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Fahrenheit 451

Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall’incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della società tecnologica imperante. Scritto nel lontano 1953, Fahrenheith 451, romanzo prediletto di artisti del calibro di Aldous Huxley e Francois Truffaut, attesta ancora oggi Bradbury tra i massimi scrittori di fantascienza di tutti i tempi.

La fabbrica di cioccolato

‘Dahl possiede il rarissimo dono di far scomparire tutto il mondo che sta intorno al lettore’.
Goffredo Fofi

‘Maestro della short story, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi… iperbolico, beffardo, divertente, la sua massima virtù è dinamica, è la velocità. Ci si accorge di come e quanto la sua consistenza sia un meccanismo perfetto, esplosivo al pari di una bomba’.
Franco Cordelli, Corriere della Sera

‘Roald Dahl parteggia sempre per i bambini e ha creato tanti piccoli personaggi con speciali poteri che si vendicano delle prepotenze degli adulti o li puniscono per le loro cattive azioni’.
Donatella Ziliotto

Un bel giorno la Fabbrica di Cioccolato Wonka dirama un avviso: chi troverà i cinque biglietti d’oro nelle tavolette di cioccolato riceverà una provvista di dolciumi sufficiente per tutto il resto della sua vita e potrà visitare l’interno della fabbrica, mentre un solo fortunato tra i cinque ne diventerà padrone. A chi toccherà?
Da questo capolavoro di Roald Dahl è stato tratto il film con Johnny Depp, diretto da Tim Burton.

(source: Bol.com)

La fabbrica del consenso

In un paese democratico l’indipendenza e la libertà di espressione dovrebbero essere le qualità portanti dei giornali e di tutti i media. la realtà è però un’altra: sono le forza politiche ed economiche a decidere quali notizie dovranno raggiungere il pubblico, e in che modo. Noam Chomsky e Edward S. Herman svelano come, grazie alla manipolazione delle notizie, l’opinione pubblica viene spinta a sostenere determinati interessi e punti di vista. La fabbrica del consenso offre un’analisi precisa su quanto siano veramente strumentalizzati i media statunitensi e fornisce la chiave per interpretarne i messaggi.

La fabbrica dei corpi

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Emily aveva undici anni. È stata uccisa, violentata e mutilata. Un delitto agghiacciante, che lascia intuire la mano di Temple Gault, l’inafferrabile serial killer già sgusciato fra le dita di Kay Scarpetta nel corso di precedenti indagini. Ma i dubbi attanagliano Kay, chiamata a indagare in qualità di patologo legale dell’FBI. È la necessità di uscire da questa impasse a condurre Kay alla “fabbrica dei corpi”, un istituto universitario di ricerca dove viene studiata la decomposizione dei cadaveri e dove verrà condotto un agghiacciante esperimento.

La fabbrica degli orrori

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Frank Cauldhame, il diciassettenne protagonista della “Fabbrica degli orrori”, è uno dei personaggi più cattivi della letteratura, non solo contemporanea. Frank uccide: a sangue freddo, minuscoli insetti e innocenti bambini. Frank odia: il padre, ex hippy con manie da scienziato pazzo; la madre, che lo ha abbandonato subito dopo averlo messo al mondo; tutte le donne, quasi tutti gli uomini e la maggior parte degli animali. Ha un fratello, maniaco incendiario appena uscito dal manicomio (le cui vittime preferite sono i cani). E ha un amico, Jamie il nano, con cui beve birra al pub. Frank non piace a nessuno e nessuno piace a lui, in realtà non piace nemmeno a se stesso e vive una vita scandita da complessi rituali, plasmati sulla base di una personale religione.
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Everyman

Questo romanzo di Philip Roth è una storia intima eppure universale di perdita, rimpianto e stoicismo. Dopo il successo di Complotto contro l’America , Roth sposta la sua attenzione dallo «straziante incontro di una famiglia con la storia» («New York Times») all’incessante battaglia di un uomo con la propria mortalità. Il destino dell’ Everyman di Roth si delinea dal primo sconvolgente incontro con la morte sulle spiagge idilliache delle sue estati di bambino, attraverso le prove familiari e i successi professionali della vigorosa maturità, fino alla vecchiaia, straziata dall’osservazione del deterioramento patito dai suoi coetanei e funestata dai suoi stessi tormenti fisici. L’humus di questo potente romanzo è il corpo umano. Il suo tema è quell’esperienza comune che ci terrorizza tutti.

Evasione nel caos

L’aggettivo ingovernabile, oggi così di moda tra sociologi, politologi, economisti, sindacalisti, non fa nessuna paura quando lo si sente alla TV o lo si legge sui giornali. Bisogna trasformarlo in immagini, in racconto, perché acquisti il suo vero significato. Nella società futura rappresentata in questo romanzo, l’ingovernabilità non ha nulla di astratto: la bomba demografica è esplosa, l’autorità centrale ha l’acqua alla gola, la scienza e la tecnologia sono quasi dimenticate, gli alberi sono scomparsi, le pestilenze e le carestie aprono vuoti paurosi tra milioni di larve umane che si aggirano per sterminate città di catapecchie. Ci sono orde di topi, strani riti di morte, sette fanatiche, superstizioni e degradazioni di ogni genere. E ci sono i Ribelli, un movimento clandestino che non si sa bene se vuole salvare quel che resta della civiltà o soltanto la pelle dei suoi aderenti. Ma Gerry Fitch, chiuso nella sua relativamente dorata prigione di artista di stato, non sa che cosa succede là fuori e decide di evadere. Una volta in ballo, ballerà anche lui sullo scenario cupo, violento, allucinante, animalesco che è diventato il mondo ex-civile.
Copertina di Karel Thole

Eva futura

“Vittimismo, ipocrisia, svilimento del nostro valore, disprezzo per noi stesse e per le nostre simili, dipendenza nei confronti dell’amore. Queste sono le più tipiche piaghe femminili. Ma non sono inevitabili né difficili da combattere. Una donna forte si stima, si ama e cerca modelli in altre donne per imparare ad andare avanti in questa direzione giorno dopo giorno… Dobbiamo cominciare a ficcarci in testa che il futuro è nelle nostre mani e non nelle nostre gambe” Continuano le voci femminili nella nuova collana le fenici rosse, dedicata aitemi del presente affrontati da scrittori: dopo Roy, Mastrocola e Manji, è lavolta di Lucía Etxebarría, con una riflessione militante, ma spassosa, sullarealtà femminile del ventunesimo secolo. Si spazia dagli asfittici collegireligiosi ai locali notturni gay di Madrid, dagli stereotipi femminili delcinema e dei videoclip a famosi casi d’attualità, come quelli di Lorena Bobbite Monica Lewinsky. Ancora: chi sono, da dove vengono e dove vanno le donne delterzo millennio? Hanno ancora senso le rivendicazioni femministe? Qual è ladirezione da seguire per giungere alla piena realizzazione di se stesse comepersone?

Un’etica senza Dio

Chiaro e intellettualmente onesto. Un libro dove contano gli argomenti e la volontà di ragionare.Sebastiano Maffettone, “Il Sole 24 Ore”Quello di Lecaldano è un libro filosofico, di cordiale filosofia, accessibile e illuminata da esempi eloquenti.Corrado Augias, “Il Venerdì di Repubblica”Lecaldano ha una straordinaria capacità di stare sui problemi. Il suo libro si legge d’un fiato, perché le tesi che presenta sono il frutto di una lunga riflessione condotta con profondità di pensiero e ampiezza di respiro culturale. Ha tutti gli ingredienti per essere un contributo destinato a lasciare un segno.Maurizio Mori, “L’Indice”‘Non solo non è vero che senza Dio non può darsi l’etica ma anzi è solo mettendo da parte Dio che si può veramente avere una vita morale.’

(source: Bol.com)

L’età della rabbia

Che cosa accomuna fatti in apparenza tanto diversi e lontani come il successo elettorale di Donald Trump negli Stati Uniti, il richiamo esercitato dallo Stato Islamico sui giovani di tanti paesi, la Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, e la vittoria dei nazionalisti indù di Narendra Modi in India?

Ripercorrendo in modo originale la storia delle idee dell’età moderna e rivisitando il pensiero di filosofi, scrittori e artisti come Voltaire, Rousseau, Fichte, Tocqueville, Herder, Marx, Wagner, Nietzsche, Dostoevskij, Bakunin, d’Annunzio e Mazzini, Pankaj Mishra rintraccia il filo rosso che attraversa questi e tanti altri eventi del nostro presente nella promessa, annunciata dall’Illuminismo, di un avvenire di giustizia, uguaglianza e prosperità che, per la gran parte dell’umanità, si è rivelata solo un’illusione, se non un vero e proprio inganno. È questo il luogo d’origine del ressentiment, quella miscela esplosiva di rancore, odio, invidia, sentimenti di umiliazione e impotenza che, avvelenando la società civile e attentando alla libertà politica, fa della fase storica che stiamo vivendo ‘l’età della rabbia’, pericolosamente esposta alla demagogia e a nuove forme di autoritarismo e sciovinismo.

I ‘ritardatari della modernità’, cioè gli esclusi dai benefici del progresso (promessi a tutti, ma riservati a una minoranza), hanno sempre reagito in modi orribilmente simili: odio intenso verso nemici inesistenti, tentativi di ricreare un’epoca d’oro immaginaria e di affermazione di sé attraverso violenze spettacolari. Fu tra loro, infatti, che i movimenti sovversivi e i gruppi terroristici reclutarono i militanti nel XIX e XX secolo: giovani arrabbiati che diventavano nazionalisti in Germania, rivoluzionari messianici in Russia, scioperati bellicosi in Italia e terroristi anarchici a livello internazionale.

Oggi, proprio come allora, la tecnologia, il mito della ricchezza facile e l’individualismo hanno spinto centinaia di milioni di persone in un mondo letteralmente ‘demoralizzato’, sradicato dalla tradizione e nel contempo lontano dalla modernità, con gli stessi terribili risultati.

Sottolineando legami insospettati e istituendo parallelismi illuminanti, L’età della rabbia è un libro di immensa urgenza e di argomentazioni profonde. Una storia della nostra condizione attuale diversa da qualsiasi altra.

(source: Bol.com)

Estrema Difesa

Il Dr. Alex Delaware non vede più molti pazienti privati , ma la giovane donna di nome Lucy è un’eccezione. Questo a causa del suo sogno. Lucy Lowell è stata raccomandata ad Alex dal detectvie della polizia di Los Angeles Milo Sturgis. Lucy era un giurato allo straziante processo di un serial killer ed è sopravvissuta al trauma solo per essere tormentata da un incubo ricorrente: un bambino nella foresta in piena notte che scorge un gesto strano e furtivo.
Ora il sogno di Lucy sta cominciando a sconvolgere la sua vita anche da sveglia, e Alex è interessata al caso.
Il potere del sogno, la sua presa sulle emozioni di Lucy, gli suggerisce che può essere più di un incubo. Può essere un ricordo d’infanzia, la repressione di qualcosa di molto reale. Qualcosa come l’omicidio.

Estetica del vuoto: Arte e meditazione nelle culture d’Oriente

L’Occidente rimane spesso sconcertato di fronte alle forme prodotte dalle arti tradizionali di Cina e Giappone. La ricerca di Giangiorgio Pasqualotto intende superare questa sorta di smarrimento delineando l’esperienza del vuoto come fonte primaria di alcune fondamentali forme d’arte che hanno reso celebri e del tutto originali quelle tradizioni: la cerimonia del tè, la pittura ad inchiostro, la poesia haiku, l’ikebana, l’arte dei giardini secchi, il teatro no. Andando alle radici dell’esperienza del vuoto si scopre che essa emerge, ancora prima che da riflessioni teoriche, da una pratica di meditazione che può realizzare condizioni di vuoto produttivo nella mente, nel cuore e nel corpo non solo dell’artista ma anche di chi ne apprezza le opere.

L’estate nera (eNewton Narrativa)

Da questo libro il film Eppideis
All’inizio sembrava solo un gioco
Un’estate come tante, un paesino come tanti
Un gruppo di ragazzini insolitamente crudele
Trent’anni dopo, nessuno di loro ha dimenticato quell’estate…
Massimino, Eva, Attila, Saturnina e poi Canavesio, Federico, Santino e Giusi sono ancora dei bambini durante quella torrida estate del ’62.
Di giorno scherzano e scorrazzano per le strade di Altavilla, un paesino del Monferrato, e la sera dopo cena Carosello e a letto. Hanno solo dodici anni ma si sentono già grandi su quel muretto e perseguitare Beniamino il matto, per sentirlo imprecare e urlare, all’inizio è solo un gioco innocente e nessuno pensa davvero che finirà male durante quella maledetta domenica d’agosto, mentre imperversa un terribile temporale.
Passano trent’anni e il macabro ritrovamento dei resti di Beniamino nel cimitero di Altavilla rimette in moto i ricordi. E quei ragazzi del 1962, che la vita ha disperso e allontanato, sono costretti a ritrovarsi nei luoghi della propria infanzia. Diventando i protagonisti di una imprevista, improvvisa, orribile resa dei conti.
«L’estate nera è un capolavoro del giallo italiano. Geniale, appassionante, mozzafiato. Remo Guerrini cattura il lettore come solo i grandi scrittori sanno fare.»
L’editore
«Una rivelazione italiana che va oltre le etichette.»
Oreste del Buono
Da questo libro il film in uscita Eppideis
con Gianmarco Tognazzi
Un’estate italiana. Molto più di un giallo
Un affresco nostalgico ma spietato del mitico 1962, quando un gruppo di ragazzini si affacciava di colpo alla vita adulta
Remo Guerrini
È nato a Genova nel 1948 ed è giornalista da quasi quarant’anni. È stato direttore di «Epoca», «Il Giorno», «Focus», «Primo Piano» e dell’edizione italiana di «Selezione dal Reader’s Digest». Attualmente dirige il mensile «Meridiani». Nei primi anni Ottanta è stato, con Andrea Santini, il primo italiano a pubblicare spy-story nella collana Segretissimo. È autore di numerosi romanzi, racconti gialli, thriller e libri di fantascienza, alcuni dei quali sono stati tradotti in Francia e Germania. Tratto da L’estate nera, è in uscita nelle sale italiane il film Eppideis con Gianmarco Tognazzi.
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### Sinossi
Da questo libro il film Eppideis
All’inizio sembrava solo un gioco
Un’estate come tante, un paesino come tanti
Un gruppo di ragazzini insolitamente crudele
Trent’anni dopo, nessuno di loro ha dimenticato quell’estate…
Massimino, Eva, Attila, Saturnina e poi Canavesio, Federico, Santino e Giusi sono ancora dei bambini durante quella torrida estate del ’62.
Di giorno scherzano e scorrazzano per le strade di Altavilla, un paesino del Monferrato, e la sera dopo cena Carosello e a letto. Hanno solo dodici anni ma si sentono già grandi su quel muretto e perseguitare Beniamino il matto, per sentirlo imprecare e urlare, all’inizio è solo un gioco innocente e nessuno pensa davvero che finirà male durante quella maledetta domenica d’agosto, mentre imperversa un terribile temporale.
Passano trent’anni e il macabro ritrovamento dei resti di Beniamino nel cimitero di Altavilla rimette in moto i ricordi. E quei ragazzi del 1962, che la vita ha disperso e allontanato, sono costretti a ritrovarsi nei luoghi della propria infanzia. Diventando i protagonisti di una imprevista, improvvisa, orribile resa dei conti.
«L’estate nera è un capolavoro del giallo italiano. Geniale, appassionante, mozzafiato. Remo Guerrini cattura il lettore come solo i grandi scrittori sanno fare.»
L’editore
«Una rivelazione italiana che va oltre le etichette.»
Oreste del Buono
Da questo libro il film in uscita Eppideis
con Gianmarco Tognazzi
Un’estate italiana. Molto più di un giallo
Un affresco nostalgico ma spietato del mitico 1962, quando un gruppo di ragazzini si affacciava di colpo alla vita adulta
Remo Guerrini
È nato a Genova nel 1948 ed è giornalista da quasi quarant’anni. È stato direttore di «Epoca», «Il Giorno», «Focus», «Primo Piano» e dell’edizione italiana di «Selezione dal Reader’s Digest». Attualmente dirige il mensile «Meridiani». Nei primi anni Ottanta è stato, con Andrea Santini, il primo italiano a pubblicare spy-story nella collana Segretissimo. È autore di numerosi romanzi, racconti gialli, thriller e libri di fantascienza, alcuni dei quali sono stati tradotti in Francia e Germania. Tratto da L’estate nera, è in uscita nelle sale italiane il film Eppideis con Gianmarco Tognazzi.

L’estate dell’ozono

“Estate dell’ozono”: una frase che significa poco o nulla per gli abitanti della Terra, sia quelli che vivono in superficie sia i coloni delle città sottomarine. Ma poi la cometa Sicara raggiunge il nostro pianeta e lo sfiora, e nonostante tutte le misure di sicurezza, una vasta pioggia di frammenti si abbatte sul nostro mondo. Conseguenza n. 1: gli impulsi elettromagnetici causati dalla catastrofe mettono fuori uso tutti i circuiti elettronici, e quindi i mezzi di comunicazione dell’umanità. Conseguenza n. 2: lo strato di ozono viene ionizzato e virtualmente distrutto, con il risultato che quasi tutta la vita di superficie è minacciata dai raggi ultravioletti del sole. Ora, “Estate dell’ozono” ha un terribile, preciso significato: dalla sua durata dipende l’esito della vita sulla Terra. Un grande romanzo che segna il ritorno insieme di due maestri della fantascienza, Frederik Pohl e Jack Williamson.
Copertina di Oscar Chichoni

L’estate del cane nero

Estate 1975. Nello scenario di una Puglia misteriosa, tra la campagna e il mare, quattro ragazzi vivono un’esperienza che segnerà per sempre le loro esistenze. Matteo Leoni, un tredicenne timido e riservato con la passione per la scrittura e la cugina Valentina, sua coetanea bella e intelligente, gli altri amici. L’estate scivola tra escursioni avventurose, corse in bicicletta, presenze inquietanti, bagni notturni, rocambolesche vicende familiari, amori sotterranei, risse e scoperte stupefacenti. Sullo sfondo la traccia misteriosa della foresta, compatta e scura, disegnata a rilievo sulla campagna. Come un cane nero, che corre. Poi arriva settembre, e segnerà la linea di confine, imprevedibile, che dividerà le loro vite.
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