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L’ultimo nastro di Krapp-Ceneri

Krapp, il protagonista, riascolta al registratore momenti e voci della sua vita. Il testo di Beckett è un esempio lucido della concezione moderna della tragedia: una tragedia nella quale gli dei sono la voce metallica di un registratore, il cono di luce che spiove da una lampada, l’ombra assillante che circonda ed imprigiona Krapp, questo fratello ideale degli altri derelitti personaggi di Beckett. Krapp è un rottame, un essere squassato dall’esistenza, un uomo che ha scoperto la sua solitudine. La lotta è qui tra Krapp e la sua voce, fra Krapp e il fantasma di se stesso, questo fantasma fatto di suoni e di pensieri invecchiati.
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L’ultimo mistero di Hitler: L’inchiesta definitiva sugli ultimi giorni e la morte del dittatore nazista

**Per la prima volta, gli archivi del KGB rivelano tutta la verità sulla morte di Hitler. Un’inchiesta straordinaria, venduta in tutto il mondo.**
Come e quando è davvero morto **Adolf Hitler**? All’indomani dell’armistizio, riuscirono o no i russi a identificarne il corpo, nonostante fosse stato probabilmente bruciato? Nei mesi successivi, i dubbi che **Stalin **istillò nei suoi alleati si propagarono come una cancrena e continuano ancora oggi ad alimentare ogni genere di teoria. Per la prima volta dopo oltre settant’anni, il governo russo ha consentito a due giornalisti e a un illustre medico legale di consultare gli archivi segreti del **KGB**. Ne emergono centinaia di documenti, per la gran parte inediti: gli interrogatori dei testimoni degli ultimi giorni del **Führer**, la pianta del **bunker **dove **Hitler **ed **Eva Braun** si sposarono e poi si suicidarono– a quanto si ritiene – il **30 aprile 1945**, un piano di fuga, verbali ricchi e contraddittori, ma soprattutto resti umani: un pezzo di cranio che presenta un foro di pallottola, un frammento di mandibola, alcuni denti attribuiti a Eva Braun. Grazie al loro faticoso lavoro d’indagine – che rappresenta una storia all’interno della storia – i due autori ci consegnano un’inchiesta appassionante e approfondita, che riscrive gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda, e getta una luce definitiva sul giallo storico più discusso del Novecento.
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### Sinossi
**Per la prima volta, gli archivi del KGB rivelano tutta la verità sulla morte di Hitler. Un’inchiesta straordinaria, venduta in tutto il mondo.**
Come e quando è davvero morto **Adolf Hitler**? All’indomani dell’armistizio, riuscirono o no i russi a identificarne il corpo, nonostante fosse stato probabilmente bruciato? Nei mesi successivi, i dubbi che **Stalin **istillò nei suoi alleati si propagarono come una cancrena e continuano ancora oggi ad alimentare ogni genere di teoria. Per la prima volta dopo oltre settant’anni, il governo russo ha consentito a due giornalisti e a un illustre medico legale di consultare gli archivi segreti del **KGB**. Ne emergono centinaia di documenti, per la gran parte inediti: gli interrogatori dei testimoni degli ultimi giorni del **Führer**, la pianta del **bunker **dove **Hitler **ed **Eva Braun** si sposarono e poi si suicidarono– a quanto si ritiene – il **30 aprile 1945**, un piano di fuga, verbali ricchi e contraddittori, ma soprattutto resti umani: un pezzo di cranio che presenta un foro di pallottola, un frammento di mandibola, alcuni denti attribuiti a Eva Braun. Grazie al loro faticoso lavoro d’indagine – che rappresenta una storia all’interno della storia – i due autori ci consegnano un’inchiesta appassionante e approfondita, che riscrive gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda, e getta una luce definitiva sul giallo storico più discusso del Novecento.

L’ultimo libro del veggente

L’ultimo libro del veggente by Martin Rua
«Sa dare il giusto ritmo e trasforma l’esoterismo in narrativa.»
La Repubblica
Prophetiae Saga
Un grande thriller
Francia, 1555. In fuga da nemici senza scrupoli che lo braccano per il tesoro che trasporta, Zanni Giustinian va fino a Lione in cerca dell’amico Nostradamus, ormai rispettato per la sua fama di indovino. Giustinian chiede il suo aiuto per mettere al sicuro sei gemme antiche dal valore inestimabile. Secondo le leggende, infatti, fanno parte di una serie completa di sette, le Clavicole di Salomone, che, una volta riunite, sarebbero in grado di aprire le porte del tempo e dello spazio. 
Roma, oggi. Accompagnato dal misterioso Luc Ravel, l’antiquario Lorenzo Aragona sta raggiungendo per cena il suo amico Adriano de Rossi, che poco tempo prima gli ha dato una dritta preziosa per concludere un ottimo affare. Lorenzo infatti è riuscito ad aggiudicarsi una gemma ricoperta di strani simboli che potrebbe essere rivenduta a un buon prezzo. Al suo arrivo, però, Adriano è morto.
Parigi, oggi. La Francia è in ginocchio a causa di una serie di attacchi hacker che sembrano condotti grazie a una tecnologia ancora a livello embrionale: il computer quantistico. Il capitano Khadija Moreau e l’unità speciale Horus indagano, in cerca di una risposta a un’inquietante domanda: chi sta cercando di dominare le leggi ancora oscure della fisica?
Il mondo è sull’orlo di una crisi globale, solo chi riuscirà a prevedere il futuro potrà salvare l’umanità
«Martin Rua sa dare il giusto ritmo alle sue narrazioni e sa trasformare l’esoterismo in elettrizzante materia narrativa.»
La Repubblica
«Tra antichi culti e cattedrali gotiche, Martin Rua strizza l’occhio all’alchimia e all’esoterismo.»
Panorama
**Martin Rua**
È nato a Napoli dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Storia delle religioni. I suoi studi si sono concentrati su massoneria e alchimia. Con la Newton Compton ha pubblicato con grande successo la Parthenope Trilogy, l’ebook La fratellanza del Graal, la guida insolita Napoli esoterica e misteriosa. È anche uno degli autori della raccolta di racconti Sette delitti sotto la neve. L’ultimo libro del veggente continua la Prophetiae Saga, che ha già visto pubblicati: La profezia del libro perduto e L’enigma del libro dei morti.

L’ultimo giro della notte

**«Connelly presenta un nuovo, straordinario personaggio: la detective Renée Ballard. È nata una nuova stella.» *The New York Times***
«*La scarica di adrenalina adesso era una locomotiva in corsa nelle sue vene. Nel profondo di sé, Renée Ballard sapeva che era per via di momenti come questo che non avrebbe mai mollato, qualsiasi cosa dicessero di lei, in qualsiasi turno la obbligassero a lavorare.*»
La polizia di Los Angeles non è stata gentile con Renée Ballard: ex reporter di nera, è entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e impaziente di risolverne qualcuno, e in poco tempo è diventata detective alla Omicidi. Ma poi qualcosa è andato storto. E adesso la detective Ballard è relegata al turno di notte, insieme al collega Jenkins, a godersi dagli scomodissimi posti in prima fila quello che in polizia chiamano “l’ultimo spettacolo”. Ciò che di peggio la notte losangelina ha da offrire. Qualunque cosa accada, però, alle sette del mattino il turno finisce: l’ultimo giro di ruota della notte non consente mai ai detective dell'”ultimo spettacolo” di vedere un crimine risolto, di seguire un caso fino alla fine. E così anche questa notte. Un travestito picchiato selvaggiamente, trovato sul lungomare in punto di morte; una cameriera aspirante attrice freddata sul pavimento del Dancers, un locale di Hollywood. Ballard e Jenkins sono subito sulle scene del crimine. Ma stavolta Renée, che non è famosa per l’amore delle regole, decide di fregarsene delle procedure: perché dietro i due crimini ha intravisto più che un casuale scoppio di violenza. In una Los Angeles nera come non mai, Michael Connelly ambienta una nuova, maestosa storia, intrecciando più casi e soprattutto presentandoci un nuovo personaggio – destinato a incontrarsi presto anche con Harry Bosch -, una detective tosta, solitaria e dalla corazza durissima. Una che non ha nessuna intenzione di mollare.
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### Sinossi
**«Connelly presenta un nuovo, straordinario personaggio: la detective Renée Ballard. È nata una nuova stella.» *The New York Times***
«*La scarica di adrenalina adesso era una locomotiva in corsa nelle sue vene. Nel profondo di sé, Renée Ballard sapeva che era per via di momenti come questo che non avrebbe mai mollato, qualsiasi cosa dicessero di lei, in qualsiasi turno la obbligassero a lavorare.*»
La polizia di Los Angeles non è stata gentile con Renée Ballard: ex reporter di nera, è entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e impaziente di risolverne qualcuno, e in poco tempo è diventata detective alla Omicidi. Ma poi qualcosa è andato storto. E adesso la detective Ballard è relegata al turno di notte, insieme al collega Jenkins, a godersi dagli scomodissimi posti in prima fila quello che in polizia chiamano “l’ultimo spettacolo”. Ciò che di peggio la notte losangelina ha da offrire. Qualunque cosa accada, però, alle sette del mattino il turno finisce: l’ultimo giro di ruota della notte non consente mai ai detective dell'”ultimo spettacolo” di vedere un crimine risolto, di seguire un caso fino alla fine. E così anche questa notte. Un travestito picchiato selvaggiamente, trovato sul lungomare in punto di morte; una cameriera aspirante attrice freddata sul pavimento del Dancers, un locale di Hollywood. Ballard e Jenkins sono subito sulle scene del crimine. Ma stavolta Renée, che non è famosa per l’amore delle regole, decide di fregarsene delle procedure: perché dietro i due crimini ha intravisto più che un casuale scoppio di violenza. In una Los Angeles nera come non mai, Michael Connelly ambienta una nuova, maestosa storia, intrecciando più casi e soprattutto presentandoci un nuovo personaggio – destinato a incontrarsi presto anche con Harry Bosch -, una detective tosta, solitaria e dalla corazza durissima. Una che non ha nessuna intenzione di mollare.

L’ultimo distretto

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La caccia al deforme e sanguinario Jean-Baptiste Chandonne, il ‘lupo mannaro’ accusato dell’omicidio di nove donne, sembra essersi conclusa con il suo arresto dopo l’aggressione in casa di Kay Scarpetta. Chandonne, però, continua a dichiararsi innocente e attribuisce la colpa a un misterioso complotto internazionale ordito ai suoi danni. E se fosse vero? Se esistesse un secondo uomo, molto vicino a Chandonne, deciso a sfruttarne la deformità fisica e trarne vantaggio per i suoi scopi criminosi? Una sottile inquietudine sembra farsi strada in Kay, anche perché Pete Marino, il capitano di polizia con cui collabora da anni, sembra avere ora con lei uno strano comportamento e il procuratore pare addirittura sospettarla dell’assassinio dell’ultima vittima..

L’ultimo di noi

Sotto un diluvio di bombe, una ragazza muore dando alla luce un figlio. Nell’affidarlo alla carità di estranei, consegna loro anche il nome del neonato, come una promessa di futuro. New York, 1969. Nella Manhattan di Andy Warhol e Jimi Hendrix, un giovane imprenditore rampante è pronto a tutto pur di conquistarsi un posto nel mondo e nel cuore dell’unica donna che è riuscita a farlo innamorare. Lui, Werner, orfano di genitori ignoti, è convinto di poter scrivere la propria vita da zero. Lei, Rebecca, figlia di uno degli uomini più facoltosi d’America, è uno spirito libero. La passione li travolge senza limiti. Ma la felicità ha le ore contate. Una rivelazione inattesa strappa a Werner quel futuro che credeva di avere già in pugno. C’è qualcosa, nelle sue origini oscure, che rischia di separarlo per sempre da Rebecca. Se vuole davvero lottare per il suo amore, Werner dovrà fare i conti con il passato, ripercorrendo a ritroso la Storia alla ricerca della sua vera identità, la cui unica traccia è cucita da sempre dentro i suoi vestiti di bimbo: «Si chiama Werner Zilch. Non cambiategli il nome, è l’ultimo di noi.»

L’ultimo di noi

L’ultimo di noi by Adelaide de Clermont-Tonnerre
**Un grande bestseller.
Vincitore del Grand prix du roman de l’Académie Française.**
Dresda, 1945. Sotto un diluvio di bombe, una ragazza muore dando alla luce un figlio. Nell’affidarlo alla carità di estranei, consegna loro anche il nome del neonato, come una promessa di futuro.
New York, 1969. Nella Manhattan di Andy Warhol e Jimi Hendrix, un giovane imprenditore rampante è pronto a tutto pur di conquistarsi un posto nel mondo e nel cuore dell’unica donna che è riuscita a farlo innamorare. Lui, Werner, orfano di genitori ignoti, è convinto di poter scrivere la propria vita da zero. Lei, Rebecca, figlia di uno degli uomini più facoltosi d’America, è uno spirito libero. La passione li travolge senza limiti. Ma la felicità ha le ore contate.
Una rivelazione inattesa strappa a Werner quel futuro che credeva di avere già in pugno. C’è qualcosa, nelle sue origini oscure, che rischia di separarlo per sempre da Rebecca. Se vuole davvero lottare per il suo amore, Werner dovrà fare i conti con il passato, ripercorrendo a ritroso la Storia alla ricerca della sua vera identità, la cui unica traccia è cucita da sempre dentro i suoi vestiti di bimbo: «Si chiama Werner Zilch. Non cambiategli il nome, è l’ultimo di noi.»

L’ultimo degli uomini

Il romanzo è ambientato in un mondo devastato da un’epidemia. Jimmy, forse l’unico uomo rimasto in vita, deve proteggersi da numerosi animali feroci, risultato di mutazioni e di incontrollati esperimenti di ingegneria genetica. Jimmy si fa chiamare l’Uomo delle Nevi dai membri di una tribù di pacifici mutanti di innata infantile innocenza, i Craker. L’uomo gli insegna le elementari regole della sopravvivenza e tenta di spiegargli i segreti della natura ma, a causa del loro limitato sviluppo, deve usare concetti semplici e metafore di facile comprensione. La genesi, ad opera del creatore Crake, gli viene spiegata come fosse una fiaba e i Craker imparano a ringraziare la divinità femminile Oryx per la prosperità a loro concessa. Mentre i Craker sono erbivori, immuni alle radiazioni solari e repellenti per gli animali carnivori, Jimmy è costretto a combattere contro l’ambiente ostile per la propria sopravvivenza e per la ricerca del cibo.

L’ultimo confine

Faith e Sawyer si conoscono fin dai tempi della università. Si sono sempre frequentati solo come amici e ora un problema di lavoro offre loro l’occasione di rivedersi e di uscire insieme. Prima vanno a una festa, poi a casa di Faith dove concludono la serata nel modo più inaspettato ma anche… piacevole. Il mattino dopo, a mente fredda, è uno shock per entrambi rendersi conto di quello che hanno fatto, ma le sensazioni che hanno provato durante la notte li inducono a decidere di approfondire la relazione. Se spinti dalla passione hanno valicato il confine tra l’amicizia e l’amore un motivo deve pur esserci… e sarà bello scoprirlo insieme.

L’ultimo caffè della sera

Il primo caffè del mattino si conclude con una domanda a cui nessuno risponde. Una dichiarazione d’amore bellissima, che purtroppo non è bastata al povero Massimo, proprietario di un piccolo bar nel cuore di Trastevere, per convincere la ragazza francese di cui si è innamorato a restare a Roma con lui. Sono passati due anni da allora e nella vita di Massimo sono cambiate molte cose, così come nel bar Tiberi, dove però, tra addii e nuovi arrivi, l’atmosfera è rimasta quella di sempre, allegra e impertinente. Poi, un giorno, come in un déjà vu, al bar piomba un’incantevole ragazza dai grandi occhi blu. Si chiama Mina, viene da Verona e lavora in un noto negozio del centro. Tutto questo, però, Massimo ancora non lo sa, sa solo che la giovane è alla ricerca del famoso bar dove si prepara il caffè alla Nutella più buono del mondo. E a lui non resta che arrossire e annuire. Sarà il primo di tanti caffè. E, tra una romantica passeggiata romana e l’altra, l’amicizia tra i due si trasformerà presto in qualcosa di più. Ma, proprio quando le cose iniziano a funzionare, il passato torna a bussare, prepotente, alla porta. Per Massimo si prevedono giorni difficili. E dovrà fare una scelta. Una scelta di cuore, perché lui ne ha soltanto uno da donare. Finalmente in libreria l’atteso seguito de Il primo caffè del mattino, il romanzo più amato e letto dello scrittore-barista Diego Galdino, tradotto con successo in Spagna, Germania e Polonia.
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### Sinossi
Il primo caffè del mattino si conclude con una domanda a cui nessuno risponde. Una dichiarazione d’amore bellissima, che purtroppo non è bastata al povero Massimo, proprietario di un piccolo bar nel cuore di Trastevere, per convincere la ragazza francese di cui si è innamorato a restare a Roma con lui. Sono passati due anni da allora e nella vita di Massimo sono cambiate molte cose, così come nel bar Tiberi, dove però, tra addii e nuovi arrivi, l’atmosfera è rimasta quella di sempre, allegra e impertinente. Poi, un giorno, come in un déjà vu, al bar piomba un’incantevole ragazza dai grandi occhi blu. Si chiama Mina, viene da Verona e lavora in un noto negozio del centro. Tutto questo, però, Massimo ancora non lo sa, sa solo che la giovane è alla ricerca del famoso bar dove si prepara il caffè alla Nutella più buono del mondo. E a lui non resta che arrossire e annuire. Sarà il primo di tanti caffè. E, tra una romantica passeggiata romana e l’altra, l’amicizia tra i due si trasformerà presto in qualcosa di più. Ma, proprio quando le cose iniziano a funzionare, il passato torna a bussare, prepotente, alla porta. Per Massimo si prevedono giorni difficili. E dovrà fare una scelta. Una scelta di cuore, perché lui ne ha soltanto uno da donare. Finalmente in libreria l’atteso seguito de Il primo caffè del mattino, il romanzo più amato e letto dello scrittore-barista Diego Galdino, tradotto con successo in Spagna, Germania e Polonia.
### Dalla seconda/terza di copertina
Diego Galdino(classe 1971) vive a Roma e ogni mattina si alza alle cinque per aprire il suo bar in centro, dove tutti i giorni saluta i clienti con i caffè più fantasiosi della città. Con Sperling & Kupfer ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Il primo caffè del mattino (di cui sono stati venduti anche i diritti cinematografi ci), e Mi arrivi come da un sogno.

Ultimo atto

Sono tre mesi che la timida Melanie frequenta un nuovo liceo, e ancora non è riuscita a farsi degli amici. Finalmente, però, la sua compagna di classe Susan la invita a partecipare a una recita che vedrà impegnati i ragazzi più popolari della scuola, e Melanie è al settimo cielo, tanto più che tra i suoi partner c’è Marc, bello e misterioso. Ma il debutto della commedia, intitolata *Ultima occasione*, non tarderà a trasformarsi in un incubo: ingiustamente accusata di omicidio, la ragazza si improvvisa detective per sciogliere il complicato intreccio tra finzione e realtà che si nasconde dietro un delitto degno di Agatha Christie.

L’ultimo assalto

Dopo una pesante guerriglia combattuta contro i partigiani bulgari, i camerati della compagnia disciplina vengono spediti sul fronte sovietico con l’ordine di infiltrarsi nelle linee nemiche. Il loro compito è catturare una spia tedecsa passata ai russi e responsabile della tortura e uccisione di tanti suoi connazionali. Un’impresa quasi impossibile per chiunque ma non per Sven e i suoi compagni, che negli anni di atrocità subite e inferte hanno trasformato in automi senza scrupoli, guidati solo dall’istinto di conservazione e dal bizzarro filo dell’amicizia che li unisce.

L’ultimo anno della mia giovinezza

“Be’, sto per compiere quarant’anni, la mia famiglia è in bancarotta e non ci facciamo più fare i ritratti perché costa troppo… Potremmo trovare qualcuno che scriva la mia biografia. Voglio il miglior scrittore sul mercato che racconti al posto mio la mia noiosissima vita in modo da farla sembrare interessante.” Come uno stomaco di maiale in asfalto. Come un canarino in una miniera. Come una duchessa francese. Come un Patek Philippe. Come il principe Carlo. Come Laura Freddi.
La vita di Costantino della Gherardesca è come tutte queste cose, a seconda del suo umore.
Tra arte contemporanea, ossessioni alimentari, amore per i farmaci, debiti e manie di grandezza, le sue giornate sono un’assurdoteca di amici, nemici, amanti, fallimenti e successi imprevisti.
Votato alla frustrazione, come solo chi desidera diventare “il Mario Draghi della televisione italiana” può essere, il personaggio televisivo più glamour del momento si racconta per la prima volta in un libro.
La sua eccentrica vita quotidiana, tra eccessi e fobie, e il suo passato di miserie e nobiltà lo fanno somigliare a un affascinante personaggio da romanzo. Raccontato come in un grande reality.
Grazie anche alla penna di Marco Cubeddu, conosciuto durante le riprese di “Pechino Express” e assoldato come biografo ufficiale.
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### Sinossi
“Be’, sto per compiere quarant’anni, la mia famiglia è in bancarotta e non ci facciamo più fare i ritratti perché costa troppo… Potremmo trovare qualcuno che scriva la mia biografia. Voglio il miglior scrittore sul mercato che racconti al posto mio la mia noiosissima vita in modo da farla sembrare interessante.” Come uno stomaco di maiale in asfalto. Come un canarino in una miniera. Come una duchessa francese. Come un Patek Philippe. Come il principe Carlo. Come Laura Freddi.
La vita di Costantino della Gherardesca è come tutte queste cose, a seconda del suo umore.
Tra arte contemporanea, ossessioni alimentari, amore per i farmaci, debiti e manie di grandezza, le sue giornate sono un’assurdoteca di amici, nemici, amanti, fallimenti e successi imprevisti.
Votato alla frustrazione, come solo chi desidera diventare “il Mario Draghi della televisione italiana” può essere, il personaggio televisivo più glamour del momento si racconta per la prima volta in un libro.
La sua eccentrica vita quotidiana, tra eccessi e fobie, e il suo passato di miserie e nobiltà lo fanno somigliare a un affascinante personaggio da romanzo. Raccontato come in un grande reality.
Grazie anche alla penna di Marco Cubeddu, conosciuto durante le riprese di “Pechino Express” e assoldato come biografo ufficiale.

Gli ultimi passi del Sindacone

«*I romanzi di Vitali si amano “oggi più di ieri e meno di domani”.*»
**la Lettura – Corriere della Sera – Antonio D’Orrico**
**Ha un fisico ingombrante ****e una strana mania per le giunte comunali: ****qualcuno sospetta che nasconda un segreto.**

*Il soprannome di Sindacone gli era stato affibbiato quasi subito dopo le elezioni. Non aveva niente dispregiativo, anzi, sulla bocca di alcuni tendeva ad assumere una sfumatura affettuosa. Quando il Fumagalli ne era venuto a conoscenza non aveva fatto altro che scrollare le spalle. Se madre natura l’aveva fatto così, una ragione doveva esserci.*

Attilio Fumagalli è un uomo pingue, anzi di più, soffre di obesità androide, nel senso che il grasso ce l’ha tutto attorno all’addome. Cinquant’anni, sposato con Ubalda Lamerti, senza figli, esercita in proprio la professione di ragioniere. Per vincere quel senso di vuoto che a volte lo aggredisce, più che per uno slancio ideale, si è dato alla politica nelle file della Democrazia Cristiana e sfruttando il giro della propria clientela è riuscito a farsi eleggere sindaco di Bellano. Per tutti, e per ovvie ragioni, lui è il Sindacone. L’attività istituzionale non lo occupa più di tanto. Oltre al disbrigo delle formalità correnti, riunisce la giunta ogni due mesi, due mesi e mezzo. Ultimamente, però, sotto questo aspetto, il Sindacone sembra aver impresso una svolta. Convoca la giunta ogni dieci giorni, a volte anche ogni settimana. Una voce o due all’ordine del giorno, una mezz’oretta di riunione e ciao. Ma oggi, 22 dicembre 1949, ha superato ogni limite: ha indetto una riunione per la sera della Vigilia di Natale. Per discutere di cosa? Di niente. Per scambiare gli auguri. E a più di uno degli assessori che si sono visti recapitare a mano la convocazione è saltata la mosca al naso. Per dirla tutta, al geometra Enea Levore è venuto il preciso sospetto che sotto a quella frenesia si nasconda qualcosa. Ma cosa? Basterebbe chiederlo al vicesindaco Veniero Gattei, se quello non tenesse la bocca rigorosamente cucita.
Con *Gli ultimi passi del Sindacone* torna sulla scena la Bellano del dopoguerra, di cui Andrea Vitali sa mettere in luce la voglia di riscatto, il frettoloso antifascismo esibito senza vergogna, gli appetiti della carne simbolo della voglia di vita che sta rianimando l’intero Paese, ma senza tralasciare quei piccoli segreti che rendono più sapido il tran tran quotidiano, e la lettura dei suoi romanzi una godibilissima compagnia.
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### Sinossi
«*I romanzi di Vitali si amano “oggi più di ieri e meno di domani”.*»
**la Lettura – Corriere della Sera – Antonio D’Orrico**
**Ha un fisico ingombrante ****e una strana mania per le giunte comunali: ****qualcuno sospetta che nasconda un segreto.**

*Il soprannome di Sindacone gli era stato affibbiato quasi subito dopo le elezioni. Non aveva niente dispregiativo, anzi, sulla bocca di alcuni tendeva ad assumere una sfumatura affettuosa. Quando il Fumagalli ne era venuto a conoscenza non aveva fatto altro che scrollare le spalle. Se madre natura l’aveva fatto così, una ragione doveva esserci.*

Attilio Fumagalli è un uomo pingue, anzi di più, soffre di obesità androide, nel senso che il grasso ce l’ha tutto attorno all’addome. Cinquant’anni, sposato con Ubalda Lamerti, senza figli, esercita in proprio la professione di ragioniere. Per vincere quel senso di vuoto che a volte lo aggredisce, più che per uno slancio ideale, si è dato alla politica nelle file della Democrazia Cristiana e sfruttando il giro della propria clientela è riuscito a farsi eleggere sindaco di Bellano. Per tutti, e per ovvie ragioni, lui è il Sindacone. L’attività istituzionale non lo occupa più di tanto. Oltre al disbrigo delle formalità correnti, riunisce la giunta ogni due mesi, due mesi e mezzo. Ultimamente, però, sotto questo aspetto, il Sindacone sembra aver impresso una svolta. Convoca la giunta ogni dieci giorni, a volte anche ogni settimana. Una voce o due all’ordine del giorno, una mezz’oretta di riunione e ciao. Ma oggi, 22 dicembre 1949, ha superato ogni limite: ha indetto una riunione per la sera della Vigilia di Natale. Per discutere di cosa? Di niente. Per scambiare gli auguri. E a più di uno degli assessori che si sono visti recapitare a mano la convocazione è saltata la mosca al naso. Per dirla tutta, al geometra Enea Levore è venuto il preciso sospetto che sotto a quella frenesia si nasconda qualcosa. Ma cosa? Basterebbe chiederlo al vicesindaco Veniero Gattei, se quello non tenesse la bocca rigorosamente cucita.
Con *Gli ultimi passi del Sindacone* torna sulla scena la Bellano del dopoguerra, di cui Andrea Vitali sa mettere in luce la voglia di riscatto, il frettoloso antifascismo esibito senza vergogna, gli appetiti della carne simbolo della voglia di vita che sta rianimando l’intero Paese, ma senza tralasciare quei piccoli segreti che rendono più sapido il tran tran quotidiano, e la lettura dei suoi romanzi una godibilissima compagnia.
### Dalla seconda/terza di copertina
Con Gli ultimi passi del Sindacone torna sulla scena la Bellano del primo dopoguerra, di cui Andrea Vitali sa mettere in luce la voglia di riscatto, il frettoloso antifascismo esibito senza vergogna, gli appetiti della carne simbolo della voglia di vita che sta rianimando l’intero Paese, ma senza tralasciare quei piccoli segreti che rendono più sapido il tran tran quotidiano, e la lettura dei suoi romanzi una godibilissima compagnia.

Gli ultimi giorni dei nostri padri

Londra, 1940. Per evitare la distruzione dell’esercito britannico a Dunkerque, Churchill ha un’idea che cambierà il corso della guerra: creare una squadra dei servizi segreti che lavori nella segretezza più assoluta, la SOE, Special Operations Executive. La SOE è incaricata di azioni di sabotaggio e intelligence tra linee nemiche: la novità è coinvolgere persone tra la popolazione locale più insospettabile. Qualche mese dopo, il giovane Paul-Emile lascia Parigi per Londra nella speranza di unirsi alla Resistenza. Subito reclutato dalla SOE, è inserito in un gruppo di connazionali che diventeranno suoi compagni e amici del cuore. Addestrati e allenati in Inghilterra, i soldati che passeranno la selezione verranno rimandati nella Francia occupata e scopriranno presto che il controspionaggio tedesco è già in allerta… L’esistenza stessa della SOE è rimasta a lungo un segreto. Settant’anni dopo i fatti, “Gli ultimi giorni dei nostri padri” è uno dei primi romanzi a evocarne la creazione e a raccontare le vere relazioni tra la Resistenza e l’Inghilterra di Churchill.
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Ultime lettere da Stalingrado

Queste lettere furono scritte da soldati tedeschi assediati nella sacca di Stalingrado nel dicembre 1942 e partirono con l’ultimo l’aereo per la Germania.Non arrivarono mai alle famiglie: Hitler le fece sequestrare dalla censura militare per un sondaggio sul morale delle truppe. Furono ritrovate dopo la fine della guerra negli archivi dell’esercito, e ne è stato tratto questo libro: l’emozione che esso ha suscitato al suo apparire è tuttora viva, e non solo in Germania, ma nell’intera Europa. E’ un libro unico, in cui l’interesse storico-politico è largamente superato dal valore di testimonianza umana: parlano uomini votati alla morte, che prendono drammaticamente coscienza di se stessi, e tracciano con una laconica eloquenza, come di epigrafi definitive, un’immagine delle proprie vite e dei propri destini.Non si può aggiungere un’altra lettera a queste trentanove: esse, che sembrano contenere e rivelare ogni esperienza umana, costituiscono una perfetta unità morale.