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Amabile canaglia (I Romanzi Classic)

Di fronte alla ragazza dai capelli rossi come il fuoco, che sostiene di essere la nipote del proprietario della casa da lui presa in affitto, il conte Giovanni Calozzi non è affatto convinto. Eppure ne è affascinato, perché Amabel Lynch è bella, con la grazia e le pretese di una lady. E davvero è una nobildonna, seppur caduta in disgrazia e bisognosa di aiuto per liberare la sorella Pearl, ingiustamente accusata di furto e rinchiusa in prigione. Giovanni accetta di darle una mano se in cambio Amabel gli concederà un bacio, ignorando che ne scaturirà una passione capace di superare anche l’ostacolo più imprevedibile.
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### Sinossi
Di fronte alla ragazza dai capelli rossi come il fuoco, che sostiene di essere la nipote del proprietario della casa da lui presa in affitto, il conte Giovanni Calozzi non è affatto convinto. Eppure ne è affascinato, perché Amabel Lynch è bella, con la grazia e le pretese di una lady. E davvero è una nobildonna, seppur caduta in disgrazia e bisognosa di aiuto per liberare la sorella Pearl, ingiustamente accusata di furto e rinchiusa in prigione. Giovanni accetta di darle una mano se in cambio Amabel gli concederà un bacio, ignorando che ne scaturirà una passione capace di superare anche l’ostacolo più imprevedibile.

Alunni e insegnanti

La scuola è un luogo abitato, vissuto, dotato di significato per tutti coloro che quotidianamente vi si trovano a parlare, discutere, interagire, in particolare gli alunni e i loro insegnanti. Con il tempo, essi costruiscono una cultura comune, fatta di azioni, di relazioni, di valori, che ha profondi effetti sul gruppo classe e sugli individui al centro delle dinamiche educative. Sulla base di un intenso lavoro di ricerca condotto nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie, questo volume approfondisce criticamente alcuni temi cruciali della vita scolastica, che coinvolgono tutti i protagonisti (insegnanti, alunni e genitori): il discorso in classe, le culture dei pari, le transizioni scolastiche, la relazione fra alunni e insegnanti, la delicata questione della responsabilità educativa.
(source: Bol.com)

L’altrui mestiere

La mia casa, Ex chimico, Contro il dolore, Il salto della pulce, Notizie dal cielo, Il mondo invisibile, Il linguaggio degli odori, sono alcuni titoli degli scritti che Primo Levi ha pubblicato tra il 1964 e il 1984. Le scienze naturali, la zoologia, l’astronomia, la letteratura diventano punti di partenza per una serie di riuscite divagazioni, di ‘invasioni di campo, incursioni nei mestieri altrui, bracconaggi in distretti di caccia riservata’, che arricchiscono in maniera sorprendente la fisionomia dello scrittore.
Levi conosce a fondo le cose di cui parla, rivelandosi il piú estroso dei botanici, degli zoologi e dei linguisti. Inoltre racconta gli autori che gli sono cari, ci spiega perché scrive, evoca ricordi di giovinezza nostalgici e ironici, riflette sui legami tra il mondo della natura e quello della cultura. E finisce per offrirci una preziosa autobiografia, scritta con il suo stile inconfondibile: nitido, scarno, preciso.
(source: Bol.com)

Altrove, forse

A Mezudat Ram, un kibbutz isolato nel Nord del paese, circondato da nemici e sormontato dall’ombra di cupe montagne, si svolge la vita di una comunità di coloni, dediti all’agricoltura e all’allevamento, allo sport, alla musica, al dibattito, ma soprattutto alla purificazione. A trent’anni dalla fondazione del kibbutz, infatti, sono essenzialmente gli ideali di miglioramento personale e collettivo che sostengono i kibbutzim e il miglioramento si attua anche grazie al pettegolezzo. Questo spiega la voce narrante di un colono che guida il lettore – non senza malizia e ironia – alla scoperta degli abitanti del kibbutz, concentrandosi soprattutto sulla famiglia di Ruben Harish. Questi è tra i più convinti sostenitori di una vita pacifica e collettiva, l’instancabile cantore delle virtù di un’esistenza semplice e illuminata, il poeta del kibbutz. La moglie Eva lo ha abbandonato per fuggire con un cugino in visita a Mezudat Ram come turista. Si è sposata, vive in Germania e aiuta il nuovo marito a gestire un night-club. Ruben lo ha accettato senza lamentarsi, sprofondando in una tristezza nobilitata dai doveri di maestro, guida turistica e poeta. È rimasto solo col figlio Gai e la figlia Noga e, per consolarsi, ha iniziato una blanda relazione con un’amica, Bronka, un’insegnante sposata, madre di due figli. Ma Noga, che ha sedici anni, sembra aver ereditato la grazia e l’irrequietezza della madre; Ezra, il marito di Bronka, un camionista appassionato di Bibbia che cita frasi sagge, diversamente da Ruben sa vivere le proprie emozioni. E quando dalla Germania arriva Zachariah, il fratello di Ezra, un personaggio misterioso e conturbante, le cui mire e comportamenti nessuno comprende, la comunità è gettata nello scompiglio.
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### Sinossi
A Mezudat Ram, un kibbutz isolato nel Nord del paese, circondato da nemici e sormontato dall’ombra di cupe montagne, si svolge la vita di una comunità di coloni, dediti all’agricoltura e all’allevamento, allo sport, alla musica, al dibattito, ma soprattutto alla purificazione. A trent’anni dalla fondazione del kibbutz, infatti, sono essenzialmente gli ideali di miglioramento personale e collettivo che sostengono i kibbutzim e il miglioramento si attua anche grazie al pettegolezzo. Questo spiega la voce narrante di un colono che guida il lettore – non senza malizia e ironia – alla scoperta degli abitanti del kibbutz, concentrandosi soprattutto sulla famiglia di Ruben Harish. Questi è tra i più convinti sostenitori di una vita pacifica e collettiva, l’instancabile cantore delle virtù di un’esistenza semplice e illuminata, il poeta del kibbutz. La moglie Eva lo ha abbandonato per fuggire con un cugino in visita a Mezudat Ram come turista. Si è sposata, vive in Germania e aiuta il nuovo marito a gestire un night-club. Ruben lo ha accettato senza lamentarsi, sprofondando in una tristezza nobilitata dai doveri di maestro, guida turistica e poeta. È rimasto solo col figlio Gai e la figlia Noga e, per consolarsi, ha iniziato una blanda relazione con un’amica, Bronka, un’insegnante sposata, madre di due figli. Ma Noga, che ha sedici anni, sembra aver ereditato la grazia e l’irrequietezza della madre; Ezra, il marito di Bronka, un camionista appassionato di Bibbia che cita frasi sagge, diversamente da Ruben sa vivere le proprie emozioni. E quando dalla Germania arriva Zachariah, il fratello di Ezra, un personaggio misterioso e conturbante, le cui mire e comportamenti nessuno comprende, la comunità è gettata nello scompiglio.

Un altro paradiso

Olivia Maitland è bella, elegante, proprietaria terriera. Conor è senza famiglia, senza soldi, ferito nel corpo e nell’anima. Tutto sembra allontanarli: il denaro, l’educazione ricevuta, l’ambiente in cui sono vissuti. Ma se il passato li divide, il futuro è un paradiso perduto da ritrovare, per cui lottare. Insieme.

Un altro nuotatore

C’è un altro nuotatore invisibile che mena bracciate nello stesso istante in cui lo fa Giancarlo, nell’acqua azzurra della piscina sotterranea di casa Candito, ingaggiandolo in una battaglia infinita e feroce come una guerra. Una guerra che gli impedisce di accorgersi delle “cinque alfette bordate di bianco” e degli uomini in divisa che contengono, pronti a conquistare la tronfia villa Candito, i suoi discoboli e i suoi abitanti, l’ignaro nuotatore e il suo, ultimo, avversario. Numero caratteri: 26458.
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C’è un altro nuotatore invisibile che mena bracciate nello stesso istante in cui lo fa Giancarlo, nell’acqua azzurra della piscina sotterranea di casa Candito, ingaggiandolo in una battaglia infinita e feroce come una guerra. Una guerra che gli impedisce di accorgersi delle “cinque alfette bordate di bianco” e degli uomini in divisa che contengono, pronti a conquistare la tronfia villa Candito, i suoi discoboli e i suoi abitanti, l’ignaro nuotatore e il suo, ultimo, avversario. Numero caratteri: 26458.

Un altro mare

Alle soglie della Grande Guerra, il giovane Enrico Mreule, grecista e filosofo, s’imbarca per il Sudamerica e va a fare il gaucho in Patagonia, dove sparisce nell’anonimato e nella solitudine. Abbandona la sua Gorizia ancora absburgica, con il suo mosaico di culture diverse, e tra la fuga e il ritorno, fra la caduta dell’impero e le tragedie della seconda guerra mondiale e del comunismo, tra i grandi spazi d’oltreoceano e il caparbio ritiro immobile su uno scoglio dell’Adriatico, la sua esistenza si consuma interiormente in un’ansia di perfezione che la conduce al nulla, si brucia per troppa luce e si chiude in un acre e nostalgico diniego. In una narrazione asciutta e tagliente, scandita dall’incalzare dei fatti e affidata a una scrittura epica ed essenziale, Magris racconta la storia di un amore per la vita che approda all’impossibilità di vivere, una parabola che si richiama all’odissea di altri grandi fuggiaschi della letteratura e della cultura moderna.
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Altre voci altre stanze

«È insolito, ma qualche volta succede, a quasi tutti gli scrittori, che la stesura di una particolare storia risulti facile, esterna a noi, come se stessimo scrivendo le parole di una voce da una nube»: è stato le stesso Truman Capote a raccontare così la genesi del suo primo straordinario romanzo, il libro che gli avrebbe dato la fama e il successo.
Altre voci altre stanze ha per protagonista il tredicenne Joel Harrison Knox, che da New Orleans arriva in campagna, a Skully’s Landing, un tempo casa padronale ora decaduta e fatiscente, dove vive suo padre. In questo ambiente isolato e bizzarro, animato da presenze grottesche, quasi anormali, descritto con straordinaria potenza e intensità, popolato da personaggi eccentrici, a cominciare dal cugino Randolph, effeminato e narcisistico, l’adolescente Joel incontrerà i suoi demoni, e potrà misurare la sua solitudine e la sua sete d’amore.

Le altre facce della storia. Dietro le quinte dei grandi eventi

I lettori del “Corriere della Sera” chiedono spesso, nelle lettere che inviano a Sergio Romano, informazioni su personaggi che hanno lasciato tracce importanti nella storia, pur non essendo stati protagonisti assoluti. Nelle sue risposte, Romano restituisce in poche decine di righe non solo i tratti essenziali di una personalità, ma anche dell’epoca in cui quei personaggi sono vissuti. Questo libro raccoglie, sapientemente rivisti e rielaborati, 100 di quei ritratti: da Margherita Sarfatti a Edgardo Sogno, da Gobineau teorico del razzismo a Dunant fondatore della Croce Rossa, dai gerarchi nazisti ai generali e diplomatici italiani. Il risultato è una galleria (in senso letterale: ciascuno dei 100 personaggi è illustrato con un medaglione in bianco e nero) che ci fa cogliere il senso della storia e delle azioni degli uomini e delle donne che hanno contribuito a farla.
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L’altra riva del lago. Un’inchiesta del commissario Martini sul Lago Maggiore

Le previsioni di un’astrologa condurranno il Commissario Andrea Martini a Stresa, sul Lago Maggiore, per risolvere il mistero che circonda la morte di una ricca ereditiera torinese. Ristoranti Liberty, eleganti battelli, incantevoli panorami… ma la soluzione dovrà essere cercata nella vita privata dei protagonisti. E l’altra riva del lago sarà anche la metafora della doppia faccia della realtà.

L’altra riva del lago

Due giovani donne torinesi si recano in vacanza sul Lago Maggiore e, inspiegabilmente, non dànno più notizia di sé. Sorgono timori sulla loro sorte, alimentati anche dalle previsioni funeste di un’astrologa. Quando viene comunicato che una delle ragazze, ricca ereditiera, è perita in un incidente, il commissario Martini ha serie ragioni per recarsi sul posto a svolgere indagini. È emerso che l’amica della vittima è coinvolta in un traffico di valuta, il che getta ombre fosche su tutta la vicenda. Cosa si nasconde dietro quell’incidente? Ma si tratta proprio di un incidente? Le domande si infittiscono quando un uomo, anch’egli torinese, viene assassinato durante una gita in battello. Il commissario matura il dubbio che i due fatti siano collegati. Indagando, si convince che l’origine dei fatti sia da ricercarsi a Torino e rientra in città. L’inchiesta, inframmezzata da squarci di vita privata dei vari protagonisti, prosegue fra colpi di scena che condurranno a sconcertanti verità. “L’altra riva” è anche quella della perfidia che si contrappone al valore della lealtà.

L’altra Resistenza

Nell’estate del 1943, l’OSS (la futura CIA) affidò a un giovane Peter Tompkins una delicata operazione di spionaggio che appoggiava l’azione finale degli Alleati in Italia. Il suo battesimo del fuoco come agente segreto ebbe luogo in una Roma ancora occupata, ove svolse un rischioso lavoro di infiltrazione e raccolta di informazioni, in particolare tra gli “uomini di Mondo”, cioè i compagni di Raimondo Craveri (genero di Benedetto Croce e fondatore dell’ORI). La narrazione di queste pagine rende omaggio agli oscuri atti di eroismo e dedizione che resero possibile la sconfitta del nazifascismo, ma evidenzia anche le allora invisibili contraddizioni politiche che caratterizzeranno l’Italia postbellica.

L’altra Eszter

‘In questa opera giovanile, Magda Szabo rivela il suo straordinario talento di narratrice delle passioni più intime’. Le Nouvel Observateur *** È un lungo sfogo, crudele e pieno di astio, quello con cui Eszter, fra le più affermate attrici teatrali nell’Ungheria del secondo dopoguerra, si rivolge a Lorinc, il grande amore della sua vita. Astio che ha motivazioni antiche perché Eszter è figlia di due persone legate da una passione profonda, ma proprio per questo esclusiva ed escludente; perché pur di origini aristocratiche e di vecchia cultura mitteleuropea la famiglia è poverissima e lei subisce tutte le frustrazioni legate a questa condizione; perché, infine, la sua compagna di scuola e di giochi è Angéla Graff, incarnazione di tutto ciò che lei non è – bella, amabile e soave – e di tutto ciò che non può avere: una famiglia ricca e armoniosa, un fratello eroe, vestiti decenti, scarpe comode (non quelle tagliate in punta ereditate dalla zia Irma). È su Angéla che si concentrano l’odio e la gelosia di Eszter: sentimenti tanto radicati da indurla a compiere azioni moralmente inaccettabili, come quando dal giardino della compagna porta via un giovane capriolo da lei teneramente amato e ne provoca – chi sa quanto inavvertitamente – la morte. Sarà così per tutta la vita: perché quando Eszter, ormai famosa, si innamora, lo farà proprio del marito della candida Angéla che non comprende niente, non vede niente, non si accorge neanche per un istante come la sua ‘amica’ provi l’incessante bisogno di vederla soffrire e non riesca a reprimere il desiderio di ucciderla. Straordinario quadro clinico di un gelosia incurabile, L’altra Eszter – che è del 1959 – anticipa tutti i temi che faranno di Magda Szabo una delle grandi scrittrici europee contemporanee.
(source: Bol.com)

L’altra Eszter

‘In questa opera giovanile, Magda Szabo rivela il suo straordinario talento di narratrice delle passioni più intime’. Le Nouvel Observateur *** È un lungo sfogo, crudele e pieno di astio, quello con cui Eszter, fra le più affermate attrici teatrali nell’Ungheria del secondo dopoguerra, si rivolge a Lorinc, il grande amore della sua vita. Astio che ha motivazioni antiche perché Eszter è figlia di due persone legate da una passione profonda, ma proprio per questo esclusiva ed escludente; perché pur di origini aristocratiche e di vecchia cultura mitteleuropea la famiglia è poverissima e lei subisce tutte le frustrazioni legate a questa condizione; perché, infine, la sua compagna di scuola e di giochi è Angéla Graff, incarnazione di tutto ciò che lei non è – bella, amabile e soave – e di tutto ciò che non può avere: una famiglia ricca e armoniosa, un fratello eroe, vestiti decenti, scarpe comode (non quelle tagliate in punta ereditate dalla zia Irma). È su Angéla che si concentrano l’odio e la gelosia di Eszter: sentimenti tanto radicati da indurla a compiere azioni moralmente inaccettabili, come quando dal giardino della compagna porta via un giovane capriolo da lei teneramente amato e ne provoca – chi sa quanto inavvertitamente – la morte. Sarà così per tutta la vita: perché quando Eszter, ormai famosa, si innamora, lo farà proprio del marito della candida Angéla che non comprende niente, non vede niente, non si accorge neanche per un istante come la sua ‘amica’ provi l’incessante bisogno di vederla soffrire e non riesca a reprimere il desiderio di ucciderla. Straordinario quadro clinico di un gelosia incurabile, L’altra Eszter – che è del 1959 – anticipa tutti i temi che faranno di Magda Szabo una delle grandi scrittrici europee contemporanee.
(source: Bol.com)

L’altra donna

Chi è Ed McBain? Molti se lo sono chiesto per anni, e ormai è ufficiale: è Evan Hunter, romanziere, autore di famosi best-seller, come «Il seme della violenza». Hunter ha un altro pseudonimo, ma questo è un segreto che non siamo autorizzati a rivelare. Possiamo dire soltanto che il primo romanzo pubblicato con la nuova «firma» ha avuto un’accoglienza trionfale; insomma, Hunter-McBain non sbaglia un colpo. Qui McBain ha concesso una vacanza al suo 87° Distretto e ha scritto un forte suspense psicologico che conferma, ammesso che ce ne sia bisogno, le sue doti di grande romanziere. Che cosa accade in un ménage apparentemente felice quando il sereno tran-tran è sconvolto da un assassinio? Questa è la storia dell’«altra donna» che s’insinua come un ladro, nottetempo, usurpando il suo posto a tavola, in poltrona, a letto… È anche il dramma di un uomo preso in un groviglio di sentimenti, che s’imbatte nella violenza, nella sua più cruda espressione, quando un suo intimo amico trova la propria moglie assassinata insieme con le figlie. E anche la donna uccisa è stata, per qualcuno, 1’«altra»… Una vicenda indimenticabile che trova, nella nostra esistenza, un’eco eguagliata da ben pochi romanzi contemporanei.

Alto, moro e affamato

Bastien, il fratello dedito al benessere e agli affari di famiglia, da tempo ha smesso di provare interesse per qualcosa che non sia il suo lavoro. Ma tutto questo cambia con l’arrivo di Terri, venuta dall’Inghilterra per dare una mano a organizzare il matrimonio della cugina Kate. Tutto d’un tratto è come se questa donna riportasse il sole nell’oscurità, risvegliando in lui il gusto, la voglia, il piacere di provare ogni cosa nuova. Ne scaturisce una commedia piena di situazioni divertenti, a tratti assurde, che coinvolgono Bastien, Terri, il collega di Kate, Chris, che sembra essere stato preso di mira da una buona dose di sfortuna, il cugino Vincent, tutti impegnati a far sì che la cerimonia di matrimonio di Kate e Lucern non si traduca in un immane disastro.