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Riparare i viventi

“Questo romanzo è bello come una tragedia antica.” L’Express
Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome. Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo. Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.
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### Recensione
**Ventiquattro ore per traslocare il cuore del surfista**
*Paolo Di Paolo*, Tuttolibri – La Stampa
Sembrano storie lontanissime, e invece c’è un filo tra Nascita di un ponte – il romanzo che ha fatto conoscere in Italia **Maylis de Kerangal** – e questo nuovo romanzo, *Riparare i viventi*. In entrambi, la scrittrice francese ricostruisce un’impresa umana, collettiva: lì l’edificazione di un ponte in California, qui un trapianto di cuore. È il senso della cooperazione, dell’alleanza fra sconosciuti – con le loro vite, i loro sguardi diversi – ad affascinare de Kerangal. La collaborazione fra estranei a uno stesso progetto: un grande ponte, oppure un piccolo cuore umano, che dal corpo di un diciannovenne trasloca in poche ore in quello di una donna cardiopatica. Se lì c’erano travi, funi, mattoni, qui ci sono tubi trasparenti, strumenti chirurgici, garze, ma in ogni caso si tratta di mani: che si muovono, toccano, afferrano, stringono.
La salvezza di Claire non passa soltanto per il giovane cuore di un ragazzo morto troppo presto in un incidente stradale; passa per una fittissima serie di gesti, di movimenti, di stati d’animo che de Kerangal narra con ansia descrittiva. Ogni dettaglio qui si dilata, prende spazio sulla pagina caricandosi di misteriose risonanze – e di domande: «Che ne sarà dell’amore di Juliette una volta che il cuore di Simon ricomincerà a battere dentro un corpo sconosciuto, che ne sarà di tutto quel che riempiva quel cuore, dei suoi affetti lentamente stratificati dal primo giorno o trasmessi qua e là in uno slancio d’entusiasmo o in un accesso di collera, le sue amicizie e le sue avversioni, i suoi rancori, la sua veemenza, le sue passioni tristi e tenere?».
Pronunciamo il più delle volte la parola cuore riferendoci, come gli antichi, alla sede dei sentimenti. De Kerangal, nella bellissima pagina iniziale e per tutto il romanzo, riesce a saldare gli stati d’animo che passano per il cuore umano – e lo fanno dilatare, contrarre, accelerare nel battito – alla sua nuda verità anatomica, alla sua meccanica: «il cuore si contrae, un sussulto, poi delle scosse quasi impercettibili, ma che si possono vedere se ci si avvicina, quei deboli battiti, e l’organo a poco a poco ricomincia a pompare il sangue dentro il corpo, e riprende il suo lavoro», il suo ritmo. Intorno a quel cuore, per quel cuore giovane di Simon che in una notte diventa il cuore di Claire si raduna una piccola comunità umana, traiettorie altrimenti destinate a divergere si incrociano, «l’umanità polverizzata in una divergenza infinita di traiettorie» qui si ricompone, entra nello stesso cantiere, dando il meglio di sé.
La scrittrice ci mette a parte di queste vite estranee, ci lascia intuire cos’erano un istante prima dell’emergenza, e cosa saranno, torneranno a essere dopo. Nel limbo della necessità: qui entra la scrittura pastosa, lirica di de Kerangal, sensibile a come la realtà venga modificata dal dolore – trasfigurata, prosciugata («la pressione è salita all’improvviso in quel punto della crosta terrestre»). Più che del giallo psicologico, come il film di Iñárritu 21 grammi, Riparare i viventi ha qualcosa dell’epica, di un’epica però tutta umana. Solo nel momento più delicato del trapianto, un medico «raccoglie tutte le preghiere e gli scongiuri che conosce, forse supplica il Cielo», ma per il resto della storia gli dei sono assenti: ogni forza, ogni possibilità sono umane. Perfino l’immortalità: quando un infermiere ricompone e lava la salma del giovane Simon, e diventa sotto le sue mani il corpo di un eroe, «catapultato fuori dall’umanità». Il cuore di Simon batte nel corpo di Clara, continua a vivere in lei. È come reincarnarsi? È questo – si domanda l’autrice insieme alla madre del ragazzo – essere generosi?
La «riparazione del vivente» qui non sarebbe possibile senza la fine di un altro, del giovane surfista che in una mattina qualunque, mentre è ancora buio, dopo aver preso tre o quattro onde – la grande passione ereditata da suo padre – trova il suo destino ingiusto. «Il surf è la cosa più bella che gli hai dato», dice la madre di Simon a suo marito, dopo averlo odiato per qualche minuto. «Meravigliata che il figlio potesse vivere con tanta intensità»: quella che Maylis de Kerangal sa restituire in pagine fortissime, cariche come cataloghi di sensazioni; palpitanti come un cuore quando si è davvero, fino in fondo, vivi.
### Sinossi
“Questo romanzo è bello come una tragedia antica.” L’Express
Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome. Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo. Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.

I rinnegati della foresta

La vita del giovane militare Nevare Burvelle sembra volgere al termine, poiché è stato condannato a morte per dei crimini commessi sotto l’influsso della magia Speck. Disperato, fugge nel deserto e si avvicina al territorio degli Speck, dove, a causa della maledizione che l’ha colpito diventa un nemico del suo popolo. Qui usa tutta la sua abilità e la sua esperienza precedente per escogitare un piano per uccidere i suoi vecchi compagni e poi tornare alla sua nuova casa presso il popolo Speck. Nevare si trova al centro di un conflitto etico terrificante a cui cercherà di resistere in tutti i modi… Riuscirà a distruggere la forza demoniaca che lo sta trasformando inesorabilmente in qualcosa di molto lontano dalla sua natura originaria?
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La rinascita del drago (La stirpe dei draghi Vol. 3)

Logan è un drago d’oro, non ha mai creduto nell’amore vero. È un guerriero che ha sempre pensato solo a lottare per il suo popolo. Quando vede per la prima volta gli occhi di una giovane del suo clan, si ricrede. Ma la paura di amare davvero lo bloccherà varie volte. Per amare sul serio, dovrà abbattere tutte le barriere che ha messo attorno al suo cuore. Dana è un drago blu, ha molti secoli in meno di Logan. Lo ama fin da quando era una bambina e, adesso vuole diventare una guerriera del clan anche lei. Insieme, affronteranno un destino pieno di prove ed ostacoli. Insieme, abbracceranno un fato più grande di loro. I draghi d’oro sono tornati.
Segui la saga sulla pagina Facebook per leggere novità e estratti dei libri.
https://www.facebook.com/Lastirpedeidraghi/
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### Sinossi
Logan è un drago d’oro, non ha mai creduto nell’amore vero. È un guerriero che ha sempre pensato solo a lottare per il suo popolo. Quando vede per la prima volta gli occhi di una giovane del suo clan, si ricrede. Ma la paura di amare davvero lo bloccherà varie volte. Per amare sul serio, dovrà abbattere tutte le barriere che ha messo attorno al suo cuore. Dana è un drago blu, ha molti secoli in meno di Logan. Lo ama fin da quando era una bambina e, adesso vuole diventare una guerriera del clan anche lei. Insieme, affronteranno un destino pieno di prove ed ostacoli. Insieme, abbracceranno un fato più grande di loro. I draghi d’oro sono tornati.
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Le rimembranze

Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle.
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### Sinossi
Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle.

Rime nuove

Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle.
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### Sinossi
Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle.

Rime

Il Canzoniere, la raccolta delle Rime di Petrarca, è molto più di una raccolta di poesie: è il libro su cui intere generazioni di lettori hanno formato nel corso dei secoli il proprio gusto letterario e la propria sensibilità. Attraverso la cronaca del proprio amore per Laura, Petrarca dà per la prima volta concretezza alla psicologia umana. Passioni e inquietudini che le Rime per la prima volta sono riuscite a esprimere nella loro complessità, anche grazie a un linguaggio raffinatissimo e insieme miracolosamente limpido che ha fatto di Petrarca il vero padre della poesia non solo italiana.
Questa edizione si avvale dell’introduzione e delle note di un grande studioso come Guido Bezzola ed è completata da un saggio acutissimo su Petrarca di Andrea Zanzotto.
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### Sinossi
Il Canzoniere, la raccolta delle Rime di Petrarca, è molto più di una raccolta di poesie: è il libro su cui intere generazioni di lettori hanno formato nel corso dei secoli il proprio gusto letterario e la propria sensibilità. Attraverso la cronaca del proprio amore per Laura, Petrarca dà per la prima volta concretezza alla psicologia umana. Passioni e inquietudini che le Rime per la prima volta sono riuscite a esprimere nella loro complessità, anche grazie a un linguaggio raffinatissimo e insieme miracolosamente limpido che ha fatto di Petrarca il vero padre della poesia non solo italiana.
Questa edizione si avvale dell’introduzione e delle note di un grande studioso come Guido Bezzola ed è completata da un saggio acutissimo su Petrarca di Andrea Zanzotto.

Rime

“Uno dei due occhi di Firenze al tempo di Dante” (l’altro, naturalmente, era Dante), così disse di Guido Cavalcanti Benvenuto da Imola nell’età ormai di Petrarca e di Boccaccio: testimonianza di una fortuna ininterrotta, fondata su un'”altezza d’ingegno” che Dante fu il primo a riconoscergli. Assieme alla Vita Nuova, le sue rime costituiscono l’apice della cultura poetica e non solo poetica fiorentina di fine Duecento, e il pegno di un primato che è anche rinnovamento totale, appena ai primi passi, di una civiltà. Sotto la specie di una stretta osservanza naturalistica, ossia dei dettami della “filosofia naturale” (ma altrettanto imponente è il magistero retorico), è l’esperienza irripetibile del fenomeno amoroso che si dispiega per la prima volta in tutta la sua verità, anche in dialogo (e in controcanto) con altri poeti, in ispecie con Dante: che vorrà dire la riflessione, in una mirabile canzone, sull’essenza d’amore, o la sua proiezione sul magico schermo delle occasioni quotidiane. La raccolta include tutte le rime dei corrispondenti o comunque a lui indirizzate, e quelle di una figura minore della sua casa, il fratello Iacopo.
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Il rifugio

E se un giorno ricevessi un biglietto firmato da Dio? ”Mi sei mancato. Sarò al rifugio il prossimo fine settimana, se hai voglia di incontrarmi.” W. Paul Young ha scritto Il rifugio come regalo per i suoi figli; lo ha pubblicato a sue spese e lo ha visto arrivare al primo posto della classifica dei bestseller del ”New York Times”: perché le domande intorno a cui ruota questo romanzo sono quelle cruciali per ogni essere umano. Mack è un uomo alla deriva, sconvolto dalla perdita di una figlia. Un giorno trova tra la posta un biglietto misterioso: qualcuno che si firma Pa, nomignolo con cui la moglie di Mack si rivolge a Dio, lo invita a recarsi ”al rifugio”, il luogo in cui la piccola Missy ha trovato la morte, uccisa da un maniaco. Mack è chiamato a fare i conti con un passato che non lo abbandona e con quella sofferenza che ha silenziosamente scavato un solco tra lui e Dio. Con il ritmo di un thriller e la magia di una favola, Il rifugio commuove e incanta, e insegna che il dolore è spesso una strada per arrivare a se stessi.
(source: Bol.com)

Rifugio

**«Un romanzo ricco, colorato, intimo e importante, scritto con l’urgenza che si riserva alle storie vere.» *The New York Times***
Nilu è solo una bambina quando è costretta a lasciare la sua casa, in Iran, e partire per l’America. L’Oklahoma. Un posto sconosciuto dove, con la madre e il fratello, deve già imparare, così piccola, a ricominciare da capo. Per questo, da quando è arrivata in America, conserva sempre uno zainetto pieno delle sue cose: non si sa mai quando bisognerà scappare di nuovo, né quando, finalmente, comincerà il lungo viaggio per tornare a casa. A casa, dov’è rimasto suo padre: Nilu è convinta che presto li raggiungerà, e non vede l’ora. Ma Nilu non sa che Bahman è rimasto in Iran perché per lui le radici sono una cosa potente, e che negli anni a seguire, in tutta la sua lunga vita di figlia, vedrà suo padre solo una manciata di volte, nei posti diversi dove la vita la porterà. Dall’America all’Europa, ad Amsterdam, dove incontrerà rifugiati provenienti da ogni Paese, in un mondo cambiato dall’undici settembre, Nilu cercherà sempre di riavvicinarsi a quel padre rimasto “a casa”. Forse perché, nonostante tutto ciò che è riuscita a ottenere nella vita – lo studio, l’amore, un lavoro che la appassiona -, quello è l’unico modo per tornarci un po’ anche lei, a casa, e trovare finalmente il rifugio che non ha mai avuto.
Dopo l’acclamato esordio Tutto il mare tra di noi, Dina Nayeri ci regala un romanzo che è uno struggente affondo nel rapporto tra un padre e una figlia divisi, e nelle mille contraddizioni di chi, come Nilu e come l’autrice stessa, ha dovuto lasciare indietro un pezzo di sé per poter andare avanti.
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### Sinossi
**«Un romanzo ricco, colorato, intimo e importante, scritto con l’urgenza che si riserva alle storie vere.» *The New York Times***
Nilu è solo una bambina quando è costretta a lasciare la sua casa, in Iran, e partire per l’America. L’Oklahoma. Un posto sconosciuto dove, con la madre e il fratello, deve già imparare, così piccola, a ricominciare da capo. Per questo, da quando è arrivata in America, conserva sempre uno zainetto pieno delle sue cose: non si sa mai quando bisognerà scappare di nuovo, né quando, finalmente, comincerà il lungo viaggio per tornare a casa. A casa, dov’è rimasto suo padre: Nilu è convinta che presto li raggiungerà, e non vede l’ora. Ma Nilu non sa che Bahman è rimasto in Iran perché per lui le radici sono una cosa potente, e che negli anni a seguire, in tutta la sua lunga vita di figlia, vedrà suo padre solo una manciata di volte, nei posti diversi dove la vita la porterà. Dall’America all’Europa, ad Amsterdam, dove incontrerà rifugiati provenienti da ogni Paese, in un mondo cambiato dall’undici settembre, Nilu cercherà sempre di riavvicinarsi a quel padre rimasto “a casa”. Forse perché, nonostante tutto ciò che è riuscita a ottenere nella vita – lo studio, l’amore, un lavoro che la appassiona -, quello è l’unico modo per tornarci un po’ anche lei, a casa, e trovare finalmente il rifugio che non ha mai avuto.
Dopo l’acclamato esordio Tutto il mare tra di noi, Dina Nayeri ci regala un romanzo che è uno struggente affondo nel rapporto tra un padre e una figlia divisi, e nelle mille contraddizioni di chi, come Nilu e come l’autrice stessa, ha dovuto lasciare indietro un pezzo di sé per poter andare avanti.
### Dalla seconda/terza di copertina
Nata in Iran durante la Rivoluzione, è emigrata con la famiglia negli Stati Uniti all’età di dieci anni. Ha studiato a Princeton e a Harvard. Ora insegna scrittura creativa e vive a New York. Tutto il mare tra di noi, il suo romanzo d’esordio, è in corso di traduzione in quattordici lingue. Segnalata tra i nuovi talenti dalle più importanti riviste letterarie, come “Granta Magazine”, Dina Nayeri è.

Il rifugiato dell’abbazia

L’armonia e il fervore del rito mattutino sono improvvisamente turbati da un evento minaccioso: una folla inferocita irrompe nell’abbazia braccando un giovane spaurito e lacero. L’accusa è tremenda: furto e omicidio. Ma fratello Cadfael ha intuito la sua innocenza, e non tornerà al suo orto prima di aver sciolto un intreccio di rivalità e passioni che la precipitosa condanna di un innocente stava per occultare per sempre.

La rifondazione di Dune. Il ciclo di Dune: 6

Dopo la distruzione di Dune, l’equilibrio del vecchio Impero è sconvolto dalla violenza delle Matres Onorate, che hanno ormai conquistato decine di pianeti della Sorellanza, distruggendo l’unico luogo dove esisteva il melange allo stato naturale e sterminando i Tleilaxu che lo creavano artificialmente. Soltanto la Sorellanza Bene Gesserit è ancora in grado di opporsi alla distruzione. Alla Casa Capitolare si ricrea tramite la desertificazione il ciclo dei vermi della sabbia e del melange e prosegue l’addestramento del ghola bambino Teg, il vecchio Bashar, nell’ipotesi sempre più certa di un attacco. Il piano della Madre Superiora è semplice: attirare in trappola la Regina Ragno su Junction e distruggere le Matres Onorate. Il Bashar, ripristinato, organizza la forza d’attacco mentre l’ex Matre Onorata Murbella si sottopone all’Agonia diventando il primo ibrido che unisce i poteri di entrambe le Sorellanze. Il volume conclusivo del capolavoro epico di Frank Herbert: inizia lo scontro tra i due ordini, l’universo sta per cambiare una volta per sempre.
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Riflessi di un pomeriggio d’inverno

Helen vaga sulla Terra da più di un secolo, esistendo grazie alla vicinanza di ignari umani: è uno spirito, e cerca di lenire l’inquietudine che la tormenta a causa di qualcosa accaduto in un passato ormai lontano. Mentre si trova in una cittadina della provincia americana, nella classe del professor Brown, Helen scopre che James, un’entità ultraterrena e inquieta come lei, si è impossessato del corpo di uno studente, Billy Blake, che si era trovato in bilico tra la vita e la morte. Lo sguardo del ragazzo incontra gli occhi di Helen, segue i suoi movimenti, indugia sul suo volto. E così, solo per James, per la prima volta dopo un tempo infinito lei non è più invisibile. In preda a un’emozione esaltante, comprende che la sua esistenza sta per cambiare. Non le sembra vero di poter finalmente parlare con qualcuno che riesce a vederla e sentirla, e tra i due si accende un’irresistibile attrazione. Ma Helen vuole anche ricominciare a sentire profumi, sapori, insomma, quelle sensazioni umane che le mancano terribilmente. E, soprattutto, si strugge dal desiderio di poter toccare James. Per farlo, c’è un unico modo: deve trovare un corpo in cui abitare, proprio come è successo al suo amato.

Il rifiuto di Jane

Jane Matthews non ci può credere. Michael Templeton, visconte di Fairfax, bellissimo e ricchissimo vedovo, l’uomo più corteggiato dalle ragazze da marito, le ha proposto di sposarla. Proprio lei, e non la sua bellissima cugina, come tutti si sarebbero aspettati. E, soprattutto, Jane non può credere alla risposta che lei gli ha dato. Perché, nonostante la bellezza del visconte, la sua ricchezza e il suo fascino, e nonostante lei sia pazzamente innamorata di lui, è riuscita respingerlo…
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### Sinossi
Jane Matthews non ci può credere. Michael Templeton, visconte di Fairfax, bellissimo e ricchissimo vedovo, l’uomo più corteggiato dalle ragazze da marito, le ha proposto di sposarla. Proprio lei, e non la sua bellissima cugina, come tutti si sarebbero aspettati. E, soprattutto, Jane non può credere alla risposta che lei gli ha dato. Perché, nonostante la bellezza del visconte, la sua ricchezza e il suo fascino, e nonostante lei sia pazzamente innamorata di lui, è riuscita respingerlo…

Ricordi dal sottosuolo

Uscito a puntate, nel 1865, sulla rivista ‘Epocha’ (Epoca), ‘Rcordi dal sottosuolo’, scritto sotto forma di un monologo-confessione, è uno dei più terribili e impietosi viaggi all’interno della coscienza umana della letteratura europea. Il protagonista è un ipocondriaco che vive ai margini della società, scrutandola (e scrutandosi) con odio e sospetto. E’ il romanzo della svolta artistica e filosofica dello scrittore russo. Come scrive Pacini nella sua ‘Introduzione’, in questo romanzo ‘Dostoevskij ha individuato e descritto il nemico da combattere: quel sottosuolo che è la quintessenza di ciò che chiude l’uomo nel cerchio dell’odio e della lotta, che lo fa arroccare su stesso, condannandolo a macerarsi nella solitudine e nella disperazione. Da questo momento la sua vita come romanziere è definitivamente segnata, ed egli la perseguirà convinto che sia l’unica via praticabile, quella che conduce verso l’amore e verso Cristo’.
(source: Bol.com)