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Il Testamento del Maratoneta

Il testamento del maratoneta: Una storia vera by Manuel Sgarella
Un manoscritto trovato per caso, la rinascita delle Olimpiadi, gli ideali sportivi, la passione di un uomo. È la grande avventura di Carlo Airoldi che nel 1896, per partecipare alla prima Maratona, senza un soldo in tasca, si fece da Milano ad Atene a piedi, duemila chilometri da percorrere in poco più di un mese.
Lui, corridore che aveva vinto solo qualche gara di paese, a 26 anni vuole dimostrare, alla Milano in preda alla rivoluzione industriale, di non essere semplicemente un operaio in una fabbrica di cioccolato; che l’Italia non è solo quella delle sconfitte militari in Africa. Tutto mentre un altro giovane, il francese De Coubertin, dà fondo a tutto il suo patrimonio per far rinascere lo spirito olimpico.
Ce la farà Carlo ad arrivare ad Atene in tempo? Come farà ad attraversare i territori desolati e pericolosi dei Balcani? Perché vuole rischiare la vita per una corsa di quaranta chilometri? E perché la sua impresa non è scritta nei libri ufficiali della storia Olimpica?

Testament

586 a.C. I babilonesi hanno messo a ferro e a fuoco la Terrasanta e Gerusalemme sta cadendo. I sacerdoti del tempio, in preda alla disperazione, imbarcano i tesori più sacri per metterli in salvo. 1943. Un gruppo di crittografi delle forze Alleate, sotto il comando diretto di Churchill, sta lavorando per ostacolare le comunicazioni dell’Asse tra nazisti e giapponesi. Non hanno idea di quanto sia prezioso il carico della nave di cui hanno appena segnato il destino. Oggi. L’archeologo Jack Howard è in missione in compagnia del suo amico Costas, a caccia dell’oro nazista contenuto in un relitto affondato al largo della costa continentale. La scoperta che stanno per compiere li porterà sulle tracce di uno dei più grandi misteri dell’umanità, una verità antica molto più di quanto avrebbe potuto immaginare. Passato e presente si uniranno in una terrificante corsa contro il tempo per il destino dell’umanità.

La testa nella sabbia (Le indagini dell’ispettore Nick Dixon Vol. 2)

La scoperta di una testa mozzata nel bunker di un campo da golf sconvolge la tranquilla cittadina inglese di Burnham-on-Sea. Chi ha potuto compiere un gesto tanto efferato? E che fine ha fatto il resto del corpo della donna così crudelmente mutilata? Quando poi viene rinvenuto un secondo cadavere, oltraggiato con lo stesso procedimento macabro, e i due casi sembrano ricollegarsi a un omicidio rimasto impunito negli anni Settanta, l’ispettore Nick Dixon e la sua squadra si troveranno coinvolti in una corsa attraverso e contro il tempo per impedire altre terribili decapitazioni.
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### Sinossi
La scoperta di una testa mozzata nel bunker di un campo da golf sconvolge la tranquilla cittadina inglese di Burnham-on-Sea. Chi ha potuto compiere un gesto tanto efferato? E che fine ha fatto il resto del corpo della donna così crudelmente mutilata? Quando poi viene rinvenuto un secondo cadavere, oltraggiato con lo stesso procedimento macabro, e i due casi sembrano ricollegarsi a un omicidio rimasto impunito negli anni Settanta, l’ispettore Nick Dixon e la sua squadra si troveranno coinvolti in una corsa attraverso e contro il tempo per impedire altre terribili decapitazioni.
### L’autore
Damien Boyd è diventato scrittore di gialli dopo una brillante carriera da procuratore legale. Grazie alla sua vasta esperienza di diritto penale e alla collaborazione con tanti detective, scrive storie poliziesche avvincenti e originali, ambientate nella regione del Somerset, dove è nato e cresciuto. Dopo *L’ultimo volo del corvo*, *La testa nella sabbia* è il secondo romanzo della serie con protagonista l’ispettore Nick Dixon.

Test di Resistenza

L’ultima volta che Tad ha visto Scott, il preparatore atletico l’ha lasciato con parecchio a cui pensare. Riflettere sul loro incontro è più o meno tutto ciò che Tad ha fatto per quasi due settimane di fila. Oramai fuori di sé, Tad cerca Scott volontariamente e alle sue condizioni. Trovarsi in una situazione completamente differente gli offrirà quello che sta cercando, ossia la prova che il loro primo inaspettato incontro è stato solo una piccola disavventura casuale? Un caos di ormoni che correvano sfrenati e nulla di più? Oppure trovarsi in presenza di Scott suggerirà qualcosa di diverso? Il loro nuovissimo incontro porterà Tad a risolvere e a testare i suoi limiti invalicabili?

(source: Bol.com)

Tess dei d’Urberville

Una ragazza tenace e sfortunata, figlia della povertà dei campi, vittima dell’uomo e dell’età industriale: è Tess dei d’Urberville, protagonista di uno dei capolavori del romanzo vittoriano. La tranquilla contea inglese del Wessex, antica denominazione anglosassone del Dorset, è teatro di sordide vicende e di soprusi: l’ingenua Tess, ultima rappresentante di una nobile famiglia decaduta, viene sedotta e abbandonata in giovane età, costretta a seppellire un figlio nato malato, battezzato da lei stessa con il significativo nome di Dolore. Condannata come “donna perduta” dall’opinione comune, non si arrende alla propria condizione: cerca il riscatto attraverso il lavoro e il matrimonio con Angel Clare, figlio di un pastore evangelico, turbato dal passato tormentato della moglie. In un crescendo di vicende drammatiche, Tess troverà riposo solo all’ombra dell’antico tempio pagano di Stonehenge, come una vera vittima sacrificale dei tempi moderni. Introduzione di Pietro Citati.
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Il tesoro sommerso: un’indagine sottomarina per Mary Lester

Durante l’esplorazione di un relitto da parte di un club di archeologia sottomarina al largo delle isole Glénan, un sommozzatore annega. Mary Lester che, con l’amico Fortin, fa parte del gruppo di esploratori, viene a sapere che un altro sub è annegato in circostanze simili pochi mesi prima. L’autopsia rivela inoltre che l’ultima vittima presentava tracce di ossido di carbonio nei polmoni. Si tratta davvero di morti accidentali? Mary, nella nuova veste di giornalista a caccia di scoop, decide di vederci chiaro con l’aiuto del fedele Fortin. Sulla strada verso la verità la giornalista dovrà fare i conti con Bullion, un cane ferocissimo, ma soprattutto con i suoi padroni, una coppia di omosessuali che sembra avere molto da nascondere…

Il tesoro scomparso

Buongiorno ragazzi. Sono sempre io, Alfred Hitchcock, pronto a servirvi su un piatto d’argento la terza avventura degli ormai celebri Tre Investigatori, Jupiter Jones, Pete Crenshaw e Bob Andrews. Una storia alquanto incredibile, almeno per chi si rifiuta di ammettere l’esistenza degli gnomi, dei folletti, e degli altri innumerevoli spiritelli malvagi. Eppure gli gnomi esistono veramente, e compaiono in questo giallo mantenendo fede alla tradizione fiabesca che li vuole avidi di ricchezze, di gioielli e di tesori. Anche I Tre Investigatori in un primo momento rifiutano di considerare possibile la loro esistenza: ma in breve dovranno ricredersi a loro rischio e pericolo. Mi rendo conto che questa mia presentazione può apparire alquanto caotica, ma vi prego di credere che non è affatto facile presentare delle cose che non dovrebbero esistere, ma che a quanto pare esistono ugualmente. Comunque, se volete chiarirvi le idee, non vi resta che precipitarvi a leggere questo volume. Alfred Hitchcock

Tesoro di Scozia (Literary Romance)

Metti una rossa senza peli sulla lingua, intraprendente, curiosa e anche un po’ dispettosa a ficcanasare in un castello alla ricerca della verità, alla ricerca di un drappo magico appartenuto all’antico popolo, in una terra aspra eppure misteriosa come la Scozia, dove miti e leggende si fondono con la storia, dove il confine tra sogno e realtà è così labile che non si sa dove inizi uno e finisca l’altro. E metti un nobile Highlander introverso, sarcastico e maledettamente affascinante nello stesso posto e con l’intenzione di rendere la vita difficile alla “rossa”… La storia ruota intorno alla leggenda della Fairy Flag, il drappo che protesse il clan dei MacLeods nei periodi più turbolenti della Storia. Complice l’erede di famiglia, Colin MacLeod, Adele vola in Scozia per risolvere l’inquietante mistero. Lì, scoprirà che la leggenda non solo è vera, ma perfino il drappo è conservato con gran cura all’interno del castello quando, invece, sarebbe dovuto ritornare nelle mani della fata che l’ha generato…
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### Sinossi
Metti una rossa senza peli sulla lingua, intraprendente, curiosa e anche un po’ dispettosa a ficcanasare in un castello alla ricerca della verità, alla ricerca di un drappo magico appartenuto all’antico popolo, in una terra aspra eppure misteriosa come la Scozia, dove miti e leggende si fondono con la storia, dove il confine tra sogno e realtà è così labile che non si sa dove inizi uno e finisca l’altro. E metti un nobile Highlander introverso, sarcastico e maledettamente affascinante nello stesso posto e con l’intenzione di rendere la vita difficile alla “rossa”… La storia ruota intorno alla leggenda della Fairy Flag, il drappo che protesse il clan dei MacLeods nei periodi più turbolenti della Storia. Complice l’erede di famiglia, Colin MacLeod, Adele vola in Scozia per risolvere l’inquietante mistero. Lì, scoprirà che la leggenda non solo è vera, ma perfino il drappo è conservato con gran cura all’interno del castello quando, invece, sarebbe dovuto ritornare nelle mani della fata che l’ha generato…

Il tesoro d’Italia

“C’è un’Italia protetta e remota a Morano Calabro, a Vairano, a Rocca Cilento, a Vatolla, a Giungano, a Torchiara, a Perdifumo, incontaminati presidi del Cilento. Poi ci sono le apparizioni. Come gli affreschi di Sant’Angelo in Formis, come il duomo di Anagni con il quale si apre il racconto pittorico di questo libro, anche se i primi segnali della lingua nuova, diretta, espressiva, sapida, sono nella scultura, a partire da Wiligelmo a Modena in parallelo con i primi vagiti della lingua italiana. Quei confini nei quali sono ristretti a coltivare i campi, cacciati dal Paradiso terrestre, Adamo ed Eva. Poco più tardi vedremo altri contadini affaticati, di mese in mese, nel Battistero dell’Antelami a Parma. Soltanto a Ferrara il lavoro sembrerà riservare una imprevista felicità. Il Maestro dei Mesi trasmette il piacere che ha provato estraendo fanciulli dalla pietra. Siamo nel 1230, in largo anticipo sul ritrovamento della vita nella pittura, prima ancora che in Toscana, nel cuore della Valle Padana, a Cremona, con il racconto delle storie di Sant’Agata di un maestro anonimo; non sarà un caso che la nuova lingua toscana in pittura si espanda fino a Padova con Giotto nella Cappella degli Scrovegni, e di lì in tutto il Nord. Siamo in apertura del Trecento, e diventa lingua universale quella che ha iniziato a parlare Giotto, ponendosi davanti le energie dei corpi e la loro azione…” (Vittorio Sgarbi) Introduzione di Michele Ainis.
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Terzo tempo per due

Spesso la vita ci mostra il suo volto più duro, proprio come succede in campo. Lo sa bene Mario Todini, estremo della nazionale di rugby, che si prepara ad affrontare il Mondiale con un peso sul cuore. Il grande amore con Betta è finito, portandosi via i progetti, le certezze e il futuro che Mario aveva sempre desiderato. Ma per fortuna anche la partita più dura e lunga finisce e arriva il terzo tempo: le mani che si contendevano l’ovale si stringono, i volti deformati dallo sforzo di arrivare a meta sorridono, e gli amici si ritrovano. È quello che accade con Ginevra Besson, amica del cuore di Mario e presenza costante nella sua vita, come una sorella. Come un raggio di sole che tinge di colore ogni istante.
Dopo “Un cuore ovale” e “La meta del cuore”, un’altra storia ovale d’amore e speranza da vivere fuori e dentro il campo da gioco.
Mood: Romantico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Il terzo incomodo. Le pesanti verità di Ferruccio Mazzola

In fondo questo libro non contiene segreti: gli addetti ai lavori, siano essi giornalisti, procuratori, dirigenti, calciatori, allenatori, massaggiatori o capipopolo sanno, nella sostanza, tutto. Sanno ma non parlano. Perciò diventano necessarie figure quali Ferruccio Mazzola, che finalmente decidono, di raccontare le loro esperienze. Ferruccio Mazzola parla, ma non è la rabbia a spingere il suo racconto, né il desiderio di vendetta nei confronti di Tizio o Caio. Non cerca condanne ma vuole, piuttosto aiutare a capire: in particolare i giovani che si avvicinano allo sport, quei genitori che spingono i loro figli a fare sempre meglio, magari anche dopandosi: tanto chissenefrega, vorrai mica che mio figlio ci resti secco come quel calciatore… E perché no? Doping e calcioscommesse, partite combinate e morti senza un perché: un filo spesso come una fune e maleodorante come il denaro lega atteggiamenti, misfatti e vicende di un mondo che, come sostiene Gianni Rivera: “Il calcio non è né pulito né sporco ma come tutto il resto”.
Metà anni Sessanta. I pareri sono unanimi. Il vero erede del grande Valentino Mazzola non è Sandro, peraltro campione già affermato dell’Inter di Herrera, ma Ferruccio, che del padre ha ereditato fisico, tecnica, schiettezza. Ferruccio però non esploderà mai. Colpa della sfortuna? Del suo carattere franco? Oppure di altri fattori? La risposta è in questa biografia, che rivela tanti retroscena: intorno alla vicenda di un campione definito “difficile”, sull’ambiente del calcio e delle sue pratiche, sulle realtà personali e famigliari della più grande dinastia di campioni del calcio italiano e forse mondiale.
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### Sinossi
In fondo questo libro non contiene segreti: gli addetti ai lavori, siano essi giornalisti, procuratori, dirigenti, calciatori, allenatori, massaggiatori o capipopolo sanno, nella sostanza, tutto. Sanno ma non parlano. Perciò diventano necessarie figure quali Ferruccio Mazzola, che finalmente decidono, di raccontare le loro esperienze. Ferruccio Mazzola parla, ma non è la rabbia a spingere il suo racconto, né il desiderio di vendetta nei confronti di Tizio o Caio. Non cerca condanne ma vuole, piuttosto aiutare a capire: in particolare i giovani che si avvicinano allo sport, quei genitori che spingono i loro figli a fare sempre meglio, magari anche dopandosi: tanto chissenefrega, vorrai mica che mio figlio ci resti secco come quel calciatore… E perché no? Doping e calcioscommesse, partite combinate e morti senza un perché: un filo spesso come una fune e maleodorante come il denaro lega atteggiamenti, misfatti e vicende di un mondo che, come sostiene Gianni Rivera: “Il calcio non è né pulito né sporco ma come tutto il resto”.
Metà anni Sessanta. I pareri sono unanimi. Il vero erede del grande Valentino Mazzola non è Sandro, peraltro campione già affermato dell’Inter di Herrera, ma Ferruccio, che del padre ha ereditato fisico, tecnica, schiettezza. Ferruccio però non esploderà mai. Colpa della sfortuna? Del suo carattere franco? Oppure di altri fattori? La risposta è in questa biografia, che rivela tanti retroscena: intorno alla vicenda di un campione definito “difficile”, sull’ambiente del calcio e delle sue pratiche, sulle realtà personali e famigliari della più grande dinastia di campioni del calcio italiano e forse mondiale.

Il terzo gemello

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Una giovane scienziata, Jeannie Ferrami, sta svolgendo una ricerca sulla formazione della personalità e sulle differenze di comportamento tra gemelli, allo scopo di dimostrare che quelli che secondo lei sono i tratti ereditari di una mente criminali possono essere efficacemente contrastati da una corretta educazione. A un certo punto però, subito dopo aver scoperto 2 gemelli assolutamente identici ma nati da madri diverse, si rende conto che qualcuno vuole fermarla. Smascherare i suoi nemici diventa così una questione di vita o di morte. Qual è il ruolo in questa torbida vicenda di una società di punta nel campo della biogenetica? È possibile che esperimenti segreti di clonazione siano stati condotti su cavie umane inconsapevoli? E in che modo è coinvolto nella vicenda anche un candidato alla presidenza degli Stati Uniti? Un thriller coinvolgente e appassionante, un romanzo che forse, da qualche parte nel mondo, è già realtà.

La terza torre. Libertà, sicurezza, diritti civili e terrorismo dopo l’11 settembre

La battaglia contro il terrorismo, secondo l’amministrazione statunitense, impone una limitazione delle libertà fondamentali del cittadino in nome di una maggiore sicurezza. L’istituzione di tribunali speciali per processare presunti terroristi di cittadinanza non americana e il controllo capillare dei mezzi di informazione testimoniano di una situazione in preoccupante sviluppo. Giulia Fossà ha chiesto ad Alberto Abruzzese, Fausto Bertinotti, Marco Bertotto, Luigi Bobba, Rocco Buttiglione, Domenico De Masi, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Fulco Lanchester, Sebastiano Maffettone, Dacia Maraini, Sergio Romano, Adriano Sofri, Marcello Veneziani e Sandro Veronesi il loro parere sulle evoluzioni in atto negli Stati Uniti.

La terza Roma

La terza Roma by Ryszard Kapusci, Ryszard ski, Vera Verdiani
“…poiché i russi vi pregavano alla vista della città santa, come i pellegrini quando scorgono Gerusalemme.” Già: per loro Mosca era una città santa, la capitale del mondo, la terza Roma. Mosca: il punto d’arrivo della storia, il termine al pellegrinaggio terreno dell’umanità, la porta aperta sul cielo. I russi erano capaci di credere a queste cose in modo profondo, convinto, fanatico.” Torna tra le vecchie strade gelate un grande cronista, alla ricerca di ciò che è rimasto e ciò che è irrimediabilmente mutato nella terza capitale del mondo. Tratto da “Imperium” pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 22.422

La terza guerra mondiale

 In Unione Sovietica non c’è più pane; l’embargo americano sul grano, portato alle ultime conseguenze, ha spinto i russi con le spalle al muro.
Ma anche l’America ha un punto debole: l’oleodotto che porta dall’Alaska la linfa vitale del petrolio. Quando i “duri” del Cremlino mandano una forza suicida a sabotare l’oleodotto, gli americani scoprono che il loro destino è nelle mani di poche decine di difensori, comandati dal colonnello Chaffey. E Chaffey capisce che questa non è una delle tante, piccole, sporche; guerre locali. Questa guerra può essere l’ultima.

Terrorismo umanitario

Il volume raccoglie una serie di saggi sul tema delle guerre “umanitarie” e delle guerre preventive, scatenate nell’ultimo ventennio dalle potenze occidentali, in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale generale. L’accento è posto sul processo di “normalizzazione” della guerra di aggressione, sulle strategie militari della “lotta al terrorismo” e sui nuovi apparati di comunicazione di massa usati per giustificare moralmente e giuridicamente le stragi di persone innocenti. Sullo sfondo Danilo Zolo propone una nozione profondamente diversa di “terrorismo” rispetto alle formule opportunistiche varate dagli Stati Uniti e servilmente accolte dalla grande maggioranza dei paesi europei e dei loro giuristi accademici. La guerra di aggressione non come strumento principe della tutela dei diritti dell’uomo, ma conflitto fortemente asimmetrico, in cui gli strumenti di distruzione di massa da parte delle grandi potenze sono stati consapevolmente usati per fare strage di civili inermi e diffondere il terrore. Il fatto che in Occidente ci sia ancora chi, come gli esponenti dell’attuale governo italiano, continua a definire queste guerre “umanitarie” e persino “democratiche” – sostiene Zolo – chiarisce perché quello che gli Stati Uniti e l’Europa chiamano global terrorismo, anziché essere sconfitto, si diffonde sempre più in tutto il mondo sino a diventare la sola risposta – tragica, impotente e nichilista – dei popoli oppressi dallo strapotere terroristico delle grandi potenze.