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Punto di convergenza

Nell’universo esistono oggetti che si comportano come se potessero sfuggire a ogni legge fisica conosciuta. Si ritiene che siano stati fabbricati da una razza dimenticata, gli Artefici, e avessero funzioni importantissime, ma quali? Nessuno è in grado di rispondere a questa domanda fino al giorno in cui Labirinto, l’ultimo manufatto, dà inizio a una strana mutazione… I lettori che hanno apprezzato Un mondo per gli Artefici, recentemente tradotto in “Urania” n. 1606, leggeranno volentieri le nuove avventure ambientate in un Universo ereditario tanto familiare quanto ricco di sorprese.
Copertina di Franco Brambilla

Il punto debole

Una giovane psichiatra, Andi Manette e le sue due bambine sono state rapite da uno psicopatico. Il folle finora si è limitato a inviare messaggi agghiaccianti agli investigatori, giocando sadicamente al gatto e al topo via computer. Ora ha deciso di divertirsi perversamente anche con le sue inermi, appetibili prede. Con un’urgenza nata da oscuri presentimenti, il detective Lucas Davenport parte all’attacco, mentre in un’oscura fattoria fuori dal mondo Andi fa altrettanto, raccogliendo tutta la propria abilità professionale per combattere contro lo psicopatico ossessionato da terribili fantasmi interiori. Lei sa che in quell’armatura si nasconde una crepa: se solo si riuscisse a trovarla…

Pugni svastiche e scarabei

Un intrigo esilarante e di travolgente inventiva che gioca con i generi in piena libertà: romanzo storico, spy story, moderno racconto di avventure. Un libro che demolisce una volta per tutte il delirio razzista ed eugenetico, seppellendolo con una risata.

Psyops

La guerra psicologica: «È sviluppata e sostenuta da interessi così potenti da rendere la sua individuazione un’attività specifica. Dal momento che non agisce alla luce del sole… viene spesso individuata solo in seguito al raggiungimento dei suoi obiettivi. Tra questi la fomentazione di disordini, di rivolte o forme di resistenza, i cambiamenti politici, lo spionaggio commerciale od economico, l’infiacchimento morale di un esercito o di un popolo» (Nara, rg 226, s.210, b. 432, f.8: Manuale di Intelligence per la propaganda occulta, 16 maggio 1946).
Immergersi nei documenti in cui sono spiegate dettagliatamente le tecniche per influenzare e manipolare – ingannare – l’obiettivo (una popolazione, un gruppo o, anche, un singolo uomo) è come leggere un libro dell’orrore; e ci si rende conto non solo che: «le armi della guerra psicologica… fanno più vittime innocenti di qualsiasi guerra convenzionale», ma che la guerra è ancora, sempre, in atto; il campo di battaglia è ovunque; e noi, anche noi, anche oggi, ne siamo gli obiettivi.
Questo libro, che dopo aver accennato ai fondamenti della guerra psicologica ne ripercorre l’applicazione sulla nostra penisola, vuole evidenziare il meccanismo con cui questa opera sulla nostra psiche a livello cosciente ed incosciente. La speranza è che, evidenziati i principi di condizionamento della massa, sempre più persone possano sviluppare quella consapevolezza che permette di non cadere nell’inganno, nella tentazione di seguire la via più facile.
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### Sinossi
La guerra psicologica: «È sviluppata e sostenuta da interessi così potenti da rendere la sua individuazione un’attività specifica. Dal momento che non agisce alla luce del sole… viene spesso individuata solo in seguito al raggiungimento dei suoi obiettivi. Tra questi la fomentazione di disordini, di rivolte o forme di resistenza, i cambiamenti politici, lo spionaggio commerciale od economico, l’infiacchimento morale di un esercito o di un popolo» (Nara, rg 226, s.210, b. 432, f.8: Manuale di Intelligence per la propaganda occulta, 16 maggio 1946).
Immergersi nei documenti in cui sono spiegate dettagliatamente le tecniche per influenzare e manipolare – ingannare – l’obiettivo (una popolazione, un gruppo o, anche, un singolo uomo) è come leggere un libro dell’orrore; e ci si rende conto non solo che: «le armi della guerra psicologica… fanno più vittime innocenti di qualsiasi guerra convenzionale», ma che la guerra è ancora, sempre, in atto; il campo di battaglia è ovunque; e noi, anche noi, anche oggi, ne siamo gli obiettivi.
Questo libro, che dopo aver accennato ai fondamenti della guerra psicologica ne ripercorre l’applicazione sulla nostra penisola, vuole evidenziare il meccanismo con cui questa opera sulla nostra psiche a livello cosciente ed incosciente. La speranza è che, evidenziati i principi di condizionamento della massa, sempre più persone possano sviluppare quella consapevolezza che permette di non cadere nell’inganno, nella tentazione di seguire la via più facile.

Psyconegozio

A Roma c’è un negozio, il Buco Nero, dove si possono lasciare in deposito le parti della personalità che ci piacciono meno. A gestirlo è Adam Maser, detto anche lo Scambia-anime, rosso di capelli e circondato da un’aura di mistero. C’è chi dice che in un modo o nell’altro, sotto una ragione sociale o l’altra, abbia esercitato la sua lucrosa attivitàfin dal VI secolo avanti Cristo. Alf, un giornalista americano che non crede alle leggende, comincia a investigare sul mistero, perché il Buco Nero è qualcosa di più di uno strano posto… E alla lunga dovrà ammettere che un’attività segreta c’è davvero, dietro gli scambi di Adam Maser, e che lo psyconegozio incassa sempre la percentuale.

Psychon

Le “città della forza”: enormi prismi, obelischi, cubi, cilindri, romboidi, cupole, piramidi, dai colori abbacinanti e corruschi… Qui s’annidano i Padroni del Psychon! “E il giorno dell’orrore” s’avvicina di nuovo. Una data ormai ricorrente sulla Terra, in cui una sinistra rete luminescente s’accampa contro il cielo, e l’umanità superstite si contorce in preda a tormenti senza nome. Ogni anno la Rete dell’Orrore si stringe di più. E un piccolo gruppo di uomini dalle uniformi stracciate, miseri resti dell’Esercito e della Marina degli Stati Uniti, è tutto ciò che rimane per salvare la Terra dalla caduta finale nel mostruoso universo dei Padroni del Psychon.

Psycho

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Norman Bates, proprietario di un motel in una cittadina della provincia americana, è un uomo pieno di dubbi e insicurezze, morbosamente legato all’anziana madre con cui ha un rapporto infantile e viscerale. Il lavoro quotidiano è monotono e ripetitivo, le giornate sembrano tutte uguali, ma una sera giunge al motel Mary Crane, in fuga dopo aver sottratto 40.000 dollari alla società per cui lavora. La ragazza vuole raggiungere il fidanzato, farsi una nuova vita, ma il motel sarà l’ultima tappa sulla strada della felicità.

Psicospettro

Un tranquillo villaggio inglese è teatro di allarmanti fenomeni: stoviglie che volano per conto loro, strane luci bluastre, furti insensati, sonnambuli, cadaveri che scompaiono. Chiamare la polizia? Chiamare una medium? Non serve: bisogna ritrovare le puntate di un vecchio “fumetto” di fantascienza, fra le cui strisce dimenticate si nasconde la chiave – ingegnosissima – dell’enigma.

Psicologo di te stesso. I risultati più efficaci con la TCC

In questo libro Joseph e Chapman ci aiutano a comprendere e a gestire le emozioni grazie a schemi intuitivi e ai numerosi disegni che illustrano le situazioni che tutti quotidianamente viviamo. I nostri stati emotivi “critici” possono essere vissuti in modo sano, naturale, invece che nocivo, malato: convertendo l’ansia (emozione nociva) in una giusta preoccupazione (emozione sana); un doloroso senso di colpa in un normale rincrescimento; la gelosia in un’attenzione verso la relazione… Le tecniche illustrate si basano sulla TCC (Terapia Cognitivo-Comportamentale), sono semplici e facilmente applicabili per farci vivere meglio, migliorando la relazione con noi stessi e con gli altri, senza scavare troppo nel passato. È dunque un’ottima ed economica alternativa alle psicoterapie in un’epoca in cui pochi hanno tempo e denaro per intraprendere lunghi percorsi di cura.
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Psicologia della paura

Respiro affannoso, battito accelerato, tremito, intensa sudorazione, occhi sgranati, tensione muscolare, secchezza delle fauci, alterazione della voce, adrenalina in circolo: chiunque riconosce subito i segnali corporei della paura. Ma mimica facciale e neurofisiologia non esauriscono certo l’identikit di questa emozione primaria più veloce del pensiero, inscritta nel nostro patrimonio genetico e potente al punto da dominare le civiltà umane. Nella nuova, aggiornatissima edizione di un saggio ormai classico sull’argomento Anna Oliverio Ferraris ricompone tratto a tratto – attraverso dati clinici e osservazionali, indagini di antropologia storica e rilievi sociologici attuali – l’intero profilo della paura, la sua centralità evolutiva, le sue diverse valenze psicologiche, i suoi inneschi e disinneschi collettivi. Temuta e malfamata, la paura in realtà è necessaria alla sopravvivenza, perché induce le risposte adattative di allarme di fronte all’incombere di un pericolo. Dissestanti per l’equilibrio della psiche sono piuttosto le ansie croniche, o i pericoli immaginari che alimentano condotte fobiche, oppure gli esiti estremi come il panico, tanto più drammatici in quanto generati in condizioni di solitudine emotiva. Se socializzate, le paure appaiono infatti meno incontrollabili. Solo così i fattori di protezione, affettivi e rituali, possono continuare con esse il dialogo iniziato con la storia dell’uomo.

(source: Bol.com)

Psicoanalisi della guerra

Era la primavera del 1964 quando, a Milano, al XXV Congresso degli Psicoanalisti di lingua romanza, Franco Fornari presentava per la prima volta in forma sistematica il suo pensiero sulla guerra in un rapporto dal titolo “Psychanalise de la guerre” che venne poi pubblicato in Francia. Questo testo, pubblicato con il titolo “Psicoanalisi della guerra” nella Rivista di Psicoanalisi nel 1964, venne rielaborato e conobbe diverse edizioni. La cronologia e i titoli dei volumi, le cui edizioni si rincorrono in rapido susseguirsi negli anni, indicano lo svolgersi di un pensiero che si va formando e ampliando e che esige di essere condiviso. Nel 1966 esce “Psicoanalisi della guerra atomica”, nel 1969 “Dissacrazione della guerra”, nel 1970 “Psicoanalisi della situazione atomica”: titoli simili, rielaborazione dello stesso argomento che sembrano parlare dell’urgenza di condividere un pensiero su un tema che incalza portandolo nella comunità psicoanalitica europea e mondiale, ma anche nella comunità civile e politica, fino alla Conferenza dell’ONU sulla pace a New York, e al Comitato Mondiale di ricerca sulla pace di cui Fornari diventa membro.
Convinto che rispetto al male della guerra è necessario interrogarsi e formulare ipotesi, ma anche cercare di fare concretamente qualcosa per evitarlo, Fornari contribuì alla nascita in Italia di un movimento di educazione alla pace che si concretizzò nel 1965 nel Gruppo Anti H e nel 1967 nell’Istituto Italiano di Polemologia. Ma la sua riflessione teorica sulla guerra, che sarebbe continuata negli anni evolvendo continuamente fino al suo ultimo giorno, era iniziata molto prima, forse assieme alla formazione psicoanalitica, immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale. Aveva infatti vissuto lo sgomento e la disperazione di fronte a un evento distruttivo di così enorme portata, ma anche, con lo scoppiare della bomba atomica, la certezza attonita che l’umanità era arrivata a un punto di non ritorno segnato dalla possibilità di distruggere contemporaneamente senza distinzione il nemico e l’amico e che da questo, paradossalmente, nasceva la speranza per l’umanità che diventasse possibile cercare vie alternative.
Il suo pensiero prende il via dall’esperienza traumatica della guerra e dall’anelito alla pace, si evolve e si dipana poi faticosamente fino alla fine, nel tentativo di cercare una risposta, forse impossibile, alle domande fondamentali circa il bene e il male, che incontriamo nella vita e nell’esistenza umana. “Mi è caduto addosso il male del mondo….. Volevo fare qualcosa per la pace perché mi sentivo colpevole della guerra” dice Michele, il protagonista del romanzo “Angelo a capofitto”, pazzo di dolore di fronte alla distruzione causata dalla guerra e pazzo d’amore nel suo vano cercare di salvare il mondo dalla prospettiva di distruzione totale resa possibile dalla bomba atomica. Nella vicenda che si svolge tra Michele e Mario, il suo psichiatra, in questo romanzo giovanile di Fornari, sono già contenuti in nuce tutti gli argomenti che verranno a costituire la teoria sulla guerra. Leggendo gli scritti più tardi, quelli sui sogni delle madri in gravidanza, sul parto-nascita, sulla lettura onirica del mondo e sulla simbolizzazione affettiva dell’esperienza, fino alla “Riscoperta dell’anima”, ne incontreremo gli sviluppi e ne potremo seguire le tracce che attraverso vie e sentieri diversi riportano sempre al mistero della vita e della morte. Per questo è utile vedere la riflessione sulla guerra non come uno sviluppo di pensiero lineare nel tempo, ma come il cercare la via in un labirinto dove l’entrata e l’uscita sono collegate in modo nascosto e si sa che non è possibile arrivare all’una senza passare per l’altra.

PSI-40 LA DROGA PER TUTTI

Il capo di un potente complesso industriale è vecchio, è malato, si prevede che morirà presto; tra i suoi più stretti collaboratori si scatena una lotta spietata per la successione. E’ una situazione non insolita nel mondo d’oggi. Quello che è insolito, in questo caso, è che l'”azienda” detiene il monopolio della fabbricazione e distribuzione di una droga allucinogena con la quale, in pratica, “controlla” la vita di tutti i cittadini americani. E’, in un certo senso, il vero governo; ed è, in un certo senso, come inviato del governo che l’agente Rand parte per la California e per la più oscura e pericolosa missione della sua carriera.

Un provvidenziale imprevisto

Basta! Jennifer Murdock non ne può più delle interferenze di quei ficcanaso dei suoi fratelli, che fanno sempre scappare i suoi corteggiatori. Decisa a costruirsi un futuro indipendente, Jenny risponde all’offerta di lavoro pubblicata dal sindaco di una piccola cittadina dello Wyoming. Le sorprese non sono ancora finite, per?, perché durante il tragitto succede un imprevisto per cui lei rimane bloccata e viene salvata addirittura dal… fratello del futuro “capo”. Potrebbe essere una fortuna, visto che Luke sembra bello e simpatico, il problema ? che…

Prove sepolte

A chi importa se Howard Stamp, un giovane ritardato condannato negli anni ’70 per l’omicidio della nonna e poi spinto al suicidio dalle angherie dei compagni di cella, in realtà era innocente? In un’Inghilterra attraversata da conflitti razziali e dalla preoccupazione per il conflitto in Iraq, due uomini sono disposti a battersi per dimostrare un clamoroso errore giudiziario. Il giovane antropologo Jonathan Hugues trova nel caso di Stamp dolorose analogie con la sua storia familiare. L’anziano George Gardner segue il caso da anni ed è convinto dell’innocenza del condannato. Benché diversissimi, Hugues e Gardner sapranno superare la reciproca diffidenza per cercare la verità.
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