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Nella Tana del Leone

Dall’autrice di “Biancospino” il nuovo attesissimo romanzo ambientato nel castello di Evershine.
Richard D’Arcy è chiamato il Leone Bianco per il coraggio e la lealtà alla Rosa di York. Gravemente ferito in battaglia e oppresso da un terribile rimorso, rinuncia a sposare Eleanor Lyon nonostante la promessa di matrimonio pronunciata quattro anni prima. Lei però, non è disposta ad accettare il suo rifiuto e, sotto false spoglie, si reca al castello di Evershine, per comprenderne il motivo. L’attrazione improvvisa che provano l’uno per l’altra è tanto potente quanto combattuta, ma quando Richard scopre l’identità di quella strana novizia, è troppo tardi per tirarsi indietro. E non c’è alcuna ragione per la quale un’unione consumata all’insegna della passione e dell’amore, non debba rivelarsi felice. Proprio nessuna. Purché Eleanor non scopra mai il suo segreto…
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### Sinossi
Dall’autrice di “Biancospino” il nuovo attesissimo romanzo ambientato nel castello di Evershine.
Richard D’Arcy è chiamato il Leone Bianco per il coraggio e la lealtà alla Rosa di York. Gravemente ferito in battaglia e oppresso da un terribile rimorso, rinuncia a sposare Eleanor Lyon nonostante la promessa di matrimonio pronunciata quattro anni prima. Lei però, non è disposta ad accettare il suo rifiuto e, sotto false spoglie, si reca al castello di Evershine, per comprenderne il motivo. L’attrazione improvvisa che provano l’uno per l’altra è tanto potente quanto combattuta, ma quando Richard scopre l’identità di quella strana novizia, è troppo tardi per tirarsi indietro. E non c’è alcuna ragione per la quale un’unione consumata all’insegna della passione e dell’amore, non debba rivelarsi felice. Proprio nessuna. Purché Eleanor non scopra mai il suo segreto…
### L’autore
Nonostante il suo nome faccia riferimento a lontane origini familiari, Linda è orgogliosa di essere italiana. Divide la sua vita fra Roma e la campagna toscana, un’oasi di tranquillità nella quale rifugiarsi quando scrive. Ama profondamente la letteratura, la poesia e la storia del passato, soprattutto quella del Regno Unito. Non appena le è possibile, compie lunghi viaggi nei luoghi in cui ambienta i suoi romanzi, per poterli descrivere fedelmente ai suoi lettori.
Sito internet: www.lindakentauthor.com
Pagina Facebook autore: www.facebook.com/lindakentromance Twitter: https://twitter.com/lindalindakent.

Nella perfida terra di Dio

Da tempo, al nome di Omar Di Monopoli ne sono stati accostati alcuni altri di un certo peso: da Sam Peckinpah a Quentin Tarantino, da William Faulkner a Flannery O’Connor. Per le sue storie sono state create inedite categorie critiche: si è parlato di western pugliese, di verismo immaginifico, di neorealismo in versione splatter. Nonché, com’è ovvio, di noir mediterraneo. Questo nuovo romanzo conferma pienamente il talento dello scrittore salentino – e va oltre. Qui infatti, per raccontare una vicenda gremita di eventi e personaggi (un vecchio pescatore riciclatosi in profeta, santone e taumaturgo dopo una visione apocalittica, un malavitoso in cerca di vendetta, due ragazzini, i suoi figli, che odiano il padre perché convinti che sia stato lui a uccidere la madre, una badessa rapace votata soprattutto ad affari loschi, alcuni boss dediti al traffico di stupefacenti e di rifiuti tossici, due donne segnate da un destino tragico, e sullo sfondo un coro di paesani, di scagnozzi, di monache), Omar Di Monopoli ricorre a una lingua ancora più efficace, più densa e sinuosa che nei romanzi precedenti, riuscendo a congegnare con abilità fenomenale sequenze forti, grottesche e truculente in un magistrale impasto di dialetto e italiano letterario – sino a farla diventare, questa lingua, la vera protagonista del libro.

Nella mia vita ci piove dentro

Michele ha trent’anni, suona la tromba sul terrazzo e non parla bene in italiano. “Se dice tutti i congiuntivi giusti e le parole in italiano preciso, gli sembra che sta recitando”. Avrebbe voluto essere un musicista, invece serve whiskey e birra in un locale vicino al porto di Napoli dove suonano il jazz. Quello che piace a lui, che sognava di suonare lui. Nel quartiere lo chiamano Michele Armstrong o Michele ‘o pazzo perché da ragazzino è stato quattro anni in manicomio. La dottoressa che lo tiene in cura dice che ora sta bene, ma lui dopo dieci anni se la sente ancora addosso quella maledetta camicia di forza che gli soffoca i sentimenti e gli impedisce di suonare in pubblico. Passano gli anni e un giorno passa anche Marta, che entra nel bar e nella sua vita. Adesso sono in due sul terrazzo e la storia cambia musica. Finalmente Michele ha in mano tutte le note della sua vita. L’esistenza travagliata di un giovane napoletano raccontata in un italiano ibrido che va spogliandosi delle contaminazioni del dialetto man mano che la storia si sviluppa. Ambientato negli anni 80, il libro evoca il passaggio avvenuto con la Legge Basaglia e racconta la travagliata vicenda interiore e la condizione di chi per inseguire un sogno, lotta contro un destino avverso.
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Nella casa della gioia

In una grande città dell’impero asburgico, l’unica istituzione imperial-regia che abbia conservato il suo splendore è la rinomata casa di piacere di via del Camoscio, la «casa della gioia». Qui si danno convegno militari, politici e personalità di spicco del mondo culturale cittadino, in un vivace e caotico salotto dove sfilano, ritratti da Werfel con la consueta finezza ironica e un po’ nostalgica, personaggi indimenticabili: il nasuto intellettuale Schleissner, il pianista Nejedli, ex «Imperial-Regio Fanciullo Prodigio» il cui repertorio si è ridotto a tre brani, Morè, presidente nientemeno che della Società spinoziana, che si guadagna da vivere vendendo lapidi tombali, e tanti altri. Ci sono poi le ragazze: Grete, l’«intellettuale», Manja, la scaltra campagnola, e Ludmilla, aristocratica e orgogliosa, innamorata di un attore di terz’ordine. Tutto è sotto il controllo rigido della signorina Edith e del malaticcio signor Maxl. La morte improvvisa di quest’ultimo segna la fine anche dell’istituzione tanto antica e venerabile, che lascia il posto ai ritrovi più conformistici voluti, ironia della sorte, dal marito di Ludmilla, un politico ricco e influente. L’ex inquilina della «casa della gioia», diventata una signora borghese, non riconosce più nessuno dei suoi vecchi clienti, neppure il suo grande amore di un tempo; il ricordo degli antichi piaceri si è spento in un’agiata rispettabilità.

Nell’erba alta

Un parcheggio abbandonato: esiste posto migliore dove ambientare una storia horror? Due fratelli accostano al ciglio di una strada dopo aver sentito il pianto di un bambino che chiede aiuto, e si addentrano nell’erba alta. Pochi minuti e perdono il senso dell’orientamento, mentre la vegetazione s’infittisce sempre di più. Ben presto si trovano separati l’uno dall’altro, angosciati dal pianto sempre più disperato del bambino. Quel che segue è terrore puro. Un racconto perfetto come Miglio 81, scritto a quattro mani con Joe Hill.

Nell’Azzurro

Nell’Azzurro è il titolo della prima raccolta pubblicata da Grazia Deledda ed è composta da cinque novelle ormai classiche: Vita silvana, Sulla montagna, Memorie infantili (frammenti), Una terribile notte, La casa paterna. In Vita silvana, novella che apre la raccolta, la Deledda racconta la storia di Cicytella, trovatella di nobili origini che viene allevata da un generoso pastore, zio Bastiano, in una Sardegna incontaminata, tra boschi, monti granitici e nuraghi. Abile sarta e formidabile suonatrice di launeddas, avrà modo di scoprire il suo segreto e le sue vere origini, ma non abbandonerà mai la sua identità di donna sarda e rimarrà per sempre legata alla sua patria. Racconto intrigante e caratterizzato da un ricco intreccio, mantiene viva l’attenzione del lettore con descrizioni di ampio respiro e scene di grande impatto emotivo. La forza del paesaggio fa da sfondo anche alla seconda novella, intitolata Sulla montagna, un vero e proprio viaggio volto alla scoperta della religiosità arcaica della Sardegna più autentica. Attenta conoscitrice non solo dei luoghi, ma anche delle usanze e dei riti dei Sardi, l’autrice barbaricina introduce il lettore in un’atmosfera arcaica quanto magica: il bosco, la chiesa, le cumbessias, i balli e poi il ritorno. Un piccolo capolavoro di sintesi artistica di grande valore. Memorie infantili è il titolo della terza novella che ripercorre la vita di Maria. Si tratta di un racconto volto alla ricostruzione del passato, della fanciullezza e del mondo antico, dove la protagonista si confronta con le proprie memorie e i propri ricordi: l’asilo, le bambole, i profili delle montagne. Una novella dedicata all’infanzia, “parola magica e misteriosa, geroglifico orientale, inteso indistintamente dall’anima, dalla mente, dal cuore, nei quali desta ricordi soavi, dolcissimi, benché sfumati tra le nebbie del passato, e sorrisi vagolanti e dolci come quei ricordi, e sussulti di rimpianto e dimenticanze del presente”. La quarta novella si intitola Una terribile notte e si svolge nella misteriosa Gallura, terra di fantasmi e gioielli sepolti, ladri e banditi. Protagonista è Ardo, bambino di nove anni originario del centro della Sardegna, che il padre manda a comprare del formaggio in un villaggio vicino con la raccomandazione di rientrare a casa prima del tramonto. Suggestiva e coinvolgente, la storia di Ardo si svolge in un ambiente ricco di significati simbolici, abitato da personaggi a cavallo tra il naturale e il sovrannaturale, che spingono il giovane eroe a confrontarsi col lato oscuro del mondo, ma anche con il proprio coraggio, la propria forza morale e il proprio destino. Chiude la raccolta La casa paterna, novella incentrata sul tema del ricordo e della nostalgia, ricca di sentimenti e riflessioni che animano la protagonista, Jole, rientrata nella sua terra natale dopo tanti anni trascorsi all’estero. Si tratta di una presa di coscienza della propria identità e delle proprie radici culturali, sociali e storiche, costruita attraverso un interessante e appassionante confronto col mondo infantile, fatto di immagini e parole, suoni ed emozioni. Un viaggio nel passato dalla forte connotazione biografica, come ad esempio la ricostruzione della propria camera da letto, dove l’autrice bambina si rifugiava per vivere le proprie emozioni e scrivere novelle e poesie, strumento di lotta nei confronti di una comunità che non accettava il suo voler essere e diventare una donna scrittrice.

Nell’aria la nostra canzone

Riuscireste a descrivere la vostra vita con una sola canzone? Adam Sharp, ex pianista in un locale di tendenza a Melbourne, attualmente impiegato come consulente informatico a Norwich, sì, e la sua canzone è You’re Going to Lose that Girl, ossia ‘La perderai’.
Adam è introverso ma ottimista e, ormai sulla soglia dei cinquanta, è soddisfatto di se stesso, della sua vita. È il giocatore più esperto al quiz musicale del suo pub di fiducia e tutto sembra filare liscio con la sua compagna Claire. Non sarà una vita al massimo, la sua, ma di certo non è una vita triste. Nonostante tutto, però, Adam Sharp ha sempre avuto l’impressione che mancasse qualcosa, la sensazione che nell’armonia rimanesse una stonatura. Più di venti anni prima, dall’altra parte del mondo, aveva avuto una relazione con un’attrice sensuale, brillante e decisa: Angelina Brown. Con lei, mentre lui suonava il piano e lei cantava, aveva scoperto cosa volesse dire trovare l’amore, per poi perderlo. E se quella strana sensazione, quella stonatura fosse nostalgia? Quanto sarebbe diversa la sua vita adesso se Angelina non lo avesse lasciato? E all’improvviso, Angelina lo contatta. Adam conosce tante canzoni che invitano a perdonare, a concedere una seconda occasione. Avrà il coraggio di seguirne il consiglio?
Nell’aria la nostra canzone è una storia di momenti felici e ricordi, un romanzo sulla gioia di condividere e il dolore dell’abbandono. Ma, più di tutto, ci insegna che è la musica che componiamo con le persone che amiamo quella che ci accompagnerà per sempre.
(source: Bol.com)

Nel tempo di mezzo

Vincenzo Chironi mette piede per la prima volta sull’ Isola di Sardegna – ‘una zattera in mezzo al Mediterraneo’ – nel 1943, l’anno della fame e della malaria. Con sé ha solo un vecchio documento che certifica la sua data di nascita e il suo nome, ma per scoprire chi è lui veramente dovrà intraprendere un viaggio ancora più faticoso di quello affrontato col piroscafo che l’ha condotto fin lì. A Nuoro trova ad attenderlo il nonno, Michele Angelo – maestro del ferro, che gli farà da padre e da complice in parti uguali -, e soprattutto sua zia Marianna, che vede nell’inaspettato arrivo del nipote l’opportunità per riscattare un’esistenza puntellata dalla malasorte.
Anni dopo, quando ormai a Nuoro la presenza di Vincenzo Chironi sembra scontata, naturale come il mare e le rocce, la forza del sangue torna a far sentire il suo richiamo. Perché quando Vincenzo conosce Cecilia, che ha ‘gli occhi di un colore che non si può spiegare’, innamorarsi di lei gli sembra l’unica cosa possibile. Anche se è promessa sposa di Nicola, con cui lui è mezzo parente… Se è vero che ‘la disobbedienza chiama il castigo’, forse è anche vero che quell’amore è l’ultimo anello di una catena destinata a non aver fine.
Dopo l’epopea di Stirpe, Marcello Fois – con una lingua capace di abbracciare l’alto e il basso, e di potenziare lo scorrere del tempo – dipinge un mondo in cui i paesaggi sono vivi come i personaggi che li abitano. Una Sardegna nitida e soprattutto mai oleografica. E lo stupore continuo della natura – che osserva impassibile gli amori degli uomini e le loro sconfitte, i dolori dietro ai quali si affannano così come le gioie fugaci – diventa lo sguardo che permette a quelle storie di appartenere a ciascuno di noi.
‘Nemmeno quelli che sembrano cambiamenti improvvisi, improvvisi lo sono veramente. D’improvviso c’è solo il momento in cui ne prendiamo coscienza’.

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‘Il ponte costruito da Fois con questo romanzo è una struttura salda e oscillante, integra e vibratile. Ha in sé una selvatichezza animale e una misura vitruviana: la qualità sostanziale che appartiene a chi sa pensare il mondo in forma di frasi, a chi si prende cura del vuoto e lo trasforma in trama’.

Giorgio Vasta, ‘la Repubblica’

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‘Nel tempo di mezzo di Marcello Fois è uno dei più robusti romanzi di questa stagione (…) È un romanzo dalla solida epica, una storia dove le azioni originano fatti definitivi, dove il narrare di Fois è intessuto di forti echi omerici’.

Michele De Mieri, ‘l’Unità’

(source: Bol.com)

Nel sistema della follia

In tutta la Galassia colonizzata non c’è sistema planetario più scombinato, più zany, di quello che ruota intorno a un sole chiamato Barnum. E a proposito, per chi non lo sapesse: l’aggettivo inglese zany, che significa più o meno ” pazzesco ” deriva dal nome veneziano Zane (Giovanni); il che non è forse un complimento per i veneziani (forse giudicati matti in Inghilterra), ma caratterizza perfettamente questo nuovo e inenarrabile romanzo di Ron Goulart: il più zany, folle, scatenato e cinico rappresentante della fantascienza socio-satirica americana. Completano il romanzo quattro nuove e non meno pazzesche storie di fantasmi dello stesso Goulart.
Indice:
Villino unifamiliare con gnomo (Breakaway House, 1966)
Mantelli fatturati (Fill In the Blank, 1967)
I fantasmi della suocera (The Ghost Patrol, 1968)
Fantajazz (The Strawhouse Pavilion, 1968)
Copertina di: Karel Thole

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Nel Segno Dei Padri: La Storia Di Guglielmina E Peter

Guglielmina è la figlia di Vittorio Roncigli, uno dei 40 civili fucilati nella rappresaglia che la Wehrmacht mise in atto a Gubbio il 22 giugno 1944. Il rastrellamento e la fucilazione si era scatenato dopo l’uccisione di un ufficiale medico tedesco: Kurt Staudacher, freddato da un gruppo di giovani armati dal GAP locale. L’esecuzione di civili che ne è seguita – e che ha aperto per decenni immani polemiche nella comunità sulle responsabilità della tragedia – è passata alla storia come “l’eccidio dei 40 martiri”, il fatto di sangue più grave in tutta l’Umbria nell’intero periodo dell’occupazione. Il figlio di Kurt Staudacher è Peter, l’altro protagonista di questa storia.
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### Sinossi
Guglielmina è la figlia di Vittorio Roncigli, uno dei 40 civili fucilati nella rappresaglia che la Wehrmacht mise in atto a Gubbio il 22 giugno 1944. Il rastrellamento e la fucilazione si era scatenato dopo l’uccisione di un ufficiale medico tedesco: Kurt Staudacher, freddato da un gruppo di giovani armati dal GAP locale. L’esecuzione di civili che ne è seguita – e che ha aperto per decenni immani polemiche nella comunità sulle responsabilità della tragedia – è passata alla storia come “l’eccidio dei 40 martiri”, il fatto di sangue più grave in tutta l’Umbria nell’intero periodo dell’occupazione. Il figlio di Kurt Staudacher è Peter, l’altro protagonista di questa storia.

Nel profondo della foresta

*Nel profondo della foresta c’era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra.*
*Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli…*** ** Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte.
Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato.
Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai.
Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade… sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.
Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, *Nel profondo della foresta *segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.
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### Sinossi
*Nel profondo della foresta c’era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra.*
*Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli…*** ** Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte.
Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato.
Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai.
Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade… sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.
Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, *Nel profondo della foresta *segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.

Nel più bel sogno: Una nuova avventura del commissario Bordelli

La nuova indagine nata dalla penna di Marco Vichi«Il commissario Bordelli è un personaggio capace di andare oltre le trincee del genere giallo per farsi grande letteratura.»Gian Paolo Serino«Il commissario Bordelli si inserisce oggi nella grande tradizione dei De Vincenzi e dei Duca Lamberti: poliziotti complessi e tormentati che raccontano un’Italia ingenua e cattiva che ancora non sapeva di essere così noir.»Carlo Lucarelli«Il commissario Bordelli, un antieroe disilluso ma assolutamente autentico nelle ragioni del suo esistere. Un uomo che riconosci come vero e che non è facile dimenticare.»Andrea Camilleri«Un giallo classico… una tormentata figura di investigatore e un’Italia meno cinica ma non meno cattiva di oggi.»Il Venerdì di Repubblica – Corrado AugiasÈ la fine di aprile del 1968. Firenze, come il resto dell’Italia, è scossa dalle manifestazioni studentesche. I figli sono contro i padri, senza mediazioni né compromessi, ed è difficile capire dove stiano ragioni e torti, dove sia il male. Università occupate, scontri con le forze dell’ordine, battaglie tra studenti di destra e di sinistra, slogan impregnati di ideali: un vortice di sogni cozza contro una società ormai sorpassata che aveva creduto di durare in eterno. Nonostante un certo disorientamento per il mondo che sta cambiando, Bordelli vive una sua primavera interiore. Il peso del passato sembra finalmente attenuarsi, e lui sente di poter affrontare le cose con più leggerezza. Anche la sua vita amorosa sta forse andando incontro a un mutamento inatteso…Ma una giornata drammatica, una giornata di morte, costringe il commissario a confrontarsi con non pochi misteri. E quando tutto pare avviarsi verso la soluzione, in un paese vicino a Firenze un altro omicidio terribile getta il commissario nello sconforto. Non sa davvero se questa volta riuscirà a scoprire lo spietato assassino, che forse si cela dietro un macabro messaggio.Scopri tutti i romanzi e i racconti del commissario Bordelli:Il commissario Bordelli   Una brutta faccenda   Il nuovo venuto Morte a Firenze   La forza del destino   Fantasmi del passato   Perché dollari?   Morto due volte

Nel nome di mio padre

In una buia sera di novembre, una ragazza di vent’anni scompare misteriosamente dalla piccola isola di Sandhamn al largo di Stoccolma, un paradiso naturale di spiagge e boschi, famoso per lo storico circolo velico e le regate, con un accogliente villaggio di case in legno che si affacciano sulle acque del Mar Baltico. La bella stagione è ormai finita, chioschi e locali sono sigillati con robusti lucchetti, e sull’isola è rimasta solo una manciata di persone, in attesa che le giornate si facciano più luminose. Dalla centrale di Nacka, l’ispettore Thomas Andreasson torna ai luoghi dell’infanzia per partecipare alle ricerche, complicate dall’infuriare di una violenta tempesta di pioggia e vento, ma è tutto inutile. Di Lina Rosén non c’è più traccia. Qualche mese dopo un gruppo di bambini, giocando nel bosco, scopre un sacco che affiora dalla neve. Contiene resti umani. Potrebbero appartenere a Lina? Anche Nora Linde in quei giorni si trova a Sandhamn con i figli. Il suo matrimonio è in crisi e lei ha bisogno di riflettere, ma i tragici eventi che scuotono l’arcipelago hanno il sopravvento. Ora sente di dover dare un contributo alle indagini, in nome dell’antica e profonda amicizia che la lega a Thomas; e in nome della sua innata curiosità di avvocato che non si accontenta di stare semplicemente a guardare. L’assassino potrebbe trovarsi ancora sull’isola e non sembrano esserci piste a cui aggrapparsi. A Thomas e Nora non resta che scavare nel passato e ripercorrere le storie di una piccola comunità che ha custodito per anni avvenimenti drammatici.

Nel nome di Lorys

È il caso di cronaca nera che ha più coinvolto e sconvolto l’opinione pubblica negli ultimi quindici anni: la morte del piccolo Andrea Lorys Stival il 29 novembre 2014. In carcere per l’omicidio c’è Veronica Panarello, la madre, condannata in primo grado a 30 anni e presunta colpevole fino a sentenza definitiva. Un caso molto dibattuto, come fu quello di Cogne, perché la mente e il cuore non possono accettare che una donna possa privare della vita la creatura a cui l’ha donata. Cosa potrà mai essere successo tra la foto di Veronica, poco più che bambina, che festeggia in famiglia il compleanno di Lorys, e le tristemente famose immagini di lei sul luogo del ritrovamento del corpo? Quasi nessuno degli attori di questo caso si è sottratto all’esposizione mediatica. Non Veronica Panarello, con le sue numerose e contraddittorie versioni dei fatti, non la sorella, o la madre, e nemmeno molti altri che hanno soffiato sul fuoco dei sospetti, schiacciando le vere vittime, Lorys, il fratellino Diego e il padre Davide, nel ruolo di ”figurine” di un giallo. Eppure sono moltissimi i risvolti umani e psicologici ancora oscuri e altrettanti i tasselli ancora mancanti alla vicenda.

Ora, per la prima volta in maniera così diffusa, intima e chiara, Davide Stival, insieme a Simone Toscano, giornalista di Quarto Grado che ha seguito la vicenda sin dall’inizio, ricostruisce la sua storia con la moglie e fa luce su molti dettagli poco noti. Con un ricco apparato di documenti e foto e un affettuoso contributo dell’avvocato di Davide, Daniele Scrofani, che lo affianca sin dai primi momenti della tragedia, questa è la testimonianza di chi con dignità, compostezza e senza clamore, rivendica a ogni pagina il diritto suo e dei suoi figli alla verità, alla giustizia e all’amore.

(source: Bol.com)

Nel nome dell’impero

**«Ben Kane è l’astro nascente del romanzo storico.»
Wilbur Smith
Un grande romanzo storico
Dall’autore del bestseller* Le aquile della guerra*
14 d.C., Germania. **Sono passati ben cinque anni da quando le tribù germaniche sono riuscite ad annientare in una formidabile imboscata tre legioni romane. Una sconfitta pesante, che ha lasciato il segno nell’esercito romano. Per Lucio Tullo e i suoi legionari, unici sopravvissuti all’attacco, è giunto il momento della rivincita contro un nemico che minaccia seriamente le sorti del glorioso impero romano. L’impresa è però resa difficile dallo schieramento compatto dei barbari, riuniti sotto il comando del feroce Arminio, un tempo alleato di Roma, la cui sete di vendetta non si è mai placata. In un primo momento la fortuna sembra essere dalla parte dei romani, che entrano in territorio nemico e conquistano con apparente facilità un villaggio dietro l’altro, ma abbassare la guardia potrebbe rivelarsi di nuovo fatale. I guerrieri del nord infatti, a differenza di molti soldati romani, sono disposti a sacrificarsi con ogni mezzo fino alla fine… 
**Bestseller del Sunday Times
Il racconto epico e avventuroso di una guerra entrata nella storia**
«Ben Kane è la nuova stella nascente del romanzo storico.»
**Wilbur Smith**
«Un trionfo.»
**Sunday Express**
«Straordinario, davvero avvincente.»
**The Times**
«Un libro che fa immaginare come dovevano essere le battaglie al tempo dei romani.»
**Ben Kane**
È nato in Kenya e si è poi trasferito con la famiglia in Irlanda. Laureato in Veterinaria, è un grande appassionato di storia. È considerato uno dei massimi autori di romanzi storici contemporanei. Tra i suoi più grandi successi *La legione dimenticata*,* I figli di Roma *e la serie dedicata al gladiatore Spartacus. La Newton Compton ha pubblicato* Le aquile della guerra *e *Nel nome dell’impero*, i primi libri di una nuova trilogia.
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### Sinossi
**«Ben Kane è l’astro nascente del romanzo storico.»
Wilbur Smith
Un grande romanzo storico
Dall’autore del bestseller* Le aquile della guerra*
14 d.C., Germania. **Sono passati ben cinque anni da quando le tribù germaniche sono riuscite ad annientare in una formidabile imboscata tre legioni romane. Una sconfitta pesante, che ha lasciato il segno nell’esercito romano. Per Lucio Tullo e i suoi legionari, unici sopravvissuti all’attacco, è giunto il momento della rivincita contro un nemico che minaccia seriamente le sorti del glorioso impero romano. L’impresa è però resa difficile dallo schieramento compatto dei barbari, riuniti sotto il comando del feroce Arminio, un tempo alleato di Roma, la cui sete di vendetta non si è mai placata. In un primo momento la fortuna sembra essere dalla parte dei romani, che entrano in territorio nemico e conquistano con apparente facilità un villaggio dietro l’altro, ma abbassare la guardia potrebbe rivelarsi di nuovo fatale. I guerrieri del nord infatti, a differenza di molti soldati romani, sono disposti a sacrificarsi con ogni mezzo fino alla fine… 
**Bestseller del Sunday Times
Il racconto epico e avventuroso di una guerra entrata nella storia**
«Ben Kane è la nuova stella nascente del romanzo storico.»
**Wilbur Smith**
«Un trionfo.»
**Sunday Express**
«Straordinario, davvero avvincente.»
**The Times**
«Un libro che fa immaginare come dovevano essere le battaglie al tempo dei romani.»
**Ben Kane**
È nato in Kenya e si è poi trasferito con la famiglia in Irlanda. Laureato in Veterinaria, è un grande appassionato di storia. È considerato uno dei massimi autori di romanzi storici contemporanei. Tra i suoi più grandi successi *La legione dimenticata*,* I figli di Roma *e la serie dedicata al gladiatore Spartacus. La Newton Compton ha pubblicato* Le aquile della guerra *e *Nel nome dell’impero*, i primi libri di una nuova trilogia.