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Talon

Ci fu un tempo in cui i draghi furono cacciati fino quasi all’estinzione dai cavalieri dell’Ordine di San Giorgio. Da allora, nascosti sotto sembianze umane, i draghi di Talon sopravvissuti al massacro si sono moltiplicati e hanno acquisito maggiore forza e astuzia nel corso dei secoli: non manca molto a quando saranno pronti a diventare i padroni del mondo, senza che gli esseri umani nemmeno se lo immaginino. Ember e Dante Hill sono gli unici esemplari di draghi fratello e sorella, addestrati per infiltrarsi nella società degli uomini. Ember non vede l’ora di vivere come una teenager qualunque e godersi quell’unica estate di libertà che le sarà concessa, prima di ricoprire il ruolo a lei destinato dentro il regno di Talon. Ma l’Ordine è sulle loro tracce per terminare quanto non era stato fatto nel passato: annientarli tutti. Il cacciatore di draghi Garret Xavier Sebastian, però, non può uccidere, a meno che non sia sicuro di aver trovato la propria preda. E niente è certo quando si tratta di Ember Hill.

(source: Bol.com)

Il tagliatore di teste

## Nella cittadina del Texas in cui vive Onie c’è un’unica grande azienda, un mobilificio che dà lavoro a molti degli abitanti, compresa la sua migliore amica. Quando l’azienda viene venduta e si annuncia una razionalizzazione del personale Onie, che scrive per un piccolo giornale locale, si offre di scoprire chi verrà lasciato a casa e usando quali criteri. Chiede un’intervista all’esperto di risorse umane – il “tagliatore di teste” – che la casa madre ha spedito in città per decidere chi tenere e chi licenziare e tenta di estorcergli qualche informazione. Sfortunatamente il tagliatore di teste si accorge del suo gioco. Ancora più sfortunatamente, è un uomo che non si fa scrupoli nell’usare il proprio fascino. Onie scoprirà presto che a scherzare con uno come lui le conseguenze possono essere imprevedibili…
## CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
“«Non voglio una prostituta, non capisco dove sia il problema. Mi piaci. Sto giocando la carta dell’onestà. Non ho finito, con te. Non ho nemmeno iniziato, perché quando abbiamo scopato la prima volta ero concentrato sullo scopo e nient’altro. Se ora sali in camera con me ti farò divertire, lo giuro».
«No».
Sospirò.
«Okay, allora fermati da qualche parte. Un parcheggio, uno spiazzo».
«Perché, scusa?».
Mi guardò in silenzio per un paio di secondi.
Scosse le spalle. «Devo pisciare».
Pensai che avrebbe potuto aspettare fino in albergo, ma forse gli scappava parecchio. In fondo aveva bevuto una birra e tutti sanno l’effetto che fa la birra fredda nelle serate calde. Trovai uno spiazzo a ridosso di una macchia di vegetazione, oltre il parcheggio di un supermercato chiuso. La configurazione di Sommerville aiuta, in questi casi, perché a parte il centro è fatta di costruzioni ben distanziate, di solito a un piano, che compongono una periferia ordinata di villette a schiera e zone commerciali.
Mi accostai e spensi il motore. Riley si slacciò la cintura e si girò dalla mia parte.
«Be’? Non scendi?».
Si allungò per baciarmi. Il bacio che mi aveva dato nel pub, in confronto, quasi scomparve perché quello fu un bacio di tutt’altra qualità. Un bacio affamato, quasi un morso, che continuò e continuò. Una delle sue mani si strinse su uno dei miei seni, mentre con l’altra mi prendeva per la vita.
«Quest’ultima cosa era una bugia» disse, prima di riprendere a baciarmi.
Cercate di capirmi. Quell’uomo era assolutamente pessimo, era una cosa che sapevo benissimo, ma era anche un concentrato di lussuria. Non era solo bello, non era solo sensuale… no, ti faceva venire voglia di farci le porcherie insieme.”
**
### Sinossi
## Nella cittadina del Texas in cui vive Onie c’è un’unica grande azienda, un mobilificio che dà lavoro a molti degli abitanti, compresa la sua migliore amica. Quando l’azienda viene venduta e si annuncia una razionalizzazione del personale Onie, che scrive per un piccolo giornale locale, si offre di scoprire chi verrà lasciato a casa e usando quali criteri. Chiede un’intervista all’esperto di risorse umane – il “tagliatore di teste” – che la casa madre ha spedito in città per decidere chi tenere e chi licenziare e tenta di estorcergli qualche informazione. Sfortunatamente il tagliatore di teste si accorge del suo gioco. Ancora più sfortunatamente, è un uomo che non si fa scrupoli nell’usare il proprio fascino. Onie scoprirà presto che a scherzare con uno come lui le conseguenze possono essere imprevedibili…
## CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
“«Non voglio una prostituta, non capisco dove sia il problema. Mi piaci. Sto giocando la carta dell’onestà. Non ho finito, con te. Non ho nemmeno iniziato, perché quando abbiamo scopato la prima volta ero concentrato sullo scopo e nient’altro. Se ora sali in camera con me ti farò divertire, lo giuro».
«No».
Sospirò.
«Okay, allora fermati da qualche parte. Un parcheggio, uno spiazzo».
«Perché, scusa?».
Mi guardò in silenzio per un paio di secondi.
Scosse le spalle. «Devo pisciare».
Pensai che avrebbe potuto aspettare fino in albergo, ma forse gli scappava parecchio. In fondo aveva bevuto una birra e tutti sanno l’effetto che fa la birra fredda nelle serate calde. Trovai uno spiazzo a ridosso di una macchia di vegetazione, oltre il parcheggio di un supermercato chiuso. La configurazione di Sommerville aiuta, in questi casi, perché a parte il centro è fatta di costruzioni ben distanziate, di solito a un piano, che compongono una periferia ordinata di villette a schiera e zone commerciali.
Mi accostai e spensi il motore. Riley si slacciò la cintura e si girò dalla mia parte.
«Be’? Non scendi?».
Si allungò per baciarmi. Il bacio che mi aveva dato nel pub, in confronto, quasi scomparve perché quello fu un bacio di tutt’altra qualità. Un bacio affamato, quasi un morso, che continuò e continuò. Una delle sue mani si strinse su uno dei miei seni, mentre con l’altra mi prendeva per la vita.
«Quest’ultima cosa era una bugia» disse, prima di riprendere a baciarmi.
Cercate di capirmi. Quell’uomo era assolutamente pessimo, era una cosa che sapevo benissimo, ma era anche un concentrato di lussuria. Non era solo bello, non era solo sensuale… no, ti faceva venire voglia di farci le porcherie insieme.”

Il taccuino rosso

Una telefonata a un numero sbagliato nel cuore della notte (l’episodio da cui nascerà Città di vetro), una lettera che non abbiamo mai scritto che ci torna indietro da un destinatario che non è mai esistito, un poeta che conosce per la prima volta suo padre il giorno in cui suo padre inizia a morire. La piccola grazia di una monetina perduta che poi ritroviamo a chilometri di distanza. Felicità improvvise che bisogna allenarsi a riconoscere e conservare, istanti in cui la vita – che fino a quel momento ci sembrava chiusa nella grigia ottusità dell’abitudine – si apre alla gioia, al mistero, all’incontro. Il taccuino rosso ha la stessa concentrata luminosità del breviario zen.

(source: Bol.com)

Taccuino persiano

A vent’anni dalla rivoluzione iraniana (1978-79), che sollevò lo Scià e affidò il governo del paese all’ayatollah Khomeini, si rivela di straordinaria attualità la previsione di Michel Foucault. “L’Islam” aveva scritto allora il filosofo francese “rischia di costituire una gigantesca polveriera. Da ieri ogni stato musulmano può essere rivoluzionario dall’interno, a partire dalle sue tradizioni secolari”. Foucault guardava all’Islam da un osservatorio privilegiato: era allora inviato speciale a Teheran per il Corriere della Sera, e questi suoi reportage testimoniano una partecipazione appassionata ed entusiasta agli avvenimenti. L’adesione al movimento che scuoteva l’Iran e che si sarebbe, con forme e vicende diverse, propagato in seguito a gran parte del Medio Oriente, fu propria a molti intellettuali dell’epoca. Oggi la stessa “profezia” è più spesso vissuta come una minaccia: sintomo della complessità del confronto con questo nuovo soggetto religioso e politico che, dopo la caduta dell’ordine mondiale bipolare, si propone come radicale alternativa alla visione del mondo propria dell’Occidente.
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Una tacca sulla pistola e altri racconti

Tre racconti di coppie travolte dall’amore.
Si può sfuggire a una condanna a morte e all’amore… Giorgio stava aveva cercato di sfuggire a entrambi. Purtroppo Ermil lo aveva trovato.
Antonio torna a casa per occuparsi di un omicidio, ma sull’isola non troverà di certo ciò che si aspetta.
La paura di perdere chi ami, anche se di nascosto, è sempre la stessa. Anche se non sei una principessa e lavori in un bar.
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### Sinossi
Tre racconti di coppie travolte dall’amore.
Si può sfuggire a una condanna a morte e all’amore… Giorgio stava aveva cercato di sfuggire a entrambi. Purtroppo Ermil lo aveva trovato.
Antonio torna a casa per occuparsi di un omicidio, ma sull’isola non troverà di certo ciò che si aspetta.
La paura di perdere chi ami, anche se di nascosto, è sempre la stessa. Anche se non sei una principessa e lavori in un bar.

Tabula Rasa

Alessandria d’Egitto, I secolo d.C. Per il senatore Publio Aurelio Stazio la metropoli più importante dopo Roma, strategica terra di confine tra Oriente e Occidente, non è solo la città più bella del mondo ma lo scenario della missione segreta che deve compiere per conto dell’imperatore Claudio. Per assicurare un lungo periodo di pace all’Impero, Publio Aurelio deve giocare d’azzardo sul tavolo della diplomazia e negoziare con i Parti, imbattibili guerrieri da sempre nemici dei romani.
Ma quando il senatore si ritira nella sua dimora nel delta del Nilo con l’intenzione di trovare ristoro dalle tensioni dell’alta diplomazia, ecco che tra i palmizi e i coccodrilli del giardino viene rinvenuto il cadavere di una fanciulla. Sul corpo martoriato brutalmente, una fibula denota la vittima come probabile adepta del culto di Bast, la Dea-Gatta.
Nell’inquieta Alessandria, l’omicidio alimenta il rogo delle ostilità in un crescendo di omicidi e misteri. Chi è la spia che favorisce i nemici di Roma? Quale il legame tra i delitti e la missione segreta di Aurelio? Molti sono i sospettati e, a complicare la situazione, Aurelio viene abbandonato dal segretario Castore e distratto dal fascino di una donna ammaliante, Candida, l’eccentrica moglie del viceprefetto dell’Egitto.
Combinando sapientemente ricostruzioni storiche accuratissime con l’uso di avanzate tecniche investigative – del tutto simili ai metodi della polizia scientifica di oggi – e muovendosi tra il cimitero dei gatti e il tempio del Dio-Coccodrillo, tra i papiri della Biblioteca e le schiere di ancelle dagli occhi bistrati, Danila Comastri Montanari dà vita a un romanzo d’investigazione dal ritmo serrato, drammatico, tra le cui pieghe l’irresistibile ironia dell’autrice suggerisce di leggere la storia antica come specchio impietoso dei nostri giorni.
Per chi già conosce e ama il senatore-investigatore Publio Aurelio Stazio si tratterà di una felicissima conferma, per ogni lettore che con questo romanzo si affacci sull’universo narrativo di Danila Comastri Montanari sarà la scoperta di un intero mondo, ricostruito con amore e competenza ma soprattutto abitato da personaggi dalla trascinante, strepitosa vitalità.
(source: Bol.com)

La tabacchiera dell’imperatore

Tutto sembra accusare la bella Eva Neill dell’inspiegabile assassinio, avvenuto a La Bandelette, una famosa località climatica francese, di un vecchio giudice inglese in pensione, collezionista di oggetti antichi. Anche la polizia è convinta della colpevolezza della donna. Ma Dermot Kinross, singolare figura di detective e di scienziato, non è dello stesso parere. E non soltanto risale alla verità dei fatti, riuscendo a chiarire l’incredibile particolare della ”tabacchiera dell’imperatore”, ma smaschera l’ipocrisia e le ambiguità di altri personaggi, vittime di una condizione sociale e di un ambiente in cui l’unica legge è quella di salvare la rispettabilità. L’ingegnosità dell’intreccio, l’imprevedibilità della soluzione e l’accuratezza dello stile acuiscono l’interesse di questo romanzo che è tra i migliori creati dalla fantasia di Carr, e resta uno dei classici fondamentali della letteratura poliziesca.

Le Syndrome De Copernic

Un matin d’été ordinaire, trois bombes explosent dans une haute tour du quartier de la Défense. Toutes les personnes qui étaient entrées dans le gratte-ciel périssent dans l’effondrement. Toutes, sauf une. Vigo Ravel, quelques minutes avant l’attentat, a entendu des voix dans sa tête qui lui ordonnaient de fuir. Et il a survécu. Il comprend alors qu’il détient un secret qui pourrait changer la face du monde. Mais il ne suffit pas de connaître un secret, si grand soit-il. Encore faut-il en comprendre l’origine. Qui sont ces hommes qui le traquent ? Quelle énigme se cache derrière le Protocole 88 ? Que signifient les voix que lui seul semble pouvoir entendre ? Il est des mystères qui valent tous les sacrifices. Même celui de l’âme.

Sweet. Una dolce conquista

Cosa succede quando una pasticciera tutto pepe incrocia sul suo cammino il contabile più sexy di tutta Chicago? Le scappatelle ai matrimoni non portano mai a nulla di buono, soprattutto se il matrimonio è quello di un ex-fdanzato. Chi indugia in questo vizioso passatempo conosce le regole. Entra. Rimorchia. Esci. Nessuna aspettativa di una relazione. Solo sconcio sesso da matrimonio. Dylan Sparks conosce il protocollo. E anche se sperimenta il miglior sesso della sua vita con un perfetto sconosciuto mortalmente affascinante, è assolutamente decisa a mettere la parola fne alla loro avventura insieme con la serata. Quello che Dylan non immagina è che a Reese Carrol delle regole non importa nulla. Lui vuole più che una sola notte, e sa di essere troppo irresistibile perché Dylan si lasci sfuggire quest’occasione. Reese non vorrebbe mai lasciarla andare. Dylan è decisa a proteggere il suo cuore. Chi avrà la meglio in questa dolce dipendenza, combattuta a colpi di ironiche battaglie e tregue bollenti?
Sex and the City incontra Mr. Sbatticuore in questa commedia romantica provocante, sexy e sorprendentemente divertente.

La svolta

«Forse è il tempo che si muove in noi, e non noi nel tempo».
Stretti nel ripetersi quotidiano della propria esistenza, i personaggi di questo memorabile romanzo a episodi si aprono d’improvviso al nuovo e riconsiderano il proprio presente come mai avevano fatto. E così Biggie trova d’un tratto l’amore durante uno sgangherato viaggio nel deserto; Alison, ragazza evanescente con una macchia sul viso, si ritrova oggetto del desiderio dei compagni di scuola; Raelene, giovane madre, è costretta a vivere in una roulotte con le due figlie, lontana da Max, il marito violento. E poi ancora Frank, un tempo campione di football, che oggi ha perso la volontà e l’entusiasmo per la passione di un tempo. Tra questi c’è anche – e soprattutto – Vic, prima bambino, poi adolescente e infine adulto, stanco e disilluso. Esistenze in cui si rincorrono speranze, morti, nascite e rinascite: uomini e donne colti in movimento, come in una foto mossa che ha sullo sfondo un paesaggio ancestrale e sconfinato, dominatore e magico.
Tim Winton, tra le più preziose voci della letteratura australiana, con quest’opera raggiunge in profondità le pieghe dell’emotività umana, regalandoci straordinarie storie di persone normali.

Sviluppare applicazioni per Android: in 7 giorni

«Per imparare velocemente a creare app per Android, il sistema operativo per smartphone più diffuso al mondo»
Al giorno d’oggi i dispositivi mobile permettono all’utente di fruire di servizi, informazioni, intrattenimento, svago e supporto a qualsiasi attività quotidiana, grazie alla connessione permanente e alla grande potenza computazionale.
In questo relativamente nuovo ecosistema Android riveste un ruolo chiave, essendo il sistema operativo mobile più popolare al mondo con il suo miliardo di terminali attivati. Il libro ha il fine di accompagnare il lettore nella scoperta delle diverse funzionalità e caratteristiche dell’API di Android.
Il lettore potrà acquisire conoscenze sul design, sul ciclo di vita e sulla UI di un’applicazione Android attraverso esempi pratici, che potranno essere usati in seguito come base per lo sviluppo delle proprie applicazioni. Il libro è diviso in sette capitoli, ognuno dei quali rappresenta idealmente un giorno della settimana. Dopo sette giorni di teoria e sperimentazione, il lettore sarà in grado di sviluppare in totale autonomia la propria applicazione e pubblicarla sul Google Play Store.
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### Sinossi
«Per imparare velocemente a creare app per Android, il sistema operativo per smartphone più diffuso al mondo»
Al giorno d’oggi i dispositivi mobile permettono all’utente di fruire di servizi, informazioni, intrattenimento, svago e supporto a qualsiasi attività quotidiana, grazie alla connessione permanente e alla grande potenza computazionale.
In questo relativamente nuovo ecosistema Android riveste un ruolo chiave, essendo il sistema operativo mobile più popolare al mondo con il suo miliardo di terminali attivati. Il libro ha il fine di accompagnare il lettore nella scoperta delle diverse funzionalità e caratteristiche dell’API di Android.
Il lettore potrà acquisire conoscenze sul design, sul ciclo di vita e sulla UI di un’applicazione Android attraverso esempi pratici, che potranno essere usati in seguito come base per lo sviluppo delle proprie applicazioni. Il libro è diviso in sette capitoli, ognuno dei quali rappresenta idealmente un giorno della settimana. Dopo sette giorni di teoria e sperimentazione, il lettore sarà in grado di sviluppare in totale autonomia la propria applicazione e pubblicarla sul Google Play Store.
### Dalla seconda/terza di copertina
Matteo Bonifazi. È Android developer presso l’Android Lab di Open Reply (Gruppo Reply). Laureato magistrale in Ingegneria Informatica, ha partecipato alla realizzazione di importanti progetti Android in campo nazionale e internazionale. Collabora attivamente con il Google Developer Group Lazio-Abruzzo, dove si occupa principalmente di far conoscere alla comunità tutte le novità dell’ecosistema Android.

Supernotes

«L’inferno esiste e io ci sono stato.» Sono queste le parole con cui l’Agente Kasper, un ex carabiniere divenuto agente dei sevizi segreti e poi del ROS, comincia a raccontare la sua vicenda a Luigi Carletti. Il caso dell’Agente Kasper è stato coperto da riserbo e omertà, i media ne sono all’oscuro. La vicenda sembra incredibile: l’ex carabiniere italiano ha trascorso tredici mesi in un campo di concentramento cambogiano. Lo hanno rapito e imprigionato. Hanno tentato di farlo sparire nel nulla. Con lui dovevano sparire i risultati del suo lavoro, un’indagine lunga e difficile, con un nome che forse, prima di questa storia, non diceva molto ma ora significa tantissimo: supernotes. Per le supernotes si può morire, in spregio a qualsiasi legge e a qualsiasi accordo. Per le supernotes si può finire all’inferno. L’inferno dell’Agente Kasper comincia in Italia ma si consuma in Cambogia, dove nel marzo del 2008 viene sequestrato per essere eliminato. È sbattuto in prigioni improvvisate e in una caserma, poi in un ospedale-lager. Infine, a Prey Sar: un autentico campo di concentramento, a pochi chilometri da Phnom Penh. Nessuno fa niente, qualcuno ha posto un veto. Troppo grande e troppo grave quel che l’Agente Kasper ha scoperto con la sua meticolosa indagine: banconote da cento dollari per milioni e milioni, stampate fuori dal territorio americano. Queste sono le supernotes. «Same-same but different» dicono in Cambogia. Ma chi le stampa? Quella che Kasper scopre è una verità quasi incredibile. Documenti, testimonianze, riscontri e reperti: il materiale che Luigi Carletti e l’Agente Kasper riescono a mettere insieme nella loro attenta ricostruzione è impressionante. Ma sopra ogni cosa c’è l’esperienza diretta del protagonista, narrata con il ritmo e la forza di una folgorante spy story che intreccia e svela anche pagine inedite della recente storia italiana: la nascita di Gladio, la latitanza dei neofascisti in America Latina, il piano per eliminare gli uomini di Nelson Mandela in Europa, la guerra nei Balcani. E, infine, il legame strettissimo e ambiguo dei servizi segreti italiani con la CIA. Supernotes è allo stesso tempo una grande storia e una grande narrazione dove la realtà del mondo in cui viviamo si rivela più forte di ogni fantasia.

Il suono di una sola mano

Passeggiate tra cuscini, amache e altalene, nelle stanze del più grande centro sociale italiano, Macondo, alla fine degli anni settanta, a Milano. Attraversate Pune, in India, per ascoltare Osho, e osservate, mentre si alza il sole, tre elefanti passare con i baldacchini sulla schiena. Arrivate a Trapani, punta estrema d’occidente d’Italia, a due passi dall’Africa, in una piccola frazione di campagna, e trasformate un vecchio baglio nel più laico e libertario centro di recupero per tossicodipendenti, la comunità Saman. Immaginate di essere Mauro Rostagno – leader del Sessantotto, amante della vita e della libertà – e di lavorare in una piccola televisione locale, Rtc. Immaginate di sfidare ogni giorno, dagli schermi di Rtc, la più grande organizzazione criminale d’Italia: Cosa Nostra. Ora immaginate di essere Maddalena Rostagno, figlia di Mauro. Maddalena e Milano e l’India e Trapani, Maddalena che guarda in tv suo padre, Maddalena che la sera del 26 settembre 1988 sente dei colpi di pistola, a pochi passi da casa. Maddalena, che otto anni dopo vede sua madre in carcere, arrestata con l’accusa di favoreggiamento per l’omicidio di Mauro, colpita dalla macchina del fango. Maddalena che cresce, che riapre i cassetti, che legge le carte giudiziarie, che scongela il dolore. Maddalena che aspetta per anni che vengano trovati i veri assassini di suo padre. Fino all’apertura del processo, nel 2011, ben ventitré anni dopo quella sera di autunno… Prefazione di Michele Serra.

suonala ancora

R.J. Brooks è un detective privato di New York. Cinico e scavezzacollo, e insofferente alle regole quanto basta per avere rapporti un po’ difficili con la polizia, vive da solo con una vecchia gatta, si occupa di indagini matrimoniali e, quando non è impegnato col lavoro, trascina la sua esistenza in qualche modo: pochi affetti, un paio di amici non molto raccomandabili e ogni tanto una donnina per allietargli le serate. R.J., però, nasconde un segreto: nessuno lo sa, ma Belle Fontaine, la famosa diva del cinema, la leggendaria attrice che nonostante la non più giovane età ha mantenuto intatto il suo fascino, è sua madre. Una madre con la quale i rapporti sono da sempre tesi, una donna che R.J. non è mai riuscito a capire e per la quale nutre non poco rancore per un’infanzia infelice, trascurata, abbandonata nelle mani di gentilissime quanto fredde governanti. Ma un giorno Belle viene brutalmente assassinata e R.J. scopre che il suo disinteresse era solo apparenza, che il suo cinismo era solo una facciata, e da buon investigatore comincia ad indagare. Quello che scoprirà, con l’aiuto di un’affascinante e imprevedibile giornalista televisiva, lo riporterà indietro nel tempo, agli anni della sua giovinezza, a un mistero le cui tracce si pèrdono nelle pagine di un vecchio diario

Il suo nome quel giorno

Giulia vive in Sudafrica, dove è cresciuta presso una famiglia italiana benestante. Alla morte di quelli che ha creduto essere i suoi genitori ha saputo di essere figlia di una donna italiana, d’origine dalmata, che l’ha concepita casualmente, 45 anni fa, in un campo profughi, e per miseria e disperazione l’ha venduta. Giulia usa internet, cerca persone che, a Trieste e dintorni, possano aiutarla: cultori di storia locale, archivisti, organizzazioni dalmate e così via. Scrive messaggi in bottiglia. Un impiegato della Cassa pensionistica marittima le risponde. Decide di aiutarla. Comincia così un viaggio a ritroso nel tempo, a tratti commovente, a tratti penoso, sempre misterioso.
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### Sinossi
Giulia vive in Sudafrica, dove è cresciuta presso una famiglia italiana benestante. Alla morte di quelli che ha creduto essere i suoi genitori ha saputo di essere figlia di una donna italiana, d’origine dalmata, che l’ha concepita casualmente, 45 anni fa, in un campo profughi, e per miseria e disperazione l’ha venduta. Giulia usa internet, cerca persone che, a Trieste e dintorni, possano aiutarla: cultori di storia locale, archivisti, organizzazioni dalmate e così via. Scrive messaggi in bottiglia. Un impiegato della Cassa pensionistica marittima le risponde. Decide di aiutarla. Comincia così un viaggio a ritroso nel tempo, a tratti commovente, a tratti penoso, sempre misterioso.