47057–47072 di 72802 risultati

Cittanova blues

“Cittanova blues” è Bologna dalla fine degli anni Cinquanta all’inizio degli anni Settanta. Guccini racconta la vita picaresca dei “musici” negli anni Sessanta e quella dei ragazzi e delle ragazze di allora, con tutti i loro luoghi, i loro miti e i loro sogni: la prima Cinquecento, la garconnière, la naia, le osterie, i primi gruppi musicali, che oggi sono le band ma una volta si chiamavano ancora complessi. È un canto, quello di Guccini, su una città, un’epoca e un mondo che non ci sono più. Ma lo spirito è tutt’altro che provinciale: il respiro è ampio, felice, liberatorio, come quello del blues dei neri d’America che evoca i grandi paesaggi della Louisiana e di New Orleans.

Il cittadino dello spazio

Avete mai sentito parlare di un interocitore? No? Ebbene, neppure Cal Meacham, abilissimo tecnico di un laboratorio di ricerche, ne aveva mai sentito parlare. Così pure ignorava che cosa fossero le valvole catherimine e mille altri congegni descritti in uno stranissimo catalogo capitatogli per le mani. Ma Cal era curioso e testardo, e tanto fece che riuscì, con la sola guida di quello stranissimo catalogo, a fabbricare lo sconosciuto apparecchio. Quel che accadde poi supera la più ardita fantasia, trasportando il lettore non solo in un mondo diverso, ma in una diversa concezione dell’universo, quale la mente fatica a comprendere. Titaniche lotte, sensazionali scoperte, una guerra cosmica e inaspettati tradimenti, tutto questo incontrò Cal sulla sua strada, insieme all’amore e alla comprensione della dolce Ruth. E’ difficile dimenticare questo libro che pone l’uomo su un piano diverso, ammonendolo che l’amore per la gente e il proprio Pianeta può abbattere barriere invincibili, con la certezza che il cuore e l’intelletto umano saranno sempre e comunque al disopra delle più perfette macchine.
Copertina di Curt Caesar

LA CITTA’ DEL LONTANISSIMO FUTURO

Questa Città di Harrison è stata giudicata negli USA il miglior romanzo di fantasy degli anni 70, destinato a restare un classico nel suo genere. URANIA, collana di fantascienza, non pubblica romanzi di pura fantasy, come non ne pubblica, evidentemente, di puramente polizieschi o di puro spionaggio, di puro horror, di puro soprannaturale, eccetera. Ma il discorso cambia quando la fantasy è per esempio Pellegrinaggio vietato di Simak (n. 685) o Molto dopo mezzanotte di Bradbury (n. 732); quando il poliziesco è Delitto alla base spaziale di Maine (n. 657), e l’horror è Il superstite di Herbert (n. 724); quando lo spionaggio è Un agente dall’aldilà di O’Toole (n. 718), e il soprannaturale è Psicospettro di Davies (n. 715). Perché in tutti questi casi la fantasy, il poliziesco, lo spionaggio, l’horror, i fantasmi, sono ANCHE fantascienza, e fantascienza di primissimo ordine. Inutile aggiungere che la remotissima, fantastica Città di Harrison rientra in questa categoria.

La città

Oggi oltre metà della popolazione mondiale vive in una città, e si stima che nel 2050 questa percentuale salirà ai tre quarti. Le città esistono da migliaia di anni – da quando gli uomini hanno cominciato a vivere insieme in un luogo, lo hanno racchiuso tra mura e arricchito con monumenti e edifici pubblici – ma il significato del termine è profondamente mutato nel corso dei secoli. Basta pensare anche solo agli ultimi decenni, in cui il nostro modo di abitare, di spostarci e di entrare in relazione con lo spazio e gli altri è cambiato in modo radicale. Dagli antichi insediamenti della mezzaluna fertile, passando per i comuni italiani del Medioevo, la Firenze di Leon Battista Alberti e la Londra di Dickens, Cesare de Seta conduce il lettore in un viaggio affascinante, in cui racconta lo sviluppo nei secoli del concetto di ”città”, e come esso sia costituito da un intreccio indissolubile di geografia, storia, economia e cultura, in cui giocano un ruolo determinante le aspirazioni e i timori di coloro che ci vivono. Per finire con uno sguardo alle nuove realtà dei grandi centri con decine di milioni di abitanti e delle smart city, le città intelligenti, in cui le nuove tecnologie avranno un ruolo fondamentale, ma che pongono interrogativi inquietanti sull’uso degli spazi e sulle relazioni sociali.
(source: Bol.com)

La città vince sempre

‘*La città vince sempre è un romanzo limpido, toccante, umano sull’innocenza e il coraggio politici. Il suo ritratto della rivoluzione egiziana del 2011 è una novità assoluta.*’
Richard Ford

‘*Omar Hamilton ci accompagna nell’effervescente speranza e nello straziante dolore del movimento di protesta, affrontando l’eterna questione di ciò che i vivi debbano ai morti. Imperdibile. Un debutto abbagliante.*’
Naomi Klein

‘*La città vince sempre restituisce dall’interno l’immagine di un movimento popolare che noi tutti abbiamo visto da fuori. Non rileggeremo presto una storia fatta rivivere con tanta maestria.* ‘
Philip Pullman

‘*La speranza, l’entusiasmo, l’audacia, la delusione, il rinnovarsi della speranza: questo romanzo fa riflettere, corre e ci trascina.* ‘
Roddy Doyle

‘*Un’opera di grande potenza emotiva e intellettuale.*’
Pankaj Mishra

‘*Il romanzo che ha definito la Primavera araba.*’
The Wall Street Journal

‘*Il racconto vivido della rivoluzione del 2011 nelle strade del Cairo, con tutta la giovanile audacia e le ingenue utopie di quei giorni.* ‘
J.M. Coetzee

Khalil è uno studente americano giunto al Cairo per studiare musica e riscoprire le radici arabe che da lungo tempo suo padre si è lasciato alle spalle. Mariam è una giovane egiziana che ha ereditato dalla madre la passione per l’impegno politico e la difesa delle classi sociali più svantaggiate. La loro storia sentimentale nasce e prende forma in piazza Tahrir, il luogo fisico e simbolico in cui si accende la speranza democratica di un’intera generazione di giovani. Insieme ad altri compagni di lotta, da un appartamento che dà sulla piazza, diffondono in rete filmati e notizie. Si sentono al centro del mondo, artefici del rinnovamento della società tutta, non solo araba, e il loro amore si nutre dell’energia della rivolta. Ma la Storia procede inesorabile in altre direzioni. Con la vittoria elettorale della Fratellanza musulmana dilaga la violenza, che fa emergere ben presto scenari da guerra civile. Dopo il colpo di stato e l’ascesa del generale al-Sisi, a poco a poco si spegne ogni fermento rivoluzionario. E l’agonia di un lungo inverno dello scontento colpisce anche l’amore tra Khalil e Mariam.
Al suo romanzo d’esordio, Omar Robert Hamilton intreccia un’intensa vicenda sentimentale a uno dei nodi centrali della storia più recente, trovando una cifra e una costruzione narrativa nuove: una coerente polifonia di cupo lirismo e scrittura materica, scene d’azione che somigliano a riprese in tempo reale, voci che si passano il testimone, stralci di post attraverso i quali prendono forma la lotta e la narrazione collettiva… In una spirale che scende a inghiottire il domani.
(source: Bol.com)

Le città invisibili. Audiolibro

Calvino è stato uno degli scrittori italiani degli ultimi decenni più amati e conosciuti nel mondo. Nato a Cuba e cresciuto in Italia a San Remo, cominciò la sua carriera come scrittore di opere realistiche e impegnate politicamente nel clima degli sconvolgimenti del dopoguerra italiano. Successivamente dà voce alla sua anima di contastorie che riesce ad afferrare le piccole vanità umane e ad intrecciarle entro storie fantastiche, esplorando la narrazione fino ai suoi confini ultimi. Dalle “Città Invisibili” la magia dei capitoli più significativi è evocata dalla lettura di Moro Silo.

La città interiore

“Il bambino è diretto al Borgo Teresiano, vicino alla chiesa con la cupola blu, vicino al Canale, vicino alle bancarelle di Ponterosso. Sa dov’è. A sette anni si muove in città come un migratore lungo le rotte celesti. Non conosce i nomi delle vie, segue riferimenti emotivi, talvolta geometrici, i colori delle insegne, le fughe di luce verso la marina, i volumi dei pieni e dei vuoti tra i palazzi, le chiome degli alberi. Ha una bussola interna, l’infallibile magnetismo di un uccellino cresciuto per strada.” È il 4 aprile 1945. Quel bambino sta trasportando una sedia tra le macerie della città liberata dai nazifascisti ed è diretto al comando alleato, dove lo attende suo padre – dal cognome vagamente sospetto, Covacich – sottoposto a un interrogatorio. E quella sedia potrebbe scagionarlo. Sempre Trieste, 5 agosto 1972. I terroristi di Settembre Nero hanno fatto saltare due cisterne di petrolio. Un bambino, Mauro Covacich, tra le gambe di suo padre (il bambino che trascinava la sedia ventisette anni prima nella Trieste liberata), contemplando le colonne di fumo dalle alture carsiche sopra la città, chiede: “Papà, semo in guera?” Mauro Covacich torna nella sua Trieste, con un libro dal ritmo incalzante, avventuroso romanzo della propria formazione, scritto con la precisione chirurgica di un analista di guerra e animato dalla curiosità di un reporter. La città interiore è la cartografia del cuore di uno scrittore inguaribilmente triestino; è il compiuto labirinto di una città, di un uomo, della Storia, che il lettore percorre con lo stesso senso di inquieta meraviglia che accompagnava quel bambino del 1945 e quello del 1972; un labirinto di deviazioni e ritorni inaspettati, da cui si esce con il desiderio di rientrarci.

La città di Ember

Lina Mayfleet e Doon Harrow hanno dodici anni e vivono in una città priva di luce. Ci sono colori che conoscono solo per sentito dire, come il verde e il blu. Il mondo grigiastro e artificiale di Ember è il solo possibile per loro. Finché Lina non scopre un’antica pergamena quasi illeggibile che sembra dare indicazioni su come abbandonare la città. Che cosa ci sarà oltre il buio? Forse un altro mondo? Un’ambientazione post-apocalittica per il primo volume di una serie molto amata dai giovani adulti. Età di lettura: da 12 anni.
**

La città della gioia

Deluso e amareggiato sotto il profilo professionale, un giovane medico statunitense lascia il suo paese e va in India, alla ricerca di qualcosa che gli restituisca il senso dell’esistenza, intraprendendo un lungo viaggio dalla ricca America alle bidonville di Calcutta. La realtà che lo aspetta è però sconvolgente, un vero e proprio inferno di miseria e degradazione, nel quale gli uomini cercano di sopravvivere tra topi e scarafaggi, nella più assoluta mancanza di mezzi. Ma proprio qui, nelle allucinanti colonie di lebbrosi della “Città della gioia”, in mezzo a inondazioni, fame e malattie, il protagonista riuscirà a ritrovare la forza di riscattarsi. Un romanzo sconvolgente, una straordinaria lezione di coraggio.
**

La città del sole. Come farsi «in casa» l’energia pulita

“La Città del Sole” è una guida per scegliere l’energia pulita, “costruirsela da sé” e orientarsi nel labirinto del mercato energetico liberalizzato. Utile anche per usare l’unica, vera, fonte di energia pulita: il risparmio, per la bolletta e per l’ambiente. “La Città del Sole” illumina non solo le famiglie, le imprese e le amministrazioni pubbliche, ma anche le scuole e gli studenti.

La città del sole nero

Gennaio 1505. Chiuso nel suo studio, Niccolò Machiavelli, Primo Segretario della Repubblica di Firenze, non trova pace. Troppi sono i segnali sinistri apparsi in città nelle ultime settimane; impossibile non intuire che un grave pericolo è alle porte. Il cardinale Giovanni de’ Medici, rampollo della famiglia esiliata che tutti ancora temono, è tornato, travestito da umile frate, per le strade che un tempo erano dei suoi padri e che adesso progetta di riprendersi. Nelle stesse ore tre anziani messaggeri sono stati orribilmente uccisi, carbonizzati da un fuoco d’insolita potenza, ma un attimo prima di morire sono riusciti a nascondere tre pergamene di antica fattura: alludono a un terribile segreto e a una congiura che, se non verrà bloccata in tempo, avrà conseguenze inimmaginabili, e forse non solo per la Signoria. C’è poi un giovane scienziato polacco che chiede di poter allestire una dimostrazione pubblica di fronte a sapienti ed ecclesiastici: grazie a uno strano globo dorato rivelerà la verità sulla natura intima del mondo e sulla forza che lo sostiene in cielo. E se tutto ciò non bastasse a turbare il sonno del Machiavelli, da qualche tempo anche la natura sembra essersi caricata di cupi presagi: nel cielo coperto di nubi, decine di grandi aquile volteggiano sopra i tetti dei palazzi, minacciose come angeli vendicatori in attesa del Giudizio.
Nel nuovo romanzo di Leonardo Gori, la Firenze del Cinquecento torna a vivere, in una trama ad alta tensione, più reale e misteriosa che mai: fucina di menti illuminate e teatro dei delitti più efferati, ma soprattutto madre di enigmi destinati ad attraversare i secoli.