana si potrà tracciare quella linea di separazione che, consentendoci di appartenere alla condizionatezza dell’umano, non sopprime però l’emergere creativo della coscienza; una linea che, in certo modo, separa e congiunge ovvero, come mostra un’accurata fenomenologia, coniuga la fisicità della vergogna e la spiritualità della coscienza. All’individuo il compito di scegliere concretamente il modo di questa coniugazione, ma sapendo che ogni risposta solleva, ancora e ancora, come Heller annota, la domanda. La filosofia non fornisce le risposte, ma può costruire il quadro di riferimento di un’umanità immersa nella modernità, non appiattita però in essa: di qui le linee di un’antropologia della modernità. Una cosa per certo la filosofia può dire, dopo aver ripercorso i troppo rigidi tentativi di risolvere la dualità corpo/spirito: la risoluzione dei dualismi immanenti alla condizione umana non è mai stata raggiunta. Fortunatamente, potremmo aggiungere, perché la perfetta omogeneità e la completa autonomia ‘potrebbero trasformare gli esseri umani in mostri’.

(source: Bol.com)

Per sempre tuo

“L’amore ci unisce. L’eternità ci sigilla. Tu sei la mia luce, io la tua ombra. D’ora in avanti saremo una cosa sola” Hannes Bergtaler entra nella vita di Judith, single fra i trenta e i quarant’anni, trafiggendole… un tallone al supermercato. Non passa molto tempo, ed ecco che Hannes spunta nel raffinato negozietto di lampade che Judith gestisce insieme alla giovane Bianca. Le regala fiori, organizza cene romantiche, e in breve i due iniziano a frequentarsi assiduamente. All’inizio è tutto perfetto. Hannes, architetto di successo, non solo è il sogno di qualsiasi suocera, ma in un attimo conquista anche l’intera cerchia di amici di Judith. E lei è più che lusingata di essere messa su un piedistallo da un uomo che non sembra volere altro che adorarla. A poco a poco, però, Judith comincia a sentirsi sempre più oppressa dalle continue prove d’amore di Hannes, sempre più soffocata dalle sue attenzioni. Si sente chiusa in gabbia, sotto controllo. Tutti i suoi tentativi di escluderlo dalla propria vita falliscono. Lui la perseguita persino nei sogni, e quando lei si sveglia è di nuovo lì che l’aspetta… È Judith che non riesce a riconoscere l’uomo perfetto neanche quando ci sbatte contro, oppure Hannes ha davvero un lato oscuro? Una storia di amore e ossessione: Daniel Glattauer sfida nuovamente le leggi del genere romantico, questa volta aggiungendo un tocco di suspense.
(source: Bol.com)

Per Sempre Tu

Terza edizione del romanzo d’esordio di Veronica Scalmazzi. Nuova veste grafica e ulteriore revisione testuale, ma fedeltà assoluta a quel primo approccio alla scrittura che ha segnato un punto di svolta nella vita dell’autrice. Una scelta ponderata e fortemente voluta per mantenere l’autenticità della prima stesura. “Per sempre tu” è l’essenza dell’amore senza tempo, senza fine, e merita di essere puro. Sinossi: Elizabeth vive immersa fra i suoi pensieri, ancora non sa che il destino ha deciso di fare la sua mossa e giocare le sue carte. Una ragazza e due fratelli. Un’amicizia che profuma d’amore e un incontro che stravolgerà per sempre la sua vita. Tra baci, sospiri, incomprensioni e dolore, Elizabeth imparerà che la vita non guarda in faccia nessuno, che l’amore è una ruota che gira e non sempre la direzione che prende è quella che ti aspetti. Una storia d’amore, una storia di amicizie, una storia vera dove il destino sarà il protagonista indiscusso e l’amore cercherà il suo lieto fine.
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Per sempre con te

La diciassettenne Breanna può essere definita con due parole: semplice e responsabile. Per lei il rispetto delle regole è tutto, finché una notte non rimane invischiata in una situazione di cyberbullismo per un suo comportamento non proprio da prima della classe, in cui Thomas “Rasoio” Turner ha il ruolo principale. Il suo mondo perfetto e ordinato, così, viene scosso dal profondo. Thomas “Rasoio” appartiene al club motociclistico dei Reign of Terror dove le brave ragazze come Breanna non sono contemplate. Ma quando capisce che lei è sotto ricatto per una foto compromettente in cui loro due compaiono insieme, decide che è arrivato il momento di mettere da parte le regole non scritte dei Terror. I due fanno un patto: Rasoio tirerà fuori Breanna dal brutto guaio in cui si è cacciata; lei, in cambio, lo aiuterà a venire a capo di un mistero interno al club, di cui nessuno ha intenzione di parlare. Dopo di che ognuno riprenderà la propria vita. Ma più passano del tempo insieme e più il feeling tra loro aumenta, senza che nessuno dei due possa fare qualcosa per contrastarlo. Rasoio e Breanna si troveranno entrambi costretti a camminare ognuno sul filo delle proprie regole per poter scoprire chi sono, che cosa vogliono e dove andranno in un futuro non troppo lontano.
(source: Bol.com)

Per questo mi chiamo Giovanni

Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno, il papà gli regala una giornata speciale, da trascorrere insieme, per spiegargli come mai, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto proprio Giovanni. Tappa dopo tappa, mentre prende vita il racconto, padre e figlio esplorano Palermo, e la storia di Giovanni Falcone, rievocata nei suoi momentichiave, s'intreccia al presente di una città che lotta per cambiare. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c'è anche a scuola, nelle piccole prepotenze dei compagni di classe, ed è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi. Anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze. Claudio Stassi, nato e cresciuto a Palermo, interpreta il romanzo di Luigi Cariando in un fumetto che è anche un viaggio nella sua città, dove i colori del presente s'incontrano con il bianco e nero del passato, per una storia di forte impegno civile. Età di lettura: da 8 anni.