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La profezia della curandera

Kantu è giovane, bella, piena di interessi e di entusiasmo. Vive a Cuzco, splendida città del Perù, un tempo capitale del regno Inca. Le sue giornate trascorrono tra lo studio, gli amici, le feste. Non conosce nulla delle antiche tradizioni andine, della scienza della Pachamama, degli insegnamenti dei
curanderos. Non le interessano.
Un giorno, però, un evento inatteso sconvolge il suo universo, costringendola a confrontarsi con una realtà a lei incomprensibile.
Superato il rifiuto e la paura che nuovi orizzonti talvolta suscitano, Kantu accetta di incontrare un curandero, inizia a confrontarsi con una conoscenza antica e profonda e intraprende un cammino che la porterà a riscoprire l’energia che è in lei. La sua storia, una storia vera, fatta di amori e delusioni, di fatiche quotidiane e di grandi sogni, ci apre il cuore. Ci dimostra che è possibile trovare in noi stessi ls forza, il coraggio, la volontà per cambiare il nostro destino, facendo di ogni dolore, di ogni solitudine, di ogni tristezza, un mondo di gioia, di amicizia e di pienezza. Ci insegna che occorre spezzare le gabbie che ci circonadano per imparare a volare e ritrovare l’armonia perduta.

(source: Bol.com)

La profezia del re

Dopo secoli di esilio, Tzulan, lo spietato dio della guerra, sta per tornare tra gli uomini. Ed è deciso ad annientarli. Almeno così afferma un’antica profezia, che individua nel principe Lodrik, l’erede al trono di Tarpol, il solo in grado di sconfiggerlo. Sfortunatamente, però, il giovane non ha affatto il piglio del condottiero: arrogante e indolente, ha sempre vissuto nel lusso e nell’agiatezza, e si è rifiutato di ricevere un’educazione militare. Per indurre il figlio a dimostrare il proprio valore, il re decide quindi di mandarlo sotto falso nome a Granburg e di nominarlo governatore di quella terra remota e selvaggia. Al giovane principe bastano tuttavia pochi giorni per capire che si tratta di un incarico non soltanto difficile, ma anche assai pericoloso. Senza potersi fregiare del titolo reale, infatti, Lodrik si trova schiacciato tra la diffidenza dei consiglieri e l’aperta ostilità dei sudditi, un popolo riottoso e insofferente alla sottomissione che lo considera poco più di un ragazzino viziato. Ma, quando l’ambizioso Wasilji Jukolenko assolda un’orda di mercenari per scatenare una violentissima rivolta, sarà proprio quel ragazzino viziato l’unica speranza per il regno di Tarpol…
(source: Bol.com)

Il professore

Il professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. Inizialmente rifiutato dagli editori perché giudicato troppo realistico, fu pubblicato solo nel 1857, due anni dopo la morte dell’autrice. Il protagonista è William Crimsworth, primo e unico narratore maschile da lei utilizzato, il quale racconta in prima persona la sua storia: uomo sensibile e colto, fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire e si trasferisce in Belgio per insegnare presso un istituto femminile. Qui conosce Frances Henri, studentessa indigente e particolarmente dotata della quale poco alla volta si innamora, corrisposto. Ma la coppia non avrà vita facile: saranno infatti molte le avversità che i due dovranno affrontare – a cominciare dall’aperta ostilità dell’astuta direttrice della scuola – prima di riuscire a coronare il loro amore.
Come Villette, Il professore prende spunto dall’esperienza personale della Brontë, che nel 1842, quando studiava il francese a Bruxelles, si innamorò del suo insegnante, Monsieur Héger (una relazione che non ebbe però un lieto fine). Lettura trascinante, il romanzo formula un’estetica nuova, mettendo in discussione molti dei presupposti su cui era basata la società vittoriana e rivelandosi come precursore dei lavori più maturi dell’autrice: l’approfondimento psicologico dei personaggi e la vivacità descrittiva degli ambienti in cui si muovono sono chiaramente riconducibili al genio di Charlotte Brontë.
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### Sinossi
Il professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. Inizialmente rifiutato dagli editori perché giudicato troppo realistico, fu pubblicato solo nel 1857, due anni dopo la morte dell’autrice. Il protagonista è William Crimsworth, primo e unico narratore maschile da lei utilizzato, il quale racconta in prima persona la sua storia: uomo sensibile e colto, fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire e si trasferisce in Belgio per insegnare presso un istituto femminile. Qui conosce Frances Henri, studentessa indigente e particolarmente dotata della quale poco alla volta si innamora, corrisposto. Ma la coppia non avrà vita facile: saranno infatti molte le avversità che i due dovranno affrontare – a cominciare dall’aperta ostilità dell’astuta direttrice della scuola – prima di riuscire a coronare il loro amore.
Come Villette, Il professore prende spunto dall’esperienza personale della Brontë, che nel 1842, quando studiava il francese a Bruxelles, si innamorò del suo insegnante, Monsieur Héger (una relazione che non ebbe però un lieto fine). Lettura trascinante, il romanzo formula un’estetica nuova, mettendo in discussione molti dei presupposti su cui era basata la società vittoriana e rivelandosi come precursore dei lavori più maturi dell’autrice: l’approfondimento psicologico dei personaggi e la vivacità descrittiva degli ambienti in cui si muovono sono chiaramente riconducibili al genio di Charlotte Brontë.

Professione Trader: Trasformare Il Trading in Una Professione

Seconda edizione estesa, e integrata a Traderpedia per gli approfondimenti online, di un libro diverso, che non racconta quello che gli investitori sprovveduti, con gli occhi pieni di dollari (meglio, di euro) e di idee confuse sul miracoloso mondo della finanza, vogliono sentirsi dire. Questo libro non riporta a caratteri cubitali il magico verbo del trading online e della finanza: “guadagnare”. Stefano Fanton quando proclama di “trasformare il trading in una professione” non scherza e parte da ciò che distingue un hobby da un vero lavoro, cioè dalla teoria. Ma, ancora una volta, non la teoria che tutti si aspettano, cioè le basi dell’analisi tecnica e dell’operatività, che invece arriveranno nella seconda parte dell’opera. Quanti si sono soffermati a riflettere sul fatto che trading online e analisi tecnica sono due cose ben diverse e che quest’ultima è solo uno degli strumenti che ogni buon trader deve avere nella sua cassetta degli attrezzi professionali?
Fanton non solo lo ha capito e lo spiega, ma fa di più: la teoria con cui inizia è infatti la Storia, un elenco tecnicamente ragionato dei più significativi momenti della finanza mondiale, le più grandi truffe, i più grandi fallimenti le più grandi batoste singole e collettive che la finanza ricordi, dalla speculazione sui tulipani olandesi della metà del ‘600 alle incredibili performance (negative) di un oscuro trader che ha lasciato Société Générale con un buco da cinque miliardi di euro. La vera base del trader deve infatti essere la conoscenza della Storia, degli avvenimenti che, in campo finanziario hanno portato mercati, attori, tecnologie, strumenti, società e istituzioni ad essere ciò che sono.
Il libro di Fanton racconta quindi la Storia, non storie, e spiega che chi non la impara non può essere un buon trader. Perché chi accende il pc e picchietta forsennatamente sulla tastiera senza sapere come si è arrivati, come lui stesso è arrivato, fino a quel momento, non è preparato ad affrontare l’imprevisto. Cioè, non è un professionista.
Perché la negoziazione, di titoli o di tulipani, telematica o tradizionale, può essere fatta tentando e sperando. Oppure professionalmente. E professione vuol dire acquisire competenze, unirle all’esperienza, affrontare fatica e umiliazioni, superare le proprie debolezze e gli ostacoli posti dal mondo e, finalmente, trarne profitto.
Il neofita come il trader di poca esperienza vi troverà molto su cui meditare, mentre il trader esperto potrà limitarsi a leggere la prima parte, quella storica, che sicuramente non conosce, per lo meno analizzata così “tecnicamente”.
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### Sinossi
Seconda edizione estesa, e integrata a Traderpedia per gli approfondimenti online, di un libro diverso, che non racconta quello che gli investitori sprovveduti, con gli occhi pieni di dollari (meglio, di euro) e di idee confuse sul miracoloso mondo della finanza, vogliono sentirsi dire. Questo libro non riporta a caratteri cubitali il magico verbo del trading online e della finanza: “guadagnare”. Stefano Fanton quando proclama di “trasformare il trading in una professione” non scherza e parte da ciò che distingue un hobby da un vero lavoro, cioè dalla teoria. Ma, ancora una volta, non la teoria che tutti si aspettano, cioè le basi dell’analisi tecnica e dell’operatività, che invece arriveranno nella seconda parte dell’opera. Quanti si sono soffermati a riflettere sul fatto che trading online e analisi tecnica sono due cose ben diverse e che quest’ultima è solo uno degli strumenti che ogni buon trader deve avere nella sua cassetta degli attrezzi professionali?
Fanton non solo lo ha capito e lo spiega, ma fa di più: la teoria con cui inizia è infatti la Storia, un elenco tecnicamente ragionato dei più significativi momenti della finanza mondiale, le più grandi truffe, i più grandi fallimenti le più grandi batoste singole e collettive che la finanza ricordi, dalla speculazione sui tulipani olandesi della metà del ‘600 alle incredibili performance (negative) di un oscuro trader che ha lasciato Société Générale con un buco da cinque miliardi di euro. La vera base del trader deve infatti essere la conoscenza della Storia, degli avvenimenti che, in campo finanziario hanno portato mercati, attori, tecnologie, strumenti, società e istituzioni ad essere ciò che sono.
Il libro di Fanton racconta quindi la Storia, non storie, e spiega che chi non la impara non può essere un buon trader. Perché chi accende il pc e picchietta forsennatamente sulla tastiera senza sapere come si è arrivati, come lui stesso è arrivato, fino a quel momento, non è preparato ad affrontare l’imprevisto. Cioè, non è un professionista.
Perché la negoziazione, di titoli o di tulipani, telematica o tradizionale, può essere fatta tentando e sperando. Oppure professionalmente. E professione vuol dire acquisire competenze, unirle all’esperienza, affrontare fatica e umiliazioni, superare le proprie debolezze e gli ostacoli posti dal mondo e, finalmente, trarne profitto.
Il neofita come il trader di poca esperienza vi troverà molto su cui meditare, mentre il trader esperto potrà limitarsi a leggere la prima parte, quella storica, che sicuramente non conosce, per lo meno analizzata così “tecnicamente”.

Professione Lolita

POTERE, CORRUZIONE, DROGA, SESSO. QUESTA E’ ROMA. QUESTO IL ROMANZO DI UNA GENERAZIONE RIBELLE E DISPERATA. A quattordici anni JENNY e LALLA si prostituiscono in un appartamento dei PARIOLI. Lo fanno per i soldi e per la coca. A quindici anni FAIRY vomita per essere più magra e meno sola. Per essere ancora più bella. È così insicura che finisce nella rete di K, il fotografo delle minorenni adescate nei quartieri bene. K le convince a fare sesso tra di loro. E scatta. E vende. A diciotto anni MALPHAS adora le lame, il Duce e CasaPound. Gestisce lo spaccio e la ricettazione nel cuore della capitale. Deve tutto alla camorra e al patto con i bori di Tor Bella Monaca. Il prezzo che dovrà pagare sarà altissimo. Poi ci sono loro. POLITICI, IMPRENDITORI, GIUDICI. Affamati di carne giovane e di potere. Pronti a sborsare centinaia di euro per una notte con una minorenne. Disposti a tutto per arrivare ancora più in alto. Poi c’è lui. Il CAMALEONTE. Il re di Roma. L’uomo a capo dell’associazione a delinquere che ha messo le mani sugli appalti pubblici assegnati dal comune e dalle sue società controllate. L’uomo responsabile di estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori. L’uomo che vuole arricchirsi anche con il business della prostituzione minorile. Un sistema criminale sul quale indaga il capitano del Nucleo investigativo dei carabinieri EUGENIO MARCHESI. Cresciuto in borgata e in borgata noto a tutti come Markio, oggi il capitano vuole salvare i ragazzini come un tempo è stato salvato lui. Di notte perlustra le strade della capitale a bordo della sua Cbr 1000, nelle orecchie il Notturno di Chopin, sulle spalle un passato ingombrante che non vuole dimenticare. Le sue indagini lo portano sulle tracce di Lalla, Jenny e Malphas. Lui è l’unico che può salvarli e incastrare i burattinai che giocano con le loro vite.
(source: Bol.com)

Professione Ethical Hacker: Manuale Di Hacking Etico E Sicurezza Informatica

Scommetto che ti ha sempre affascinato il ** mondo dell’Ethical Hacking **? Hai sempre voluto conoscere i segreti degli esperti del settore? Allora questo è il ** libro giusto per te! **
Un Ethical Hacker non è altro che un professionista specializzato in ** sicurezza informatica offensiva ** e l’Ethical Hacking è la materia che ti fornirà gli strumenti per iniziare a ** muovere i primi passi. **
Avrai la possibilità di capire come funzionano la cose realmente in questo settore e perché no, magari iniziare una ** nuova carriera lavorativa nella sicurezza informatica **, specializzazione oggi sempre più richiesta.
Non è richiesta nessuna competenza avanzata: **partiremo dalle basi **. Il manuale è idealmente diviso in due parti, nella prima parte approfondiremo i ** concetti base delle reti informatiche ** così da arrivare poi alla seconda parte pronti per mettere in pratica quanto appreso.
Verrà data molto importanza alla ** creazione del laboratorio ** per poter essere autonomi nell’effettuare gli esercizi e nel migliorare le vostre tecniche.
Ci soffermeremo sugli ** aspetti pratici dell’Ethical Hacking ** piuttosto che sulla teoria, tuttavia gli spunti forniti serviranno ad approfondire gli argomenti trattati.
Questo manuale è strutturato per farti intraprendere un ** percorso graduale di apprendimento **: cercheremo prima di capire qual’è il ** funzionamento di una rete informatica ** e come queste sono strutturate all’interno di un contesto aziendale fino ad arrivare a quella che definiamo come ** metodologia del “Penetration Testing” ** e poi alla stesura del
**report finale. **
E ti racconterò quindi di come si ** raccolgono le informazioni ** e come iniziare ad indagare su molteplici aspetti del nostro bersaglio: quale business tratta, di cosa si occupa, quali sono le persone che ci lavorano e magari che strumenti vengono utilizzati.
Entreremo poi nel cuore del bersaglio e cominceremo la fase di ** scansione della rete ** seguita dall’
**enumerazione ** che consiste nello sfruttare la caratteristiche proprie di un certo servizio al fine di ottenere da quest’ultimo più informazioni possibili.
Poi è fondamentale ** cercare eventuali vulnerabilità. ** Per svolgere questa attività faremo riferimento a dei tool specifici.
Ora che siamo in possesso di una lista di possibili vulnerabilità, è necessario verificare se effettivamente quest’ ultime siano sfruttabili o meno. ** L’exploitation ** si occupa di verificare se a partire da una data vulnerabilità si possa effettivamente accedere all’interno del nostro bersaglio.
E’ giunto adesso il momento di ** consegnare al cliente il report finale ** con tutte le considerazioni su quanto effettuato; inutile sottolineare quanto questa parte risulti fondamentale. Dovremo inserire, in maniera chiara e completa, ogni informazione ottenuta e ogni suggerimento utile a correggere le debolezze riscontrate.
** Cosa aspetti? Sei pronto per lanciarti in questa entusiasmante avventura? Ti aspetto! **

Il professionale. Avventure scolastiche

“Questo libro è all’incirca un anno e mezzo della mia vita. Un giorno, proprio mentre stavo guidando per andare a lavorare, mi è venuta di colpo l’idea di licenziarmi.
Così ho fatto: sono tornato a casa e avevo addosso quella tipica felicità del licenziarsi, che non so se sia esattamente opposta alla tristezza di essere licenziati. Poi son rimasto senza soldi e, quasi contemporaneamente, senza una donna. Una mattina squilla il telefono e era una scuola che mi chiedeva se ero disposto a fare una supplenza sul sostegno, e io gli ho detto che mi ero licenziato e quindi ero stato depennato dalle graduatorie, e loro mi hanno detto che per quell’anno non avevano depennato, quindi che gli dicessi se accettavo o no, allora io gli ho detto che arrivavo subito, perché a quel punto c’era da baciarsi i gomiti a tornare a insegnare. Soltanto che per una strana ironia della sorte la scuola che mi ha chiamato era non soltanto nello stesso paese di quella da cui mi ero licenziato dicendo che non sarei mai più entrato in una scuola in vita mia, ma addirittura nello stesso edificio, che era diviso in due per il lungo e ospitava due scuole diverse. Quindi me n’ero andato da un posto tutto scoglionato e dopo soltanto otto mesi ritornavo nello stesso posto. E poi venivo riassorbito dalle più svariate avventure scolastiche”.

Il profanatore di biblioteche proibite

Un grande thriller Quale mistero nasconde la fondazione di Roma? Qual è il vero nome di Roma? Perché è stato sempre tenuto nascosto? E cosa si cela sotto il Palatino? Il professor Lazzari è tra i massimi esperti delle origini di Roma, ma ha abbandonato i suoi studi e conduce una vita ritirata. Finché un giorno qualcuno si presenta alla sua porta, a sconvolgere la sua esistenza. È un uomo misterioso, forse anche molto pericoloso. Si fa chiamare il Colonnello, ed è al servizio di una minacciosa società segreta. Le persone per cui lavora pretendono che sia proprio Lazzari a rintracciare l’autentico nome di Roma e a ritrovare il lituo, il bastone sacro con cui Romolo la fondò. Affascinato e incuriosito, il professor Lazzari accetta la sfida, accompagnato da un’enigmatica donna di nome Artemisia, membro della società segreta. A partire da un oscuro e macabro indizio, i due attraverseranno l’Italia per entrare in contatto con antichi reperti, tombe profanate, necropoli, frammenti di libri perduti e biblioteche sotterranee. E scopriranno di non essere i soli a voler svelare il segreto che avvolge Roma. Un segreto per il quale, in passato, hanno perso la vita in molti. Un segreto che qualcuno custodisce gelosamente, ancora oggi… Un libro proibito. Una confraternita occulta. Un segreto sepolto da secoli. Chi ha fondato veramente Roma? Davide Mosca è nato a Savona nel 1979. Laureato in Storia antica con una tesi sulla fondazione di Roma, ha lavorato per importanti case editrici ed è autore di romanzi storici.

Processo, prigionia e morte di Socrate

Eutifrone • Apologia di Socrate • Critone • FedoneCon un saggio di Luciano Canfora • A cura di Enrico V. MaltesePremesse, traduzione e note di Gino GiardiniEdizione integraleAtene, 399 a.C.: Socrate, accusato di corrompere i giovani e di introdurre la credenza in nuovi dèi, viene processato pubblicamente. Platone, giovane aristocratico suo discepolo, è presente a quel processo e da zelante cronista ce ne offre un attento resoconto in quattro dialoghi. Il primo, Eutifrone, descrive il momento in cui Socrate si reca in tribunale. L’Apologia di Socrate è la difesa appassionata da lui stesso pronunciata e rappresenta il contributo più importante e rigoroso alla comprensione della personalità e alla trasmissione del pensiero del filosofo. Condannato a morte, Socrate non smetterà di professare la sua dottrina nel carcere di Atene, dove amici e discepoli continuano a seguirlo, come racconta Platone nel Critone. Il Fedone ci riporta l’ultima delle dissertazioni di un uomo che nel dialogo ha cercato la verità anche pochi istanti prima di trovare la morte bevendo la cicuta. ‘E questa’, dice Fedone, ‘fu la fine del nostro amico, uomo, possiamo ben dirlo, fra tutti quelli che abbiamo conosciuto, il migliore, anzi, senza confronto il più saggio e il più giusto’.’Ma, cittadini, non è questa la difficoltà, sfuggire alla morte, ma è molto più difficile evitare la malvagità: essa corre, infatti, più velocemente della morte. Ora io, che sono tardo e vecchio, sono colto da quella che è più tarda; i miei accusatori, invece, che sono vigorosi e lesti, sono stati colti da quella che è più veloce: la malvagità.’Platoneè l’unico pensatore antico di cui siano rimaste tutte le opere integrali. Nacque ad Atene nel 427 a.C.; fu iniziato alla filosofia dall’eracliteo Cratilo, ma l’incontro con Socrate (408) rimane l’episodio più significativo per la sua maturazione intellettuale. Dopo la morte del maestro fu a Megara e poi in Italia meridionale. Tornò quindi ad Atene, fondando nel 387 l’Accademia, prima scuola filosofica dell’antichità. Morì nel 347 a.C. Di Platone la Newton Compton ha pubblicato Repubblica e il volume unico Tutte le opere.
(source: Bol.com)

Processo al maggiordomo

Era maggio 2012 quando Gianluigi Nuzzi pubblicava Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI, dove per la prima volta si ha avuto la possibilità di conoscere le criticità affrontate direttamente da Joseph Ratzinger negli ultimi anni del suo papato: denunce di corruzione, cospirazioni e lotte di potere. A fine mese veniva arrestato Paolo Gabriele, aiutante di camera del pontefice con l’accusa di essere stato il responsabile della diffusione dei documenti vaticani. Questo libro raccoglie l’intervista a Paolo Gabriele fatta da Gianluigi Nuzzi, parzialmente trasmessa all’interno della sua trasmissione di La7, Gli Intoccabili, e mesi dopo, in forma completa, a L’Infedele. Ad accompagnarla, una selezione della sentenza di rinvio a giudizio nei confronti di Gabriele, sotto processo in Vaticano. I proventi derivanti dalla vendita di questo libro verranno devoluti alla Comunità di San Benedetto al Porto di don Andrea Gallo.
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### Sinossi
Era maggio 2012 quando Gianluigi Nuzzi pubblicava Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI, dove per la prima volta si ha avuto la possibilità di conoscere le criticità affrontate direttamente da Joseph Ratzinger negli ultimi anni del suo papato: denunce di corruzione, cospirazioni e lotte di potere. A fine mese veniva arrestato Paolo Gabriele, aiutante di camera del pontefice con l’accusa di essere stato il responsabile della diffusione dei documenti vaticani. Questo libro raccoglie l’intervista a Paolo Gabriele fatta da Gianluigi Nuzzi, parzialmente trasmessa all’interno della sua trasmissione di La7, Gli Intoccabili, e mesi dopo, in forma completa, a L’Infedele. Ad accompagnarla, una selezione della sentenza di rinvio a giudizio nei confronti di Gabriele, sotto processo in Vaticano. I proventi derivanti dalla vendita di questo libro verranno devoluti alla Comunità di San Benedetto al Porto di don Andrea Gallo.

Problemi in paradiso

La caduta del Muro di Berlino venne descritta come la fine della Storia, la porta aperta verso un paradiso lastricato dal capitalismo. Ma che fine ha fatto questo paradiso? Lo vedete da qualche parte? La crisi globale produce da noi gli eterni precari, la tragica disoccupazione giovanile, la demolizione del welfare, la gigantesca evasione fiscale, la crescita di povertà e disuguaglianza; altrove, decine di guerre, centinaia di milioni di schiavi (letteralmente schiavi, più che in qualsiasi altro periodo dell’umanità) e miliardi di sfruttati. Slavoj Žižek, secondo molti il più influente filosofo al mondo, non ha dubbi: è arrivato il momento di svelare le menzogne del capitalismo e di lavorare per superarlo. Ma come? Esaminando le caratteristiche della globalità capitalista, le costrizioni ideologiche entro cui ci dibattiamo ogni giorno, le ben magre prospettive che la persistenza del sistema lascerebbe all’umanità; esplorando le potenzialità e le trappole delle nuove lotte d’emancipazione sparse per il mondo; sostenendo con forza che una fuoriuscita dal capitalismo si potrà avere solo attingendo all’ispirazione – storica e ideale – delle lotte comuniste, socialiste, comunitarie. È quanto fa in questo libro, immergendo nel fuoco dell’argomentazione materie così diverse come il Gangnam Style e Marx, la Thatcher e i film di Hollywood. Problemi in paradiso è dunque un’acuta (e godibile) analisi del mondo in cui viviamo e una felice prefigurazione di quello che – speriamo – verrà.
(source: Bol.com)

I problemi della filosofia

“Bertrand Russell (1872-1970) scrisse questa celebre introduzione alla filosofia nel 1911 e la pubblicò nel gennaio del 1912. Sebbene nasca come un’introduzione alla portata di tutti, il libro propone opinioni precise e introduce idee completamente nuove, per esempio sulla verità, e lo fa in maniera vivace, non dogmatica, modesta, con una chiarezza luminosa. Senza dubbio merita la popolarità di cui ha goduto e continua a godere. Russell non affronta tutti i problemi filosofici. Come chiarisce nella prefazione, egli si limita a quei problemi su cui pensa di poter essere utile e costruttivo. La prima conseguenza è che, dati i suoi interessi prevalenti al tempo, il libro si concentra principalmente sull’epistemologia, quella branca della filosofia che indaga ciò che si può dire di conoscere o credere ragionevolmente. Sulla base di questa indagine, Russell giunge anche a delle conclusioni sorprendenti sui tipi di cose che in ultima istanza esistono. Qualcosa della sua prospettiva etica traspare comunque dalle sue opinioni circa il carattere e il valore della filosofia, un tema che ricorre più volte nel libro e a cui viene dedicato il capitolo conclusivo.” (dall’introduzione di John Skorupski)
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Il problema Spinoza

Estonia, 1910. Il diciassettenne Alfred Rosenberg viene convocato nell’ufficio del preside Epstein. Gli occhi grigio-azzurri, il mento sollevato con un’aria di sfida, i pugni serrati, il ragazzo adduce ben poco per difendersi dall’accusa di aver proferito violenti commenti antisemiti in classe. All’ebreo Epstein non resta perciò che condannarlo a una singolare punizione: imparare a memoria alcuni passi dell’autobiografia di Goethe, il poeta che l’adolescente dichiara di venerare come emblema stesso del popolo tedesco. In particolare si tratta dei brani in cui l’autore del Faust si dichiara fervente ammiratore di Baruch Spinoza, il grande filosofo ebreo del diciassettesimo secolo.
La lettura insinua nella mente del giovane Rosenberg un tarlo che lo accompagnerà per il resto della vita: come può il sommo Goethe aver tratto ispirazione da un uomo di razza inferiore? Amsterdam, 1656. Bento, in ebraico Baruch, Spinoza ha ventitré anni: la sua famiglia è di origine portoghese, sfuggita all’Inquisizione e riparatasi nella più tollerante Olanda. L’aspetto del giovane Baruch è distinto e raffinato: i lineamenti aggraziati, la pelle priva di imperfezioni, gli occhi grandi, scuri e profondi. E, dietro quegli occhi, una mente che non esita a elaborare pensieri eccentrici sulla fede, e idee sul mondo così poco ortodosse da attirare il sospetto di eresia.
Bento di nascosto si istruisce sulla lingua e le idee di Aristotele e dei grandi filosofi greci presso l’accademia di Franciscus van den Enden, un elegante uomo di mondo, quel mondo esterno così inviso alla comunità ebraica.
Con iniziale sgomento di Spinoza, van den Enden addirittura osa affidare parte dell’insegnamento alla figlia Clara Maria, una giovane dal collo lungo e il sorriso seducente di cui Baruch si invaghisce a tal punto da concepire pensieri impuri e desideri impronunciabili tra le mura della comunità.
Il risultato di questa educazione filosofica e sentimentale è scontato: il giovane pensatore viene scomunicato e costretto a condurre una vita solitaria e appartata, che lo porterà tuttavia a produrre opere sublimi per profondità e drammaticità. Opere che trecento anni dopo non smettono di tormentare, sotto forma di incessanti domande, l’«ariano» Rosenberg, divenuto uno dei fondatori del partito nazista e stretto collaboratore di Hitler: davvero Baruch Spinoza, quest’uomo appartenente a una razza da sterminare, è riuscito a sviluppare un pensiero filosofico così lucido e geniale? O forse il segreto della sua genialità non sta nella sua mente, ma altrove? Magari nella sua piccola biblioteca personale, su cui la guerra consente di mettere le mani?
Dopo aver indagato i fantasmi della mente di Nietzsche e Schopenhauer, Yalom illumina la vita misteriosa e controversa di Baruch Spinoza nella Amsterdam del Seicento e l’ossessione per le sue opere nella Germania antisemita del secolo scorso.

Pro-memoria

“Pro-memoria” racconta una saga familiare attraverso una storia semplice e per questo esemplare, inserendoci annotazioni e episodi che le permettano di essere letta anche come paradigma del brusco mutamento di un modo prima e dopo la Seconda guerra mondiale.
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Private games

Londra, luglio 2012. Mancano pochi giorni all’inizio delle Olimpiadi e la città è parata a festa, pronta ad accogliere gli atleti provenienti da ogni parte del mondo per celebrare il grande rito dello sport. Ma c’è qualcuno convinto che l’antico spirito olimpico sia stato tradito dalla moderna corruzione e che questi Giochi non debbano avere luogo. Il primo omicidio è un segnale chiaro: davanti al cadavere di Sir Denton Marshall, uomo chiave del Comitato organizzatore, i cinque cerchi olimpici disegnati con la vernice spray sono coperti da una X. Tracciata con il sangue. Per la filiale londinese della famosa agenzia di investigazione Private International, al comando di Peter Knight, abilissimo detective e uomo tormentato da un passato di dolore, inizia una drammatica corsa contro il tempo e contro un nemico spietato e invisibile, che si firma Crono e che, come l’antica divinità di cui ha preso il nome, intende “divorare” i Giochi e i suoi atleti. E mentre le gare hanno inizio in un clima di angoscia e di massima allerta, Knight indaga e arriva fino a mettere a rischio ciò che ha di più caro perché la fiamma di Olimpia non si trasformi in fuoco di distruzione, ma resti luce di speranza per tutti…
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Il prisma e lo specchio: Testi ritrovati (1919-1929)

Fra il 1923 e il 1929 Borges pubblica tre volumi di poesia su cui in seguito interverrà radicalmente, e tre di prosa che saranno ripudiati. Tutti gli altri scritti – dispersi per lo più in periodici e riviste – cui era affidata l’insolente riflessione di quegli anni verranno dimenticati. E si capisce: ansioso di giustificare una tumultuosa militanza ultraista, ma soprattutto di «disanchilosare l’arte» e di difendere la sua poesia, Borges dichiara la supremazia dell’«estetica attiva dei prismi», capace di forgiare una visione personale, sull’«estetica passiva degli specchi», che trasforma l’arte in copia; addita nel ritmo, elemento acustico, e nella metafora, elemento luminoso, gli strumenti imprescindibili di tale rivoluzione; regola impavido i conti con i morti e i loro esercizi di retorica; stigmatizza risolutamente il «nulla immobile» della letteratura coeva, preoccupata solo di cambiare di posto alle «cianfrusaglie ornamentali» che pretendono di discendere da Góngora e di «infilzare in quantità infinite i consunti aggettivi»; celebra una Buenos Aires che nelle «ore orfane che vivono come spaventate dagli altri e delle quali nessuno si cura» diventa libertà di poesia, ed esalta l’ultimo tango, «zolletta di zucchero che da sola addolcisce la città offuscata e molle». Anni spavaldi, certo, di fervori iconoclasti, ma che a ben vedere ci dischiudono il segreto lavorio da cui nascerà il più indimenticabile Borges, come appare evidente da questo passo del 1923: «le nostre nullità differiscono così poco, e così tanto influiscono le circostanze sulle anime, che è quasi una casualità che tu sia il leggente e io lo scrivente – il sospettoso e appassionato scrivente dei miei versi».
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### Sinossi
Fra il 1923 e il 1929 Borges pubblica tre volumi di poesia su cui in seguito interverrà radicalmente, e tre di prosa che saranno ripudiati. Tutti gli altri scritti – dispersi per lo più in periodici e riviste – cui era affidata l’insolente riflessione di quegli anni verranno dimenticati. E si capisce: ansioso di giustificare una tumultuosa militanza ultraista, ma soprattutto di «disanchilosare l’arte» e di difendere la sua poesia, Borges dichiara la supremazia dell’«estetica attiva dei prismi», capace di forgiare una visione personale, sull’«estetica passiva degli specchi», che trasforma l’arte in copia; addita nel ritmo, elemento acustico, e nella metafora, elemento luminoso, gli strumenti imprescindibili di tale rivoluzione; regola impavido i conti con i morti e i loro esercizi di retorica; stigmatizza risolutamente il «nulla immobile» della letteratura coeva, preoccupata solo di cambiare di posto alle «cianfrusaglie ornamentali» che pretendono di discendere da Góngora e di «infilzare in quantità infinite i consunti aggettivi»; celebra una Buenos Aires che nelle «ore orfane che vivono come spaventate dagli altri e delle quali nessuno si cura» diventa libertà di poesia, ed esalta l’ultimo tango, «zolletta di zucchero che da sola addolcisce la città offuscata e molle». Anni spavaldi, certo, di fervori iconoclasti, ma che a ben vedere ci dischiudono il segreto lavorio da cui nascerà il più indimenticabile Borges, come appare evidente da questo passo del 1923: «le nostre nullità differiscono così poco, e così tanto influiscono le circostanze sulle anime, che è quasi una casualità che tu sia il leggente e io lo scrivente – il sospettoso e appassionato scrivente dei miei versi».