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Un vaso d’alabastro illuminato dall’interno

Un moto sussultorio accompagna il transito terreno di Byron: una furiosa galoppata che possiamo ripercorrere attraverso questi Diari, unici scampati al rogo delle sue memorie. Sono sei documenti di epoche cruciali: un diario londinese, all’apice del successo mondano e letterario; il diario di un viaggio nell’Oberland bernese; un diario ravennate ove s’intrecciano i conclamati amori con Teresa Guiccioli e i moti carbonari; un breve zibaldone; una raccolta di ‘pensieri slegati’, che mostrano un Byron epigrammatico; e infine il diario della Grecia, interrotto dalla morte a Missolungi. Ne risulta un mosso ma preciso quadro della turbolenta traiettoria byroniana. Lo stile è secco, tagliente, vivace, corso da un brivido ancora settecentesco e un’elettricità tutta romantica. Le dolorose, feconde contraddizioni si fondono in un unicum che rivela la fascinosa, fatale sintonia tra l’autore-personaggio e la nuova generazione, motivo di una celebrità fino a lui impensabile; e poi il carisma, la natura camaleontica, il mistero e il magnetismo – ingredienti che, agitati come si conviene dalla sorte, vanno a comporre una miscela capace ancora di stordire.

(source: Bol.com)

Il Vantone Di Plauto

Pier Paolo Pasolini tradusse il Miles Gloriosus nel 1963, in tre settimane, su richiesta di Vittorio Gassman che aveva progettato di portare in scena il testo di Plauto. L’allestimento non venne realizzato, ma quella traduzione arrivò sulle scene alla fine dello stesso anno (e venne pubblicata in volume poco dopo), suscitando le immancabili (nel caso di Pasolini) discussioni e polemiche. Nel misurarsi con la lingua di Plauto (o meglio, nel ritrovarne l’anima e nel ridarle vita), la scelta del traduttore fu duplice. In primo luogo, l’uso del romanesco: utilizzando con sapienza «un italiano tra Belli e Molière», scrive nella sua presentazione Umberto Todini, Pasolini è riuscito «a mimare la pulsione vitale, liberatoria, antiegemonica, culturale o teatrale che sia», dell’originale. Strettamente legato a questa opzione linguistica, è il richiamo all’avanspettacolo: l’unica possibilità, secondo Pasolini, per recuperare «qualcosa di vagamente analogo al teatro di Plauto, di così sanguignamente plebeo, capace di dar luogo a uno scambio altrettanto intenso, ammiccante e dialogante, tra testo e pubblico».
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### Sinossi
Pier Paolo Pasolini tradusse il Miles Gloriosus nel 1963, in tre settimane, su richiesta di Vittorio Gassman che aveva progettato di portare in scena il testo di Plauto. L’allestimento non venne realizzato, ma quella traduzione arrivò sulle scene alla fine dello stesso anno (e venne pubblicata in volume poco dopo), suscitando le immancabili (nel caso di Pasolini) discussioni e polemiche. Nel misurarsi con la lingua di Plauto (o meglio, nel ritrovarne l’anima e nel ridarle vita), la scelta del traduttore fu duplice. In primo luogo, l’uso del romanesco: utilizzando con sapienza «un italiano tra Belli e Molière», scrive nella sua presentazione Umberto Todini, Pasolini è riuscito «a mimare la pulsione vitale, liberatoria, antiegemonica, culturale o teatrale che sia», dell’originale. Strettamente legato a questa opzione linguistica, è il richiamo all’avanspettacolo: l’unica possibilità, secondo Pasolini, per recuperare «qualcosa di vagamente analogo al teatro di Plauto, di così sanguignamente plebeo, capace di dar luogo a uno scambio altrettanto intenso, ammiccante e dialogante, tra testo e pubblico».

Vanish. La traditrice (Trilogia Draki Vol. 2)

Ho tradito il mio clan per amore di un cacciatore. Ho rivelato la mia natura draki trasformandomi proprio davanti agli avversari di sempre, uomini capaci di ogni malvagità, di ogni bassezza. Era l’unica cosa da fare per salvare la vita a Will, il mio amore, il mio nemico. Senza l’intervento di Cassian, il principe ereditario, sarei finita peggio che morta, e di fronte a un gesto simile, nessuna ragazza può restare indifferente, nemmeno io. Il compromesso è stato abbandonare Will e tornare a vivere con il clan, ma non più come futura regina. Nessuno parla a una traditrice, nessuno vuole avere a che fare con me, nessuno capisce quello che ho fatto e perché. Nemmeno mia sorella Tamra, la mia gemella, innamorata di Cassian da sempre. Tutto si complica quando Will supera le barriere protettive del clan per ritrovarmi e, senza saperlo, si porta dietro la sua famiglia. Tutti cacciatori, dal primo all’ultimo.
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### Sinossi
Ho tradito il mio clan per amore di un cacciatore. Ho rivelato la mia natura draki trasformandomi proprio davanti agli avversari di sempre, uomini capaci di ogni malvagità, di ogni bassezza. Era l’unica cosa da fare per salvare la vita a Will, il mio amore, il mio nemico. Senza l’intervento di Cassian, il principe ereditario, sarei finita peggio che morta, e di fronte a un gesto simile, nessuna ragazza può restare indifferente, nemmeno io. Il compromesso è stato abbandonare Will e tornare a vivere con il clan, ma non più come futura regina. Nessuno parla a una traditrice, nessuno vuole avere a che fare con me, nessuno capisce quello che ho fatto e perché. Nemmeno mia sorella Tamra, la mia gemella, innamorata di Cassian da sempre. Tutto si complica quando Will supera le barriere protettive del clan per ritrovarmi e, senza saperlo, si porta dietro la sua famiglia. Tutti cacciatori, dal primo all’ultimo.

Vaniglia e cioccolato

Vaniglia e cioccolato: due gusti diversi, che però insieme legano benissimo. Come capita, talvolta, nell’amore. Com’è capitato anche a Pepe e Andrea, che dopo diciott’anni di matrimonio e tre figli non hanno mai smesso d’amarsi. Ma un giorno la magica alchimia si spezza e lei, delusa e umiliata dalle scappatelle del marito, decide di andarsene e lasciarlo da solo a cavarsela con i mille problemi quotidiani. Una separazione che tuttavia si rivela decisiva per entrambi, aiutandoli a far chiarezza in se stessi e a ritrovarsi…
(source: Bol.com)

Il vangelo di Maria

Padre Gabriele Amorth, noto esorcista ed esperto in mariologia, ripercorre la vicenda evangelica della Vergine Maria e spiega il significato dei dogmi mariani, del culto e della devozione popolare. Scritto in un linguaggio semplice e chiaro – come nello stile dell’autore – il libro si rivolge a tutti i credenti. Ogni capitolo è accompagnato da un box con spunti di riflessione.
(source: Bol.com)

Il Vampiro

Septienne incontra Charles, una sua vecchia conoscenza. Creatore del suo stesso creatore, è piuttosto difficile da evitare, ma il vampiro “più giovane” non vuole sentire ragioni: quel tizio è un francese e a lui i francesi proprio non vanno giù, anche se sono belli e bravi a letto come quello che si trova di fronte.

Il vampiro Marius

Si chiamava Thorne e da secoli dormiva in una caverna tra i ghiacci, svegliandosi di tanto in tanto per nutrirsi con il sangue dei locali cacciatori delle nevi. Grazie alle sue doti medianiche poteva sentire i pensieri degli altri bevitori di sangue, e attraverso i loro occhi osservare quello che succedeva nel mondo. Finché un giorno una catastrofe si abbatté sul mondo dei vampiri. Si era risvegliata una regina che sosteneva di racchiudere in sé il Sacro Nucleo della sua stirpe e aveva cominciato ad annientare tutti i bevitori di sangue sparsi nel mondo. Thorne sentì le loro grida; attraverso i loro occhi vide la crudeltà con cui la malvagia creatura li eliminava, e dopo aver sofferto in silenzio per la morte di tanti compagni decise che era giunto il momento di interrompere il suo sonno infinito e di ritornare nel mondo.Viaggiò per diversi giorni senza sole e per molte notti di mezzo inverno, e ben presto percepì il richiamo di un bevitore di sangue millenario. Lo incontrò in una fumosa taverna e scoprì di avere di fronte Marius, l’immortale vampiro che per secoli aveva amato e custodito i Sacri Genitori della loro razza dannata. Thorne era stanco dei sussurri percepiti con le sue doti medianiche, desiderava sentire parole vere, pronunciate ad alta voce, ma soprattutto voleva capire. E l’unico in grado di spiegargli ogni cosa era lì, davanti a lui. L’unico che poteva raccontargli tutto quello che sapeva, sin dall’inizio, benché sapesse che la conoscenza non avrebbe potuto, in ogni caso, garantirgli la salvezza…

Il vampiro di Atlantide

Da quando la sua amata compagna Susan è stata uccisa, Layel, re dei vampiri, vive solo per la vendetta. E niente, nemmeno il desiderio divorante che prova per l’affascinante Delilah, può distoglierlo dai suoi cupi propositi. Del resto neppure lei ha tempo da dedicare a un’emozione inutile come l’amore, anche se indubbiamente quel tormentato vampiro riesce a suscitarle dentro sensazioni deliziose. Finché si ritrovano intrappolati su un’isola e devono scegliere se cedere a una passione che li unirà per sempre, o restare separati per l’eternità.

I vampiri della metropoli (eNewton Zeroquarantanove)

A poco tempo dalla morte di George T. Baggin, l’operatore di Borsa più disonesto che Londra abbia mai visto, nel mondo degli affari si verificano paurosi sommovimenti, come fosse all’opera qualche macchinazione internazionale per destabilizzare l’intero apparato finanziario inglese. Cosa sta succedendo nella City? Industrie, birrerie, lanifici… il valore delle azioni che godevano di maggiore stabilità crolla improvvisamente, con conseguenze difficili da valutare.
Uno dei più avvincenti gialli usciti dalla penna di Edgar Wallace.
**Edgar Wallace**
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con* I quattro giusti*, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo *King Kong*. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.
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### Sinossi
A poco tempo dalla morte di George T. Baggin, l’operatore di Borsa più disonesto che Londra abbia mai visto, nel mondo degli affari si verificano paurosi sommovimenti, come fosse all’opera qualche macchinazione internazionale per destabilizzare l’intero apparato finanziario inglese. Cosa sta succedendo nella City? Industrie, birrerie, lanifici… il valore delle azioni che godevano di maggiore stabilità crolla improvvisamente, con conseguenze difficili da valutare.
Uno dei più avvincenti gialli usciti dalla penna di Edgar Wallace.
**Edgar Wallace**
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con* I quattro giusti*, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo *King Kong*. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.

La valle di Aldur

Continua nella magica terra di Maragor, ai limiti dell’impero di Tolnedra, la cerca di Garion e compagni per riportare l’Orb, la magica gemma che protegge i regni d’Occidente, nella reggia dei re di Riva. Ora Garion deve raggiungere una torre arcana, nel cuore di terre considerate maledette, per fronteggiare un temuto e misterioso mago. Ma anch’egli sta imparando a servirsi della magia e sta scoprendo in sé insospettate risorse e strani poteri. È forse per questo che Ce’Nedra, principessa di Tolnedra, si sente sempre più attratta da questo giovane, che resta pur sempre solo un garzone di stalla? O i suoi zii sono veramente maghi senza tempo?

La valle di Aldur – Il castello incantato

Continua il viaggio avventuroso del giovane mago Garion alla ricerca del prezioso Globo di Aldur, il gioiello che protegge l’Occidente dall’avanzata delle forze del male capeggiate dal crudele negromante Chtucik. Accompagnato dalla bellissima maga Polgara e dall’Uomo Eterno, il Divino Belgarath, il ragazzo si addentrerà in nuove terre affascinanti e misteriose, attraversando il magico mondo sotterraneo di Ulgoland, la pacifica valle di Aldur e le distese desolate e desertiche abitate dai Murgo fino a raggiungere la torretta dove è custodita la pietra che nessuno può toccare. Il malvagio dio Torak giace ancora addormentato, ma si avvicina il momento del suo risveglio e del confronto finale fra le forze del bene e del male.

La valle dell’Eden

Nel paese di Nod, a est de] giardino dell’Eden, dove la progenie di Caino andò a vivere secondo la leggenda biblica e che nel romanzo di John Steinbeck corrisponde simbolicamente alla valle percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale, si intrecciano le storie di due famiglie, gli Hamilton e i Trask. Protagonisti della saga, che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale, da una parte il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall’Irlanda; e, dall’altra, Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles, e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione di Eva e di Satana allo stesso tempo, emblema del male nel mondo, con il quale tutti nel corso della lunga vicenda devono misurarsi. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1952 e ora riproposto nella nuova traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, “La valle dell’Eden” è il romanzo in cui Steinbeck ha creato i suoi personaggi più affascinanti e ha esplorato più a fondo i suoi temi ricorrenti: il mistero dell’identità, l’ineffabilità dell’amore e le conseguenze tragiche della mancanza d’affetto. Al tempo stesso saga famigliare e moderna trasposizione del mito, “La valle dell’Eden” è il capolavoro della maturità di Steinbeck, da cui nel 1955 Elia Kazan ha tratto l’omonimo film con James Dean. Introduzione di Luigi Sampietro.
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La valle degli spiriti (eNewton Zeroquarantanove)

Quando Andrew Macleod, investigatore dilettante, parte in compagnia di una pila di libri e una canna da pesca che promette meraviglie, non può prevedere che la sua sospirata vacanza verrà interrotta da un abile scassinatore che preleva dalla cassaforte della Regent Diamond Syndicate alcuni pacchetti contenenti preziosissime gemme. Tutto si complica quando le indagini portano Andy a Beverley Green, una cittadina dove, a detta di qualcuno, si aggirano gli spiriti: fantasmi che ti sfiorano mentre cammini e che terrorizzano lo cittadina … Per Andrew Macleod si prospetta una straordinaria e pericolosa avventura, nella migliore tradizione di Edgar Wallace.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Quando Andrew Macleod, investigatore dilettante, parte in compagnia di una pila di libri e una canna da pesca che promette meraviglie, non può prevedere che la sua sospirata vacanza verrà interrotta da un abile scassinatore che preleva dalla cassaforte della Regent Diamond Syndicate alcuni pacchetti contenenti preziosissime gemme. Tutto si complica quando le indagini portano Andy a Beverley Green, una cittadina dove, a detta di qualcuno, si aggirano gli spiriti: fantasmi che ti sfiorano mentre cammini e che terrorizzano lo cittadina … Per Andrew Macleod si prospetta una straordinaria e pericolosa avventura, nella migliore tradizione di Edgar Wallace.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

La valle degli eroi

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I miti possono uccidere. Questo imparano i giovani appartenenti alle Dodici Case degli Eroi della Valle, a cui la tradizione vieta di superare i pericolosi confini dei Tumuli: chi infrange il divieto rischia una morte orribile, divorato (o peggio) dagli spaventosi Trow. Ma il giovane Halli della Casa di Svein č diviso tra il rispetto delle regole e il desiderio di diventare a sua volta un grande Eroe, come il suo illustre antenato. Varcare i confini e ricoprirsi di gloria: ecco il suo sogno. Niente a che fare con le noiose incombenze quotidiane.Purtroppo Halli non č alto e biondo come i suoi fratelli: piccolo, rotondetto e con una spiccata tendenza a fare scherzi a tutti, sembra che sia solo questione di tempo prima che si cacci seriamente nei guai. E infatti, dopo lennesimo scherzo giocato ai danni del viscido Ragnar della Casa di Hakon, la situazione precipita, mettendo in moto una catena di eventi catastrofici quanto imprevedibili. Per rimediarvi, Halli č costretto ad abbandonare la sua casa, a sfidare le leggi dei suoi pari e della sua famiglia, a scontrarsi con briganti, mostri e nobili assetati di vendetta; e a cercare aiuto in una pestifera ragazza che insieme a lui accetterŕ di mettere in pericolo se stessa, le loro Case e la vita dei popoli della Valle Un romanzo indimenticabile, dove un autore di grandissimo talento svela il lato oscuro del mito e la cupa veritŕ che giace nascosta dietro le leggende; la storia di Halli č insieme la saga di un eroe irresistibile e una riflessione sul coraggio e lintelligenza, contro la fede cieca e il fanatismo superstizioso.
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### Sinossi
I miti possono uccidere. Questo imparano i giovani appartenenti alle Dodici Case degli Eroi della Valle, a cui la tradizione vieta di superare i pericolosi confini dei Tumuli: chi infrange il divieto rischia una morte orribile, divorato (o peggio) dagli spaventosi Trow. Ma il giovane Halli della Casa di Svein č diviso tra il rispetto delle regole e il desiderio di diventare a sua volta un grande Eroe, come il suo illustre antenato. Varcare i confini e ricoprirsi di gloria: ecco il suo sogno. Niente a che fare con le noiose incombenze quotidiane.Purtroppo Halli non č alto e biondo come i suoi fratelli: piccolo, rotondetto e con una spiccata tendenza a fare scherzi a tutti, sembra che sia solo questione di tempo prima che si cacci seriamente nei guai. E infatti, dopo lennesimo scherzo giocato ai danni del viscido Ragnar della Casa di Hakon, la situazione precipita, mettendo in moto una catena di eventi catastrofici quanto imprevedibili. Per rimediarvi, Halli č costretto ad abbandonare la sua casa, a sfidare le leggi dei suoi pari e della sua famiglia, a scontrarsi con briganti, mostri e nobili assetati di vendetta; e a cercare aiuto in una pestifera ragazza che insieme a lui accetterŕ di mettere in pericolo se stessa, le loro Case e la vita dei popoli della Valle Un romanzo indimenticabile, dove un autore di grandissimo talento svela il lato oscuro del mito e la cupa veritŕ che giace nascosta dietro le leggende; la storia di Halli č insieme la saga di un eroe irresistibile e una riflessione sul coraggio e lintelligenza, contro la fede cieca e il fanatismo superstizioso.

Vajont: quelli del dopo

Fu come un colpo di falce, il 9 ottobre 1963, alle 22.45 duemila persone e un intero paese furono cancellati per sempre. Più di quarant’anni sono passati e il ricordo dei morti è ancora sospeso sulla valle. Anche se i fatti di quella terribile notte diventano sempre più lontani, quel passato resta inciso sulla pelle di chi l’ha vissuto. Come Mauro Corona, lo scrittore-alpinista di Erto; e come i personaggi di questo testo inedito. All’osteria del Gallo Cedrone sei uomini si ritrovano a discutere fuori dai denti, tra un bicchiere di vino e l’altro, sulle responsabilità della tragedia; sul dopo Vajont, sui chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso. Dalle loro parole ruvide e coinvolte emergono accuse, notizie, fatti. E soprattutto il ritratto di un piccolo popolo pieno di inestinguibile dolore, ma mai vinto.
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### Sinossi
Fu come un colpo di falce, il 9 ottobre 1963, alle 22.45 duemila persone e un intero paese furono cancellati per sempre. Più di quarant’anni sono passati e il ricordo dei morti è ancora sospeso sulla valle. Anche se i fatti di quella terribile notte diventano sempre più lontani, quel passato resta inciso sulla pelle di chi l’ha vissuto. Come Mauro Corona, lo scrittore-alpinista di Erto; e come i personaggi di questo testo inedito. All’osteria del Gallo Cedrone sei uomini si ritrovano a discutere fuori dai denti, tra un bicchiere di vino e l’altro, sulle responsabilità della tragedia; sul dopo Vajont, sui chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso. Dalle loro parole ruvide e coinvolte emergono accuse, notizie, fatti. E soprattutto il ritratto di un piccolo popolo pieno di inestinguibile dolore, ma mai vinto.

I vagabondi del Dharma

Pubblicato nel 1958, I vagabondi del Dharma rappresenta il seguito ideale del romanzo più celebre di Kerouac, quel Sulla strada considerato fin dal suo primo apparire una sorta di ”Bibbia della Beat Generation”. Anche nei Vagabondi, sempre di forte matrice autobiografica, lo scrittore racconta le avventure dei suoi discepoli e confratelli beatnik impegnati nella ricerca, disordinata ma sincera, di una nuova verità. Verità che, soprattutto grazie all’influsso della scuola Zen di San Francisco, Kerouac e i suoi identificano con gli insegnamenti buddhisti. Il loro percorso spirituale è costellato di omeriche bevute nei ritrovi fumosi del quartiere cinese di San Francisco così come di esaltanti scalate fra le montagne inviolate della California; di meditazioni notturne nei boschi o sulle spiagge solitarie ma anche di riti di sfrenata sessualità. Su tutto, la prosa ora lirica ora umoristica di Kerouac, ricca di echi musicali, che rende la narrazione sempre avvincente e serrata, mai lenta, neppure nelle pagine di più profonda meditazione e di più intenso lirismo descrittivo.
(source: Bol.com)