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DUELLOMACCHINA

Una preziosa invenzione terapeutica un congegno psico-elettronico mediante il quale ci si può combattere fino alla morte, ma senza morire; uno strumento di civiltà, di progresso, di pace, che permette lo sfogo regolato degli istinti aggressivi dell’uomo. Questo è la duellomacchina, nelle intenzioni del suo ideatore. Ogni interferenza, manomissione o sabotaggio è impossibile. Tutto è stato previsto perche i duellanti non possano in alcun modo danneggiarsi, quali che siano le armi che hanno scelto, l’odio che li anima. Eppure, a un certo punto, dalle cabine della duellomacchina cominciano a uscire dei veri cadaveri…
Copertina di Karel Thole

Due volte morto

Al tenente Clancy della Polizia di New York – 52° Distretto – non poteva capitare un compito più ostico di quello affidatogli dal suo nemico privato numero uno: il vice-Procuratore Distrettuale Chalmers. Un gangster californiano, di quelli che, se fossero militari, avrebbero la greca sul berretto, vuole recarsi a New York per testimoniare davanti alla Commissione Governativa contro la « Criminalità »… in altre parole, sembra deciso a « cantare ». E Clancy deve proteggerlo affinché nessuno tenti di impedirglielo. Il tenente organizza la protezione del prezioso teste e crede di sapere contro quali forze deve lottare, ma ben presto si troverà a render conto di due omicidi che sono stati commessi, praticamente, sotto il suo naso…

Due teste del tiranno (Le)

La matematica è rivoluzionaria. Attinge alla dimensione della libertà umana per creare mondi diversi e opposti, negando un codice già affermato per strutturarne liberamente un altro. Affermazioni matematiche all’apparenza inutili o sbagliate preannunciano quasi sempre vere e proprie rivoluzioni del pensiero. Il teorema di Bayes, per esempio, da puro gioco intellettuale è diventato un pilastro della diagnostica medica, della scienza forense, delle neuroscienze e nelle ricerche sull’intelligenza artificiale. In un viaggio che dai filosofi greci ci conduce alla Ultimate Machine di Claude Shannon, l’autore ci mostra che la matematica è rivoluzionaria anche in un modo più profondo: ci mette in grado di capire il mondo e di partecipare alla costruzione della società; di sconfiggere il tiranno: quello vero, ma soprattutto quello generato dal nostro stesso pensiero. Tutti possiamo intervenire, decidere se un ragionamento è corretto o meno, e tutti possiamo accedere agli assiomi iniziali e alle regole usate per svilupparli. Nel mondo fantastico dei numeri e dei teoremi non ci sono limiti all’immaginazione e in questo esercizio di fantasia siamo tutti liberi e tutti uguali. Non c’è nulla di controverso. ”Sire”, spiegò ad Alessandro Magno il suo precettore Menecmo, ”in geografia esistono strade per i re e strade per il popolo, ma in geometria c’è un’unica strada per tutti.”
(source: Bol.com)

Due Sicilie

Al crollo dell’Impero austroungarico, anche il suo reggimento di Dragoni chiamato «Due Sicilie» non esiste più: ultimi sopravvissuti sono il colonnello Rochonville, cinque ufficiali e un sottufficiale. Ma uno di loro viene misteriosamente ucciso durante un ricevimento a Vienna. Come se il reggimento esistesse ancora, i vecchi compagni sono pronti a offrire la vita per vendicarlo – e per loro sarà una falcidia. Un romanzo incalzante come un thriller, in cui la trama poliziesca è calata, ha scritto Sciascia, «dentro introspezioni e descrizioni di eccezionale acutezza e delicatezza», assumendo «un che di labirintico, affascinante e insieme vertiginoso».

Due sconosciuti

Louise Stone è una detective della Omicidi nel distretto finanziario di Manhattan, ma la sua vita non è fatta di solo lavoro. Ha anche una figlia quattordicenne che ha cresciuto da sola e… no, niente: la sua vita sentimentale è piatta come l’elettrocardiogramma di un sasso. Finché, durante la soluzione di un caso, non incontra Nicholas Bryant, direttore di un’agenzia di consulenze dal seducente sguardo smeraldino. Nicholas la prende alla sprovvista con una proposta chiara: sesso, senza complicazioni sentimentali. Louise decide di concedersi un pomeriggio con quell’affascinante sconosciuto…–CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO–Nicholas posò un bicchiere di vino rosso sul bancone, davanti a me, e se ne versò uno a sua volta. Aspettò che bevessi un sorso, poi, nel modo più naturale del mondo, si sporse verso di me e mi depose un bacio sul collo.Non so perché scelse proprio il collo, ma in qualche modo fu perfetto anche quello. Se mi avesse baciata sulle labbra l’avrei trovato troppo intimo, se mi avesse baciata sulla guancia sarebbe stato troppo impersonale. Mi baciò sul collo e io sentii un brivido di solleticante piacere partire da quel punto.«Posso scioglierti la treccia?» mi chiese lui.Annuii. Mi passò alle spalle e sganciò il mio fermaglio, per poi consegnarmelo. Sentii le sue dita separare le ciocche che componevano la mia treccia, delicate, e poi scivolare sul mio collo e sulle mie spalle. Sentire le sue mani sulla pelle fu come ricordare qualcosa, qualcosa che forse, con precisione, non avevo mai avuto.Mi slacciò i bottoni della giacca, baciandomi di nuovo sul collo. Me la sfilò e la mise da parte. Sfilò e mise da parte pure la mia fondina ascellare, ma per quella ci mise un po’ di più. A quel punto mi voltai. Non volevo trovarmi nuda con lui ancora alle spalle e ancora vestito. Lo baciai sulle labbra, senza quasi guardare. Un bacio veloce e profondo, dal quale mi ritrassi subito, temendo di essere stata invadente. Nicholas mi accarezzò i capelli e mi tirò di nuovo la testa vicino alla sua. Le nostre labbra si toccarono ancora, le nostre lingue si intrecciarono. Il mio cuore batteva all’impazzata.Non potevo credere a quello che stavo facendo, eppure lo stavo facendo sul serio. L’idea mi faceva girare la testa.

Due occhi azzurri

Elfride Swancourt is the daughter of the Rector of Endelstow, a remote sea-swept parish in Corwall based on St Juliot, where Hardy began A Pair of Blue Eyes during the beginning of his courtship of his first wife, Emma. Blue-eyed and high-spirited, Elfride has little experience of the world beyond, and becomes entangled with two men: the boyish architect, Stephen Smith, and the older literary man, Henry Knight. The former friends become rivals, and Elfride faces an agonizing choice.
Written at a crucial time in Hardy’s life, A Pair of Blue Eyes expresses more directly than any of his novels the events and social forces that made him the writer he was. Elfride’s dilemma mirrors the difficult decision Hardy himself had to make with this novel: to pursue the profession of architecture, where he was established, or literature, where he had yet to make his name. This updated edition contains a new introduction, bibliography, and chronology.

Due mogli. 2 agosto 1980

Questa storia si svolge nell’arco di un’unica giornata: il 2 agosto del 1980. Il giorno della strage di Bologna.Sono le otto di mattina, la periferia romana sonnecchia nell’afa. I Di Giacomo stanno facendo gli ultimi preparativi prima di partire per le vacanze. Matilde fa un veloce saluto a Marta, la vicina di casa, e come sempre si ritrova a invidiare la sua famiglia allegra e numerosa e il corpo procace esibito senza vergogna. Non può immaginare di essere a sua volta invidiata da Marta, che spesso si sorprende a sognare una vita ordinata e tranquilla come quella dell’amica. Soprattutto oggi, che ha scoperto di essere di nuovo incinta e all’idea di ricominciare un’altra volta da capo si sente male, con tutti i pensieri che le danno le sue figlie. Specialmente Gianna, che studia lettere a Bologna e con lei ha sempre avuto un rapporto difficile.Alle dieci passate, mentre Matilde e i suoi sono incolonnati nel traffico, Gianna, da un’aula universitaria di Bologna, sente le sirene attraversare la città. Il professore sospende la lezione, “è successo qualcosa alla stazione”, pare sia scoppiata una caldaia o una bombola di gas. Alla ragazza basta un istante per capire che è sfuggita all’incidente per puro caso. I Di Giacomo apprendono la notizia in macchina, alla radio. E, per uno scherzo del destino, in quel momento anche la loro vita subirà uno strappo definitivo.Dalla stazione si alza una colonna di fumo, gli autobus si improvvisano ambulanze, e tra la folla cominciano a circolare le prime voci: “non può essere una caldaia, è un disastro”, “una bomba, un attentato”. Sotto le macerie sono in tanti, alcuni vengono estratti vivi. Tra loro c’è Marina, vent’anni, fresca di assunzione alla contabilità. Ma, a differenza delle sue colleghe Euridia, Rita, Mirella, Franca, Nilla e Katia, lei d’ora in avanti dovrà imparare a sopportare il ruolo, “del tutto fortuito, della sopravvissuta e della testimone”. La sua, in mezzo alle tante storie possibili di questo romanzo, è una storia vera.Maria Pia Ammirati, con la sua lingua empatica e vitale, ha scattato un’istantanea feroce dell’Italia di quel giorno. Ma Due mogli è anche una toccante riflessione sul ruolo che il caso e il destino giocano nelle nostre vite, una partitura a più voci – incredibilmente attuale – in cui le deflagrazioni della grande Storia si sovrappongono al rumore sottile delle piccole storie di persone comuni.

Due giorni andati

Gli agenti lo stanno guardando, in attesa, e questo lo fa davvero infuriare. «D’accordo, diamoci una mossa!» grida il sergente Ryan DeMarco. «Portatemi il professore, lo voglio qui sul sedile posteriore della mia macchina, vivo e vegeto e in manette, prima che il sole tramonti su questa bella giornata di ottobre. Ha solo i suoi vestiti addosso e non durerà molto, là fuori. In questo esatto momento avrà freddo e fame. Quindi entriamo nel bosco e facciamo il nostro lavoro, d’accordo?» Un comando perentorio, una sicurezza ostentata, quella del detective DeMarco – po­lizia della Pennsylvania -, che non lascia trasparire lo shock.
In una piccola comunità è destabilizzante sapere che l’assassino è uno dei tuoi, un insegnante a cui i genitori avevano affidato l’educazione dei propri ragazzi, quello che si vedeva sempre sorridente in ogni libreria della città, lo scrittore di successo: Thomas Huston.
Ma c’è di più. Cosa avrebbe dovuto raccontare il poliziotto ai suoi?
Che aveva letto tutti i romanzi del professore, le cui prime edizioni autografate erano accuratamente sistemate nell’armoire che sua moglie gli aveva lasciato? Che una di queste aveva una dedica personale proprio per lui, DeMarco? Piazzata accanto ai gioielli della collezione, *Il nome della rosa *di Umberto Eco e *Riders to the Sea *di J.M. Synge.
Avrebbe dovuto raccontare dei tre pranzi che aveva condiviso con il famoso romanziere? dell’ammirazione e dell’affetto che sentiva per quell’uomo?
Che ironia. Il detective e lo scrittore di best seller. E ora: il detective e *l’assassino.*
Un uomo che era fuggito nei boschi dopo essersi lasciato alle spalle la sua famiglia. Massacrata. La famiglia perfetta, la casa perfetta, la vita perfetta. Tutto finito. Tutti morti.
Negli ultimi tempi, lo scrittore stava lavorando al suo nuovo libro e girava per i locali a luci rosse della zona, ossessionato da un personaggio femminile del romanzo.
*Nei suoi occhi c’è una nudità che mi spoglia.*
Scriveva il professore, nei suoi appunti.
*Una nudità innocente, primitiva in un senso che non so dire.*
Una ragazza che per la polizia potrebbe essere la soluzione del caso, ma che pare irrintracciabile, come se non fosse mai esistita.
Così inizia questo raffinato thriller, scritto nel pieno controllo delle fonti letterarie a cui Randall Silvis si è ispirato, da Edgar Allan Poe a Vladimir Nabokov.
Magistralmente congeniato, a parere della più esigente critica americana, il romanzo coniuga la serrata investigazione e la trama appassionante a un’atmosfera inedita e originale. Randall Silvis è tradotto per la prima volta in Italia.
**
### Sinossi
Gli agenti lo stanno guardando, in attesa, e questo lo fa davvero infuriare. «D’accordo, diamoci una mossa!» grida il sergente Ryan DeMarco. «Portatemi il professore, lo voglio qui sul sedile posteriore della mia macchina, vivo e vegeto e in manette, prima che il sole tramonti su questa bella giornata di ottobre. Ha solo i suoi vestiti addosso e non durerà molto, là fuori. In questo esatto momento avrà freddo e fame. Quindi entriamo nel bosco e facciamo il nostro lavoro, d’accordo?» Un comando perentorio, una sicurezza ostentata, quella del detective DeMarco – po­lizia della Pennsylvania -, che non lascia trasparire lo shock.
In una piccola comunità è destabilizzante sapere che l’assassino è uno dei tuoi, un insegnante a cui i genitori avevano affidato l’educazione dei propri ragazzi, quello che si vedeva sempre sorridente in ogni libreria della città, lo scrittore di successo: Thomas Huston.
Ma c’è di più. Cosa avrebbe dovuto raccontare il poliziotto ai suoi?
Che aveva letto tutti i romanzi del professore, le cui prime edizioni autografate erano accuratamente sistemate nell’armoire che sua moglie gli aveva lasciato? Che una di queste aveva una dedica personale proprio per lui, DeMarco? Piazzata accanto ai gioielli della collezione, *Il nome della rosa *di Umberto Eco e *Riders to the Sea *di J.M. Synge.
Avrebbe dovuto raccontare dei tre pranzi che aveva condiviso con il famoso romanziere? dell’ammirazione e dell’affetto che sentiva per quell’uomo?
Che ironia. Il detective e lo scrittore di best seller. E ora: il detective e *l’assassino.*
Un uomo che era fuggito nei boschi dopo essersi lasciato alle spalle la sua famiglia. Massacrata. La famiglia perfetta, la casa perfetta, la vita perfetta. Tutto finito. Tutti morti.
Negli ultimi tempi, lo scrittore stava lavorando al suo nuovo libro e girava per i locali a luci rosse della zona, ossessionato da un personaggio femminile del romanzo.
*Nei suoi occhi c’è una nudità che mi spoglia.*
Scriveva il professore, nei suoi appunti.
*Una nudità innocente, primitiva in un senso che non so dire.*
Una ragazza che per la polizia potrebbe essere la soluzione del caso, ma che pare irrintracciabile, come se non fosse mai esistita.
Così inizia questo raffinato thriller, scritto nel pieno controllo delle fonti letterarie a cui Randall Silvis si è ispirato, da Edgar Allan Poe a Vladimir Nabokov.
Magistralmente congeniato, a parere della più esigente critica americana, il romanzo coniuga la serrata investigazione e la trama appassionante a un’atmosfera inedita e originale. Randall Silvis è tradotto per la prima volta in Italia.

I due gentiluomini di Verona

Valentino, un giovane di Verona, ama Silvia, figlia del duca di Milano, e ne è riamato, ma il padre l’ha destinata a Turio. Proteo, amico di Valentino e fidanzato di Giulia, si invaghisce però di Silvia e rivela al duca il progetto di rapimento di Valentino. Giulia travestita da paggio, viene a Milano per riconquistare Proteo; Valentino è bandito dalla città e diventa capo dei masnadieri; Silvia fugge da Milano e cade nelle mani dei masnadieri. Proteo accorre a salvarla e Valentino smaschera il tradimento dell’amico. Infine la vicenda si conclude con un lieto fine: il duca acconsente alle nozze tra Valentino e Silvia e Proteo, ravvedutosi, sposa la fedele Giulia.
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Le due facce del tempo

Lo strano professor Chandler con i suoi periodici comunicati in cui annunciava al mondo di essere ormai prossimo a risolvere l’equazione per i viaggi spaziali con l’iperpropulsione, è scomparso da secoli, senza lasciar tracce, quando il giovane Alan è costretto ad annunciare al padre, Comandante dell’astronave Valhalla, che Steve è uscito dal Quartiere degli Astronauti per vedere da vicina la grande città dove vivono gli uomini che non hanno mai volato fra le stelle. In quella immensa metropoli succedono molte cose strane, e la più strana di tutte è che Steve, gemello di Alan, si troverà ad avere ventisei anni invece di diciassette quando il Valhalla tornerà dal suo viaggi ad Alpha Centauri. Soltanto il professor Chandler, se fosse veramente riuscito a risolvere la sua famosa equazione, avrebbe evitato che si verificasse una stranezza del genere. A meno che qualcuno non abbia ancora tanta fiducia in lui da voler scoprire a tutti i costi la verità sulle sue ricerche.
Copertina di: Karel Thole

Due di troppo

Irresistibile, magnetica, divertente, Stephanie torna con la sua seconda avventura, in cui è alle prese con Kenny Mancuso, un ragazzo come tanti che probabilmente ha appena ammazzato il suo migliore amico. Ancora una volta finirà per scontrarsi con Joe Morelli, poliziotto dal discutibile passato e dalla libido costantemente su di giri, con la cattiva abitudine di immischiarsi negli affari di Stephanie. Anche se in questo caso viene il dubbio che sia lei a finirgli tra i piedi, rendendogli il lavoro difficile e dando alla sua vita quel brivido in più, che certo non gli mancava. Non è professionale, ma è molto convinta, non è bella però è sexy, più che coraggiosa è assolutamente incosciente, e ha un fiuto infallibile per i guai: Stephanie Plum è un’antieroina a cui ci si affeziona a suon di risate e per cui si tifa dalla prima all’ultima pagina.
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Due cuori e un segreto

Conner Burke è l’idolo delle teenager: canta nei Dirty B., la band che ha fondato insieme ai tre fratelli, e con le sue canzoni fa sciogliere il cuore di qualsiasi ragazza. Eppure, lui ne ama solo una: Sofie Callahan, la sua amica d’infanzia, la sua musa. Quella che gli ha spezzato il cuore scomparendo nel nulla all’improvviso. Ma quando, dopo due anni e mezzo di lontananza, Sofie ritorna improvvisamente a casa, niente potrà più essere come prima. Sì, perché lei non è sola: con sé ha portato la piccola Mila. Sua figlia. A Conner basta uno sguardo agli occhi blu della bambina per capire tutto. La rabbia del ragazzo, distrutto per essersi perso i primi anni di vita di Mila, e poi i pettegolezzi della gente e i giornalisti a caccia di gossip renderanno molto difficile il suo rapporto con Sofie. Come se non bastassero il risentimento, i ricordi… e l’inarrestabile attrazione che li unisce. Ma forse nemmeno la lontananza e gli inganni sono riusciti a cancellare l’amore che li univa. Può però Conner tornare a fidarsi, se lei rifiuta di rivelargli l’ultimo, inconfessabile segreto che l’ha spinta a fuggire?
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Il duca segreto (Romanzo Classic)

Quando Isabella Barstowe viene rapita, è convinta che la sua vita e la sua virtù siano perdute, fino a che non viene salvata dal famigerato Capitan Rose. Bella non si aspetta di rivederlo mai più, ma anni dopo, venuta a conoscenza della terribile verità che si cela dietro quel rapimento, è lei stessa a cercarlo: Rose è l’unico in grado di aiutarla a vendicarsi. Ciò che Bella non sa, è che l’uomo da lei conosciuto era il rispettabile duca di Ithorne, ora intrigato dalla sua richiesta misteriosa. E a sua volta il duca non sa che, ben presto, le loro vite si ritroveranno intrappolate in una ragnatela di pericolo e passione.

I dubbi di Salaì

Il nuovo genere letterario ideato da Monaldi & Sorti: il giallo storico-satirico!
Roma, primavera 1501.
Salaì, apprendista pittore, scapestrato e sciupafemmine, scrive a un ignoto destinatario lo sgrammaticato resoconto del suo viaggio nell’Urbe. Il giovane è arrivato da Firenze al seguito del patrigno, un vecchio frustrato e squattrinato dalla testa zeppa di strane invenzioni che non funzionano mai: Leonardo da Vinci. Ufficialmente Leonardo è venuto nella Città Santa per studiare dal vivo l’antica architettura romana. In realtà è stato chiamato per un’indagine delicatissima: dovrà scoprire chi sta spargendo voci calunniose e infamanti sul pontefice, Alessandro VI Borgia. Il bel Salaì, rozzo ma dal cervello fino, a sua volta ha ricevuto dalle autorità fi orentine l’incarico di spiare il patrigno: Da Vinci, che è anche ingegnere militare, è sospettato dai suoi concittadini di cospirare con potenze straniere.
Durante la caccia ai calunniatori di papa Borgia, Leonardo e Salaì s’imbattono in un brutale assassinio: uno scrivano pontificio è stato massacrato a colpi d’ascia nel suo letto. L’omicidio conduce a una lobby di tedeschi residenti a Roma: fi nanzieri, artisti, prelati e letterati, tra cui i potenti banchieri Fugger e il capo del cerimoniale vaticano, Giovanni Burcardo. Con una serie di peripezie esilaranti e inquietanti, dove delitti e suspense si mescolano a roventi avventure amorose e fughe rocambolesche, Leonardo e Salaì risaliranno dalla morte dell’anonimo scrivano fi no a una colossale frode, destinata a cambiare il mondo.
Perché anche dietro ai piccoli misteri c’è una grande bugia, e per salvare la pelle, come insegna Salaì, bisogna sempre chiamare le cose con il loro nome.
Ancora una volta Monaldi & Sorti ci conducono per mano nei meandri della Storia, costruendo sulle fonti storiche originali un racconto dallo humour scintillante, di straordinaria originalità stilistica e che – come sempre – ci parla del nostro presente.
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### Sinossi
Il nuovo genere letterario ideato da Monaldi & Sorti: il giallo storico-satirico!
Roma, primavera 1501.
Salaì, apprendista pittore, scapestrato e sciupafemmine, scrive a un ignoto destinatario lo sgrammaticato resoconto del suo viaggio nell’Urbe. Il giovane è arrivato da Firenze al seguito del patrigno, un vecchio frustrato e squattrinato dalla testa zeppa di strane invenzioni che non funzionano mai: Leonardo da Vinci. Ufficialmente Leonardo è venuto nella Città Santa per studiare dal vivo l’antica architettura romana. In realtà è stato chiamato per un’indagine delicatissima: dovrà scoprire chi sta spargendo voci calunniose e infamanti sul pontefice, Alessandro VI Borgia. Il bel Salaì, rozzo ma dal cervello fino, a sua volta ha ricevuto dalle autorità fi orentine l’incarico di spiare il patrigno: Da Vinci, che è anche ingegnere militare, è sospettato dai suoi concittadini di cospirare con potenze straniere.
Durante la caccia ai calunniatori di papa Borgia, Leonardo e Salaì s’imbattono in un brutale assassinio: uno scrivano pontificio è stato massacrato a colpi d’ascia nel suo letto. L’omicidio conduce a una lobby di tedeschi residenti a Roma: fi nanzieri, artisti, prelati e letterati, tra cui i potenti banchieri Fugger e il capo del cerimoniale vaticano, Giovanni Burcardo. Con una serie di peripezie esilaranti e inquietanti, dove delitti e suspense si mescolano a roventi avventure amorose e fughe rocambolesche, Leonardo e Salaì risaliranno dalla morte dell’anonimo scrivano fi no a una colossale frode, destinata a cambiare il mondo.
Perché anche dietro ai piccoli misteri c’è una grande bugia, e per salvare la pelle, come insegna Salaì, bisogna sempre chiamare le cose con il loro nome.
Ancora una volta Monaldi & Sorti ci conducono per mano nei meandri della Storia, costruendo sulle fonti storiche originali un racconto dallo humour scintillante, di straordinaria originalità stilistica e che – come sempre – ci parla del nostro presente.

Il druido di Shannara

I quattri eredi di Shannara devono liberare le Quattro Terre dal dominio degli Ombrati e dovranno, per farlo, impadronirsi di misteriosi talismani, restituire ai druidi una roccaforte scomparsa, affrontare pericoli, creature mostruose e malefiche in un fantastico viaggio nell’ignoto, nel magico, nel favoloso che prosegue Gli eredi di Shannara.