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L’Illusione Della Crescita

“L’imperativo della nostra economia è la crescita – continua, inarrestabile, vertiginosa. È il metro con cui giudichiamo il valore delle nostre società e il prodotto interno lordo è il suo indicatore principale, lo specchio magico che ci dice quanto le nostre economie sono belle e sane, senza dirci nulla su quanto stiamo bene noi e quanto staranno bene i nostri figli. La realtà è molto diversa da quella raccontata dal Pil: trasformare l’economia in una gara a chi produce di più ha portato a conseguenze disastrose, alla devastazione dell’ambiente, allo sfruttamento di mezzo mondo, alla disoccupazione di massa; in una parola, all’infelicità.Con L’illusione della crescita David Pilling ci propone un’idea straordinariamente semplice e rivoluzionaria: le nazioni non devono scegliere tra la ricchezza e la felicità, l’una non esclude l’altra. La qualità della vita, la salvaguardia dell’ambiente e perfino la serenità individuale non sono optional, ma beni essenziali perché una nazione possa davvero definirsi ricca. Con un vero e proprio viaggio intorno al mondo Pilling si mette sulle tracce di nuovi parametri per calcolare e definire il concetto di ricchezza: visita prestigiosi istituti di ricerca occidentali e remoti uffici statistici, cammina per le capitali emergenti del continente africano come per le grandi città industriali cinesi, parla con economisti, politici e lavoratori. Tutti concordano sulla necessità di un cambiamento radicale nel modo di pensare l’economia, tutti caldeggiano l’adozione di un paradigma alternativo rispetto all’attuale.Con proposte che spaziano dall’inserire nel bilancio di una nazione il valore delle risorse naturali al calcolare gli indici di felicità dei suoi abitanti, David Pilling consegna nelle nostre mani il libro che, se solo lo vorremo, potrà diventare il testo sacro per il nostro futuro.”

L’età perfetta

Un giovane professore di liceo fa pubblicare sul giornale di una cittadina siciliana due versi del Cantico dei Cantici. E’ un segnale destinato a Francesca, la donna che, in tempi e luoghi diversi, ha ossessionato la sua mente per anni. Tutto farebbe pensare all’avvio di una vicenda di “amour passion”, ma accanto a Francesca il professore trova la sorella minore, Nunzia. La passione per Francesca si frantuma all’impatto che Nunzia ha sulla sua vita. **

L’estate di Garlasco: La ricostruzione del delitto che ha sconvolto l’Italia

Il 13 agosto 2007, all’ora di pranzo, la quiete di Garlasco, un piccolo paese in provincia di Pavia, viene improvvisamente sconvolta: nella villetta in cui viveva con la sua famiglia i carabinieri trovano il corpo senza vita di Chiara Poggi, immerso in una pozza di sangue. Ad avvertirli, recandosi in caserma dopo una strana telefonata al 118, è il fidanzato della ragazza, Alberto Stasi: un giovane biondo, dagli occhi di ghiaccio e dall’aria insopportabilmente perfetta. Inizia così un giallo destinato a catalizzare per anni l’attenzione, a volte morbosa, di quotidiani, talk show e trasmissioni televisive: chi ha ucciso Chiara? Come? A che ora? E perché? Nei panni di Francesco Attolico, funzionario della cancelleria di Milano, l’autore segue passo passo il lungo e complesso lavoro degli investigatori: i rilievi sulla scena del crimine, la raccolta degli indizi e delle testimonianze, l’euforia per la scoperta di una prova inoppugnabile, la delusione e la rabbia per gli errori commessi, le tante ipotesi avanzate e poi scartate. Fino a individuare l’unica soluzione veramente credibile, che sia Alberto l’autore del delitto. Per gli inquirenti sono i numeri a contare: quanti minuti, quanti colpi, quante pedalate, quante impronte, quanti passi, quanti silenzi, quante gocce di sangue. Caringella, invece, accosta alla nitida ricostruzione dei fatti, basata su verbali di interrogatori e perizie ufficiali, quello che gli sta più a cuore, l’indagine dei sentimenti dei protagonisti di questa drammatica storia. Alberto, lo studente modello che progettava un futuro insieme a Chiara e che ora, sotto i riflettori dei media, si è trasformato in un «mostro» il cui sguardo enigmatico alimenta la polemica fra innocentisti e colpevolisti; le famiglie dei due ragazzi, straziate l’una dall’irreparabile perdita della figlia e l’altra dalla convinzione che il figlio sia ingiustamente accusato. Inoltre, da magistrato qual è, Caringella non rinuncia a immedesimarsi anche negli avvocati delle due parti e nei giudici, intuendone lo stato d’animo e le vibrazioni interiori nel corso dello svolgersi di una vicenda infinita, che rende il confine tra verità e menzogna sempre più impalpabile e il rovello del dubbio sempre più insopportabile. È così che, in un susseguirsi di pagine dense di emozioni, *L’estate di Garlasco* racconta il tortuoso ma instancabile cammino alla ricerca di risposte e di giustizia. E cerca di fare luce su un omicidio tanto efferato quanto inspiegabile, che ha strappato per sempre una ragazza «semplice e dagli occhi puliti» al suo futuro. Francesco Caringella, già commissario di polizia e magistrato penale a Milano durante «Mani pulite», attualmente è presidente di Sezione del Consiglio di Stato. Inoltre, è presidente della Commissione di garanzia presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e giudice del Collegio di garanzia per lo sport presso il Coni. Autore di numerose opere giuridiche, ha pubblicato anche tre libri di narrativa: *Il colore del vetro* (2012), *Non sono un assassino* (2014; vincitore del Premio Roma per la narrativa) e *Dieci minuti per uccidere* (2014). Da Mondadori ha pubblicato i saggi *Dieci lezioni sulla giustizia* (2017), *La corruzione spuzza* (2017), scritto a quattro mani con Raffaele Cantone, e l’affilato legal thriller procedurale *Oltre ogni ragionevole dubbio* (2019).

L’enigma del gesuita

Roma 1634. Il pontefice Urbano VIII riceve una lettera misteriosa: l’autore sostiene di volergli rivelare la chiave per decifrare i geroglifici e, forse, accedere così al sapere originario che Adamo avrebbe tramandato ai suoi discendenti. Il segreto sarebbe custodito nella trascrizione di un’antica stele perduta. Per evitare che cada nelle mani sbagliate, l’uomo ha smembrato il manoscritto e ne ha celato le varie parti dietro una serie di enigmi. Il papa si rivolge così al suo uomo più geniale, il gesuita Athanasius Kircher, inventore, illusionista e studioso, cui affida il difficile compito di decifrare il mistero. Ma anche il cardinale Richelieu è sulle tracce dell’antica conoscenza perduta, mentre la setta che nei secoli ha protetto il segreto fa di tutto per impedire che venga svelato… Padre Kircher, accompagnato da un improvvisato giovane assistente, parte per seguire le tracce che potrebbero aiutare a svelare l’enigma: da Roma all’Egitto, da Parigi a Vienna, da Costantinopoli di nuovo a Roma, gli agenti papali ingaggiano una sfida serrata e senza esclusione di colpi con i francesi, che li costringerà a scelte difficili e a una corsa contro il tempo.
**Un autore da oltre 1 milione di copie
Tradotto in tutto il mondo
Un misterioso manoscritto contiene la chiave per decifrare i geroglifici.
Chi riuscirà ad accedere alla sapienza degli antichi egizi?
Hanno scritto di lui:**
«Non si può fare a meno di appassionarsi alla narrazione di questo autore.»
**Il Messaggero**
«Grande conoscitore del quotidiano annidato nella storia, Frediani usa il particolare come un fregio, arricchendo le vicende con precisione, dalle descrizioni degli abiti fino alle regole dei cerimoniali.»
**Il Corriere della Sera**
«La sua scrittura ha l’andamento avvincente di una macchina da presa che inquadra l’angolatura giusta al momento giusto.»
**Il Tempo**
**Andrea Frediani**
è nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi (tra cui *Le grandi battaglie di Roma antica* ; *I grandi generali di Roma antica* ; *L’ultima battaglia dell’impero romano* ; *Le grandi battaglie di Napoleone* , *La storia del mondo in 1001 battaglie* ; *L’incredibile storia di Roma antica* e  *Le grandi guerre di Roma. L’età repubblicana* ) e romanzi storici: *Jerusalem* ; *Un eroe per l’impero romano* ; la trilogia *Dictator* ( *L’ombra di Cesare* , *Il nemico di Cesare* e *Il trionfo di Cesare* , quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011); *Marathon* ; *La dinastia* ; *300 guerrieri* ; *300\. Nascita di un impero* ; *I 300 di Roma* ; *Missione impossibile*. Ha firmato le serie *Gli invincibili* e *Roma Caput Mundi* ; il thriller storico *Il custode dei 99 manoscritti* ; *Lo chiamavano Gladiatore* , con Massimo Lugli; *La spia dei Borgia* , *Il cospiratore* e *La guerra infinita*. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue. **
### Sinossi
Roma 1634. Il pontefice Urbano VIII riceve una lettera misteriosa: l’autore sostiene di volergli rivelare la chiave per decifrare i geroglifici e, forse, accedere così al sapere originario che Adamo avrebbe tramandato ai suoi discendenti. Il segreto sarebbe custodito nella trascrizione di un’antica stele perduta. Per evitare che cada nelle mani sbagliate, l’uomo ha smembrato il manoscritto e ne ha celato le varie parti dietro una serie di enigmi. Il papa si rivolge così al suo uomo più geniale, il gesuita Athanasius Kircher, inventore, illusionista e studioso, cui affida il difficile compito di decifrare il mistero. Ma anche il cardinale Richelieu è sulle tracce dell’antica conoscenza perduta, mentre la setta che nei secoli ha protetto il segreto fa di tutto per impedire che venga svelato… Padre Kircher, accompagnato da un improvvisato giovane assistente, parte per seguire le tracce che potrebbero aiutare a svelare l’enigma: da Roma all’Egitto, da Parigi a Vienna, da Costantinopoli di nuovo a Roma, gli agenti papali ingaggiano una sfida serrata e senza esclusione di colpi con i francesi, che li costringerà a scelte difficili e a una corsa contro il tempo.
**Un autore da oltre 1 milione di copie
Tradotto in tutto il mondo
Un misterioso manoscritto contiene la chiave per decifrare i geroglifici.
Chi riuscirà ad accedere alla sapienza degli antichi egizi?
Hanno scritto di lui:**
«Non si può fare a meno di appassionarsi alla narrazione di questo autore.»
**Il Messaggero**
«Grande conoscitore del quotidiano annidato nella storia, Frediani usa il particolare come un fregio, arricchendo le vicende con precisione, dalle descrizioni degli abiti fino alle regole dei cerimoniali.»
**Il Corriere della Sera**
«La sua scrittura ha l’andamento avvincente di una macchina da presa che inquadra l’angolatura giusta al momento giusto.»
**Il Tempo**
**Andrea Frediani**
è nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi (tra cui *Le grandi battaglie di Roma antica* ; *I grandi generali di Roma antica* ; *L’ultima battaglia dell’impero romano* ; *Le grandi battaglie di Napoleone* , *La storia del mondo in 1001 battaglie* ; *L’incredibile storia di Roma antica* e  *Le grandi guerre di Roma. L’età repubblicana* ) e romanzi storici: *Jerusalem* ; *Un eroe per l’impero romano* ; la trilogia *Dictator* ( *L’ombra di Cesare* , *Il nemico di Cesare* e *Il trionfo di Cesare* , quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011); *Marathon* ; *La dinastia* ; *300 guerrieri* ; *300\. Nascita di un impero* ; *I 300 di Roma* ; *Missione impossibile*. Ha firmato le serie *Gli invincibili* e *Roma Caput Mundi* ; il thriller storico *Il custode dei 99 manoscritti* ; *Lo chiamavano Gladiatore* , con Massimo Lugli; *La spia dei Borgia* , *Il cospiratore* e *La guerra infinita*. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue.

L’Eleganza È Frigida

La prima notte che Marco trascorre a Tokyo è sorprendentemente silenziosa – e il suo sonno «simile a quelli delle convalescenze o della salvezza». Parise, lo sappiamo, è un reporter che non assomiglia a nessun altro. Mai, tuttavia, la singolarità delle sue inchieste è stata così lampante, e mai il loro fascino così intenso: a *raccontarci* il Giappone, «pianeta rotante nel silenzio e nella solitudine della volta celeste», è infatti un doppio dell’autore, in fuga da un paese «sconvolto per millenni da furti, ricatti e assassinii». E a muoverlo è quello stesso bisogno di essenzialità, di rigenerazione, che innerva uno dei vertici della narrativa di Parise, i *Sillabari*. Attraverso il suo *sguardo infantile* , il lettore conoscerà le più diverse facce del Giappone: dai templi di Kyoto, dove si può percepire «il distacco dal corpo che avviene per poco ossigeno», ai lottatori di sumo, che sprigionano la più alta forma di espressività fisiologica; dall’atelier dove il vecchio Moriguchi dipinge chimono con sicurezza sublime, «simile al lavoro appena frusciante dei bachi da seta nei granai», ai cantanti di Gagaku, nella cui voce risuonano i «movimenti lentissimi degli immensi blocchi gelidi dell’era glaciale». E scoprirà l’anima segreta di un paese che cela, dietro la maschera occidentale, un «classicismo cellulare».

L’Arte Di Sorridere

Sorridere è facile, basta impiegare alcuni muscoli facciali e il gioco è fatto.
Sorridere davvero è più difficile, più impegnativo e coinvolge altro, coinvolge l’anima, diventa un’arte. L’avvocato Charles Miller non sorride più davvero da tre anni, da quando ha perso il compagno di una vita e il pensiero di continuarla senza di lui diventa ogni giorno più arduo, più pesante, come scalare una montagna a mani nude. Finché un giorno un nuovo cliente si presenta al suo studio.
George Campbell è un antropologo forense con un’esistenza anonima, che tuttavia non ha perso la speranza di trovare un’anima gemella con cui passare la vita.
Deciso a intentare una causa per un’eredità, si fa consigliare il nome di un avvocato.
Tra ricordi di un passato mai dimenticato, stalker e problemi familiari, un incontro che cambierà la vita di entrambi.

L’Arte Della Logica

Oggi, in un mondo dominato da meme, fake news, tweet di 140 caratteri, dibattiti televisivi in cui si impone chi grida più forte, quale spazio resta per il ragionamento logico, la riflessione, la razionalità? La logica sembra ormai dominio esclusivo dei matematici, che la usano per esplorare una realtà astratta e inaccessibile ai più. Ma è davvero così? Davvero non ci si può affidare a questo strumento fondamentale dell’intelletto per navigare con sicurezza nel confuso mondo umano? In questo suo nuovo saggio **Eugenia Cheng** ci mostra che non è così, che la logica può essere la base per discutere in maniera costruttiva di questioni assolutamente reali e scottanti, come la discriminazione razziale, le molestie sessuali o l’assistenza sanitaria universale. Per farlo è necessario conoscere i rudimenti del ragionamento logico, ma non basta: la logica rigorosa stabilisce solo ciò che è vero e ciò che non lo è all’interno di un sistema fondato su un insieme di assiomi, distingue il bianco dal nero, non conosce quelle «zone grigie» che sono ovunque nella vita reale. Perché non sia divisiva, perché serva a conciliare concezioni diverse invece che a estremizzare le contrapposizioni, la logica va sposata a quella dimensione umana imprescindibile che è la sfera emotiva. Cheng ci spiega come il connubio tra logica ed emozioni possa renderci non semplicemente razionali (anche i computer lo sono), ma capaci di quella razionalità intelligente che è forse la caratteristica più nobile della nostra natura di uomini.

L’anima ciliegia

Paganina nasce negli anni ’30, da un padre così ateo che voleva chiamarla Ateina (ma poi non se l’era sentita). Conformemente ai desideri paterni Paganina ha sviluppato un carattere forte e indipendente, e un’inclinazione per l’eroismo e gli eroi. Così quando incontra Guglielmo, che è stato partigiano con suo fratello Spartaco e ha fatto saltare da solo un camion di tedeschi, sa che è lui l’eroe che vuole al suo fianco. Le basta presentarsi, “Sono Paganina”, per dare inizio a un amore che attraverserà tutta la vita. E assieme all’amore la vita sarà percorsa da altre grandi passioni, su tutte quella della politica, che tanto starà a cuore a Spartaco, importante funzionario del PCI, ma coinvolgerà tutta la famiglia, gli altri fratelli, cognate e nipoti, e i figli di Paganina e Guglielmo che sono arrivati poco dopo il matrimonio. Una passione che non sarà priva di lati oscuri, di tradimenti, svolte a vuoto, come quando Lucio, il secondo figlio di Paganina e Guglielmo, ombroso e bastian contrario di natura, si avvicinerà a chi pensa di cambiare il Paese con le armi, o come le numerose crisi che le varie coppie che costellano le pagine del romanzo si troveranno a dovere affrontare. Bilanciando le grandi tappe della storia italiana, a partire dal primo dopoguerra e per arrivare quasi ai nostri giorni, con le vicende private di Paganina e della sua famiglia, Lia Levi racconta la storia di una donna comune e straordinaria e delle persone che lei, riamata, ha amato.

L’angelo custode

In una calda giornata d’estate la malinconica e sognante Nadia incontra Steve, un ragazzo apparentemente enigmatico ed arrogante per il quale nutre immediatamente antipatia e fascino. Un incontro che segnerà per sempre il suo destino. Dapprima diffidente verso di lui, inizia con il tempo ad apprezzarlo e a sentire il bisogno della sua vicinanza. Ben presto il loro rapporto si trasforma da semplice conoscenza a timida amicizia, per poi sfociare in un sentimento irrefrenabile e indelebile, allo stesso tempo puro e misterioso, intimo e passionale: un’attrazione talmente forte da provocare a entrambi dolore fisico. Perché il loro non è semplice amore, è un legame che va al di là dei confini spazio-​temporali e affonda le radici in un’antica quanto leggendaria profezia gelosamente custodita nel cuore della Terra. Un’unione inscindibile, mistica e autodistruttiva che li trascina in un vortice di emozioni e paure, in un sogno che volge ad incubo…

L’amore non conosce dovere

“Ama te stesso,” ci ricorda Osho. Perché amare noi stessi è il primo passo per amare gli altri. Perché ci darà forze che non conoscevamo, ed è il nutrimento della nostra anima. Perché in un mondo che ci insegna il contrario, è un atto rivoluzionario. Perché l’amore non deve conoscere la parola dovere. E soprattutto perché “tutte le tradizioni del mondo, tutte le civiltà, tutte le culture, tutte le chiese ti hanno insegnato l’esatto opposto. Dicono di amare gli altri, non te stesso. E dietro al loro insegnamento esiste una specifica strategia.”

L’Altra Metà Di Parigi

Quando si pensa a Parigi, si pensa sempre alla Rive Gauche e alla bohème di Montparnasse. Tra il 1919 e il 1939, però, il centro artistico, letterario e mondano della Ville Lumière era la dimenticata Rive Droite: lì c’erano il Palais Royal e il Louvre, l’Opéra e la Bibliothèque Nationale, i grandi boulevard con i loro lussuosi caffè, gli Champs-Élysées con i ritrovi, i teatri e i cinematografi, il Faubourg Saint-Honoré, i grandi alberghi e i negozi alla moda, i quartieri dell’alta borghesia dove si svolgeva la vita mondana, le periferie e Montmartre. Lì vivevano révolté come André Breton e Céline, esuli e diseredati come Marina Cvetaeva e Henry Miller, ma anche altoborghesi come Proust e Gide, viveur come Francis Scott Fitzgerald e Jean Cocteau. Su una cosa sola tutti gli artisti, poveri o ricchi, erano d’accordo: si poteva vivere soltanto a Parigi.

L’Algoritmo E L’Oracolo

Nell’agosto 2014 lo scienziato Alessandro Vesespignani riceve una chiamata: un’epidemia senza precedenti sta distruggendo la Guinea, presto contagerà il resto del mondo. Il nome del virus è ormai noto a tutti: Ebola. Vespignani e il suo team si collegano a un supercomputer e, grazie ad algoritmi e simulazioni, riescono a prevedere la diffusione del virus con mesi di anticipo.
Predire il futuro è la nostra ossessione sin dall’alba dei tempi. Gli aruspici hanno scrutato per secoli il domani nelle carcasse degli animali, e ancora oggi non riusciamo a fare a meno della divinazione: sapere a che ora sorge il sole o quando ci sarà la prossima eclissi lunare mitiga il nostro senso di spaesamento nell’universo. Cosa accadrebbe se fosse possibile prevedere con largo anticipo non solo fenomeni come quelli meteorologici, ma tutta la nostra vita? Togliamo il se. I nuovi indovini artificiali lo stanno già facendo.
Alessandro Vespignani – uno dei più importanti scienziati della predizione al mondo – con la sua arte mantica non si affida ai segni della natura, bensì a quelli matematici della datificazione. E a fornirgli questi dati siamo proprio noi. Non ci credete? Guardatevi intorno: le nostre tracce sono ovunque. I pagamenti che eseguiamo con il bancomat dicono cosa possiamo permetterci e cosa ci piace, il gps sullo smartphone registra tutti i nostri spostamenti, l’algoritmo di Facebook impara i nostri gusti in fatto di cinema e musica, moda e cibo, fino a sapere che cosa abbiamo intenzione di votare alle prossime elezioni.
Tutti questi dati che seminiamo sono il punto di partenza, il pozzo da cui attingere per simulare e anticipare il futuro. Una sfida che non si esaurisce nella predizione delle attività quotidiane, ma che mira a utilizzarle per profetizzare fenomeni molto più grandi: pandemie, guerre, crolli economici e politici, disastri naturali. L’algoritmo e l’oracolo non racconta come tutto ciò potrà accadere un giorno; racconta come, senza che ce ne accorgiamo, stia già accadendo. **
### Sinossi
Nell’agosto 2014 lo scienziato Alessandro Vesespignani riceve una chiamata: un’epidemia senza precedenti sta distruggendo la Guinea, presto contagerà il resto del mondo. Il nome del virus è ormai noto a tutti: Ebola. Vespignani e il suo team si collegano a un supercomputer e, grazie ad algoritmi e simulazioni, riescono a prevedere la diffusione del virus con mesi di anticipo.
Predire il futuro è la nostra ossessione sin dall’alba dei tempi. Gli aruspici hanno scrutato per secoli il domani nelle carcasse degli animali, e ancora oggi non riusciamo a fare a meno della divinazione: sapere a che ora sorge il sole o quando ci sarà la prossima eclissi lunare mitiga il nostro senso di spaesamento nell’universo. Cosa accadrebbe se fosse possibile prevedere con largo anticipo non solo fenomeni come quelli meteorologici, ma tutta la nostra vita? Togliamo il se. I nuovi indovini artificiali lo stanno già facendo.
Alessandro Vespignani – uno dei più importanti scienziati della predizione al mondo – con la sua arte mantica non si affida ai segni della natura, bensì a quelli matematici della datificazione. E a fornirgli questi dati siamo proprio noi. Non ci credete? Guardatevi intorno: le nostre tracce sono ovunque. I pagamenti che eseguiamo con il bancomat dicono cosa possiamo permetterci e cosa ci piace, il gps sullo smartphone registra tutti i nostri spostamenti, l’algoritmo di Facebook impara i nostri gusti in fatto di cinema e musica, moda e cibo, fino a sapere che cosa abbiamo intenzione di votare alle prossime elezioni.
Tutti questi dati che seminiamo sono il punto di partenza, il pozzo da cui attingere per simulare e anticipare il futuro. Una sfida che non si esaurisce nella predizione delle attività quotidiane, ma che mira a utilizzarle per profetizzare fenomeni molto più grandi: pandemie, guerre, crolli economici e politici, disastri naturali. L’algoritmo e l’oracolo non racconta come tutto ciò potrà accadere un giorno; racconta come, senza che ce ne accorgiamo, stia già accadendo.

Kingpin

L’ex hacker Kevin Poulsen si è costruito negli ultimi dieci anni una reputazione invidiabile come uno dei massimi giornalisti investigativi nel campo della criminalità digitale. In Kingpin riversa per la prima volta in forma di libro una conoscenza e un’esperienza diretta impareggiabili, consegnandoci la storia avvincente di un gioco del gatto col topo e una panoramica senza precedenti del nuovo e inquietante crimine organizzato del ventunesimo secolo. Nell’underground dell’hacking la voce si era diffusa come un nuovo virus inarrestabile: qualcuno – un cyber-ladro brillante e temerario – aveva appena scatenato il takedown di una rete criminale online che sottraeva miliardi di dollari all’economia statunitense. L’FBI si affrettò a lanciare un’ambiziosa operazione sotto copertura per scoprire questo nuovo boss del crimine digitale; altre agenzie di tutto il mondo dispiegarono decine di talpe e agenti sotto copertura. Collaborando, i cyber-poliziotti fecero cadere nelle loro trappole numerosi hacker sprovveduti. La loro vera preda, però, mostrava sempre una capacità straordinaria di fiutare i loro informatori e cogliere le loro trame. Il bersaglio che cercavano era il più improbabile dei criminali: un brillante programmatore con un’etica hippie e la doppia identità di un supercattivo. Importante hacker “white hat”, Max “Vision” Butler era una celebrità nel mondo della programmazione e in passato aveva addirittura collaborato con l’FBI. Ma nei panni di un “black hat”, come “Iceman”, trovava nel mondo del furto dei dati un’opportunità irresistibile di mettere alla prova le sue enormi capacità. Penetrò in migliaia di computer di tutti gli Stati Uniti, rubando a suo piacimento milioni di numeri di carte di credito.

Jubiabá

Jubiabà è il romanzo che ha rivelato Jorge Amado nel 1935 (in Italia fu tradotto nel 1952), assegnandogli l’etichetta dell’impegno sociale, che ieri come oggi, è ben lungi dall’esaurire la ricchezza e la complessità della sua arte sempre esuberante.Protagonista dell’epica tropicale di Amado è un giovane nero di Bahia, Antonio Balduino, detto Baldo. Morta la zia con cui viveva, Baldo si vede regalare un amuleto portafortuna dallo stregone Jubiabà, che conosce le antiche storie della schiavitù, guarisce i malati con i suoi esorcismi e sembra essere eterno. Di fortuna Baldo ne ha bisogno: fugge dalla casa di ricchi signori in cui faceva il ragazzo di fatica, e si avventura nella città, campando di espedienti. L’inquietudine lo riporta alla Collina in cui è nato, ai samba improvvisati sulle chitarre, ai riti delle Macumbas, alle bettole del porto. Pugilatore, gran seduttore, testa calda, Baldo va a lavorare nelle piantagioni di tabacco, uccide, fugge, entra in un circo girovago, ritrova Jubiabà e i suoi amici, e infine giunge a scoprire le ragioni della solidarietà umana, dell’essere per gli altri e con gli altri. Il tono è realistico e fantastico al tempo stesso: per la sua nativa vocazione al racconto, Amado è maestro nella resa di atmosfere sensuali e psicologie «primitive».

JR

L'undicenne JR crea un gigantesco impero economico grazie a una serie di speculazioni finanziarie fittizie. Gaddis racconta le mirabolanti invenzioni del bambino, che impersona il culto del denaro in cui è cresciuto, e della folla di personaggi che fanno parte del suo mondo: affaristi, ereditiere, artisti, tutti catturati in quella sorta di trappola che è il denaro, capace di imprigionare tutto e tutti. Il primo affare JR lo realizza rivendendo all'esercito 9000 forchette da picnic, originariamente appartenenti alla marina. Un suo compagno di scuola gli chiede: "Ma se l'esercito le voleva così tanto perché non se le sono comprate direttamente dalla marina?", al che JR risponde: "Come faccio a saperlo, si fa così e basta". Perché "il trucco è fare in modo che i soldi degli altri lavorino per te".

Jean-Paul Sartre

“Il romanzo-diario pubblicato nel 1938 è un’autentica miniera di filoni problematici, di motivi filosofici, culturali, stilistici, con un ventaglio quanto mai ricco di allusioni, ammiccamenti, trasposizioni, parodie, “pastiches”. Una costruzione estremamente composita, a svariati piani, affrontabile sotto molteplici e diverse angolature, certamente anche a causa della continua ‘ambiguità’ (o mediazione) tra filosofia e letteratura.” Franco Fergnani scriveva così nel 1978 a proposito della Nausea di Jean-Paul Sartre, con la chiarezza del maestro capace di illuminare la complessità del pensiero di uno dei più grandi filosofi del Novecento. Un Sartre, quello di Fergnani, allievo ed erede radicale di Heidegger e di “Essere e tempo”. Con Antoine Roquentin, il protagonista della “Nausea”, scopriamo che l’esistenza sfugge a ogni significazione e coincide con l’assoluta presenza. La nausea è il sentimento cosmico che unisce la noia assoluta all’angoscia dell’abisso. E l’abisso è la consapevolezza della caduta nell’irrilevanza da parte di ogni ente nel mondo: la coscienza si avverte vanificata, perché si sente oppressa da fuori e fa esperienza di sé soltanto come corpo. L’ordine del mondo è irrimediabilmente sconvolto.