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Autostop con Buddha

“È una terra che ispira metafore. L’hanno paragonata a una cipolla: uno strato dopo l’altro a ricoprire… il nulla. Qualcuno l’ha definita un labirinto, una fortezza, un giardino. Una prigione. Un paradiso. Ma per alcuni il Giappone non è niente di tutto questo. Per qualcuno, il Giappone è una via da percorrere.” Affabulatore e narratore, abile esploratore di interni e geografo della quotidianità, Will Ferguson rievoca il suo viaggio in Giappone seguendo gli itinerari più inconsueti. Il suo è un vivido racconto di un’esperienza fatta di incontri con persone indimenticabili, con un paese ricco di inquietudini, squilibri, contraddizioni. Raramente la letteratura di viaggio ha saputo entrare così a fondo e con tanta garbata e partecipe ironia nell’intimo delle persone. “Un must per chiunque voglia fare un viaggio in Giappone”, la Repubblica.

(source: Bol.com)

Autosole

Le macchine sfrecciano, si superano, si affiancano. Utilitarie, fuoriserie, giganti a quattro o più ruote viaggiano, la lancetta del contachilometri oltre i cento. Loro, chi al volante e chi no, si lanciano rapide occhiate attraverso finestrini e specchietto retrovisore. Sul filo dell’alta velocità corrono questi racconti: storie di uomini che si sfiorano per un attimo in una corsa sfrenata verso imprevedibili situazioni.
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Autocombustione umana

Nella cittadina americana di Whiteford una ragazza va in cucina a preparare il caffè, lasciando il padre seduto nella sua poltrona. Quando ritorna dopo pochi minuti, la stanza è piena di fumo ma non c’è incendio: ciò che è bruciato (dall’interno) e ridotto in finissima cenere, è soltanto suo padre. Si scopre allora che testimonianze più o meno credibili sul fenomeno del CUS (Combustione Umana Spontanea) si erano avute fin dall’antichità. E pochi giorni dopo, nella stessa cittadina, un secondo caso si verifica sotto gli occhi dello stesso scettico giornalista che sta indagando sul primo. L'”autocombustione umana” è ormai un fatto accertato. Resta solo da spiegare chi o che cosa “si nasconda” dietro il mostruoso fenomeno.
Copertina di Karel Thole

Auschwitz. Ero il numero 220543

Una storia veraEra il 1944. Sono entrato ad Auschwitz di mia volontàÈ possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto volontariamente ad Auschwitz? Eppure, nel 1944, un uomo è stato capace di farlo. Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei. Gli basta poco per capire quale sia l’orrore che attende quegli uomini, consunti e stravolti, quando la sera fanno rientro al loro campo… Quello che intuisce è atroce, ma Denis sente di voler vedere con i propri occhi: in un gesto che pare folle, decide di scambiare la sua divisa da militare con gli stracci a righe di un ebreo di nome Hans, ed entrare nell’inferno di Auschwitz. Da quel momento ha inizio la sua lotta per salvare la propria vita e quella di tanti altri prigionieri ebrei. Una storia scioccante e commovente che, a più di sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, Denis Avey ha finalmente trovato la forza di raccontare. Per testimoniare, ancora una volta, l’orrore dell’Olocausto.Denis AveyÈ nato nell’Essex nel 1919, si è arruolato nel 1939 nell’esercito britannico e ha combattuto nel deserto durante la seconda guerra mondiale. Dopo essere stato catturato, venne trasferito prima in Italia e poi nel campo di prigionia vicino ad Auschwitz III. Alla fine del conflitto, riuscì tra mille peripezie a tornare nel Regno Unito. È stato insignito dall’ex Primo Ministro inglese, Gordon Brown, della medaglia d’onore come eroe dell’Olocausto. È morto il 16 luglio del 2015. Grazie a Rob Broomby, giornalista della BBC, la storia di Avey è finalmente diventata di pubblico dominio, prima con un documentario e poi con un libro tradotto in tutto il mondo.
(source: Bol.com)

Attrazione gravitazionale

Attirato da una misteriosa richiesta di soccorso, l’equipaggio della nave mercantile *Hermes* trova alla deriva nello spazio un vascello militare in apparenza vuoto. Al suo interno, sangue e resti umani imbrattano i corridoi e vi è un unico sopravvissuto, rinchiuso in una cella di custodia. L’uomo, bellissimo ma traumatizzato, attira l’attenzione dell’addetto alle comunicazioni della nave, Isaac Ozawa, che decide di prendersene cura, offrendogli la gentilezza e il calore di cui l’altro ha bisogno dopo gli orrori vissuti.

Isaac ha imparato sulla propria pelle cosa significhi essere diverso, essere un emarginato, e questo rafforza il loro legame. Un tempo pilota promettente, ha subito dei danni fisici dopo che il suo cervello non è riuscito a fondersi con l’impianto necessario a pilotare i potenti caccia della Flotta. Il cervello di Turk non è da meno. Come risultato di un esperimento militare fallito, le sue naturali capacità sono state aumentate a livelli pericolosi.

Quando un ammiraglio senza morale e assetato di potere rapisce Isaac, usandolo per convincere Turk a diventare l’arma catastrofica che ha sempre sognato, saranno necessari tutta la forza di Turk, l’ingegnosità dell’equipaggio della *Hermes*, l’aiuto degli enigmatici Drak’tar e la testardaggine dello stesso Isaac per riuscire a salvare l’intero universo.
(source: Bol.com)

Un attimo prima

Cinque minuti da adesso. La crisi che ha investito l’Occidente è giunta alle sue estreme conseguenze e il mondo vive un difficile periodo di transizione, in cui il lavoro ha perso la sua centralità. In questo contesto l’ex biologo Edoardo Faschi, ossessionato dalla morte del fratello Alessio avvenuta vent’anni prima, si sottopone a un trattamento psicologico sperimentale ispirato alla scatola specchio di Ramachandran – un dispositivo utilizzato per curare la sindrome dell’arto fantasma nei pazienti mutilati – che promette di aiutarlo a elaborare la perdita. Nel corso della terapia ripercorrerà le vicende della sua famiglia fino ad arrivare agli anni in cui Alessio è diventato un esponente di spicco del Movimento Occupy. Cosí facendo getta un nuovo sguardo sulla storia tormentata di questo inizio millennio, fornendone un’interpretazione a tratti drammatica, a tratti ironica, sempre convincente. Come altri coetanei, Edoardo rischia di perdersi in una sterile contemplazione del passato, ma la ricomparsa improvvisa del figlio di Alessio, Sealth, di cui aveva perso le tracce, lo costringerà a scuotersi e a compiere una scelta. In nessun modo il destino deve ripetersi. «Seguivo Alessio in quella notte assurda come nei sogni, da ragazzino, avevo seguito famelici mostri che mi invitavano a visitare le loro tane misteriose. Lo guardai recuperare la coperta e raccoglierla sotto un’ascella, rannicchiarsi dietro un container e proseguire accovacciato. Piú che il complice di un crimine mi sentivo il co-protagonista di un videogioco, come se quel magazzino fosse un livello da superare, un record da sbriciolare, e non importava quante vite rimanessero, finché l’altro comando lo teneva Alessio avevo un motivo per infilare monetine nella fessura».

Atti umani

Una palestra comunale, decine di cadaveri che saturano l’aria di un ‘orribile tanfo putrido’. Siamo a Gwangju, in Corea del Sud, nel maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, in tutto il paese vige la legge marziale. Quando i militari hanno aperto il fuoco su un corteo di protesta è iniziata l’insurrezione, seguita da brutali rappresaglie; ”Atti umani” è il coro polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai veramente narrata in Occidente. Conosciamo il quindicenne Dong-ho, alla ricerca di un amico scomparso; Eun-sook, la redattrice che ha assaggiato il ‘rullo inchiostratore’ della censura e i ‘sette schiaffi’ di un interrogatorio; l’anonimo prigioniero che ha avuto la sfortuna di sopravvivere; la giovane operaia calpestata a sangue da un poliziotto in borghese. Dopo il massacro, ancora anni di carcere, sevizie, delazioni, dinieghi; al volgere del millennio stentate aperture, parziali ammissioni, tardive commemorazioni. Han Kang, con il terso, spietato lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta oggi l’indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva cancellato.
(source: Bol.com)

Atti impuri

In una cittadina di provincia il giovane Marcello conduce una vita che è piuttosto un trasognamento in cui il mistico e l’infantile si mescolano in modo inestricabile e curioso. Marcello ha più di trent’anni, è sposato, ma tutto in lui conserva ancora il segreto di un’adolescenza pigra e stupefatta: la sua stessa fede religiosa assomiglia troppo all’infatuazione devota di un ragazzo ombroso; e il suo accostarsi ogni mattina alla Comunione ha la tinta di un?ingordigia carnale. Ma quando Marcello si imbatte per caso in una donna inquietante, la Ciriaci, si accende in lui una passione esclusiva, che assorbe tutte le altre; una passione che non è tanto del cuore o dei sensi, quanto la forma di una avidità totale: una deformazione mostruosa dell’appetito mistico, al punto che l’amata finisce per apparirgli un’incarnazione divina. Atti impuri (apparso per la prima volta nel 1958 con il titolo Amore e fervore e ora presentato in una nuova stesura) conclude l’ideale trilogia iniziata da Parise con Il prete bello (1954) e proseguita con Il fidanzamento (1956). Il libro offre un ritratto sottilmente grottesco, giocato tra il lugubre e il comico, della bigotteria italiana; ma sotto l’irrisione beffarda che traspare dalle sue pagine, acquista rilievo la volontà di Parise di analizzare la putrefazione educativo-sociale di un certo sottomondo cattolico.

Atterraggio proibito

Un giornalista americano, anche se specializzato in materie scientifiche, è per mestiere molto sospettoso e molto intraprendente. Tanto più se gli capita di vedere sul marciapiede opposto una persona che dovrebbe trovarsi a migliaia di anni luce dalla Terra. Tanto più se si accorge che i pezzi grossi dicono soltanto una parte della verità. Tanto più se l’altra parte della verità gliela dice irrefutabilmente la pellicola della sua macchina fotografica quando nell’America centrale si verifica la più sensazionale allucinazione collettiva di tutti i tempi.
Copertina di Karel Thole

L’attentatuni: storia di sbirri e mafiosi

All’indomani delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, un gruppo scelto di investigatori della DIA si mette sulle tracce degli esecutori e dei mandanti, i latitanti storici di Cosa Nostra. “L’attentatuni” è la storia di come un pugno di investigatori della DIA, operando sottocoperta, riesce a entrare nella struttura più interna della mafia. Ne pedinano gli uomini, ne individuano i luoghi di ritrovo, mappano affari e proprietà immobiliari, legami gerarchici e protezioni autorevolissime. Sullo scenario di una Palermo ferita e al tempo stesso vitale, gli investigatori, senza l’aiuto dei pentiti e grazie a un paziente lavoro di indagine, riescono, alla fine, a scoprire gli assassini di Capaci.

Attentato imminente

Nella primavera del 1969 l’ennesima azione terroristica all’Università di Padova fa partire una nuova indagine. A coordinarla è un commissario di polizia, Pasquale Juliano, il capo della squadra mobile, che arriva a individuare un nucleo di estremisti neri che traffica in armi ed esplosivi. Ma i neofascisti gli preparano una trappola: Juliano si vedrà così scippare l’inchiesta, che verrà insabbiata, e finirà sotto processo accusato di aver costruito le prove contro i terroristi. Gli occorreranno dieci anni per dimostrare la sua innocenza, ma nel 1979, quando sarà assolto da tutti i capi d’imputazione, la stagione delle bombe avrà quasi concluso il suo tragico corso.

L’attacco delle tarantole

Minuto per minuto, come nel film che è stato tratto da questo libro: la preparazione e i primi attacchi delle tarantole, le prime vittime umane e la progressiva difesa della comunità, e alla fine la raccapricciante scoperta che…
Copertina di Karel Thole

Attacchi d’amore

I racconti e le confidenze di due donne sui loro ‘attacchi amorosi’, quasi una sorta di malattia. Oltre a ciò, seguono i racconti degli assalti maschili, un piccolo esercito di vogliosi e innamorati.

Atroce dubbio

La vita del professor Alistar Dirke è sempre stata piuttosto serena. Almeno fino a quando un atroce dubbio non comincia ad assillarlo: possibile che sua moglie Rose lo tradisca con Paul Eckleston? La vacanza dei due coniugi a Montecarlo sarebbe l’ideale per un riavvicinamento, se a guastarla non si mettesse Henry Wallbank, direttore del Museo Pursiem e loro amico, con la richiesta di uno strano favore. Alistar e Rose dovrebbero incontrare in sua vece un sinistro collezionista di monete greche per un affare vantaggioso, questione di un paio d’ore al massimo. Ma è subito chiaro che l’impegno è molto più che una scocciatura: di mezzo c’è un omicidio, e l’assassino potrebbe non essere lontano…

Atleta vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita

Vuoi diventare un vincente? Vuoi scoprire le formule per esprimere tutte le tue potenzialità e dare il meglio di te in ogni circostanza, nella vita, prima ancora che nello sport? Atleta Vincente, frutto di oltre 35 anni di esperienza dell’autore, spiega con stile semplice ed efficace come applicare giorno dopo giorno le stesse strategie che adottano i campioni per raggiungere i loro traguardi. La prima parte del volume, arricchita da esercizi, schede di lavoro e file audio disponibili online, è dedicata alle tecniche fondamentali dell’allenamento mentale. La seconda è una raccolta di casi reali di eccellenza che ne testimoniano l’efficacia in ogni situazione, dalla preparazione quotidiana alla finale dei Giochi Olimpici. La terza parte, infine, è un invito a metterti in gioco, affrontando un percorso di crescita personale che ti spinga a definire obiettivi e ad agire per ottenere in breve tempo risultati di grande successo.
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