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Poesie complete. Testo sardo a fronte

Questo volume raccoglie tutta la produzione di Mereu (69 poesie) restituendola con puntiglio secondo le edizioni originali dell’Ottocento e ridando al lettore poesie sconosciute (fra le quali alcune in italiano). L’edizione è corredata di: nota biografica, bibliografia completa, apparati critici, un saggio sul poeta, tutti a cura di Giancarlo Porcu. La traduzione in italiano del testo originale, a fronte e in rima, è opera di tre eccellenze della parola sardo-italiana: Giovanni Dettori, Marcello Fois e Alberto Masala.
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Poesie

Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci, nato nel 1835 a Valdicastello di Pietrasanta e morto a Bologna nel 1907, è uno dei nomi maggiori della poesia e della letteratura italiana. Nella sua opera, hanno un posto molto importante l’amore per la patria e l’impegno per il raggiungimento dell’unità nazionale. La sua ricerca di una lingua forte di evidente dignità letteraria si svolge nel segno di un ritorno ai classici. Tra le sue opere in versi, si ricordano soprattutto i due libri di Giambi ed Epodi e le celebri Odi barbare. La sua produzione poetica si trova riunita in questa nuova pubblicazione curata da Utet e resa disponibile in versione digitale, con un adeguato compendio critico ipertestuale.

(source: Bol.com)

Poesia in forma di rosa

Questo volume riproduce il testo dell’edizione del giugno 1964 di “Poesia in forma di rosa”, una versione aggiornata e corretta rispetto alla prima pubblicazione avvenuta poche settimane prima, nell’aprile dello stesso anno. Pasolini sceglie per questa raccolta, vero e proprio romanzo autobiografico in versi, non un’architettura che ne organizzi le esperienze ma un andamento diaristico che – osservò l’autore in un’intervista – “racconta punto per punto i progressi del mio pensiero e del mio umore” in quegli anni. Si alternano così diversi registri e forme espressive, immagini ora immobili ora febbrili, sequenze fredde e ironiche: “è la forma diaristica del libro quella che fa sì che le contraddizioni vengano rese estreme, mai conciliate, mai smussate, se non alla fine del libro”. È in questo dono, o forse groviglio, che si condensano la forza e l’attrazione di Pier Paolo Pasolini. Prefazione di Edoardo Esposito.
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Poco prima del temporale

È l’incontro il tema centrale di questa raccolta di versi di Michael Krüger. Gli incontri avvengono in Italia come in Lituania, in Spagna come in Bulgaria, in Arabia, in Nordamerica e più spesso nella Germania del presente e del passato; e avvengono con scrittori studiosi di scienze varie, sconosciuti, pittori e altri viaggiatori; con la natura, l’arte e la storia; con il sonno, ospite ingrato, e con colui che si è stati da bambini. Al contrario di Walter Benjamin, Krüger affida l’incontro non alla vista ma all’udito. Se infatti alla vista si deve l’intensità dei paesaggi naturali e umani della raccolta, è l’udito che li anima. Così queste poesie sono popolate di voci e ricche di suoni in attesa di un viaggiatore che li sappia percepire ed ascoltare.

Poco o niente: Eravamo poveri, torneremo poveri

La grande paura del Duemila è di ritornare poveri, di andare incontro a un futuro difficile, di non sapere quale sarà il destino dei figli. Mentre la grande crisi economica di questi anni ha drammaticamente messo a nudo la fragilità del nostro benessere, in questo testo Giampaolo Pansa tenta di rispondere a una domanda cruciale: torneremo poveri come erano i nostri genitori e nonni? Intrecciando racconti familiari e indagini storiche, Pansa mostra il volto autentico e spesso feroce dell’Italia fra l’Ottocento e il Novecento: pochi ricchi decidevano tutto, la miseria era ovunque, le donne venivano costrette a partorire un figlio dopo l’altro, le città erano un inferno in preda al colera e alla malaria, i bordelli prosperavano e il sesso nascosto trionfava. Poco o niente è il ritratto di questo mondo di povertà e fatica, ma è soprattutto un monito a trarre dal nostro recente passato gli insegnamenti indispensabili per affrontare con impegno e coraggio il futuro pieno di incognite che ci attende.
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### Sinossi
La grande paura del Duemila è di ritornare poveri, di andare incontro a un futuro difficile, di non sapere quale sarà il destino dei figli. Mentre la grande crisi economica di questi anni ha drammaticamente messo a nudo la fragilità del nostro benessere, in questo testo Giampaolo Pansa tenta di rispondere a una domanda cruciale: torneremo poveri come erano i nostri genitori e nonni? Intrecciando racconti familiari e indagini storiche, Pansa mostra il volto autentico e spesso feroce dell’Italia fra l’Ottocento e il Novecento: pochi ricchi decidevano tutto, la miseria era ovunque, le donne venivano costrette a partorire un figlio dopo l’altro, le città erano un inferno in preda al colera e alla malaria, i bordelli prosperavano e il sesso nascosto trionfava. Poco o niente è il ritratto di questo mondo di povertà e fatica, ma è soprattutto un monito a trarre dal nostro recente passato gli insegnamenti indispensabili per affrontare con impegno e coraggio il futuro pieno di incognite che ci attende.

Un po’ di sole nell’acqua gelida

Lui è giovane, brillante e ha la fama di un inguaribile rubacuori: è Gilles Lantier, giornalista parigino dell’agenzia France Presse, e convive con una collega americana. Ma quando si ritrova stanco di questa relazione e, in più, si sente esaurito, decide di rifugiarsi a Limoges, in casa della sorella Odile. La vita in provincia non sembra giovargli molto finché non conosce una giovane donna sposata e senza figli, Nathalie, che si innamora di lui a prima vista. Del tutto guarito, Gilles torna a Parigi con la donna che per lui lascia definitivamente il marito. Ma dopo un breve periodo di felicità, tra i due affiorano i contrasti provocati dal comportamento egoistico di Gilles. Dopo aver colto una battuta di Gilles che dichiara ad un amico di poter ormai fare a meno di lei, Nathalie si uccide. Davanti al suo corpo inanimato Gilles piange. Forse cambierà.

PNL è libertà

PNL è libertà: Questo libro contiene idee che possono trasformare la tua vita by Richard Bandler, Owen Fitzpatrick
Un libro in cui si parla di te, della tua vita, delle tue sfide di oggi e di quelle che hai già affrontato, di come ti sei sentito e di come ti senti in questo momento. Una conversazione ispirata in cui il “maestro” Richard Bandler e il suo brillante “allievo” Owen Fitzpatrick si confrontano con intelligenza e creatività sul concetto di libertà personale, offrendo al lettore straordinari strumenti per decidere consapevolmente cosa fare della propria vita.

Plexus

Scritto nel 1953, “Plexus” è la seconda parte del trittico “La Crocifissione rosea”, un’opera scritta da Miller negli anni che vanno dal 1949 al 1960. In questa opera autobiografica Miller racconta gli anni del suo soggiorno newyorkese e del suo incontro con la sua seconda futura moglie (nel romanzo tratteggiata con il nome di Mona). Tema costante nel libro è la vocazione artistica del giovane scrittore, che da Mona viene incoraggiato con forza a scrivere, inducendolo a rifiutare ogni impiego fisso. Al mantenimento di entrambi avrebbe pensato lei, e non sempre con metodi ortodossi. È un romanzo dove il sesso torna utile per contestualizzare anche riflessioni filosofiche e psicologiche, con cui Miller critica con forza il modello di vita americano: una vera e propria pietra dello scandalo messa al bando per quindici anni negli Usa.

Planet-H (“La fine dell’inizio” Vol. 1)

E se tutto quello che vivete non fosse reale?
E se lo scopo della vostra vita fosse una menzogna?
E se viveste in una trappola?
Un libro di fantascienza che si sviluppa partendo da una situazione reale in un percorso tra fantascienza e realtà virtuale; un libro che vi porterà lentamente in altri mondi, aprendo la mente verso altre possibili verità.
Conoscerete i simpatici protagonisti di una storia che vi coinvolgerà sempre di più, fino a farvi dubitare se sia un racconto di fantascienza o una storia vera
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### Sinossi
E se tutto quello che vivete non fosse reale?
E se lo scopo della vostra vita fosse una menzogna?
E se viveste in una trappola?
Un libro di fantascienza che si sviluppa partendo da una situazione reale in un percorso tra fantascienza e realtà virtuale; un libro che vi porterà lentamente in altri mondi, aprendo la mente verso altre possibili verità.
Conoscerete i simpatici protagonisti di una storia che vi coinvolgerà sempre di più, fino a farvi dubitare se sia un racconto di fantascienza o una storia vera

Plagiata: la mia vita nelle mani di un mago

Claudia era una ragazza giovane e bella, fidanzata e innamorata della musica. Simile probabilmente a tante altre. E come tante altre ha attraversato un momento di difficoltà in seguito alla grave malattia della madre. È stato proprio in questa crepa che si è infilato Demos, sedicente mago in contatto col divino, piegando la sua mente a proprio piacimento. Con la scusa di compiere strani rituali, quelle che lui chiamava "le opere", il mago ha iniziato ad abusare sessualmente di Claudia, costringendola a giochi osceni e raccapriccianti, contagiandola infine con il virus dell'HIV. Questa però è una storia a lieto fine. Grazie all'aiuto delle persone più vicine e soprattutto grazie a un coraggio straordinario (e negli effetti assai raro) Claudia è riuscita dopo anni a svegliarsi dal suo incubo, a denunciare il suo oppressore e a ritrovare il sorriso.

Più verde del previsto

Nel 1957 John Christopher prospettò in Morte dell’erba la catastrofica ipotesi della fine dell’umanità per mancanza di verde, e il suo romanzo divenne subito ed è ancora una specie di Bibbia per gli ecologi di tutto il mondo. Ma tra gli stessi ecologi, da qualche tempo, si va facendo strada un terrore opposto. Nelle zone di più denso inquinamento – è stato notato – molte specie vegetali scompaiono, ma altre invece si trasformano, mostrando una tendenza a proliferare mostruosamente e inarrestabilmente… Che avesse ragione Ward Moore? Questo suo Più verde del previsto è del 1947 e finora era stato ignorato perché troppo in contrasto con la dominante ideologia dei punti verdi. Ma oggi?
Copertina di Karel Thole

Più tardi da Amelia

Amelia è una signora colta, una filosofa. Ospitale, la sera apre la sua casa agli amici, per dei cenacoli durante i quali ognuno può esprimersi e imparare. Amelia è anche una signora simpatica. E morta. Strangolata, pare. Unico testimone, il suo grosso gatto nero dagli occhi di smeraldo. Inizia così, in modo quasi sommesso, questo italianissimo romanzo di mistero che si svolge in una città (Genova?) insonnolita e pettegola, con personaggi che paiono tutti familiari, tanto sono reali e ben descritti: un’anziana domestica, un ex marito colto quanto discreto, una giovane neurologa spregiudicata e perfino un astrologo. Fra gli altri. Dalla sordina iniziale, l’azione si dipana tesa e tersa, dietro i passi un po’ stanchi del vice-commissario Panebianco e il fruscio della penna di sua moglie, poliziotta anche lei, a modo suo. Gran bel giallo, insomma, al quale la giuria ha assegnato senza esitazioni il Premio Aberto Tedeschi 1985.