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Non piangere più signora

La vacanza nelle lussuose terme di proprietà di un’amica si rivela un incubo per Elizabeth: giunta lì per dimenticare la tragica fine della sorella, si trova invece coinvolta in una serie di delitti e di oscure macchinazioni.
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NON OLTRE LA MORTE

Mary jane Connor è un’irreprensibile detective della polizia di Miami che si trova a indagare su un serial killer che carbonizza le sue vittime dopo averne mangiato parte delle interiora.Assieme a lei collabora il suo collega Buford Benjamin Becker,detto Bubba,che vive una vita da alcolizzato dopo il fallimento del suo matrimonio.Ben presto,le indagini si focalizzano su uno strano tipo dalla carnagione bianca cadaverica,che opera nel mondo degli oggetti d’antiquariato e che vive in lussuriosi hotels assieme al suo cane.Mary e il presunto omicida,che si fa chiamare Owen Flair,hanno qualcosa in comune:molti segreti personali nascosti.L’omicida sfugge alle indagini in modi strani e soprannaturali .Owen Flair non necessita di nulla:non mangia,non beve,sta in acqua senza respirare,ha una forza sovrumana e non sente dolore.Ha due soli piccoli problemi:1°quando il sole tramonta lui muore, 2°ha bisogno di mangiare organi di persone ancora in vita per superare delle crisi che sopraggiungono di tanto in tanto.La caccia all’uomo è serrata e senza respiro.I misteri sono solo all’inizio della storia di un serial killer che ha insanguinato la strada percorsa per oltre un secolo.
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### Sinossi
Mary jane Connor è un’irreprensibile detective della polizia di Miami che si trova a indagare su un serial killer che carbonizza le sue vittime dopo averne mangiato parte delle interiora.Assieme a lei collabora il suo collega Buford Benjamin Becker,detto Bubba,che vive una vita da alcolizzato dopo il fallimento del suo matrimonio.Ben presto,le indagini si focalizzano su uno strano tipo dalla carnagione bianca cadaverica,che opera nel mondo degli oggetti d’antiquariato e che vive in lussuriosi hotels assieme al suo cane.Mary e il presunto omicida,che si fa chiamare Owen Flair,hanno qualcosa in comune:molti segreti personali nascosti.L’omicida sfugge alle indagini in modi strani e soprannaturali .Owen Flair non necessita di nulla:non mangia,non beve,sta in acqua senza respirare,ha una forza sovrumana e non sente dolore.Ha due soli piccoli problemi:1°quando il sole tramonta lui muore, 2°ha bisogno di mangiare organi di persone ancora in vita per superare delle crisi che sopraggiungono di tanto in tanto.La caccia all’uomo è serrata e senza respiro.I misteri sono solo all’inizio della storia di un serial killer che ha insanguinato la strada percorsa per oltre un secolo.

Non mordere il sole

Esiste una città dove l’utopia si è realizzata. Può essere un paradiso, per una vita lunghissima, un paradiso nel quale ognuno è curato e accudito da robot perfetti, dove ogni giovane è jang, e può fare tutto quello che vuole… suicidarsi per un numero infinito di volte, cambiare il proprio corpo, cambiare sesso, giocare con la vita e avere tutto a disposizione. Ma c’è una persona, in questa città, che non riesce a trovare la felicità in questo genere di vita. Prevalentemente donna, giovane e irresistibile, vive la propria esistenza tra mille inquietudini, insieme ai suoi compagni e alle sue compagne. Nella città, però, manca qualcosa… qualcosa che Si può trovare forse nel mondo esterno, quella distesa temuta di vulcani che viene attraversata soltanto a bordo di veicoli corazzati, o che può esistere nella possibilità di avere un figlio, anche se ognuno deve decidere se di quel figlio sarà madre o padre…

Non mi uccidere

Mirta ha vent’anni. È intelligente, bella, con una famiglia normale alle spalle. Un giorno conosce Robin, dieci anni più di lei, affascinante, misterioso. È il colpo di fulmine. Gli ingredienti del loro rapporto sono un grande amore e l’eroina. Saranno fatali per entrambi. Si erano giurati di non lasciarsi mai e Mirta mantiene la promessa. Qualche giorno dopo il funerale, esce dalla tomba, ma di Robin nessuna traccia. Lei si accorge di essere cambiata, ormai fa parte della schiera fittissima dei sopramorti, quelli che non trovano pace. Ma per sopravvivere ha bisogno di mangiare. È la carne umana che le dà forza, la carne e il sangue. E la fame aumenta. Nascosta nei boschi del Subasio, Mirta va in caccia, lasciandosi alle spalle una scia di cadaveri. Ormai è fortissima, dotata di poteri straordinari, tanto che, incapace di attendere oltre, decide di scoperchiare la tomba di Robin.

Non l’ho mai detto

Amber Hewerdine è una madre perfetta. Nessuno meglio di lei sa prendersi cura di Dinah e Nonie. Due bambine adorabili, anche loro perfette. Le figlie che ogni madre vorrebbe per sé. Ma non sono sue. Dinah e Nonie sono figlie di Sharon, la migliore amica di Amber, morta un anno prima nell’incendio doloso della sua casa. A lei Amber aveva fatto una promessa: prendersi cura di loro, amarle come una madre. Quando Amber decide di rivolgersi a una terapeuta per risolvere il problema d’insonnia che la tormenta da qualche mese, è sfiduciata e scettica. Non si aspetta nulla. Non si aspetta di sussurrare, durante l’ipnosi, una frase sconnessa e apparentemente insensata, che la collega alla morte di Sharon. Quelle poche, fatali parole non significano niente per lei, ma sconvolgono la sua esistenza. La costringono ad abbandonare una vita che non lascia mai spazio al dubbio e a chiedersi chi è veramente: una madre perfetta o un’assassina inconsapevole e spietata? La risposta è celata in un mondo fatto di ombre e silenzi, in cui la forza di un trauma antico torna a vivere nel presente. Un mondo che ben presto sfugge al controllo di Amber, sospesa tra conscio e inconscio, colpa e innocenza. Eppure la soluzione va trovata subito, perché, due ore dopo, la polizia ferma Amber sospettandola di omicidio. Ricercare la verità, per il detective Simon Waterhouse e sua moglie Charlie Zailer, è come calarsi in un pozzo scuro, dove si nascondono i segreti sepolti della famiglia di Amber. E la luce, in cima, è sempre più distante e deformata da un caleidoscopio che distorce l’amore in gelosia, la rabbia in odio, il risentimento in vendetta… Fino a che il buio inghiottirà ogni cosa. I libri di Sophie Hannah sono sempre più amati dal pubblico. A pochi giorni dalla pubblicazione, Non l’ho mai detto è balzato in cima alle classifiche, meritando il plauso di lettori e stampa. Mai come ora, la regina del thriller psicologico inglese ci mostra come dell’animo umano non si possa dare un ritratto univoco. Come la natura dell’uomo non offra appigli sicuri, soprattutto quando si tratta di decidere tra bene e male.
(source: Bol.com)

Non ingannarmi!

Ethan MacCarrick è un cinico donnaiolo quando la furia di un nobiluomo gli lascia sul viso un segno indelebile, per un crimine che però non ha commesso. La sua vendetta è implacabile: manda in rovina lui e scaccia la moglie e la figlia dalla loro casa. Trascorsi dieci anni, Ethan è un uomo duro e spietato, eppure resta incantato da una fanciulla minuta e bellissima. Lei è Madeleine van Rowen che, dopo anni di indigenza in cui ha potuto contare solo sulle proprie forze, non si è mai concessa il lusso di un affetto o di una distrazione. Ma quel rude scozzese riesce a superare le sue difese dando vita a una passione inarginabile, prima che un’impensabile minaccia rischi di estinguerla…

Non entrare

‘I suoi romanzi sono tra i migliori in assoluto.’ Lee Child Il nuovo grande thriller Le indagini del detective Lucy Black La detective Lucy Black sta facendo visita a suo padre, ricoverato in un reparto speciale dell’ospedale di Gransha, sulle rive del fiume Foyle, nel Nord dell’Irlanda, quando scopre con sgomento che dopo il ricovero è stato ferito in modo grave in una rissa con un altro paziente. Rimane sotto shock nel trovarlo incatenato al letto dell’ospedale, ma non ha nemmeno il tempo di farsi un’idea sull’accaduto perché una notizia la raggiunge: un corpo galleggia nel fiume, poco distante dall’ospedale… Si tratta del cadavere di un uomo anziano, che indossa un abito grigio. Suicidio o omicidio? Preoccupata ed esausta, Lucy va a casa del padre per riposarsi qualche ora, ma ha appena varcato la soglia quando qualcuno bussa alla porta. Si tratta di un vicino in preda alla disperazione: sua cognata è stata picchiata a sangue e ha bisogno di aiuto. Sono davvero troppe le cose strane che accadono in quel posto. E Lucy verrà coinvolta in un’indagine in cui un pericolo mortale è sempre più vicino… Da un maestro del thriller, bestseller in America, Irlanda e Inghilterra Le avvincenti indagini della detective Lucy Black ‘Un romanzo di altissimo livello, dalla penna di uno dei più interessanti maestri del thriller irlandesi.’ Irish Independent ‘I romanzi di McGilloway sono polizieschi appassionanti che rivelano una raffinata capacità di analisi dell’evoluzione delle organizzazioni criminali.’ Sunday Times Brian McGillowayÈ nato nel 1974 a Derry, in Irlanda del Nord, dove oggi insegna Letteratura inglese. I suoi romanzi hanno ottenuto importanti riconoscimenti. Non parlare, il primo thriller della serie sulle indagini della detective Lucy Black, ha vinto il premio letterario University of Ulster’s McCrea nel 2011 ed è stato per settimane ai primi posti delle classifiche inglesi e americane. La Newton Compton ha pubblicato anche Urlare non basterà e Non entrare.

(source: Bol.com)

Non è un paese per vecchie

“I vecchi sono numeri. Numeri che ci fanno paura, come quell’uno su tre che riguarda la percentuale di anziani che abiteranno il nostro paese di qui ai prossimi anni. I vecchi non si vedono: nei piccoli paesi capita ancora di incontrarli al braccio di una badante dalle braccia larghe. Nelle città, qualora si avventurassero fuori di casa, vengono superati in corsa, con una scrollata di spalle e uno sbuffo di insofferenza. I vecchi non esistono: appaiono di rado in televisione, specie se di sesso femminile. O meglio, si vedono a volte quelle rare e preziose donne impossibili da ignorare, come Rita Levi Montalcini o Margherita Hack. Quanto alle altre, a volte si mimetizzano fra ospiti e comparse sotto i cinquantacinque anni (la soglia di apparizione televisiva per le donne) fingendo di esserne coetanee, o accettando di recitare l’antico ruolo della megera. I vecchi non vendono, non piacciono, non hanno appeal: su quotidiani e telegiornali appaiono soltanto quando sono vittime di una truffa o di un colpo di calore. O quando, se donne, osano innamorarsi di un uomo più giovane. Se concepiscono dopo i sessant’anni, sono la vergogna del loro sesso. Dura, comunque, poco: una copertina, un articolo nelle pagine interne la settimana successiva, un trafiletto, e tutto è dimenticato. I vecchi danno fastidio. È sempre stato così: ma adesso, e soprattutto nel nostro paese, avviene qualcosa di diverso. C’è una sola generazione. Quella dei cinquanta-sessantenni.” (dall’introduzione)
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Non è stato facile cadere così in basso

Secondo l’autore, l’ignoranza è una cosa ben diversa dalla stupidità. C’è infatti un’ignoranza auspicabile, così come c’è un’ignoranza transitoria e produttiva e un’ignoranza irrimediabile. C’è un’ignoranza scolastica, dovuta a una scuola che fornisce troppe informazioni inutili, non spiega come organizzare il sapere e più che altro trasforma la vita dei suoi allievi in una tortura. C’è un’ignoranza socio-politica, legata alla “sordità” del mondo dell’informazione, che grazie ai suoi “generatori di consenso” vive di “bufale” buone per qualsiasi salotto. C’è infine un’ignoranza filosofica, che è quella di chi ripete acriticamente una visione del mondo su cui non riflette e non si fa domande.
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Non è stata colpa mia

**Un libro da tenere sul comodino
La storia di questa coppia farà parte di voi
Un segreto che li divide
Un viaggio a Parigi
Sarà possibile ritrovarsi?**
Sono passati due anni da quando Zoe ha perso il suo bambino in un incidente e quel ricordo la tormenta ogni giorno. Se avesse stretto di più la presa, se fosse stata più rapida, forse avrebbe potuto salvarlo. Sa che non è stata colpa sua, Edward gliel’ha ripetuto mille volte, ma le parole amare del marito subito dopo la tragedia non possono essere cancellate e hanno scavato in profondità nell’animo di Zoe. Edward vorrebbe che insieme trovassero la forza per andare avanti, ma è stanco di essere tagliato fuori, stanco di vedere sua moglie crogiolarsi nel dolore. Un weekend a Parigi potrebbe essere la loro ultima occasione per riconciliarsi, ma le cose non vanno come previsto: Zoe e Edward si perdono ancora prima di uscire dalla Gare du Nord. Soli e smarriti, dovranno ritrovarsi, ma è ancora possibile?
**Un’incredibile storia di amore e coraggio
Un romanzo da tenere vicino al cuore**
«Wow, che libro. Non riuscivo a smettere di leggere. E ho versato così tante lacrime pensando alla tragedia che colpisce i due protagonisti.»
«Un racconto emozionante ed emozionato, la cronaca di una tragedia e di quello che porta con sé, inframmezzata da flashback dell’inizio della relazione. Se siete come me, vi innamorerete dei protagonisti e soffrirete per loro pagina dopo pagina.»
«Una storia d’amore bellissima e straziante.»
**Leah Mercer**
È nata a Halifax, sulla costa orientale del Canada. All’università è stata campionessa nella staffetta 4×400. Dopo un master in giornalismo, ha iniziato la carriera di scrittrice. Vive a Londra con il marito e il figlio.
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### Sinossi
**Un libro da tenere sul comodino
La storia di questa coppia farà parte di voi
Un segreto che li divide
Un viaggio a Parigi
Sarà possibile ritrovarsi?**
Sono passati due anni da quando Zoe ha perso il suo bambino in un incidente e quel ricordo la tormenta ogni giorno. Se avesse stretto di più la presa, se fosse stata più rapida, forse avrebbe potuto salvarlo. Sa che non è stata colpa sua, Edward gliel’ha ripetuto mille volte, ma le parole amare del marito subito dopo la tragedia non possono essere cancellate e hanno scavato in profondità nell’animo di Zoe. Edward vorrebbe che insieme trovassero la forza per andare avanti, ma è stanco di essere tagliato fuori, stanco di vedere sua moglie crogiolarsi nel dolore. Un weekend a Parigi potrebbe essere la loro ultima occasione per riconciliarsi, ma le cose non vanno come previsto: Zoe e Edward si perdono ancora prima di uscire dalla Gare du Nord. Soli e smarriti, dovranno ritrovarsi, ma è ancora possibile?
**Un’incredibile storia di amore e coraggio
Un romanzo da tenere vicino al cuore**
«Wow, che libro. Non riuscivo a smettere di leggere. E ho versato così tante lacrime pensando alla tragedia che colpisce i due protagonisti.»
«Un racconto emozionante ed emozionato, la cronaca di una tragedia e di quello che porta con sé, inframmezzata da flashback dell’inizio della relazione. Se siete come me, vi innamorerete dei protagonisti e soffrirete per loro pagina dopo pagina.»
«Una storia d’amore bellissima e straziante.»
**Leah Mercer**
È nata a Halifax, sulla costa orientale del Canada. All’università è stata campionessa nella staffetta 4×400. Dopo un master in giornalismo, ha iniziato la carriera di scrittrice. Vive a Londra con il marito e il figlio.

Non dirlo a nessuno

A Point Pleasant, in West Virginia, c’è un albergo spettacolare, tutto verande, cupole, giardini e fontane.
Per più di un secolo teatro di feste, balli, incontri romantici, è avvolto da una fama oscura: episodi violenti, talvolta mortali, hanno segnato la sua storia, tanto che i proprietari hanno deciso di abbatterlo.
Troppo tardi.
Poche settimane prima della demolizione, Julianna Brent si concede un ultimo sonno dopo una notte d’amore clandestino in una stanza dell’albergo abbandonato. Il suo compagno è già andato via; è quasi l’alba.
Qualcuno attendeva questo momento.
Qualcuno che da tempo alimenta il desiderio di vederla morta.
In quella stessa mattina d’estate, Adrienne si è alzata presto e ha raggiunto l’albergo, armata di pennelli. Vuole fissare sulla tela l’immagine fiabesca dell’edificio prima che scompaia per sempre.
È una giornata nebbiosa, nell’aria si avverte qualcosa di sinistro. Adrienne intravede una sagoma in fuga tra gli alberi. Percorre i corridoi dell’albergo silenzioso e trova il corpo senza vita di Julianna, sua amica da sempre.
Per Adrienne è l’inizio di un calvario di paura.
A quella morte seguono altre morti; emergono retroscena insospettati, che ridisegnano i confini del suo mondo. E chiunque sembra nascondere un segreto.
Quando il cerchio si stringe attorno a lei, Adrienne non ha più scelta: deve decidere a chi e a che cosa credere.

Non dire notte

A Tel Kedar, una tranquilla cittadina israeliana nel deserto del Negev, abitano Noa e Theo. Dopo sette anni di felice convivenza, sono in una fase stagnante del loro rapporto. Theo, urbanista sessantenne di successo, appare sempre più introverso e sembra aver perso energia, voglia di fare e di mettersi in gioco. Noa, frenetica professoressa di lettere di quindici anni più giovane che insegna nella scuola locale, è sempre alla ricerca di nuovi traguardi e nuove sfide. In seguito alla morte di uno degli studenti di Noa, le viene affidato il compito di dare vita a un centro di riabilitazione per giovani tossicodipendenti. Aiutata da Muki, agente immobiliare, da Linda, una timida divorziata, e da Lumir, un pensionato, Noa si dedica al progetto con entusiasmo e idealismo, pronta a lottare contro l’opposizione di tutta la cittadina che teme che un simile centro possa portare droga e criminalità. Non vuole mostrare le sue debolezze e chiedere l’aiuto di Theo, e lui non vuole interferire se non è richiesto. Se per un verso la vicenda sembra mettere a dura prova la loro relazione, dall’altro dimostra lo struggente affetto, l’infinita tenerezza e il profondo amore che ancora li lega. La storia è narrata dai due protagonisti in prima persona. Un libro che esplora l’animo umano, che racconta la realtà quotidiana di una comunità lontana da Tel Aviv o Gerusalemme, protetta da filo spinato e guardie, che cerca di vivere una vita normale come qualsiasi altra cittadina del mondo.
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