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Le quattro ore di Satana

Di rado l’orrore nella letteratura, narrativa popolare raggiunge punte agghiaccianti come in questo romanzo. Ogni parola, ogni pagina grondano lacrime di paura, fremono di terrore. Il romanzo narra la tragica avventura di James Lowry che, in preda alla febbre contratta nello Yucatan durante scavi archeologici di grande impegno, ha la mente sconvolta dall’umiliazione, dalla gelosia, dall’amore per la sua povera Mary, dall’ossessione di un mondo demoniaco che la sua scomposta immaginazione gli raffigura con un’intensità lancinante; e le voci, le risate, le allucinazioni, durante la sua disperata ricerca d’una verità che il suo subcosciente respinge e rinnega, fanno di questo romanzo un autentico capolavoro di fantascienza « gialla ». Per usare le espressioni dell’Autore Stesso: « Si tratta di un romanzo totalmente logico, nonostante le apparenze contrarie ». E’ soltanto nell’ultima pagina che scopriamo che cosa abbia fatto James Lowry nelle quattro ore della sua vita che non riesce più a trovare, cosi come non trova più il cappello; soltanto allora le sue avventure nel mondo diabolico degli spettri e degli incubi assumono un senso logico definito. Ma non vogliamo dire di più, o le 4 ore della sua vita che James Lowry ha perdute non sarebbero più le 4 ore di Satana!
Copertina di Curt Caesar

Quattro gocce di acqua piovana

Dopo una vita trascorsa nell’arma dei carabinieri, Pietro Binda è tornato nel suo paese d’origine sui monti lombardi. Una mattina di settembre, parte improvvisamente per Milano. Ha avuto un’intuizione improvvisa che potrebbe gettare luce su una sua indagine rimasta irrisolta dagli anni ottanta: la morte violenta di un professore di liceo, il quale collaborava con una rivista di enigmistica. Morendo aveva lasciato, scritto con il suo sangue, un ultimo sconcertante rompicapo.

Quattro donne e un matrimonio

E se l’amore della tua vita stesse per sposare un’altra? È possibile continuare ad amare per dieci anni la stessa persona? Anche se ci ha tradito? È quello che è successo ad Anna: dai tempi dell’università non ha più avuto una storia importante, perché non ha mai scordato il suo primo grande amore… Adesso è diventata un’insegnante, divide un appartamento con Clare, la sua migliore amica, ma troppo spesso le capita di ripensare al periodo in cui lei e Toby erano innamorati e sembrava che niente al mondo potesse separarli. Eppure ci riuscì Ella, la più attraente e popolare tra le studentesse, pronta a tutto pur di rovinare il loro rapporto. A nulla servirono i ripetuti “no” di Toby: una sera, durante una festa, Ella lo sorprese ubriaco e ne approfittò. Per Anna la scena fu insopportabile e imperdonabile. Si rifiutò di ascoltare spiegazioni o consigli e lasciò Toby immediatamente. Ma le loro strade sono destinate a incontrarsi di nuovo. Un giorno infatti lei e Clare ricevono un invito: sembra incredibile, ma è Toby che annuncia il proprio matrimonio. A lungo incerta se accettare o meno, Anna alla fine decide di andare. Vederlo pronunciare il fatidico sì potrebbe essere finalmente il modo per dimenticarlo? E quando il giorno delle nozze arriva, le sorprese non mancano per nessuno. La sposa è inquieta, ha la sensazione che qualcosa di strano stia per accadere. Toby incrocia lo sguardo di Anna, e in quell’istante sente dentro di sé che l’amore che provava non si è mai spento. Clare incontra James, un collega di Toby, e tra i due scatta il colpo di fulmine. E che ne sarà invece di Ella, anche lei tra i partecipanti alla cerimonia? Una futura sposa, un’ex dal cuore infranto, la sua migliore amica e una femme fatale… la miscela più imprevedibile che si possa immaginare!

Quattro chiacchiere con Francesco Guccini

Questo libro vuole celebrare la produzione artistica di Francesco Guccini in occasione dell’uscita dell’album L’ultima Thule.
Il testo raccoglie interviste all’artista e ai suoi musicisti e contiene un fumetto inedito di Federico Bollo ispirato al brano L’ultima volta.
L’appendice inoltre presenta discografia completa (con copertine e tracce), bibliografia, filmografia e sitografia di Guccini: uno strumento utile per tutti i suoi fan.

Quattro anni all’inferno

“Il male sostituisce il bene, l’odio prende il posto dell’amore.” Secondo questa folle ideologia, l’autore, che si cela per ovvi motivi sotto lo pseudonimo di Lukas, vive quattro anni della sua vita. A soli 15 anni un compagno di scuola lo coinvolge in una delle più pericolose sette sataniche europee. All’inizio, Lukas vi rimane legato per paura, poi per orgoglio: orgoglio di far parte di un gruppo di prescelti. Alcol, droghe, prove di coraggio, violenza, orge e perfino sacrifici umani diventano parte della sua vita quotidiana. Solo quando riceve un ordine orribile la sua coscienza si sveglia e trova il coraggio di scappare. Ma non finisce qui, perché adesso è sulla loro lista nera… e loro lo vogliono morto.
Quando un amico lo invita a una serata “un po’ diversa”, Lukas non può nemmeno immaginare che cosa lo aspetti: per quattro anni resterà coinvolto in una setta di satanisti, in un crescendo di violenze, brutalità, crimini e orrori. Un incubo spaventoso dal quale Lukas riuscirà a fuggire dopo aver perso ogni speranza. Un’esperienza sconvolgente, raccontata con brutale realismo e grande coraggio, che apre uno squarcio su una realtà pressoché sconosciuta.

Quattrini in banca

Giorgio Uffenham, sesto visconte di Uffenham, lord, ed eccentrico, ha venduto quasi tutto il suo patrimonio di famiglia per acquistare gioielli celando poi il tesoro in un nascondiglio, nella dimora dei padri. Vittima di un incidente stradale, il visconte perde quasi interamente la memoria e non riesce più a ricordare dove abbia nascosto i gioielli. Ha così inizio una Caccia al tesoro, resa più amena dal fatto che, per necessità economiche il visconte è costretto ad affittare la casa (nonché nascondiglio del tesoro) a una bizzarra colonia di seguaci delle dottrine Ugubu che praticano il vegetarianesimo e le danze tribali. Spacciandosi per maggiordomo, il visconte serve gli ospiti e nel frattempo cerca il suo tesoro, mentre intorno a lui si tessono intrighi d’ogni genere, in un crescendo comico veramente irresistibile.

Quatermass: La Terra Esplode

All’inglese Nigel Kneale la fantascienza deve L’esperimento di Quatermass, Progetto Quatermass e Quatermass e il pozzo, i tre celebri telefilm realizzati per la BBC negli anni ’50, e di cui URANIA ha presentato le sceneggiature ripubblicandole anche nei suoi “Classici”. Ma l’opera che pubblichiamo oggi non è (benché ne sia stato subito tratto il film per grande schermo) una sceneggiatura. E’ un solido, grande romanzo, e una clamorosa conferma del genio narrativo di Kneale.

Quasi tenebra

Nella città di Caldwell ci sono uomini che hanno sacrifi cato il cuore e l’anima a un’entità malvagia, l’Omega. In cambio hanno ottenuto l’eterna giovinezza e una missione: sterminare tutti i vampiri che da secoli popolano la città. Per difendersi dalla voglia di morte dei lesser, i vampiri più forti e coraggiosi si sono riuniti nella Confraternita del Pugnale Nero. Mary ha trent’anni, è umana e non sa nulla della guerra che insanguina Caldwell. Non sa nemmeno che Rhage, occhi verdi, corpo perfetto, è uno di quei vampiri guerrieri, segnato da una maledizione che lo trasforma in un mostro terrifi cante ogni volta che perde il controllo. Ma tra Mary e Rhage scoppia un amore irresistibile, più forte delle leggi che impediscono a un vampiro di amare un’umana, più forte della malattia che ha di nuovo colpito Mary. L’amore potrà sconfi ggere la morte?

Quarto Reich

In una notte di tempesta del 1946, un mercantile si avvicina a Pointe Noire, città sulle coste del Congo, con il suo carico di armi di contrabbando e uomini pericolosi. Hanno una missione da compiere: recuperare un immenso tesoro custodito sotto la Montagna degli Spiriti, nel cuore dell’Africa. L’uomo che ha organizzato la spedizione è Klaus Hassler, ex ufficiale nazista: nel suo folle disegno il tesoro servirà a far nascere un nuovo Reich.
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Il quarto Re Mago

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“Il quarto re” è una raccolta di 23 racconti, scritti da Sgorlon nell’arco di un quarto di secolo e pubblicati, in origine, da vari giornali e periodici. In essi l’Autore esplora una dimensione inedita nella sua poetica, abituata all’ampio sviluppo narrativo del romanzo, ingaggiando con la breve misura concessa da questi testi un’affascinante lotta, nella quale l’ellissi, la formulazione sintetica e l’agilità visionaria della prosa (che sa però, in più d’un’occasione, avvicinarsi alla poesia) sanno infondere alla pagina un’intensità e un colore particolari.
“Io sono uno scrittore che ha bisogno di grandi spazi”, afferma l’Autore nell’Introduzione all’opera, “perciò la mia misura ideale è il romanzo, concepito come unitaria sinfonia, come uno sviluppo narrativo dotato di un suo arco parabolico ben calcolato. I racconti per me sono un po’ l’equivalente dei Lieder o dei madrigali per un compositore. Nel racconto lo spazio si restringe, e il ritmo narrativo di necessità deve farsi veloce, a volte fulmineo”.
Comune denominatore di tutti i brani è una forte tensione spiriturale e religiosa, che sa trovare nel mito e in una trasfigurazione sognante della tradizione un modo inedito e affatto personale di raccontare alcuni di quegli archetipi che stanno alla base del nostro sentire e del nostro pensare.

Il quarto cavaliere

Il Quarto Cavaliere, com’è noto, è la Morte. Ma il romanzo comincia con un incidente minimo, una mattina d’estate, quando una guardia forestale trova uno scoiattolo morto ai margini d’un sentiero in una regione montagnosa dello Stato di Washington. La guardia e alcuni campeggiatori con cui ha parlato muoiono poi la notte stessa, e il contagio si estende inarrestabile ai paesi, alle città, agli stati vicini, finendo per coinvolgere tutti i continenti. Il tema naturalmente non è nuovo: dalla Maschera della Morte Rossa di Poe a oggi, la fantascienza ha immaginato innumerevoli spaventose epidemie causate da bacilli e virus conosciuti e sconosciuti, ma nessuno aveva finora affrontato l’argomento con la competenza medica e il drammatico realismo, la vastità d’intreccio e il suspense mozzafiato che fanno di questo poderoso romanzo di Nourse (trecento fitte pagine) un capolavoro di terrificante verosimiglianza. Chi può dire se domattina, in un angolo qualsiasi d’America, Asia, Africa o Europa, una guardia forestale…?

I quarantanove racconti

Raccolti in volume dall’autore nel 1938, *I quarantanove racconti* sono stati consacrati dalla critica tra i capolavori più significativi della narrativa americana. Con la sua straordinaria capacità di reinventare l’esperienza, Hemingway ci restituisce un’umanità varia e vibrante – uomini, donne e adolescenti chiamati tutti a misurarsi in modo diverso con l’asprezza dell’esistenza -; ora raccontandoci di matadores e corride, di safari dall’esito tragico, di pugili indomabili e di donne fragili e remissive; ora narrando le avventure del suo alter-ego Nick Adams, la passione per la pesca alle trote, le prime delusioni amorose; ora infine tornando con lucidità alla devastante esperienza della guerra combattuta sul campo o nelle retrovie. Nutrono questi racconti tutti i motivi più cari alla saga hemingwayana, narrati con tale intensità che “quando tu hai finito di leggerne uno ti sembrerà che tutto quanto sia accaduto a te e, dopo, tutto quanto ti appartiene: il bene e il male, l’estasi, il rimorso, il dolore, la gente, i posti e il tempo che faceva”.

Le quaranta porte (Narrativa)

Ella Rubinstein ha quarant’anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l’amore. Quando l’agenzia letteraria con cui collabora le invia il romanzo di un autore sconosciuto per un parere, di certo Ella non immagina che un oggetto tanto innocuo possa sconvolgere la sua esistenza. È così che Dolce eresia e la storia dell’immortale amicizia tra il poeta Rumi, lo “Shakespeare dell’Islam”, e il derviscio Shams, suo discepolo, entrano come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre. Dalla Turchia mistica all’America di una casalinga disperata, Elif Shafak tesse uno straordinario inno all’amore, alla sua inafferrabile bellezza, alla sua infinita capacità di travolgerci. E al tempo stesso una celebrazione delle storie che i libri sanno raccontare, a volte cambiandoci davvero la vita. Un grande romanzo acclamato dalla critica internazionale come il capolavoro di un talento fuori dall’ordinario.
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### Sinossi
Ella Rubinstein ha quarant’anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l’amore. Quando l’agenzia letteraria con cui collabora le invia il romanzo di un autore sconosciuto per un parere, di certo Ella non immagina che un oggetto tanto innocuo possa sconvolgere la sua esistenza. È così che Dolce eresia e la storia dell’immortale amicizia tra il poeta Rumi, lo “Shakespeare dell’Islam”, e il derviscio Shams, suo discepolo, entrano come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre. Dalla Turchia mistica all’America di una casalinga disperata, Elif Shafak tesse uno straordinario inno all’amore, alla sua inafferrabile bellezza, alla sua infinita capacità di travolgerci. E al tempo stesso una celebrazione delle storie che i libri sanno raccontare, a volte cambiandoci davvero la vita. Un grande romanzo acclamato dalla critica internazionale come il capolavoro di un talento fuori dall’ordinario.

I quaranta giorni del Mussa Dagh

Il libro più appassionante mai scritto sulla tragedia del genocidio armeno.

Verso la fine del luglio 1915 circa cinquemila armeni perseguitati dai turchi si rifugiarono sul massiccio del Mussa Dagh, a nord della baia di Antiochia.
Grande e travolgente romanzo, narra epicamente il tragico destino del popolo armeno, minoranza etnica odiata e perseguitata per la sua antichissima civiltà cristiana, in eterno contrasto con i turchi, con il grande Impero ottomano detentore del potere. Fino ai primi di settembre riuscirono a tenere testa agli aggressori ma poi, cominciando a scarseggiare gli approvvigionamenti e le munizioni, sarebbero sicuramente stati sconfitti se non fossero riusciti a segnalare le loro terribili condizioni a un incrociatore francese.
Su quel massiccio dove per quaranta giorni vive la popolazione di sette villaggi, in un’improvvisata comunità, si ripete in miniatura la storia dell’umanità, con i suoi eroismi e le sue miserie, con le sue vittorie e le sue sconfitte, ma soprattutto con quell’afflato religioso che permea la vita dell’universo e dà a ogni fenomeno terreno un significato divino che giustifica il male con una lungimirante, suprema ragione di bene.
Dentro il poema corale si ritrovano tutti i drammi individuali: ogni personaggio ha la sua storia, ogni racconto genera un racconto. Fra scene di deportazioni, battaglie, incendi e morti, ora di una grandiosità impressionante, ora di una tragica sobrietà scultorea, ma sempre di straordinaria potenza rappresentativa, si compone quest’opera fondamentale dell’epica moderna.

Il libro venne pubblicato nel 1933 ed è stato giustamente considerato la più matura creazione di Werfel nel campo della narrativa.

(source: Bol.com)

Quante vite avrei voluto. 21 storie al bivio

Enrico Ruggeri di storie se ne intende: nella sua lunga carriera di cantautore ha raccolto – con sensibilità di artista – emozioni, situazioni, frammenti di vita degli altri, restituendoli al pubblico sotto forma di canzoni. Poi, nel programma tv “Il bivio”, ha vestito con disinvoltura i panni del conduttore, presentando con passione e coinvolgimento le storie di persone comuni che nella vita si sono trovate a fronteggiare eventi straordinari o che, per uno scherzo del destino, hanno visto cambiare radicalmente il corso della propria esistenza. Sono uomini e donne che hanno risalito la china o perso tutto in un istante, che si sono trasformati nel corpo e nell’anima, o che hanno scoperto dietro un angolo ciò che cercavano da sempre. Ora Ruggeri ripercorre e approfondisce per iscritto le loro esperienze, i loro personali momenti di svolta, aggiungendo tutto quello che, metabolizzato dal tempo, non ha potuto dire davanti alla telecamera. Anche perché queste ventuno persone, ha scritto, sono ventuno modi diversi di meravigliarsi di fronte alla vita, ventuno occasioni per conoscere me stesso. Stimolante fil rouge del libro è il Caso che, con i suoi capricci improvvisi, democraticamente impietoso, ci ricorda che ogni istante della nostra vita rappresenta un crocevia, e che ogni scelta esclude automaticamente tutte le altre.
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