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Il tribuno

Epico come Il gladiatore, avvincente come Spartacus – Sangue e sabbiaIl destino di un imperatore è il destino di Roma stessaIl giovane Vespasiano vive nella tenuta di famiglia lontano da Roma e dai suoi intrighi, e si occupa della sua terra, del tutto ignaro dell’antica profezia che annuncia per lui un destino glorioso: un giorno sarà imperatore. E Roma presto lo reclama; insieme al fratello Sabino, militare già da tempo, arriva nella capitale dell’impero e resta ammaliato dal fermento della vita nell’Urbe. Conosce così un mondo totalmente nuovo, fatto di lussi e agi, di clientelismi e tradimenti, di spettacoli sfarzosi e crudeli, di personaggi equivoci ma anche di uomini forti e leali. E conosce Cenis, l’ancella che al primo sguardo conquista il ragazzo appena giunto dalla campagna. Vespasiano, però, non può lasciarsi andare ai piaceri e ai turbamenti amorosi: deve partire subito, in qualità di tribuno militare, per cercare di sventare lontano da Roma un complotto ai danni dell’imperatore Tiberio, ordito da Seiano, il capo dei pretoriani. Affronterà la ribellione delle tribù della Tracia e fra mille pericoli, fatiche e battaglie, ad alto prezzo diventerà un vero soldato di Roma.L’ascesa di Vespasiano in un nuovo, grande romanzo storico.Finalmente in Italia l’autore rivelazione che ha scalato le classifiche in Inghilterra Roberto FabbriNato a Ginevra, Roberto Fabbri vive tra Londra e Berlino. Per venticinque anni ha lavorato in produzioni cinematografiche e televisive, da Hornblower a Hellraiser, fino a Billy Elliot. La sua passione per la storia, in particolare per quella dell’antica Roma, lo ha spinto a scrivere Il tribuno, primo romanzo di una serie dedicata all’imperatore Vespasiano.
(source: Bol.com)

Trent’anni e una chiacchierata con papà

Tiziano Ferro ha quindici anni quando decide di confidare i suoi pensieri a un quaderno. È il diario di un ragazzino come tanti: la scuola, gli amici, i primi amori, la passione per la musica. Fuori dal comune è invece l’intensità con la quale insegue il sogno di incidere un disco. E appena lo realizza fa centro. Ma va tutto troppo veloce: insieme all’emozione dei concerti e allo stupore davanti ai fan, ecco, severe come brutti sogni, la solitudine dei viaggi e delle camere d’albergo, e la paura di non essere all’altezza. È come se da quel momento Tiziano avvertisse una continua spaccatura: da una parte la messa a fuoco del proprio talento, la collaborazione con le più grandi star italiane e internazionali, i riconoscimenti – del pubblico, della critica, dei colleghi –, la folla dei fan, dall’altra la percezione di una inedita solitudine, di una indomabile nostalgia, la lontananza dalla famiglia (soprattutto da Flavio, il fratello) e dagli amici di Latina. Niente pause. Niente stanchezza. Mai. Come il più sensibile dei sismografi, Tiziano registra fedelmente, in questo diario, emozioni e stati d’animo. Con dolente sincerità, e al contempo curiosità, senso dell’umorismo e allegro disincanto, racconta l’altra faccia del successo e anche di sé, senza paura di svelarsi fragile, di mostrare zone d’ombra, contraddizioni, inquietudini. In fondo a questo lungo, appassionato colloquio con se stesso e con il suo pubblico, c’è forse una nuova consapevolezza. Una confessione toccante e sincera di una star che non dimentica di essere prima di tutto Tiziano.
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### Sinossi
Tiziano Ferro ha quindici anni quando decide di confidare i suoi pensieri a un quaderno. È il diario di un ragazzino come tanti: la scuola, gli amici, i primi amori, la passione per la musica. Fuori dal comune è invece l’intensità con la quale insegue il sogno di incidere un disco. E appena lo realizza fa centro. Ma va tutto troppo veloce: insieme all’emozione dei concerti e allo stupore davanti ai fan, ecco, severe come brutti sogni, la solitudine dei viaggi e delle camere d’albergo, e la paura di non essere all’altezza. È come se da quel momento Tiziano avvertisse una continua spaccatura: da una parte la messa a fuoco del proprio talento, la collaborazione con le più grandi star italiane e internazionali, i riconoscimenti – del pubblico, della critica, dei colleghi –, la folla dei fan, dall’altra la percezione di una inedita solitudine, di una indomabile nostalgia, la lontananza dalla famiglia (soprattutto da Flavio, il fratello) e dagli amici di Latina. Niente pause. Niente stanchezza. Mai. Come il più sensibile dei sismografi, Tiziano registra fedelmente, in questo diario, emozioni e stati d’animo. Con dolente sincerità, e al contempo curiosità, senso dell’umorismo e allegro disincanto, racconta l’altra faccia del successo e anche di sé, senza paura di svelarsi fragile, di mostrare zone d’ombra, contraddizioni, inquietudini. In fondo a questo lungo, appassionato colloquio con se stesso e con il suo pubblico, c’è forse una nuova consapevolezza. Una confessione toccante e sincera di una star che non dimentica di essere prima di tutto Tiziano.

Treno E Il Lazza

Treno e il Lazza sono i due protagonisti del romanzo cult “Tortelli & Porcelli”. In questo racconto lungo, che non fa parte del romanzo, sono alle prese con i tre valori fondamentali della vita: la musica, la gnocca e il cibo (l’ordine è puramente casuale).
Se non li conoscete… beh approfittate dell’occasione. Dopo averli letti nulla sarà come prima….

Treno di notte per Lisbona.

Voleva davvero buttarsi giù dal ponte la donna trattenuta una mattina da Raimund Gregorius, insegnante svizzero di latino, greco ed ebraico? Gregorius non sa nulla della donna se non che era portoghese. La mattina dopo, complice la scoperta in una libreria antiquaria del libro di un enigmatico scrittore lusitano, l'altrimenti prevedibilissimo professore prende un treno diretto a Lisbona, dove spera di rtintracciare l'autore. Da questo momento decolla una vicenda che costringerà Gregorius a confrontarsi con le contraddizioni degli affetti e gli orrori della Storia in un modo che mai avrebbe potuto immaginare nella sua rassicurante Berna.

La tregua

Diario del viaggio verso la libertà dopo l’internamento nel Lager nazista, La tregua, seguito di Se questo è un uomo, piú che una semplice rievocazione biografica è uno straordinario romanzo picaresco. L’avventura struggente tra le rovine dell’Europa liberata – da Auschwitz, attraverso la Russia, la Romania, l’Ungheria, l’Austria, fino a Torino – si snoda in un itinerario tortuoso, punteggiato di incontri con persone appartenenti a civiltà sconosciute, e vittime della stessa guerra: da Cesare, ”amico di tutto il mondo”, ciarlatano, truffatore, temerario e innocente, al Moro di Venezia, il gran vecchio blasfemo che sembra uscito dall’Apocalisse, a Hurbineck, il bimbo nato ad Auschwitz, ”che non aveva mai visto un albero”, alle bibliche tradotte dell’Armata Rossa in disarmo. L’epopea di un’umanità ritrovata dopo il limite estremo dell’orrore e della miseria.

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‘*La tregua*, libro del ritorno, odissea dell’Europa tra guerra e pace… storia movimentata e variopinta d’una non piú sperata primavera di libertà’.

Italo Calvino
(source: Bol.com)

Tredici passi alla porta del diavolo

C’è una filastrocca che tutti i bambini di Redford sanno a memoria: i Passi del Diavolo, una conta che predice quale sarà la tua morte se sfidi il destino e arrivi alla tredicesima strofa. Un gioco, una prova di coraggio, ma non per Bryan. Lui l’Uomo Nero l’ha visto davvero: l’ha visto portar via suo fratello Adam, cinque anni prima. Da allora cerca disperatamente di convincersi di aver immaginato tutto, ma un giorno un suo compagno di scuola gli confida di aver incontrato anche lui “quell’ombra” e Bryan comincia a indagare insieme ai suoi amici nel passato della comunità. Scoprirà che Adam non è l’unico ragazzino scomparso: qualcosa o qualcuno fa sparire i bambini di Redford. L’Uomo Nero è tornato.
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Tredici favole belle e una brutta

Questo forse è un libro di magia e di buffoneria, dove i maghi e i buffoni, però, non vengon da fuori, non vengono dal mondo delle fate, non vengono dal mondo del cinema, in 3D o in 2D (se si dice così). No. I maghi e i buffoni, qui, sono i grandi. E, per scoprire chi sono, delle volte basta guardare nell’armadietto delle scope
(source: Bol.com)

Tre racconti del mistero

In questo volume vi presentiamo tre grandi storie del mistero scritte da autorevoli maestri del giallo in un’edizione curata da Ellery Queen.
“Le ore vuote”, di Ed MCBain: una ragazza viene trovata uccisa in un fatiscente appartamento newyorkese. I detective incaricati del caso scopriranno che, malgrado le apparenze, Claudia Davis, era molto ricca, e daranno il via a un’indagine che si rivelerà piena di sorprese.
“Il processo contro Carroll”, di Ellery Queen: un avvocato viene trovato assassinato nella sua auto. I suoi due soci apprendono la notizia dall’ispettore Queen, e proprio uno di loro, John Carroll, diventa l’indiziato numero uno. Sarà Ellery, convinto della sua innocenza, a incaricarsi di approfondire le indagini e di verificare il suo alibi.
“L’ammiratore di madame Maigret” di Georges Simenon [Unica traduzione italiana!]: nell’incantevole scenario di Place des Vosges, a Parigi, la moglie del celebre ispettore Maigret nota dalla sua finestra uno sconosciuto che, ogni giorno, si aggira in quei paraggi. E quando l’azzimato signore viene ucciso l’improvvisata “ispettrice” si troverà coinvolta in un appassionante caso di difficile soluzione.

Tre pietre fanno un muro

‘Intensamente godibile. Cline è un grande narratore nel suo campo. Più di un lettore potrebbe provare l’urgente desiderio di buttarsi su un monticello di terra nelle vicinanze armato di pala e piccone.’
The Wall Street Journal – James Romm

‘Questo libro ti prende per mano e ti conduce in un ‘magical mystery tour’ archeologico attraverso il globo. Incontrerete archeologi famosi, esplorerete siti leggendari e vedrete le ultime scoperte ottenute grazie all’uso di nuove tecnologie. L’archeologia è piena di cose meravi gliose e Tre pietre fanno un muro, scritto da uno dei più grandi narratori del campo, è un libro necessario.’
Sarah Parcak, University of Alabama, Birmingham, 2016 TED Prize

‘Vedo cose meravigliose…’. Fu questa l’esclamazione di Howard Carter, quando nel 1922 vide per la prima volta da una fessura illuminata con una torcia la tomba di Tutankhamon, ritrovata intatta dopo un sonno millenario.
La scoperta di Carter è solo una delle straordinarie storie raccontate da Eric Cline in Tre pietre fanno un muro. C’è tutto quello che una persona curiosa del mondo antico vorrebbe conoscere. C’è la prima scoperta di Pompei, del 1594, e la lunga storia degli scavi nei secoli successivi; ci sono i pionieri della prima archeologia ottocentesca, l’epopea di Troia e Micene; c’è Petra, Masada, le silenziose guardie di terracotta a difesa di una tomba imperiale cinese, ci sono gli ittiti, i minoici, gli inca e gli aztechi. E poi Stonehenge, Altamira, Roma, Olimpia, Cnosso, Ebla, Abu Simbel, Nimrud, Babilonia, Palmira, Ur, Qumran, Mesa Verde, Palenque, Machu Picchu, le misteriose Linee di Nazca.
Quasi cento siti archeologici di tutto il mondo, in un racconto entusiasmante della loro storia, accompagnato dalla voce vivida e appassionata di uno dei più importanti archeologi del nostro tempo, che non risparmia aneddoti personali e coinvolgenti resoconti delle ultime tecniche di ricerca e scavo.
Con Tre pietre fanno un muro, a quasi settant’anni dalla pubblicazione dell’ormai classico Civiltà sepolte di C.W. Ceram, Eric Cline – l’apprezzato autore che ci ha svelato il collasso repentino della società dell’Età del Bronzo, narrato le guerre di Armageddon e l’infinita sequenza di battaglie e devastazioni subita dalla ‘città della pace’, Gerusalemme – scrive il più grande racconto epico di tutti i tempi: una storia dell’archeologia in grande stile, che racchiude tutte le vicende dell’umanità antica.

(source: Bol.com)

I tre moschettieri e Vent’anni dopo

Introduzione e premesse di Francesco PerfettiTraduzione di Luca PremiEdizioni integraliPrimi due romanzi del ciclo dedicato alle avventure del celebre corpo militare francese, I tre moschettieri, fresco e vivace, lieve e seducente, e Vent’anni dopo, riflessivo e malinconico, raccontano con eccezionale gusto dell’intreccio e con un ritmo narrativo trascinante le imprese di d’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis sullo sfondo della Francia, prima di Luigi XII e di Richelieu, e poi di Mazzarino e Anna d’Austria. Gli intrighi, i complotti, le macchinazioni, i misteri, le avventure galanti della corte francese del XVII secolo fanno da cornice a una narrazione avvincente, ricca di colpi di scena. Alexandre Dumas(1802-1870) fu uno degli scrittori più popolari della sua epoca. Autore eccezionalmente fecondo, ha legato il suo nome a più di trecento opere di narrativa (oltre al celebre ciclo de I tre moschettieri, ricordiamo Il Conte di Montecristo, La regina Margot, La Sanfelice, Il tulipano nero), di saggistica, di teatro e di viaggio, molte delle quali destinate a non tramontare, ancora oggi lette e amate in tutto il mondo da milioni di lettori. Di Dumas la Newton Compton ha pubblicato: I tre moschettieri e Vent’anni dopo, Il Visconte di Bragelonne, Il Conte di Montecristo, Garibaldi, Robin Hood, Il tulipano nero, La regina Margot e I Borgia.
(source: Bol.com)

Tre mani nel buio

Un thriller che ha per protagonista la malattia, nelle sue manifestazioni più intime di malinconia e solitudine. Tre casi raccontati, il cui filo conduttore è rappresentato dagli investigatori, personaggi che si muovono in tre storie differenti, ma tutte ambientate nel Ravennate, terra rappresentata con contorni surreali e nostalgici.
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I tre inverni della paura

Nevica sangue nei tre inverni della paura. Sono le stagioni più dure della guerra civile italiana e dell’interminabile dopoguerra. Tedeschi, fascisti e partigiani combattono con obiettivi diversi, ma compiono le stesse atrocità. È questo disordine crudele a travolgere Nora Conforti. Diciotto anni, ragazza di famiglia ricca, Nora si rifugia con il padre sulle colline fra Reggio Emilia e Parma. Non immagina che proprio lì incontrerà il primo amore e subito dopo gli orrori di due guerre in grado di sconvolgere la sua esistenza. Giampaolo Pansa ci racconta una storia che nasce da lunghi anni di ricerche sulla Resistenza e sulle sue tante zone d’ombra. Un affresco della borghesia agraria emiliana, nell’arco di sei anni infernali, dal giugno 1940 alla fine del 1946. E una ricostruzione controcorrente di un’epoca feroce. Accanto a figure che appartengono alla storia, come Togliatti, De Gasperi, i capi delle bande rosse e nere, il vescovo Socche, il partigiano bianco detto “il Solitario”, si muove la gente comune di quegli anni. Le donne chiamate a sopportare il peso più grande della guerra. I bambini messi di fronte al terrore politico. I giovani schierati su trincee opposte. L’asprezza dello scontro fra ricchi e poveri. Le vittime del dopoguerra che emergono dalle fosse segrete, fantasmi capaci di turbarci ancora oggi.
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I tre giusti (eNewton Zeroquarantanove)

Quando una ragazza in cerca d’impiego legge sul giornale un’offerta di lavoro che sembra tagliata su misura per lei, è ovvio che cerchi di non farsela sfuggire. Tanto più se, come è il caso per Mirabelle Leicester, il compenso è interessante. Tanto interessante da nascondere una trappola. Fortunatamente ci sono i tre Giusti, George Manfred, Leon Gonsalez e Raymond Poiccart e, con alleati del genere, anche le situazioni più pericolose possono risolversi per il meglio, perfino quando si ha a che fare con un misterioso mamba che lascia dietro di sé una scia di morti avvelenati.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Quando una ragazza in cerca d’impiego legge sul giornale un’offerta di lavoro che sembra tagliata su misura per lei, è ovvio che cerchi di non farsela sfuggire. Tanto più se, come è il caso per Mirabelle Leicester, il compenso è interessante. Tanto interessante da nascondere una trappola. Fortunatamente ci sono i tre Giusti, George Manfred, Leon Gonsalez e Raymond Poiccart e, con alleati del genere, anche le situazioni più pericolose possono risolversi per il meglio, perfino quando si ha a che fare con un misterioso mamba che lascia dietro di sé una scia di morti avvelenati.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

Tre giorni per un delitto

**Un grande thriller
«Spietato, veloce e risoluto: esattamente ciò che un thriller dovrebbe essere.»
Lee Child**
Court Gentry è un ex agente segreto, conosciuto nell’ambiente dello spionaggio internazionale anche come “l’Uomo Grigio”. Un soprannome che si è guadagnato negli anni di servizio alla CIA, diventando una leggenda vivente delle operazioni sotto copertura, calandosi silenziosamente da un ruolo all’altro e poi, dopo aver compiuto l’impossibile, svanendo nel nulla senza lasciare tracce dietro di sé. Oggi però esistono sistemi molto più efficaci di Gentry, e persino un agente speciale come lui è diventato inutile. Ecco perché è giunto il momento della resa dei conti. Gentry riuscirà a scampare alla vendetta e a dimostrare che non esiste una zona grigia tra uccidere per vivere e uccidere per restare in vita?
**Prossimamente al cinema
Un debutto potentissimo nello stile di Ludlum e Clancy che non deluderà chi ama grandi intrighi internazionali e storie mozzafiato di spionaggio
Un autore bestseller
Numero 1 del New York Times**
«Spietato e letale, “l’Uomo Grigio” di Mark Greaney è il Jason Bourne del nuovo millennio. Un libro che ha l’effetto di un proiettile in pieno petto. Un esordio da non perdere.»
**James Rollins**
«Nonostante il sangue che lo circonda, Gentry resta un personaggio affascinante con un suo codice morale ben definito. Ricorda Jason Bourne, ma questo “Uomo Grigio” ha un suo carattere peculiare. Un esordio al cardiopalmo con un livello di intensità notevole.»
**Booklist**
**Mark Greaney**
Laureato in Scienze Politiche e Relazioni internazionali, ha condotto molte ricerche per scrivere il suo romanzo d’esordio *Tre giorni per un delitto*, il primo della serie dedicata all’ex agente della CIA soprannominato “l’Uomo Grigio”. Da questo libro verrà tratto un film prodotto dalla Sony Pictures per la regia di Joe e Anthony Russo, che hanno già diretto Captain America: *The Winter Soldier*. Insieme a Tom Clancy ha firmato diverse opere, tra cui il bestseller* I giorni del falco*, arrivato al numero uno della classifica del «New York Times». I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue. Vive a Memphis, Tennessee.

Tre figlie di Eva

Peri ha trentacinque anni, tre figli, un marito e una vita agiata nella città dov’è nata, Istanbul. Si sta recando a una cena lussuosa quando le viene rubata la borsa. Lei reagisce, i ladri scappano e dalla borsa cade una vecchia polaroid in cui compaiono quattro volti: un uomo e tre giovani ragazze a Oxford. Una è Shirin, bellissima iraniana, atea e volitiva; la seconda è Mona, americana di origini egiziane, osservante, fondatrice di un gruppo di musulmane femministe e poi Peri, cresciuta osservando il laico secolarismo del padre e la devota religiosità islamica della madre, incapace di prendere posizione sia nella disputa famigliare sia nel suo stesso conflitto interiore. Tre ragazze, tre amiche con un retroterra musulmano, eppure così diverse: la Peccatrice, la Credente e la Dubbiosa. L’uomo nella foto invece è Azur, docente di filosofia ribelle e anticonformista, e sostenitore del dubbio come metodo di comprensione della realtà. A Oxford la giovane Peri cercava la sua «terza via», la stessa che predicava e professava Azur, di cui si innamora. Sarà questo incontro a sconvolgerle la vita, fino allo scandalo che la riporterà in Turchia.Tre figlie di Eva è un romanzo intenso e ambizioso che affronta e indaga temi importanti come la spiritualità, la politica, l’amicizia, i sogni infranti e la condizione della donna. Ma soprattutto è un romanzo sulla Turchia contemporanea, su quei contrasti che agitano oggi il paese – nelle parole di Elif Shafak – «delle potenzialità inespresse».
(source: Bol.com)

Trattato del ribelle

Nei primi anni del dopoguerra, mentre si andava delineando quella integrazione planetaria nel nome della tecnica che oggi è sotto gli occhi di tutti, Ernst Jünger elaborò questo testo, apparso nel 1951, oggi più affilato che mai. La figura del Ribelle jüngeriano corrisponde a quella dell’*anarca*, del singolo braccato da un ordine che esige innanzitutto un controllo capillare e al quale egli sfugge scegliendo di «passare al bosco» – dissociandosi, una volta per sempre, dalla società. Il Ribelle jüngeriano sente di non appartenere più a niente e «varca con le proprie forze il meridiano zero». Tutta l’eredità del nichilismo, del radicalismo romantico e della furia anti-moderna si concentra in questa figura, qui osservata come facendo ruotare un cristallo. Letto oggi, questo testo appare di una impressionante preveggenza, quasi un guanto di sfida gettato in nome di una libertà preziosa: «la libertà di dire no».