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Le lettere da Capri

Vincitore del premio Strega 1954, *Le lettere da Capri* è forse il romanzo più problematico e sfaccettato di Mario Soldati, quello che segna il suo approdo alla piena maturità narrativa. Ricco di sfumature e implicazioni, è incentrato su un’intricata storia d’amore e gelosie, di doppie verità e tradimenti, di ambiguità e finzioni che si mescolano nella vita quotidiana dei protagonisti: Harry, giornalista e studioso d’arte americano che vive in Italia, la moglie Jane, sua connazionale, a lui legata da stima e fiducia più che da amore, e la romana Dorothea, ragazza del popolo e prostituta per cui Harry prova un’attrazione feroce e morbosa. Sullo sfondo cosmopolita di Roma, Parigi, New York e Capri si svolge la loro vicenda, una lunga complicazione sentimentale che ruota attorno a una duplice confessione (tipico elemento della narrativa di Soldati) e ad alcune lettere, prima perdute e poi ritrovate, che Jane, all’apparenza irreprensibile, ha scritto a un amante italiano proprio dalla splendida isola partenopea.

Lettere a un’estranea

*Cosa si nasconde fra quelle mura maledette?*
In quella casa la sua vita era stata un inferno. Doña Alberta, sua madre, era una donna dispotica ed enigmatica che l’aveva resa insicura e infelice. Per questo motivo Berta era fuggita da Madrid per cominciare una nuova vita a Londra, all’inseguimento dei propri sogni. Ora che però la madre è morta e lei ha ottenuto i successi professionali che cercava, si sente abbastanza forte per rientrare nella casa in cui ha tanto sofferto, nel tentativo di affrontare il dolore passato e seppellirlo per sempre. Ma Berta non può immaginare cosa la aspetta: nascoste in soffitta troverà infatti delle misteriose lettere d’amore che la trascineranno in una vicenda che metterà a rischio la sua stessa vita e che sconvolgerà il suo cuore.
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Il leopardo

Oslo. Due donne vengono trovate morte: i polmoni pieni di sangue e ventiquattro ferite in bocca. Nessun indizio. Un caso perfetto per Harry Hole, commissario specializzato in omicidi seriali, alcolista, uomo rude e solitario. Peccato si sia rifugiato a Hong Kong per sfuggire al proprio passato. Soltanto quando lo informano che il padre sta morendo in un ospedale, Hole decide di tornare in città. E subito scopre un dettaglio che sconvolge le indagini: le vittime hanno dormito nello stesso rifugio di montagna. Un killer, scaltro e selvaggio come un leopardo, sta braccando tutti gli ospiti di quella notte, uno a uno: Hole è l’unico che può fermarlo.
(source: Bol.com)

Leopardi

Al principio della sua vita, Giacomo Leopardi era felice. Nell’infanzia, gioia, furia, «allegrezza pazza» riempivano le sue giornate. Era amato e ammirato dai fratelli. Il padre Monaldo pareva uscito da un’opera buffa: chiacchierone, bizzarro, paradossale, del tutto inetto a sopportare la realtà. La bellissima madre Adelaide non baciava i figli, non dava carezze, ma Monaldo fu per Giacomo padre e madre insieme, con una tenerezza grandiosa e assorbente. L’immensa biblioteca era il centro della vita familiare; Giacomo vi vedeva riflessi l’ordine e l’armonia dell’universo; ogni cosa aveva un senso. Poi l’infelicità piombò su di lui.
Cosa accade a Leopardi nel cuore della sua giovinezza? Un «sistema di malattie» si impadronisce del suo organismo. Giacomo non sente più né la natura né la bellezza; il sentimento, l’entusiasmo si dileguano; l’infelicità umana è irrimediabile. Non gli resta che sopportare: arte in cui diventa, in pochi anni, un maestro. Ma la sua mente è innamorata delle contraddizioni, dei rovesciamenti e degli sdoppiamenti. Così, continua a ricercare la felicità, pur sapendo che è un’impresa disperata. La insegue nel piccolo, accogliente mondo aristocratico-borghese di Bologna; a Pisa, nella tenue aria primaverile; a Firenze, tra le luci autunnali del lungarno; tra i gelati, le pasticcerie e i panorami di Napoli. Vive quasi tutto il resto della sua vita celando i dolori, le angosce, la desolazione, le passioni, la solitudine, il dono di essere un genio immenso.
Leopardi non conosceva i tempi e i luoghi moderni, non apparteneva a nessuna epoca, né a quella presente né a quella passata. Era a casa dappertutto e da nessuna parte. Questa radicale estraneità gli permise di comprendere come nessun altro il diciannovesimo e il ventesimo secolo, la società borghese e quella di massa. Se leggiamo lo Zibaldone, lampi ci richiamano di continuo alla memoria Nietzsche, Spengler, Adorno. Senza saperlo, Leopardi ci parla di Flaubert, di Kafka, di Musil, di Gadda, di tutti gli scrittori novecenteschi votati alla «disperazione placida», all’incompiutezza, all’analisi ininterrotta, alla condizione di stranieri. Ma al di là dell’intelligenza e della incredibile velocità mentale, in ogni sua poesia echeggia una musica inesprimibile con le parole, quella facoltà misteriosa che gli consente di far nascere sotto i nostri occhi qualcosa che non conoscevamo: la luce della luna.
Pietro Citati ci conduce attraverso la vita di Leopardi fino al cuore segreto della sua opera con la stessa sicurezza e partecipazione con cui ha saputo rivelarci l’essenza di Goethe, di Tolstoj, di Kafka, di Proust. Ci sono in questo libro alcune importanti novità biografiche e molte letture fresche e originali. Ma c’è soprattutto, come avrebbe voluto Leopardi, la capacità di immedesimarsi nello scrittore, di seguire ogni minimo impulso del testo, fino a creare una nuova opera, vibrante e appassionata.

Il Leone di Palermo

Questo romanzo racconta la vita di un siciliano affascinante della Belle Epoque internazionale industriale e mondana.Sullo sfondo storico ricostruito attraverso i luoghi, l’arte e gli eventi, rivive Palermo ricca e grandiosa, con personaggi storicamente esistiti e di fantasia, divisa tra aristocratici e borghesi, con le prime rivolte operaie, afflitta dalla miseria e dalla mafia.Una città splendida e contraddittoria come i protagonisti del romanzo, Leone e la moglie Enza, un uomo e una donna che travolti dal culto della bellezza e del lusso, rimasero sempre uniti nonostante gli infiniti tradimenti, le incomprensioni, gli egoismi reciproci e le tragedia familiari.

NOTE
Salvatore Requirez (Palermo, 1957).Dopo il successo di ”Le ville di Palermo” e ”Targa Florio” propone ora, con il suo avvincente stile, un romanzo liberamente ispirato alla dinastia dei Florio curando con particolare attenzione il profilo umano dei principali protagonisti.

(source: Bol.com)

Il leone dei templari. Saint-Clair

Palestina, 1187. Il cielo verso Oriente si stava schiarendo lentamente e Alexander Saint-Clair, cavaliere dell’Ordine dei Templari, guardava la pallida luce trasformare la notte, consapevole solo di una cosa: quel giorno lui e il suo esercito avrebbero combattuto contro gli infedeli di Saladino la battaglia più lunga e probabilmente avrebbero incontrato la morte. Da settimane infatti erano partiti da Gerusalemme per raggiungere il forte di Tiberiade; ma la strada verso il nemico passava attraverso un immenso deserto, con le scorte di cibo e acqua ormai quasi esaurite e i soldati saraceni, nascosti nelle grotte, pronti ad attaccarli a ogni passo. La decisione di Guido di Lusignano, il re fantoccio della Città Santa, di mandare il più grande esercito che le truppe cristiane avessero mai avuto in Palestina al totale sbaraglio, in una zona così difficilmente espugnabile, era per Alexander, e per suo fratello André, inspiegabile. Ma era stato il Gran Maestro del Tempio a consigliare il sovrano e a prestare i servigi dei cavalieri Templari a Riccardo Cuor di Leone. Forse il segreto che da oltre un secolo veniva tramandato tra i monaci dell’Ordine era in pericolo e per questo bisognava distogliere l’attenzione di tutti, cristiani e mori, da Gerusalemme.
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Lenin. Teoria e prassi nella personalità di un rivoluzionario

Questo saggio di Gyorgy Lukacs su Lenin appare in Italia a più di mezzo secolo dalla sua prima edizione tedesca: ma l’odierno dibattito intellettuale gli conferisce un’inattesa attualità ed efficacia. Sia Lenin che Lukacs, in modi diversi, sono al centro di una riflessione critica nuova, che ne ripercorre il pensiero e l’opera in funzione di un’esperienza etico-storica quanto mai aperta e inquieta. Perciò riesce particolarmente vivo e appassionante questo Lenin visto come espressione dell’intima forza motrice di un’età rivoluzionaria da un Lukacs immerso nell’atmosfera tempestosa dell’Ottobre e fiducioso nelle sorti del rivolgimento mondiale.
Se il Lenin di Lukacs è una figura centrale dello sviluppo della coscienza universale, il Lukacs di Lenin è un momento-chiave dell’itinerario speculativo del grande pensatore. Dal loro incontro è nato un libro d’eccezione, che ancor oggi vale a interpretare problematicamente tanto il rivoluzionario russo quanto il filosofo ungherese.

Legittima vendetta

Judy Carrier, dello studio legale Rosato & Associati, è sconcertata dal suo nuovo cliente: Tony Lucia, un mite vecchietto che le confessa di aver ucciso, per legittima vendetta, il fascista che sessant’anni prima gli aveva ammazzato la moglie. Ma perché aspettare tanto? domanda Judy. E Tony le rivela che nell’incidente in cui pochi mesi or sono ha perso il figlio e la nuora c’era la mano della stessa potente famiglia. L’avvocatessa non pare molto convinta, ma quando a sua volta inizia a subire misteriosi attentati, parte al contrattacco…
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La legione

La legione by Simon Scarrow
Dall’autore dei bestseller Il centurione e Il gladiatore un nuovo avvincente romanzo per rivivere tutto il fascino dell’antica Roma.
Dall’autore dei bestseller Il gladiatore e Il centurione, un nuovo romanzo pieno di suspence e d’azione, in grado di evocare la grandezza di Roma, dei suoi eroi e dei suoi nemici.
Spinto dall’odio per Roma, il gladiatore Aiace percorre l’impero seminando morte e distruzione, massacrando civili inermi al pari dei soldati. Ancora una volta, Macrone e Catone sono incaricati di un compito ai limiti dell’impossibile: fermare le sue gesta, catturarlo o ucciderlo prima che la rivolta si estenda a tutto il Medioriente. Ma l’ex schiavo è abile, sfuggente, furbo, capace di evitare le trappole come di tenderle; l’inseguimento si spinge fino in Egitto, in un ambiente ostile, tra le paludi e i deserti lungo il Nilo, sotto un sole cocente, in zone infestate da zanzare e coccodrilli, dove i due protagonisti devono badare alla sopravvivenza prima ancora che al nemico. Tra scontri, imboscate, agguati e battaglie, Macrone e Catone arriveranno alla resa dei conti sospinti dalla disperazione e dallo spirito di vendetta.
Due soldati, amici per la pelle in uno scontro con un gladiatore ribelle e spietato.
Simon Scarrow
è nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi si è stabilito in Inghilterra. Per anni si è diviso tra la scrittura, sua vera e irrinunciabile passione, e l’insegnamento. È un grande esperto di storia romana. Il centurione, il primo dei suoi romanzi storici pubblicato in Italia, è stato per mesi ai primi posti nelle classifiche inglesi. Macrone e Catone sono i protagonisti anche di Sotto l’aquila di Roma, Il gladiatore, Roma alla conquista del mondo, La spada di Roma e La legione, pubblicati dalla Newton Compton.

Leggimi tra vent’anni

Quando è diventata mamma, Giorgia Lanzilli ha iniziato a tenere in rete un diario per custodire e condividere le proprie esperienze, e l’incredibile valanga di nuove emozioni che ha travolto le sue giornate. Il senso di inadeguatezza, le gioie e le difficoltà quotidiane, la sfida di essere mamma senza smettere di cercare la realizzazione professionale: riflessioni in cui centinaia di migliaia di mamme si sono identificate, dimostrando, ogni giorno di più, gratitudine e affetto nei confronti di Giorgia, capace di dar voce alle loro emozioni più profonde. Finalmente, questo seguitissimo diario virtuale è diventato un libro, che ripercorre le tappe fondamentali del diventare mamma e accoglie tante nuove riflessioni.
A rendere unico e speciale ciò che Giorgia scrive è la capacità di raccontare come la maternità – spesso percepita come un ostacolo all’autonomia e alla realizzazione femminile – sia piuttosto un’occasione straordinaria per conoscersi meglio e toccare i propri limiti, sensi di colpa e di inadeguatezza compresi, per scoprire in se stesse risorse che non si sospettava di possedere.
E Giorgia ci dice che per poterlo fare occorre coraggio. Il coraggio di scrivere, mettendo a nudo i propri sentimenti, il coraggio di parlare di quei momenti oscuri e difficili che non sono fuori di noi, ma da noi provengono – una reazione eccessiva, una voce troppo alzata, quella goccia di irritazione cha fa esplodere una giornata fatta di stanchezza – e proprio per questo sono così difficili da perdonare a noi stesse. Ma anche il coraggio di parlare di quell’amore che travolge, talmente intenso, talmente traboccante da fare persino male. E non ha paura di usare il linguaggio della dolcezza, della tenerezza, delle piccole cose di cui ogni giornata di una mamma è fatta dal momento in cui suo figlio vede il mondo per la prima volta, accanto a lei.
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### Sinossi
Quando è diventata mamma, Giorgia Lanzilli ha iniziato a tenere in rete un diario per custodire e condividere le proprie esperienze, e l’incredibile valanga di nuove emozioni che ha travolto le sue giornate. Il senso di inadeguatezza, le gioie e le difficoltà quotidiane, la sfida di essere mamma senza smettere di cercare la realizzazione professionale: riflessioni in cui centinaia di migliaia di mamme si sono identificate, dimostrando, ogni giorno di più, gratitudine e affetto nei confronti di Giorgia, capace di dar voce alle loro emozioni più profonde. Finalmente, questo seguitissimo diario virtuale è diventato un libro, che ripercorre le tappe fondamentali del diventare mamma e accoglie tante nuove riflessioni.
A rendere unico e speciale ciò che Giorgia scrive è la capacità di raccontare come la maternità – spesso percepita come un ostacolo all’autonomia e alla realizzazione femminile – sia piuttosto un’occasione straordinaria per conoscersi meglio e toccare i propri limiti, sensi di colpa e di inadeguatezza compresi, per scoprire in se stesse risorse che non si sospettava di possedere.
E Giorgia ci dice che per poterlo fare occorre coraggio. Il coraggio di scrivere, mettendo a nudo i propri sentimenti, il coraggio di parlare di quei momenti oscuri e difficili che non sono fuori di noi, ma da noi provengono – una reazione eccessiva, una voce troppo alzata, quella goccia di irritazione cha fa esplodere una giornata fatta di stanchezza – e proprio per questo sono così difficili da perdonare a noi stesse. Ma anche il coraggio di parlare di quell’amore che travolge, talmente intenso, talmente traboccante da fare persino male. E non ha paura di usare il linguaggio della dolcezza, della tenerezza, delle piccole cose di cui ogni giornata di una mamma è fatta dal momento in cui suo figlio vede il mondo per la prima volta, accanto a lei.

Le leggi dell’ospitalità

I tre romanzi della trilogia di Roberta (La revoca dell’editto di Nantes, Roberta stasera e Il suggeritore), riuniti dall’autore sotto il titolo Le leggi dell’ospitalità, gravitano attorno a due enigmatici personaggi: Ottavio, prete fallito, teologo vizioso, specialista in perversioni, e Roberta, sua moglie, di origine protestante, atea, attivista radical-socialista. I due si fronteggiano, rispettando ognuno l’ideologia dell’antagonista, finché Ottavio non decide di revocare il loro editto privato di Nantes (l’editto che permise in Francia il culto protestante). Ne nasce una tacita sfida: Ottavio moltiplica per Roberta le occasioni di “peccato” per costringerla così a riconoscere la legge divina, Roberta le accetta senza opporre resistenza.
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La leggenda nera dei Templari

Nell’anno 1099 i crociati venuti dall’Occidente conquistano Gerusalemme e fondano un regno cristiano nella Città Santa. Pochi anni dopo il re di Gerusalemme patrocina la formazione di una milizia religiosa, un corpo di combattenti che dovranno difendere i pellegrini in viaggio verso i luoghi santi. E sposta il quartier generale di questo corpo scelto presso il luogo più carismatico di Gerusalemme: le rovine del Tempio del Signore, edificato duemila anni prima da re Salomone. Circonfuso da un’aura di leggenda, l’ordine dei Templari conosce un’espansione incredibile che lo porta a diventare una vastissima multinazionale. I Templari non sono soltanto gloriosi combattenti, sono anche abilissimi banchieri che gestiscono la tesoreria di vari regni cristiani. Il loro successo incrementa la leggenda che li circonda, e quando nel 1307 il re di Francia Filippo IV detto il Bello li accuserà di eresia con l’aiuto dell’Inquisizione, la storia si tingerà di toni oscuri.
La storia di un mito può essere ancora più interessante della storia che il mito racconta. Soprattutto se la storia è quella leggendaria dei Templari.
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### Sinossi
Nell’anno 1099 i crociati venuti dall’Occidente conquistano Gerusalemme e fondano un regno cristiano nella Città Santa. Pochi anni dopo il re di Gerusalemme patrocina la formazione di una milizia religiosa, un corpo di combattenti che dovranno difendere i pellegrini in viaggio verso i luoghi santi. E sposta il quartier generale di questo corpo scelto presso il luogo più carismatico di Gerusalemme: le rovine del Tempio del Signore, edificato duemila anni prima da re Salomone. Circonfuso da un’aura di leggenda, l’ordine dei Templari conosce un’espansione incredibile che lo porta a diventare una vastissima multinazionale. I Templari non sono soltanto gloriosi combattenti, sono anche abilissimi banchieri che gestiscono la tesoreria di vari regni cristiani. Il loro successo incrementa la leggenda che li circonda, e quando nel 1307 il re di Francia Filippo IV detto il Bello li accuserà di eresia con l’aiuto dell’Inquisizione, la storia si tingerà di toni oscuri.
La storia di un mito può essere ancora più interessante della storia che il mito racconta. Soprattutto se la storia è quella leggendaria dei Templari.

La legge del caos

Nella vetrina di un piccolo rigattiere tra oggetti d’artigianato marziani e venusiani, c’è un cartellino con la scritta: Vendesi Homo Sapiens. E in molte città, in altre botteghe di periferia, il servizio segreto interplanetario sa che è esposto lo stesso enigmatico annuncio. Ma il primo agente incaricato di indagare non va molto lontano nelle sue scoperte: la stradetta dove lui cammina si allunga via via all’infinito, come se fosse un elastico, e la persona che lui sta pedinando – una ragazza vestita di verde – comincia, passo per passo, a rimpicciolire sotto i suoi occhi sbalorditi…
Copertina di Karel Thole