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All’alba sarò tua (I Romanzi Passione)

Kev Merripen è innamorato di Winnifred Hathaway fin da ragazzino, quando è stato salvato e poi accolto dalla sua famiglia. Di origini rom e con un passato oscuro, Kev sa di non essere degno di lei, tuttavia un sentimento sempre più forte li lega l’uno all’altra. Finché, per i postumi di una malattia, Win deve lasciare l’Inghilterra per curarsi. Al suo ritorno, due anni dopo, trova Kev fortemente tormentato, ancora più determinato a tenerla a distanza e a reprimere il suo amore per lei. Ma quando un pretendente minaccia di portarla via per sempre, Kev si rende conto di essere pronto a tutto pur di non perdere la donna della sua vita, anche ad affrontare i ricordi e i segreti che ancora lo stanno angosciando…

(source: Bol.com)

All’alba sarò tua

*Una passione che può capitare una sola volta nella vita*
Kev Merripen è innamorato di Winnifred Hathaway fin da ragazzino, quando è stato salvato e poi accolto dalla sua famiglia. Di origini rom e con un passato oscuro, Kev sa di non essere degno di lei, tuttavia un sentimento sempre più forte li lega l’uno all’altra. Finché, per i postumi di una malattia, Win deve lasciare l’Inghilterra per curarsi. Al suo ritorno, due anni dopo, trova Kev fortemente tormentato, ancora più determinato a tenerla a distanza e a reprimere il suo amore per lei. Ma quando un pretendente minaccia di portarla via per sempre, Kev si rende conto di essere pronto a tutto pur di non perdere la donna della sua vita, anche ad affrontare i ricordi e i segreti che ancora lo stanno angosciando…

Alkamar: La mia vita in carcere da innocente

Una storia vera e incredibile, che si legge come un giallo. A diciotto anni Giuseppe Gulotta, giovane muratore con una vita come tante, viene arrestato e costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri ad “Alkamar”, una piccola caserma in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto ventidue anni in carcere da innocente e trentasei anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito. Ha lottato a testa alta e in questo libro racconta tutto per la prima volta: l’arresto, le torture, i processi (ben nove), la prigione, l’amore per Michela, che ha conosciuto mentre attendeva la sentenza definitiva (cioè l’ergastolo), per il figlio William, che ha visto crescere dall’altra parte del vetro divisorio, durante i colloqui settimanali, la verità su Alkamar. Oggi Gulotta è un uomo libero, la sua storia è finita su tutti i giornali e in tv. È stato ospite di Fabio Fazio a QUELLO CHE (NON) HO, la trasmissione con Roberto Saviano. In molti lo fermano per strada manifestandogli stima e ammirazione. Dalle istituzioni e dall’Arma dei carabinieri nemmeno un comunicato di scuse.
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### Sinossi
Una storia vera e incredibile, che si legge come un giallo. A diciotto anni Giuseppe Gulotta, giovane muratore con una vita come tante, viene arrestato e costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri ad “Alkamar”, una piccola caserma in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto ventidue anni in carcere da innocente e trentasei anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito. Ha lottato a testa alta e in questo libro racconta tutto per la prima volta: l’arresto, le torture, i processi (ben nove), la prigione, l’amore per Michela, che ha conosciuto mentre attendeva la sentenza definitiva (cioè l’ergastolo), per il figlio William, che ha visto crescere dall’altra parte del vetro divisorio, durante i colloqui settimanali, la verità su Alkamar. Oggi Gulotta è un uomo libero, la sua storia è finita su tutti i giornali e in tv. È stato ospite di Fabio Fazio a QUELLO CHE (NON) HO, la trasmissione con Roberto Saviano. In molti lo fermano per strada manifestandogli stima e ammirazione. Dalle istituzioni e dall’Arma dei carabinieri nemmeno un comunicato di scuse.

L’alimentazione antidolore

Fitte lancinanti alle mani, articolazioni delle dita bloccate, forti dolori alla schiena e alle ginocchia, insonnia, depressione. La vita della dottoressa Jacqueline Lagacé, come quella di milioni di persone affette da artrite e artrosi, è un calvario, fino al giorno in cui si imbatte nella dieta ipotossica del dottor Seignalet e decide di provarla. In fondo, si dice, che male può fare? Di certo sarà sempre meglio degli antidolorifici e degli antinfiammatori che lei – come molti di coloro che soffrono di malattie croniche – assume da anni, con effetti deludenti. I risultati sono spettacolari. In poco più di dieci giorni il dolore è sparito e in sedici mesi recupera totalmente l’uso delle dita. Da allora, da medico qual è, la sua è diventata una vera missione, affinché molti altri, come lei, possano trovare sollievo dalla sofferenza cronica. Analizza tutti gli studi e i dati documentati sull’alimentazione antidolore e antinfiammazione, verificando quali cibi sono terapeutici e quali deleteri, scoprendo come potenziare le difese immunitarie e scegliere le cotture più sane o gli integratori più utili. Approfondisce le predisposizioni genetiche, individua le patologie trattabili con maggiore efficacia e introduce preziosi adattamenti per la dieta quotidiana in base alle diverse esigenze: per chi vuole anche perdere peso, per chi è celiaco, per chi vuole disintossicarsi. Bestseller in Canada, questo libro chiaro e pratico è stato scritto per tutti coloro che – in Italia sono dieci milioni di persone – devono convivere ogni giorno con il dolore cronico, mentre forse un’alimentazione adatta potrebbe aiutarli più di pillole e iniezioni. E senza effetti collaterali, solo con ciò che scelgono di mangiare.

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Le ali spezzate

La gioventù ha ali di poesia e nervi d’illusione che fanno volare al di là delle nuvole per vedere l’universo illuminato; ali che le tempeste dell’esperienza distruggeranno, facendo precipitare i giovani nello specchio stregato della realtà. Così Gibran racconta in questo breve romanzo il sogno d’amore del poeta, ragazzo solitario e libero, per la gentile e bellissima Salmè, spezzato dalla brutalità di una società piegata a convenzioni sociali e vecchi pregiudizi. Un sogno soffocato, oppresso e vilipeso, ma non annientato. Il dolore anzi lo rafforza, così come rende tesa e vibrante la voce di un Gibran ancora acerbo, ma già sublime interprete e cantore delle passioni umane.
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Alfie un gatto per amico

‘Un amico a quattro zampe pronto ad aiutare tutti. La lettura perfetta per i giovani lettori.’
The bookseller

Un simpatico gatto protagonista di imperdibili avventure.

Alfie, il gatto dei portoni, ha un unico pensiero: aiutare le persone a essere felici. Quando arrivano i nuovi vicini, vede subito che sono una famiglia un po’ strana: il papà dipinge la frutta a colori vivaci, la mamma è sempre indaffarata, Viola è un prodigio al pianoforte, e il piccolo Stanley? Sempre in cerca di avventure, il bambino combina guai e e viene severamente sgridato. Ma per Alfie non è giusto che tutti se la prendano con quel piccolo avventuriero. È arrivato il momento di entrare in azione e di riportare con passo felino la serenità.

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L’alfabeto di Zoe

“Questa sono io: Zoe! Lo so, non mi potete vedere: questo è soltanto un libro, e un libro è fatto di parole. Potrei incollare la foto che ho tra le mani oppure disegnarmi con dei gessetti colorati. Sarebbe facile. Potrei. Ma non voglio.” Comincia così, con un autoritratto che non mostra nulla ma rivela molto, l’avventuradi Zoe, che indossa sempre scarpe da tennis bucate, ha i capelli lanosi ed è molto decisa e ostinata. Zoe guarda il mondo che la circonda con occhi diversi: soffre di dislessia e nel suo alfabeto personale le lettere non sono sempre nell’ordine che conosciamo noi. La sua mamma “ha smesso di vivere senza smettere di respirare”, e il suo papà da allora è un altro. Ma Zoe non si fa bastare la realtà, e con l’aiuto di due amici si getta a capofitto in un’indagine accurata in sella alla sua fedele bicicletta gialla. Scoprirà così che niente è come sembra: sua madre non è in coma, ma è l’inconsapevole vittima di un crudele, sistematico furto di ricordi. Per restituirglieli, Zoe affronterà senza paura il Re degli Specchi. Narrate dalla voce di Zoe stessa, le sue avventure celebrano l’orgoglio della diversità e rispecchiano un mondo in cui le debolezze diventano punti di forza.
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### Sinossi
“Questa sono io: Zoe! Lo so, non mi potete vedere: questo è soltanto un libro, e un libro è fatto di parole. Potrei incollare la foto che ho tra le mani oppure disegnarmi con dei gessetti colorati. Sarebbe facile. Potrei. Ma non voglio.” Comincia così, con un autoritratto che non mostra nulla ma rivela molto, l’avventuradi Zoe, che indossa sempre scarpe da tennis bucate, ha i capelli lanosi ed è molto decisa e ostinata. Zoe guarda il mondo che la circonda con occhi diversi: soffre di dislessia e nel suo alfabeto personale le lettere non sono sempre nell’ordine che conosciamo noi. La sua mamma “ha smesso di vivere senza smettere di respirare”, e il suo papà da allora è un altro. Ma Zoe non si fa bastare la realtà, e con l’aiuto di due amici si getta a capofitto in un’indagine accurata in sella alla sua fedele bicicletta gialla. Scoprirà così che niente è come sembra: sua madre non è in coma, ma è l’inconsapevole vittima di un crudele, sistematico furto di ricordi. Per restituirglieli, Zoe affronterà senza paura il Re degli Specchi. Narrate dalla voce di Zoe stessa, le sue avventure celebrano l’orgoglio della diversità e rispecchiano un mondo in cui le debolezze diventano punti di forza.

Alex

Xavier. Il suo cognome. La X tatuata sulla sua pelle. Per non dimenticare l’evento che, più di ogni altro, ha cambiato la sua vita. Ha cambiato lei.
Xavier è il suo passato, è il suo presente, è ciò che è diventata. Grazie a un uomo che ha scommesso su di lei a dispetto delle apparenze, a dispetto di ogni ragionevole prudenza. E ha vinto.
Tornare in Brasile ora sembra non avere senso. Eppure può essere l’unico modo per trovare le risposte a domande che Alexandra non avrebbe mai creduto di doversi porre.
Xavier, forse, sarà il suo futuro.

Album di famiglia

‘Commovente, agghiacciante, potente.’
Tracy Chevalier

‘Una tensione graduale che raggiunge un apice sconosciuto nella narrativa d’oggi. Questo romanzo è un vero trionfo.”
Kirkus Reviews

Ellen van Bemmel, medico quarantenne in attesa di un bambino e con un matrimonio fallito alle spalle, torna dopo vent’anni nella casa della sua infanzia. Qui ritrova un vecchio album di fotografie e sfogliandolo, in un crescendo di tensione, ripercorre tutta la sua vita e in particolare gli eventi che si svolsero in quella casa a partire dalla nascita dell’ultimogenita, Ida. L’arrivo della piccola aveva portato con sé una serie di tensioni e di sciagure che culminarono in un terribile dramma. Un thriller psicologico che ipnotizza, un’inquietante storia famigliare che ha rivelato a tutto il mondo il talento narrativo di Renate Dorrestein.

Renate Dorrestein, nata ad Amsterdam, è stata giornalista e ha diretto il mensile Opzij. I suoi libri sono stati pubblicati in Francia, Germania, Inghilterra e negli Stati Uniti. Per Guanda sono usciti i romanzi: Il buio che ci divide, Vizi nascosti, Un campo di fragole, Finché c’è vita, Mentre mio figlio fa l’amore, Pranzo di famiglia e Sette tipi di fame.

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Albertine scomparsa

Giudicato da Proust stesso “ciò che ho scritto di meglio”, *Albertine scomparsa* (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo, il penultimo libro della *Recherche *permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi pari nella storia della letteratura.
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### Sinossi
Giudicato da Proust stesso “ciò che ho scritto di meglio”, *Albertine scomparsa* (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo, il penultimo libro della *Recherche *permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi pari nella storia della letteratura.

L’albero di Idhunn. La ragazza drago

Sofia è una Draconiana, una tra i rari prescelti dall’antica stirpe dei draghi per difendere il mondo dal risveglio della terribile viverna Nidhoggr. Ma avere in sé lo spirito di Thuban, il più potente dei draghi, non rende la vita più facile. Lasciata la casa del professore, Sofia si ritrova a Benevento, costretta a recitare da clown in un circo e tormentata da sogni e premonizioni che sembrano emanare dalle pietre e dai giardini della città. Una città dove un tempo si aggiravano le streghe e dove la neve ha il colore del sangue, la stessa terra in cui affondarono le radici del prezioso noce di Idhunn. Qui Sofia dovrà imparare a credere nei propri poteri e a fare i conti con l’amore, una scoperta imprevista e molto più pericolosa di quanto non pensi. Età di lettura: da 12 anni.

L’albero delle albicocche

Un albero in un cortile di Vienna. Il ricordo più struggente di tutti. Quali sono i ricordi che fanno una vita? Un albero di albicocche in un cortile di Vienna. È uno dei primi ricordi, e forse il più struggente, di Elisabetta. A quei tempi, vivevano ancora tutti in quella grande casa: sua sorella, bellissima, che prendeva il sole in giardino, ammirata dai ragazzi del vicinato; la madre che cantava tutto il giorno; il papà che tornava sempre a casa con regali sorprendenti, come la piccola tartaruga Hitler. Fino al giorno in cui ogni cosa finì, quando arrivarono le SS, e presero tutti. Tutti tranne Elisabetta, che non era in casa in quel momento. E, unica in tutta la sua famiglia, riuscì a salvarsi. Dalle SS, dai campi, dalla guerra: restando prigioniera, però, di un vuoto che l’accompagnerà per sempre. Da allora, Elisabetta segna ogni anno che passa con una nuova marmellata fatta con i frutti del suo albero. Un modo per non dimenticare. Ma la sua vita tranquilla e isolata di donna ormai anziana, che si porta dietro il peso dei ricordi, viene improvvisamente rivoluzionata quando in casa sua viene ad abitare una giovane ballerina tedesca, con la quale pian piano nasce una bizzarra amicizia. Ma Pola, scoprirà Elisabetta, sa molte più cose del passato della sua famiglia di quante l’anziana donna possa immaginare E forse, per lei, è arrivato il momento di conoscere la verità su ciò che è successo ai suoi genitori e sua sorella. Un romanzo intimo e luminoso, una storia toccante che esplora il doloroso passato di un’intera generazione, regalando momenti di profonda commozione.

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L’albero della vita

Nel cuore del tempio di Abido, un’acacia sta morendo… E insieme a lei, tutto l’Egitto è minacciato. Perché non si tratta di un albero qualunque: è nato dalla tomba del dio Osiride, per annunciarne la rinascita.
Il grande faraone Sesostri III inizia una lotta contro un nemico invisibile che vuole condurre l’Egitto alla rovina. Un giovane apprendista scriba, Iker, diventa attore involontario di questo mistero. Rapito da alcuni marinai, l’adolescente non sa chi sta tentando di ucciderlo, né tanto meno chi lo protegge. Iker ha la sensazione di essere guidato e manipolato da una forza misteriosa, di avanzare lungo un cammino di cui non conosce la meta…
I misteri di Osiride, oltre a narrare il tormentato percorso del giovane Iker alla ricerca della sua verità, e la lotta di Sesostri III contro le forze del Male, raccontano la storia magica e travolgente di un Egitto che non esiste più e che tuttavia permane nella nostra memoria.
Christian Jacq ci fornisce le chiavi di lettura di una civiltà affascinante e i segreti della sua immutabile realtà.

L’albero della febbre

Fu durante un suo lungo viaggio in Africa che Richard Mason vide un leopardo cacciatore all’ombra dell’albero della febbre — il grande eucalipto che cresce in riva agli stagni e i fiumi del bassopiano africano. Il nobile animale, dal pelo lucidissimo, dagli occhi vigili, pronto allo scatto, in attesa della preda, ispirò allo scrittore il personaggio di Ronald Birkett, freddo, controllato, chiuso ad ogni emozione, felice solo nel pericolo.
“L’albero della febbre” pur essendo un romanzo ad intreccio, ricco di elementi avventurosi, è soprattutto la dolorosa storia di un uomo. Ronald Birkett è stato un bambino infelice: i difficili rapporti familiari lo hanno portato a chiudersi in se stesso, a negarsi all’amore, a considerare il mondo e la vita con freddo distacco, con arido calcolo. Le sue convinzioni politiche non sono in realtà convinzioni, ma solo un rifugio, un mezzo per essere forte e spietato come il leopardo del bassopiano africano. Sarà l’appassionata tenerezza di una piccola donna indiana a trarlo da questo suo mondo egoistico, ad aprire il suo cuòre facendolo di nuovo palpitare.