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Il drago raffreddato

Buongiorno ragazzi.
Qui è Alfred Hitchcock che vi parla dal castello di Re Artù. Sono giunto quaggiù per partecipare a una tavola rotonda, scusate il gioco di parole, sui draghi e sulle possibilità di utilizzazione degli stessi. Nel mio intervento ho sostenuto che anche ai giorni nostri è possibile, se non proprio raccomandabile, valersi di un drago per certe operazioni nelle quali si desidera ardentemente che i curiosi non ficchino il naso. Jupiter Jones, Pete Crenshaw e Bob Andrews, i Tre Investigatori che nel corso di questa storia si sono letteralmente trovati tra le zampe del drago, non hanno espresso un grande entusiasmo per la mia idea, ma anzi hanno proclamato a piena voce l’appassionato desiderio di non fare mai più simili incontri.
Alfred Hitchcock

Il drago nel cuore

Shoko Tendo lo rivendica fin dall’inizio: è la figlia di un boss della yakuza, la potentissima organizzazione mafiosa giapponese. Ma è prima di tutto una ragazza orgogliosa e ribelle, assetata di libertà, che rifiuta ogni forma di costrizione. Non può naturalmente restare estranea ai modelli di vita che la circondano e reagisce d’istinto alle discriminazioni e alle violenze che lei stessa subisce: a casa, a scuola, nelle risse tra gang giovanili, in riformatorio… E soprattutto dagli uomini, attratti da una bellezza apparentemente fragile e in realtà affilata come una lama. “Il drago nel cuore” è il resoconto, durissimo e sconvolgente, di un’educazione sessuale prima ancora che sentimentale: un crescendo di eccessi e di trasgressioni, all’insegna di una rivolta che è sete di vita e insieme ansia di morte, ricerca delle emozioni più forti e voglia di stordirsi, per dimenticare il cuore nero della propria sofferenza. È la stessa Shoko Tendo a confessarlo con lucidità, quando spiega che “è come se la mia mente e il mio corpo si trovassero in posti diversi”. Del resto il suo è un destino tutto scritto sul corpo, come dimostra la decisione di farsi tatuare sulla schiena il ritratto di una celebre cortigiana, e due draghi vicino al cuore. Gli stupri dell’anima che questa giovane donna ha subito nella forma più estrema sono gli stessi che subiscono milioni di donne, ogni giorno.

Il drago di mezzogiorno: romanzo

Galles, XIII secolo. Dopo essere riuscito a unificare sotto la sua bandiera l’intero Paese e a respingere gli attacchi di re Enrico d’Inghilterra, il principe Llcwelyn di Gwynedd si trova ad affrontare la sfida peggiore: il tradimento dei suoi fratelli. Già in passato il fratello maggiore Owen e il minore, e amatissimo, David si erano alleati per muovergli guerra. Ma Llewelyn era stato benevolo con loro: aveva risparmiato Owen confinandolo nel più isolato dei castelli di famiglia, e perdonato il giovane David. Ma sette anni dopo, in una notte di tregenda, Llewelyn scopre di essersi completamente sbagliato sul conto di chi lo circonda… e di avere in famiglia un alleato degli inglesi. Tuttavia nel difendere fino all’ultima battaglia l’unità del Galles troverà al suo fianco proprio un inglese su cui riporre le speranze di pace.

Il drago di ghiaccio (edizione illustrata)

Adara non ricordava quando aveva visto per la prima volta il drago di ghiaccio, sembrava avesse sempre fatto parte della sua vita. A quattro anni lo aveva visto da vicino, a cinque era salita per la prima volta sul suo possente dorso gelato. Era una bambina dell’inverno, nata durante la peggiore gelata che chiunque potesse ricordare e del drago non aveva paura.
In una quieta mattina estiva, i draghi che sputano fuoco, montati da cavalieri senza scrupoli, scendono in picchiata sulla fattoria dove Adara vive, dando sfogo alla loro furia sterminatrice. Solo una bambina dell’inverno, aiutata da un drago di ghiaccio, può salvare il mondo dalla distruzione.
‘Il drago di ghiaccio la guardò per dieci lunghi battiti del cuore, prima di ripartire. L’aria scricchiolò attorno a lei e attraverso di lei quando batté le ali per librarsi in volo, ma Adara provò una strana felicità.’
(source: Bol.com)

Il drago di fuoco

La Città Santa, annidata sulla riva di un lago e all’ombra di un vulcano sta emergendo dalle ceneri dei lunghi anni di guerra che hanno devastato la terra di Deverry. Fra i molti che vi hanno trovato rifugio ci sono gli uomini del Popolo dell’Ovest guidati dalla maga elfica Dallandra e protetti da Rhodry e dal possente drago suo amico. Ma da nord giungono i Fratelli dei Cavalli, antichi nemici del popolo dell’Ovest devoti alla maga Raena, loro somma sacerdotessa votata al culto della dea malvagia. Così, Rhodry e Raena ridanno vita alla loro lotta senza tempo, e dall’esito dello scontro dipenderà il destino della città.

Il drago come realtà

Da tempo immemorabile la narrazione fantastica ha sempre toccato, in tutte le sue forme, corde profonde dell’uomo. Dalla fiaba tramandata per generazioni e raccontata alla famiglia riunita davanti al focolare al poema epico, lontana eco di gloriose battaglie e indimenticabili eroi, alla letteratura fantasy del Signore degli Anelli o di Harry Potter, con le sue metafore sfuggenti e le sue suggestioni cangianti e multiformi, il fantastico si è sempre posto come infinito e prezioso deposto di archetipi dell’immaginario. Silvana De Mari, che si è imposta a livello internazionale tra i grandi scrittori di fantasy con L’Ultimo Elfo, ma che è anche psicoterapeuta e medico di professione, adoperando con successo gli strumenti propri del suo mestiere prova ad analizzare il perché dell’impatto sempre più crescente della letteratura fantastica sulle società: attraverso la neurobiologia, la psicologia, l’antropologia e, perché no, la politica, l’autrice traccia infatti una mappa ideale della storia dell’Uomo e della cultura, realizzando una guida originale e definitiva sul passaggio tra fiaba, fantasy e realtà attuale.
(source: Bol.com)

Il drago bianco

Gli abitanti di Pern sono in eterna lotta contro le invasioni dei Fili, spore distruttrici che in epoche fisse attraversano lo spazio. Ma i coloni terrestri sono aiutati dai Draghi, enormi animali prodotti per selezione genetica, dotati di intelligenza e di straordinarie facoltà, come la telepatia e la capacità di teletrasportarsi attraverso il tempo e lo spazio. In questo libro è narrata la storia del Drago Bianco, una creatura anomala nata da un uovo manomesso, ma che dietro il suo aspetto inconsueto nasconde capacità che lo faranno diventare il Re della stirpe dei draghi.

Dei doveri dell’uomo

La libertà non esiste senza uguaglianza, ma non esistono né uguaglianza né libertà senza una profonda coscienza dei doveri a cui tutti siamo chiamati. E così che Mazzini condensa le sue riflessioni e aspirazioni in quell’anno cruciale che è il 1860. La sua è la ricerca ostinata di una via al progresso che coniughi la legittima rivendicazione dei diritti a un senso profondo di appartenenza alla nazione e all’umanità intera, perché “tra l’egoismo e lo schiavo non è che un passo”. Audace, rivoluzionario e inascoltato, il pensiero di Mazzini è il pensiero di uno sconfitto, una sconfitta che ha ancora molto da dire sullo stato nostro Paese.
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Doveri Dell’uomo

“Doveri dell’uomo” from Giuseppe Mazzini. Patriota, politico, filosofo e giornalista italiano (1805-1872).
(source: Bol.com)

Il dovere di uccidere: Le radici storiche del terrorismo

Chi è un terrorista? Qual è il suo mondo interiore? Cos’ha di diverso dal soldato e dal criminale? Secondo Vittorio Strada è nella Russia della seconda metà del XIX e dell’inizio del XX secolo che il terrorismo ha avuto la sua più grande affermazione: è quel terrorismo che ha suscitato in intellettuali come Dostoevskij, Nietzsche e Camus riflessioni morali, religiose e politiche che sono ancora di grande attualità.
Percorrere la vicenda del terrorismo russo attraverso i suoi protagonisti e le sue vicende più drammatiche può aiutare a leggere e ad analizzare il terrorismo dei nostri tempi, a capirne le origini e a immaginare delle soluzioni.
«Coloro che si votarono alla morte gettando bombe rudimentali contro lo zar e i suoi ministri hanno anticipato i terroristi suicidi che usano ordigni ben più sofisticati contro le folle occidentali in un conflitto che è ancora più vasto di quello che dilaniò la Russia e si accompagna a un incessante movimento migratorio destinato a mutare la natura della civiltà europea».

Il dovere di uccidere

Dennis Milne è un bravo poliziotto inglese, e un killer part-time e, anche se si può non essere d’accordo con lui, ha un suo severo e rispettabile codice morale. Una notte uccide su commissione tre uomini, convinto ancora una volta di fare piazza pulita di altri criminali, o almeno questo è ciò che gli fa credere il mandante, ma in realtà commette un errore: uccide gli uomini sbagliati. Il giorno seguente viene uccisa una giovane prostituta, la prima di una serie di ragazze, e il “bravo” poliziotto scopre che qualcosa di sinistro lega questi crimini al suo “datore di lavoro”, il boss malavitoso per il quale uccide su commissione.

Dove tutto diventa possibile

1944, Teheran: dopo un’interminabile odissea attraverso la Siberia, dove i loro genitori hanno perso la vita, Helena e Luzyna sono infine approdate in un campo di accoglienza, insieme a migliaia di profughi polacchi. Due sorelle molto unite, eppure molto diverse tra loro: riflessiva e riservata Helena; vivace e imprevedibile Luzyna, che a sedici anni è così bella da togliere il fiato e ha pensieri solo per Kaspar, il suo nuovo amore. Finalmente si presenta una svolta insperata: la possibilità di emigrare in Nuova Zelanda, una terra lontana e ricca di promesse, in cui ricominciare una nuova vita. Ma il destino ha in serbo un’amara sorpresa: Helena ha superato i limiti di età e solo la sorella minore potrà partire. Non si aspetta certo che Luzyna, disperata all’idea di perdere il suo innamorato, non si presenti affatto il giorno della partenza. Che sia proprio questa l’occasione di riscatto che Helena attendeva? Presa da un impulso inarrestabile, Helena sale sulla nave al posto della sorella, diretta nella terra della speranza. Qui il suo destino si incrocerà in modo imprevedibile con quello di James McKenzie, giovane aviatore della RAF di ritorno dalla sanguinosa guerra in Europa. Ma il carico di segreti che Helena porta con sé rischia di mandare di nuovo in frantumi tutti i suoi sogni…

La storia di una passione travolgente in una terra affascinante e selvaggia dove tutto è davvero possibile.
(source: Bol.com)

Dove ti ho perso

Anthony Peardew colleziona e custodisce oggetti smarriti. Lo fa da quarant’anni, da quando ha perso il ciondolo, regalo di Therese, la fidanzata, proprio nel giorno in cui la ragazza è morta in un incidente. Stravolto dalla perdita, Anthony negli anni ha cercato conforto in quelle piccole cose trovate per strada o in un parco, sfuggite da una tasca o dimenticate al tavolo di un caffè o sul sedile di un treno. Pensava che, se avesse riconsegnato ogni oggetto al legittimo proprietario, qualcuno un giorno avrebbe bussato per restituirgli il suo. Ora, al tramonto della sua esistenza, vuole cedere questa missione alla sua assistente, Laura, lasciandole anche la bella villa in cui abita con tutto quello che contiene. Quello stesso giorno di quarant’anni fa, Eunice iniziava a lavorare come segretaria di redazione in una piccola casa editrice e per la fretta e l’emozione si era scontrata con Anthony. In apparenza un imprevisto da niente lungo i sentieri delle loro vite. Ma di ogni cosa, di ogni incontro, resta una traccia. Sono particelle in sospensione sopra i nostri giorni, che aspettano di posarsi. Perché tutto torni al proprio posto, adesso, Laura ed Eunice si devono trovare.Leggere Dove ti ho perso è rinfrescarsi all’ombra di un racconto caldo. Tante piccole storie ne punteggiano l’anima, a comporre un romanzo confortante, ironico, dove l’amore attraversa ogni essere vivente, ogni esistenza, in maniera lieve eppure definitiva. Una storia autentica e delicata sul potere delle coincidenze e sulla fatalità dei piccoli eventi, quelli che sembrano essere senza importanza.

Dove sei stato?

Da Dublino a New York e Londra, tanti sono i temi, gli sfondi, i personaggi che animano le vicende di questa raccolta di struggenti storie irlandesi, ma sono soprattutto i sentimenti e la difficoltà di viverli nella quotidianità i veri protagonisti. Fra commozione e umorismo nero, squarci di inaspettata poesia e crudo realismo, Joseph O’Connor ridisegna una geometria dell’animo: i sogni infranti della gioventù e il confronto tra generazioni in un’Irlanda travolta dalla crisi economica, l’irrimediabile impotenza di fronte alla vita che sfugge o che d’improvviso si svuota di senso, l’amore che imprevedibilmente si fa strada dove ormai c’erano solo freddezza e diffidenza, la solitudine sempre in agguato, ma anche l’ironia che alleggerisce le situazioni più disperate. La prosa asciutta dell’autore traccia otto affreschi vividi e disincantati, ferite aperte di un’umanità disorientata e confusa, ma più che mai autentica.
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### Sinossi
Da Dublino a New York e Londra, tanti sono i temi, gli sfondi, i personaggi che animano le vicende di questa raccolta di struggenti storie irlandesi, ma sono soprattutto i sentimenti e la difficoltà di viverli nella quotidianità i veri protagonisti. Fra commozione e umorismo nero, squarci di inaspettata poesia e crudo realismo, Joseph O’Connor ridisegna una geometria dell’animo: i sogni infranti della gioventù e il confronto tra generazioni in un’Irlanda travolta dalla crisi economica, l’irrimediabile impotenza di fronte alla vita che sfugge o che d’improvviso si svuota di senso, l’amore che imprevedibilmente si fa strada dove ormai c’erano solo freddezza e diffidenza, la solitudine sempre in agguato, ma anche l’ironia che alleggerisce le situazioni più disperate. La prosa asciutta dell’autore traccia otto affreschi vividi e disincantati, ferite aperte di un’umanità disorientata e confusa, ma più che mai autentica.