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La kabbalah e il potere di cambiare ogni cosa

Mai come oggi ci troviamo di fronte a un bivio. Accettare che il mondo che ci circonda precipiti sempre più in basso, oppure attivarci e darci da fare per crearne uno migliore. La Kabbalah e il potere di cambiare ogni cosa ci guida giorno dopo giorno in un percorso di rinnovamento personale, per realizzare un cambiamento non solo sul piano individuale, ma anche su quello globale. Prendendo in esame problemi attuali, che coinvolgono ambiti quali la politica, l’economia, l’ambiente e la religione, Yehuda Berg dimostra come tutti noi possiamo contribuire a trasformazioni importanti e positive. Con uno stile brillante, asciutto e spesso irriverente, Berg ricorre a storie personali, aneddoti, testimonianze, nonché parabole o episodi del passato, per aprirci a una nuova consapevolezza, esortandoci ad assumere piena responsabilità delle azioni che svolgiamo. Apocalisse ora o paradiso? La scelta è nelle mani di tutti noi. Cambiamo la nostra mente e cambieremo il mondo.
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### Sinossi
Mai come oggi ci troviamo di fronte a un bivio. Accettare che il mondo che ci circonda precipiti sempre più in basso, oppure attivarci e darci da fare per crearne uno migliore. La Kabbalah e il potere di cambiare ogni cosa ci guida giorno dopo giorno in un percorso di rinnovamento personale, per realizzare un cambiamento non solo sul piano individuale, ma anche su quello globale. Prendendo in esame problemi attuali, che coinvolgono ambiti quali la politica, l’economia, l’ambiente e la religione, Yehuda Berg dimostra come tutti noi possiamo contribuire a trasformazioni importanti e positive. Con uno stile brillante, asciutto e spesso irriverente, Berg ricorre a storie personali, aneddoti, testimonianze, nonché parabole o episodi del passato, per aprirci a una nuova consapevolezza, esortandoci ad assumere piena responsabilità delle azioni che svolgiamo. Apocalisse ora o paradiso? La scelta è nelle mani di tutti noi. Cambiamo la nostra mente e cambieremo il mondo.

K.94 chiama Terra e altri racconti

Indice:
K.94 chiama Terra (On Messenger Mountain, 1964) di Gordon R. Dickson
Il twerlick (The Twerlick, 1964)
14.000 a bordo (The Great Doomed Ship, 1964) di J. T. Mc Intosh
L’ultimo ingaggio (Spaceman on a Spree, 1963) di Mack Reynolds
Copertina: Karel Thole

Justine ovvero Le disgrazie della virtù (eNewton Classici)

**Cura e introduzione di Claudio Rendina
Saggio introduttivo di Gianni Nicoletti
Traduzione di Maurizio Grasso
Edizione integrale**
Justine e Juliette, figlie adolescenti di un ricco banchiere parigino, educate in collegio, si trovano improvvisamente sole, in seguito alla rovina finanziaria della famiglia e alla morte dei genitori. Justine, fedele ai princìpi morali dell’educazione ricevuta, dovrà affrontare un terribile viaggio nell’inferno della Francia dell’*ancien régime*, tra giudici corrotti e frati libertini, aristocratici viziosi e borghesi delinquenti. Vittima di violenze e umiliazioni inaudite, la sventurata è destinata a una fine agghiacciante, mentre la sorella, che incontrerà poco prima di morire, si è conquistata, attraverso l’entusiastica accettazione del vizio, un’esistenza libera, ricca e serena.
**D.-A. François De Sade**
Donatien-Alphonse-François de Sade, noto come «il divin marchese», nacque nel 1740 a Parigi. La sua condotta immorale e una serie di condanne penali ne hanno fatto un personaggio leggendario. Trascorse più di trent’anni della sua vita in carcere o in manicomio. Accusato di empietà, oscenità e perversione in seguito alla pubblicazione del romanzo Juliette, venne dapprima imprigionato e poi rinchiuso nell’ospedale dei pazzi di Charenton, dove morì nel 1814. Di Sade la Newton Compton ha pubblicato Justine ovvero Le sventure della virtù, Le 120 giornate di Sodoma e il volume unico I romanzi maledetti (Le sventure della virtù; Justine ovvero le disgrazie della virtù; La nuova Justine ovvero le sciagure della virtù; Juliette ovvero le prosperità del vizio; Le 120 giornate di Sodoma).
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### Sinossi
**Cura e introduzione di Claudio Rendina
Saggio introduttivo di Gianni Nicoletti
Traduzione di Maurizio Grasso
Edizione integrale**
Justine e Juliette, figlie adolescenti di un ricco banchiere parigino, educate in collegio, si trovano improvvisamente sole, in seguito alla rovina finanziaria della famiglia e alla morte dei genitori. Justine, fedele ai princìpi morali dell’educazione ricevuta, dovrà affrontare un terribile viaggio nell’inferno della Francia dell’*ancien régime*, tra giudici corrotti e frati libertini, aristocratici viziosi e borghesi delinquenti. Vittima di violenze e umiliazioni inaudite, la sventurata è destinata a una fine agghiacciante, mentre la sorella, che incontrerà poco prima di morire, si è conquistata, attraverso l’entusiastica accettazione del vizio, un’esistenza libera, ricca e serena.
**D.-A. François De Sade**
Donatien-Alphonse-François de Sade, noto come «il divin marchese», nacque nel 1740 a Parigi. La sua condotta immorale e una serie di condanne penali ne hanno fatto un personaggio leggendario. Trascorse più di trent’anni della sua vita in carcere o in manicomio. Accusato di empietà, oscenità e perversione in seguito alla pubblicazione del romanzo Juliette, venne dapprima imprigionato e poi rinchiuso nell’ospedale dei pazzi di Charenton, dove morì nel 1814. Di Sade la Newton Compton ha pubblicato Justine ovvero Le sventure della virtù, Le 120 giornate di Sodoma e il volume unico I romanzi maledetti (Le sventure della virtù; Justine ovvero le disgrazie della virtù; La nuova Justine ovvero le sciagure della virtù; Juliette ovvero le prosperità del vizio; Le 120 giornate di Sodoma).

Justine O Gli Infortuni Della Virtù

Justine o Gli Infortuni della Virtù by Donatien Alphonse François de Sade
Romanzo eroico che narra le disavventure di Justine, una giovane nobile di morale cattolica, la quale si troverà implicata in un’escalation di situazioni perverse, fino al salvataggio ad opera della sorella Juliette. Libro in lingua originale francese con traduzione in italiano.

Jumbo10 Il Rinnegato

In un universo devastato da secoli di guerra interplanetaria tra i Romaghin che distruggono le stelle e i non meno micidiali Setussi, qualcuno finalmente si ribella. E’ Jumbo-10, l”uomo tank”: l’uomo che i suoi catturatori hanno trasformato in strumento di morte, ma che sfugge al loro controllo. L’aiuteranno i mostri del “no man’s land” cosmico: i Muties.

Julie e il branco

Julie, l’indimenticabile protagonista di “Julie e i lupi”, ritorna in questo nuovo romanzo. Ormai ha 18 anni e vive ancora tra i paesaggi incontaminati dell’Alaska. In questo seguito della storia, che si svolge nell’arco di tempo di due anni, Kapu, il capobranco dei lupi che le ha salvato la vita, viene scelto da un equipe di ricercatori per gli esperimenti sul comportamento in condizioni estreme. Kapu viene così allontanato dal suo branco e Julie gli resterà accanto fino a quando, un anno dopo, Kapu potrà ritrovare la sua compagna Aaka e il suo branco d’origine. A quel punto però Kapu si allontanerà ancora per dare vita a un nuovo branco. Età di lettura: dai 12 anni in su.

Julian l’eretico

A seguito di un collasso tecnologico globale, nel 2176 gli Stati Uniti sono regrediti a un’epoca pre-industriale di limitate cognizioni scientifiche e di costumi puritani. Ogni ricordo del passato viene considerato una pericolosa eresia. Il tessuto sociale è composto da tre categorie di persone: gli aristoi, la classe intermedia dei mercanti e quella dei lavoratori a contratto. I Sessanta Stati dell’Unione sono governati dalla coalizione delle Chiese del Dominio, guidata dal presidente autocrate Deklan Comstock, che solo formalmente viene rieletto ogni quattro anni. In questo contesto si svolge la storia di Julian, nipote del presidente e figlio di un generale che, in disaccordo con il governo, viene giustiziato come traditore. Il presidente considera il ragazzo un rischio, vedendo in lui colui che potrebbe destituirlo. E le idee di Julian, impaziente di far avanzare verso il domani una società che ha paura del futuro, lo rendono ancora più pericoloso.
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Joyland

Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall’ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.
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Jongor, il terrore della giungla

Questo romanzo del grande Williams non può andare in tutte le mani. Dalla Legge del Caos a H su Los Angeles Williams è autore di romanzi che sono oggi dei “classici per tutti” come quelli di Leinster o di Vance. Ma questo suo superlativo Jongor è riservato ai soli fantascientisti esperti, maturi, capaci di cogliere non solo la lettera ma lo spirito della presentazione che si leggeva sulla copertina dell’edizione originale USA del 1951: “Il giovane Alan Hunter aveva un solo desiderio: lasciare la mortale jungla preistorica per far ritorno alla civiltà. Sua sorella Ann ne aveva due: far ritorno alla civiltà portarsi appresso Jongor. Jongor, il selvaggio eroe della jungla, aveva già salvato Ann e Alan da mille pericoli. Ma eccoli cadere tutti e tre in una trappola senza uscita! Davanti a loro c’era un essere mostruoso che brandiva un’arma terribile, mentre dietro di loro i fatali nemici di Jongor, i dannati e spaventosi uomini-bestia chiamati Murtos, già saltavano a centinaia giù dagli alberi.”

Jolanda la figlia del Corsaro Nero

Dal padre ha ereditato il coraggio, dalla madre la bellezza. Il primo le servirà per riprendersi l’eredità che le spetta di diritto, la seconda per conquistare il cuore di Morgan, amico fedele del Corsaro Nero. Postfazione di Antonio Faeti. Età di lettura: da 10 anni.
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Joe Petrosino. L’uomo che sfidò per primo la mafia italoamericana

Arrigo Petacco indaga su don Vito Cascio Ferro, l’uomo che trapiantò nel Nuovo Mondo la struttura della mafia siciliana, e ricostruisce la storia di Joe Petrosino, che avvertì per primo l’incombente minaccia e cercò di fermarne sul nascere la diffusione. Poliziotto italoamericano di umilissime origini, Petrosino fu l’acerrimo nemico di don Vito: lo combattè per anni, ma non riuscì a impedire che il seme da lui portato in terra americana germogliasse. Né potè sottrarsi alla feroce vendetta della “Mano Nera” di New York.
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Jem la costruzione di un’utopia

Siamo nel ventunesimo secolo e il mondo, esaurite quasi completamente le risorse naturali, vive all’ombra dello spettro della fame e della miseria. Le nazioni della Terra si sono divise in tre blocchi: i paesi produttori di cibo, i paesi produttori di petrolio, e i paesi sovrappopolati del Terzo Mondo. La guerra è impensabile, ma una profonda ostilità regna fra i tre blocchi. Poi, all’improvviso, avviene un fatto che sembra spalancare le porte alla speranza di una rinascita dell’umanità: il motore a tachioni, che ha reso possibile il viaggio verso le stelle, permette la scoperta di Jem, un pianeta abitabile orbitante attorno a una nana rossa. Incapaci di cooperare, tuttavia, i blocchi organizzano tre spedizioni separate su Jem, dove scoprono tre specie intelligenti: una è costituita da esseri che fluttuano nell’aria e comunicano tramite il canto; un’altra è fatta di creature simili a granchi che vivono in superficie, la terza, infine, rassomiglia a talpe e opera nel sottosuolo. Ogni specie si ciba ferocemente dell’altra, ma l’ecologia rimane in equilibrio. Sarà l’arrivo delle tre fazioni terrestri, che si alleeranno con le specie aliene, l’una contro l’altra, a turbare quest’equilibrio.

Jane Eyre

Tratto da “Jane Eyre o le memorie d’un’istitutrice”, di Charlotte Brontë. Fratelli Treves Editori, Milano, 1904. Uscito nel 1847 è il capolavoro della scrittrice inglese Charlotte Brontë.Scritto in forma autobiografica, racconta l’evoluzione emotiva, morale e sentimentale di Jane Eyre. Grazie al suo porsi in dissonanza con i cliché dell’epoca, fu accolto con successo già al suo apparire. Molti i punti di forza del romanzo: descrizioni vivaci, realistiche e non pedanti, profonda psicologia dei personaggi, intensa analisi dei sentimenti e soprattutto la protagonista, Jane Eyre, dotata di integrità, indipendenza, forza interiore e passionalità.Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Jacques il fatalista e il suo padrone

“Jacques amava parlare, e soprattutto parlare di sé; una mania tipica degli appartenenti alla sua condizione; mania che li trae fuori dalla loro abiezione, li pone sulla tribuna, trasformandoli di colpo in personaggi interessanti…”.
Jacques, servitore imperturbabile e disincantato, viaggia insieme al suo padrone, un gentiluomo colto e generosamente pasticcione. I due cominciano così a discorrere, facendo mille riflessioni e raccontandosi storie d’amore. I racconti di Jacques sono continuamente interrotti da contrattempi, interventi del padrone e digressioni dello stesso Jacques sulla libertà, il destino, la provvidenza, tutte tendenti a dimostrare che quanto accade all’uomo sulla terra “è scritto lassù”.
Ma davvero tutto è già scritto sulla grande pergamena del cielo? Jaques sembra crederci, eppure vive liberamente e il racconto dei suoi amori diventa la contraddizione stessa del suo fatalismo.
Denis Diderot (1713-1784) fu uno dei maggiori rappresentanti dell’Illuminismo. Tra le sue opere, si ricordano i romanzi La religiosa (1760) Il nipote di Rameau (1772) e Jacques il fatalista e il suo padrone (1773), così come i saggi filosofici L’interpretazione della natura (1773) e Il Sogno di D’Alambert (1769).
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### Sinossi
“Jacques amava parlare, e soprattutto parlare di sé; una mania tipica degli appartenenti alla sua condizione; mania che li trae fuori dalla loro abiezione, li pone sulla tribuna, trasformandoli di colpo in personaggi interessanti…”.
Jacques, servitore imperturbabile e disincantato, viaggia insieme al suo padrone, un gentiluomo colto e generosamente pasticcione. I due cominciano così a discorrere, facendo mille riflessioni e raccontandosi storie d’amore. I racconti di Jacques sono continuamente interrotti da contrattempi, interventi del padrone e digressioni dello stesso Jacques sulla libertà, il destino, la provvidenza, tutte tendenti a dimostrare che quanto accade all’uomo sulla terra “è scritto lassù”.
Ma davvero tutto è già scritto sulla grande pergamena del cielo? Jaques sembra crederci, eppure vive liberamente e il racconto dei suoi amori diventa la contraddizione stessa del suo fatalismo.
Denis Diderot (1713-1784) fu uno dei maggiori rappresentanti dell’Illuminismo. Tra le sue opere, si ricordano i romanzi La religiosa (1760) Il nipote di Rameau (1772) e Jacques il fatalista e il suo padrone (1773), così come i saggi filosofici L’interpretazione della natura (1773) e Il Sogno di D’Alambert (1769).

Jack lo squartatore

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Chi era Jack lo Squartatore? Da quando l’infame Squartatore terrorizzava le prostitute della Londra vittoriana, l’identità dell’assassino è rimasta un mistero. In questo romanzo del brivido, Robert Bloch propone una soluzione completamente nuova, sorprendente e ingegnosa come la conclusione del suo classico *Psycho* (1959). “Il rapporto di Bloch con Jack lo Squartatore data da lungo tempo. *The Night of the Ripper* non è che l’omaggio più recente a un personaggio che mostra di averlo ossessionato da sempre e che, con molta probabilità, l’ha influenzato nel corso di tutta la sua produzione letteraria”. (dalla *Prefazione di Carlo Bordone*).