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L’italiana

Die Walsche – titolo originale di questo romanzo di Zoderer, scrittore italiano di lingua tedesca – è la parola, non priva di disprezzo, con cui in Alto Adige i tedeschi definiscono gli italiani. Una difficile convivenza, quella fra due comunità profondamente diverse per storia, lingua e cultura, che finiscono per rinchiudersi in un drammatico isolamento. Di questa diversità è figura emblematica Olga, la protagonista, la “Walsche” del titolo, che ancora giovanissima, lascia insieme alla madre la casa paterna sui monti dell’Alto Adige, esasperata dalla durezza del padre, acceso nazionalista tirolese. Le due donne tentano di costruirsi una nuova vita in una città della pianura. Olga sposa un napoletano, estraniandosi sempre di più dalla sua gente. Una colpa e, per molti suoi compaesani, un tradimento. Il ritorno alla terra d’origine il giorno del funerale del padre, metterà a nudo la lacerazione di Olga, divisa tra le due realtà, tedesca e italiana. Un racconto doloroso, che è anche un dramma politico e storico.

L’Italia spiegata a mio nonno. Lavoro, pensioni e famiglia: un paese che ha rinunciato al futuro

Dal 1997 a oggi il mondo del lavoro italiano ha subito una delle trasformazioni più profonde che l’Italia del dopoguerra ricordi. La cosiddetta riforma Treu e tutta una serie di modifiche legislative che arrivano via via fino alla riforma che prende il nome da Marco Biagi, il professore bolognese ucciso dalle Brigate rosse nel 2002, hanno fatto sì che il mercato del lavoro si sia trasformato fino a perdere molte delle sue caratteristiche tradizionali. Le conseguenze di queste scelte politiche sono state molte, alcune positive e altre meno: se infatti l’Italia ha conosciuto in questi ultimi anni una netta riduzione della disoccupazione, soprattutto giovanile, sono stati proprio i giovani e i più deboli a pagare le amare conseguenze di tanto “riformismo” praticato solo sulla pelle di fasce minoritarie e marginali della popolazione. Federico Mello, in modo acuto e divertente, attraverso una brillante e scanzonata lettera a suo nonno prova a spiegare, senza moralismi e dati alla mano, che cosa sia diventata l’Italia. Lo fa raccontando come e quando si è smantellato il “posto fisso”, ma solo per alcuni, i più giovani. E di come, nel frattempo, l’Italia sia diventata il paese con la classe dirigente più anziana d’occidente. Un paese in cui sembra impossibile concepire qualsiasi ricambio generazionale e qualsiasi riforma delle pensioni o del welfare che non sia un puro e semplice debito lasciato da pagare alle generazioni che verranno.
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Italia segreta

Sotto le nostre case e le nostre strade esiste un universo sotterraneo, che è al contempo fondamento fisico delle nostre città e radice culturale della nostra storia. Un’Italia segreta, vagheggiata, mitizzata, spesso temuta e quasi sempre sconosciuta. In una versione assolutamente reale del Viaggio al centro della Terra di Verne, Mario Tozzi ci accompagna negli inferi del Bel Paese, mostrandoci una realtà che conosciamo poco e male, fatta di catacombe, cunicoli, acquedotti e antiche città. Dalle viscere del Vesuvio alle profondità occulte di Torino, Bologna e Roma; dai cunicoli arabi di Palermo alla civiltà sommersa degli etruschi, passando per quella città unica – Matera – in cui la gente ha abitato per centinaia di secoli anche il sottosuolo. Perché la storia degli uomini è sempre stata legata a quella della Terra, e la conformazione sotterranea del nostro pianeta ha condizionato lo sviluppo tanto delle civiltà antiche quanto di quelle moderne. Con la competenza dello studioso e la capacità di fondere storia e scienza in una narrazione sempre coinvolgente, l’autore racconta un mondo rovesciato, spesso più affascinante di quello che abbiamo costruito in superficie.
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### Sinossi
Sotto le nostre case e le nostre strade esiste un universo sotterraneo, che è al contempo fondamento fisico delle nostre città e radice culturale della nostra storia. Un’Italia segreta, vagheggiata, mitizzata, spesso temuta e quasi sempre sconosciuta. In una versione assolutamente reale del Viaggio al centro della Terra di Verne, Mario Tozzi ci accompagna negli inferi del Bel Paese, mostrandoci una realtà che conosciamo poco e male, fatta di catacombe, cunicoli, acquedotti e antiche città. Dalle viscere del Vesuvio alle profondità occulte di Torino, Bologna e Roma; dai cunicoli arabi di Palermo alla civiltà sommersa degli etruschi, passando per quella città unica – Matera – in cui la gente ha abitato per centinaia di secoli anche il sottosuolo. Perché la storia degli uomini è sempre stata legata a quella della Terra, e la conformazione sotterranea del nostro pianeta ha condizionato lo sviluppo tanto delle civiltà antiche quanto di quelle moderne. Con la competenza dello studioso e la capacità di fondere storia e scienza in una narrazione sempre coinvolgente, l’autore racconta un mondo rovesciato, spesso più affascinante di quello che abbiamo costruito in superficie.

L’Italia l’è malada

Dopo Piccolo Cesare dedicato alla figura e alle ambizioni di grandezza di Silvio Berlusconi e Basso Impero che si concentrava invece – profeticamente come si è visto – sui disastri del maldestro e violento Impero americano di George W. Bush, Giorgio Bocca consacra questo suo ultimo libro di denuncia alla società italiana e alla sua crescente e passiva accettazione del regime berlusconiano. Lo “sguardo lungo” di Bocca – che non si misura sulle brevi oscillazioni dell’attualità politica –, al di là del recente indebolimento elettorale di Forza Italia e del suo leader, vede il risorgere del pericolo autoritario proprio nell’atteggiamento rassegnato e cinico diffuso anche tra coloro che non si riconoscono nel progetto di smantellamento della Costituzione, della giustizia e della solidarietà sociale perseguito dalla Destra. A un potere arrogante e privo di pudore, che si esalta in quotidiane apologie di reato e sta acquisendo un controllo non più mediato ma immediato su tutta la società italiana – dalla tv ai giornali, dallo sport agli affari, il presidente del Consiglio e i suoi uomini decidono direttamente il che cosa, il come, il quando e il quanto – fa riscontro una società civile disattenta, volubile (ieri tutta dietro Mani pulite, oggi in maggioranza contro i giudici), intontita dal consumismo e dal sesso, le merci uniche della tv interamente in mano governativa. Il traguardo verso il quale ci stiamo avviando a grandi passi è quello di una democrazia puramente negativa, di pura tolleranza. Non si incarcerano né si torturano gli oppositori, ma il controllo decisionale è interamente sottratto ai cittadini ai quali rimane soltanto – beninteso non sui mass media che davvero contano – il “diritto di mugugno”. Per un’Italia nata dalla Resistenza, cresciuta nel miracolo economico e capace ai suoi tempi di sconfiggere il terrorismo e impostare una coraggiosa lotta contro la corruzione politica, è una prospettiva davvero poco confortante..
(source: Bol.com)

L’Italia in seconda classe

‟Per una volta, ladies and gentlemen, non allacciatevi le cinture. Don’t fasten your seat belts. Si parte in treno, la Cenerentola dei trasporti. Si fa l’Italia in seconda classe, per linee dimenticate. Buttate dunque a mare duty free, gate, flight, hostess e check-in. Lasciate le salette business a parlamentari e commendatur. Questo è un viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di rottamazione.
‟In tasca, un’idea corsara. Percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Vladivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l’Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero. Il treno, non l’aereo, ha fatto l’Italia. Un piccolo treno come questo che arranca tra praterie e fichi d’India. Siamo in ballo. Il viaggio comincia.”
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### Sinossi
‟Per una volta, ladies and gentlemen, non allacciatevi le cinture. Don’t fasten your seat belts. Si parte in treno, la Cenerentola dei trasporti. Si fa l’Italia in seconda classe, per linee dimenticate. Buttate dunque a mare duty free, gate, flight, hostess e check-in. Lasciate le salette business a parlamentari e commendatur. Questo è un viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di rottamazione.
‟In tasca, un’idea corsara. Percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Vladivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l’Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero. Il treno, non l’aereo, ha fatto l’Italia. Un piccolo treno come questo che arranca tra praterie e fichi d’India. Siamo in ballo. Il viaggio comincia.”

L’Italia del Settecento (Biblioteca Universale Rizzoli)

Per Montanelli e Gervaso il Settecento è un altro ”secolo breve”: aperto dalla morte di Carlo II e dal fallimento del suo progetto d’unità europea, si chiude appena ottantanove anni dopo con la Rivoluzione francese. Una ricostruzione appassionante dei fermenti e delle spinte opposte che hanno sconvolto l’ancien régime e preparato il destino d’Italia.

L’Italia del Risorgimento – 1831-1861: La storia d’Italia #8

Il trentennio affrontato in questo volume – cruciale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa – sembra aprirsi nel segno della restaurazione: i moti del 1831 vengono schiacciati, si riaffermano gli equilibri sanciti dai trattati di Vienna, il nostro Paese resta diviso in Stati solo nominalmente autonomi.
Eppure, nonostante le forze insurrezionali si mostrino deboli e disunite e il vecchio patriottismo della Carboneria fallisca, quei fermenti dimostrano definitivamente la fragilità del sistema, aprendo la strada agli slanci politici e sociali che costituiscono il culmine del Risorgimento. Gli anni che seguono sono densi di avvenimenti e personaggi indimenticabili: la Giovine Italia di Mazzini, Garibaldi, le “Cinque giornate” di Milano, le annessioni piemontesi, la resistenza borbonica, Cattaneo e Cavour, D’Azeglio e i Savoia, la musica patriottica e appassionata di Verdi.
È senza dubbio uno dei momenti più studiati della storia italiana, sul quale però i giudizi continuano a dividersi. Montanelli ce lo racconta attraverso la pura ricostruzione dei fatti, rispondendo senza partigianeria a domande ancora irrisolte: come si è arrivati all’unificazione? Quali conseguenze ha comportato? Un saggio ormai divenuto classico, che ha proposto uno sguardo diverso sul nostro passato, e quindi sul nostro presente. Perché, come dice l’autore, “l’Italia di oggi è figlia di quella del Risorgimento, ed è quindi in questo periodo che ne vanno cercati i caratteri e le malformazioni”.
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### Sinossi
Il trentennio affrontato in questo volume – cruciale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa – sembra aprirsi nel segno della restaurazione: i moti del 1831 vengono schiacciati, si riaffermano gli equilibri sanciti dai trattati di Vienna, il nostro Paese resta diviso in Stati solo nominalmente autonomi.
Eppure, nonostante le forze insurrezionali si mostrino deboli e disunite e il vecchio patriottismo della Carboneria fallisca, quei fermenti dimostrano definitivamente la fragilità del sistema, aprendo la strada agli slanci politici e sociali che costituiscono il culmine del Risorgimento. Gli anni che seguono sono densi di avvenimenti e personaggi indimenticabili: la Giovine Italia di Mazzini, Garibaldi, le “Cinque giornate” di Milano, le annessioni piemontesi, la resistenza borbonica, Cattaneo e Cavour, D’Azeglio e i Savoia, la musica patriottica e appassionata di Verdi.
È senza dubbio uno dei momenti più studiati della storia italiana, sul quale però i giudizi continuano a dividersi. Montanelli ce lo racconta attraverso la pura ricostruzione dei fatti, rispondendo senza partigianeria a domande ancora irrisolte: come si è arrivati all’unificazione? Quali conseguenze ha comportato? Un saggio ormai divenuto classico, che ha proposto uno sguardo diverso sul nostro passato, e quindi sul nostro presente. Perché, come dice l’autore, “l’Italia di oggi è figlia di quella del Risorgimento, ed è quindi in questo periodo che ne vanno cercati i caratteri e le malformazioni”.

L’Italia dei poteri occulti

**Siamo una repubblica fondata sul segreto
Mafia, massoneria, banda della Magliana e molto altro: dall’oscura morte di Roberto Calvi all’elezione di Papa Francesco **
L’oscura morte di Roberto Calvi, ritrovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra, è il culmine di una storia criminale che non ha precedenti nella cronaca nera europea. Frutto amaro degli intrighi e delle cospirazioni illegali che hanno regolato e regolano la vita politica italiana, la vicenda di cui Calvi è stato vittima e protagonista al tempo stesso coinvolge una galleria di personaggi talmente ambigui e pericolosi – dalla mafia all’Opus Dei passando per i servizi segreti italiani, inglesi e americani – da far impallidire i protagonisti de *Il codice Da Vinci*. Il giornalista investigativo Philip Willan, dopo anni di difficili indagini e grazie all’attento esame delle fonti giudiziarie, riesce a penetrare nei misteri che avvolgono gli ultimi giorni di vita di Roberto Calvi, gettando nuova luce sui meccanismi della guerra fredda e sul funzionamento di un apparato disposto a uccidere pur di ostacolare la crescita dei partiti e movimenti di sinistra in Occidente. Così, sulla morte di Calvi si proietta l’ombra della loggia massonica P2: poteri occulti capaci di stravolgere i meccanismi che regolano la vita sociale e di attentare pericolosamente alla stessa democrazia. Un’ombra che persiste ancora ai giorni nostri, che guida sottotraccia i rapporti tra il Vaticano e Licio Gelli, tra la CIA e lo IOR, e che permette di riconoscere un ambiguo disegno anche dietro le straordinarie dimissioni di Benedetto XVI e l’imprevista elezione al soglio pontificio di Francesco.
**Un’inchiesta sensazionale sul più grande mistero criminale del ventesimo secolo**
• Prologo: cena al San Lorenzo
• L’impiccato
• La fonte Podgora
• Il banchiere di Dio
• Il ministero della paura
• La strage di Bologna
• Don Michele
• Un incontro con Licio
• Connessioni vaticane
• Il ruolo della Gran Bretagna
• Londra
• Acqua sotto il ponte
• Avanti adagio
• Tribunali tribolati
• La politica
• Le dimissioni di un papa
• Papa Francesco
**
Giornalista freelance, scrive per diversi giornali inglesi e, con le sue indagini, ha dato un contributo fondamentale alla redazione dei bestseller *In nome di Dio*, scritto da David A. Yallop e dedicato alla misteriosa morte di papa Luciani, e *La grande truffa *di Charles Raw, sul crack del Banco Ambrosiano. Tra le sue pubblicazioni, il volume *I burattinai. Stragi e complotti in Italia*. Vive a Roma da oltre vent’anni e collabora con il quotidiano inglese «The Times».
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### Sinossi
**Siamo una repubblica fondata sul segreto
Mafia, massoneria, banda della Magliana e molto altro: dall’oscura morte di Roberto Calvi all’elezione di Papa Francesco **
L’oscura morte di Roberto Calvi, ritrovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra, è il culmine di una storia criminale che non ha precedenti nella cronaca nera europea. Frutto amaro degli intrighi e delle cospirazioni illegali che hanno regolato e regolano la vita politica italiana, la vicenda di cui Calvi è stato vittima e protagonista al tempo stesso coinvolge una galleria di personaggi talmente ambigui e pericolosi – dalla mafia all’Opus Dei passando per i servizi segreti italiani, inglesi e americani – da far impallidire i protagonisti de *Il codice Da Vinci*. Il giornalista investigativo Philip Willan, dopo anni di difficili indagini e grazie all’attento esame delle fonti giudiziarie, riesce a penetrare nei misteri che avvolgono gli ultimi giorni di vita di Roberto Calvi, gettando nuova luce sui meccanismi della guerra fredda e sul funzionamento di un apparato disposto a uccidere pur di ostacolare la crescita dei partiti e movimenti di sinistra in Occidente. Così, sulla morte di Calvi si proietta l’ombra della loggia massonica P2: poteri occulti capaci di stravolgere i meccanismi che regolano la vita sociale e di attentare pericolosamente alla stessa democrazia. Un’ombra che persiste ancora ai giorni nostri, che guida sottotraccia i rapporti tra il Vaticano e Licio Gelli, tra la CIA e lo IOR, e che permette di riconoscere un ambiguo disegno anche dietro le straordinarie dimissioni di Benedetto XVI e l’imprevista elezione al soglio pontificio di Francesco.
**Un’inchiesta sensazionale sul più grande mistero criminale del ventesimo secolo**
• Prologo: cena al San Lorenzo
• L’impiccato
• La fonte Podgora
• Il banchiere di Dio
• Il ministero della paura
• La strage di Bologna
• Don Michele
• Un incontro con Licio
• Connessioni vaticane
• Il ruolo della Gran Bretagna
• Londra
• Acqua sotto il ponte
• Avanti adagio
• Tribunali tribolati
• La politica
• Le dimissioni di un papa
• Papa Francesco
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Giornalista freelance, scrive per diversi giornali inglesi e, con le sue indagini, ha dato un contributo fondamentale alla redazione dei bestseller *In nome di Dio*, scritto da David A. Yallop e dedicato alla misteriosa morte di papa Luciani, e *La grande truffa *di Charles Raw, sul crack del Banco Ambrosiano. Tra le sue pubblicazioni, il volume *I burattinai. Stragi e complotti in Italia*. Vive a Roma da oltre vent’anni e collabora con il quotidiano inglese «The Times».
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Istruzioni di volo per aquile e polli

Dopo l’invito a scoprire noi stessi e riprenderci la vita di “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”, Anthony De Mello ci conduce un passo avanti nel sentiero della consapevolezza. Con il suo consueto umorismo, tra racconti zen, parabole, esempi concreti e semplici esercizi, ci insegna a dispiegare finalmente le nostre ali e spiccare il volo, spezzando le mille catene che ci vincolano al suolo. Catene che spesso noi stessi ci creiamo, fatte di rimpianti, di vani sensi di colpa, di ansie frenetiche e di paura del futuro. «Il giorno in cui smetterai di correre, arriverai». La nostra vita è nel presente. Dobbiamo imparare ad assaporare ogni singolo istante e solo allora saremo felici. Perché la felicità non dipende dagli avvenimenti che ci accadono, ma dal modo in cui li percepiamo e li affrontiamo. Qui e ora. E tutto diventa possibile.

L’istinto del sangue

Parigi. Nel parcheggio sotterraneo di una casa di cura, le fioche luci al neon illuminano il corpo orribilmente dilaniato di Marion Cantelau, un’infermiera. Intorno al cadavere fatto a pezzi, impronte di mani e piedi nudi. Sulle pareti, vergati con sangue misto a polvere d’ocra, disegni simili a graffiti preistorici. Jeanne Korowa, giovane giudice istruttore di Nanterre, non dovrebbe nemmeno trovarsi lì, vi è capitata per caso, solo per aiutare un suo collega. Eppure la scena del delitto le è tristemente familiare e risveglia un dolore sconvolgente: la morte della sorella, uccisa nello stesso modo. E quella di molte altre donne, assassinate come lei. Un macabro rituale, perpetrato più e più volte nel corso degli anni. Per questo non può fare a meno di gettarsi a capofitto in un’indagine parallela. Un’indagine illegale e molto pericolosa, visto che il numero delle vittime continua a salire. Tutte donne, tutte collegate in qualche modo allo studio di uno psicoanalista, Antoine Féraud, e a un suo giovane e psicotico paziente. Jeanne è più che mai determinata a seguire fino in fondo questa pista, un sentiero accidentato di sangue e paura che la conduce fino in Nicaragua, in Guatemala, nelle paludi argentine e infine a Campo Alegre, nella terrificante Foresta delle Anime. Un luogo dove i misteri di un’antica civiltà gettano un’ombra crudele e inquietante su tutti coloro che vi si avventurano.

L’istinto del lupo

Il confine che separa le ville dei ricchi dai bivacchi dei senza tetto è sottile come la lama di un coltello. Da una parte, donne avvolte nel profumo francese, domestici in livrea e ragazze au pair che parlano tutte le lingue del mondo. Dall’atra, le mense di carità, i giacigli improvvisati nel freddo della notte, l’amore rubato alla disperazione quotidiana. A cavallo tra questi due mondi, la favola feroce del ragazzo che divenne Lupo è un treno che corre lungo scene di ordinaria violenza e struggente stupore; aggressioni, lotte, tradimenti, omicidi e vendette che, senza tregua, impongono al protagonista di fare la sua scelta e di affrontare la dura scuola della vita. Sullo sfondo di avventure nere e romantiche, le inquietudini della generazione degli anni Settanta, il furore politico e le battaglie a colpi di chiave inglese che anticipano i bagliori del terrorismo.

Istantanee

Secondo la definizione di Salvatore Battaglia nel Grande dizionario della lingua italiana, l’istantanea è eseguita con un tempo di esposizione molto breve senza l’impiego di un sostegno. Claudio Magris compone un florilegio di istantanee, raccolte in ordine cronologico, dal 1999 al 2016. In esse Magris ritaglia piccoli e grandi aspetti della vita quotidiana, della vita politica, della nostra intimità. Stigmatizza false credenze, modi di dire, comportamenti che nascondono abissi di incomprensione e superficialità; sottolinea piccoli gesti, nascosti, che rivelano l’ampiezza dell’animo umano. Pesca dalla storia e dalla letteratura situazioni sorprendenti, capaci di illuminare il presente confuso in cui viviamo. Ne emerge una piccola commedia umana, un affresco unitario delle nostre vite nevrotiche, il cui telaio è lo spirito caustico, ironico, sempre pieno di pietas dell’autore, autentico moralista (nel senso alto del termine) dei nostri tempi. Che non ci dice mai come dobbiamo essere o vivere, ma ci invita a guardarci con rigore e tenerezza. E alla fine di questo viaggio ci saluta con un invito: “Solo quando puoi nuovamente ridere, dice una scritta letta più di trent’anni fa sulla porta del Duomo di Linz, hai veramente perdonato.”
(source: Bol.com)

Istantanea di un amore

Parigi, 1935. Si è lasciata la Germania alle spalle, ma la paura è ancora dentro di lei, sedimentata nella sua anima. Per questo la giovane Gerta si chiede come André – anche lui ebreo e profugo – riesca a vivere con tanta leggerezza, a sorridere alla vita con quegli occhi nerissimi, ad avere in testa solo la fotografia. Tuttavia, d’un tratto, pure nello sguardo di André lei coglie un’ombra: il timore di essere solo un fantasma che fotografa altri fantasmi. È in quel momento che Gerta capisce di amarlo, e di volerlo salvare dalle sue ossessioni. Quindi inventa per entrambi una nuova identità: lui sarà Robert Capa, un fotografo americano ricco, bello e famoso; lei sarà Gerda Taro, la sua manager. Insieme si lanciano alla conquista del mondo, delle storie più esaltanti, delle immagini più vere. E insieme, allo scoppio della guerra civile spagnola, decidono di sposare la causa delle Brigate Internazionali e di partire per il fronte, convinti di poter segnare il corso della Storia, e ignari che quella guerra, destinata a infrangere le speranze di pace e di libertà coltivate da un’intera generazione, non avrà pietà neppure di loro e li condannerà alla separazione definitiva, unendoli tuttavia per sempre nella leggenda… Con tutta l’intensità di quegli anni convulsi, rintracciando le impronte leggere eppure indelebili dei sentimenti, questo romanzo di Susana Fortes ci consegna una struggente raccolta d’istantanee di due persone eccezionali, che hanno vissuto un amore unico e irripetibile, definitivo come lo scatto di una macchina fotografica e palpitante come la luce di una stella.

Isole nella rete

Siamo nel futuro prossimo venturo. Il mondo è dominato dalle multinazionali e dalla Rete, un complesso sistema telematico che gestisce tutte le informazioni ed è il perno della politica e dell’economia globale. In una società sostanzialmente priva di grandi conflitti, si inserisce la presenza anonala di covi-data, banche d’informazione pirata che svolgono una funzione fondamentale di suporto e di disturbo del sistema telematico internazionale. In questo scenario, durante un convegno organizzato da una grande multinazionale per stabilire una sorta di armistizio coi pirati telematici, un attacco terroristico mette in discussione non solo il ‘patto’ che si tenta di stipulare, ma l’intero equilibrio mondiale. Laura Webster decide allora di rintracciare i responsabili dell’assassinio che ha messo in pericolo i suoi affetti e le sue ambizioni, e di intraprednere un viaggio attraverso le crude realtà di una società vertiginosa e spietata.

L’isola. Una storia misteriosa

Non si è mai fidato del bel mondo. Per lui, uomo schivo e di poche pretese, l’isola di Sylt, un paradiso naturale nell’arcipelago delle Frisone, è piena di gente ricca e snob. Purtroppo Clara, la sua compagna, adora trascorrere là le vacanze e lui l’accompagna di malavoglia, temendo che quell’ambiente luccicante possa catturarla. E forse è proprio ciò che è successo: Clara scompare misteriosamente. A lui non resta che cercarla, ricostruendo le ultime ore passate con la donna, alla ricerca di un minimo indizio. Tra paesaggi selvaggi e panorami mozzafiato “L’isola” è un romanzo di forte intensità sospeso tra la bellezza solare dei luoghi e l’inquietudine oscura dei sentimenti.

L’isola senza memoria

«Ho creduto che sull’isola di Goli Otok non ci fosse niente, che non fosse accaduto nulla.Fu un gulag e poi una colonia penale fino al 1988».
L’isola senza memoria di cui si parla nel libro è l’isola di Goli Otok in Croazia, divenuta tristemente nota per la presenza di un gulag jugoslavo destinato a ospitare gli oppositori al regime di Tito. Qui, dopo la rottura tra Stalin e Tito del 1948, vennero infatti deportati molti dei comunisti vicini alle posizioni staliniste. Il totale dei detenuti politici fu di circa 30.000 (circa 300 gli italiani), 4.000 circa i morti per torture o pestaggi. Solo nel 1956 l’isola cessò di essere un campo di ‘rieducazione politica’.
Ma per molti anni questa realtà non ebbe alcuna pubblica denuncia, non c’è stato un solo testimone che abbia consegnato quei fatti alla memoria.
La conoscenza di Ligio Zanini, un poeta che fu prigioniero nel campo, pone all’autore una domanda ineludibile: come era stato possibile non sapere cosa era accaduto in un luogo così vicino alla sua casa? Assistiamo così, pagina dopo pagina, al nascere di una coscienza che si forma, per caso e per ostinazione, circoscrivendo il tema della responsabilità individuale di fronte agli eventi della storia.
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### Sinossi
«Ho creduto che sull’isola di Goli Otok non ci fosse niente, che non fosse accaduto nulla.Fu un gulag e poi una colonia penale fino al 1988».
L’isola senza memoria di cui si parla nel libro è l’isola di Goli Otok in Croazia, divenuta tristemente nota per la presenza di un gulag jugoslavo destinato a ospitare gli oppositori al regime di Tito. Qui, dopo la rottura tra Stalin e Tito del 1948, vennero infatti deportati molti dei comunisti vicini alle posizioni staliniste. Il totale dei detenuti politici fu di circa 30.000 (circa 300 gli italiani), 4.000 circa i morti per torture o pestaggi. Solo nel 1956 l’isola cessò di essere un campo di ‘rieducazione politica’.
Ma per molti anni questa realtà non ebbe alcuna pubblica denuncia, non c’è stato un solo testimone che abbia consegnato quei fatti alla memoria.
La conoscenza di Ligio Zanini, un poeta che fu prigioniero nel campo, pone all’autore una domanda ineludibile: come era stato possibile non sapere cosa era accaduto in un luogo così vicino alla sua casa? Assistiamo così, pagina dopo pagina, al nascere di una coscienza che si forma, per caso e per ostinazione, circoscrivendo il tema della responsabilità individuale di fronte agli eventi della storia.