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Fantasma cinque

INDICE
FANTASMA CINQUE Ghost V
SPECIALISTA Specialist
MUM-MUM Shall we have a little talk?
S’ALZA IL VENTO A wind is rising
ARMATURA DI FLANELLA GRIGIA Gray flannel armor
SPREZZO DEL PERICOLO The prize of
IL MAGAZZINO DEI MONDI The store of the worlds
SCACCO MATTO Fool’s mate
ORACOLO Ask a foolish question
NUOVA INVASIONE Keep your shape
REQUIEM AUTOMATICO Beside still waters
LA CITTA’ PREMUROSA Street of dreams, feet of clay

Il fantasma che aveva paura dei fantasmi

Otto diversi racconti con un unico filo conduttore: i fantasmi e le nostre paure (ma anche le loro, visto il titolo della raccolta). Si va dal tipo distratto che spaventa la gente di giorno senza molta fortuna, al bibliotecario che ha il pallino dei fantasmi e li colleziona. Si entra nel castello del terrore in mezzo a mille trabocchetti e in un altro racconto s’incontrano altri personaggi tipici del mondo delle nostre paure: mostri e vampiri. Un carosello di situazioni al limite del terrore, sempre stemperato dall’ironia e dall’umorismo.
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Fantashow

Il numero speciale che URANIA ha preparato per Natale è, per così dire, una strenna da mettere in orbita: più racconti di qualsiasi altro volume apparso nell’anno, più autori classici di quanto non si vedesse da tempo e una suddivisione interna estremamente invitante. Non a caso abbiamo articolato questo Fantashow in tre sezioni: la prima, intitolata “Un gioco di specchi”, offre dieci storie che oltre ad essere pura sf parlano anche di sf: insomma, l’ultima parola della fantascienza su se stessa. La seconda, “I migliori anni della nostra vita”, esplora – con l’aiuto di autori come Ray Bradbury e Robert Reed, Allen Steele e Timmel Duchamp – i nostri più inquietanti ricordi del passato… e del futuro. La terza, “italiana”, offre due racconti perfettamente all’altezza degli altri, dovuti a scrittori come Franco Forte e Pierfrancesco Prosperi. Infine, un panorama di notizie e rubriche più ricco del solito completa un volume da collezionisti. Con i nostri migliori auguri di un buon 1996, ovvero… meno quattro al 2000!
Indice:
Barry Nathaniel MALZBERG – Una galassia di nome Roma (A Galaxy Called Rome, 1975)
Jack LEWIS – Chi plagia? (Who’s Cribbing?, 1953)
Eric NORDEN – La maledizione di Mhondoro Nkabele (The Curse of the Mhondoro Nkabele, 1978)
Edmond HAMILTON – Il professionista (The Pro, 1964)
Frederik POHL – Riunione a Mile-High (The Reunion at the Mile-High, 1989)
Ian WATSON – La Convention mondiale del 2080 (The World Science Fiction Convention 2080, 1980)
Allen Mulherrin STEELE jr. – La beffa di Hapgood (Hapgood’s Hoax, 1990)
Philip Kindred DICK – Pulce d’acqua (Waterspider, 1964)
Avram DAVIDSON – Ascolta! Era lo strillo di un rospococco arrabbiato, quello? (Hark! Was That the Squeal of an Angry Thoat?, 1977)
Barry Nathaniel MALZBERG – Meandri (Corridors, 1982)
Ray BRADBURY – Un altro bel pasticcio (Another Fine Mess, 1995)
Robert REED – Un posto all’ombra (A Place with Shade, 1995)
Marcos DONNELLY – El Hijo de Hernez (El Hijo de Hernez, 1995)
L. Timmel DUCHAMP – L’avvento della gioia (When Joy Came to the World, 1994)
Allen Mulherrin STEELE jr. – Luna stregata (Shepherd Moon, 1994)
Shirley JACKSON – Una giornata qualsiasi, con noccioline (One Ordinary Day, With Peanuts, 1994)
Jeff BREDENBERG – Non si uccidono così anche i bambini? (Shootin’ Babies, 1995)
Copertina: Giuseppe FESTINO

La fantascienza di Playboy – Parte seconda La fantascienza di Playboy – Parte prima [The Fiction of Playboy – Part Two]

Nota: seconda parte di “The Playboy Book of Science Fiction”, la prima è in “[La fantascienza di Playboy (parte prima)](https://www.goodreads.com/book/show/15904043.La_fantascienza_di_Playboy__parte_prima_ “La fantascienza di Playboy (parte prima)”)”.
Sin dall’inizio, nel 1953, “Playboy” ha accolto la fantacsienza sulle sue pagine. Imaginazione, innovazione e audacia sono sempre state caratteristiche peculiari della rivista; non meraviglia che abbia attratto tanti autori del settore, di primissiomo piano. E ci sono rimasti fedeli. Ray Bradbury è stao il primo giovane autore contemporaneo scelto per essere ristampato, in quei primi anni in cui “Playboy” non poteva ancora permettersi di pubblicare narrativa originale; è stato anche uno dei primi ad aver venduto racconti inediti, ed è tuttora, a decenni di distanza, uno dei nostri preferiti..
Indice:
Walter Stone TEVIS – L’apoteosi di Myra The Apotheoisis of Myra, 1980)
Philip Kindred DICK – Spero di arrivare presto (I Hope I Shall Arrive Soon, 1980)
Donald E. WESTLAKE – Polli interstellari (Interstellar Pigeon, 1982)
Howard WALDROP – Gli eredi della Perisfera (Heirs of the Perisphere, 1985)
Billy CRYSTAL – Stazione Terra Charley (Earth Station Charlie, 1985)
George Alec EFFINGER – Lentamente, brucia lentamente (Slow, Slow Burn, 1988)
Joe HALDEMAN – Più della somma delle parti (More Than the Sum of His Parts, 1985)
Chet WILLIAMSON – Sen Yen Babbo & L’illuminazione celeste (Sen Yen Babbo & the Heavenly Host, 1987)
Lucius SHEPARD – Zona di Fuoco Smeraldo (Fire Zone Emerald, 1986)
William TENN – La sentenza Ghost (The Ghost Standard, 1994)
Terry BISSON – Una storia d’amore in Office (An Office Romance, 1997)
Robert SILVERBERG – Gianni (Gianni, 1982)

Il fanciullino

Il fanciullino è un’opera di Giovanni Pascoli divisa in 20 capitoli. Fu pubblicato per la prima volta nel 1897. Il fanciullino è il testo in cui Pascoli esprime nel modo più ampio il proprio pensiero sulla poesia. Una vera e propria riflessione sulla poesia.

Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912) è stato un poeta e accademico italiano, figura emblematica della letteratura italiana di fine Ottocento.
(source: Bol.com)

Fammi un piacere, crepa!

Keith Devery è un uomo sbagliato. Keith Devery ha già pagato i suoi errori con cinque anni di galera. Keith Devery vorrebbe cambiare il corso della sua vita, ma da qualche parte il suo destino è stato scritto con inchiostro nerissimo. Partito da New York, la sua città, si ferma a Wicksteed, una tranquilla cittadina sulla Costa del Pacifico, dove trova lavoro come istruttore in una scuola guida. Wicksteed è un piccolo porto sicuro, ma Keith Devery è tipo da vivere in mare aperto e in acque burrascose. E così anche le acque tranquille di Wicksteed, grazie a lui, diventano ben presto agitatissime. Questo accade quando Frank Marshall, alcoolizzato e incapace di guidare, chiede a Devery di dare lezioni di guida alla moglie Beth. Frank Marshall è in attesa di ereditare una grossa fortuna e Beth è una donna bella quanto misteriosa. Frank, Beth e Keith. Intrigo, intrecci di odio e di amore, avidità. Personaggi stravolti dai sentimenti in un romanzo drammaticissimo, scritto con quella forza narrativa e con quella abilità che sono inconfondibili e insuperabili in James Hadley Chase.

Una famiglia sotto l’albero

E adesso, che cosa faccio?
La piccola Amy ha bisogno di una famiglia, ma Leigh rischia di non poterle offrire neppure una casa: infatti, se non riesce a procurarsi i soldi nel più breve tempo possibile, potrebbe finire sul lastrico. Non le rimane che un’ultima chance: telefonare a Nicholas.
Ma chi è Nicholas, e che cosa fa nella vita?
Nicholas è un affascinante uomo d’affari, che però non ha la più pallida idea di essere padre.
Dapprima allibito dinanzi alla rivelazione di Leigh, Nicholas accetta infine di vedere Amy. Ma, al primo incontro con la bambina, si rende conto che la piccola gli rassomiglia come una goccia d’acqua e decide quindi di entrare a far parte della vita di sua figlia. Così convince Leigh a trasferirsi da lui. Insieme alla bambina, ovviamente.
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### Sinossi
E adesso, che cosa faccio?
La piccola Amy ha bisogno di una famiglia, ma Leigh rischia di non poterle offrire neppure una casa: infatti, se non riesce a procurarsi i soldi nel più breve tempo possibile, potrebbe finire sul lastrico. Non le rimane che un’ultima chance: telefonare a Nicholas.
Ma chi è Nicholas, e che cosa fa nella vita?
Nicholas è un affascinante uomo d’affari, che però non ha la più pallida idea di essere padre.
Dapprima allibito dinanzi alla rivelazione di Leigh, Nicholas accetta infine di vedere Amy. Ma, al primo incontro con la bambina, si rende conto che la piccola gli rassomiglia come una goccia d’acqua e decide quindi di entrare a far parte della vita di sua figlia. Così convince Leigh a trasferirsi da lui. Insieme alla bambina, ovviamente.

La famiglia Moskat

Le vicende di una famiglia patriarcale a Varsavia dall’inizio del secolo alla seconda guerra mondiale. L’affresco di un mondo inghiottito dall’Olocausto, la storia di una famiglia che assiste al crollo delle proprie tradizioni.
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Alla mia destra è Michele. Alla mia sinistra è Raffaele. Davanti a me è Uriel. Dietro di me è Gabriele. E sul mio capo la divina presenza di Dio.» Così accompagnata, la famiglia del vecchio patriarca Meshulam Moskat attraversa gli anni che dall’inizio del Novecento scendono fino alla seconda guerra mondiale e alla «soluzione finale» messa in atto dal regime nazista. Ma il vero protagonista di questo possente romanzo è l’Ostjudentum, la società ebraico-orientale – e in particolare quella di Varsavia – con la sua complessa e densa cultura. Nel racconto di Singer la ricchezza immensa di quella civiltà rivive, con minuzia realistica e visionaria, col respiro delle vicende private e il soffio della storia. Magistrale affresco di un periodo cruciale della storia europea, La famiglia Moskat è una delle più alte testimonianze di quel mondo che scomparve tra gli orrori dell’Olocausto. (dalla 4ª di copertina)

una famiglia marziana

Congiure interplanetarie, ordigni di morte, mostri spaziali, inauditi pericoli e spettacolari colpi di scena gremiscono le pagine di questo classico, che segnò vent’anni fa (1963) una tappa importante nella lunga e sempre ascendente carriera di Heinlein. Ma grazie alla sua particolare trovata (in tutte le opere di Heinlein c’è una “trovata”) questo romanzo segna anche memorabilmente l’apparizione nella letteratura di fantascienza del primo vero personaggio femminile: Podkayne Fries (Poddy per gli amici), una “ragazza di buona famiglia” marziana che non è mai stata su Venere nè sulla Terra, ma a otto anni (marziani) si propone di andarci.
Copertina di Karel Thole

Il falsario. La lotta quotidiana contro satana

Chi è satana? Una figura appartenente a un mondo culturale ormai tramontato o un essere reale, misterioso ma ben presente nella vita degli uomini? Il libro risponde a questa domanda, che oggi in molti – anche cristiani – suscita o un sorriso di distaccata superiorità o, al massimo, qualche brivido di superstizioso timore. Sulla scorta della Bibbia e del Magistero della Chiesa, l’autore illustra la dottrina cristiana sul demonio, richiamando con vigore alla necessità della vigilanza e del combattimento. Satana, l’avversario di Dio e il nemico dell’uomo, è tanto più pericoloso quanto più nascostamente svolge la sua opera. La sua incessante seduzione costituisce, secondo l’autore, un pericolo che occorre smascherare.
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Falsa memoria

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Martie Rhodes è una giovane donna felicemente sposata e molto affermata come designer di video giochi. Ma un problema l’assilla da tempo: la terribile agorafobia dell’amica Susan, che finalmente ha convinto a sottoporsi a terapia psichiatrica. Tale è il terrore di Susan per gli spazi aperti, che Martie deve accompagnarla a ogni seduta, incontrando direttamente lo psichiatra che l’ha in cura. Dopo qualche tempo Martie inizia ad avere improvvisi e inspiegabili attacchi di euforia, per poi cadere in un angosciante stato di autofobia, la repulsione per se stessa…
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I falò dell’autunno

“Vedi,” dice la nonna alla nipote, immaginando di prenderla per mano e condurla attraverso vasti campi in cui vengono bruciate le stoppie “sono i falò dell’autunno, che purificano la terra e la preparano per nuove sementi”. Ma Thérèse è giovane, non ha la saggezza della nonna: ancora non sa che prima di poter ritrovare Bernard, l’uomo che ama da sempre, a cui ha dedicato la vita intera, le toccherà attraversare con pena e con fatica quei vasti campi, e subire le dolorose devastazioni provocate da quegli incendi. Perché Bernard, l’adolescente intrepido, impaziente di dar prova del proprio coraggio, partito volontario nel 1914, è tornato dalla guerra cinico e disincantato: quattro anni al fronte l’hanno trasformato in uno sciacallo, uno che non crede più a niente, che aspira solo a diventare ricco, molto ricco – e che per farlo si rotolerà nel fango della Parigi cosmopolita del dopoguerra, in quella palude dove sguazza la canaglia dei politicanti, dei profittatori, degli speculatori. Alla dolce, alla fedele e innamorata Thérèse, e ai figli che ha avuto da lei, preferirà sempre il letto della sua amante e lo scintillio dei salotti parigini. Ci vorranno la fine delle grandiose illusioni della Belle Epoque, la rovina finanziaria, e poi un’altra guerra, la prigionia, la morte del primogenito, perché Bernard ritrovi la sua anima: la cenere degli anni perduti servirà a purificare il terreno per una vita diversa.

Falce e carrello

‘Sono passati sette anni e in molti mi hanno chiesto cosa fosse successo dopo la pubblicazione del mio libro. Ci furono alcune reazioni che definirei scomposte.’ (dalla Prefazione di B. Caprotti) Bernardo Caprotti è l’imprenditore che ha portato all’eccellenza i supermercati in Italia. Ne ha fatto un caso di rinomanza internazionale, nel settore. A 81 anni ha deciso di rompere il suo riserbo (niente interviste, niente fotografie, poche apparizioni pubbliche, tanto lavoro) e in questo libro-denuncia racconta ciò che ha dovuto subire per mano delle Coop. Dai primi contatti con il gigante ”rosso” della grande distribuzione fino alle polemiche degli ultimi mesi, il fondatore di Esselunga ricostruisce un confronto pluridecennale scambiato fino a poco tempo fa per normale concorrenza. Invece, mettendo insieme con meticolosità le tessere del mosaico, a Caprotti è apparso un disegno preciso: far sparire la sua azienda dal mercato. In questo j’accuse l’imprenditore documenta, prove alla mano, una serie di vicende che di primo acchito sembrano tentativi imprenditoriali andati a vuoto, nella realtà si rivelano parte di un censurabile piano strategico altrui. Giacché Esselunga non può essere la sola vittima del ”sistema”. Dalla rigorosa esposizione dei fatti appare di tutta evidenza che molte iniziative di Esselunga sono state affossate dalla Legacoop, il gigante economico agli ordini del Pci-Pds-Ds, con l’indispensabile appoggio delle amministrazioni locali di sinistra. Reperti etruschi usati come grimaldello, licenze lasciate scadere (ma prontamente girate alle Coop), terreni pagati sei volte il valore di mercato, condizionamenti di sindaci e assessori, persino uno scippo ai danni di una signora sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz per realizzare una Ipercoop gigantesca in una città ”proibita” all’Esselunga. Tutto è servito per bloccare l’espansione dell’imprenditore lombardo, che chiede soltanto di ”servire”, di poter fare il mestiere imparato da Nelson Rockefeller, di cui fu socio all’inizio dell’attività. Operazioni che avevano richiesto anni di preparazione e ingenti investimenti gli sono state sottratte dalla concorrenza nel giro di poche ore. Fino a giungere alle pressioni di Romani Prodi su Caprotti perché la sua azienda resti ‘in mani italiane’: cioè sia ceduta alle Coop. Una soluzione finale che aggiungerebbe la beffa agli ingenti danni, morali e materiali, già subiti. La galleria di fatti e personaggi (da Pierluigi Stefanini a Turiddo Campaini, da Mario Zucchelli a Bruno Cordazzo) è accompagnata da una documentazione inoppugnabile e inedita che Caprotti ha ora pazientemente ordinato. ‘Il mio braccio destro ripeteva che dietro certi episodi c’erano le Coop’ – rievoca l’autore – ‘A lungo mi sono rifiutato di credergli. Oggi riconosco che aveva ragione’.

(source: Bol.com)

La falce dei cieli

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George Orr ha paura di sognare. Perchè si è reso conto che alcuni dei suoi sogni diventano realtà… nel bene e nel male. Angosciato da questo suo oscuro potere e incapace di dominarlo, George tenta il suicidio e viene così affidato a uno psicanalista che promette di aiutarlo. Ben presto, tuttavia, George scoprirà che il medico ha un piano ben preciso per sfruttare le capacità del suo singolare paziente…
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