48593–48608 di 68366 risultati

Il Vangelo secondo Gesù Cristo

*O Evangelho segundo Jesus Cristo* (1991) è sicuramente uno dei libri piú belli – e sofferti – di Saramago. Come pure è quello che piú di tutti ha scatenato critiche feroci da parte del clero ortodosso sia portoghese sia italiano che ha definito blasfemo e sacrilego il romanzo.
Un Vangelo, invece, terribilmente umano, e che permette al lettore di sentirsi “spiritualmente” vicino alla figura del Cristo, di un Gesú riportato a dimensione umana, “pover’uomo” come tanti altri “poveri uomini” di questo mondo, peccatori e non. Prima, neonato come tutti gli altri, poi in perenne lotta tra questo mondo, quello degli uomini e delle donne, dell’amore e del dolore terreni, e il mondo soprannaturale – quello del Padre -, che non riesce a capire, i cui fini, e confini, sono a lui, come a tutti gli uomini, ignoti e imperscrutabili. Fino alla morte, non desiderata e non voluta, lui stesso ignara vittima sacrificata a una divinità indifferente, ingannato.

Van Gogh il suicidato della società

«Come un’inondazione di corvi neri nelle fibre del suo albero interno», la società suicidò van Gogh. Non fu dunque il pittore a soccombere a un suo delirio, ma un delirio ben più vasto e maligno, l’affatturamento capillare che è la prima opera della società stessa, a farlo soccombere. Non si creda, però, che qui Artaud anticipi le innumerevoli accuse alla società cattiva e oppressiva che hanno ammorbato i nostri anni. Artaud, come sempre, è ben più radicale. Non gli basta il predominio di una classe sull’altra, o la malvagità del denaro, per inchiodare la società. Ma è la *magia nera* della società stessa, l’universale fattura che essa fa agire su tutti a essere chiamata qui da Artaud con il suo nome. È questa la prima e insuperata forma di «crimine organizzato» che ci governa. Van Gogh, e come lui Gérard de Nerval, o Artaud stesso, stavano per sottrarsi alle maglie di quella fattura, ma ne furono alla fine catturati di nuovo, come vittime preziose, di cui spartirsi le spoglie. Un anno prima di morire, nel 1947, Artaud affrontò van Gogh, raccontando la sua «funebre e rivoltante storia di garrottato da uno spirito malvagio», e illuminando con la luce barbagliante delle sue frasi spezzate ciò che significa la maledizione dell’artista, il nemico occulto del suo *opus*: «In fondo ai suoi occhi come depilati, da beccaio, van Gogh si abbandonava senza tregua a una di quelle operazioni di oscura alchimia che hanno preso la natura per oggetto e il corpo umano per marmitta o crogiolo».

Il vampiro

È stato proprio questo racconto di John Polidori a rendere celebre letterariamente il personaggio del vampiro, strappandolo al mondo del folklore e della leggenda. Aubrey è un giovane gentiluomo inglese che incontra Lord Ruthven, un uomo dalle origini misteriose, appena entrato nella buona società londinese. Aubrey ne rimane affascinato e decide di accompagnarlo a Roma, ma i due si perdono di vista quando Ruthven seduce una giovane italiana e scompare. Si ritrovano in Grecia, dove Aubrey sta corteggiando Ianthe, la figlia di un oste greco, la quale una sera gli racconta la leggenda di un vampiro, una creatura mostruosa che si nutre di sangue umano. Da quel momento iniziano ad accadere fatti inquietanti intorno a Aubrey, e tutto sembra essere collegato al suo amico Ruthven, il quale porta la sofferenza nella vita delle persone che incontra.

(source: Bol.com)

Il vampiro Marius

Sinossi

Risvegliatosi da un sonno millenario, il vampiro Thorne è in cerca di una guida che lo reintroduca nel mondo attuale. Il fato lo porta a incontrare Marius, antico mentore di Lestat e amante di Pandora, il quale soddisfa la sua avida curiosità narrandogli la propria vita, un resoconto che diviene appassionata cronaca dei suoi amori, delle sue sofferenze e dei segreti finora mai svelati. La voce intima e profonda di Marius ci accompagna così attraverso i secoli, testimone diretta degli eventi cruciali della Storia. È tuttavia nel presente, nella giungla più intricata, che Marius andrà incontro al proprio destino reclamando giustizia per il vampiro più vecchio dell’universo.

Il vampiro di Blackwood

Sinossi

Benvenuti a Blackwood Farm: svettanti colonne bianche, saloni senza fine, giardini inondati di sole e l’oscura, densa striscia di una palude maledetta… È il mondo di Quinn Blackwood, eccentrico e affascinante giovane tormentato, sin dagli anni dell’infanzia, da un inquietante doppio, Goblin, uno spirito che solo lui può vedere, e che nasconde risvolti ben più inquietanti di un compagno di giochi immaginario. Finché una notte, mentre Quinn, ossessionato dalla storia di un vecchio antenato ritiratosi su una misteriosa isola al centro della palude, vaga fra quelle acque limacciose illuminate dalla pallida luce della luna, ha un incontro drammatico che porrà presto fine alla sua vita terrena, segnando l’inizio della sua esistenza come vampiro. E da quando, suo malgrado, riceve il Dono del Sangue, perdendo ogni cosa in cambio di un’indesiderata immortalità, Goblin assume su di lui un controllo terrificante… In una disperata corsa avanti e indietro nel tempo, dagli anni in cui era bambino al presente di New Orleans, dall’antica Atene alla Napoli del XIX secolo, Quinn si mette alla ricerca del vampiro Lestat, l’unico che, forse, potrebbe liberarlo dallo spettro che sembra volerlo risucchiare nella nera palude e nei suoi terribili segreti…

il vampiro del mare

Leggendo questo romanzo dell’ottimo Charles Eric Maine, vien fatto di pensare con un brivido a che punto esattamente la fantasia si sostituisce alla realtà, perchè i fatti sui quali il romanzo si basa, e dai quali l’autore trae le sue tragiche deduzioni, sono realmente accaduti nel mondo d’oggi. I fatti, che tutti conosciamo, sono questi: a titolo sperimentale, da anni, vengono fatte esplodere bombe sempre più potenti, perfino sotto la superficie dei mari. Ebbene, se una di queste bombe creasse un’immensa falla nel letto di un oceano, quali ne sarebbero le conseguenze? Forse, la bocca del vampiro, alla quale l’autore paragona la voragine spalancata sul fondo marino, succhierebbe dalla Terra l’elemento che le dà la vita: l’acqua. Spietato nel suo agghiacciante pessimismo, il romanzo descrive la spaventosa agonia degli uomini destinati a morire, e ai quali viene ostinatamente taciuta la verità perchè si possa compiere il tentativo disperato di salvarne almeno una parte.

Il vampiro del mare

Una serie di esperimenti nucleari provoca terremoti e siccità sulla terra. Qualcosa o qualcuno sembra succhiare l’acqua dal fondo degli oceani. Il processo è irreversibile: il mondo ha davanti a sé un futuro senza speranza. È questa forse l’agghiacciante risposta alla sfida della scienza? E da dove verrà la salvezza per l’uomo?
Charles Eric Maine, uno dei maestri del “cataclisma FS” all’inglese, riconferma con questo romanzo le proprie doti di grande narratore realista.

I vampiri di Bellatrix

Un comandante d’astronave che si sente diventare inutile e guarda con sospetto i suoi ufficiali più giovani, un pilota perfettamente condizionato a svolgere nel modo migliore il suo compito, un secondo pilota pieno di fantasia e d’inventiva, un giovane meccanico che si interessa di letteratura e medicina, una piccola ma potente astronave terrestre in rotta fra Nettuno e Plutone, che improvvisamente dà delle noie al suo equipaggio. Poi il rosso sole Bellatrix che tinge di sangue il suo pianeta. Siamo nell’anno 2300, gli uomini hanno conquistato lo spazio, conoscono i mondi che lo popolano, ma un pianeta come quello illuminato da Bellatrix, e sul quale riesce ad atterrare l’astronave della Terra, non l’hanno mai visto. Il il più strano e il più incomprensibile che abbiamo mai incontrato. E’ un mondo dominato da un popolo acquatico, con stupende città che appaiono e scompaiono come miraggi nel deserto, con montagne di puro diamante, abitato dalle più disparate creature, alcune timide e dolci e paurose, altre violente e primitive, altre ancora goffe e stupide, o sfuggenti e misteriose. E su quel pianeta i quattro astronauti vivono la più terribile avventura della loro vita, che per alcuni di loro sarà anche l’ultima.
Copertina di: Karel Thole

Il valzer della debuttante

Inghilterra, 1847.
Lottie Charlton è ansiosa di andare a Londra per partecipare alla sua prima stagione mondana. Sua madre si aspetta che trovi un ricco gentiluomo con cui convolare a nozze e lei ha tutte le intenzioni di accontentarla, ma il suo comportamento avventato la porta dritta tra le braccia dell’affascinante Tristan Dyvelston, la cui reputazione è stata fortemente compromessa molti anni prima. Per evitare lo scandalo, dunque, Lottie è costretta a sposarlo, anche se lui non possiede un titolo nobiliare. O almeno questo è quello che le fa credere Tristan, determinato a vagliare il carattere e la sincerità di cuore dell’incauta fanciulla sottoponendola a una serie di dure prove. Saprà l’impulsiva e viziata debuttante superarle? E soprattutto, saprà perdonare al marito quel piccolo inganno a fin di bene?
(source: Bol.com)

Il valletto di de Sade

Si chiama Martin Latour Quiros e viene da un porto della Normandia. È ossessionato dal dolore, anche perché è insensibile al male fisico, vuole scoprirne il segreto. Emarginato fin dalla nascita a causa del suo aspetto deforme, ha trovato rifugio da un impagliatore di animali che gli ha insegnato il mestiere e lo ha iniziato all’anatomia. Ma Latour non si è fermato, ha continuato la sua ricerca, oltre ogni limite, fino all’incontro con il marchese de Sade, di cui è diventato il valletto, lo scrivano, l’interlocutore, il doppio. Fra realtà e finzione, racconto mitico e ritratto psicologico, questo romanzo esplora il cuore della sofferenza e della crudeltà, offrendo una sottile riflessione sul confine tra bene e male.
**

La valle del silenzio (Romanzi Dark Passion)

La battaglia decisiva tra il Bene e il Male sta per iniziare. I sei di Morrigan hanno attraversato il portale del tempo per tornare nell’antico regno di Geall, dove affronteranno Lilith e la schiera dei suoi non morti. Prima devono però istruire il popolo affinché combatta al loro fianco. Sarà però l’infuocata passione che divampa tra Moira e Cian a mettere tutto a rischio. Nonostante lui sappia che la loro storia non potrà mai avere il classico lieto fine, e potrebbe anzi avere sviluppi tragici per entrambi…

La valle condannata

Grazie soprattutto ad Agatha Christie e alla sua Miss Marple, il lettore di Gialli sa che i tranquilli villaggi inglesi si prestano ammirevolmente al delitto e alle indagini poliziesche. Ma il lettore di Urania sa anche, grazie soprattutto a L. P. Davies, che gli stessi villaggi si prestano non meno ammirevolmente ai fenomeni tipici della fantascienza e alle pericolose avventure che ne conseguono. Nell’uno come nell’altro caso la funzione del quieto villaggio, con i suoi abitanti “qualunque” e la sua vita in apparenza monotona, è di fornire alla narrazione una cornice perfettamente familiare, quotidiana, realistica: ma una cornice che a pag. 10 già comincia a incrinarsi e a pag. 20 va in pezzi, lasciandoci sgomenti a guardare dalla finestra del nostro ex-tranquillo “cottage” il più imprevisto e pauroso degli spettacoli.

Il vagabondo dello spazio

Gli strani suicidi di Bartlesville
Una mente venuta dallo spazio, un tranquillo villaggio americano e le vittime innocenti di un piano mostruoso… Ci vorrà tutta l’abilità della signorina Talley, insegnante e lettrice di fantascienza, per sventare la minaccia dal cielo.
Il vagabondo dello spazio
Abbandonato su un asteroide, condannato a morire, salvato dalla più “vagabonda” entità del cielo… È Crag il ribelle, il primo e il più famoso dei duri della fantascienza.
E 16 racconti:
“La famiglia Geezenstack”
“Il duello”
“Sentinella”
“Vieni e impazzisci”
“Lettera a una fenice”
“L’ultimo marziano”
“La risposta”
“Questione di scala”
“La razza dominante”
“Il vecchio, il mostro spaziale e l’asino”
“Immaginatevi”
“Il video ci guarda”
“Le grandi scoperte perdute”
“L’arma”
“La fine”
“Delitto in dieci lezioni”
Copertina di Karel Thole

Vacca d’un cane

La città è Modena, la «Città della Mòtta», e Francesco ci arriva in treno con i genitori, migrati da quelle campagne d’Appennino che Guccini ha cantato nel suo romanzo d’esordio, *Cròniche Epafániche*. Qui tutto è nuovo: la pronuncia dei compagni, i padri che d’inverno indossano il cappotto, la nebbia, la pianura, il cibo, e poi la scuola, Suor Carmelina…
E dopo le tabelline, Coppi e Bartali, arrivano anche la bicicletta, i balli, i 45 e i 33 giri, e il gruppo con cui suonare nelle balere… Storie e ricordi personali si intrecciano in questo romanzo a metà tra la saga popolare e il racconto di formazione che trova la sua originalità in un linguaggio personalissimo, sanguigno e autentico.
**
### Sinossi
La città è Modena, la «Città della Mòtta», e Francesco ci arriva in treno con i genitori, migrati da quelle campagne d’Appennino che Guccini ha cantato nel suo romanzo d’esordio, *Cròniche Epafániche*. Qui tutto è nuovo: la pronuncia dei compagni, i padri che d’inverno indossano il cappotto, la nebbia, la pianura, il cibo, e poi la scuola, Suor Carmelina…
E dopo le tabelline, Coppi e Bartali, arrivano anche la bicicletta, i balli, i 45 e i 33 giri, e il gruppo con cui suonare nelle balere… Storie e ricordi personali si intrecciano in questo romanzo a metà tra la saga popolare e il racconto di formazione che trova la sua originalità in un linguaggio personalissimo, sanguigno e autentico.