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Il taccuino di Sherlock Holmes

Al 221B di Baker Street i misteri non finiscono mai. Un soldato di ritorno dal Sudafrica è sulle tracce di un ex commilitone cui è toccato un destino forse peggiore della morte. Un’affittacamere ha scoperto che la solitaria inquilina della sua pensione nasconde sotto il velo un viso orribilmente sfigurato. Che si tratti di un fabbricante di colori a riposo o del padrone di un impero minerario, di strappare un preziosissimo gioiello a un temibile ladro di diamanti o di salvare la figlia di un generale dalle grinfie di un barone austriaco, il quale oltre che un casanova è anche un uxoricida, non c’è cliente cui Sherlock Holmes neghi il suo aiuto inestimabile. Così come, da una bizzarra caccia a individui con lo stesso cognome fino agli atti di vampirismo che un uomo imputa alla seconda moglie originaria di un lontano paese, non esiste caso tanto enigmatico da sfuggire alla sua intelligenza sovrumana. L’arte della deduzione alla massima potenza, nelle ultime avventure del più grande investigatore.

Il taccuino d’oro

Questo di Doris Lessing (Premio Nobel per la Letteratura 2007) è un romanzo che rappresenta una sorta di ‘summa’ dei suoi temi, dei suoi problemi e delle sue suggestioni. La protagonista, Anna Wulf, non può esimersi dall’analizzare i mille motivi che costituiscono la sua vita, motivi di ordine politico, sociale e anche sessuale. Così gli spunti, i pensieri, gli eventi di cui il libro formicola, si raccolgono in quattro taccuini, di cui quello d’oro rappresenta un po’ la quintessenza: e il loro insieme dà luogo a una narrazione distesa e insieme concentrata e intesa, a una panoramica della vita di una donna intensamente partecipe del nostro tempo. E nel libro c’è un po’ di tutto: la minaccia atomica, i rifugiati politici nell’Africa Centrale, le barriere razziali, i rapporti dei genitori coi figli, spesso singolarmente conformisti e mancati suicidi, l’industria culturale, i rapporti degli uomini con gli uomini in un’atmosfera di fluttuante omosessualità, i rapporti delle donne con le donne, vagamente ambigui, e specialmente delle donne con gli uomini… e molte altre cose.

Swing Time

La loro pelle ha la stessa sfumatura di bruno, hanno lentiggini negli stessi punti e sono alte uguali. Quel sabato mattina del 1982 non sono ancora amiche né nemiche, si rivolgono appena la parola. Eppure una forza invisibile le collega, sulla soglia della loro prima lezione di danza. Tracey e la narratrice di questa storia sono simili, ma anche diverse. Tracey ha riccioli seducenti raccolti con nastri di raso, minigonne e un sorriso vivace. Ha un talento luminoso per la danza. La narratrice ha intelligenza e un naso severo, una tendenza alla malinconia. Ha i piedi piatti ma un intuito anticipatore per la musica. Amiche, complici, rivali. Alla prima lezione di danza arrivano accompagnate dalle madri, che non potrebbero essere più opposte. Obesa, vestita di strass e marchi vistosi, chiassosa ed entusiasta del talento della figlia, quella di Tracey. L’altra così bella da non avere bisogno di trucco o gioielli, forse nemmeno di sua figlia, una femminista protesa verso il salto sociale nel mondo colto e radical chic. Malgrado le loro madri, l’amicizia tra le due ragazzine cresce, strettissima, alimentata da una competizione sotterranea. Poi di colpo finisce. Sono diventate grandi, ognuna deve fare i conti con il proprio talento: Tracey entra in un prestigioso corpo di ballo ma la vita non si rivela così facile come era stato danzare a sette anni, la narratrice diventa assistente di una cantante famosa tirannica e magnetica. È per seguire i capricci filantropici della star che la storia si sposta in Africa, in un territorio dove si viaggia indietro nel tempo per trovare le proprie radici e si balla, proprio come Tracey. Zadie Smith torna a raccontare l’amicizia assoluta e inquieta tra adolescenti, il mondo dei sobborghi multiculturali, l’attrazione perturbante per coloro che sono animati da un talento e nascondono un segreto. La danza in queste pagine diventa la scrittura stessa di Zadie Smith, che ha grazia naturale, non perde mai il ritmo e sa raccontare con affilata precisione le ambizioni e le ingiustizie sociali, i desideri degli adolescenti e i sogni della nostra epoca.

Il Sussurratore Delle Catene

Delle donne sono state assassinate a nord di New York, i loro corpi trovati misteriosamente appesi e incatenati. Quando viene richiesto l’intervento dell’FBI, data la bizzarra natura degli omicidi-e la mancanza di indizi-c’e soltanto un’agente a cui ci si possa rivolgere: L’Agente Speciale Riley Paige. Riley, ancora scioccata dal suo ultimo caso, e riluttante ad occuparsi di quest’ultimo, visto che e ancora convinta che un ex serial killer sia ancora a piede libero, perseguitandola. Ad ogni modo, lei sa che la sua capacita di penetrare nella mente di un serial killer e nella sua natura ossessiva e cio che le occorrera per risolvere questo caso, e proprio non puo rifiutare-sebbene la spingera al limite. La ricerca di Riley la porta nel profondo della mente illusa dell’assassino, in quanto la condurra in orfanotrofi, ospedali, prigioni, tutto pur di comprendere le origini della sua psicosi. Realizzando di trovarsi a che fare con un vero psicopatico, e consapevole che non passera molto tempo prima che colpisca ancora. Ma con il suo stesso lavoro esposto e la sua stessa famiglia un bersaglio, e con la sua fragile psiche che rischia di crollare, potrebbe essere fin troppo per lei-e troppo tardi. Giallo noir psicologico intriso di suspense mozzafiato, IL SUSSURRATORE DELLE CATENE e il libro #2 in una nuova serie affascinante-con un nuovo amato personaggio-che vi terra attaccati alle pagine fino a tardi. Il Libro #3 nella serie di Riley Paige sara presto disponibile.

Susan La paura di impazzire

[…] Non vedendo nulla che la potesse allarmare si alzò, prese la vestaglia di morbida lana, appoggiata sulla panca foderata di pelle che era ai piedi del letto, la infilò e si affacciò alla porta della sua stanza.
Una luce notturna illuminava fiocamente il lungo corridoio, il cui pavimento era interamente coperto da un prezioso Aubusson. Due piccole applique illuminavano il grande cassettone antico, con sopra un prezioso vaso della dinastia Ming, decorato in bianco e bleu cobalto e le due sedie della stessa epoca del cassettone poste ai suoi lati.
Anche lì tutto era tranquillo, sembrava non fosse accaduto nulla che potesse allarmarla.
Susan, rientrò in camera e afferrando la mazza da baseball che teneva sempre accanto al letto, si avventurò nel corridoio. Fece pochi passi e sentì un fruscio dietro di se, velocemente si girò su se stessa impugnando la mazza da baseball pronta a colpire.
Ma non c’era nessuno.
Con grande attenzione si rigirò su se stessa e risentì il fruscio dietro di se. In modo quasi impercettibile girò la testa. Il corridoio era vuoto, completamente vuoto. Oltre a lei non c’era nessuno.
‘Ma io ho sentito’ pensò ‘ Ho sentito… o sto diventando pazza?
Susan è una giovane donna che apparentemente dovrebbe essere molto soddisfatta della sua vita. Un bell’aspetto, una ottima posizione economica, una splendida dimora in cui vivere. Ma è proprio la sua casa l’origine del suo disagio.
La casa dovrebbe essere un porto sicuro dove vivere ma per Susan così non è. Poco alla volta qualcosa mina la sicurezza di questa giovane donna, come una goccia che scava la pietra, finché qualcosa di inaspettato accade.
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### Sinossi
[…] Non vedendo nulla che la potesse allarmare si alzò, prese la vestaglia di morbida lana, appoggiata sulla panca foderata di pelle che era ai piedi del letto, la infilò e si affacciò alla porta della sua stanza.
Una luce notturna illuminava fiocamente il lungo corridoio, il cui pavimento era interamente coperto da un prezioso Aubusson. Due piccole applique illuminavano il grande cassettone antico, con sopra un prezioso vaso della dinastia Ming, decorato in bianco e bleu cobalto e le due sedie della stessa epoca del cassettone poste ai suoi lati.
Anche lì tutto era tranquillo, sembrava non fosse accaduto nulla che potesse allarmarla.
Susan, rientrò in camera e afferrando la mazza da baseball che teneva sempre accanto al letto, si avventurò nel corridoio. Fece pochi passi e sentì un fruscio dietro di se, velocemente si girò su se stessa impugnando la mazza da baseball pronta a colpire.
Ma non c’era nessuno.
Con grande attenzione si rigirò su se stessa e risentì il fruscio dietro di se. In modo quasi impercettibile girò la testa. Il corridoio era vuoto, completamente vuoto. Oltre a lei non c’era nessuno.
‘Ma io ho sentito’ pensò ‘ Ho sentito… o sto diventando pazza?
Susan è una giovane donna che apparentemente dovrebbe essere molto soddisfatta della sua vita. Un bell’aspetto, una ottima posizione economica, una splendida dimora in cui vivere. Ma è proprio la sua casa l’origine del suo disagio.
La casa dovrebbe essere un porto sicuro dove vivere ma per Susan così non è. Poco alla volta qualcosa mina la sicurezza di questa giovane donna, come una goccia che scava la pietra, finché qualcosa di inaspettato accade.

Il supplizio del legno di sandalo

Il supplizio del legno di sandalo by Mo Yan
Cina 1900: provincia dello Shandong. Sun Bing è un ribelle per caso, che si ritrova a guidare una rivolta di contadini a fianco dei Boxer, la società segreta cinese nemica delle potenze imperialistiche straniere. Ma Sun Bing non è solo un contadino in guerra contro un potere piú grande di lui, e da cui sarà atrocemente punito. È anche un artista, è un uomo che vive di canto e per il canto. Di fronte a lui, Zhao Jia, il vecchio boia grande esperto di torture, giunto all’ultimo lavoro della sua carriera. Come Sun Bing, con il canto, anche Zhao Jia possiede una tecnica antichissima. I due maestri si affrontano con la loro rispettiva arte cercando, nelle condizioni estreme, di portare a termine il capolavoro della propria vita e della propria morte.
* * *
«Mo Yan è uno degli scrittori piú forti, creativi e travolgenti della nostra epoca».
**Claudio Magris**

Il superuovo

Dopo tanti decenni di umani che parlavano troppo e si sforzavano di sembrare sinceri è salito al governo un uovo. E non un uovo qualsiasi, ma il misterioso e perfetto Uovo. Silenzioso e serafico, racchiude nella sua rotondità un’intera cosmogonia. Mentre nel mondo si diffondono religioni ovofile e le galline assurgono al ruolo di nuove Madonne, l’Uovo parla per la prima volta: fine intellettuale, nella sua placida rotondità potrebbe celare un rancore non prevedibile nemmeno dai suoi fan più accaniti, gli ovisti. Numero di caratteri: 31.087.
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### Sinossi
Dopo tanti decenni di umani che parlavano troppo e si sforzavano di sembrare sinceri è salito al governo un uovo. E non un uovo qualsiasi, ma il misterioso e perfetto Uovo. Silenzioso e serafico, racchiude nella sua rotondità un’intera cosmogonia. Mentre nel mondo si diffondono religioni ovofile e le galline assurgono al ruolo di nuove Madonne, l’Uovo parla per la prima volta: fine intellettuale, nella sua placida rotondità potrebbe celare un rancore non prevedibile nemmeno dai suoi fan più accaniti, gli ovisti. Numero di caratteri: 31.087.

I superstiti di Ragnarok

Essi erano i Reietti. Le vittime innocenti della guerra scoppiata improvvisamente fra i Gern e i Terrestri. A bordo della “Constellation” erano diretti ad Athena, il pianeta da colonizzare, ma di colpo il loro futuro cambiò. Invece del fertile mondo pieno di promesse, ebbero Ragnarok, il pianeta infernale, abitato da animali ferocissimi e intelligenti, ben decisi a difendere il loro dominio dall’intrusione delle strane creature bipedi. Ma quei bipedi erano uomini, e gli uomini non si arrendono facilmente. Per sopravvivere su Ragnarok ci sarebbero volute armi in abbondanza, ed equipaggiamenti adatti, e scorte alimentari, e medici, e specialisti in ogni campo. Il loro medico era uno studente alle sue prime esperienze pratiche. Il loro equipaggiamento consisteva in ciò che avevano addosso. Le armi: pochi fucili e munizioni contate, per difendere migliaia di persone. Eppure, minacciati dalla selvaggia brutalità degli unicorni, tormentati dai sistematici attacchi dei predatori, decimati da una misteriosa febbre maligna, impacciati dalla forte gravità che rallentava i movimenti e rendeva doloroso il respirare, soffocati dal mostruoso caldo estivo e paralizzati dall’inconcepibile gelo dell’inverno, non cedettero. Non vollero cedere, perchè non volevano morire senza essersi presa la soddisfazione di vedere i Gern strisciare ai loro piedi implorando pietà, a loro, ai Reietti. Perchè erano Uomini.

I superstiti del Wyoming

Ai confini del Wyoming, dell’Idaho e del Montana, il Parco Nazionale di Yellowstone proteggeva fino a ieri orsi e coguari e altre specie minacciate di estinzione. Oggi protegge rari superstiti umani, dopo il fulmineo e mortale attacco alla Terra da parte di alieni mostruosi. Ma domani sarà di lì che i sopravvissuti partiranno al contrattacco. Un lungo romanzo tutto d’azione di cui Andre Norton ha scritto che ha il solo torto d’essere troppo breve.
Copertina di Karel Thole

Il superstite

**Quell’uomo aggredito e invaso dalla cancellazione della sua famiglia, ero io eppure non lo ero. Tutto sembrava vero e falso allo stesso tempo. Ma forse è così che si scrivono i libri.**
**Forse è così che accade la realtà.**
**«Un *A sangue freddo* italiano, un noir potentissimo».**
—**Antonio Manzini**
L’assassino è stato catturato, è colpevole di uno sterminio, ha ucciso due donne e due uomini: un padre, una madre, una figlia, un figlio. Il massacro è avvenuto in un piccolo paese italiano, quasi invisibile sulle carte, e l’analogia col caso della famiglia Clutter, scrupolosamente raccontato mezzo secolo fa da Truman Capote in *A sangue freddo*, salta all’occhio in tutta la sua straordinaria precisione. Alla carneficina è scampato un terzo figlio che, sposato da poco, vive nella casa accanto, ma si trasferirà poi in quella del massacro. Passa le giornate nei suoi capannoni, è allevatore di polli, come lo era suo padre. Il processo all’assassino, un nomade slavo, si svolge in Serbia e il Superstite chiede a un giornalista, che ha seguito la vicenda dall’inizio e ne ha scritto con una certa sensibilità e accuratezza, di accompagnarlo. Ed è come se due lembi di una ferita si accostassero per sanarsi a vicenda, per salvarsi. Non c’è alcun psicologismo in questo libro scritto con un passato prossimo romanzesco, il più potente presente per chi legge: siamo irrimediabilmente nelle zone del mito, della favola primaria, nera e archetipica. Da una parte c’è un mondo che potrebbe essere il Nord Italia, ma anche qualsiasi posto dove la violenza e la ferocia imperano – e dall’altra parte c’è un’innocenza che non può cedere.
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### Sinossi
**Quell’uomo aggredito e invaso dalla cancellazione della sua famiglia, ero io eppure non lo ero. Tutto sembrava vero e falso allo stesso tempo. Ma forse è così che si scrivono i libri.**
**Forse è così che accade la realtà.**
**«Un *A sangue freddo* italiano, un noir potentissimo».**
—**Antonio Manzini**
L’assassino è stato catturato, è colpevole di uno sterminio, ha ucciso due donne e due uomini: un padre, una madre, una figlia, un figlio. Il massacro è avvenuto in un piccolo paese italiano, quasi invisibile sulle carte, e l’analogia col caso della famiglia Clutter, scrupolosamente raccontato mezzo secolo fa da Truman Capote in *A sangue freddo*, salta all’occhio in tutta la sua straordinaria precisione. Alla carneficina è scampato un terzo figlio che, sposato da poco, vive nella casa accanto, ma si trasferirà poi in quella del massacro. Passa le giornate nei suoi capannoni, è allevatore di polli, come lo era suo padre. Il processo all’assassino, un nomade slavo, si svolge in Serbia e il Superstite chiede a un giornalista, che ha seguito la vicenda dall’inizio e ne ha scritto con una certa sensibilità e accuratezza, di accompagnarlo. Ed è come se due lembi di una ferita si accostassero per sanarsi a vicenda, per salvarsi. Non c’è alcun psicologismo in questo libro scritto con un passato prossimo romanzesco, il più potente presente per chi legge: siamo irrimediabilmente nelle zone del mito, della favola primaria, nera e archetipica. Da una parte c’è un mondo che potrebbe essere il Nord Italia, ma anche qualsiasi posto dove la violenza e la ferocia imperano – e dall’altra parte c’è un’innocenza che non può cedere.

Superintelligenza. Tendenze, pericoli, strategie

Nel gennaio 2015 Nick Bostrom è stato cofirmatario, assieme tra gli altri a Stephen Hawking, di una celebre lettera aperta che metteva in guardia sui potenziali pericoli dell’Intelligenza Artificiale. Non ha firmato quell’appello per passatismo, né tantomeno per luddismo, bensì in virtù di un lineare ragionamento filosofico. L’Intelligenza Artificiale è una delle più grandi promesse dell’umanità; grazie ai suoi sviluppi, attuali e futuri, saremo probabilmente in grado di fare cose che oggi sarebbero impensabili, vivremo meglio, e magari più a lungo e più felici. E tuttavia c’è una nube minacciosa sopra il cielo dell’Intelligenza Artificiale, e con questo libro Nick Bostrom è stato il primo a vederla e ad analizzarla, lanciando un allarme che ha avuto un’eco vastissima in tutto il mondo. Siamo proprio certi che riusciremo a governare senza problemi una macchina “superintelligente” dopo che l’avremo costruita? Se lo scopo dell’attuale ricerca sull’Intelligenza Artificiale è quello di costruire delle macchine fornite di un’intelligenza generale paragonabile a quella umana, quanto tempo occorrerà a quelle macchine, una volta costruite, per superare e surclassare le nostre capacità intellettive? Poco, ci informa Bostrom, pochissimo. Una volta raggiunto un livello di intelligenza paragonabile al nostro, alle macchine basterà un piccolo passo per «decollare» esponenzialmente, dando origine a superintelligenze che per noi risulteranno rapidamente inarrivabili. A quel punto le nostre creature potrebbero scapparci di mano, non necessariamente per “malvagità”, ma anche solo come effetto collaterale della loro attività. Potrebbero arrivare a distruggerci o addirittura a distruggere il mondo intero. Per questo – sostiene Bostrom – dobbiamo preoccuparcene ora. Per non rinunciare ai benefici che l’Intelligenza Artificiale potrà apportare, è necessario che la ricerca tecnologica si ponga adesso le domande che questo libro pone con enorme chiarezza e chiaroveggenza.

Superhero

Non è facile per un giovane artista gay come Jordan Carson crescere a Jefferson, nel Wisconsin, dove il pensiero fisso di tutti, alle scuole medie e al liceo, sono le squadre sportive. Ma Jordan è stato fortunato. Ha incontrato Owen Nelson in seconda elementare, e da allora i due sono diventati migliori amici. Owen è un grosso ragazzone biondo di bell’aspetto ed è il campione di lotta libera della scuola. Nessuno infastidisce lui né chiunque gli sia vicino, e si oppone all’opinione popolare tenendo Jordan sotto la sua ala anche dopo che l’amico si dichiara gay a scuola. La loro amicizia sopravvive, ma il peggiore nemico di Jordan potrebbe essere lui stesso: non sembra riuscire a smettere di essere follemente innamorato di un caso disperato: il suo amico etero, Owen. Owen non vuole permettere che nulla gli tolga l’amicizia di Jordan, ma non avrebbe mai pensato che Jordan sarebbe scappato via per vivere una vita lontana da lui. Dovrà affrontare la natura della loro relazione se vuole riconquistarlo.

Superficie

‘Quando sono di buonumore, poi mi passa. Il preservativo si trova sempre nel cassetto del comodino opposto. Sono d’accordo con Baudelaire’.

Prendete un luogo comune, smontatelo, rovesciatelo, trovategli amici e parenti, coniugi e amanti, nemici e complici. Denunciateli. Poi accostatelo a una battuta, a un aforisma, a un nonsense: accendete la miccia e aspettate. Ad esplodere, sarà la vostra risata. È un gioco, sí, ma è una sarabanda dell’intelletto. Perché è vero: molti discorsi umani sono irresistibilmente comici, sembrano costruiti solo per iniziare e non andare mai a fondo. Sono grandiosi tentativi di semplificazione impastati in un chiacchiericcio che supera ogni pretesa di profondità per diventare, gioiosamente, superficie. E vanno inchiodati a se stessi, accostati ad altri o ad altro, perché nel flusso torrenziale si producano attriti, urti, ribaltamenti di senso. Proprio come avviene nelle reazioni chimiche, vanno messi accanto a un reagente che, consumandosi, li trasformi.

(source: Bol.com)

Super-H sull’America

Data: 7 luglio 1973, ore 13,10 (GMT). Luogo: in orbita polare. L’apparecchio XMSV-1 filava in orbita, altissimo sulle distese ghiacciate dell’Artico. Ma i due piloti non guardavano la superficie terrestre. Stavano osservando un oggetto lucente che rotolava lentamente nel cielo davanti a loro, a una quota leggermente più bassa. “Sembra il primo stadio di un razzo” disse il primo pilota, che si chiamava Walker, iniziando la manovra di avvicinamento… L’oggetto lucente non era però né il primo né il secondo stadio di un razzo. E il maggiore Jed Walker, dell’U.S. Air Force, non sarebbe vissuto abbastanza a lungo per sapere che cosa fosse in realtà.

Super Mario: l’icona Nintendo e i suoi mondi (Vivere in digitale)

Nome di cinque lettere, origini italiane, lavoro modesto: Mario, o meglio Super Mario, è il personaggio di una fortunata serie di videogiochi targati Nintendo che dalla sua nascita, nel 1981, non ha mai smesso di divertire e far parlare di sé.
Mario è un vero e proprio simbolo, della Nintendo – certo – che molto gli deve, ma soprattutto della generazione dei trentenni (e non solo loro) di oggi. Chi non ha mai visto o giocato con Mario in una delle sue molteplici avventure? Magari quando era ancora un semplice sprite pixellato dall’enorme naso e dalla tuta rossa che saltellava brandendo un martello per liberare la sua amata dalle grinfie di un temibile scimmione. Oppure in una delle sue avventure 3D, ricche di movimento ed effetti speciali, dove Mario è accompagnato da fantastici compagni nelle esplorazioni di sconfinati mondi.
Questo ebook racconta i primi 25 anni di Mario, dalla sua prima comparsa contro Donkey Kong alla consacrazione in Mario Bros., dal momento in cui diventa Super all’annuncio di Nintendo Wii nel 2005, quando ormai Mario era un’icona indiscussa e conosciuta in tutto il mondo.
Che piaccia o meno Mario ha segnato un epoca e non è mai scaduto nel banale, rinnovandosi costantemente per adattarsi ai tempi. Nelle sue trasformazioni è possibile leggere l’evolversi del mondo dei videogiochi e della sensibilità dei videogiocatori, i ragazzi di ieri, gli adulti di oggi.
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### Sinossi
Nome di cinque lettere, origini italiane, lavoro modesto: Mario, o meglio Super Mario, è il personaggio di una fortunata serie di videogiochi targati Nintendo che dalla sua nascita, nel 1981, non ha mai smesso di divertire e far parlare di sé.
Mario è un vero e proprio simbolo, della Nintendo – certo – che molto gli deve, ma soprattutto della generazione dei trentenni (e non solo loro) di oggi. Chi non ha mai visto o giocato con Mario in una delle sue molteplici avventure? Magari quando era ancora un semplice sprite pixellato dall’enorme naso e dalla tuta rossa che saltellava brandendo un martello per liberare la sua amata dalle grinfie di un temibile scimmione. Oppure in una delle sue avventure 3D, ricche di movimento ed effetti speciali, dove Mario è accompagnato da fantastici compagni nelle esplorazioni di sconfinati mondi.
Questo ebook racconta i primi 25 anni di Mario, dalla sua prima comparsa contro Donkey Kong alla consacrazione in Mario Bros., dal momento in cui diventa Super all’annuncio di Nintendo Wii nel 2005, quando ormai Mario era un’icona indiscussa e conosciuta in tutto il mondo.
Che piaccia o meno Mario ha segnato un epoca e non è mai scaduto nel banale, rinnovandosi costantemente per adattarsi ai tempi. Nelle sue trasformazioni è possibile leggere l’evolversi del mondo dei videogiochi e della sensibilità dei videogiocatori, i ragazzi di ieri, gli adulti di oggi.

Il suo ultimo respiro

Il sole sta tramontando su Painters Mill, e dalle nubi che gravano sul cielo cadono le prime gocce di pioggia. Un padre amish sta tornando a casa con i suoi tre figli, a bordo di un calesse. La strada è deserta, si può sentire solo il frusciare del vento tra i rami e il rumore degli zoccoli del cavallo sull’asfalto. Poi, all’improvviso, il rombo violento di un motore. Un’auto che sembra sbucata dal nulla sfreccia a tutta velocità verso di loro. Infine il silenzio cala il suo pietoso sudario. Quando il commissario Kate Burkholder giunge sul luogo per i primi accertamenti, appare subito chiaro che non si tratta di un incidente stradale come altri, l’impatto non è stato colposo. Alla guida dell’auto non c’era un pirata della strada ubriaco, ma un killer a sangue freddo, e forse va stanato proprio tra gli abitanti di Painters Mill. Ma chi ha voluto uccidere un diacono amish e due dei suoi figli? E per quale motivo? A piangerli sono rimasti una vedova e un ragazzo che si aggrappa alla vita nel reparto di terapia intensiva di un ospedale, incapace di comunicare. È l’unico testimone di quanto accaduto quella maledetta sera. L’unico che potrebbe indicare una direzione per le indagini. Kate Burkholder barcolla nel buio, e per trovare risposta alle sue domande dovrà intraprendere un viaggio agghiacciante nei più oscuri meandri del cuore umano, che metterà in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto.
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