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Sartoria

Dall’autore di “Dieci racconti” e “La Radiosveglia”, un altro racconto breve dal gusto surreale e moderno, che fonde sapientemente le intuizioni di una certa letteratura americana con le piccole psicosi del nostro paese.

Il sarto di Ulm. Una possibile storia del Pci

Dal xx congresso del 1991, in cui fu decretata la morte del Partito comunista italiano, sono passati diciotto anni. Fu una morte deliberata, accelerata dalla volontà di un “nuovo inizio”. Quel nuovo inizio non c’è stato. Al suo posto si è verificata la perdita di un patrimonio politico, organizzativo e teorico fra i più complessi e strutturati del panorama mondiale. Il Pci, dalla sua fondazione nel 1921 alla lotta partigiana, dalla svolta di Salerno del 1944 alla destalinizzazione del 1956, dal lungo Sessantotto al compromesso storico e all’occasione – mancata per sempre – dell’alternanza democratica, ha attraversato e segnato quasi un secolo di storia italiana. Un cammino che Lucio Magri ripercorre senza mai perdere di vista gli ineludibili, spesso fatali, nessi con gli eventi della scena politica internazionale. Negli anni sessanta il partito aveva raggiunto la propria maturità, era in piena ascesa ed era impegnato nell’ambizioso progetto della “via italiana al socialismo”. E negli anni ottanta – nonostante inerzie e ritardi – le potenzialità riformatrici, l’influenza e il seguito di questa grande forza progressista erano ancora enormi. Perché allora nel congresso del 1991 prevalse quella decisione? Perché fu imposta una perdita tanto precipitosa quanto assoluta?
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Sarti Antonio e l’assassino

Capita di uscire a cena per una serata tranquilla in due. E, dopo la cena, capita di salire in stanza perché, guarda il caso, il ristorante è anche hotel. Capita.
Ma se lui è Sarti Antonio, sergente, e lei è la Biondina, è certo che le cose si complicheranno. Infatti la Biondina, anziché buttare i vestiti per terra, come nei film, si appresta ad appenderli nell’armadio della stanza d’albergo. La Biondina è una signora ordinata. Apre le ante ma trova l’armadio occupato. Dal cadavere di una bella ragazza in abito da sposa, con tanto di velo e tutto il resto.
Ma non basta. Qualche bastardo le ha piantato nella pupille due preziosi spilloni d’oro, che risulteranno provenienti da antichi scavi etruschi. Per la Biondina è l’inizio di un incubo, fatto di avvertimenti, oscure premonizioni in versi, misteriose carte dei tarocchi, fotografie del cadavere chiuso nell’armadio. Tutto ciò anche se, cosa davvero rara per un romanzo poliziesco, l’assassino è stato arrestato dopo pochi giorni e sta scontando i trent’anni di carcere ai quali la corte lo ha condannato. A questo punto i romanzi diventano due: uno ha protagonista Sarti Antonio e nell’altro il protagonista è l’assassino in carcere…

SARGASSI

Il Mar dei Sargassi, un vastissimo gorgo situato nell'Atlantico del nord, fu osservato per la prima volta da Cristoforo Colombo durante il suo viaggio iniziale nelle Indie Occidentali. Prende il nome dall'alga fluttuante che si chiama sargasso, un'alga marrone facilmente riconoscibile dalle numerose vescicole d'aria, somiglianti a bacche, che la fanno galleggiare.
Correnti dal movimento mutevole dànno al Mar dei Sargassi una forma e un moto a vortice e gli oggetti vengono gradatamente attirati verso il centro dove, secondo quello che racconta la leggenda, ancora galleggiano le navi di un secolo fa, putrescenti, imprigionate per l'eternità dagli ammassi di alghe e dalla mancanza di vento che gonfi le vele.
Il confine settentrionale del Mar dei Sargassi è segnato dalla curva orientale superiore della Corrente del Golfo, quello occidentale e meridionale dalla curva di ritorno della stessa Corrente del Golfo e dalla Corrente Nord Equatoriale. Poiché il Mar dei Sargassi non ha confini netti e precisi, con il passare degli anni è stato spostato da un punto all'altro sulle carte nautiche ma, secondo una convenzione generalmente accettata, si tratterebbe della zona compresa fra il 25° e il 31° di latitudine nord e il 40° e 70° ovest, anche se questi limiti estremi sono alterati costantemente dai venti e dalle correnti marine.
Questo «Cimitero di Navi» circonda le temibili Latitudini del Cavallo note per zone di calma stagnante che durano per settimane. Queste rotte di navigazione furono così chiamate dopo che i galeoni spagnoli vi restarono bloccati dalla bonaccia così a lungo che i cavalli da guerra dei Conquistadores dovettero essere abbattuti per risparmiare l'acqua da bere necessaria agli uomini.
Gli studiosi moderni di storia marinara hanno notato che la maggior parte delle misteriose scomparse di navi attribuite al «Triangolo del Diavolo» sono effettivamente avvenute nel Mar dei Sargassi.
Sotto le acque di questo mare il fondale si presenta quanto mai vario. La Dorsale Nord Atlantica, una enorme catena montuosa sottomarina, si estende da nord a sud. Sotto altre acque si trovano il Bermuda Rise (l'Innalzamento delle Bermude), e le pianure abissali di Hatteras e Nares. Sotto il fluttuante sargasso si trovano, dunque, estremi talmente opposti che potrebbero essere paragonati alla faccia oscura e a quella illuminata della luna.
Mentre le acque sotto gli ammassi di alghe possono essere profonde centinaia di braccia, la superficie calma e la vegetazione fluttuante danno l'impressione di trovarsi nelle secche, tanto che Colombo ridusse la velocità delle sue navi lanciate verso occidente per il timore di restare incagliato. La Santa Maria, la Pinta e la Nina trovarono la bonaccia in questa zona e vi rimasero settimane e settimane, impigliate nei viluppi di alghe verdi e gialle.
Oggi, i passeggeri di navi, di aeroplani, perfino di veicoli spaziali, entrano ancora nel Mar dei Sargassi e svaniscono per sempre.
E nessuno sa perché.

Sarai solo mia

Regina Clausen, consulente finanziaria di successo, si concede una vacanza in crociera ad Hong Kong. Da quel momento di lei si perdono completamente le tracce. Tre anni dopo, la psicologa Susan Chandler, ex viceprocuratore distrettuale, dedica una puntata del suo show radiofonico alla inspiegabile scomparsa di Regina. Non sa però di metter in pericolo, oltre a se stessa, anche tutte le persone che, in qualche modo, si trovano collegate alla sparizione della donna: alcune morti, apparentemente accidentali, iniziano ad acquistare agli occhi di Susan significati diversi e terribili.
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Sapori d’Africa

Kirstie ha due grandi passioni: il lavoro di medico, a cui si dedica come se fosse una missione, e l’Africa, la terra nella quale è arrivata quando era piccola e che ama come se le appartenesse dal primo giorno di vita. Qui si dedica alla sua professione, lottando contro le differenze sociali e culturali, contro la diffidenza e soprattutto il governo, che le è completamente ostile. Kirstie sarà costretta ad abbandonare quei luoghi, ma non senza prima scoprire degli aspetti di questa terra che le erano ancora sconosciuti.

Sapore di [email protected]

Realizzando un progetto editoriale di Paolo Cornaglia Ferraris e Stefano Garavelli abbiamo inserito nel sito www.alassiovirtuale.com il primo capitolo di Un cappuccino e un cornetto ad Alassio di nostra pubblicazione e abbiamo poi invitato gli aspiranti scrittori naviganti in internet ad inviarci il secondo capitolo ed i successivi. Tra quelli ricevuti, una giuria appositamente nominata ha di volta in volta scelto quello ritenuto migliore.
In questo modo, dopo quasi un anno di lavoro, è stato completato questo webromanzo.
(source: Bol.com)

Il sapore del peccato

Lei era innocenza e passione, lui era l’ombra della morte che mieteva vittime al suo passaggio.
Gli Hell’s Eight hanno finalmente trovato Ari, ma la missione non è conclusa. Uno di loro, Shadow, è sparito dopo aver compiuto la sua vendetta e sta per essere impiccato. Chi lo salverà? L’aiuto arriva dalla persona più improbabile, una fanciulla dagli occhi a mandorla, che racchiude in sé tante sorprese: fascino esotico, sensualità innata e innocente, inaspettata disinvoltura nel maneggiare esplosivi e un tesoro segreto.
Fei Yen deve salvarsi da un futuro che non ha scelto, fuggire dalle tradizioni soffocanti del suo popolo che la condannano a una vita tra luce e ombra a causa del suo sangue misto. L’oro che ha trovato le darebbe la possibilità di voltare pagina, ma ha bisogno di qualcuno forte che la protegga da avidi usurpatori. E, quando incontra sul suo cammino Shadow Ochoa, uomo dai lunghi capelli corvini e dalla carnagione ambrata, pieno di rabbia e ardore, capisce che lui può aiutarla. Ma il rapporto tra loro non è facile. Fei vorrebbe lasciarsi andare, ora che ha scoperto la dimensione del piacere, ma è restia a fidarsi perché Shadow ha giurato di non farsi portare via niente e nessuno dal destino, di non affezionarsi mai più, perché amare significa soffrire.
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### Sinossi
Lei era innocenza e passione, lui era l’ombra della morte che mieteva vittime al suo passaggio.
Gli Hell’s Eight hanno finalmente trovato Ari, ma la missione non è conclusa. Uno di loro, Shadow, è sparito dopo aver compiuto la sua vendetta e sta per essere impiccato. Chi lo salverà? L’aiuto arriva dalla persona più improbabile, una fanciulla dagli occhi a mandorla, che racchiude in sé tante sorprese: fascino esotico, sensualità innata e innocente, inaspettata disinvoltura nel maneggiare esplosivi e un tesoro segreto.
Fei Yen deve salvarsi da un futuro che non ha scelto, fuggire dalle tradizioni soffocanti del suo popolo che la condannano a una vita tra luce e ombra a causa del suo sangue misto. L’oro che ha trovato le darebbe la possibilità di voltare pagina, ma ha bisogno di qualcuno forte che la protegga da avidi usurpatori. E, quando incontra sul suo cammino Shadow Ochoa, uomo dai lunghi capelli corvini e dalla carnagione ambrata, pieno di rabbia e ardore, capisce che lui può aiutarla. Ma il rapporto tra loro non è facile. Fei vorrebbe lasciarsi andare, ora che ha scoperto la dimensione del piacere, ma è restia a fidarsi perché Shadow ha giurato di non farsi portare via niente e nessuno dal destino, di non affezionarsi mai più, perché amare significa soffrire.

La sapienza dei profeti

Traduzione dall’arabo, introduzione e note di Titus Burckhardt; versione italiana di Giorgio Jannaccone.
Il sufi Abu Bakr Muahmmad Ibn al-‘Arabî nacque nell’anno 560 dell’egira (1165 d.C.) a Murcia in Andalusia e morì nel 638/1240 a Damasco. Negli ambienti esoterici dell’Islam è soprannominato muhyi-d-dîn, “il vivificatore della religione”, e ash-sheikh al-akbar, “il sommo maestro”. La sua opera dottrinale s’affermò sia per la profondità e per la sintesi, sia per la forza incisiva di alcune formulazioni che si riferiscono agli aspetti più elevati del Sufismo. I libri e i trattati del maestro furono numerosissimi, ma la maggior parte di essi sembra definitivamente perduta; tra quelli pervenutici, Fuçûç al-Hikam (“la Sapienza dei Profeti”) è considerata il testamento spirituale del maestro, che la redasse nell’ano 627/1229 a Damasco. Il titolo “La Sapienza dei Profeti” è soltanto una parafrasi, ormai consacrata dall’uso, del titolo arabo Fuçûç al-Hikam, che significa alla lettera “i castoni delle sapienze”. Questa espressione riassume più simbolicamente il contenuto del libro di quanto non lo definisca, e non può essere compreso senza una conoscenza preliminare del suo simbolismo: al-façç – singolare di fuçûç – è il castone che racchiude la pietra o il sigillo (al-khatam) di un anello; con “le sapienze” (al-hikam) bisogna intendere invece gli aspetti della sapienza (al-hikmah) divina. I “castoni” che contengono le pietre preziose della sapienza (al-hikmah) eterna sono le “forme” spirituali, che incanalano l’uno o l’altro aspetto della conoscenza divina. Il carattere incorruttibile della pietra preziosa corrisponde alla natura immutabile della sapienza. (Dall’introduzione di T. Burckhardt)

Sapienza antica. Compendio degli insegnamenti teosofici

Attraverso questo libro Annie Besant analizza e approfondisce gli insegnamenti teosofici di H. P. Blavatsky facilitandone la comprensione attraverso un’esposizione chiara e completa. Il libro parla ampiamente delle strutture sottili dell’uomo (piano fisico, astrale e mentale), si concentra sul concetto di reincarnazione e metempsicosi, disquisisce sul karma e sulle leggi.
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Il santuario delle ragazze morte

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Un thriller cha ha per protagonista una sonnolenta cittadina universitaria, gettata nel terrore dalle imprese di un serial killer. Tre ragazze misteriosamente scomparse nel nulla. Né la polizia né i cittadini riescono a fermare questa catena di delitti. E’ un crescendo di paura e diffidenza, come se l’intera comunità fosse stata infettata da un morbo misterioso. Esplode un’autentica isteria. Alla fine mentre, l’incubo dilaga e tutti sospettano di tutti, qualcuno inizia a pensare di farsi giustizia da solo.
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Il Santo

Libro può avere numerosi errori di battitura, testo mancante, le immagini, o di un indice. Gli acquirenti possono scaricare gratuitamente una copia digitalizzata del libro originale (senza errori di battitura) da parte dell’editore. 1906. Non illustrato. Estratto: … CAPITOLO SKCONDO. Don Clemente. La luce veniva meno, nello studio di Giovanni ^elva, sul tavolino ingombro di libri e di carte. Giovanni si alzò, aperse la finestra di ponente. L’orizzonte ardeva, dietro il prossimo Subiaco, sulla obliqua fuga dei monti Sabini che da Rocca di Canterano e Rocca di Mezzo vanno verso Rocca San Stefano. Subiaco, l’aguzza catasta di case e casupole grigie che si appunta nella Rocca del Cardinale, si era velata di ombra; non si moveva fronda degli ulivi affollati a tergo della villetta rossa dalle persiane verdi, ritta in testa dello scoglio tondo cui la pubblica via cinge al piede; non si moveva fronda della gran quercia pendente al suo fianco, sopra il piccolo oratorio antico di S. Maria della Febbre. L’aria, odorata di erbe selvagge e di pioggia recente, spirava fresca da Monte Calvo. Erano le sette e un quarto. Nella conca bella che l’Aniene riga le campane suonarono; prima la -grossa di Sant’Andrea, poi le querule di Santa Maria della Valle e in alto, a destra, dalla chiesetta bianca presso la grande macchia, quelle dei Cappuccini, poi altre ancora, lontane. Una femminile voce sommessa, soave, una voce di venticinque anni, disse dall’uscio socchiuso alle spalle “”eli Giovanni, quasi timidamente, in francese: « Posso venire? » Giovanni si volse a mezzo, sorridendo, stese un braccio, raccolse e strinse a sè la giovine signora senza rispondere. Ella sentì che non doveva parlare, che suo marito seguiva con l’anima la luce moribojida_je–ilcanto mistico delle campane. Gli piegò il capo sull’omero e solo dopo un minuto di silenzio religioso, gli disse piano: « Diciamo la nostra preghiera ? » Una stretta del caro braccio le rispose. …
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