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Occhi di cemento

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Una sera d’aprile. Una donna cammina sotto la pioggia per le strade d’Atlanta, una città già insonnolita e pronta a chiudersi in se stessa. Un boato, una vampa, e una casa esplode nell’aria come un orrendo fuoco d’artificio. La stessa casa dalla quale è uscita una ragazza in fuga. Aud Torvingen, ex agente investigativo della polizia, esperta in arti marziali, ora operatrice indipendente, ancor più che dall’esplosione è rimasta colpita dalla ragazza. La quale si rifarà viva per chiedere – proprio a lei – protezione da una pericolosa trama di falsi d’arte e riciclaggio di denaro sporco. Si chiama Julia Lyons-Bennet ed è un essere fragile e raffinato, del tutto indifeso di fronte ad avvenimenti tanto straordinari da terrorizzarla. E Aud, che al contrario si muove in situazioni estreme con determinazione quasi virile, dominandole, viene presa prima da tenerezza per la bella Julia e poi da qualcosa di più profondo che stempera il cemento dei suoi occhi implacabili, accendendone l’azzurro. Tra le due donne nasce una forte intesa che si trasformerà in amore, in complicità, in erotismo. Aud decide di portare Julia con se in un viaggio di lavoro in Norvegia, suo paese d’origine, dove pensa di poter meglio proteggere la sua incolumità. E invece, non sarà che l’inizio di un incubo. In questo thriller sofisticato e incalzante, Nicola Griffith ha saputo fondere atmosfere di gelida tensione con la seduzione sottile della scrittura e una visione inedita dell’anima femminile.

Gli occhi dell’amore

David Brady, produttore televisivo, vuole fare un documentario su Clarissa DeBasse, una veggente che anni prima era balzata agli onori della cronaca per il caso della scomparsa di un bambino. Ora Clarissa vive defilata, ma accetta l’intervista grazie alla mediazione della sua agente, e figlia, AJ. Tra David e AJ scocca la scintilla della passione, subito ostacolata dal turbamento che lei prova ogni volta che si trova in sua presenza. La giovane, infatti, ha avuto un’infanzia difficile, inoltre deve convivere con un aspetto della propria personalità che l’ha sempre messa a disagio: anche lei ha poteri paranormali. David non riesce a darsi pace per quel rifiuto e cerca di vincere le resistenza di AJ. Le promesse d’amore riusciranno a fare breccia nel suo cuore?

Gli occhi del terrore

Sinossi

Una catena di misteriosi delitti terrorizza Manhattan: le vittime sono tutte giovani e belle e, accanto a ciascuna, l’assassino lascia sempre una gondola di cartapesta. L’ispettore Karlov raccoglie la sfida del maniaco omicida e avvia le sue rischiose indagini. verso numerose peripezie, inseguito dalla guerriera Bradamante innamorata di lui, Agilulfo riesce a trovare Sofronia, ma credendola macchiata di gravi peccati, decide di scomparire. Si sveste dell’armatura e la consegna a Rambaldo, giovane compagno d’armi. Sarà ora questi a proseguire nella bianca corazza, le gesta del cavaliere senza corpo.

Occhi dal futuro

Con quattro premi Nebula e due premi Hugo al suo attivo, Robert Silverberg torna sulle pagine di URANIA con la sua più recente raccolta. Sedici storie scritte negli anni Ottanta, che testimoniano l'eclettica abilità di questo autore nell'affrontare con tocco magico i temi più disparati: uomini scambiati fra le dimensioni, viaggiatori nel tempo che possono anche pensare all'amore a Sarajevo (in attesa che per loro venga compiuto l'attentato), terremoti planetari, scimpanzé che sanno crearsi una religione (con tanto di pontefice), insoliti modi di trascorrere il tempo e un inimitabile cocktail party di conglomeroidi. Bentornato, Bob.

Occhi d’ombra

Raccolta di racconti
La pistola automatica (RACCONTO, The Automatic Pistol, 1940)
Fantasma di fumo (RACCONTO, Smoke Ghost, 1941)
L’eredità (RACCONTO, The Inheritance, 1947)
Il potere dei fantocci (RACCONTO, Power of the Puppets, 1942)
La collina e il buco (RACCONTO, The Hill and the Hole, 1942)
Il cane (RACCONTO, The Hound, 1942)
Il diario nella neve (RACCONTO, Diary in the Snow, 1947)
I sogni di Albert Moreland (RACCONTO, The Dreams of Albert Moreland, 1945)
L’uomo che non divenne mai giovane (RACCONTO BREVE, The Man Who Never Grew Young, 1947)
Balla coi lupi mannari (ARTICOLO)
La ragazza dagli occhi famelici (RACCONTO, The Girl with the Hungry Eyes, 1949)
Esperimento incompleto (RACCONTO LUNGO, The Dead Man, 1950)
Prossimamente (RACCONTO, Coming Attraction, 1950)
Un secchio d’aria (RACCONTO, A Pail of Air, 1951)
Sto cercando Jeff (RACCONTO, I’m Looking for “Jeff”, 1952)
Un ufficio pieno di ragazze (RACCONTO LUNGO, A Deskful of Girls, 1958)
Schizo Jimmie (RACCONTO, Schizo Jimmie, 1960)
Un frammento del Mondo delle Tenebre (RACCONTO LUNGO, A Bit of the Dark World, 1962)
L’uomo che divenne amico con l’elettricità (RACCONTO, The Man Who Made Friends with Electricity, 1962)
Mezzanotte nel mondo degli specchi (RACCONTO, Midnight in the Mirror World, 1964)
Quattro spettri nell’Amleto (RACCONTO LUNGO, Four Ghosts in Hamlet, 1965)
Per Arkham ad Astra (RACCONTO, To Arkham and the Stars, 1966)
Alea iacta est (RACCONTO, Gonna Roll the Bones, 1967)
Mezzanotte sull’orologio di Morphy (RACCONTO, Midnight by the Morphy Watch, 1974)
L’espresso per Belsen (RACCONTO, Belsen Express, 1975)
Ali nere (RACCONTO, Dark Wings, 1976)
Terrore dal profondo (RACCONTO LUNGO, The Terror from the Depths, 1976)
Nostra Signora delle Tenebre (ROMANZO, Our Lady of Darkness, 1977)
La luce fantasma (RACCONTO LUNGO, The Ghost Light, 1984)

Occhi d’argento

E difficile vivere il presente e immaginare un futuro quando i momenti bui del passato continuano a vivere nella memoria.
Quando Harden e Miranda s’incontrano, ciascuno ha alle spalle una tragedia che non riesce a dimenticare.
L’intesa che nasce è istintiva e presto si trasforma in travolgente passione, ma ancora una volta i ricordi si oppongono al loro amore…

O Roma O Morte

O Roma o morte by Arrigo Petacco
«È notorio» scriveva Massimo d’Azeglio pochi giorni dopo la proclamazione dell’unità d’Italia «che, briganti o non briganti, i napoletani non ne vogliono sapere di noi e che ci vogliono sessanta battaglioni, e pare che non bastino, per tenerci quel regno. Forse c’è stato qualche errore’»
Era il 1861. L’Italia non era ancora fatta, anche se era già stata proclamata regno. Sfumato il progetto federalista di Cavour, il sogno unitario di Garibaldi e di Mazzini tardava a realizzarsi. Per tutto il decennio successivo il neonato Regno d’Italia, privato della lucida guida del «tessitore», morto anzitempo, fu affidato a uomini che non erano all’altezza del grande statista. Invece di attuare l’ampio decentramento regionale da lui auspicato, si preferì rinviarlo «provvisoriamente» e «piemontesizzare» il paese, trasferendo pari pari lo Statuto albertino del vecchio Regno di Sardegna nelle regioni annesse. Le insorgenze che seguirono nell’Italia meridionale furono scambiate per mero brigantaggio da liquidare con la forza, ignorando le motivazioni sociali che le alimentavano. Ne derivò una sorta di guerra civile che insanguinò per anni il paese. Inoltre la rozza campagna anticlericale, pur giustificata dalla stolta politica temporale di Pio IX, divise gli italiani anche nel campo della religione, l’unico collante che avrebbe potuto tenerli insieme.
Arrigo Petacco ricostruisce il clima e le premesse di quel decennio turbolento conclusosi nel 1870 con la breccia di Porta Pia e «Roma capitale ». Rievoca, sfrondandole dagli orpelli della retorica risorgimentale, le imprese dei briganti, con cui per cinque anni l’esercito italiano si fronteggiò aspramente; gli eroismi di tanti giovani legittimisti che, affascinati dall’intrepida Maria Sofia, ultima regina di Napoli, si immolarono per la difesa di un mondo destinato a scomparire; nonché i sacrifici imposti alle masse popolari costrette a pagare il conto di un Risorgimento di cui ignoravano le istanze patriottiche.
In un racconto incalzante, intessuto di trame segrete, di oscuri retroscena e di torbidi inganni, assistiamo, nel 1862 e 1867, alle ultime spediziospedizioni fallimentari di Garibaldi in Aspromonte e a Mentana. Rivive, nella sua cruda realtà, la terza guerra d’indipendenza, che nel 1866 rivelò l¿inadeguatezza della nostra casta militare, battuta a Custoza e naufragata a Lissa. Il Veneto fu ottenuto in *«limosina»* grazie a un umiliante escamotage di Napoleone III, verso cui l’Italia era debitrice per la raggiunta unità. Anche se poi non si esitò ad approfittare della sconfitta subita dai francesi a Sedan per impadronirsi di Roma, rimasta indifesa, e consentire così a Vittorio Emanuele II di esprimere la sua soddisfazione con la storica frase: *«Finalment ij suma!»*.
Ma gli errori intuiti da d’Azeglio si perpetuarono nella nuova compagine unitaria, che a lungo continuò a sovrapporsi come un corpo estraneo a un’Italia intimamente frammentata. Di quegli errori paghiamo ancora oggi le conseguenze.

Una nuvola rossa

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«Il cervello viene offuscato – dice il Penalista -. Non vedi nient’altro. Vedi solo rosso. Rosso come il sangue».
Àgora è un paesino a 40 km a sud di Roma. In via della Fortuna gli antichi agoresi – mille anni prima che Romolo e Remo decidessero di nascere – praticavano sacrifici umani. Ora un padre, non vedendo tornare a casa la figlia alle sette e mezza di sera, si mette in giro per i vicoli con una scala di ferro lunga sei metri. Alla fine la trova. Morta. Insieme al fidanzatino. 124 coltellate lei e 60 lui. 17 e 23 anni. In via della Fortuna.
Menano le polizie italiane? Giacinto dice di sì. È un bravo ragazzo. È amico del prete. Studia da infermiere. Qualcuno dice che è frocio. Da bambino dava fuoco ai cani e seviziava le lucertole. Era il migliore amico delle vittime. Per il giudice istruttore è l’assassino. Per il paese no.
Pennacchi fa la storia delle indagini. Gli hanno chiesto di costruire un giallo, ma gli esce un “roman” di strabiliante fattura. Un anti-giallo in cui tutti mentono, pure quelli che credono di dire la verità. Ed è proprio il luogo elettivo della verità, il «verbale», ad essere oggetto, per tutto il libro, di una straordinaria rivisitazione letteraria: è la lingua dei carabinieri e dei giudici a costituire l’unica risorsa espressiva in grado di raccontare una realtà inafferrabile, inconclusa.
Naturalmente Àgora è un paese immaginario. Come tutta la vicenda. E ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale.

Un nuovo regno

Dubhe non può più aspettare. Dohor, il despota della Terra del Sole, guida la sua sanguinaria conquista all’intero Mondo Emerso in alleanza con la Gilda degli Assassini. Un’alleanza sempre più pericolosa da quando la setta vuol riportare in vita Aster nel corpo di San, il nipote di Nihal. La missione del vecchio Ido è proteggerlo a costo della vita, mentre Lonerin e Sennar sono partiti alla ricerca del talismano del potere, l’antico manufatto elfico che ancora una volta potrebbe rovesciare le sorti della guerra. Ma Dubhe non può aspettare che il re si arrenda: il simbolo della maledizione pulsa sul suo braccio, e l’unico modo per liberarsene è raggiungere Dohor al palazzo e ucciderlo al più presto. Più la Bestia le graffia il petto impaziente di uscire, più la determinazione di Dubhe nella sua missione si fa implacabile. Fino a quando non conosce Learco, il figlio di Dohor, un ragazzo nel cui tormento scorge qualcosa di molto simile al proprio… Sull’orlo dell’ultima battaglia, quando ogni missione sembra fallire, tutti si troveranno ad affrontare la resa dei conti con il proprio passato, ma il destino del Mondo Emerso sarà nelle mani di chi saprà sperare e combattere per un nuovo regno.

Nuovi racconti del Maresciallo

Scriveva Mario Soldati nei risvolti di copertina di questo libro, riferendosi al precedente volume I racconti del Maresciallo: “Dunque, torna il Maresciallo. Strano, si direbbe che una specie di successo ricorrente costringa ogni tanto il personaggio a presentarsi: forse è l’istinto che in termini psicoanalitici si chiama la ricerca del padre e che esprime il nostro bisogno di ritrovare quella figura severa, esemplare, protettiva. “L’ambiente in cui Arnaudi rientra in azione è assai mutato in questi anni. Tira un’altra aria. Oggi, il maresciallo dei carabinieri non conduce più le indagini in bicicletta, ma accorre sul luogo dei delitti a sirene spiegate; si serve dell’alta tecnologia e del programmatore elettronico per le indagini come per la classificazione delle prove; interroga i tecnici del laboratorio più volentieri dei testimoni: e tutto questo anche se i suoi metodi più sicuri restano le silenziose, illimitate risorse del ragionamento e della immaginazione”.

I nuovi movimenti religiosi

A che cosa è dovuto il crescente interesse della ricerca sociologica per i nuovi movimenti religiosi? Quali sono le dinamiche interne che li caratterizzano? Manipolazione mentale, coercizione psicologica, alcune forme di violenza sono aspetti connessi in qualche modo a queste realtà oppure si tratta di pregiudizi basati su un’analisi schematica e frettolosa? Il libro offre uno spaccato di questo fenomeno così complesso e delicato presentando numerosi studi di caso e affrontando le principali questioni che animano il dibattito sui nuovi movimenti religiosi.
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Nuovi Consigli Del Diavolo Custode: Per Andare All’inferno Senza Passare Dal Via

Consigli del diavolo custode, ovvero una lettera dall’inferno, scritta da un’anima dannata e inviata a un destinatario non meglio specificato, cioè a ogni lettore. Si descrive non tanto come si sta da quelle parti ma quanto sia facile andarci. L’autore dimostra come per andare all’inferno non sia necessario fare qualcosa di particolarmente malvagio: basta non fare proprio niente. Il mittente, ormai prigioniero della parte in cui si è calato, non può più fare altro che l’ultimo dispetto, e mischia ambiguità, disordine, verità e menzogna, così come fanno i diavoli. Tanto che alla fine diventa arduo distinguere realtà e illusione. Il tono sarcastico e pungente ne fa una lettura scorrevole, ma anche seria e attuale, in un momento in cui pochi parlano dell’inferno.

Nuove vie della frontiera

Le vie della frontiera sono quasi infinite e quasi infiniti sono i compiti del Corpo di Sorveglianza Spaziale. Ma fortunatamente per noi, e per gli abitanti dei confini dalia Galassia, il Comandante John Grimes è sempre all’erta. Da quando lo incontrammo per la prima volta (Urania 499) a bordo del mercantile interstellare Delta Orionis, Grimes ne ha fatta di strada. Oggi il suo nome è celebre da Grollor a Stree, da Waverley a Port Forlorn. E il suo sogno segreto sarebbe di tornarsene a casa. Ma le vie del ritorno sono le più difficili, quando c’è tutta la frontiera Galattica da sorvegliare.
Copertina di Karel Thole

Nuove strade dell’invasione

Le strade dell’invasione sono infinite. Una sola delle nostre antologie non basterebbe a rispecchiare con un minimo di rappresentatività la ricchezza di questo che è sempre stato – e resta – fra i tre o quattro temi-chiave della fs. Con ” Le strade dell’invasione ” del numero scorso, e le presenti ” Nuove strade dell’invasione “, Urania presenta dunque la sua prima grande ” Antologia in 2 volumi ” : oltre trecento pagine di narratori anglo-americani, in una solida opera da biblioteca. Micro-invasioni e mono-invasioni; invasioni cilindriche e cupoliformi; invasioni polari e lunari. E per finire, una ” invasione retrospettiva ” con la partecipazione straordinaria di un personaggio che ci riporta alle origini di ogni minaccia contro il nostro precario pianeta.
Indice:
Hayden Howard – Sexinvasione (Eskimo Invasion, 1966)
Philip K. Dick – Minibattaglia (The Little Movement, 1952)
Robin Scott – Il robivecchio (The Junk Man Cometh, 1966)
Brian W. Aldiss – Peste suina (The Saliva Tree, 1965)
Copertina di Karel Thole