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La rovina di Kasch

La leggenda della rovina di Kasch narra di un regno africano dove il re veniva ucciso quando gli astri raggiungevano certe posizioni celesti. In quel regno arrivò un giorno uno straniero di nome Far-li-mas, dalla terra di là dal mare orientale. Raccontava storie inebrianti: i sacerdoti, ascoltandolo, dimenticarono di osservare il cielo. Con l’arrivo di Far-li-mas ebbe inizio la rovina dell’antico ordine di Kasch, fondato sul sacrificio. Ma anche il nuovo ordine, dove l’uccisione rituale del re era abolita, sarebbe andato presto in rovina. Rimasero soltanto le storie di Far-li-mas. In questo libro è la Storia stessa, guidata da un accorto cerimoniere, che torna a volgersi verso quelle storie. Il cerimoniere è qui Talleyrand, il più chiaroveggente e il più famigerato, il più moderno e il più arcaico fra i politici. Dando il braccio al lettore, come già lo aveva dato a tante Dame e a tanti Potenti, egli ci introduce a luoghi, voci, gesti, vicende: la Corte di Versailles e l’India dei ”Veda”, l’abbazia di Port-Royal e i portici libertini del Palais-Royal, Maria Antonietta, Bentham, Goethe, Fénelon, Baudelaire, Marx, Chateaubriand, tre sordidi assassini, un bastardo di Luigi XV, un uomo d’armi che si ritira alla Trappa, Napoleone, Joseph de Maistre, Porfirio, Stirner, Sainte-Beuve e molte altre illustri comparse. Ciascuna di queste figure è connessa a ogni altra – e tutte ci riconducono alla stessa origine: la leggenda della rovina di Kasch, quale fu raccontata, circa settant’anni fa, da un vecchio cammelliere – e qui riaffiora in un arcipelago di storie, avvolte, nutrite, invase e cesellate dal mare del tempo.
(source: Bol.com)

Roulette russa per Mary Leste

Questa volta Mary Lester è sulla costa nord della Bretagna, a Saint-Quay-Portrieux, dove una strana serie di fatalità si abbatte su una famiglia russa di cinque fratelli che hanno rilevato la gestione del casinò. Ma sono realmente fratelli questi cinque Lissenkov che si somigliano così poco? Non apparterranno, forse, a quella mafia russa che in modo lento ma inesorabile si insinua nell’Europa del crimine? La morte “accidentale” di due di loro fa temere alle autorità di trovarsi di fronte all’inizio di una guerra tra clan che trasformerebbe la tranquilla stazione turistica estiva in un campo di battaglia. Mary viene inviata sul posto come osservatrice e le strane scoperte che fa sul campo non impediscono che altri “incidenti” decimino i Lissenkov. Ma chi può nutrire quest’odio mortale nei loro confronti? Chi li fa fuori uno dopo l’altro con una determinazione implacabile? Sarà necessario tutto il fiuto della giovane ispettrice francese per riuscire a smascherare l’implacabile assassino.

Rotta di collisione

La dittatura vagamente nazista che domina il futuro descritto da Bayley ritiene di avere un asso nella manica: il viaggio nel tempo. Ma i viaggi nel futuro hanno rivelato la presenza di una razza aliena che ha invaso la Terra e ha lasciato delle rovine enigmatiche: queste rovine, infatti, col passare del tempo sembrano diventare sempre più recenti, invece di cadere progressivamente in polvere. Da qui inizia una serie di scoperte inedite nella fantascienza: esseri che vivono passando dal futuro al passato, e per i quali il corso del tempo è l’opposto del nostro; piste temporali che entrano in collisione; un essere spaziale dai poteri quasi divini; un mondo artificiale che si è ritirato nel profondo degli spazi interstellari e che è rigorosamente diviso in due parti sfasate tra loro. Un romanzo appassionante e ricchissimo, che ci riporta al gusto della fantascienza d’azione.

Il Rosso Vivo Del Rabarbaro

Il rosso vivo del rabarbaro by Audur Ava Olafsdóttir
**È DISPONIBILE IL PREORDER DI “HOTEL SILENCE”, IL NUOVO ROMANZO DI AUDUR AVA OLAFSDÓTTIR, IN VENDITA DAL 16 GENNAIO 2018.**
C’è un piccolo villaggio sul mare dove la vita scorre bislacca e tranquilla. Mentre gli uomini sono fuori a pescare, le donne seguono lezioni di cucito e si scambiano rossi barattoli di marmellata di rabarbaro. Proprio in un campo di rabarbaro, Ágústína è stata concepita. Ágústína è un’adolescente speciale, si muove con le stampelle ma scala le montagne. La sua è una mente singolare, nella sua testa i numeri sono a tre dimensioni, come pianeti nello spazio, e le parole si organizzano in cumuli appuntiti. Ágústína non è come gli altri ragazzi, lei sa che dietro una montagna – dietro ottocentoquarantaquattro metri di terra protesa verso il cielo – c’è ancora un’altra montagna da scalare.
Ancora una volta Auður Ava Ólafsdóttir, con lucidità e candore, racconta una storia sospesa fra fiaba e quotidianità e ci offre la sua bizzarra e affettuosa visione dei piccoli e grandi fatti della vita.

Rosso Floyd

‘Mio padre si chiamava Eric Fletcher Waters. Morì ad Anzio il 18 febbraio 1944. Io sono nato 165 giorni prima della sua morte. La gente mi conosce come Roger Waters, voce, bassista e autore della maggior parte dei testi dei Pink Floyd’. Inizia così una delle confessioni dell’immaginaria ‘istruttoria’ che fa da spina dorsale a questo libro. Un romanzo che ricostruisce la parabola artistica dei Pink Floyd facendo coincidere i dati biografici con quelli fantastici, dando forma a un impasto unico modellato intorno a una delle band più celebrate del ventesimo secolo. A sovraintendere a questa febbrile requisitoria sono ‘i siamesi’: due cervelli per un solo corpo, un legame conflittuale come quello che unì Roger Waters e David Gilmour.
Ma qual è stato l’originario ‘evento scarlatto’ che ha fatto dei Pink Floyd la leggenda che sono diventati? Sappiamo che Syd ‘Diamante Pazzo’ Barrett – dopo appena due dischi e un’esperienza psichedelica dalla quale non si riprenderà mai più – viene allontanato dai suoi stessi compagni. È allora che decide di rinchiudersi nello scantinato della casa di famiglia a Cambridge, in compagnia delle sue amate chitarre e di tutta la musica che ha in testa. La stessa musica che, grazie ai concerti tenuti dal gruppo, continua a fare il giro del mondo: come se il talento visionario di Barrett – tramite insondabili vie oniriche – avesse continuato a influenzare sotterraneamente ogni canzone composta dagli altri Pink Floyd dopo il suo esilio.
L’estro catalogatore ed enciclopedico di Michele Mari si fa in questo libro vertiginoso: l’autore sembra schiudere le porte del suo laboratorio per interrogare in profondità la genesi del processo creativo. Il potere della letteratura si allea in queste pagine a quello della musica: solo così è possibile far dialogare i personaggi delle canzoni dei Pink Floyd con i membri stessi della band, Stanley Kubrick con le coriste, David Bowie con Michelangelo Antonioni… Come il prisma scompone un raggio di luce mostrando lo spettro di colori che lo costituisce, così l’autore disseziona il nucleo incandescente delle canzoni dei Pink Floyd fino a svelare come dietro ogni loro singolo verso si nasconda un messaggio rivolto all’altrove.

(source: Bol.com)

Il Rosso E Il Nero

Il rosso e il nero, sottotitolato Cronaca del 1830, è un romanzo dello scrittore francese Stendhal.
Il rosso e il nero pubblicato nel 1830, è il secondo romanzo di Stendhal, dopo Armance del 1826. La principale sorgente ispiratrice del romanzo è l’affaire Berthet, avvenuto nel 1827 presso il Tribunale di Corte d’Assise dell’Isère, il dipartimento di origine di Stendhal: il figlio di un maniscalco è giudicato e condannato a morte per aver assassinato la sua amante, moglie di un notaio di provincia. Il rosso e il nero riprende, sviluppa e arricchisce tale aneddoto, nel quale l’autore vede la manifestazione di un’energia popolare che la società conservatrice della Restaurazione reprime.
Il rosso e il nero è anche un romanzo realistico, avente come trama la struttura sociale della Francia della rivoluzione del 1830, le opposizioni tra Parigi e la Provincia, tra borghesia e nobiltà, tra gesuiti e giansenisti. Grazie alla sua grande capacità di rappresentare con realismo i rapporti tra i personaggi nonché i pensieri degli stessi, Stendhal traccia un realistico affresco della società reazionaria immediatamente post-napoleonica e fa riflettere sull’ipocrisia di fondo di cui si nutrono quotidianamente i rapporti umani.

RoseBlood

«L’immaginazione di A.G. Howard è sconfinata: ipnotica e affascinante.» Publishers Weekly Dall’autrice di Il mio splendido migliore amico Rune Germaine ha una splendida voce, paragonabile a quella di un angelo, ma è afflitta da una terribile maledizione: quando si esibisce, infatti, si sente malata e stanca, come se la bellezza del suo canto le rubasse ogni volta un po’ di vita. Sua madre, nel tentativo di aiutarla, decide di iscriverla a un conservatorio poco fuori Parigi, convinta che l’arte potrà curare la strana spossatezza di Rune. Poco dopo il suo arrivo nel collegio di RoseBlood, la ragazza si rende conto che c’è qualcosa di soprannaturale nell’aria. Il misterioso ragazzo che vede spesso in cortile, infatti, non frequenta nessuna delle classi a scuola e scompare rapidamente come è apparso, non appena Rune distoglie lo sguardo. Non ci vuole molto perché tra i due nasca un’amicizia segreta. Thor, è questo il nome del ragazzo, indossa abiti che sembrano provenire da un altro secolo e in sua presenza Rune si sente meglio, quasi cominciasse davvero a guarire. Ma tra i corridoi di RoseBlood c’è una terribile minaccia in agguato, e l’amore tra Rune e Thor, che sta sbocciando, verrà messo a dura prova. Dalla scelta di Thor, infatti, potrebbe dipendere la salvezza di Rune o la sua completa distruzione. Un’autrice tradotta in 10 Paesi 200.000 copie vendute La sua splendida voce è la sua più grande maledizione «Unisce atmosfere dark e puro romanticismo.» USA Today «L’immaginazione di A.G. Howard è sconfinata: il tono ipnotico e l’affascinante ambientazione, tra follia e creatività, spingono i lettori dritti nella tana del coniglio.» Publishers Weekly «Una storia resa ancora più intrigante da una sfida romantica e atmosfere cupe e sensuali.» Booklist A.G. HowardVive nel Nord del Texas. Trae ispirazione per le sue storie da tutte le cose imperfette che incontra. Cerca sempre di dar vita a personaggi che raccontino ogni sfumatura degli esseri umani e poi, per dare un brivido in più ai lettori, si diverte a mettere sottosopra il loro mondo. È sposata e madre di due figli. La Newton Compton ha pubblicato Il mio splendido migliore amico, Tra le braccia di Morfeo, Il segreto della Regina Rossa, 6 cose impossibili e RoseBlood.

Rosa shocking (eLit)

Quanto conta l’amicizia? Più della famiglia? Più dell’amore? E qual è il confine oltre il quale la realtà e la fedeltà si trasformano in ossessione, e l’ossessione in follia? Per Andie, Julie e Raven, amiche d’infanzia coinvolte in un drammatico fatto di cronaca sfociato in omicidio, la vita non è una strada a senso unico. Quindici anni dopo i fatti, il passato è ancora una presenza quanto mai incombente, muto e geloso custode di agghiaccianti segreti, e la loro amicizia rischia di tramutarsi in un cappio che uccide ogni speranza di vita e libertà.

(source: Bol.com)

La Rosa Del Deserto – Ishtar La Sumera

La vita di Ishtar è cambiata. Non è più né una sacerdotessa né una schiava, ma continua a essere prigioniera del sentimento che la lega al re, Dungir. Dovrà cercare la sua strada e affrontare con coraggio il suo futuro. Da una parte, a rincuorarla, ci sarà l’amore del suo fedele servitore; dall’altra, a tormentarla, ci sarà il ricordo del re, l’uomo per il quale sarà disposta ad affrontare nuovi pericoli… cosa accadrà quando il suo passato tornerà a tormentarla?
***La Rosa del Deserto – Ishtar La Sumera** è il secondo romanzo di una trilogia romantico-erotica a sfondo storico. Gli altri due volumi sono:
**La Rosa del Deserto – Ishtar La Sacerdotessa** (il primo romanzo)
**La Rosa del Deserto – Ishtar La Guerriera** (il terzo romanzo, presto online)*

Rosa Candida

Rosa candida by Audur Ava Olafsdóttir
*Rosa candida* riesce a fare quello che ogni lettore si aspetta da un libro: trasportarti in un luogo sicuro, al di fuori del tempo, in uno stato di perfetta innocenza e felicità. Un luogo non molto diverso, a pensarci bene, da quello che raggiunge il giovane Lobbi, giardiniere per vocazione e genitore per caso: il roseto incantato di uno sperduto monastero. Qui un monaco cinefilo si prenderà cura di lui, delle sue rose e delle sue paure. Ma la cosa piú grande che imparerà il candido e stralunato Lobbi sarà l’essere padre.
Lobbi ha ventidue anni quando accetta di prendersi cura di un leggendario roseto in un monastero del Nord Europa. È stata la madre, morta da poco in un incidente d’auto, a trasmettergli l’amore per la natura, i fiori e l’arte di accudirli, il giardinaggio. Cosí Lobbi decide di lasciare l’Islanda, un anziano padre perso dietro al quaderno di ricette della moglie, e un fratello gemello autistico. Lascia anche qualcun altro: Flóra Sól, la figlia di sette mesi avuta dopo una sola notte d’amore (anzi, precisa lui, «un quinto di notte») con Anna.
Con sé Lobbi porta alcune piantine di una rara varietà di rose a otto petali, molto cara alla madre, la Rosa candida. Questi fiori saranno i silenziosi compagni di un viaggio avventuroso come solo i viaggi che ti cambiano la vita sanno essere. Ad accoglierlo al monastero c’è padre Thomas, un monaco cinefilo che con la sua saggezza e una sua personale «cineterapia » saprà diradare le ombre dal cuore di Lobbi. Ma sarà soprattutto l’arrivo di Anna e Flóra Sól in quell’angolo fatato di mondo a provocare i cambiamenti più profondi e imprevisti nell’animo del ragazzo. Perché, per la prima volta, Lobbi scopre in sé un desiderio nuovo, che non è solo amore per la figlia e attrazione per Anna: è il desiderio di una famiglia.
*Rosa candida* è una gemma piccola ma preziosa che in Francia è diventata un autentico caso letterario grazie al passaparola di lettori e librai affascinati dalla sua forza pacata e magnetica. I commenti dei critici e quelli dei lettori sono unanimi nel riconoscere a *Rosa candida* qualità che sconfinano nell’incanto: «A volte, – scrive una lettrice su internet, – hai l’impressione di sentire il profumo delle rose uscire da queste pagine. Un profumo che si mescola con quello del neonato che diventa lentamente un bambino». Oppure, un altro lettore: «Che splendida storia: pura e rinfrescante come una cascata!» Mentre «Le Point» scrive: «Quanto è dolce questo romanzo, e quanto è delicato e profondo! Di una purezza rara. Può darsi che i bambini non nascano tra le rose, ma una cosa è certa: in Islanda i romanzi sì». Insomma, un entusiasmo contagioso: «Invidio chi non ha ancora letto *Rosa candida*».
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«Non c’è niente di piú piacevole di questo romanzo d’esordio: una bolla di delicatezza e autenticità sfuggita a un’epoca, la nostra, che non conosce piú queste parole».
**«Elle»**
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«Una frase del romanzo lo descrive molto bene: “Guardo solo film piú grandi della vita”. Questo è un libro piú grande della vita. Inizi a leggere e ti ritrovi in uno stato di grazia. L’opposto dei libri che vuoi finire in fretta, perché noiosi o pieni di suspense: qui assapori ogni frase. Una delizia».
** (dal commento di una lettrice su Amazon)**

Una rosa a mezzanotte

L’unico obiettivo nella vita dell’incantevole Ghislaine “Gilly” de Lorgny è distruggere Nicholas Blackthorne, il libertino che le ha portato via tutto: la dignità, la ricchezza e i suoi cari, rifiutandosi di prestare aiuto alla sua famiglia nel Terrore della Rivoluzione francese. Ma prima che Gilly riesca a compiere l’agognata vendetta, il farabutto manda all’aria i suoi piani e la rapisce. In giro per l’Europa per sfuggire alla legge, Nicholas si propone di sedurre Gilly, per poi abbandonarla. Lei lo sa bene, ma ciò che ignora è che a tradirla sarà inaspettatamente il cuore. Potrà allora la passione guarire le sue ferite? E potrà anche restituire l’onore a una donna e la nobiltà a un mascalzone?

Le Rondini Di Montecassino

Le rondini di Montecassino by Helena Janeczek
**Autrice di *La ragazza con la Leica* vincitrice del Premio Strega 2018**
**Montecassino**, **1944**. Per quattro mesi gli alleati tentano di sfondare le linee tedesche. Su quel fronte terribile non sono impegnati solo americani e inglesi, ma anche truppe di altri continenti che il vortice della guerra mondiale ha risputato in Ciociaria: indiani, nepalesi, magrebini e persino un battaglione di maori della Nuova Zelanda. Ci sono i polacchi, un esercito di ex deportati del Gulag che combattono in terra straniera per la libertà da Stalin e da Hitler. Fanno parte di quella strana compagine anche un migliaio di ebrei, che imbracciano le armi per il puro diritto a esistere. E ci sono i civili, tra due fuochi. Chi erano quegli uomini che, pur dalla parte dei vincitori, vanno incontro a un destino di vinti? E quali segni ha lasciato l’immenso sconvolgimento della Seconda guerra mondiale? **Helena Janeczek** cerca di rispondere con un affresco di storie che, ricongiungendo il passato al presente, nascono sia dall’invenzione, sia dallo scavo nella memoria più personale. Partendo con un taxi da Milano, incontriamo John Wilkins, sergente texano, Rapata Sullivan, nipote di un veterano maori, Edoardo e Anand, ragazzi cresciuti a Roma che a Cassino vanno per spirito di avventura, e ancora, Irka, fuggita dal ghetto per ritrovarsi in Siberia dove finisce anche il soldato Milek, reduce ebreo-polacco, morto a Milano senza trasmettere ai suoi figli un’esperienza fatta di orrore e di coraggio.
Balena così, da una vicenda all’altra, l’idea di fondo che ciò che ci lega al passato non sia l’imperativo di trarre lezioni dalla storia, ma la stessa sostanza di cui sono tessuti i nostri rapporti più veri e più vivi: quella per cui continuano a esserci per sempre coloro che abbiamo amato.