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Mossa pericolosa

Una visita troppo sospetta. Chi ha distrutto la telecamera di Maggie Dunlap, detective esperta in tradimenti? Non ci sono dubbi: c’è un’unica pista da seguire. Temendo per la sua incolumità, però, l’investigatore Newton la invita a trasferirsi da lui. Una mossa molto pericolosa!

Mossa decisiva

Harry è un giornalista appena uscito da tre anni di galera per una colpa che non ha commesso.
Rientrare nel giro è difficile, soprattutto per l’ostracismo del giornale per cui scriveva. Per fortuna al suo fianco ci sono la moglie Nina e l’amico Johnny, tenente di polizia.
Ciò nonostante quando Reah, la moglie di un miliardario, si presenta per proporgli il finto rapimento della figliastra Odette lui non riesce a rifiutare.
Ha bisogno di soldi e l’offerta è allettante, inoltre non sembrano esserci rischi visto l’accordo tra tutte le parti.
Così Harry organizza il tutto ma quando la truffa sembra organizzata nei dettagli ecco che le cose iniziano ad andare storte.
Amici e nemici si mischiano, tutto si stringe intorno ad Harry che sembra destinato a soccombere.

Mosley Walter – 2005 – Un bacio alla cannella

La rivolta razziale che ha sconvolto Los Angeles è ormai un ricordo, anche se vivo e doloroso, ma per Easy Rawlins la vita non è mai stata facile. Sua figlia Feather si è ammalata, e per poterla curare servono 35.000 dollari, da reperire in fretta. Easy sta per accettare la proposta del suo amico Mouse, che lo vorrebbe coinvolgere in una rapina, quando finalmente gli viene offerto un nuovo incarico: ritrovare un ricco ed eccentrico avvocato e la sua amante, una ragazza soprannominata Cinnamon, entrambi scomparsi. Per risolvere il caso, Easy dovrà però lasciare la amata e odiata Los Angeles, di cui conosce gli angoli più remoti, e tuffarsi nella San Francisco del Flower Power. Tra hippies, traffici di droga e delinquenti senza scrupoli, non sarà facile portare a termine la sua missione, e ancor meno salvarsi l’anima.

Moshi moshi

In Moshi-Moshi, Yoshie’s much-loved musician father has died in a suicide pact with an unknown woman. It is only when Yoshie and her mother move to Shimo-kitazawa, a traditional Tokyo neighborhood of narrow streets, quirky shops, and friendly residents that they can finally start to put their painful past behind them. However, despite their attempts to move forward, Yoshie is haunted by nightmares in which her father is looking for the phone he left behind on the day he died, or on which she is trying-unsuccessfully-to call him. Is her dead father trying to communicate a message to her through these dreams?

With the lightness of touch and surreal detachment that are the hallmarks of her writing, Banana Yoshimoto turns a potential tragedy into a poignant coming-of-age ghost story and a life-affirming homage to the healing powers of community, food, and family.

Published in 2010 in Japanese in Tokyo, it has sold over 29,000 copies there so far. In Moshi-Moshi, Banana’s narrator addresses the poignant question, how do you rebuild your life when your much-loved father loses his life in shocking circumstances?”
(source: Bol.com)

Moscerine

Qui dentro ci sono nove racconti a forte carica umoristica in cui la narrazione esalta aspetti microscopici talvolta invisibili dell’esistenza, insospettabili trame, elementi irrilevanti eppure capaci di ribaltarne il racconto. In quasi tutte queste storie esiste un imprevisto trascurabile, un tarlo, un insetto che si insinua sornione nella trama, si intrufola, si accomoda, si incista, si nutre al buio, fa la tana, corrode, si ingrassa, prolif ica, crepa e def lagra sino a provocare il ribaltamento della trama e costringere la storia a riscrivere il f inale. Mentre ci disponiamo ad osservare il disegno che incessantemente la vita traccia sulla tela dei personaggi, nel momento in cui giriamo il quadro scopriamo che un qualche diavolo di inaccessibile vizio, una sequela di accenti di cui non ci siamo accorti, uno scivolone, una carezza involontaria, una luce accesa nella casa di fronte, hanno mutato del tutto la scena. E così a cucire le trame dei destini della vita ma anche della morte è un f ilo invisibile di fulminee irrilevanze, moscerine appunto in grado di travolgere gli eventi e di precipitare i personaggi da situazioni sentimentali in disgrazie irresistibilmente comiche o così indicibilmente tragiche da sf iorare la farsa. Non può darsi che all’origine della Terra sia stata la lenta e irriducibile ascesa di un pidocchio al trono e che il Big Bang sia stato scatenato nell’attimo in cui il pidocchio poggiò il suo puntiforme deretano sull’intoccabile velluto che ahinoi! mascherava il caos?

Moscacieca

Vivere significa progettare ciò che ancora non è e si vuole che sia. Sopravvivere significa dibattersi per non farsi sopraffare. Oggi la politica si è trasformata in una convulsa agitazione di tecnici della sopravvivenza. L’agitazione può dare l’impressione di voler dischiudere chissà quale futuro e, invece, somiglia tragicamente al gioco della moscacieca, dove il caos inghiotte la comprensione e la volontà si smarrisce.
Paralisi della rappresentanza, congelamento della competizione tra idee progettuali, ossessioni unanimistiche, allergia per il pensiero non allineato. Ciò che ci ostiniamo a chiamare governo è il mero esecutore e garante della forza normativa del fatto. Nel tempo esecutivo solo lo status quo è legittimo. Il resto è solo velleità, agitazione sterile e senza prospettive. Che è quanto dire che la frustrazione della democrazia è stata interiorizzata, è entrata nel midollo della società.
(source: Bol.com)

Mosca cieca

Da tempo in guerra contro le potenze occidentali, il leader del Fronte Unico Islamico di Dio, progetta di portare un attacco direttamente contro il territorio degli Stati Uniti grazie a una nuova e micidiale arma nucleare, la testata Scorpion, lanciata dal più moderno e silenzioso sottomarino del fronte, l’Egira. Secondo i piani, l’Egira dovrebbe attraversare il Mediterraneo e l’Atlantico e, giunto al largo della Groenlandia, lanciare i propri missili contro Washington, per ritornare poi indisturbato in patria passando sotto la calotta polare. Ma qualcosa va storto e l’Egira è costretto ad affondare due sommergibili americani, l’Augusta e il Phoenix.
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Mosaico perfetto

Celia Cable, una bellissima donna dall’aspetto angelico e dall’anima nera, viene trovata morta in una canoa, nel cuor della notte, in mezzo a un lago. Alle indagini risulta che aveva appena rifiutato di concedere il divorzio al marito, il quale voleva sposare la sua antica fiamma, Anna Bayne, che era già stata la sua fidanzata tre anni prima. Ma altre persone si trovano coinvolte nel caso, e i sospetti rimbalzano dall’una all’altra, in un crescendo di interesse, raro anche per un romanzo giallo. Poi la verità balza fuori, incredibile, dopo che altre due vittime si sono aggiunte alla prima. Un romanzo, in cui Mignon G. Eberhart ha senza dubbio profuso il meglio delle sue indiscutibili qualità di narratrice.

Morty l’apprendista

Mortimer, detto Morty, non ha le idee chiarissime su quel che vuol fare da grande. Almeno fin quando non diventa l’apprendista di un insolito maestro: la Morte, proprio quella con la falce, in persona. Una volta appurato, con notevole sollievo, di non dover essere necessariamente morto per poter svolgere il lavoro, Morty si appassiona alla nuova materia, anche se ben presto scoprirà che essere apprendista della Morte non è poi così romantico e affascinante come sembrava. Pericoli e sfide terribili lo attendono, forse troppo grandi anche per lui, il predestinato.

Morto per il mondo

Il quarto libro del ciclo di Sookie Stackhouse dal quale è stata tratta la serie tv TRUE BLOODSookie Stackhouse è una cameriera di un bar di una piccola cittadina della Louisiana, è simpatica e svolge bene il suo lavoro, ma conduce una vita isolata perché non tutti apprezzano il suo particolare talento: quello di poter leggere nella mente degli altri. I vampiri però hanno una mente difficile da decifrare, e forse per questo Sookie ha un debole per loro.Così, quando nel tornare a casa dal lavoro, si imbatte in un vampiro che sta correndo nudo lungo la strada, lei non si limita a tirare dritto. Sookie sa benissimo chi è: Eric, spaventoso, sexy… e morto… come lo era il giorno in cui lo ha conosciuto, solo che adesso soffre di amnesia. Questo nuovo Eric è dolce, vulnerabile, e ha bisogno dell’aiuto di Sookie. Perché chi gli ha tolto la memoria, chiunque sia, adesso vuole privarlo anche della vita. Ma il pericolo più grande lo corre il cuore di Sookie, perché questo nuovo Eric, più dolce e gentile, è una persona a cui è molto difficile resistere… (source: Bol.com)

Morto in famiglia

Dopo aver subito torture e sopportato la perdita di persone care nel corso della breve ma letale Guerra degli Esseri Fatati in Morto e spacciato, Sookie Stackhouse è ferita nel corpo e nell’anima ed è infuriata. I sentimenti che crede di provare per il vampiro Eric Northman sono, in fondo, l’unico aspetto piacevole della sua esistenza, anche se questo legame è malvisto dal re dei vampiri, che rivendica un potere inalienabile sull’esistenza delle sue creature, e che dunque può essere la causa di nuovi problemi. Inoltre, da quando i mutaforme sono usciti allo scoperto e hanno dichiarato al mondo la propria esistenza, Sookie è sempre più coinvolta nei rapporti con il branco di Shreveport. La cosa peggiore, però, è che anche se la porta di comunicazione con il mondo soprannaturale è stata chiusa definitivamente, ci sono alcuni esseri fatati che sono rimasti dal lato umano e uno di essi è infuriato con Sookie. Seriamente infuriato. Il decimo episodio del ciclo di Sookie Stackhouse arricchisce la saga più sanguinaria e sexy degli ultimi anni con molta azione e suspence, confermando l’inarrestabile talento di Charlaine Harris.

Un morto che aspettavo

Ci sono dei giallisti che scrivono «La ragazza avanzava guardinga, presaga di quanto stava per accaderle». E ce ne sono altri che descrivono la stessa scena così.- «La ragazza veniva avanti lo stesso, anche se una voce dentro di lei ripeteva: «Maggie, lo sai che hai un bel fegato a fidarti di quel mascalzone? Battitela, finché puoi…». Siete liberi di preferire la prima forma alla seconda. Però, se il tono narrativo di un romanzo è spigliato, lo si legge più volentieri. L’autore che vi presentiamo questa settimana ha la rarissima dote di saper condire la sua vicenda gialla con annotazioni, con «pennellate» sapide, gustose, d’un umorismo quasi inavvertibile. È una storia moderna, drammatica, misteriosa, e persino un po’ scanzonata. Ve ne accorgerete subito, non appena incontrerete Dennis, nella redazione del suo giornale di provincia, alle prese con la morte di un multimilionario che schizza sospetti atroci su tutti, rendendo frenetico il bisogno di scoprirne l’assassino. Soluzione che sarà spasmodicamente attesa anche da quei lettori che diffidano (a torto) degli autori nuovi.

Morti senza tomba – Le mani sporche

Entrambi scritti nell'immediato dopoguerra, "Morti senza tomba" e "Le mani sporche" rappresentano una felice sintesi di tutto il pensiero filosofico di Sartre: libertà, scelta, responsabilità sociale. Il primo è ispirato alla Resistenza francese; un gruppo di partigiani attende di essere torturato, l'orgoglio di una volontà libera e fiera consentirà loro di resistere fino a quando il diritto alla vita non s'imporrà come unica, fondamentale verità. "Le mani sporche", rappresentato per la prima volta nel 1948 e in seguito ritirato dall'autore per le clamorose polemiche suscitate, è il dramma di un giovane intellettuale e del suo intimo contrasto tra la rigorosa aderenza a una scelta ideologica e i compromessi imposti dalle necessità politiche contingenti.

Morti di carta

In questo terzo caso, due ispettori per casi delicati, occupati nell’assassinio di una giovane donna di un uomo importante, gli passano la loro inchiesta. È stato ucciso un giornalista televisivo, odiato grufolatore in scandali rosa e sessuali. Petra e Garzon passano al setaccio quello strano mondo, miscuglio di spettacolo ricchezze e vizi pubblici e privati, e man mano che si avvicinano a una soluzione, la loro strada si lastrica di nuovi cadaveri. Fino a che è il loro caso a diventare il vero caso delicato.

(source: Bol.com)

La morte viene col vento

Quella di John Wyndham, il celebre autore inglese recentemente scomparso, è considerata una vera e propria scuola fantascientifica, e tra i suoi numerosi allievi John Blackburn è senza dubbio uno dei più dotati e originali. Tutto si svolge ai giorni nostri, in un paesaggio prevalentemente e tipicamente britannico: tranquillo tran tran in una città universitaria, massaie al supermarket, vecchi signori un po’ bizzarri, generali compassati, zitelle, diplomatici, giornalisti, scienziati. Ma sopra questo mondo del tutto normale viene via via stagliandosi minacciosa attraverso la consumata tecnica del mosaico poliziesco una delle ombre più raccapriccianti e mostruose che la fantascienza abbia creato dai tempi di Lovecraft.
Copertina di Karel Thole

Morte tra i ghiacci

Durante una spedizione nel cuore dell’Alaska, l’équipe dello scienziato Evan Marshall scopre una spaventosa creatura preistorica rimasta per millenni prigioniera nei ghiacci eterni del MountFear, l’imponente montagna abitata – secondo le leggende locali – da spiriti vendicativi e intoccabili.È un ritrovamento senza precedenti, e il rapace network televisivo che finanzia le ricerche di Marshall si lancia con entusiasmo sulla notizia.Ma quando, nel buio della notte artica, il corpo della creatura scompare e iniziano a susseguirsi morti atroci e inspiegabili, il monito dei nativi risuona in tutta la sua inascoltata saggezza. La montagna si ribella agli uomini che con la loro avidità hanno risvegliato un mostro antico come le ossa della terra. E la scia di sangue e terrore che la creatura sta lasciando dietro di sé non è che l’inizio.
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### Sinossi
Durante una spedizione nel cuore dell’Alaska, l’équipe dello scienziato Evan Marshall scopre una spaventosa creatura preistorica rimasta per millenni prigioniera nei ghiacci eterni del MountFear, l’imponente montagna abitata – secondo le leggende locali – da spiriti vendicativi e intoccabili.È un ritrovamento senza precedenti, e il rapace network televisivo che finanzia le ricerche di Marshall si lancia con entusiasmo sulla notizia.Ma quando, nel buio della notte artica, il corpo della creatura scompare e iniziano a susseguirsi morti atroci e inspiegabili, il monito dei nativi risuona in tutta la sua inascoltata saggezza. La montagna si ribella agli uomini che con la loro avidità hanno risvegliato un mostro antico come le ossa della terra. E la scia di sangue e terrore che la creatura sta lasciando dietro di sé non è che l’inizio.