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Paesi tuoi

Prima prova narrativa di Pavese, Paesi tuoi venne pubblicato nel 1941 e suscitò immediatamente scandali in chi osteggiava ed entusiasmi in chi sosteneva quel neorealismo di cui Pavese era considerato un campione. E se oggi Paesi tuoi viene ritenuto soprattutto il primo libro che sviluppa temi squisitamente pavesiani – la solitudine, il forte legame con le proprie radici, il rapporto tra città e campagna – non si può ignorare l’influenza che esso ebbe su un’intera generazione di scrittori, affascinati dalla sua carica innovativa, a partire da Italo Calvino che scrisse: ‘ci eravamo fatta una linea, ossia una specie di triangolo: I Malavoglia, Conversazione in Sicilia, Paesi tuoi, da cui partire’.

Nota introduttiva di Laura Nay e Giuseppe Zaccaria.
Con la cronologia della vita e delle opere, l’antologia critica e la bibliografia essenziale a cura di Silvia Savioli.

(source: Bol.com)

Il paese delle pazze risate

Thomas Abbey, figlio pieno di insicurezze di una stella del mondo cinematografico e insegnante di letteratura, non sa bene chi è né cosa vuole dalla vita e dalla sua relazione con la strana Saxony Gardner. Quello che sa perfettamente è che niente della sua esistenza lo ha mai toccato a fondo quanto i magici romanzi di Marshall France, un autore di fiabe per bambini che ha sempre vissuto isolato e che è morto a soli quarantaquattro anni. Spinti da questa passione comune Thomas e Saxony partono per la cittadina del Midwest dove Marshall ha trascorso gran parte della sua vita, decisi a scrivere la sua biografia. A poco a poco cominciano a scoprire che sta accadendo qualcosa di inquietante e orribile. La magia di France va be oltre la pagina scritta…

Il paese delle amanti giocose

Le abitanti del Paese delle amanti giocose sono donne indimenticabili: la loro giovinezza sembra vincere il tempo, regalano sensualità e godono l’amore. Ma soprattutto, sanno pensare con la propria testa e vogliono essere protagoniste e padrone della loro vita, a ogni costo.
C’è la generosa Marta, alla quale un intero paese vuole ricostruire la reputazione perduta. C’è Dianella, seduttiva e indipendente: per goderla gli spasimanti fondano addirittura una cooperativa. C’è Luciana, la giovanissima amante di un gerarca fascista, che dalla campagna ferrarese approderà in Africa. Poi c’è Nena, la traghettatrice innamorata del grande fi ume. E la contessina Greppi, che s’incapriccia di un giovane bracciante che suona il violino e balla come un demonio. E Verbena, la sposa che tradisce senza peccato…
A raccontarci le loro storie tra passato e presente è un personaggio che sembra uscito dall’Osteria della Fola, gran conoscitore delle donne e della Bassa, la terra che si stende tra la Via Emilia e il Po, il paese di Cesare Zavattini, Giovannino Guareschi e Antonio Delfi ni…
Con una scrittura fresca e corposa, ricca di colori e umori intensi, Giuseppe Pederiali intreccia con la consueta sapienza vicende curiose e affascinanti, ricche di caratteri sempre riconoscibili. Applicando in letteratura i modi migliori della «commedia all’italiana», usa con intelligenza un umorismo che accentua i colpi di frusta contro le ipocrisie e i vizi di una società imperfetta – nonostante la presenza delle donne.

Il paese del maleficio

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Ellery Queen si trasferisce nella tranquilla cittadina di Wrightsville per scrivere il suo nuovo romanzo. Intanto si appassiona ai pettegolezzi della comunità locale, incentrati sul matrimonio improvviso tra la ricca Nora Wright e Jim, il giovane che anni prima l’aveva abbandonata. Ma quando la donna comincia a soffrire di un male misterioso, tutta Wrightsville è pronta a puntare il dito contro il marito. Ma è davvero possibile che Jim abbia sposato Nora solo per avvelenarla?.

Paesaggio con bambina

Tsili Kraus vive in un paesino dell’Europa orientale, ultimogenita di una famiglia di bottegai ebrei. Al contrario dei fratelli, a scuola non brilla, e gli eventi quotidiani la lasciano sempre un po’ stranita. Ma questa è la sua fortuna: il candore diventa un’ancora di salvezza quando l’odio per la sua gente allunga i tentacoli fino agli angoli più sperduti del Vecchio continente. La sua famiglia, in fuga dalle persecuzioni, la lascia a guardia della casa, e lei, fragile nel corpo e nella mente, passa inosservata agli aguzzini. Da quel momento Tsili comincia a errare senza meta, da una capanna a una fattoria, ovunque qualcuno sia disposto, in cambio di due braccia in grado di lavorare, a offrirle un tetto. Nessuno, però, è molto generoso con lei: c’è chi la batte e chi cerca di possederla, chi la caccia e chi la sbeffeggia. Un giorno incontra Marek, che è scappato da un campo di concentramento e ha negli occhi la disperazione di chi ha visto l’inferno. Le loro due esistenze diventano una sola: insieme trovano conforto e forse una nuova ragione di vita.
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Il padrone

Nell’autunno del 1964, dopo cinque anni di silenzio, Parise pone fine a un nuovo romanzo, *Il padrone*, che gli appare simile a una favola «minuziosa e crudele». Da una favola, in effetti, sembra uscita la ditta commerciale (ma non sarà difficile riconoscervi la casa editrice dove Parise lavorò a lungo) in cui il giovane protagonista, appena sbarcato dalla provincia in una grande città, trova lavoro: un palazzo di vetro che, con la sua cuspide aguzza, esercita una irresistibile forza di attrazione. E da una favola parodistica o da un cartoon sembrano usciti i personaggi che lo popolano: il malinconico, nevrotico dottor Max, il padrone, diviso fra la passione per la filosofia e l’ansia di scalzare il potere del padre, il vecchio Saturno; Uraza, sua madre e principale alleata, che nell’enorme massa di capelli soffici e fiammeggianti ha un potentissimo strumento sensorio; la fidanzata Minnie, che accompagna ogni gesto con un’onomatopea da fumetto; il fedele autista-infermiere-spia Lotar, incarnazione della forza bruta e della più ottusa fedeltà; e la folla di collaboratori e dipendenti, dall’immenso e infido dottor Bombolo agli inermi Pluto e Pippo. Ma, soprattutto, rinvia a una favola filosofica il gelido incantesimo che imprigiona la ditta trasformandola in una immane trappola mortuaria: far parte del suo organismo significa infatti essere proprietà del dottor Max, e dunque – prigionieri delle involuzioni e delle allegorie del suo pensiero – rimuginare senza tregua su cambiamenti di umore e repentine simpatie e antipatie, sopravvivere a misteriose e inestirpabili malattie, diventare insomma una cosa. Segnata dalla poesia della «crudeltà espressiva» e del «taglio chirurgico» (Montale), questa favola ferocemente sarcastica suscita un’angoscia antica e profonda: se infatti non c’è realtà senza padroni e senza gerarchia, la sola libertà, come ha dichiarato Parise in un’intervista, «coincide con la morte».

Il padrone del mondo

In occasione del centenario della morte del grande scrittore inglese, un impressionante romanzo distopico che immagina con profetica magia il mondo del Novecento, in cui la Chiesa cattolica viene distrutta dal potere della massoneria. Un’apocalisse moderna.
Scritto nel 1907 – e da allora il più venduto bestseller di christian-fiction della storia – questo romanzo racconta l’ascesa del grande filantropo Julian Felsemburgh, democratico e rassicurante, fautore della pace mondiale, che realizza un mondo ideale con l’avvento di un nuovo umanitarismo che stempera le differenze fra le religiorni e predica la tolleranza. Tutto viene accettato fuorché la Chiesa Cattolica, che viene straziata fin quasi alla sua completa eliminazione.
Dopo una prima fase in cui intraprese il cammino religioso anglicano, Robert Hugh Benson iniziò progressivamente a mettere in discussione il dogmatismo della chiesa anglicana, fino a convertirsi al cattolicesimo.
All’inizio del ventunesimo secolo l’Europa è dominata da governi di stampo massonico e comunista. Il secolarismo ha trionfato definitivamente e le religioni sono decatdute: la sparuta minoranza cattolica superstite ha trionfato definitivamente e le religioni sono decadute: la sparuta minoranza cattolica superstite ha come uniche roccaforti l’Irlanda e Roma, che ha ottenuto l’indipendenza ed è retta dal Papa.
Il dissenso è inesistente, l’eutanasia è pratica diffusa, l’edilizia si sviluppa sottoterra e la lingua internazionale è l’esperanto. Londra è una città silenziosa in cui ogni rumore è attutito dallo strato di gomma che sembra rivestire ogni superficie calpestabile, e a Trafalgar Square troneggia la statua di un massone.
Su questo sfondo s’intrecciano le vite dei due antitetici protagonisti: da una parte Percy Franklin, ambizioso prete cattolico che aspira a una rifondazione della Chiesa, e dall’altra parte Oliver Brand, deputato comunista e convinto anticattolico, figlio della società moderna.
Entrambi assistono con trepidazione alla grande partita sullo scacchiere mondiale che si gioca tra Occidente e Oriente. Quando l’eterno attrito fra i due blocchi sembra sul punto di scoppiare in una guerra di proporzioni inedite, entra in scena Julian Felsemburgh, misterioso poliglotta dal carisma eccezionale che s’impone come mediatore, stabilendo un nuovo ordine mondiale e diventando il dio delle masse: è l’ascesa dell’Anticristo. Nel momento in cui tutte le forze mondiali convergono nell’ultimo scontro con la Chiesa, il mondo sembra prossimo all’Apocalisse.
Ambientato ai nostri giorni ma scritto nel 1907, Il padrone del mondo è al tempo stesso una delle prime distopie moderne e un bestseller assoluto nell’ambito della christian fiction, lodato da Papa Francesco per le sue qualità profetiche.
«Una delle mie letture preferite». Papa Francesco
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### Sinossi
In occasione del centenario della morte del grande scrittore inglese, un impressionante romanzo distopico che immagina con profetica magia il mondo del Novecento, in cui la Chiesa cattolica viene distrutta dal potere della massoneria. Un’apocalisse moderna.
Scritto nel 1907 – e da allora il più venduto bestseller di christian-fiction della storia – questo romanzo racconta l’ascesa del grande filantropo Julian Felsemburgh, democratico e rassicurante, fautore della pace mondiale, che realizza un mondo ideale con l’avvento di un nuovo umanitarismo che stempera le differenze fra le religiorni e predica la tolleranza. Tutto viene accettato fuorché la Chiesa Cattolica, che viene straziata fin quasi alla sua completa eliminazione.
Dopo una prima fase in cui intraprese il cammino religioso anglicano, Robert Hugh Benson iniziò progressivamente a mettere in discussione il dogmatismo della chiesa anglicana, fino a convertirsi al cattolicesimo.
All’inizio del ventunesimo secolo l’Europa è dominata da governi di stampo massonico e comunista. Il secolarismo ha trionfato definitivamente e le religioni sono decatdute: la sparuta minoranza cattolica superstite ha trionfato definitivamente e le religioni sono decadute: la sparuta minoranza cattolica superstite ha come uniche roccaforti l’Irlanda e Roma, che ha ottenuto l’indipendenza ed è retta dal Papa.
Il dissenso è inesistente, l’eutanasia è pratica diffusa, l’edilizia si sviluppa sottoterra e la lingua internazionale è l’esperanto. Londra è una città silenziosa in cui ogni rumore è attutito dallo strato di gomma che sembra rivestire ogni superficie calpestabile, e a Trafalgar Square troneggia la statua di un massone.
Su questo sfondo s’intrecciano le vite dei due antitetici protagonisti: da una parte Percy Franklin, ambizioso prete cattolico che aspira a una rifondazione della Chiesa, e dall’altra parte Oliver Brand, deputato comunista e convinto anticattolico, figlio della società moderna.
Entrambi assistono con trepidazione alla grande partita sullo scacchiere mondiale che si gioca tra Occidente e Oriente. Quando l’eterno attrito fra i due blocchi sembra sul punto di scoppiare in una guerra di proporzioni inedite, entra in scena Julian Felsemburgh, misterioso poliglotta dal carisma eccezionale che s’impone come mediatore, stabilendo un nuovo ordine mondiale e diventando il dio delle masse: è l’ascesa dell’Anticristo. Nel momento in cui tutte le forze mondiali convergono nell’ultimo scontro con la Chiesa, il mondo sembra prossimo all’Apocalisse.
Ambientato ai nostri giorni ma scritto nel 1907, Il padrone del mondo è al tempo stesso una delle prime distopie moderne e un bestseller assoluto nell’ambito della christian fiction, lodato da Papa Francesco per le sue qualità profetiche.
«Una delle mie letture preferite». Papa Francesco
### Dalla seconda/terza di copertina
La nuova traduzione del capolavoro distopico di Robert Hugh Benson nel centenario della morte del suo autore.

Padrone del mio cuore

Inghilterra 1152, XII secolo
È un ben triste benvenuto quello che attende l’aitante conte Guy de Marche al suo ritorno dalla crociata. Sua moglie, la bellissima Elaine, è stata barbaramente massacrata con l’intero suo seguito, a tradimento e senza alcuna pietà. All’orrida carneficina sono sfuggiti miracolosamente il bimbo in fasce del conte e una giovane testimone, che non ha esitazioni ad addebitare a un signorotto vicino, l’infido Richard, la responsabilità della strage. Da questo momento, nella mente e nel cuore di Guy non c’è posto che per un sentimento: una smisurata, feroce sete di vendetta. Ma de Marche non è il solo a odiare il perfido Richard. Posta sotto la sua tutela alla morte dei genitori, la bellissima e ribelle Kathryn si è vista portar via dall’avidità dello spregevole individuo ogni diritto di castellana e ogni suo avere, comprese le terre dotale e, soprattutto, il maniero di Ashbury, sua adorata dimora. Conscia di poter contare unicamente sulle proprie forze per affrncare se stessa e la dolce sorella dall’odiosa tirannia del tutore, l’impulsiva giovane, al pari di Guy, escogita un piano d’azione che le consenta di liberarsi definitivamente dell’oppressore. L’ora del riscatto pare finalmente giunta… quando un’incredibile beffa del caso cambia tutte le carte in tavola. Nella fatale notte destinata da entrambi – al’uno all’insaputa dell’altra – alla resa dei conti, Guy e Kathryn si scontrano, facendo fallire le reciproche cospirazioni. E, ironia della sorte, il cavaliere e la fanciulla, per una serie di incomprensioni, si trovano schierati su fronti opposti nonostante il nemico comune. È l’inizio di uno scontro di volontà e di un conflitto di sentimenti che, snodandosi tra situazioni perigliose e cavalleresche avventure, spingono i nostri eroi nei gorghi di una rovente e immensa passione intensamente vissuta sullo sfondo di un mondo favoloso e ormai lontano: l’Inghilterra del XII secolo.

Padrona del gioco

“Una lettura che non concede tregua”, scrive il The New York Times di questo romanzo in cui Sidney Sheldon, l’autore noto in tutto il mondo come “Mister Bestseller”, ha creato la sua più straordinaria eroina: Kate Blackwell, donna altera e volitiva, maestra nel gioco pericoloso ed eccitante del potere.
La fortuna della dinastia che porta il suo nome ha risvolti oscuri e inconfessabili: ma lei, la grande matriarca, conosce gli intrighi, le passioni, le ambizioni di ogni membro della famiglia, che sa manovrare con eccezionale destrezza.

I Padri apostolici

I Padri apostolici sono gli autori più antichi, dopo il Nuovo Testamento. I loro scritti, composti entro la prima metà del II secolo, riflettono l’ambiente delle prime generazioni cristiane e rivestono per questo uno speciale interesse. In essi, infatti, si coglie il nucleo del primo annuncio della fede e della morale cristiana a confronto con il paganesimo e il giudaismo. Gli autori non erano scrittori di professione, ma scrivevano per i cristiani con un linguaggio comprensibile e semplice; uno stile umile che fa cogliere attraverso le parole i sentimenti più profondi dell’anima e della vita umana.

Padre padrone

Pubblicato da Feltrinelli nell’aprile 1975, il testo, autobiografico, racconta diciotto anni di storia di un ragazzo sardo, Gavino, costretto a lasciare la scuola del suo paese, Siligo, in provincia di Sassari, a soli 6 anni, e dopo appena due mesi di frequenza, per il volere del padre, che lo porta a governare il gregge a Baddhevrùstana. Da allora, il giovane Gavino cresce in un mondo tutto particolare, che ha come contorno la compagnia di pochi personaggi, tutti pastori, dall’amico Nicolau a thiu Pulinari, a Gobbe, a thiu Ziromine, a thiu Costantinu. Ci sono poi altre figure che ruotano attorno all’infanzia e adolescenza del protagonista, a cominciare dal fedele cane Rusigabedra, a thiu Juanne, che assurge al ruolo quasi magico di “cantastorie” degli antenati di famiglia, da thiu Giommaria Ledda, a thiu Jombattista, a Don Peppe. E c’è la famiglia di Gavino, nelle persone della madre e dei suoi due fratelli, Filippo e Vittoria (chiamata la maestra, poiché è l’unica a possedere un’istruzione), che a partire dal 1949 gli fanno compagnia all’ovile. E c’è soprattutto il padre, una figura imponente, per tradizione e carattere insieme, sempre pronto a mettere in luce tutta la sua esperienza, che si impone sui componenti della sua famiglia e soprattutto sul figlio per esercitare la propria autorità e non il proprio affetto, e lo fa quasi giustificandosi, rivendicando il diritto di comportarsi in quel modo per ottemperare ai propri doveri di genitore. E qui avviene lo scontro, perché Gavino, dopo la remissione dell’infanzia, sviluppa nell’adolescenza una ribellione segnata dalla propria volontà di ferro nel coltivare e far emergere una passione di studio che il padre non riuscirà mai a soffocare, e che porterà il protagonista alla decisione di entrare nell’esercito per il conseguimento di un titolo di studio, e poi alla piena consapevolezza della propria maturità. E alla fine, divenuto docente universitario, avrà vinto la sua battaglia, in nome di nuovi valori che si chiamano libertà, consapevolezza, dignità umana, e sono raccolti in un’identità che lo aiuterà a liberarsi dall’oppressione paterna senza però mai rinnegare il ruolo del genitore. Lo stesso protagonista, in un’intervista rilasciata anni dopo la pubblicazione del libro, tenderà a precisare che se nella vita non fosse riuscito a perdonare il padre, non sarebbe stato capace di compiere il percorso di crescita culturale che lo ha portato a diventare glottologo e scrittore.

Pacific time

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Pacific time è la storia di Onorio – un uomo di cinquant’anni – e di Yu, una sensuale, incantevole ragazza di Tokio. Ed è la storia di Cosma, che lascia la bella e ancor giovane Miranda per mettersi con un transessuale, Goodbye, e della solitaria Erica, che ha una struggente relazione con Yu. La contemplazione del corpo, i sentimenti taciuti, la minuziosa rappresentazione degli atti sessuali, i rituali erotici del Giappone, le esperienze di Yu adolescente con l’omosessualità, il mondo festoso e difficile dei transessuali: sono questi i temi di “Pacific time”.

Pace Eterna

Anno 2043: guerre sub-nucleari devastano la Terra e i robot telecomandati che massacrano con implacabile efficienza militari e civili preparano il genocidio. Ma due giovani scienziati – Julian Class e Amelia Harding – stanno per fare la scoperta che cambierà tutto. L’arma assoluta, l’arma capace di distruggere non solo il pianeta, ma l’universo intero. Deterrente che tutti aspettavamo o terribile incubo? Il romanzo, ispirato ai temi di Guerra eterna, ha vinto il premio Hugo nel 1998 e ritorna qui in una nuova, accurata traduzione.
Copertina di Franco Brambilla