4705–4720 di 62912 risultati

Io Khaled vendo uomini e sono innocente

«Ci chiamano mercanti della morte, immigrazione clandestina, la chiamano. Io sono la sola cosa legale di questo Paese. Prendo ciò che è mio, pago a tutti la loro parte. E anche il mare, anche il mare si tiene una parte della mia mercanzia. Mi chiamo Khaled, il mio nome significa immortale. Mi chiamo Khaled e sono un trafficante».
Khaled è libico, ha poco piú di trent’anni, ha partecipato alla rivoluzione per deporre Gheddafi, ma la rivoluzione lo ha tradito. Cosí lui, che voleva fare l’ingegnere e costruire uno Stato nuovo, è diventato invece un anello della catena che gestisce il traffico di persone. Organizza le traversate del Mediterraneo, smista donne, uomini e bambini dai confini del Sud fino ai centri di detenzione: le carceri legali e quelle illegali, in cui i trafficanti rinchiudono i migranti in attesa delle partenze, e li torturano, stuprano, ricattano le loro famiglie. Khaled assiste, a volte partecipa. Lo fa per soldi, eppure non si sente un criminale. Perché abita un Paese dove sembra non esserci alternativa al malaffare. Francesca Mannocchi, giornalista e documentarista che da molti anni si occupa di migrazioni e zone di conflitto, ci restituisce la sua voce. Le sue parole raccontano un mondo in cui la demarcazione tra il bene e il male si assottiglia. **
### Sinossi
«Ci chiamano mercanti della morte, immigrazione clandestina, la chiamano. Io sono la sola cosa legale di questo Paese. Prendo ciò che è mio, pago a tutti la loro parte. E anche il mare, anche il mare si tiene una parte della mia mercanzia. Mi chiamo Khaled, il mio nome significa immortale. Mi chiamo Khaled e sono un trafficante».
Khaled è libico, ha poco piú di trent’anni, ha partecipato alla rivoluzione per deporre Gheddafi, ma la rivoluzione lo ha tradito. Cosí lui, che voleva fare l’ingegnere e costruire uno Stato nuovo, è diventato invece un anello della catena che gestisce il traffico di persone. Organizza le traversate del Mediterraneo, smista donne, uomini e bambini dai confini del Sud fino ai centri di detenzione: le carceri legali e quelle illegali, in cui i trafficanti rinchiudono i migranti in attesa delle partenze, e li torturano, stuprano, ricattano le loro famiglie. Khaled assiste, a volte partecipa. Lo fa per soldi, eppure non si sente un criminale. Perché abita un Paese dove sembra non esserci alternativa al malaffare. Francesca Mannocchi, giornalista e documentarista che da molti anni si occupa di migrazioni e zone di conflitto, ci restituisce la sua voce. Le sue parole raccontano un mondo in cui la demarcazione tra il bene e il male si assottiglia.

Introduzione alla filosofia di Leibniz

Questo libro intende fornire un’introduzione generale alla filosofia di Gottfried Wilhelm leibniz (1646-1716), dando particolare risalto alle questioni concernenti la metafisica, la teoria della conoscenza, l’ontologia e l’etica. In particolare, in esso si cerca di chiarire la genesi e il significato della concezione delle celebri «monadi». Leibniz è noto infatti come «il filosofo delle monadi», ma cosa siano queste entità è per lo piu avvolto nel mistero; a molti, per riprendere una felice espressione di Bertrand Russell, la monadologia sembra «un racconto di fate». In realtà, Leibniz arriva a porre l’esistenza delle monadi nel tentativo di rispondere a problemi reali, sollevati dalla scienza del suo tempo, connessi, tra l’altro, alla nozione fisica di forza e al labirinto del continuo.
L’interesse per Leibniz si è ampliato a dismisura, a partire dagli inizi del Novecento. La recente pubblicazione di un’ingente quantità di opere (molte delle quali manoscritte, e quindi ignote, finora, alla maggior parte degli stessi storici della filosofia), unitamente all’intenso lavoro di ricerca sviluppatosi negli ultimi dieci anni intorno a questo filosofo, ne ha modificato radicalmente l’immagine tradizionale, tramandata dai manuali. Mugnai cerca di «aggiornare» questa immagine proponendo un quadro essenziale del pensiero leibniziano, accessibile anche a chi non abbia nozioni specifiche di storia della filosofia (il primo capitolo è interamente dedicato alla biografia di leibniz). Se si considera la straordinaria influenza che Leibniz ha avuto sullo sviluppo della scienza e della filosofia del nostro tempo, conoscerne il pensiero significa disporre di un modo per accedere a questioni centrali della ricerca contemporanea. **
### Sinossi
Questo libro intende fornire un’introduzione generale alla filosofia di Gottfried Wilhelm leibniz (1646-1716), dando particolare risalto alle questioni concernenti la metafisica, la teoria della conoscenza, l’ontologia e l’etica. In particolare, in esso si cerca di chiarire la genesi e il significato della concezione delle celebri «monadi». Leibniz è noto infatti come «il filosofo delle monadi», ma cosa siano queste entità è per lo piu avvolto nel mistero; a molti, per riprendere una felice espressione di Bertrand Russell, la monadologia sembra «un racconto di fate». In realtà, Leibniz arriva a porre l’esistenza delle monadi nel tentativo di rispondere a problemi reali, sollevati dalla scienza del suo tempo, connessi, tra l’altro, alla nozione fisica di forza e al labirinto del continuo.
L’interesse per Leibniz si è ampliato a dismisura, a partire dagli inizi del Novecento. La recente pubblicazione di un’ingente quantità di opere (molte delle quali manoscritte, e quindi ignote, finora, alla maggior parte degli stessi storici della filosofia), unitamente all’intenso lavoro di ricerca sviluppatosi negli ultimi dieci anni intorno a questo filosofo, ne ha modificato radicalmente l’immagine tradizionale, tramandata dai manuali. Mugnai cerca di «aggiornare» questa immagine proponendo un quadro essenziale del pensiero leibniziano, accessibile anche a chi non abbia nozioni specifiche di storia della filosofia (il primo capitolo è interamente dedicato alla biografia di leibniz). Se si considera la straordinaria influenza che Leibniz ha avuto sullo sviluppo della scienza e della filosofia del nostro tempo, conoscerne il pensiero significa disporre di un modo per accedere a questioni centrali della ricerca contemporanea.

L’interprete

Francoforte, 1963. Durante il processo che vede Fritz Bauer indagare sulle responsabilità di alcuni membri del personale del campo di concentramento di Auschwitz, Eva Bruhns viene assunta come interprete dal polacco degli interrogatori dei testimoni. I suoi genitori, proprietari del ristorante Deutsches Haus, (Casa Tedesca), si mostrano decisamente contrari alla carriera scelta dalla figlia, così come lo stesso fidanzato di Eva, Jürgen, ancorato alla convinzione che una donna non debba lavorare se il futuro marito si può permettere di mantenerla. Ma la giovane, vinta dalla curiosità e dalla passione, accetta comunque il lavoro. Eva è figlia di un omertoso dopoguerra, di un boom economico in cui si è disperatamente tentato di seppellire il passato. Ascoltando le scioccanti testimonianze dei processi, però, il suo pensiero corre continuamente ai genitori e ai motivi per cui nella sua famiglia non si parla mai della guerra e di ciò che accadde. Perché sono tutti così restii ad affrontare l’argomento? Lentamente Eva si rende conto che non solo i colpevoli sono stati colpevoli, ma anche coloro che hanno collaborato, in silenzio, rendendo possibile l’inferno dei campi di concentramento. E che tra quelli che non hanno mai alzato la voce per protestare, rendendosi complici, potrebbero esserci persone a lei molto vicine. In questo sconvolgente romanzo Annette Hess sviluppa una trama e dei personaggi di grande spessore, in grado di dare vita a un autentico ritratto non solo della Germania post-bellica ma anche dei complessi rapporti interfamiliari, mostrando quanto sia sottile la linea che separa l’accettazione dalla negazione e dando vita a un complesso affresco storico che riguarda il passato dell’umanità intera.

L’Insegnante

Chi è Elsa Weiss? Una donna dal passato indecifrabile, di cui lei stessa
lascia trapelare pochissimo. L’infanzia in Ungheria, il legame con il fratello
Jan che la fa ridere e infila dolcetti sotto il suo materasso, poi la fuga a
Parigi come un momento felice di cui è vietato parlare, il matrimonio con
Eric. Ma non sono altro che accenni fugaci di una memoria caparbiamente
protetta e piena di buchi neri. Elsa Weiss è soprattutto l’insegnante. La
professoressa d’inglese autoritaria come un generale, animata da un fervore
quasi religioso per il suo lavoro, impenetrabile e rigorosa in tutto quello
che fa: pagare le bollette, nuotare in piscina, insegnare. Poi un giorno,
senza avvisaglie e con lo stesso lucido rigore delle sue lezioni, Elsa Weiss
si toglie la vita lanciandosi nel vuoto dal palazzo dove abita a Tel Aviv. Un
gesto che rimane inspiegabile e nasconde segreti angoscianti.
Anni dopo, Michal Ben-Naftali decide di indagare la vita della sua insegnante,
cercando di capire perché una donna così riservata e schiva a un certo punto
si sia suicidata senza lasciare spiegazioni. Un’indagine a ritroso che fa luce
su una delle storie più controverse della Shoah: il treno di Rudolf Kastner
che avrebbe dovuto portare in salvo in Svizzera quasi duemila ebrei ungheresi,
in cambio di denaro e preziosi. Su quel treno erano saliti Elsa e il marito,
ma un cambiamento di percorso fa dirottare i trentacinque vagoni verso Bergen-
Belsen, e solo mesi dopo i prigionieri riusciranno a essere liberati e a
raggiungere la Svizzera.
La salvezza e l’arrivo in Israele per Elsa si intrecciano con la tragica
vicenda di Kastner, accusato di collaborazionismo e di essere moralmente
partecipe delle colpe dei nazisti oltre ad aver favorito, in quella fuga
disperata, i suoi concittadini. La storia di Elsa diventa così, tragicamente,
lo specchio di quella di Kastner in una vertigine dove il senso di colpa dei
sopravvissuti si mescola con il desiderio di vendetta, il Male con l’urgenza
di fare giustizia. E la morte di Elsa e di Kastner sembra diventare il simbolo
di un’ultima silenziosa richiesta: non che le loro vite vengano ricordate,
quello no, ma piuttosto che siano lette altrimenti.

Inquietanti azioni a distanza

«L’universo» scrive George Musser introducendo la sua sorprendente incursione nelle acquisizioni della fisica contemporanea «è un luogo selvaggio e capriccioso, pieno di insidie e di arbìtri»; eppure, su quello sfondo, «le leggi del mondo brillano per la loro rassicurante regolarità». Una regolarità che passa per vincoli come quello della «località», cui Einstein associava due aspetti chiave – la «separabilità» tra due oggetti e il loro interagire solo per contatto – e che rappresenta «l’essenza stessa dello spazio». Ma negli ultimi decenni la fisica sta dimostrando come, a un livello più fondamentale, il discorso muti, con le coppie di particelle sottoposte a quella che Einstein stesso definiva «un’inquietante azione a distanza», e che ora possiamo ricondurre al principio di «non-località». In certi esperimenti tali coppie si comportano come «monete magiche» in grado di far uscire sempre testa o croce in sinergia, a prescindere dallo spazio che le separa: possono cioè «allontanarsi fino alle estremità opposte dell’universo, e comportarsi lo stesso all’unisono». Ed è solo l’inizio: diverse tipologie di non-località sembrano agire molto al di sopra del livello subatomico (nei «paradossi» dei buchi neri o nella struttura «su larga scala» dell’universo), tanto da risultare decisive in una riformulazione della teoria unificata delle forze. Ma le conseguenze più profonde investono la natura stessa dello spazio, che secondo le nuove conoscenze potrebbe non essere «la base ultima della realtà fisica». **
### Sinossi
«L’universo» scrive George Musser introducendo la sua sorprendente incursione nelle acquisizioni della fisica contemporanea «è un luogo selvaggio e capriccioso, pieno di insidie e di arbìtri»; eppure, su quello sfondo, «le leggi del mondo brillano per la loro rassicurante regolarità». Una regolarità che passa per vincoli come quello della «località», cui Einstein associava due aspetti chiave – la «separabilità» tra due oggetti e il loro interagire solo per contatto – e che rappresenta «l’essenza stessa dello spazio». Ma negli ultimi decenni la fisica sta dimostrando come, a un livello più fondamentale, il discorso muti, con le coppie di particelle sottoposte a quella che Einstein stesso definiva «un’inquietante azione a distanza», e che ora possiamo ricondurre al principio di «non-località». In certi esperimenti tali coppie si comportano come «monete magiche» in grado di far uscire sempre testa o croce in sinergia, a prescindere dallo spazio che le separa: possono cioè «allontanarsi fino alle estremità opposte dell’universo, e comportarsi lo stesso all’unisono». Ed è solo l’inizio: diverse tipologie di non-località sembrano agire molto al di sopra del livello subatomico (nei «paradossi» dei buchi neri o nella struttura «su larga scala» dell’universo), tanto da risultare decisive in una riformulazione della teoria unificata delle forze. Ma le conseguenze più profonde investono la natura stessa dello spazio, che secondo le nuove conoscenze potrebbe non essere «la base ultima della realtà fisica».

L’inizio

“Ho sempre difeso la libertà di un autore di viaggiare nello spazio, oltrepassando i confini del paese dove vive. Ho sempre visto tanti autori viaggiare nel tempo, all’indietro soprattutto. Ora vi invito a partire per un nuovo viaggio insieme a me, a scoprire un nuovo mondo: il mondo dei Raven e degli Hawk, un mondo che vive nel nostro presente ma che parte, per quanto strano possa sembrare, dal futuro. Il sipario si alza su questo nuovo mondo e una ragazza ci viene incontro per accoglierci. Per raccontarci la sua storia. La conoscerete bambina, una bambina davvero straordinaria. Lascio la parola a Dana, figlia di Rave. La miglior guida che potessimo sperare di avere.” – Monica Lombardi **
### Sinossi
“Ho sempre difeso la libertà di un autore di viaggiare nello spazio, oltrepassando i confini del paese dove vive. Ho sempre visto tanti autori viaggiare nel tempo, all’indietro soprattutto. Ora vi invito a partire per un nuovo viaggio insieme a me, a scoprire un nuovo mondo: il mondo dei Raven e degli Hawk, un mondo che vive nel nostro presente ma che parte, per quanto strano possa sembrare, dal futuro. Il sipario si alza su questo nuovo mondo e una ragazza ci viene incontro per accoglierci. Per raccontarci la sua storia. La conoscerete bambina, una bambina davvero straordinaria. Lascio la parola a Dana, figlia di Rave. La miglior guida che potessimo sperare di avere.” – Monica Lombardi

Infomocracy

LA FANTASCIENZA SI FONDE CON IL THRILLER POLITICO IN UN ROMANZO VISIONARIO E APPASSIONANTE CHE AFFRONTA IL FUTURO DELLA DEMOCRAZIA NELL’ERA DIGITALE, UNO DEI TEMI PIÙ ATTUALI E IMPORTANTI DELLA NOSTRA CONTEMPORANEITÀ. Alla fine del XXI secolo, la terra è abitata ormai da dieci miliardi di persone, e l’introduzione dell’Informazione, un sistema di connessione globale, ha cambiato radicalmente l’assetto politico. Gli stati-nazione non esistono più, sostituiti da micro-comunità, che attraverso il voto in rete danno vita a una Supermaggioranza. Alla vigilia delle elezioni che dovranno stabilire quale sarà la nuova maggioranza che governerà il mondo, tre personaggi si muovono sulla scena planetaria, coinvolti a vario titolo nelle dinamiche politiche. Per Ken, queste elezioni sono la grande occasione di farsi spazio all’interno di Policy1st, il partito idealista al quale appartiene, e riuscire finalmente a raggiungere soldi e potere.Per Domaine, esponente di spicco di un movimento anarchico che si oppone strenuamente all’Informazione, le elezioni rappresentano un momento decisivo della sua battaglia politica, un’opportunità imperdibile di svelare la dimensione silenziosamente totalitaria del sistema, e le menzogne e le ingiustizie che si nascondono dietro la cosiddetta pax democratica. A Mishima, un’agente segreto al servizio dell’Informazione, è stato affidato il compito di tenere la situazione sotto controllo, e di fare in modo che lo sviluppo del più grande esperimento politico di tutti i tempi prosegua senza intoppi. Ma quando sono così tanti quelli che si muovono nell’ombra, le cose si complicano molto. Come sempre, quando «il sistema è perfetto», è la variabile umana che può cambiare tutto. Malka Older è una scrittrice e una ricercatrice universitaria, con una decennale esperienza di lavoro in organizzazioni umanitarie. Il suo romanzo d’esordio, Infomocracy. Un sistema perfetto, è stato nominato tra i migliori libri del 2016 da Kirkus Reviews, Book Riot e dal Washington Post, ed è il primo di una trilogia, composta da Null States (USA, 2017) e State Tectonics (USA, 2018). Malka Older ha scritto anche diversi racconti e poesie pubblicati su WIRED, Twelve Tomorrows, Reservoir Journal, Fireside Fiction, Tor.com e altre riviste. malkaolder.wordpress.com «Vent’anni fa, di comune accordo, la popolazione mondiale decise di tentare un passo senza precedenti, lo scopo era formare un nuovo ordine internazionale. A partire dalla prima elezione planetaria, i conflitti fra le giurisdizioni coinvolte nel voto sono stati sradicati, e il benessere e il commercio si sono diffusi a macchia d’olio.»

Incontrollabile seduzione (I Romanzi Extra Passion)

Per volere del re, Graeme Montgomery è costretto a prendere in moglie Eveline Armstrong, figlia del capoclan rivale, e a siglare un patto di non belligeranza tra i due clan, riportando così la pace nelle terre di Scozia. Misteriosa e bella come un angelo, Eveline non parla da quando tre anni prima è caduta da cavallo e viene accolta inizialmente con ostilità nel nuovo castello. Ma ben presto riesce a conquistare l’amore di Graeme, accendendo in lui una passione che travolge l’anima e i sensi. C’è qualcosa però che nessuno sospetta: Eveline in realtà non è diventata muta dopo il grave incidente

In esilio

Ogni famiglia ha un quarto di sangue oscuro, si tramanda di generazione in
generazione. Chi pure abbia trovato pace e serenità deve sapere che il quarto
di sangue oscuro gli scorre nelle vene e basta poco perché torni a reclamare
il diritto ereditario sulla sorte di ogni uomo. Ne è convinto il protagonista
di questa storia, un cinquantenne livornese che, con la moglie, decide di
ritirarsi in campagna per stare lontano da una società in cui non si ritrova
più. D’altronde, quando ripercorre la vita dei suoi parenti favolosamente
eccentrici, come il Cugino L., in piedi dietro al bancone del bar dalle sei
del mattino fino a mezzanotte, a servire clienti con i quali non ha mai
scambiato una parola perché “non aveva niente da dire”, o il Cugino S.,
fuggito dal seminario per chiudersi in una stanza senza cibo né alcun tipo di
conforto, ne è certo: la stranezza attraversa i rami dell’albero genealogico
della sua famiglia. Non c’è da stupirsi, quindi, che a lui sia riservata la
fine che sta facendo, in esilio, lontano da tutti. Simone Lenzi ci conduce
nelle stanze intime della memoria, dove si celano i segreti dell’esistenza.
Abile ritrattista di tipi umani, con colori accesi e sfumature intense scava
nella quotidianità di tre generazioni, scardinando i paradigmi della
letteratura contemporanea.

L’identità europea

«Il continente europeo porta il nome di una giovane, Europa, di origine straniera, senza radici, un’immigrata involontaria: il pluralismo delle origini e l’apertura agli altri sono diventati l’emblema dell’Europa.» In un momento in cui viviamo una crisi identitaria senza precedenti, Tzvetan Todorov ci ricorda con queste parole che la pluralità e la diversità di culture sono per il nostro continente e per i popoli che lo abitano allo stesso tempo un’eredità e una prospettiva. La sfida che oggi ci attende sta nel riconoscere come proprio in questo pluralismo abbia trovato terreno fertile la libertà di pensiero e di giudizio di cui godiamo: un tesoro inestimabile che, ora più che mai, siamo chiamati a tutelare.

Le Horla

Un uomo borghese, afflitto da una strana febbre cerebrale, si sente perseguitato da una presenza invisibile, opprimente, che sembra quasi osservarlo dall’interno del suo corpo. Le Horla, questo è il suo nome, lo tormenterà fino a fargli dubitare della sua integrità mentale, portandolo a compiere un gesto di estrema follia, nella vana speranza di porre fine ad una situazione alquanto surreale. Sarà davvero tutto finito?

Hap & Leonard Sangue e limonata

Hap Collins è solo un ragazzo, ma sa già di essere molto diverso dai bigotti razzisti e ottusi della cittadina in cui è cresciuto. E sa che per ridurli a mal partito non bastano le parole: bisogna usare le loro stesse armi. Anche il giovane Leonard Pine è diverso da quelli che lo circondano: nero, gay e, a sorpresa, conservatore. Nella migliore delle ipotesi, i due formano una coppia improbabile. Finché un giorno, per caso, Hap vede Leonard fare il culo a strisce a una manica di bulli. E capisce che, a dispetto delle apparenze, ha trovato il socio ideale. Con sublime ironia, Lansdale scava nel passato dei due detective piú celebri dell’East Texas e compone un mosaico di vicende e personaggi di volta in volta terribili, comici, violenti e nostalgici. Tutti, però, indimenticabili.- Non ti sei mai chiesto chi di noi due sia il migliore?- No.- Bugiardo.- Sarò onesto, – dissi. – Non voglio scoprirlo.- Questo lo posso capire, – disse Leonard.- Se dovesse succedere, le conseguenze sul nostro rapporto potrebbero non piacerci.- E questo lo capisco ancora meglio.

Guerra, autunno 214 a.C. – serie Il Matematico che sfidò Roma ep. #3

Episodio #3 di 8 Narrando della sfida che oppose Roma a Cartagine, la Storia tende a trascurare il ruolo di una terza città, prospera almeno quanto l’Urbe, forse persino superiore per retaggio e cultura.
Si tratta di Siracusa, perla della Magna Grecia, faro di civiltà e potenza militare che si ritrovò – purtroppo per lei – alleata di Annibale nel momento sbagliato. Una scelta che Roma non perdonò.
Soverchiata in uomini e armamenti, Siracusa resistette all’assedio delle legioni e della flotta romana per due anni, dal 214 al 212 a.C., soprattutto grazie alle rutilanti invenzioni di Archimede, uno dei più geniali scienziati di ogni tempo.
Un’epopea narrata in questo romanzo.

La guarigione del cuore. Spiritherapy: l’arte di amare e la conoscenza di sé

«Ho scoperto che il male che accomuna un numero sempre crescente di persone è la solitudine. È il paradosso del mondo contemporaneo: la società della comunicazione è diventata una società della non-comunicazione. Persone che si sentono sole pur in mezzo a mille altre e con centinaia di “amici” sui social. La società del benessere è diventata la società del malessere: un mondo in cui si punta al denaro, al piacere, al successo, ma che sprofonda silenziosamente e vertiginosamente nell’inquietudine». Chiara Amirante – che da anni tiene corsi di conoscenza di sé e “spiritoterapia” – ci aiuta a riconoscere le ferite di chi non è stato amato, di chi ha paura di amare, di chi ha fame d’amore. I primi passi sul cammino della guarigione sono anzitutto introspettivi: chi sono io? Come posso individuare i miei punti di forza e lavorare sulle mie fragilità? Come accresco il mio potenziale spirituale per rispondere ai bisogni più profondi della mia anima? I passi successivi sono quelli della consapevolezza: la società di oggi uccide lo spirito e ci spinge nel tunnel dei pensieri negativi. Non dobbiamo permetterlo. Dobbiamo invece trovare un senso alle nostre sofferenze, trasformando ogni prova in un “passaggio” di crescita che ci renda più liberi e capaci di costruire relazioni autentiche. Chiara ci accompagna in un viaggio alla scoperta della nostra interiorità, e di quel Divino che ci abita, sempre pronto a riempire il vuoto della nostra solitudine.

Il grande tiratore

Il rampollo di una ricca famiglia di Midland City, nell’Ohio, Otto Waltz, viene mandato a Vienna per iscriversi alla celebre Accademia di belle arti. Otto è fermamente convinto di avere un grande talento artistico, ma non la pensano così i professori dell’accademia, che non lo ammettono nemmeno ai corsi. Identica bocciatura affligge uno sbandato austriaco di nome Adolf Hitler, che Otto prende subito in simpatia e per un certo periodo mantiene, evitandogli la morte di stenti. Tornato a Midland City, Otto costruisce una grande e bizzarra casa con un’enorme soffitta dove custodisce un’enorme collezione di armi da fuoco di ogni tipo, una collezione che segnerà il destino di suo figlio Rudolph decenni più tardi. Quando Adolf Hitler diviene primo ministro in Germania, Otto celebra la fortuna del suo vecchio amico esponendo un’enorme bandiera con la svastica sul balcone di casa: ma la Seconda guerra mondiale è alle porte, e con essa la fierezza si trasformerà in vergogna… Una quieta cittadina dell’hinterland statunitense. Più fucili che abitanti, una bandiera nazista che garrisce al vento, un ragazzo che, come un cecchino, spara ai palazzi vicini dalla soffitta di casa, una bomba ai neutroni che spazza via ogni forma di vita: ecco le cartoline dall’inferno che ci invia Kurt Vonnegut, il visionario. Il “grande tiratore” è il piccolo Rudolph Waltz che pianta palle in mezzo agli occhi di casalinghe incinte, ma anche Vonnegut, che uno dopo l’altro fa secchi col fucile di precisione della sua prosa di gran classe i luoghi comuni, i vizi, gli orrori made in Usa.