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CrossFire

Zeero Fisher ha commesso un errore sparando alla persona sbagliata. La sua carriera come poliziotto è appesa a un filo e, schiacciato dalla prospettiva di perdere l’unica cosa buona della sua vita, viene costretto a lavorare a un caso difficile insieme a un agente speciale dell’Intelligence Israeliana. Una serie di omicidi riportano a galla vecchi scenari rimasti irrisolti, nuove minacce e un’indagine che sembra avere più domande che risposte. Il senso di colpa, l’istinto innato di trovare un colpevole e la sua dipendenza da alcool, però, non sono il vero problema. La sua spina nel fianco è il nuovo partner che sembra essere intenzionato a farlo impazzire.
Phoenix Train, agente del Mossad, è abituato a indossare panni e identità diverse a ogni nuova missione. Ormai da qualche mese sulle tracce dei responsabili di un gravissimo attacco alle truppe americane in Afghanistan, viene affiancato a Zeero Fisher, poliziotto alcolizzato, probabilmente omofobo. La cooperazione sembra impossibile, entrambi travolti dalle rispettive dipendenze e da un passato che non vuole lasciarli andare. Eppure, nonostante le differenze, Zeero e Nix hanno più cose in comune di quanto si potrebbe vedere in superficie. La soluzione del caso sembra impossibile e non sanno che potrebbero essere vittime inconsapevoli di un fuoco incrociato. **
### Sinossi
Zeero Fisher ha commesso un errore sparando alla persona sbagliata. La sua carriera come poliziotto è appesa a un filo e, schiacciato dalla prospettiva di perdere l’unica cosa buona della sua vita, viene costretto a lavorare a un caso difficile insieme a un agente speciale dell’Intelligence Israeliana. Una serie di omicidi riportano a galla vecchi scenari rimasti irrisolti, nuove minacce e un’indagine che sembra avere più domande che risposte. Il senso di colpa, l’istinto innato di trovare un colpevole e la sua dipendenza da alcool, però, non sono il vero problema. La sua spina nel fianco è il nuovo partner che sembra essere intenzionato a farlo impazzire.
Phoenix Train, agente del Mossad, è abituato a indossare panni e identità diverse a ogni nuova missione. Ormai da qualche mese sulle tracce dei responsabili di un gravissimo attacco alle truppe americane in Afghanistan, viene affiancato a Zeero Fisher, poliziotto alcolizzato, probabilmente omofobo. La cooperazione sembra impossibile, entrambi travolti dalle rispettive dipendenze e da un passato che non vuole lasciarli andare. Eppure, nonostante le differenze, Zeero e Nix hanno più cose in comune di quanto si potrebbe vedere in superficie. La soluzione del caso sembra impossibile e non sanno che potrebbero essere vittime inconsapevoli di un fuoco incrociato.

Credimi

Sulla scena di un multiplo omicidio, che è orribile anche per un investigatore navigato, Brian Clifton rimane sbalordito nel vedere che una delle vittime somiglia in modo inquietante a James, il suo ragazzo. Mentre le similitudini continuano ad aumentare, i cadaveri fanno altrettanto… e le prove indicano che il killer è proprio James.
James non è stato onesto con Brian da molto prima della sparatoria. È stato evasivo. Oh, e c’è quel piccolo dettaglio: ha omesso di dire al compagno di essere uno spacciatore con il vizio del gioco d’azzardo.
Forse James non è il fidanzato migliore del mondo, ma scongiura Brian di credere alla sua innocenza. In effetti, chiunque abbia premuto il grilletto vuole senza dubbio finire ciò che ha iniziato, e Brian è l’unico di cui James si fida per essere protetto.
Ma quanto è disposto a rischiare Brian per proteggere un uomo che forse neanche conosce?
**
### Sinossi
Sulla scena di un multiplo omicidio, che è orribile anche per un investigatore navigato, Brian Clifton rimane sbalordito nel vedere che una delle vittime somiglia in modo inquietante a James, il suo ragazzo. Mentre le similitudini continuano ad aumentare, i cadaveri fanno altrettanto… e le prove indicano che il killer è proprio James.
James non è stato onesto con Brian da molto prima della sparatoria. È stato evasivo. Oh, e c’è quel piccolo dettaglio: ha omesso di dire al compagno di essere uno spacciatore con il vizio del gioco d’azzardo.
Forse James non è il fidanzato migliore del mondo, ma scongiura Brian di credere alla sua innocenza. In effetti, chiunque abbia premuto il grilletto vuole senza dubbio finire ciò che ha iniziato, e Brian è l’unico di cui James si fida per essere protetto.
Ma quanto è disposto a rischiare Brian per proteggere un uomo che forse neanche conosce?

Corri ragazzo, corri

Una fuga senza fine e senza la nozione di un fine chiaro, certo, riposante. Solo per salvarsi la vita a tratti, per prendere respiro. Un bambino di otto anni, fuggito dal ghetto di Varsavia – dove ha visto sua madre sparire in un attimo come per una malefica magia – passa da un gruppo di ragazzi alla macchia, a case di contadini protettivi o malvagi e delatori, a soldati tedeschi spietati o umani; dorme sugli alberi, nelle tombe e, a forza di nasconderlo, arriva a dimenticare di essere ebreo. «Ti ordino di sopravvivere» gli aveva detto il padre prima di venire ucciso. E, per avere la forza di seguire quell’ordine, il ragazzo è costretto a cancellare il ricordo del suo passato, della madre e del paese della sua infanzia, come i continui addii del presente. Dimenticando, Yoram concentra tutta la sua energia nel momento in cui vive, povero, affamato, senza protezione, a un certo punto perfino senza un braccio, che il chirurgo si è rifiutato di curare, riconoscendolo ebreo. Ma la corsa prosegue, e ‘il bambino biondo senza un braccio’ rimane in mente come un’inesausta sfida alla morte. In Israele, dove oggi vive e insegna, Yoram Friedman ha raccontato la sua storia – perché questa è una storia vera – che Uri Orlev ha ascoltato dalla sua voce e scritto con commozione e intensa partecipazione. «Orlev ci mostra come i bambini possano sopravvivere senza amarezza in tempi duri e terribili». Premio H.C. Andersen, la giuria «I libri si possono paragonare ai bambini, anche loro si allontanano da te per prendere la propria strada. E come loro – sebbene in modo diverso – possono sorprenderti». Uri Orlev «Raccontare la Shoa guardandola con gli occhi di un bambino. Con innocenza, sincerità, persino con humour. È quello che fa Uri Orlev, scrittore sopravvissuto al lager, nei suoi bellissimi libri per ragazzi». Il Messaggero «La sua migliore qualità è un senso di umanità in condizioni disumane… La forza, in altre parole, non coincide con la durezza». The Guardian

Corpo a corpo

**L’anatomia violenta della maternità
raccontata senza veli e senza pudore. **
Una quarantenne vuole cacciare sotto il tappeto la propria solitudine esistenziale diventando madre.
Il figlio, progettato con la funzione di “pillola per la felicità”, si rivela in realtà medicina amara, talvolta amarissima.
Un’intimità inquietante con la baby-sitter del Terzo Mondo metterà a dura prova la tolleranza nei confronti dell’Altro.
*Corpo a corpo* si legge come un romanzo ma non lo è, può assomigliare a un memoir ma non lo è, sembra autobiografico ma non lo è, pare rivolto a un pubblico femminile ma non è (del tutto) vero, anzi… **
### Sinossi
**L’anatomia violenta della maternità
raccontata senza veli e senza pudore. **
Una quarantenne vuole cacciare sotto il tappeto la propria solitudine esistenziale diventando madre.
Il figlio, progettato con la funzione di “pillola per la felicità”, si rivela in realtà medicina amara, talvolta amarissima.
Un’intimità inquietante con la baby-sitter del Terzo Mondo metterà a dura prova la tolleranza nei confronti dell’Altro.
*Corpo a corpo* si legge come un romanzo ma non lo è, può assomigliare a un memoir ma non lo è, sembra autobiografico ma non lo è, pare rivolto a un pubblico femminile ma non è (del tutto) vero, anzi…

Contro l’antimafia

Matteo Messina Denaro, l’invisibile, è il più potente boss di Cosa nostra ancora in libertà. È a lui che dalla radio della sua città, Marsala, si rivolge ogni giorno Giacomo Di Girolamo nella trasmissione Dove sei, Matteo?, ed è a lui che si rivolge in questo libro: stavolta, però, con un’agguerrita lettera di resa.Di Girolamo non ha mai avuto paura di schierarsi dalla parte di chi si oppone alla mafia. Ma adesso è proprio quella parte che gli fa paura. Ha ancora senso l’antimafia, per come è oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto è accaduto qualcosa. Si è ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato. In questo circuito autoreferenziale, che mette in mostra le sue icone – il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato – e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Intorno all’antimafia ci sono piccoli e grandi affari, dai finanziamenti pubblici ai «progetti per la legalità» alla gestione dei beni confiscati, e accanto ai tanti in buona fede c’è chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti.Non è più questione di «professionisti dell’antimafia»: oggi comanda un’oligarchia dell’antimafia, e chiunque osi metterla in discussione viene accusato di complicità. Di Girolamo scrive allora a Matteo Messina Denaro. Scrivere al grande antagonista, al più cattivo dei cattivi, è come guardarsi allo specchio: ne emerge, riflessa, l’immagine di una generazione disorientata, che assiste inerme alla sconfitta di un intero movimento, alla banalità seriosa e inconcludente delle lezioni di legalità a scuola, alle derive di un giornalismo più impegnato a frequentare le stanze del potere, politico o giudiziario, che a raccontare il territorio.Contro l’antimafia è un libro iconoclasta, amaro, che coltiva l’atrocità del dubbio e giunge a una conclusione: per resistere alle mafie serve ripartire da zero, abbandonando la militanza settaria per abbracciare gli strumenti della cultura, della complessità, dell’onestà intellettuale, dell’impegno e della fatica.

I confini di Babele. Il cervello e il mistero delle lingue impossibili

Perché non tutte le regole concepibili sono realizzate nelle lingue del mondo? In altre parole, come si spiega il mistero delle “lingue impossibili”? La sorprendente risposta a tale enigma lega i limiti di variazione tra le lingue alla struttura neurobiologica del cervello, obbligandoci a ripensare la natura stessa della mente e le modalità di apprendimento nell’uomo. Questo libro dà anche conto delle ultime sensazionali scoperte nel campo delle neuroscienze cognitive: ora si apre la strada per accedere ai contenuti linguistici direttamente dall’attività elettrica della corteccia cerebrale, senza aspettare che il suono venga articolato. Prefazione di Noam Chomsky. **

Con un poco di zucchero

A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci… e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell’amore.

Con le mani cariche di rose

Londra 1908. Una giovane donna si distende su un divano con un mazzo di violette e una coppa di laudano tra le mani; si lascia condurre da una voce guida. Le danzano intorno i suoi amori spezzati: Violet, Hélène, Kérimé, Natalie. La donna è Renée Vivien, al secolo Pauline Tarn, una delle poetesse più raffinate e trasgressive tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Pagò la sua omosessualità e il suo anticonformismo con la messa al bando da parte della società borghese del tempo. “Con le mani cariche di rose” è un libro sull’amore, assoluto, universale; è l’omaggio a una donna libera e geniale, la cui figura merita un seppur tardivo riconoscimento. **

Con L’Anima Di Traverso

Tecla e Laura hanno una cosa in comune: il compleanno. Sono nate entrambe il primo gennaio, ed è proprio quello il giorno in cui si incontrano per caso sulle scale del palazzo in cui entrambe abitano.Qui,però, finiscono le somiglianze perché Tecla ha tredici anni ed è alle prese con la tesina per l’esame di terza media, mentre Laura di anni ne ha novantacinque ed è alle prese solo con i suoi ricordi.
Solo? In realtà non è poco, perché quella non è un’anziana signora come tante. È Laura Wronowski, nipote di Giacomo Matteotti, e la sua vicenda personale fa parte di una Storia più grande, che Tecla ancora non conosce: la Resistenza. Laura è una ragazza che si sentiva «nata con l’anima di traverso» e che a diciannove anni imbracciò un fucile per combattere nelle brigate Giustizia e Libertà di Ferruccio Parri, di cui era giovane amica e allieva.
Parlando a Tecla della sua vita e dei suoi ideali, le apre un mondo intero fatto di scelte e di pericoli, di marce nel bosco, retate fasciste, bombe su Milano, persone da salvare dai campi di concentramento. E del grande amore per un giovane combattente, da cui la separerà la guerra. Mentre la giovane protagonista ascolta il racconto della sua sorprendente vicina, prende forma in queste pagine il romanzo di un’esistenza speciale, spesa in una battaglia per la libertà e la democrazia che non si è mai interrotta e che prosegue nella forma quotidiana della testimonianza.
Un viaggio non solo nel passato, ma tra le pieghe della nostra necessaria coscienza civile. **
### Sinossi
Tecla e Laura hanno una cosa in comune: il compleanno. Sono nate entrambe il primo gennaio, ed è proprio quello il giorno in cui si incontrano per caso sulle scale del palazzo in cui entrambe abitano.Qui,però, finiscono le somiglianze perché Tecla ha tredici anni ed è alle prese con la tesina per l’esame di terza media, mentre Laura di anni ne ha novantacinque ed è alle prese solo con i suoi ricordi.
Solo? In realtà non è poco, perché quella non è un’anziana signora come tante. È Laura Wronowski, nipote di Giacomo Matteotti, e la sua vicenda personale fa parte di una Storia più grande, che Tecla ancora non conosce: la Resistenza. Laura è una ragazza che si sentiva «nata con l’anima di traverso» e che a diciannove anni imbracciò un fucile per combattere nelle brigate Giustizia e Libertà di Ferruccio Parri, di cui era giovane amica e allieva.
Parlando a Tecla della sua vita e dei suoi ideali, le apre un mondo intero fatto di scelte e di pericoli, di marce nel bosco, retate fasciste, bombe su Milano, persone da salvare dai campi di concentramento. E del grande amore per un giovane combattente, da cui la separerà la guerra. Mentre la giovane protagonista ascolta il racconto della sua sorprendente vicina, prende forma in queste pagine il romanzo di un’esistenza speciale, spesa in una battaglia per la libertà e la democrazia che non si è mai interrotta e che prosegue nella forma quotidiana della testimonianza.
Un viaggio non solo nel passato, ma tra le pieghe della nostra necessaria coscienza civile.

Come un talismano

Per vari decenni, Guido Ceronetti ha incontrato testi che gli si imponevano come accompagnatori silenziosi. Erano parole scritte in greco, in ebraico, in spagnolo, in arabo, in tedesco, in latino, in inglese, in francese. E, nella loro lunga permanenza, quasi di squatters della mente, quei testi via via esigevano di essere detti anche in italiano, e in versi (anche se non tutti, in origine, erano in versi). Quella compagnia si rivelò, nel tempo, a Ceronetti, e vorrebbe ugualmente rivelarsi a ogni lettore di questo libro, come una potente medicina. Remedium vitae, più che remedium amoris, riesce a essere, talvolta, la parola poetica. E Ceronetti, cultore di ogni medicina paradossale, si è avvinto a questo significato. Così è nato questo libro, terribilmente personale e terribilmente anonimo, e insieme composto di molti nomi. Fra questi: Eraclito, Giovanni Evangelista, Nostradamus, Blake, Saffo, Schopenhauer, Virgilio, Hallâj, Villon, Mani, Kavafis, Spinoza, Machado, Artaud, Melville, Hardy, Emily Brontë, Hernández, Nietzsche, Verlaine, Trakl, Montesquieu, Lucrezio, Baudelaire, Zola, Céline. Questi ultimi due nomi potranno, ancor più di altri, sorprendere, perché appartengono a due maestri della prosa, e oltre tutto di una prosa che ha molta difficoltà a passare in quella italiana. Ma i loro testi avevano, per Ceronetti, lo stesso carattere degli altri elencati. Perciò li troveremo qui tradotti in versi, per un azzardo felice che dà finalmente una voce, nella nostra lingua, a questi due scrittori. **
### Sinossi
Per vari decenni, Guido Ceronetti ha incontrato testi che gli si imponevano come accompagnatori silenziosi. Erano parole scritte in greco, in ebraico, in spagnolo, in arabo, in tedesco, in latino, in inglese, in francese. E, nella loro lunga permanenza, quasi di squatters della mente, quei testi via via esigevano di essere detti anche in italiano, e in versi (anche se non tutti, in origine, erano in versi). Quella compagnia si rivelò, nel tempo, a Ceronetti, e vorrebbe ugualmente rivelarsi a ogni lettore di questo libro, come una potente medicina. Remedium vitae, più che remedium amoris, riesce a essere, talvolta, la parola poetica. E Ceronetti, cultore di ogni medicina paradossale, si è avvinto a questo significato. Così è nato questo libro, terribilmente personale e terribilmente anonimo, e insieme composto di molti nomi. Fra questi: Eraclito, Giovanni Evangelista, Nostradamus, Blake, Saffo, Schopenhauer, Virgilio, Hallâj, Villon, Mani, Kavafis, Spinoza, Machado, Artaud, Melville, Hardy, Emily Brontë, Hernández, Nietzsche, Verlaine, Trakl, Montesquieu, Lucrezio, Baudelaire, Zola, Céline. Questi ultimi due nomi potranno, ancor più di altri, sorprendere, perché appartengono a due maestri della prosa, e oltre tutto di una prosa che ha molta difficoltà a passare in quella italiana. Ma i loro testi avevano, per Ceronetti, lo stesso carattere degli altri elencati. Perciò li troveremo qui tradotti in versi, per un azzardo felice che dà finalmente una voce, nella nostra lingua, a questi due scrittori.

Come sarei felice: Storia con padre

La raccolta poetica di Tommaso Giartosio è una mappa autobiografica che indaga i legami sotterranei fra le generazioni e le epoche, interrogandosi su come si formano le linee di un destino. È un percorso in due tappe. La prima genealogica, dedicata al padre, un ufficiale di marina ormai scomparso ma presenza continua e pressante anche da morto; un rapporto fatto di vuoti da colmare, di ricordi, di sogni soprattutto, e di eros. Le poesie della seconda parte costituiscono un romanzo di formazione e d’amore. Riannodando i fili di viaggi giovanili, di paure e desideri di quell’età di passaggio, l’autore sperimenta stili e scritture per costruirsi un’identità di uomo e di poeta. Ma l’amore arriva con la maturità, la fa esplodere in tutti i sensi, ne mette in crisi gli equilibri faticosamente raggiunti. Le due parti si integrano perfettamente anche grazie a un poemetto-cerniera, in eccentrici endecasillabi («riciclo | creativo costellato di licenza»): *La stellina*. Sviluppato sulla metafora del titolo, metafora vorticosamente cangiante, incastona la biografia del padre nella cornice di un video porno. Alla ricerca di un incantesimo che trattenga la vita fra legge ed eccezione, fra durata e istante. **
### Sinossi
La raccolta poetica di Tommaso Giartosio è una mappa autobiografica che indaga i legami sotterranei fra le generazioni e le epoche, interrogandosi su come si formano le linee di un destino. È un percorso in due tappe. La prima genealogica, dedicata al padre, un ufficiale di marina ormai scomparso ma presenza continua e pressante anche da morto; un rapporto fatto di vuoti da colmare, di ricordi, di sogni soprattutto, e di eros. Le poesie della seconda parte costituiscono un romanzo di formazione e d’amore. Riannodando i fili di viaggi giovanili, di paure e desideri di quell’età di passaggio, l’autore sperimenta stili e scritture per costruirsi un’identità di uomo e di poeta. Ma l’amore arriva con la maturità, la fa esplodere in tutti i sensi, ne mette in crisi gli equilibri faticosamente raggiunti. Le due parti si integrano perfettamente anche grazie a un poemetto-cerniera, in eccentrici endecasillabi («riciclo | creativo costellato di licenza»): *La stellina*. Sviluppato sulla metafora del titolo, metafora vorticosamente cangiante, incastona la biografia del padre nella cornice di un video porno. Alla ricerca di un incantesimo che trattenga la vita fra legge ed eccezione, fra durata e istante.

Come muoiono le democrazie

Ormai è raro che il potere venga conquistato attraverso un golpe militare o comunque con la forza. Quasi tutti i paesi tengono regolarmente elezioni. Le democrazie muoiono ancora, ma con altri mezzi. Dalla fine della Guerra Fredda a oggi, a determinare la morte di una democrazia non sono quasi mai generali e soldati, ma gli stessi governi eletti. Leader eletti hanno sovvertito le istituzioni democratiche in Venezuela, Georgia, Filippine, Nicaragua, Perù, Polonia, Russia, Sri Lanka, Turchia, Ucraina e Ungheria. Oggi il tracollo di una democrazia comincia nelle urne.
Steven Levitsky e Daniel Ziblatt attraversano la storia recente per identificare i passaggi cruciali e le condizioni che si ripropongono, seppure in diverse declinazioni, ogni volta che una democrazia viene gradualmente trasformata in regime autoritario da un leader eletto Un processo messo in atto dall’interno delle istituzioni e con mezzi legali. **
### Sinossi
Ormai è raro che il potere venga conquistato attraverso un golpe militare o comunque con la forza. Quasi tutti i paesi tengono regolarmente elezioni. Le democrazie muoiono ancora, ma con altri mezzi. Dalla fine della Guerra Fredda a oggi, a determinare la morte di una democrazia non sono quasi mai generali e soldati, ma gli stessi governi eletti. Leader eletti hanno sovvertito le istituzioni democratiche in Venezuela, Georgia, Filippine, Nicaragua, Perù, Polonia, Russia, Sri Lanka, Turchia, Ucraina e Ungheria. Oggi il tracollo di una democrazia comincia nelle urne.
Steven Levitsky e Daniel Ziblatt attraversano la storia recente per identificare i passaggi cruciali e le condizioni che si ripropongono, seppure in diverse declinazioni, ogni volta che una democrazia viene gradualmente trasformata in regime autoritario da un leader eletto Un processo messo in atto dall’interno delle istituzioni e con mezzi legali.

Come mi vuoi

Piccola donna, grandi disastri.Così può esser definita Ellie Wiler.Un uomo che non ha ancora imparato il valore di un amore è invece Gregory Aldrin.Come può un destino burlone incastrare due persone così diverse? Lui composto ed elegante, lei goffa e pasticciona.Lui pragmatico e allergico ai legami, lei romantica sognatrice.Eppure a volte il fato ti mette davanti a odori, sensazioni e percezioni che sono, contro ogni logica, ciò di cui la tua anima ha più bisogno.In una commedia romantica, piena di guai, l’amore sfida ogni ragione. E il sesso offusca la mente.- Ellie smorzò un gemito. Lo voleva ancora. Ancora. Ancora.Non poteva bastare mai e lui, con quegli occhi azzurri, lo sapeva.«Come mi vuoi?» aveva sussurrato col fiato spezzato mentre quella bocca la torturava.L’amore ha sempre più pretese. Più gli dai e più vuole.In una città di asfalto e smog come New York, può sbocciare il germoglio di un amore?Loro non lo sapevano, prima di scontrarsi in una Grande Mela.- **
### Sinossi
Piccola donna, grandi disastri.Così può esser definita Ellie Wiler.Un uomo che non ha ancora imparato il valore di un amore è invece Gregory Aldrin.Come può un destino burlone incastrare due persone così diverse? Lui composto ed elegante, lei goffa e pasticciona.Lui pragmatico e allergico ai legami, lei romantica sognatrice.Eppure a volte il fato ti mette davanti a odori, sensazioni e percezioni che sono, contro ogni logica, ciò di cui la tua anima ha più bisogno.In una commedia romantica, piena di guai, l’amore sfida ogni ragione. E il sesso offusca la mente.- Ellie smorzò un gemito. Lo voleva ancora. Ancora. Ancora.Non poteva bastare mai e lui, con quegli occhi azzurri, lo sapeva.«Come mi vuoi?» aveva sussurrato col fiato spezzato mentre quella bocca la torturava.L’amore ha sempre più pretese. Più gli dai e più vuole.In una città di asfalto e smog come New York, può sbocciare il germoglio di un amore?Loro non lo sapevano, prima di scontrarsi in una Grande Mela.-

Il Codice Dell’anima

Esiste qualcosa, in ciascuno di noi, che ci induce a essere in un certo modo, a fare certe scelte, a prendere certe vie – anche se talvolta simili passaggi possono sembrare casuali o irragionevoli? Se esiste, è il daimon, il «demone» che ciascuno di noi riceve come compagno prima della nascita, secondo il mito di Er raccontato da Platone. Se esiste, è ciò che si nasconde dietro parole come «vocazione», «chiamata», «carattere». Se esiste, è la chiave per leggere il «codice dell’anima», quella sorta di linguaggio cifrato che ci spinge ad agire ma che non sempre capiamo. Dopo anni di indagini sulla psiche, che hanno fatto di lui l’autore di saggi memorabili come “Il mito dell’analisi” e “Re-visione della psicologia”, James Hillman ha voluto darci con questo libro le prove circostanziate dell’esistenza e dei modi di operare del daimon. E ha scelto una via inusuale ed efficacissima, quella cioè di impiegare come esempi non oscuri casi clinici ma il destino di personaggi che ogni lettore conosce: da Judy Garland a John Lennon e Tina Turner, da Truman Capote a Quentin Tarantino e Woody Allen, da Hannah Arendt a Richard Nixon e Henry Kissinger, da Hitler ai serial killer. Attraverso questa profusione di storie eloquenti e paradigmatiche Hillman è riuscito a farci capire che se la psicologia si è dimostrata incapace di spiegare le scelte più profonde che decidono la vita di tutti noi è proprio perché aveva perso contatto con il daimon. E soprattutto a farci sentire di nuovo la presenza di questo compagno segreto dal quale, più che da ogni altro elemento, la nostra vita dipende. “Il codice dell’anima” è apparso per la prima volta nel 1996.

Codice civile 2019

Con le più recenti pronunce della Corte Costituzionale e i principali nuovi provvedimenti di cui si è tenuto conto
L. 17 dic. 2018, n. 136: Conversione del D.L 23 ott. 2018, n. 119, recante disposizioni disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria
D.M. 12 dic. 2018: Modifica del saggio di interesse legale
L. 1° dic. 2018, n. 132: Conversione del D.L. 4 ott. 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica
D.lgs. 10 ago. 2018, n. 101: Protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali
L. 9 ago. 2018, n. 96: Conversione del D.L 12 lug. 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese
D.lgs. 3 ago. 2018, n. 105: Disposizioni integrative e correttive del Codice del terzo settore **
### Sinossi
Con le più recenti pronunce della Corte Costituzionale e i principali nuovi provvedimenti di cui si è tenuto conto
L. 17 dic. 2018, n. 136: Conversione del D.L 23 ott. 2018, n. 119, recante disposizioni disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria
D.M. 12 dic. 2018: Modifica del saggio di interesse legale
L. 1° dic. 2018, n. 132: Conversione del D.L. 4 ott. 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica
D.lgs. 10 ago. 2018, n. 101: Protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali
L. 9 ago. 2018, n. 96: Conversione del D.L 12 lug. 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese
D.lgs. 3 ago. 2018, n. 105: Disposizioni integrative e correttive del Codice del terzo settore

La città del circo pop corn

Giacomo è un bambino che ama in modo speciale gli odori. Forse perché il suo babbo è un fornaio, e si sa che l’odor del pane è una delle cose più buone che ci sia, o forse perché è campione di scaccolamento. Fatto sta che quando arriva in classe una nuova bambina, che si chiama Rocchina, Giacomo è l’unico che sa come accoglierla e fa amicizia, proprio in virtù del suo odore. È un odore strano, quello di Rocchina, forse perché abita nella Città Vecchia, che tutti guardano in malo modo, o forse perché viene da una famiglia di circensi. Per Giacomo è una favola, che bruscamente sparisce quando Rocchina, accusata ingiustamente di un furto, smette di andare a scuola. Tra stravaganti artisti di circo, gatti parlanti, topi, abitanti di Città Vecchia e Città Nuova, si compie la straordinaria avventura di un piccolo grande eroe.