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Una ragazza chiamata Disastro

Nhamo vive in un villaggio del Mozambico e sin da piccolo si è resa conta che attorno a lei c’è un mistero. Perché nessuno parla mai di suo padre? È stato davvero un leopardo ad uccidere sua madre? Perché le zie la maltrattano? E, infine, perché le hanno dato un nome che significa “disastro”? Di fronte alla durezza della vita quotidiana non resta che rifugiarsi nei sogni che una sfrenata fantasia le fa sembrare veri.
Ma poi accade qualcosa di terribile e Nhamo deve affrontare da sola un lungo viaggio vero lo Zimbabwe, attraversando fiumi, laghi e foreste con l’unica compagnia di spiriti dell’acqua, fantasmi e animali selvatici.
Un romanzo straordinario che racconta l’Africa di ieri e di oggi, e che nel 1997 ha vinto la Newbury Medal.

La Radiosveglia

Cosa succederebbe se, appena svegli, sentiste per radio che potete vincere un viaggio – semplicemente salendo su una limousine parcheggiata sotto casa vostra? Un racconto brillante, che scivola tra il giallo e la fantascienza, firmata dal padre fondatore di Racconti&Letteratura.

Radio Aliena Hasselblad

Tutto comincia quando un fulmine stordisce Kimberley, la cantante dei Radical Belt. Ora Kim sembra posseduta da un’entità estranea. Si tratta di un ex agente dello Smersh, il russo Alpers, che tramite Kim rivela terribili fatti della Seconda guerra mondiale e afferma di essere tenuto artificialmente in vita da esseri sconosciuti. Benchè sembri tutto pazzesco, una fotografa, Roberta, cerca di ritrovare il bandolo della matassa e l’indagine pone domande sempre più inquietanti… Hitler ed Eva Braun somo morti davvero? Dov’è finito il clone della donna del Füher? Ma la soluzione del mistero affonda nel tempo, a un tragico giorno del 1941, quando in Polonia scese un velivolo non di questa Terra…
Copertina di Furanko

Le radici

Il ritorno del narratore al paese d’origine, da una vita ricostruita all’estero, provoca la necessità di rievocare “le radici”. Mito e storia si mescolano nel viaggio memoriale verso un’infanzia e una giovinezza ripercorse ad occhi chiusi in questo libro pubblicato per la prima volta nel 1957. Ma non c’è spazio per la pura nostalgia nella potenza analitica che sempre accompagna la nel scrittura di Maria Giacobbe. Dall’escursione del passato gli occhi si schiudono sull’oggi – un oggi di trenta anni fa ma non lontano dal nostro oggi – in una militante meditazione su una Nuoro e su una Sardegna che “forse perirono sotto il ciclone del cosiddetto miracolo petrolchimico-edilizio-televisivo”.
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### Sinossi
Il ritorno del narratore al paese d’origine, da una vita ricostruita all’estero, provoca la necessità di rievocare “le radici”. Mito e storia si mescolano nel viaggio memoriale verso un’infanzia e una giovinezza ripercorse ad occhi chiusi in questo libro pubblicato per la prima volta nel 1957. Ma non c’è spazio per la pura nostalgia nella potenza analitica che sempre accompagna la nel scrittura di Maria Giacobbe. Dall’escursione del passato gli occhi si schiudono sull’oggi – un oggi di trenta anni fa ma non lontano dal nostro oggi – in una militante meditazione su una Nuoro e su una Sardegna che “forse perirono sotto il ciclone del cosiddetto miracolo petrolchimico-edilizio-televisivo”.

Le Radici del Male

Le Radici del Male contiene tre lunghi racconti: “Giù, nel delirio”, “Specchi di sangue” e “Soluzione finale”. L’autrice in questa opera storica del noir italiano presenta un viaggio crudele e violento nella psiche umana, tra solitudine e delirio. Un testo ultra-violento, denso di un sesso esposto e sfrenato, la parola non fa sconti a niente e a nessuno, sputa in faccia le sordide, perverse pieghe che l’uomo cerca di mantenere sotterranee, e tenta di nascondere anche ai propri occhi. Radici che ci serrano nella loro morsa, s’incuneano sempre più a fondo, anche dentro di noi, nel nostro animo. E ci trascinano giù, nel delirio. Ilustrazione di copertina realizzata da Alan M. Clark. Le Radici del Male è già stato pubblicato in edizione cartacea, per Granata Press nel 1993 e Addiction nel 2002. L’opera è stata ampiamente editata e aggiornata per questa nuova edizione digitale.

Radici

Nella seconda metà del Settecento il giovane Kunta Kinte viene strappato dal suo villaggio africano e portato in America come schiavo. La sua vita cambierà, come quella dei suoi discendenti: Bell, Kizzy, Chicken George e tutti gli altri, fino a giungere ad Alex Haley, l’autore di queste pagine.
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Radical Chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto

Negli anni Sessanta e Settanta diventò estremamente di moda, per gli intellettuali newyorchesi ricchi e affermati, ospitare nei propri salotti ogni possibile rivoluzionario radicale, dalle Pantere Nere agli antimilitaristi agli hippy psichedelici. In questo libro Tom Wolfe mette in ridicolo quegli ambienti (di cui esiste anche una versione italiana), descrivendo una serie di serate mondane all’insegna di “Invita-una-Pantera-Nera-al-Cocktail”. Quando il libro apparve per la prima volta nel giugno del 1970 sul “New York Magazine”, lo scandalo fu grande: fu una dura e sana presa in giro della Buona Coscienza Progressista, tuttora attuale.
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Il racconto dell’isola sconosciuta

L’isola sconosciuta è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte della fantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi. L’autore di *L’anno della morte di Ricardo Reis*, *La zattera di pietra*, *Cecità*, *Tutti i nomi*, *L’uomo duplicato*, e tanti altre opere che gli hanno valso il premio Nobel per la letteratura, offre in questo volume una favola d’amore scritta nel 1998.

Il racconto dell’ancella

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In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.
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I racconti

“Il libro di racconti cui avrete la bontà di prestare la vostra attenzione non vuol essere altro che la testimonianza di come uno tra coloro che iniziavano nel 1945 i propri esperimenti di letteratura, abbia inseguito, da allora fino ad oggi, il miraggio di cogliere un sapore, un barbaglio, un cigolìo, una cadenza della vita. Questi sono tempi poco propizi alle grandi spiegazioni del mondo come ai grandi romanzi; il segreto dell’universo abbiamo cercato di coglierlo come nelle innumerevoli sfaccettature d’un occhio di formica, come nella vertebra fossile da cui si cerca di ricostruire l’intero scheletro dell’immensurabile dinosauro.” Italo Calvino
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“Il libro di racconti cui avrete la bontà di prestare la vostra attenzione non vuol essere altro che la testimonianza di come uno tra coloro che iniziavano nel 1945 i propri esperimenti di letteratura, abbia inseguito, da allora fino ad oggi, il miraggio di cogliere un sapore, un barbaglio, un cigolìo, una cadenza della vita. Questi sono tempi poco propizi alle grandi spiegazioni del mondo come ai grandi romanzi; il segreto dell’universo abbiamo cercato di coglierlo come nelle innumerevoli sfaccettature d’un occhio di formica, come nella vertebra fossile da cui si cerca di ricostruire l’intero scheletro dell’immensurabile dinosauro.” Italo Calvino

Racconti romani

I Racconti romani di Alberto Moravia si riallacciano a una tradizione iniziata dal Belli con la sua opera monumentale e poi continuata da poeti e narratori romani come Pascarella, Trilussa e altri. Anche qui ritroviamo un personaggio anonimo del popolo o della piccola borghesia romana, cha parla in prima persona, raccontando i suoi casi e quelli della sua gente. Il linguaggio non è più il dialetto stretto belliano o quello temperato di Trilussa, ma un italiano qua e là colorito da parole e locuzione romanesche. La città e il popolo di Roma sono naturalmente molto cambiati da un secolo a questa parte: qui viene descritta la Roma moderna e un po’ stralunata del primo decennio del dopoguerra; una Roma libera e insieme alienata; molteplice, vitale e insieme deturpata, piena di incontri, di imprevisti, di avventure, ma anche di rassegnazioni e di angosce. Un libro ricchissimo, un grande atto della commedia umana di un nostro non lontano passato.

(source: Bol.com)

Racconti neozelandesi

Questi racconti affrontano temi ed elementi tipici del mondo anglossassone, sullo sfondo di una natura pura e stupefacente. Racconti delicati, specchio della vita tormentata dell’autrice.