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L’universo a portata di mano

Una guida chiara e accessibile alla fisica contemporanea.

‘Cinematografico, informativo, emozionante, poetico. Galfard riesce a rendere i suoi soggetti matematici alla portata di chiunque, inducendo il lettore a pensare in modo non banale; pur senza semplificare, risulta chiaro e non inciampa mai (come avviene in tanti altri libri di fisica) in passaggi incomprensibili, fatti di gergo tecnico e grandi numeri.’
Alexander Masters, The Spectator

Immaginate di essere fatti di pura coscienza, senza corpo, e di essere in grado di spostarvi a velocità vertiginose nello spazio immenso e profondo, capaci di miniaturizzarvi per immergervi dentro al mondo brulicante di un nucleo atomico, o di diventare enormi per tuffarvi a capofitto proprio dentro a un buco nero. Immaginate di essere proprio lì, a toccare fisicamente tutte quelle cose così affascinanti che nei libri di fisica vengono spesso descritte in termini un po’ asettici e talvolta decisamente difficili. Ma questa volta capite tutto, perché non vi stanno solo descrivendo l’universo: lo state proprio toccando con mano.
Con una prosa mozzafiato – metà novella metà fisica teorica –, Christophe Galfard vi farà volare direttamente sulla superficie del Sole, nei meandri di una galassia, alle origini del Big Bang e dentro un buco nero, dove tempo, spazio, materia e energia – e ogni altra abituale categoria della fisica, di cui Galfard è uno degli interpreti più brillanti – si confondono.
Questo libro straordinario ci fa comprendere – per la prima volta così chiaramente – le più strane e sconcertanti verità della scienza, senza disdegnare di soffermarsi lungo il cammino sulle questioni che queste scoperte hanno rimesso in discussione, dall’esistenza di Dio, all’origine del tempo, al futuro stesso dell’umanità.
L’universo a portata di mano è un’opera che si legge come un romanzo, solo che racconta la vera, incredibile, grandiosa avventura del cosmo e della fisica.

(source: Bol.com)

L’unico sbaglio che rifarei mille volte. Best Mistake Series

Sophie Dalton non ha ancora capito cosa vuole dalla vita. Ama andare alle feste, uscire e divertirsi. Ma quando un addio al nubilato a Las Vegas va storto e un uomo d’affari la scambia per una prostituta, Sophie inizia a chiedersi se non sia il momento di ripensare il suo modo di vivere. E quello che è successo a Las Vegas è destinato a non finire lì. Durante una cena con i suoi genitori, infatti, Sophie conoscerà finalmente il fidanzato di sua sorella, Grayson Wyatt. E riconoscerà all’istante proprio l’uomo che l’aveva scambiata per una prostituta! Ricco e affascinante, Gray è un uomo abituato a ottenere ciò che vuole. E non gli serve molto per capire che Sophie, intelligente, impertinente, sexy, è tutto quello che cerca. Anche se è la sorella della sua fidanzata. Così, senza pensarci due volte, la assume nel suo nuovo ufficio. E quando una serata di lavoro finisce con una dolce colazione, entrambi si rendono conto che l’equivoco è stato solo l’inizio e che qualcosa di molto, molto reale sta per scatenarsi tra loro.
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L’unico e la sua proprietà

La censura prussiana giudicò questo libro «troppo assurdo per essere pericoloso». Marx e Engels, invece, lo considerarono sufficientemente pericoloso per dedicargli più di trecento pagine persecutorie della “Ideologia tedesca”. Nietzsche non lo nominò mai, ma confessò a un’amica di temere che un giorno lo avrebbero accusato di aver plagiato Stirner. Da più di un secolo le storie della filosofia lo definiscono «famigerato». In breve: “L’unico” è l’opera più scandalosa e inaccettabile della filosofia moderna.
Quando apparve, a Berlino, nel 1844, suscitò per alcuni mesi reazioni febbrili e appassionate, soprattutto nell’ambiente del radicalismo di sinistra, da cui nasceva, fra quei discendenti di Hegel che si apprestavano a diventare sovvertitori dell’ordine. Poi seguì un lungo silenzio. Infine una riscoperta vorace, negli ultimi anni dell’Ottocento, quando Stirner apparve da una parte come precursore di Nietzsche e dall’altra come profeta dell’anarchismo individualista. Ma anche se Stirner ha avuto una grande influenza sotterranea, che ha agito sui personaggi più disparati, da Dostoevskij a Traven, il mondo della cultura ufficiale lo ha sempre evitato. Non era chiaro se Stirner fosse da considerare un filosofo, un pazzo o un criminale. Ma nell’”Unico” queste voci parlano insieme, e questa irrevocabile, beffarda confusione dei soggetti e dei livelli è la prima peculiarità del libro.
L’”Unico” sviluppa ‘sino alle estreme conseguenze’ quella «critica» corrosiva che era stata, da Kant in poi, la parola magica della filosofia; articola un sistema paranoico; fonda le ragioni del delitto. Commistione che non è un capriccio di Stirner, ma rivela, finalmente senza coperture eufemistiche, un processo operante in tutto il pensiero moderno. Con le sue argomentazioni stridule, martellanti, ossessive, Stirner fa ruotare vorticosamente la macchina della metafisica: ne risulta una grandiosa parodia, preludio alla mutezza dell’«indicibile» unico. Ma l’attacco al pensiero discorsivo va insieme, per Stirner, a un micidiale attacco al «sussistente», alla società che lo circonda.
Provocatore e vagabondo della metafisica, Stirner osò vedere il mondo della secolarizzazione trionfante, che è anche il nostro, come un mondo profondamente bigotto. Il sacro, scacciato dai templi, si vendica caricando le più laiche categorie di una violenza devastatrice. La Società, l’Uomo, l’Umanità giustificano ora ogni tortura sul singolo che non si adegui al modello ‘giusto’. E il sarcasmo stirneriano, che oppone l’egoista singolo, marchiato come «mostro inumano», al santo egoismo della Società, trafigge anche le società ‘giuste’, promesse dai miglioratori dell’umanità (siano essi reazionari, progressisti, liberali o socialisti) con frecce che appaiono ancora oggi perfettamente appuntite. (Anzi, spesso si ha l’impressione che colpiscano fatti accaduti nel nostro secolo). Che la sua critica sfoci poi in un nominalismo assoluto, e manifestamente insostenibile, non sembra preoccupare Stirner. In certo modo è ciò che voleva: tutto l’”Unico” è un solo, immane paradosso su cui il pensiero continua a inciampare.
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### Sinossi
La censura prussiana giudicò questo libro «troppo assurdo per essere pericoloso». Marx e Engels, invece, lo considerarono sufficientemente pericoloso per dedicargli più di trecento pagine persecutorie della “Ideologia tedesca”. Nietzsche non lo nominò mai, ma confessò a un’amica di temere che un giorno lo avrebbero accusato di aver plagiato Stirner. Da più di un secolo le storie della filosofia lo definiscono «famigerato». In breve: “L’unico” è l’opera più scandalosa e inaccettabile della filosofia moderna.
Quando apparve, a Berlino, nel 1844, suscitò per alcuni mesi reazioni febbrili e appassionate, soprattutto nell’ambiente del radicalismo di sinistra, da cui nasceva, fra quei discendenti di Hegel che si apprestavano a diventare sovvertitori dell’ordine. Poi seguì un lungo silenzio. Infine una riscoperta vorace, negli ultimi anni dell’Ottocento, quando Stirner apparve da una parte come precursore di Nietzsche e dall’altra come profeta dell’anarchismo individualista. Ma anche se Stirner ha avuto una grande influenza sotterranea, che ha agito sui personaggi più disparati, da Dostoevskij a Traven, il mondo della cultura ufficiale lo ha sempre evitato. Non era chiaro se Stirner fosse da considerare un filosofo, un pazzo o un criminale. Ma nell’”Unico” queste voci parlano insieme, e questa irrevocabile, beffarda confusione dei soggetti e dei livelli è la prima peculiarità del libro.
L’”Unico” sviluppa ‘sino alle estreme conseguenze’ quella «critica» corrosiva che era stata, da Kant in poi, la parola magica della filosofia; articola un sistema paranoico; fonda le ragioni del delitto. Commistione che non è un capriccio di Stirner, ma rivela, finalmente senza coperture eufemistiche, un processo operante in tutto il pensiero moderno. Con le sue argomentazioni stridule, martellanti, ossessive, Stirner fa ruotare vorticosamente la macchina della metafisica: ne risulta una grandiosa parodia, preludio alla mutezza dell’«indicibile» unico. Ma l’attacco al pensiero discorsivo va insieme, per Stirner, a un micidiale attacco al «sussistente», alla società che lo circonda.
Provocatore e vagabondo della metafisica, Stirner osò vedere il mondo della secolarizzazione trionfante, che è anche il nostro, come un mondo profondamente bigotto. Il sacro, scacciato dai templi, si vendica caricando le più laiche categorie di una violenza devastatrice. La Società, l’Uomo, l’Umanità giustificano ora ogni tortura sul singolo che non si adegui al modello ‘giusto’. E il sarcasmo stirneriano, che oppone l’egoista singolo, marchiato come «mostro inumano», al santo egoismo della Società, trafigge anche le società ‘giuste’, promesse dai miglioratori dell’umanità (siano essi reazionari, progressisti, liberali o socialisti) con frecce che appaiono ancora oggi perfettamente appuntite. (Anzi, spesso si ha l’impressione che colpiscano fatti accaduti nel nostro secolo). Che la sua critica sfoci poi in un nominalismo assoluto, e manifestamente insostenibile, non sembra preoccupare Stirner. In certo modo è ciò che voleva: tutto l’”Unico” è un solo, immane paradosso su cui il pensiero continua a inciampare.

Undici sfide da affrontare per domare il suo cuore

Irruente e testarda, una vera calamita per scandali e guai, Juliana Fiori si rifiuta di giocare secondo le regole della società. A causa del suo carattere impulsivo e ribelle è sempre al centro dei pettegolezzi di tutti i salotti di Londra… In poche parole, il genere di donna da cui Simon Pearson, il duca di Leighton, si tiene lontano. Gli scandali sono l’ultima cosa di cui il duca ha bisogno, impegnato com’è a mantenere la sua vita privata lontana dalle chiacchiere e la sua reputazione intatta. E cosi, quando una sera scopre Juliana nascosta nella sua carrozza, decide che è il momento che quella sconsiderata signorina impari le buone maniere. Ma lei ha altri piani: riuscire a dimostrare che anche il più imperturbabile degli uomini è destinato a cedere alla passione. Una storia di seduzione e romanticismo ambientata in un’epoca lontana e fascinosa, condita da un brillante pizzico di ironia.
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L’undicesimo comandamento

«Veloce e ben scritto. L’undicesimo comandamento mi ricorda The Bourne Identity, solo che è molto, molto meglio.»James PattersonFra Mission: impossible e The Bourne Identity. Una spia, un ladro, una trappola: il passato non ti dimentica mai…Se accetti la sfida devi portarla a termine. Ma se fallisci, muori.Fino a diciotto mesi fa Robin Monarch era un agente segreto della CIA. Forse il migliore.Ma un giorno, durante una missione, Monarch abbandona tutto e cambia vita, senza dare spiegazioni. Ex militare, ex agente segreto, orfano dall’oscuro passato, diventa il ladro più temuto del mondo. La sua nuova attività procede fino a quando, durante un colpo per rubare il diamante più prezioso della Terra, qualcosa va storto e finisce in trappola. Chi ha ordito il piano per incastrarlo? Che cosa vogliono da lui? Monarch sarà costretto a fare appello a tutta la sua astuzia e ai trucchi del suo vecchio mestiere per capire chi si nasconde dietro la potente società segreta che sembra intenzionata ad assumere il controllo di una tecnologia estremamente pericolosa…«Diabolico! Pieno di colpi di scena e svolte inattese: Sullivan ci regala un thriller internazionale, facendo vivere uno degli eroi più irresistibili dai tempi di Jason Bourne.» Lisa Gardner, autrice di La vicinaMark T. SullivanEx giornalista per l’agenzia di stampa Reuters, è autore di molti thriller che sono diventati bestseller internazionali. È autore, insieme a James Patterson, del bestseller Private Games (2012) e di Private Berlin, di imminente uscita. Per saperne di più: marksullivanbooks.com.

Unbroken

Nel maggio del 1943, un bombardiere americano precipita nel mezzo dell’Oceano Pacifico: dell’equipaggio si salvano soltanto tre membri, uno dei quali è Louis Zamperini, figlio di immigrati italiani. Comincia così, con un minuscolo canotto alla deriva mitragliato dagli aerei giapponesi, l’incredibile storia di un eroe del Novecento: dopo aver percorso 3200 chilometri in mare, sbarcato su un’isola giapponese, per due anni passerà da un campo di prigionia all’altro, incontrando sadici aguzzini e misurandosi ogni giorno con la possibilità di essere ucciso, fino alla resa del Giappone e alla liberazione. Questa, per Zamperini, è solo l’ennesima prova di una vita avventurosa: giovanissimo delinquente di strada, aveva trovato nell’atletica leggera una via d’uscita, diventando campione di mezzofondo e partecipando con onore alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Reclutato dall’Aviazione nel 1940, prima di precipitare nel Pacifico era sopravvissuto a durissimi combattimenti alle Hawaii. Conclusa la guerra, anche il rientro in patria non è semplice: gli incubi lo tormentano, portandolo a rifugiarsi nell’alcol. È il matrimonio con una ragazza di buona famiglia, bella e intelligente, insieme alla riscoperta della fede, a riportarlo alla vita. L’incredibile storia di Louis Zamperini viene raccontata da Laura Hillenbrand come un romanzo epico, un viaggio nelle possibilità estreme, fisiche e spirituali, dell’essere umano.

Una piccola citta in Germania

Haring, un oscuro funzionario dell'ambasciata italiana di Bonn, scompare all'improvviso dopo vent'anni di onorato servizio, portando con sé quarantatré pratiche confidenziali. Preoccupato dal probabile tradimento, il Foreign Office incarica Alan Turner di indagare sull'accaduto. In un'atmosfera ingannevole e opprimente, Turner si troverà ben presto a fare i conti con personalità ambigue, verità naascoste e rancori personali, con una sola possibilità davanti a sé: portare a termine la sua missione.

L’ultimo uomo buono

Niels Bentzon è un poliziotto diverso dagli altri. Uno dall’arma poco facile, noto in tutta Copenaghen per i suoi metodi non convenzionali. Niels è un negoziatore, chiamato a risolvere situazioni con ostaggi in pericolo di vita. Ma è anche un uomo scomodo. Per questo, i suoi superiori gli assegnano un caso in apparenza banale e poco importante. La segnalazione giunge da un poliziotto di Venezia, tramite Interpol: qualcuno sta uccidendo una ad una alcune persone particolari, da un capo all’altro del mondo. Tutte le vittime hanno strani segni sulla schiena, che non sono tatuaggi ma nemmeno ferite. E tutte avevano una cosa in comune, una sola: erano persone stimate, amate, dedite agli altri. Erano persone buone. C’è un disegno dietro tutti questi omicidi, ma nessuno pare vederlo. C’è un killer, forse più di uno, che agisce secondo un ordine prestabilito. Ogni omicidio è calcolato, e secondo questi calcoli la prossima vittima sarà a Venezia. Oppure proprio a Copenaghen. Niels si trova di fronte a un compito quasi impossibile, per un poliziotto abituato a dare la caccia ai «cattivi»: deve trovare l’ultimo uomo buono e impedire che venga ucciso. Ma come? E se tutto questo fosse parte di un progetto ancora più grande e semplicemente inarrestabile?

L’ultimo sole d’estate (eLit)

Una storia emozionante, in bilico tra ragione e sentimento
Jessie è una donna libera. Inafferrabile come il suo spirito. E ha scelto di abitare il mondo.
Ma, a uno snodo cruciale della sua vita, decide di affrontare il passato, le scelte compiute seguendo l’istinto prima che la mente e il cuore. Così, con l’abituale irruenza, irrompe come un tornado nella vecchia casa di famiglia e una tempesta improvvisa sconvolge gli equilibri dei suoi componenti.
Sullo sfondo di una natura calda e ricca di colori, la travolgente forza della verità spazza ogni barriera, aprendo la strada a una nuova occasione basata sull’amore e sul rispetto.
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### Sinossi
Una storia emozionante, in bilico tra ragione e sentimento
Jessie è una donna libera. Inafferrabile come il suo spirito. E ha scelto di abitare il mondo.
Ma, a uno snodo cruciale della sua vita, decide di affrontare il passato, le scelte compiute seguendo l’istinto prima che la mente e il cuore. Così, con l’abituale irruenza, irrompe come un tornado nella vecchia casa di famiglia e una tempesta improvvisa sconvolge gli equilibri dei suoi componenti.
Sullo sfondo di una natura calda e ricca di colori, la travolgente forza della verità spazza ogni barriera, aprendo la strada a una nuova occasione basata sull’amore e sul rispetto.

L’ultimo sogno

Esiste un mondo dove ogni cosa è possibile: viaggiare in paesi lontani, vivere i ricordi di persone sconosciute, camminare per le strade di città mai viste e perfino uccidere. Basta un casco per immergersi nella realtà che connette tutte le menti nell’interconscio, il grande spazio virtuale in cui ogni esperienza è a portata di mano, più vivida di un sogno. Il suo nome è Onyricon. Ma c’è chi nella rete si perde, come Miri, che per gioco è rimasta intrappolata in X-Stream, un social network pirata controllato da un pericoloso hacker. Alex, dotata di una rara immunità ai virus informatici, dovrà scendere nell’inferno di X-Stream, in cui i sogni si trasformano in paure e morire non è più soltanto una finzione. Bastian è l’unico che può aiutarla. Un tempo le ha spezzato il cuore, ora la vita di Miri e degli onirodipendenti perduti nel network è nelle sue mani.
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### Sinossi
Esiste un mondo dove ogni cosa è possibile: viaggiare in paesi lontani, vivere i ricordi di persone sconosciute, camminare per le strade di città mai viste e perfino uccidere. Basta un casco per immergersi nella realtà che connette tutte le menti nell’interconscio, il grande spazio virtuale in cui ogni esperienza è a portata di mano, più vivida di un sogno. Il suo nome è Onyricon. Ma c’è chi nella rete si perde, come Miri, che per gioco è rimasta intrappolata in X-Stream, un social network pirata controllato da un pericoloso hacker. Alex, dotata di una rara immunità ai virus informatici, dovrà scendere nell’inferno di X-Stream, in cui i sogni si trasformano in paure e morire non è più soltanto una finzione. Bastian è l’unico che può aiutarla. Un tempo le ha spezzato il cuore, ora la vita di Miri e degli onirodipendenti perduti nel network è nelle sue mani.

L’ultimo rischio

Colette è stanca di essere la pecora nera della famiglia, cioè, il progetto fallito del prestigioso matrimonio Kessler. Ora, più che mai, è disposta a dimostrare il suo valore professionale come giornalista. Quando le viene offerta un’opportunità lavorativa, accetta di mettersi completamente in gioco. Ma non mette in conto il nuovo incontro con l’unica persona capace di confonderla abbastanza da mandare in fumo la sua determinazione di allontanarsi da quella che tutti chiamano tentazione. Tuttavia, la parte più difficile sarà affrontare un grande segreto che arriverà a sbilanciarla, lasciandola confusa e vulnerabile. Una carriera promettente bruscamente interrotta, un fisico che lascia le donne a bocca aperta, e la ferrea determinazione sono le caratteristiche di Jake Weston, un famoso giocatore di tennis californiano. Non prende sul serio nessuna relazione, specialmente dal tradimento della sua ex promessa sposa. Quando il programma televisivo che conduce viene annullato improvvisamente la sua vita perde il Nord. Ma il destino è curioso, e pone sul suo cammino l’unica donna che la sua memoria non è stata in grado di cancellare. C’è solo un piccolo dettaglio. Colette lo odia, e lui la vuole. Dopo tutto, sembra che il passato sia venuto a raccogliere un debito.

L’ultimo rifugio

Questo racconto di Jimmy Guieu non è puro frutto di fantasia, ma entra nel vivo della realtà possibile in un prossimo futuro. Per costruire il suo romanzo, l’autore si basa su cause già in atto nel nostro mondo, su effetti già in parte sensibili, anche se queste cause e questi effetti sono negati o non accettati o non avvertiti dalla maggioranza degli esseri umani. A farne fede c’è una lettera, scritta a Jimmy Guìeu dal notissimo scienziato atomico Charles-Noél Martin. Questa lettera, importante e terribile documento, il romanziere ha voluto metterla come prefazione alla sua opera. In essa l’eminente scienziato d’oltralpe afferma che dall’esplosione della bomba di Hiroshima ad oggi sono state fatte esplodere nel mondo l’equivalente in potenza distruttiva di circa seimila bombe dello stesso tipo. Quali sono e potranno esserne le conseguenze? Jimmy Guieu le espone e le dimostra con questo romanzo dove “nulla è inesatto sul piano scientifico, e tutto è perfettamente plausibìle” come Charles-Noél Martin afferma con piena conoscenza di causa. E le espone sotto una forma viva, interessante, avvincente ed efficace. Questo è il mezzo migliore per una propaganda, apparentemente pessimistica, ma che lavora per raggiungere, attraverso la paura, il sogno dell’uomo della strada: un progresso e una civiltà che non portino morte e desolazione, ma benessere e pace.
Copertina di Carlo Jacono

L’ultimo re

VII secolo d.C. L’Inghilterra è divisa in piccoli regni sempre in guerra tra loro e incapaci di affrontare le minacce che vengono dal grande mare del Nord. Dalla nebbia emergono vascelli dei vichinghi danesi, che si abbattono sulle coste inglesi con brutalità. Uthred, rampollo di un piccolo reame sulla costa, viene rapito dai vichinghi, diventa prima lo schiavo e poi il pupillo del re Ragnar, pirata e guerriero. Al suo fianco, in una terra lontana e gelida, Uthred diventa uomo. Apprende a brandire la spada, a navigare, e conosce l’ardore delle donne del Nord. Inizia così, tra battaglie, tempeste e una difficile formazione, la saga di Uthred e del suo re. Un ciclo di avventure che fonde leggende arturiane e realtà storica.

Ultimo parallelo

Questa è la storia degli uomini che giunsero al termine del mondo conosciuto: è la storia della conquista mancata del polo sud. Chi fosse stato accanto a loro li avrebbe visti stanchi e stremati, entusiasti e dolenti, in preda alle follie, abbacinati. Sono eroi che partirono carichi di pellicce, racchette, sci di legno, cani, provviste, pony siberiani, slitte, grammofoni, macchina fotografica, pianoforte, libri, medicine. E la cecità imposta dal delirio bianco dei ghiacci non impedì loro di nutrire senza requie il sogno di raggiungere una meta che non era solo geografica. Dal gennaio 1911 al marzo 1912 il gelo polare mise alla prova la resistenza disumana di quegli uomini alla ricerca del limite del mondo infisso nell’acqua ghiacciata. Attraverso la voce e lo sguardo di un narratore spettrale e innominato, capace di attenzione e intima pietà, in “Ultimo parallelo” riprende vita la spedizione del capitano britannico Robert Falcon Scott, che, il 17 gennaio 1912, dopo un viaggio di 750 miglia attraverso le distese dell’Antartide, raggiunge il polo sud insieme a quattro compagni. Durante il viaggio Scott e i suoi scuoiano e sezionano i pony per farne provviste, trainano da soli le slitte, sfigurati dal gelo e martoriati dalle tempeste di neve. Ma al loro arrivo trovano una bandiera nera attaccata a una stanga di slitta, in quella terra che assomiglia alla fine ultima del mondo. Scott aveva perso, gli inglesi avevano perso, il polo era dei norvegesi, di Amundsen.

L’ultimo nemico. Il romanzo di Ramses: 5

Dopo aver assicurato al suo popolo pace e prosperità, Ramses vorrebbe assaporare la tranquillità conquistata a così caro prezzo. Ma non è ancora giunto il tempo del riposo. Il faraone dovrà affrontare nuove prove, e tra esse la più difficile: la solitudine. Solo dopo aver vinto tutte le battaglie, e aver perduto gli amici di sempre, potrà sedersi sotto l’acacia dell’Occidente ad attendere l’oblio.
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