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Semiramide

Aonia edizioni. Stampato a Roma e qui rappresentato nel corso del carnevale del 1729 con musiche di Leonardo Vinci, il melodramma pone in primo piano la leggendaria figura della regina di Babilonia, celebre per l’intensità della sua vita amorosa. Il dramma, che mostra qualche contatto con l’omonima tragedia del Crébillon, venne musicato successivamente da molti musicisti, tra cui Porpora, Jommelli e Gluck, e parodiato infine da Paisiello nella Semiramide in villa del 1773.
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### Sinossi
Aonia edizioni. Stampato a Roma e qui rappresentato nel corso del carnevale del 1729 con musiche di Leonardo Vinci, il melodramma pone in primo piano la leggendaria figura della regina di Babilonia, celebre per l’intensità della sua vita amorosa. Il dramma, che mostra qualche contatto con l’omonima tragedia del Crébillon, venne musicato successivamente da molti musicisti, tra cui Porpora, Jommelli e Gluck, e parodiato infine da Paisiello nella Semiramide in villa del 1773.

Semina il vento

TRA PARIGI E MILANO, TRA INTEGRAZIONE E TERRORISMO. IL ROMANZO CHE HA IMMAGINATO CIO’ CHE ABBIAMO VISTO. Shirin è iraniana, o meglio, lo sono i suoi genitori; lei è nata a Parigi. È giovane, bella, atea e disinibita, e non prova troppa simpatia per gli islamici di rigida osservanza che vivono accanto a lei, nel quartiere di Belleville, vicino al Parco delle Buttes-Chaumont dove i fanatici reclutano i nuovi combattenti per la jihad. A loro invidia soltanto il senso di appartenenza, il legame col passato. Anche Giacomo vive a Parigi; cervello in fuga da un’Italia senza futuro, emigrante moderno, sospeso tra mille lavori. Quando Giacomo e Shirin si incontrano, non è subito passione che travolge, ma un amore che nasce con la lentezza inesorabile delle cose fatte per durare. Si sposano, in un giorno di marzo, e poi fanno la scelta che cambia le loro vite per sempre: trasferirsi a Molini, sulle montagne piemontesi, il paesino dove lui è nato. Giacomo decide per nostalgia, Shirin perché ha bisogno di radici: quelle che non ha mai avuto, che i suoi genitori hanno reciso fuggendo da un paese, l’Iran, che ha cambiato volto e storia nel giro di pochi anni. Tra le mura di quelle case, in quel luogo che sembra essere rimasto indenne al trascorrere del tempo, Shirin crede di aver trovato ciò che cercava. Ma si sbaglia. Anche lì non è che una straniera, guardata prima con curiosità invadente e poi con diffidenza. E allora comincia a cercare la propria identità altrove, dove non dovrebbe, nella rete protettiva e avvolgente di quel fanatismo che ha sempre respinto. La religione, il velo, i nuovi compagni: un cammino che Giacomo ricostruisce attraverso i ricordi e che affida alle pagine del suo diario, durante i lunghi giorni che seguono la morte violenta di Shirin, i lunghi giorni del carcere.
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### Sinossi
TRA PARIGI E MILANO, TRA INTEGRAZIONE E TERRORISMO. IL ROMANZO CHE HA IMMAGINATO CIO’ CHE ABBIAMO VISTO. Shirin è iraniana, o meglio, lo sono i suoi genitori; lei è nata a Parigi. È giovane, bella, atea e disinibita, e non prova troppa simpatia per gli islamici di rigida osservanza che vivono accanto a lei, nel quartiere di Belleville, vicino al Parco delle Buttes-Chaumont dove i fanatici reclutano i nuovi combattenti per la jihad. A loro invidia soltanto il senso di appartenenza, il legame col passato. Anche Giacomo vive a Parigi; cervello in fuga da un’Italia senza futuro, emigrante moderno, sospeso tra mille lavori. Quando Giacomo e Shirin si incontrano, non è subito passione che travolge, ma un amore che nasce con la lentezza inesorabile delle cose fatte per durare. Si sposano, in un giorno di marzo, e poi fanno la scelta che cambia le loro vite per sempre: trasferirsi a Molini, sulle montagne piemontesi, il paesino dove lui è nato. Giacomo decide per nostalgia, Shirin perché ha bisogno di radici: quelle che non ha mai avuto, che i suoi genitori hanno reciso fuggendo da un paese, l’Iran, che ha cambiato volto e storia nel giro di pochi anni. Tra le mura di quelle case, in quel luogo che sembra essere rimasto indenne al trascorrere del tempo, Shirin crede di aver trovato ciò che cercava. Ma si sbaglia. Anche lì non è che una straniera, guardata prima con curiosità invadente e poi con diffidenza. E allora comincia a cercare la propria identità altrove, dove non dovrebbe, nella rete protettiva e avvolgente di quel fanatismo che ha sempre respinto. La religione, il velo, i nuovi compagni: un cammino che Giacomo ricostruisce attraverso i ricordi e che affida alle pagine del suo diario, durante i lunghi giorni che seguono la morte violenta di Shirin, i lunghi giorni del carcere.

Semi di stelle

Dopo Orbite perdute (Urania 1014) e Luci e nebbie (Urania 1045), le due antologie che hanno avviato per la prima volta in Italia l’operazione di riscoperta di un maestro della narrativa – e non solo di fantascienza – moderna, non poteva mancare un volume dedicato ai suoi romanzi brevi finora inediti nel nostro paese. Da L’isola degli incubi a Ultime notizie, passando per Le parole dei morti, Un modo di pensare, L’educazione di Drusilla Strange e Quasi le tenebre, i sei capolavori di Sturgeon qui raccolti coprono un arco di tempo che va dal 1941 al 1956, e da soli basterebbero a dimostrare la grandezza di questo autore che come pochi altri ha saputo esplorare gli abissi dell’animo umano utilizzando gli ardui strumenti del fantastico e della fantascienza.
Indice:
L’isola degli incubi (Nightmare Island, 1941)
Le parole dei morti (What Dead Men Tell, 1949)
Modo di pensare (A Way of Thinking, 1953)
L’educazione di Drusilla Strange (The Education of Drusilla Strange, 1954)
Quasi le tenebre (So Near the Darkness, 1955)
Ultime notizie (And Now the News…, 1956)
Copertina di Karel Thole

Il seme tra le stelle

In un angolo remoto della Galassia ruota l’acquoso mondo di Hydrot, intorno alla rossa stella Tau Ceti: e in uno stagno profondo venti centimetri dell’acquoso mondo di Hydrot duecento uomini combatteranno contro un verme. Sarà questo il primo passo dell’umanità verso nuovi cicli di vita, dopo che il seme sarà stato gettato tra le stelle. Ma la grande avventura astronautica e biologica che alla fine ci riporterà sulla Terra comincia molto più vicino a noi: in quella macchia triangolare a est di un mare ghiacciato, su una delle lune di Giove, che i primi esploratori del Quinto Pianeta hanno chiamato il Baratro.
Copertina di Karel Thole

Seme selvaggio

Doro è un uomo nato 4000 anni fa nell’antica Nubia, grazie ad un misterioso processo è diventato un essere capace di trasferire il suo spirito da un essere umano ad un altro diventando praticamente immortale. Nel Seicento Doro è ossessionato dal progetto di creare una razza di esseri immortali tramite accoppiamenti selettivi. In una foresta africana incontra Anyanwu, un’altra immortale con in più il potere di trasformarsi in altre creature e guarire le sue ferite, e cercherà di usarla per il suo programma.

Il seme dell’odio

A dieci anni Heaven, che vive in un tugurio isolato sui monti della Virginia con i genitori, quattro fratellini e la nonna, scopre di non essere figlia di quella che ha sempre creduto sua madre, la solida e rozza Sarah, ma di una raffinata bostoniana morta dandola alla luce. Suo padre Luke la odia per questo e la maltratta ancor più del resto della famiglia. Quando Sarah partorisce un neonato mostruoso, i fragili equilibri si spezzano e Heaven finisce tra le mani di una donna che aveva amato invano Luke e che odiava sua madre.
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Sembra proprio di stare in paradiso

Lemuel Sears, il protagonista, è un vecchio gentiluomo del New England che vive in un paesino incantato, dove non c’è ancora un fast-food. Il paradiso di Sears è rappresentato da un laghetto dove ama pattinare d’inverno ma questo posto incantevole è destinato a scomparire a causa della speculazione edilizia e dell’inquinamento. Un’intricata vicenda piena di valori ambientalisti con un crudo ritratto della vita sessuale e sentimentale di Sears, vedovo gaudente che si divide tra ricordi, incontri con una bella e focosa signora e istantanee follie omosessuali con il ragazzo dell’ascensore.
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Le Selve Ardenti

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I superstiti dei Sioux si fanno ora chiamare le Selve Ardenti e continuano a seminare morte e terrore nelle praterie. Un gruppo di uomini bianchi li segue con l’intento di intascare la taglia che pende sulla testa della loro capotribù e di recuperare lo scalpo di uno di loro, tra mille imprevisti e colpi di scena.
Terzo e ultimo libro della saga del Far West di Salgari, dopo “Sulle frontiere del Far West” e “La Scotennatrice”.
L’ebook è specificatamente formattato per Kindle, con indice dei capitoli e la possibilità di saltare da un capitolo all’altro.
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### Sinossi
I superstiti dei Sioux si fanno ora chiamare le Selve Ardenti e continuano a seminare morte e terrore nelle praterie. Un gruppo di uomini bianchi li segue con l’intento di intascare la taglia che pende sulla testa della loro capotribù e di recuperare lo scalpo di uno di loro, tra mille imprevisti e colpi di scena.
Terzo e ultimo libro della saga del Far West di Salgari, dopo “Sulle frontiere del Far West” e “La Scotennatrice”.
L’ebook è specificatamente formattato per Kindle, con indice dei capitoli e la possibilità di saltare da un capitolo all’altro.

Sekrets. Le visioni di Megan

Il primo capitolo di una nuova grande sagaMegan ha sedici anni quando viene invitata da sua nonna, che non ha mai conosciuto, presso la grande casa di famiglia nel Maryland. Quando arriva davanti a Scarborough House, Megan è sicura di aver già visto quell’edificio in sogno e una volta entrata sente subito che c’è qualcosa che non va: la nonna è rigida e maldisposta e il cugino Matt la detesta. Comincia a fare strani sogni, ed è ossessionata dalle visioni di un passato che non le appartiene, finché non inizia a sentire una voce… Crede di essere impazzita, ma presto si rende conto che ciò che quella misteriosa presenza le racconta è accaduto davvero: è il fantasma di Avril a parlarle, la sorella di sua nonna. Avril è morta quando aveva la stessa età di Megan, e le somigliava in modo impressionante… Un terribile segreto emerge lentamente dalle nebbie del passato, una minaccia che abbatte tutte le sue certezze e le strappa la sua stessa identità. E Megan può contare solo sul suo coraggio e sulla sua innocenza per trovare la salvezza. Elizabeth Chandlerè lo pseudonimo di Mary Claire Helldorfer, autrice di storie per bambini e ragazzi. Vive a Baltimora e ha ottenuto un grande successo internazionale con la trilogia Baciata da un angelo, pubblicata in Italia dalla Newton Compton. Le visioni di Megan è il primo episodio di Sekrets, una nuova appassionante saga.

Sei tu la mia stella

Durante il concerto dei Four Algol, a San Diego, Kyle e Talia si incontrano e subito sono attratti l’uno verso l’altra da una passione travolgente.
Lui è una nascente stella del rock, tanto carismatico ed affascinante sul palcoscenico, quanto incostante e superbo nella vita, soprattutto quella sentimentale, abituato all’indipendenza e a cambiare donna ogni notte.
Talia, bella e sensuale, si innamora di lui al primo istante, accettando tutti i suoi eccessi e scegliendo di essere la sua Musa nel sesso e nella musica, finché non si accorgerà che Kyle sta distruggendo una parte troppo importante di lei: la sua dignità.
Riuscirà a trovare un equilibrio e a conquistare definitivamente il cuore del suo divo del rock bello e dannato?
Attenzione: il libro contiene scene di sesso esplicito.
Versione cartacea disponibile.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato al sondaggio sulla mia pagina Facebook, il mio nuovo romanzo sarà “Quando hai preso il mio cuore” e uscirà entro la fine del 2015.
Grazie al gruppo di Facebook che ha votato la nuova cover!
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### Sinossi
Durante il concerto dei Four Algol, a San Diego, Kyle e Talia si incontrano e subito sono attratti l’uno verso l’altra da una passione travolgente.
Lui è una nascente stella del rock, tanto carismatico ed affascinante sul palcoscenico, quanto incostante e superbo nella vita, soprattutto quella sentimentale, abituato all’indipendenza e a cambiare donna ogni notte.
Talia, bella e sensuale, si innamora di lui al primo istante, accettando tutti i suoi eccessi e scegliendo di essere la sua Musa nel sesso e nella musica, finché non si accorgerà che Kyle sta distruggendo una parte troppo importante di lei: la sua dignità.
Riuscirà a trovare un equilibrio e a conquistare definitivamente il cuore del suo divo del rock bello e dannato?
Attenzione: il libro contiene scene di sesso esplicito.
Versione cartacea disponibile.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato al sondaggio sulla mia pagina Facebook, il mio nuovo romanzo sarà “Quando hai preso il mio cuore” e uscirà entro la fine del 2015.
Grazie al gruppo di Facebook che ha votato la nuova cover!

Sei sicuro di non essere buddhista?

Il punto di partenza di questo piccolo libro sta nella messa a fuoco di cosa fa di una persona un non buddhista, sottintendendo che chiunque può scoprirsi ed essere buddhista, al di là di ogni rito o tradizione, gusto o carattere. I quattro principi fondamentali che un buddista deve condividere e da cui discende tutto l’essere buddhista sono i quattro “sigilli” della verità, ossia: 1. Tutte le cose composte sono transitorie; 2. Tutte le emozioni sono dolore; 3. Tutte le cose non hanno intrinseca esistenza; 4. Il Nirvana sta al di là dei concetti. Per essere buddhisti “praticanti” basta accettare e praticare le quattro verità da cui deriva tutto il resto, ovvero astenersi dal nuocere al prossimo e cercare di aiutare gli altri il più possibile (se non si praticano le verità è come essere un malato che legge l’etichetta della medicina senza prenderla). Il messaggio buddhista (del karma, della purificazione, della non violenza, della rinuncia come forma di ricchezza, della saggezza, della pratica dell’armonia) è portatore di pace proprio perché i buddhisti non hanno la missione di convertire il mondo e nessun buddhista è autorizzato a commettere violenza in nome del buddhismo.

Sei passeggiate nei boschi narrativi

I sei interventi tenuti da Eco nel 1992-93 in occasione delle Norton Lectures – che si svolgono ogni anno alla Harvard University – hanno una leggerezza affabulatoria insolita alla teoria. Questo dipende senza dubbio dal fatto che Eco sapeva di rivolgersi a un pubblico vasto e vario, ma in questa particolare scelta espressiva possiamo forse cogliere anche la sua volontà di affrontare la riflessione sulla narratività partendo proprio dall’esperienza del lettore. Svariando da Omero a Spillane, da Cappuccetto Rosso a Nerval, Eco indaga aspettative e modalità con cui leggiamo i romanzi, procedendo in modo errabondo, come una serie di passeggiate appunto. Ma passeggiare per i boschi romanzeschi espone a sconcertanti scoperte: c’è davvero qualcosa in comune tra Manzoni e Agatha Christie, tra Molly Bloom e Milady? Soprattutto ciò che Eco ci mostra è quanto il romanzo – non a caso definito “il fratello carnale della Storia” – si intrecci con la vita e la vita con il romanzo.

(source: Bol.com)

Sei grande, Marcus

Siamo a Lille (e dintorni), all’inizio degli anni Novanta. Pierrot, un giovane ambulante che vende ortaggi nei mercati della zona, riceve in affidamento Marcus, un bambino di circa sette anni. Marcus è il figlio di Hélène, una giovane e inquieta tossicodipendente che si è suicidata gettandosi da un ponte dopo aver lasciato una lettera a Pierrot. Dopo la morte dell’amica, è Fabienne, anche lei del gruppo, anche lei tossica, a portare Marcus da Pierrot prima di entrare in clinica per disintossicarsi. Marcus si trova così a vivere a casa di Pierrot, lo chiama padrino, e quasi subito nasce tra i due una vicinanza che diventa sempre più forte. A creare questo legame contribuisce l’intera comunità. Naturalmente il ragazzino deve affrontare anche le prime difficoltà: la scuola, le differenze sociali, le scazzottate con i compagni, i pantaloni strappati e il cuore ferito. Ma insieme sperimenta anche il calore delle cene in una famiglia rumorosa e allegra, i giochi con i bambini della comunità allargata e le festività trascorse in compagnia. Tutto sembra andare per il meglio, quando però, colpo di scena, la narrazione si sposta in un luogo chiuso, colmo di sofferenze e sopraffazioni. Pierrot è in carcere e un nuovo mistero aleggia sulla vita del quartiere, un mistero che la sua variopinta, infaticabile e coraggiosa comunità saprà, ancora una volta, affrontare.
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