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Storia della filosofia antica

Le origini del pensiero occidentale e il suo affascinante sviluppo nei secoli: una ricostruzione completa e aggiornata della filosofia antica dai presocratici ai sofisti, da Platone e Aristotele alle filosofie epicurea e stoica, dallo scetticismo ai neoplatonici. Appoggiandosi agli studi critici più recenti, Marcello Zanatta unisce il rigore scientifico delle spiegazioni a un taglio agile ed essenziale, offrendoci così un testo chiaro e stimolante, prezioso strumento di studio e lettura appassionante. Attraverso l’esame delle grandi figure e dei temi fondamentali del pensiero antico, questa Storia porta alla luce le connessioni che legano lo sviluppo delle più importanti dottrine dell’antichità, facendoci scoprire, allo stesso tempo, le radici profonde del pensiero contemporaneo.
(source: Bol.com)

Storia della camorra

Francesco Barbagallo è stato il primo a raccontare il potere della camorra come potere imprenditoriale quando nessuno osava farlo, ancorandolo a un passato indispensabile per interpretare il presente. Storia della camorra è un libro fondamentale perché frutto degli studi di uno dei più grandi storici italiani, di un intellettuale che declina le dimensioni economica, criminale e imprenditoriale della camorra, attraverso il tratto umano che le è proprio e che la condannerà all’estinzione. Dalle catastrofi – dice Barbagallo – per fortuna si può emergere.
Roberto Saviano
La duttilità mimetica della camorra, cioè la sua capacità di rimodellarsi volta per volta dietro gli impulsi della cronaca, è il motivo ricorrente dell’opera di Barbagallo: un lavoro storico impegnativo, condotto al seguito di eventi intricati, fra centinaia di personaggi a volte enigmatici ma più spesso meramente turpi, benché depositari, in superficie, di una mitologia fantasiosa. Lungi dal soggiacere alla suggestione di questo retaggio, l’autore ne esamina con freddezza le ricadute ai danni del Mezzogiorno.
Nello Ajello, ”la Repubblica”

Soffusa di racconti e leggende sulle sue origini, sulle sue forme organizzative e sui riti di accesso, a distanza di quasi due secoli dalla sua nascita nei vicoli di Napoli, la storia della camorra non è mai stata raccontata per intero. Questa è la prima ricostruzione complessiva dall’ ‘onorata società’ dell’Ottocento alla criminalità globalizzata di oggi. Francesco Barbagallo descrive i suoi costumi, le regole, la mentalità, gli affari, gli intrecci con la politica e le altre organizzazioni criminali, necessari per tessere la rete con cui oggi gestisce un patrimonio enorme. Al tempo dei Borboni, quando inizia la sua attività delinquenziale e si dà un’organizzazione, la camorra controlla le estorsioni su quasi tutte le attività produttive, i mercati, le case da gioco, la prostituzione. Si rappresenta come una sorta di aristocrazia della plebe ed entra nel vivo del tessuto sociale, praticando una forma di amministrazione, privata e illegale, della fiscalità, della sicurezza, della giustizia. La storia sembra non scalfirla, nonostante le repressioni postunitarie e l’impegno dei grandi intellettuali che hanno lottato per portare la questione meridionale al centro dell’interesse del nuovo Stato unitario, nonostante ogni tentativo di farle terra bruciata attorno. Nel corso degli anni non cessa di evolversi tra corruzione e clientele, accaparrando nuovi spazi di azione e nuove forme ben più consistenti e di più ampio respiro rispetto ai suoi tratti storici. Oggi la camorra è attiva su scala mondiale, ha circa 6000 affiliati, i suoi utili sono calcolati in 13 miliardi di euro, in un quindicennio il suo fatturato si sarebbe quintuplicato. Manovra le tecnologie più avanzate, sa sfruttare al meglio le garanzie di impunità di mercati sempre meno controllati, è parte integrante della finanza globale. Chi la pensa come il frutto del sottosviluppo, prende un abbaglio.
(source: Bol.com)

Storia dell’Italia partigiana: Settembre 1943-maggio 1945

Settembre 1943 – Maggio 1945. La Resistenza contro l’occupazione tedesca, la lotta partigiana, la sanguinosa guerra civile. Con la passione di chi ha partecipato agli eventi in prima persona e la lucidità dello storico, Bocca analizza nel presente volume -pubblicato per la prima volta nel 1966 e ormai considerato un classico della moderna storiografia- le vicende di quegli anni. L’armistizio dell’8 Settembre, le insurrezioni dell’Aprile 1945, la Liberazione di Roma, gli scioperi di Milano e Torino, il proclama di Alexander, la fucilazione di Mussolini rivivono nella dettagliata ricostruzione di una grande guerra ‘popolare’, che ebbe radici profonde nelle fabbriche come nelle campagne, nelle università come nelle prigioni. Più di cinquant’anni dopo quei fatti sono ancora argomento di grande attualità, spunto di confronto e discussione. “Ora ci sono uomini di buona volontà che vorrebbero organizzare strette di mano fra partigiani e combattenti di Salò… Ma c’è già qualcosa che ci unisce: l’aver partecipato allo stesso fatto e l’essere comunque rimasti in piedi nello smarrimento del paese.”

Storia dell’assedio di Lisbona

Il correttore di bozze Raimundo Silva si trova a revisionare la “Storia dell’assedio di Lisbona” del 1147, un libro che ricostruisce il tentativo del re Alfonso Henriques di riconquistare i territori portoghesi sottratti dai mori più di trecento anni prima, per dar vita così al futuro regno del Portogallo. Durante l’assedio passano da Lisbona i crociati, provenienti dal Nord e diretti in Terrasanta. Re Alfonso chiede loro aiuto nella conquista della città. Raimundo Silva, cedendo a un improvviso quanto inspiegabile impulso, aggiunge un “non” al testo originale. I crociati “non” aiuteranno i portoghesi; mutando così di segno la storia ufficiale del Portogallo con un semplice tratto di penna. Convocato dalla direzione, Raimundo si trova di fronte non solo il direttore editoriale ma anche una funzionaria mai vista prima, la dottoressa Maria Sara, colpita e affascinata dal suo gesto temerario. Anziché licenziarlo, lei lo incoraggia a scrivere una sua “Storia dell’assedio”, sfidandolo di fatto a tenere fede al “non” da lui aggiunto con tanta audacia. Dopo un primo momento di comprensibile smarrimento, il revisore accetta la sfida…
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Storia del nuovo cognome

L’amica geniale – Volume secondo ‘Capii che ero arrivata fin là piena di superbia e mi resi conto che – in buona fede certo, con affetto – avevo fatto tutto quel viaggio soprattutto per mostrarle ciò che lei aveva perso e ciò che io avevo vinto. Lei naturalmente se ne era accorta fin dal momento in cui le ero comparsa davanti e ora stava reagendo spiegandomi di fatto che non avevo vinto niente, che al mondo non c’era alcunché da vincere, che la sua vita era piena di avventure diverse e scriteriate proprio quanto la mia, e che il tempo semplicemente scivolava via senza alcun senso, ed era bello solo vedersi ogni tanto per sentire il suono folle del cervello dell’una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell’altra’.
Ecco Storia del nuovo cognome, secondo romanzo del ciclo dell’Amica geniale. Cominciate a leggere e la scrittura vi catturerà. Ritroverete subito Lila ed Elena, il loro rapporto di amore e odio, l’intreccio inestricabile di dipendenza e volontà di autoaffermazione.
Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha scoperto che non sta bene né nel rione né fuori. Le vicende dell’Amica geniale riprendono a partire da questo punto e ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. Il tutto sullo sfondo di una Napoli, di un’Italia che preparano i connotati allarmanti di oggi. Della trama non anticiperemo niente. Storia e forza della scrittura fanno tutt’uno al punto che ci pare sconveniente guastare al lettore il piacere di leggere sorprendendosi a ogni pagina. Meglio dunque abbandonarsi a Lila ed Elena: conoscerle a fondo, riconoscersi sia nella tendenza alla conformità acquiescente sia nella caparbia determinazione a prendere in mano il proprio destino.
Dell’Amica geniale hanno detto:

‘È un libro che trabocca dall’anima come un’eruzione del Vesuvio’.
(Paolo Mauri – La Repubblica)

‘Una scrittura densa, sotterranea, odorosa. Che incanta come una danza’.
(Chicca Gagliardo – Glamour)

‘È un bellissimo Bildungsroman, anzi due, anzi più di due. Il romanzo di una generazione di amici-nemici’.
(Paolo Di Stefano – Corriere della Sera)

‘Una meraviglia senza margini e senza generi’.
(Valerio Calzolaio – Il Salvagente)

‘Elena Ferrante se ne sta lì a dimostrare
che la letteratura può guarire dai mali del presente, curare lo spirito, fungere da antidoto all’affanno di riconoscersi nella contemporaneità di un Paese sempre più respingente’.
(Titti Marrone – il Mattino)

‘Ha il respiro lungo della memoria l’ultimo romanzo di Elena Ferrante’.
(Anna Maria Crispino – Leggendaria)

‘Se potessi tornare indietro, non lo leggerei, m’è piaciuto troppo’.
(Marina Vitale – Letteratu.it)

‘Un testo che va letto e riletto (ma per farlo ancora più tuo lo si dovrebbe copiare e ricopiare)’.
(Marina Terragni – Via Dogana)

‘Un’epopea da non perdere’.
(Bia Sarasini – Società italiana delle letterate)

‘Elena e Lila. Ciascuna è per l’altra l’amica geniale: una potenzialità inespressa, un pungolo e un rimpianto, un oggetto dell’invidia e un orizzonte del desiderio’.
(Beatrice Manetti – L’indice dei libri)

(source: Bol.com)

Storia del marxismo: 1

Il volume ripercorre la prima grande stagione del pensiero marxista: il lascito di Marx e la sua gestione da parte di Engels, che definisce l’orientamento teorico del socialismo di fine Ottocento; e quindi, nel nuovo secolo, il dibattito tra ortodossi e revisionisti, la rottura segnata da leninismo e rivoluzione sovietica, le discussioni filosofiche tra le due guerre, l’originalità del pensiero di Gramsci.
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Storia dei diritti dell’uomo

Furono gli illuministi per primi a ridefinire un’etica dei diritti cosmopolita, razionale, mite, umanitaria, fatta dall’uomo per l’uomo, capace di dar vita a un potente linguaggio politico dei moderni contro il secolare Antico regime dei privilegi, delle gerarchie, della disuguaglianza e dei diritti del sangue. Furono gli illuministi a far conoscere al mondo intero che i diritti dell’uomo per definirsi tali devono essere eguali per tutti, senza alcun tipo di distinzione di nascita, ceto, nazionalità, religione, genere, colore della pelle; universali, cioè validi ovunque; inalienabili e imprescrittibili di fronte a ogni forma di istituzione politica o religiosa. Ed è proprio ponendo l’accento sul principio di inalienabilità che la cultura illuministica – vero laboratorio della modernità – trasformò radicalmente gli sparsi e di fatto inoffensivi riferimenti ai diritti soggettivi nello stato di natura in un linguaggio politico capace di avviare l’emancipazione dell’uomo.
Spaziando dall’Italia di Filangieri e Beccaria alla Francia di Voltaire, Rousseau e Diderot, dalla Scozia di Hume, Ferguson e Smith alla Germania di Lessing, Goethe e Schiller, sino alle colonie americane di Franklin e Jefferson, Vincenzo Ferrone affronta un tema di storiografia civile che si inserisce nel grande dibattito odierno sul nesso problematico tra diritti umani e autonomia dei mercati, tra politica e giustizia, diritti dell’individuo e diritti delle comunità, dispotismo degli Stati e delle religioni e libertà di coscienza.
(source: Bol.com)

La storia de Il naso raccontata da Andrea Camilleri. Ediz. illustrata

Grandi classici, raccontati da grandi nomi della letteratura così come potrebbero raccontarli ai figli o nipoti, una sera, nel loro salotto. “Save the story”: frutto della collaborazione tra Scuola Holden e Gruppo Editoriale L’Espresso, è anche un ciclo di reading affidati a grandi scrittori presentato all’Auditorium Parco della Musica e coprodotto con la Fondazione Musica per Roma. Non un’operazione di riscrittura, ma un appassionato omaggio ai libri che più abbiamo amato. Ecco le incredibili vicende di un naso scomparso dal viso del suo padrone, che vaga in alta uniforme per le strade di San Pietroburgo nello sgomento generale. Camilleri affronta il racconto perfetto, il capolavoro assoluto e padre putativo di tanti grandi romanzi della letteratura russa. Con la sua voce e la sua nota ironia prende per mano i lettori, li accompagna su e giù per la Prospettiva Nevskij a inseguire il Naso e il suo disperato padrone e nel contempo a osservare ingiustizie, soprusi, servilismo e vanitosi rituali di una piccola borghesia grassa, ignorante e presuntuosa. Età di lettura: da 8 anni.
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Storia d’Italia dal 1871 al 1915

Presentando questa sua opera, Croce scrisse, con estrema sobrietà, che si trattava dello «schizzo di una storia dell’Italia dopo la conseguita unità di stato», concepito come «tentativo di esporre gli avvenimenti nel loro nesso oggettivo e riportandoli alle loro fonti interiori». Ma, di fatto, scoprire il «nesso oggettivo» in quei «quarantacinque anni, di quelli che si chiamano “di pace”», fra il 1871 e il 1915 implicava di coglierne anche la relazione con gli anni del Risorgimento e di proiettare la storia italiana sulla scena dell’Europa moderna. Cosicché, proprio perché coinvolge l’identità stessa della nazione italiana, questa *Storia d’Italia* è diventata forse la più discussa fra le grandi opere storiche di Croce, quella che ha avuto la più lunga e la più vasta influenza sulla visione che generazioni di italiani si sono formati della propria storia. Ma occorre anche dire che Croce, in questo libro, mostra con il massimo vigore le sue qualità di storico-narratore, intrecciando ai conflitti delle idee quelli tra le forze politiche e sociali nonché quelli tra le varie personalità politiche dell’epoca. Sono pagine che ci offrono un quadro imprescindibile di come si sviluppò il nostro paese sino alla cesura drammatica della prima guerra mondiale. E la raffigurazione narrativa di questa Italia fine Ottocento e primo Novecento apparirà tuttora molto più efficace di quelle che la letteratura italiana del tempo invano tentò di dare. *Storia d’Italia dal 1871 al 1915* fu pubblicato per la prima volta nel 1928.

Stoner

William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron)

Stolen. Figlia della luna

Stonehaven. Stato di New York. Sotto la superficie della realtà ordinaria si annida un misterioso universo magico popolato da creature soprannaturali: licantropi, streghe, vampiri. Questo è l’universo di Kelley Armstrong e delle sue irriducibili protagoniste della serie “Donne dell’altro mondo”. È qui che vive Elena Michaels, l’unica donna licantropo esistente. Elena è tornata da Clay, suo compagno mannaro al cui amore si era finalmente arresa in “Bitten”. Ora il suo compito è monitorare il web per assicurarsi che i “bastardi”, licantropi che non appartengono al Branco, non attirino troppo l’attenzione su di sé rivelando al mondo l’esistenza della razza mannara. Tutto sembra filare liscio, finché, sul sito believe.com Elena non s’imbatte in un post solo all’apparenza bizzarro: “Licantropi. Vendonsi preziose informazioni”. Dietro la pubblicazione ci sono due potenti streghe, Paige e Ruth Winterbourne, che tentano di avvertirla: Ty Winsloe, un magnate della rete, sta infatti mettendo insieme una collezione privata di specie dotate di poteri paranormali (sciamani, vampiri, streghe e lupi mannari). Le cattura e le tiene segregate in un bunker sotterraneo per tentare di distillarne le qualità magiche e venderle, poi, al miglior offerente. Anche Elena cadrà nella rete, ma la sua eccezionale tempra le darà la forza di liberarsi e accettare, finalmente, la sua natura di licantropo.
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Stirpe di scorpioni

Niccolò, rimasto vedovo, a soli ventun anni è uno dei più ricchi mercanti delle Fiandre e uno stratega militare di straordinario talento. Il suo potente esercito e le sue doti di comandante suscitano l’interesse di due autorevoli pretendenti: Carlotta, regina di Gerusalemme, Cipro e Armenia e il suo pericolosissimo fratello James, aspirante al trono. Niccolò, giovane, bello e sempre assetato d’avventure, parte per Cipro dove lo attendono pericoli e gloria, amori e ricchezze, ma dove dovrà mettere in gioco tutto ciò che possiede per avere salva la vita.

Lo sterco del diavolo. Il denaro nel Medioevo

Il denaro nel senso in cui lo intendiamo oggi è un prodotto della modernità. Non è un protagonista di primo piano del Medioevo, né dal punto di vista economico e politico né da quello psicologico ed etico; è meno importante e meno presente di quanto non lo fosse nell’Impero romano, e soprattutto assai meno centrale di quanto non diventerà nei secoli successivi. Dai pulpiti medievali risuona la condanna dell’avarizia come peccato capitale e le parole dei monaci e dei frati elogiano la carità ed esaltano la povertà come ideale incarnato da Cristo. Non l’accumulo, non la ricchezza garantiscono il buon vivere. La salvezza è nel dono e nel sostegno ai deboli. La pecunia è maledetta e sospetta, perché né il denaro né il potere economico sono arrivati a emanciparsi dal sistema globale di valori proprio della religione e della società cristiana. La moneta sonante tornerà a girare con i rifornimenti di metallo prezioso, con lo sviluppo dell’economia cittadina, con la fondazione alla fine del XV secolo di istituti di credito per la sussistenza di molti poveri e con la nascita di una sorta di mercato unico. Sarà una rivoluzione lenta e silenziosa a modificare i pensieri delle donne e degli uomini del Medioevo e della stessa Chiesa, una rivoluzione che ha nome “capitalismo”.
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Stelle

**COME NASCE UN SEDUTTORE? QUANDO SCOPRE DI VALERE DI PIÙ IN ASSENZA…**
**UN RACCONTO INEDITO**
**DI MARIAPIA VELADIANO.**
Mariapia Veladiano è nata a Vicenza. Laureata in Filosofia e Teologia, ha insegnato lettere e ora è preside.
Collabora con Repubblica e con la rivista Il Regno. Il suo primo romanzo, *La vita accanto* (Einaudi Stile Libero,2011) ha vinto il Premio Calvino 2010 ed è arrivato secondo al Premio Strega 2011. Sono seguiti il romanzo *Il tempo è un dio breve* (Einaudi Stile Libero, 2012), il giallo per ragazzi *Messaggi da lontano* (Rizzoli, 2013), Ma come tu resisti, vita (Einaudi Stile Libero, 2013), raccolta di riflessioni sui sentimenti e le azioni, e *Parole di scuola* (Erickson, 2014), liberissimi pensieri sulla scuola.
Una storia quasi perfetta, il suo nuovo, atteso romanzo pubblicato da Guanda sarà in libreria a gennaio 2016.
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### Sinossi
**COME NASCE UN SEDUTTORE? QUANDO SCOPRE DI VALERE DI PIÙ IN ASSENZA…**
**UN RACCONTO INEDITO**
**DI MARIAPIA VELADIANO.**
Mariapia Veladiano è nata a Vicenza. Laureata in Filosofia e Teologia, ha insegnato lettere e ora è preside.
Collabora con Repubblica e con la rivista Il Regno. Il suo primo romanzo, *La vita accanto* (Einaudi Stile Libero,2011) ha vinto il Premio Calvino 2010 ed è arrivato secondo al Premio Strega 2011. Sono seguiti il romanzo *Il tempo è un dio breve* (Einaudi Stile Libero, 2012), il giallo per ragazzi *Messaggi da lontano* (Rizzoli, 2013), Ma come tu resisti, vita (Einaudi Stile Libero, 2013), raccolta di riflessioni sui sentimenti e le azioni, e *Parole di scuola* (Erickson, 2014), liberissimi pensieri sulla scuola.
Una storia quasi perfetta, il suo nuovo, atteso romanzo pubblicato da Guanda sarà in libreria a gennaio 2016.