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Cinquanta vacanze orrende

Dopo il successo di Cento lavori orrendi, Dan Kieran ci accompagna attraverso cinquanta storie tragicomiche per raccontare le peggiori esperienze in tema di vacanze. Dagli anni sessanta al duemila, crociere alle Bahamas, viaggi d’affari in Costa Azzurra, soggiorni in Indonesia, scambi culturali in Svezia, piramidi egiziane, isole greche, Waikiki beach, Stonehenge, Las Vegas, Cipro, la spiaggia di Paolem, Bucarest, per fare solo qualche esempio; il tutto condito con uragani, piogge torrenziali, paludi, hotel imbarazzanti, malattie esotiche, cibi immangiabili, intossicazioni, liti, infortuni e non solo. Insomma: quando una vacanza desiderata e attesa si trasforma in un incubo.
Il volume propone altresí tre inserti curati da Tourism Concern sulle cinque destinazioni ecologicamente piú devastanti al mondo, le cinque piú pericolose e le cinque piú immorali.
Completano ciascun itinerario curiosità e informazioni utili e divertenti.

Cinquanta smagliature di Gina

In ogni donna ci sono almeno cinquanta (mila) sfumature, sbavature, smagliature, che la rendono tanto ricca interiormente quanto incomprensibile all’altra metà del cielo. In questo libro, di smagliature femminili ne racconteremo soltanto cinquanta, un numero che va molto di moda in questo momento. Ma cosa si intende per smagliature? Be’, si intende quel po’ di sovrappeso emotivo che tutte noi abbiamo, quelle bislacche imperfezioni che ci rendono così ipersensibili, complicate, esperte di film dell’orrore che proiettiamo dentro di noi ogni volta che per esempio un fidanzato non risponde subito ai nostri sms (non mi ama più e/o sta scrivendo a un’altra), un’amica ci trova un po’ stanche (stanca? Vuol dire brutta?), la bilancia segna un etto in più (ecco, sono obesa). ”Cinquanta smagliature di Gina” vi propone un rimedio naturale al cento per cento, consigliatissimo contro le smagliature interiori. Si chiama autoironia. Che, combinazione, oltre a far più bella la pelle come ogni sorriso, è l’arma di seduzione più efficace che ci sia. Meglio del botox. Le più coraggiose, o le più sfacciatamente ottimiste, potrebbero far leggere questo libro anche ai propri uomini, così magari (magari, eh) loro capirebbero qualcosa sulle donne. Ché la speranza è l’ultima a smagliarsi. Ah, ancora una cosa, Gine: è ufficiale, la perfezione è un’immensa cazzata.
(source: Bol.com)

Cina. La Distribuzione E La Vendita Al Dettaglio

Da paese produttore a paese consumatore: le aziende non guardano più alla Cina solo come luogo dove avviare stabilimenti di produzione che servano l’export, ma come nuovo mercato dove aprire punti vendita. Il governo sostiene questa inversione di rotta con l’approvazione di un piano quinquennale (2011-2015) per lo sviluppo del “consumatore cinese”. A conferma di questa tendenza nei primi due mesi dell’anno c’è già stato un aumento del 15,8% dei consumi interni rispetto al 2010. In questa guida sono descritti i metodi di ingresso nel settore commerciale cinese: l’investitore straniero può appoggiarsi a strutture di distribuzione esistenti oppure costituire una FICE (Foreign Invested Commercial Enterprise) e aprire punti vendita diretti. Vengono inoltre illustrati altri aspetti dell’attività commerciale: possibilità di franchising, controllo delle operazioni di scambio e qualità dei prodotti, registrazione dei marchi, dazi doganali, imposte indirette.

Il cimitero di pianoforti

In questa cronaca familiare portoghese si alternano e sovrappongono le voci di un padre e di un figlio. Il primo, morto dopo una lunga malattia, ripercorre la propria esistenza, fatta di molte illusioni e molti fallimenti, e osserva, senza intervenire, il presente da cui ormai è escluso; il secondo rivive il passato e immagina il futuro mentre, ai Giochi olimpici di Stoccolma del 1912, partecipa alla maratona. Non avrà la gioia di conoscere il bambino che sua moglie sta per mettere al mondo: è destinato infatti a morire durante la corsa, stroncato da un’insolazione. Le parole di entrambi si mescolano nel ripercorrere un quadro atemporale e trascendente in cui l’esistenza si rivela mistero e solitudine. Al centro degli avvenimenti, la bottega di falegname di Francisco Lázaro che, tramandata di padre in figlio, nasconde una stanza tenuta sempre chiusa: è stipata di vecchi e malandati pianoforti, muti testimoni delle alterne vicissitudini della vita. Frammentario e solo apparentemente sconnesso, perché modellato sulla tortuosità del filo dei ricordi, lo stile virtuoso e musicale di Peixoto conduce il lettore nell’intimità più pudica e miserabile dei suoi personaggi, dove la tenerezza si scontra con la crudeltà, e la morte, nonostante tutto, concede spazio alla vita. Quella stanza chiusa, il cimitero dei pianoforti, è la metafora dell’esistenza, è quella zona d’ombra e di conforto in cui si recuperano gli stimoli necessari per andare avanti.
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Il cimitero dei senza nome

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Temple Gault, il serial killer a cui Kay Scarpetta ha già dato la caccia, torna a colpire, abbandonando il cadavere di una donna in Central Park alla vigilia di Natale. Per Kay, consulente fissa di patologia legale dell’FBI, è l’inizio di un nuovo incubo in cui le vittime sono destinate ad aumentare, fino a che il corpo di uno sceriffo della Virginia le viene recapitato direttamente all’obitorio. E’ chiaro a questo punto chi è il vero obiettivo del serial killer, penetrato anche nel sistema informatico dell’FBI. La salvezza di Kay è legata all’analisi scientifica dei pochi indizi di cui dispone, prima del drammatico scontro finale nei sotterranei della metropolitana di New York.

Cigni selvatici

Questa è la storia di tre figlie della Cina. Tre donne: Jung Chang, sua madre e sua nonna. Nella loro vita si rispecchiano le vicende tumultuose della Cina del ventesimo secolo: un’epoca di rivoluzione e tragedia, di rinnovamento e catarsi, ripercorsa attraverso lo stupefacente comporsi di un grande affresco famigliare. Alla nascita della nonna di Jung Chang, nel 1909, la Cina è una società feudale: alle donne si fasciano i piedi per impedirne la crescita e a quindici anni si può essere cedute come concubine a un ‘signore della guerra’ per ritrovarsi poi abbandonate, vittime della malvagità dei suoi servi. Un destino atroce, al quale la donna riesce a sottrarsi quando, nel 1932, fugge insieme con la figlia. E un mondo diverso attende la madre di Jung Chang che, cresciuta sotto l’occupazione giapponese e poi russa, allo scoppio della guerra civile tra i comunisti e il Kuomintang di Chiang Kai-shek entra a far parte del movimento clandestino, diventando un’eroina della rivoluzione e incarnando la figura della donna cinese emancipata, al cui fianco può stare soltanto un uomo pari a lei per ideali e impegno. I genitori di Jung Chang, diventati alti funzionari del regime di Mao, offrono dunque alla figlia un mondo di privilegi in cui però solo i fedelissimi possono sopravvivere. E Jung Chang, dopo essere stata ‘guardia rossa’, matura la sua opposizione al sistema: i suoi genitori vengono reclusi, suo padre viene dichiarato insano di mente e lasciato morire, lei stessa – esiliata ai piedi dell’Himalaya – è costretta a lavorare come contadina e come ‘medico scalzo’, sino a quando, nel 1978, non si presenterà l’occasione di lasciare il paese per l’ospitale Gran Bretagna.

(source: Bol.com)

Il cielo rubato: Dossier Renoir (NarrativaSkira)

Una vicenda misteriosa raccontata da Camilleri legata a un famoso pittore, Renoir. È il figlio, il regista Jean Renoir, nella sua biografia del padre, a raccontare come il pittore, durante una visita in Sicilia con la sua modella, amante e più tardi moglie, Aline Charigot, perse il portafogli e rimase senza soldi, e di come i due fossero brevemente ospitati da un contadino, nei pressi di Agrigento. Ma di questo soggiorno non esistono altre prove, né lettere, né documenti. Secondo alcuni la visita a Girgenti non ci sarebbe mai stata. O invece sì? O esisterebbero addirittura dei quadri che il pittore avrebbe dipinto in quei giorni e regalato al contadino che lo aveva ospitato? Di questo soggiorno e delle tele che nessuno ha mai visto discutono le lettere che il notaio agrigentino Michele Riotta, autore in gioventù di un libro su Renoir, indirizza all’evanescente e girovaga Alma Corradi, che alla vicenda è stranamente molto interessata. Intanto tra i due nasce un rapporto, poi una storia d’amore. Che si complica quando il notaio sparisce. Un giallo nel giallo, avvincente come Camilleri ha abituato i suoi lettori ad aspettarsi. ** ### Sinossi Una vicenda misteriosa raccontata da Camilleri legata a un famoso pittore, Renoir. È il figlio, il regista Jean Renoir, nella sua biografia del padre, a raccontare come il pittore, durante una visita in Sicilia con la sua modella, amante e più tardi moglie, Aline Charigot, perse il portafogli e rimase senza soldi, e di come i due fossero brevemente ospitati da un contadino, nei pressi di Agrigento. Ma di questo soggiorno non esistono altre prove, né lettere, né documenti. Secondo alcuni la visita a Girgenti non ci sarebbe mai stata. O invece sì? O esisterebbero addirittura dei quadri che il pittore avrebbe dipinto in quei giorni e regalato al contadino che lo aveva ospitato? Di questo soggiorno e delle tele che nessuno ha mai visto discutono le lettere che il notaio agrigentino Michele Riotta, autore in gioventù di un libro su Renoir, indirizza all’evanescente e girovaga Alma Corradi, che alla vicenda è stranamente molto interessata. Intanto tra i due nasce un rapporto, poi una storia d’amore. Che si complica quando il notaio sparisce. Un giallo nel giallo, avvincente come Camilleri ha abituato i suoi lettori ad aspettarsi.

Il cielo era pieno di navi

Che cosa bolle ai confini della Galassia? Si parla di stragi “locali” e rappresaglie “limitate” su lontani pianeti come Odino, Cassandra, Antigone; si dice che la Lega dei Mondi Indipendenti voglia ribellarsi al governo centrale terrestre; si teme una guerra totale. Ma il solo a sapere come stanno realmente le cose è il capitano Robert Janas, un neutrale, un uomo di buona volontà e di buon senso, dal cui rapporto dipende il destino di miliardi di uomini. E Janas, come spesso accade a chi dice semplicemente la verità, non trova nessuno disposto a credergli.

Cieli di Cornovaglia

William Dunford è incredulo: lord Stannage, cugino di sua nonna, è morto nominandolo unico erede. Una fortuna del tutto inaspettata, che gli conferisce non solo il titolo nobiliare, ma anche, e soprattutto, il possesso di una splendida tenuta in Cornovaglia. Una volta arrivato nella magione, però, William scopre che a gestirla c’è Henrietta Barrett, una bellissima ragazza con un carattere forte e cocciuto. Una donna speciale, forse quella giusta per William, se non fosse che il testamento del vecchio lord lo ha nominato suo tutore…

Il ciclo dell’odio

La Legione Infuocata è stata sconfitta e le regioni orientali di Kalimdor sono ora divise in due nazioni: gli orchi di Durotar, riuniti sotto il comando del nobile Thrall, Signore Supremo della Guerra, e gli umani di Theramore, guidati da una delle più potenti maghe viventi, Lady Jaina Proudmoore. La fragile tregua tra orchi e umani d’un tratto si ritrova nuovamente appesa a un filo. Aggressioni immotivate contro i possedimenti di Durotar fanno pensare che gli umani abbiano ripreso le ostilità contro il popolo degli orchi. Toccherà a Jaina e Thrall evitare il disastro prima che Kalimdor sprofondi nuovamente in un devastante conflitto. Ma l’incontro con una leggendaria maga da tempo scomparsa costringerà Jaina a mettere in discussione tutto ciò in cui crede, gettando una nuova, sconvolgente luce sulla storia segreta del Mondo di Warcraft.

Il ciclista di Cernobyl

Un uomo anziano viene abbandonato in un self-service sugli Champs Élysées, con accanto due borse piene di vestiti. «Non lasciare che mi uccidano» sono le prime parole pronunciate dal vecchio dopo giorni di silenzio. Di quell’uomo, che sembra non poter o non voler ricordare, emergono faticosamente brandelli di un passato drammatico. Il suo nome è Vasilij Nesterenko, e non è un uomo qualunque. È un fisico nucleare che lavorava per l’esercito sovietico, e nel 1986, quando si è verificato l’incidente alla centrale di Cernobyl, ha fatto parte dell’équipe di scienziati chiamati all’impresa disperata di estinguere l’incendio del reattore numero 4. Nesterenko ha visto e sa. Troppo. Per questo le autorità lo hanno minacciato, per questo è fuggito.
Eppure il suo primo pensiero è quello di tornare a Pripjat’, la città fantasma, a tre chilometri dalla centrale, in cui sopravvivono i suoi ultimi e più vividi ricordi. Ramingo in quel paesaggio da fine del mondo abitato da saccheggiatori, disertori della guerra in Cecenia e cani randagi, Nesterenko si è rifugiato nell’autoscontro di un luna park e ha fraternizzato con i «coloni della vita radioattiva», coloro che a Pripjat’ sono rimasti perché hanno superato la paura dell’atomo, o perché «non li hanno voluti in nessun altro posto». Liberamente ispirato alla lotta dello scienziato che cercò di far conoscere al mondo la verità su Cernobyl, questo romanzo intreccia documenti e testimonianze con la poesia di una scrittura asciutta e precisa, che racconta la devastazione e, al tempo stesso, rende omaggio alla volontà di resistere, alla solidarietà che supera la paura della morte.

Ciclismo. Gloria e tragedie

Le imprese epiche di indimenticabili campioni: lo storico Tour di Bartali nel 1948, le coppiette di Fausto Coppi nel corso di quella stessa estate, in Italia e in Francia. Fiorenzo Magni “Leone delle Fiandre”, la grande meteora Ercole Baldini, il giovane Felice Gimondi trionfatore al Tour al debutto. E ancora, le vittorie di Eddy Merckx, i record dell’ora di Francesco Moser, il bis iridato di Gianni Bugno e le scalate di Marco Pantani. Ma anche i drammi che hanno lasciato una loro impronta indelebile.
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Ciclismo, storie segrete

Un viaggio attraverso la storia del ciclismo: le imprese che hanno fatto epoca, alimentando la fantasia popolare e creando il mito di indimenticati campioni, i retroscena inediti di memorabili prove sportive, i segreti più intriganti della vita di celebri ciclisti. Una vera miniera di aneddoti curiosi, sbalorditive rivelazioni, particolari piccanti sui grandi personaggi protagonisti della storia del ciclismo.
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Ciao futuro

Che cos’è un maestro della SF? Uno scrittore capace di stupire i lettori per almeno due generazioni. In questa categoria rientra appieno Vittorio Curtoni, di cui presentiamo una scelta di ottimi testi di fantascienza, ma non solo. Ciao Futuro, la sua nuova raccolta personale, è un libro d’oro che insieme ai più bei racconti degli ultimi venticinque anni (“Volo simulato”, un classico della SF moderna, o “Quando avrò 64 anni”, una bellissima storia musicale) offre al lettore un campionario a 360° dei possibili mondi curtoniani: dall’amara rifelssione di “Prigionieri” alla vena comica delle “Nuove tragedie in due battute”, alle inquietanti aberrazioni de “La scansione dell’incubo”. Con in più una autobiografia (“Frammenti di vita fantascientifica vissuta”), quattro testi inediti e cinque illustrazioni di Giuseppe Festino.
Indice:
Volo simulato
Buona notte, dolce notte
Vento dal mare
Quando avrò 64 anni
L’uomo dei ricordi
Prima del buio
L’Apocalisse può attendere
Morte di una torta
Pisciando il mio vino
Ciao baldracca
Viaggi
La scansione dell’incubo
Prigionieri
Nuove tragedie in due battute
Copertina di Giuseppe Festino

Chocky

Si sa che quasi tutti i bambini, oltre a parlare seriamente con bambole e orsacchiotti, s’inventano volentieri dei compagni immaginari coi quali dividere i loro giochi. Sono, volta a volta, cow-boy, pirati, maghi, moschettieri, giocatori di foot-ball, o semplicemente altri bambini (di solito più piccoli) da strapazzare e sgridare a piacere. Ma il padre del dodicenne Matthew, protagonista di questo romanzo, del celebre creatore dei Trifidi, nota con una certa perplessità che l’immaginario amico di suo figlio non cambia mai. Chocky, invisibile, è sempre presente, mattino, pomeriggio e sera, segue Matthew a scuola, lo accompagna in vacanza, lo disturba mentre studia, lo ossessiona con mille difficilissime domande, gli insegna un suo bizzarro sistema di calcolo, gli suggerisce inquietanti disegni. E’ il caso di chiamare uno psichiatra? O l’onnipresente Chocky è qualcosa di più, di diverso, da una fantasticheria di un bambino troppo “nervoso”?