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Addio mister chips!

Romanzo dello scrittore inglese James Hilton (1900-1954), pubblicato nel 1934. Mr Chipping, chiamato confidenzialmente Chips, ha insegnato per molti decenni nella scuola di Brookfield. Ora, a ottantacinque anni, sa che la morte è vicina e lascia scorrere davanti agli occhi della memoria il film della sua vita: le prime esperienze professionali nel 1870, una serie quasi interminabile di vicende con alunni e colleghi, il breve felice periodo del matrimonio, il pensionamento nel 1913, il ritorno all'insegnamento durante la prima guerra mondiale e il collocamento a riposo dopo il 1918. Ai ricordi personali si mescolano quelli di eventi importanti per l'Inghilterra a partire dal 1870: la guerra fra Francia e Prussia, la guerra dei boeri, la morte della regina Vittoria, la prima guerra mondiale, lo sciopero generale del 1926 e la crisi economica. Nonostante l'amore per la scuola, Mr. Chips non è mai stato un pedagogo per vocazione, così cóme non a mai posseduto un particolare «talento» per l'insegnamento. Con la storia del suo anti-eroe, H. si rivolgeva ai sentimenti di quegli inglesi che, con più o meno giustificata nostalgia, pensavano al «buon tempo antico» antecedente al 1914, quando la potenza mondiale dell'Inghilterra appariva florida e indistruttibile. La figura del vecchio amabile insegnante, che H. a evocato anche in Ghirlanda per mister Chips [To you, Mr Chips, 1938], incontrò fra i lettori inglesi e americani grande successo. Hermann Hesse lo definì «un racconto particolarmente riuscito, un pezzo da collezione, per la carica di umorismo, in fondo un libro sentimentale».

Ad ora incerta

“Chi non ha mai scritto versi?… Anch’io, ad intervalli regolari, “ad ora incerta”, ho ceduto alla spinta: a quanto pare, è inscritta nel nostro patrimonio genetico”. In realtà, il fare poesia non è stato in Primo Levi un’attività marginale o minore; egli stesso ci racconta come, scampato al Lager, gli fosse venuto spontaneo fissare la tragedia di Auschwitz nei versi che poi avrebbero aperto “Se questo è un uomo”. Nei testi poetici raccolti in questo volume ritroviamo, come ha osservato Giovanni Raboni, “lo stesso acume morale, la stessa forza di memoria, ammonimento e pietà che rendono sostanziosa, così giusta, così naturalmente memorabile la sua prosa”.

Across the Universe

Amy è una passeggera ibernata sulla navicella spaziale Godspeed. Ha lasciato il suo ragazzo e gli amici sulla Terra ed è partita con i genitori: si risveglieranno dopo trecento anni su un nuovo pianeta da colonizzare, Centauri. Ma qualcosa è andato storto: qualcuno ha cercato di ucciderla, risvegliandola dal suo sonno protetto. E così Amy si ritrova a dover passare senza la sua famiglia ancora cinquant’anni sull’enorme navicella spaziale, in balia di sconosciuti tra cui si nasconde un assassino che vuole scongelare tutti gli scienziati a bordo, compresi i suoi genitori. L’unico che sembra dalla sua parte è Elder, un ragazzo che presto diventerà il capo della navicella spaziale, e che per quanto sia potentemente attratto dalla sua singolare bellezza, cerca di proteggerla dal resto della comunità e dallo strapotere di Eldest, il capo. Ma Amy può davvero fidarsi di Elder? E quello che prova per lui la aiuterà, o sarà solo un ostacolo alla sua sopravvivenza sulla Godspeed?
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Acqua storta

Don Antonio è un boss della camorra napoletana. Ai figli ha insegnato i valori della Bibbia, perché la Bibbia “ci dice quello che dobbiamo fare, ci dice quali sono le cose giuste”. E portare rispetto è una di queste. Suo figlio Giovanni i discorsi troppo complicati non li capisce, non è come il padre o come sua moglie Mariasole: la “famiglia” è l’unica realtà che conosce, e non si fa troppe domande. Un periodo al carcere minorile, un matrimonio combinato per mettere pace fra la sua gente e quella di Don Pietro Simonetti, gli affari di famiglia. Poi un giorno Giovanni incontra Salvatore. E in Salvatore si perde: attrazione inattesa, scombussolamento di viscere, fino a non poterne più fare a meno. Ma il loro amarsi è “una bestemmia sull’altare di Santa Chiara”. Con il suo amore Giovanni manca di rispetto a sua moglie e soprattutto alla famiglia. E nel mondo di Don Antonio questo è il peccato più grande. Un peccato che si paga molto caro. E quindi precauzioni, sotterfugi e testimoni eliminati, che non bastano però ad arginare il fiume in piena. A Giovanni sembra che tutti conoscano il loro segreto. Bisogna mettere la cosa a tacere. A ogni costo. Prima che sia troppo tardi. Una storia che inizia a poche ore dall’epilogo, per ricostruire in una carrellata a ritroso gli eventi degli ultimi tre giorni. Una prosa fluida e inesorabile come il percorso di un proiettile.
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Acqua santissima

La mattina del 4 luglio 1966 don Antonio avrebbe dovuto celebrare una messa funebre per un capobastone di Ciminà, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, ma venne ucciso in un agguato prima di riuscire a raggiungere la chiesa: le perizie balistiche accertarono che il sacerdote aveva sparato contro i suoi assassini per coprirsi la fuga.
Suor Rosa, la sorella del boss Paolo Martino, cugino del padrino di Archi, Paolo De Stefano, sfruttava le proprie conoscenze per acquisire informazioni riguardanti eventuali procedimenti penali in corso nei confronti del fratello.
Nel 2007 il boss Vincenzo Gioffrè entra a far parte del comitato per l’organizzazione della festa in onore della Madonna dei Poveri di Seminara. Anni prima, il sindaco neoeletto aveva tentato di modificare il percorso della processione per impedire che il fercolo della Madonna proseguisse, come da tradizione, fino alla casa del boss locale, ma le sue disposizioni vennero disattese e, qualche giorno dopo, per ribadire chi comanda, venne dato fuoco al municipio.
A partire dall’Ottocento e per decenni gli uomini della ‘ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell’indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denuncie e le prime lettere pastorali, e la ‘ndrangheta diventa un «cancro esiziale».
Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e Antonio Nicaso, studioso tra i massimi esperti mondiali di ‘ndrangheta, raccontano le storie dei tanti sacerdoti e vescovi che hanno accettato le logiche della ‘ndrangheta, e dei pochi che, invece, hanno avuto il coraggio di far sentire la propria voce e di denunciare un’organizzazione criminale che ha spesso modellato i propri riti di affiliazione sulle cerimonie liturgiche della tradizione cattolica, servendosi delle feste religiose e dei simboli cristiani per creare alleanze, costruire vincoli e rafforzare così il proprio potere. E lanciano un chiaro messaggio: o si consolida la coraggiosa esperienza pastorale finora maturata o il potere devastante della ‘ndrangheta continuerà inesorabilmente ad affermarsi nelle città, nei paesi, nelle campagne, ma soprattutto tra i giovani. «La speranza c’è e si chiama Francesco. Se riuscirà a dimostrare che la linea più breve tra due punti non è l’arabesco, come sosteneva Ennio Flaiano, vinceranno le ragioni della speranza. Ma tra quei due punti, bisognerà tracciare una linea retta.
Solo allora i mafiosi resteranno fuori».

Acqua profonda

Florida, 6 luglio 1966. L’aria della sera è fresca, il cielo limpido. Il ragazzo preme insistentemente sull’acceleratore. Di fronte a sé la strada sgombra. La velocità in costante aumento, come le urla dell’uomo al suo fianco. La luce dei fari si riflette improvvisamente sul guardrail. Nessun accenno alla frenata. Poi il salto, il lago sempre più vicino. L’urto. Una pioggia di vetri infranti. L’acqua calda dell’estate si fa strada lentamente nell’auto. Il ragazzo si allontana nuotando piano, alle sue spalle il corpo senza vita dell’uomo. Per la polizia è soltanto l’ennesimo caso di guida in stato di ebbrezza. Esattamente vent’anni dopo, Thom è sulle rive dello stesso lago, come ogni anno, per guardare in faccia i suoi demoni. Nessuno conosce l’inconfessabile verità sul suo passato, né Kate, la madre adottiva che si è presa cura di lui fin dai primi anni, né la fidanzata, che nuota beatamente in quelle acque maledette. L’incubo però si riaffaccia violentemente nella sua vita quando Kate viene trovata morta, assassinata. Qualcuno ha scoperto gli scheletri del passato e cerca vendetta…
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Acqua e sangue

In questi racconti dell’autore di “Follia” e di “Spider”, i lettori proveranno il brivido di una discesa nell’universo della narrativa gotica, rivisitata in una nuova chiave postmoderna per accrescere l’inquietudine e renderla più attuale, quasi palpabile. Casi di vampirismo, ossessioni mentali, delitti crudeli e passionali, manie inconfessabili, strane visioni angeliche e notti senza fine: tredici avventure della mente raccontate da uno scrittore che ha fatto del graduale e inesorabile spostamento verso la follia il tratto distintivo delle sue teorie e dei suoi personaggi. Ma con un pizzico di imprevista ironia, per dare sollievo e forse per ricordarci che anche il divertimento può trarre alimento dalle regioni oscure dell’Essere.

Aceto, arcobaleno

“Mia età, mia belva, chi potràguardarti dentro gli occhie saldare col sanguele vertebre di due secoli?”Questi versi di Osip Madel’stam serrano l’orizzonte di questo libro. Il secolo, titolo di questa poesia, porta in queste pagine i panni di un assassino, di un missionario e di un ospite errante. Intorno alle loro voci sta la pietra vulcanica di una casa tra i campi. Sassi, malta, focolare, vento: si alza dalla materia un ringhio e un coro dietro i loro racconti, che li incalza e li trascina a compimento.Il colore dominante è il bianco dei lampi che squarciano il buio di una notte fatidica.
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### Sinossi
“Mia età, mia belva, chi potràguardarti dentro gli occhie saldare col sanguele vertebre di due secoli?”Questi versi di Osip Madel’stam serrano l’orizzonte di questo libro. Il secolo, titolo di questa poesia, porta in queste pagine i panni di un assassino, di un missionario e di un ospite errante. Intorno alle loro voci sta la pietra vulcanica di una casa tra i campi. Sassi, malta, focolare, vento: si alza dalla materia un ringhio e un coro dietro i loro racconti, che li incalza e li trascina a compimento.Il colore dominante è il bianco dei lampi che squarciano il buio di una notte fatidica.

L’accusa

“Mentire mi è sempre riuscito più facile che dire la verità” esordisce la voce narrante di Joseph Antonelli, principe del foro di Portland, Oregon. Ma dopo che l’ultimo caso gli ha stravolto la vita costringendolo a rivedere la propria concezione di giustizia, ha preferito ritirarsi a cercare risposte nella saggezza dei classici. Solo il giudice Woolner, vecchio amico, poteva indurlo a rientrare in un’aula di tribunale, ma questa volta nei panni dell’accusa. L’imputato è un uomo di legge, il popolare viceprocuratore distrettuale, accusato di essere il mandante dell’omicidio della moglie. E lo stesso sicario a rivelarlo. Dice la verità o è solo un estremo tentativo di salvarsi la pelle?
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L’accordatore di destini

«Comincia sempre così, con una donna o un uomo che vengono a confessarsi. Si mettono a nudo, si liberano. È impressionante il modo in cui si aprono e ti raccontano la loro vita. Non c’è bisogno di fare troppe domande.»
Vagando senza sosta dalle colline di Posillipo al lungomare di Mergellina, mescolato alla gente che affolla le strade di Napoli, un uomo spia le vite degli altri.
I casi di cui deve occuparsi – per conto di un’agenzia investigativa privata – gli mettono quotidianamente davanti la materia bruta della miseria umana. Ore passate a camuffarsi, ad appostarsi, a pedinare, solo per scoprire esistenze grette, rovinate dal caso, dalla noia, uomini che maltrattano donne, donne che umiliano uomini, fino all’insopportabile, e il tradimento che si configura spesso come l’unica via di fuga dal presente.
È così che il protagonista di questo avvolgente romanzo d’esordio comincia a pensare di intervenire direttamente in quelle vite che dovrebbe solo indagare, di redimere quanto in realtà sarebbe pagato per mandare a fondo.
Foto truccate, rapporti leggermente ‘ritoccati’, le tracce dei tradimenti che scompaiono: uscendo pian piano dal suo ruolo di investigatore, entra nei panni di un insolito ‘accordatore di destini’, chiamato a porre rimedio all’insipienza e alla casualità dell’esistenza altrui. Ma questa volontà di modificare il fato degli altri, per salvarli, lo porterà fino a un punto da cui non è più possibile tornare indietro.
Una prosa asciutta, attenta alle sfumature, pervasa da un indefinibile senso di straniamento, per una riflessione delicata e a tratti struggente sull’instabilità del destino umano.

Access 2016

Un pratico manuale che prende in esame i concetti fondamentali di Microsoft Access versione 2016. Un indispensabile punto di riferimento per tutti gli utenti che devono lavorare con un database senza tuttavia avere la necessità di diventare dei professionisti. Con spiegazioni chiare e consigli da esperto, l’autore accompagna alla scoperta delle basi di dati, per poi passare alla strutturazione di campi, record e tabelle fino a concetti più avanzati quali la creazione di query e l’impostazione dei report.

(source: Bol.com)

L’Accademia dei Vampiri I

I primi tre volumi della saga L’Accademia dei Vampiri, che narra le vicende della damphir Rose Hathaway, della sua migliore amica Vasilisa ‘Lissa’ Dragomir la principessa moroi, e del guardiano siberiano Dimitri Belikov. Questo e-box contiene i romanzi: L’ACCADEMIA DEI VAMPIRI Fuggire dall’Accademia dei Vampiri per rifugiarsi fra gli umani sembrava l’unica strada per una vita ”normale”. Ma a due anni dalla fuga, Lissa, principessa erede di una delle più nobili casate di vampiri Moroi, e Rose, sua migliore amica e guardiana, vengono ritrovate e riportate fra le mura del college… MORSI DI GHIACCIO È un anno difficile per Rose all’Accademia dei Vampiri. Il suo grande amore Dimitri sembra preferirle un’altra; l’amica Lissa passa tutto il tempo libero con il suo ragazzo. E come se non bastasse, ecco arrivare la guardiana Janine, madre sempre assente con cui Rose ha un legame complicato… IL BACIO DELL’OMBRA L’ultimo anno all’Accademia dei Vampiri non è facile per Rose. Dopo aver combattuto contro i terribili Strigoi e aver visto morire il suo amico Mason non è più la stessa. Ma non vuole parlarne con Lissa, la sua migliore amica, e non può confidarsi neppure con Dimitri, l’allenatore che ama in segreto. Quando infine il cerchio del Male si stringe attorno all’Accademia, Rose si trova a dover scegliere tra proteggere l’amica e salvare il suo amore

(source: Bol.com)

L’accademia dei sogni

Cayce Pollard è una giovane donna che si guadagna (lautamente) da vivere grazie alla sua patologica sensibilità nei confronti dei loghi. Mentre si trova a Londra per svolgere una consulenza per l’agenzia pubblicitaria più importante e “in” del mondo, si ritrova coinvolta in una sorta di investigazione globale tra la città britannica, New York e Mosca alla ricerca di uno sconosciuto “Kubrick da garage” che ha immesso sul Web un frammento di film che ha affascinato Cayce. La donna finirà alle prese con un eccentrico hacker, con un vendicativo pezzo grosso della pubblicità, con un fanatico di cartoni animati di Tokio noto come il Mistico, con un matematico “scomunicato”…
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Accadde una notte

*Dopo quella notte, niente fu più come prima*
Inghilterra, 1800 circa
Un’idea deliziosa da quattro eccezionali autrici: cosa potrebbe accadere a una giovane lady perbene che si trovasse costretta, per una ragione o per l’altra, a pernottare in un’affollata e remota locanda, lontano dalla società e dalle sue molteplici restrizioni morali? Se inaspettatamente si imbattesse nell’uomo che tempo prima le aveva rubato il cuore, ma da cui il destino l’aveva divisa? E se scoprisse che la passione tra loro non si era mai spenta? Quattro eroine diversissime, eppure accomunate da una sola rivelazione: in una notte, tutto può cambiare… per sempre.
* LA CADUTA DI ROBERT GERRARD IL FURFANTE (The Fall of Rogue Gerrard) di Stephanie Laurens
* INCANTESIMO (Spellbound) di Mary Balogh
* SOLO TU (Only You) di Jacquie D’Alessandro
* DA QUESTO MOMENTO IN POI (From This Moment On) di Candice Hern

Accabadora

Maria e Tzia Bonaria vivono come madre e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava ha pensato di prenderla con sé, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge». E adesso avrà molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l’aspettano, come imparare l’umiltà di accogliere sia la vita sia la morte. D’altra parte, «non c’è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada». Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come «l’ultima». Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. «Tutt’a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fill’e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia». Eppure c’è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c’è un’aura misteriosa che l’accompagna, insieme a quell’ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell’accabadora, l’ultima madre. La Sardegna degli anni Cinquanta è un mondo antico sull’orlo del precipizio, ha le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti patti condivisi. La comunità è come un organismo, conosce le proprie esigenze per istinto e senza troppe parole sa come affrontarle. Sa come unire due solitudini, sa quali vincoli non si possono violare, sa dare una fine a chi la cerca. Michela Murgia, con una lingua scabra e poetica insieme, usa tutta la forza della letteratura per affrontare un tema così complesso senza semplificarlo. E trova le parole per interrogare il nostro mondo mentre racconta di quell’universo lontano e del suo equilibrio segreto e sostanziale, dove le domande avevano risposte chiare come le tessere di un abbecedario, l’alfabeto elementare di «quando gli oggetti e il loro nome erano misteri non ancora separati dalla violenza sottile dell’analisi logica».