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Bianco, celibe e vampiro

“Lucern”. Biografo di famiglia di successo. Qualcosa di simile ad un eremita. Odia le folle, le donne aggressive. Non ama prendere il sole, le cene a base d’aglio né i simboli religiosi. Ama i valori vecchio stile; i piatti piccanti messicani; le gole calde e profumate; e rosse labbra piene. E’ più forte di dieci uomini e può sparire in un battito di ciglia. Attualmente inconsapevole di stare cercando una donna con cui dividere l’eternità. “Kate C. Leever” La nuova editor della Roundhouse Publishing. Vivace, divertente. Ha recentemente scoperto di aver ereditato uno scrittore che aspetta solo di essere lanciato. Infatti, la sua carriera può dipendere da questo. (L’alto, bello, oscuro scrittore ha solo bisogno di essere portato alle diverse convention e presentato alle sue fans… e di smettere di comportarsi in modo così strano in pubblico.) Non ama “gli scrittori difficili, rudi, sgradevoli, testardi”. Attualmente inconsapevole di avere incontrato l’uomo dei suoi sogni più sfrenati.Lynsay Sands scrive da quando era bambina. Vive in Inghilterra. Ha una laurea in psicologia, ama leggere sia romanzi horror che romance. È l’autrice della serie di grande successo dedicata ai vampiri Argeneau, per la quale ha scritto finora quattordici episodi che al loro apparire sono stati tutti bestseller, e di oltre quindici tra romanzi ad ambientazione storica, Le sue opere sono diventate famose per il loro tocco di umorismo che ha divertito migliaia di lettori.

“Lucern”. Biografo di famiglia di successo. Qualcosa di simile ad un eremita. Odia le folle, le donne aggressive. Non ama prendere il sole, le cene a base d’aglio né i simboli religiosi. Ama i valori vecchio stile; i piatti piccanti messicani; le gole calde e profumate; e rosse labbra piene. E’ più forte di dieci uomini e può sparire in un battito di ciglia. Attualmente inconsapevole di stare cercando una donna con cui dividere l’eternità. “Kate C. Leever” La nuova editor della Roundhouse Publishing. Vivace, divertente. Ha recentemente scoperto di aver ereditato uno scrittore che aspetta solo di essere lanciato. Infatti, la sua carriera può dipendere da questo. (L’alto, bello, oscuro scrittore ha solo bisogno di essere portato alle diverse convention e presentato alle sue fans… e di smettere di comportarsi in modo così strano in pubblico.) Non ama “gli scrittori difficili, rudi, sgradevoli, testardi”. Attualmente inconsapevole di avere incontrato l’uomo dei suoi sogni più sfrenati.Lynsay Sands scrive da quando era bambina. Vive in Inghilterra. Ha una laurea in psicologia, ama leggere sia romanzi horror che romance. È l’autrice della serie di grande successo dedicata ai vampiri Argeneau, per la quale ha scritto finora quattordici episodi che al loro apparire sono stati tutti bestseller, e di oltre quindici tra romanzi ad ambientazione storica, Le sue opere sono diventate famose per il loro tocco di umorismo che ha divertito migliaia di lettori.

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Bianca come il latte, rossa come il sangue

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande. Bianca come il latte, rossa come il sangue non è solo un romanzo di formazione, non è solo il racconto di un anno di scuola, è un testo coraggioso che, attraverso il monologo di Leo – ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato -, racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo sgomento, e il mondo degli adulti sembra non aver nulla da dire. Contando su un recupero moderno e vitale della grande tradizione classica, il D’Avenia romanziere esordiente si allea con il giovane professore di liceo, questa la professione dell’autore, per offrire con energia al lettore più e meno giovane qualche risposta che, come ogni risposta vera, non aspira a essere definitiva, ma neppure esitante e rassegnata.

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande. Bianca come il latte, rossa come il sangue non è solo un romanzo di formazione, non è solo il racconto di un anno di scuola, è un testo coraggioso che, attraverso il monologo di Leo – ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato -, racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo sgomento, e il mondo degli adulti sembra non aver nulla da dire. Contando su un recupero moderno e vitale della grande tradizione classica, il D’Avenia romanziere esordiente si allea con il giovane professore di liceo, questa la professione dell’autore, per offrire con energia al lettore più e meno giovane qualche risposta che, come ogni risposta vera, non aspira a essere definitiva, ma neppure esitante e rassegnata.

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Bestie

Gillian Brauer, studentessa di talento del Catamount College nel pieno degli anni Settanta, si impegna a fondo nel suo corso di poesia con il professor Andre Harrow, carismatico e anticonformista. Gillian si è innamorata di Andre, della sua sensibilità estetica, del suo stile di vita bohémien, del suo cottage isolato. Ma anche dell’atteggiamento ribelle della moglie di Harrow, Dorcas, maestosa e intrigante scultrice capace di scandalizzare. Oates firma questa fiaba dark in cui la vita luminosa di un campus universitario sfocia in un incubo torbido e morboso.

Gillian Brauer, studentessa di talento del Catamount College nel pieno degli anni Settanta, si impegna a fondo nel suo corso di poesia con il professor Andre Harrow, carismatico e anticonformista. Gillian si è innamorata di Andre, della sua sensibilità estetica, del suo stile di vita bohémien, del suo cottage isolato. Ma anche dell’atteggiamento ribelle della moglie di Harrow, Dorcas, maestosa e intrigante scultrice capace di scandalizzare. Oates firma questa fiaba dark in cui la vita luminosa di un campus universitario sfocia in un incubo torbido e morboso.

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Bertoldo e Bertoldino: 1606-1608

I celebri racconti secenteschi di Giulio Cesare Croce sull’astuzia contadina di Bertoldo alla corte ben educata del re Alboino. Ad uso di prefazione, si riproduce il testo latino del suo antesignano Dialogus Salomonis et Marcolfi, mirabile esempio del latino scurrile e maccheronico dei clerici vagantes. Illustrato da disegni secenteschi che mostrano i mestieri della campagna.

I celebri racconti secenteschi di Giulio Cesare Croce sull’astuzia contadina di Bertoldo alla corte ben educata del re Alboino. Ad uso di prefazione, si riproduce il testo latino del suo antesignano Dialogus Salomonis et Marcolfi, mirabile esempio del latino scurrile e maccheronico dei clerici vagantes. Illustrato da disegni secenteschi che mostrano i mestieri della campagna.

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Berlusconi e gli anticorpi: diario di un cittadino indignato

«… La democrazia, in tutte le sue componenti, fra cui la giustizia e la libertà d’informazione e di espressione, rappresenta un sistema di anticorpi. Se questi anticorpi non funzionano i politici lestofanti hanno via libera e dilagano le prepotenze, la corruzione ed altri mali… Noi italiani potremo guarire se ci convinciamo che è in gioco la nostra stessa dignità: accettiamo di diventare sudditi o vogliamo restare persone libere?» Scrive così Paolo Sylos Labini, il “cittadino indignato”, autore di questo libro.

«… La democrazia, in tutte le sue componenti, fra cui la giustizia e la libertà d’informazione e di espressione, rappresenta un sistema di anticorpi. Se questi anticorpi non funzionano i politici lestofanti hanno via libera e dilagano le prepotenze, la corruzione ed altri mali… Noi italiani potremo guarire se ci convinciamo che è in gioco la nostra stessa dignità: accettiamo di diventare sudditi o vogliamo restare persone libere?» Scrive così Paolo Sylos Labini, il “cittadino indignato”, autore di questo libro.

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Benvenuti nel deserto del reale. Cinque saggi sull’11 settembre e date simili

Quando Neo, il protagonista di Matrix, viene scollegato dal megacomputer che lo teneva prigioniero e lo illudeva di vivere nel mondo, Morpheus, il capo della resistenza, lo accoglie in un paesaggio di rovine bruciate: “Benvenuto nel deserto del reale!”.
La stessa accoglienza riserva uno dei filosofi più provocatori di oggi al lettore che voglia conoscere la sua riflessione sugli eventi dell’11 settembre. Rovesciando l’interpretazione comune che vede in questa tragica data il prepotente ingresso della “realtà vera” nella nostra quotidianità troppo spesso fatta di televisione e immaginazione mediatica, Slavoj Zizek sostiene in modo convincente che il crollo delle torri sia piuttosto la realizzazione di una fantasia distruttiva originata e costantemente alimentata da tanta cinematografia e letteratura catastrofista americana, qualcosa che finora avevamo solo immaginato con terrore. Questa materializzazione del peggiore dei nostri incubi è per Zizek psicologicamente molto più difficile da elaborare di qualunque “ritorno alla realtà”. E proprio perché la fantasia è diventata realtà, e perché tale realtà ci risulta insopportabile, ci siamo inventati una sua forza mediatica, continuando a guardarne la riproduzione televisiva, quasi a convincerci che non si trattava altro che di un ennesimo film.
Affiancando psicoanalisi lacaniana e idealismo hegeliano, citazioni di moralisti inglesi dell’Ottocento e battute fulminanti tratte dai film di Hollywood, Zizek stravolge il nostro modo di guardare a un evento che ha segnato in maniera indelebile la storia del XXI secolo.

Quando Neo, il protagonista di Matrix, viene scollegato dal megacomputer che lo teneva prigioniero e lo illudeva di vivere nel mondo, Morpheus, il capo della resistenza, lo accoglie in un paesaggio di rovine bruciate: “Benvenuto nel deserto del reale!”.
La stessa accoglienza riserva uno dei filosofi più provocatori di oggi al lettore che voglia conoscere la sua riflessione sugli eventi dell’11 settembre. Rovesciando l’interpretazione comune che vede in questa tragica data il prepotente ingresso della “realtà vera” nella nostra quotidianità troppo spesso fatta di televisione e immaginazione mediatica, Slavoj Zizek sostiene in modo convincente che il crollo delle torri sia piuttosto la realizzazione di una fantasia distruttiva originata e costantemente alimentata da tanta cinematografia e letteratura catastrofista americana, qualcosa che finora avevamo solo immaginato con terrore. Questa materializzazione del peggiore dei nostri incubi è per Zizek psicologicamente molto più difficile da elaborare di qualunque “ritorno alla realtà”. E proprio perché la fantasia è diventata realtà, e perché tale realtà ci risulta insopportabile, ci siamo inventati una sua forza mediatica, continuando a guardarne la riproduzione televisiva, quasi a convincerci che non si trattava altro che di un ennesimo film.
Affiancando psicoanalisi lacaniana e idealismo hegeliano, citazioni di moralisti inglesi dell’Ottocento e battute fulminanti tratte dai film di Hollywood, Zizek stravolge il nostro modo di guardare a un evento che ha segnato in maniera indelebile la storia del XXI secolo.

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Benvenuti in casa Esposito

Il rione Sanità, dove è nato il principe della risata Totò, è uno dei più affascinanti e misteriosi di Napoli. Qui vive, con la sua famiglia allargata, Tonino Esposito, orfano di un boss della camorra. Tonino riceve dal clan un sussidio mensile e potrebbe vivere di rendita. Invece si intestardisce a voler imitare le gesta paterne, senza riuscirci. Perché è goffo, sfigato, arruffone, incapace di difendersi: un antieroe tragicomico che, tra incubi e visioni, ingenuità e imbranataggini, ne combina di tutti i colori. Uno spaccato divertente e allo stesso tempo crudele della Napoli contemporanea, città dalle mille contraddizioni e dalle tante difficoltà, capace però di non perdere mai la speranza in un futuro migliore.

Il rione Sanità, dove è nato il principe della risata Totò, è uno dei più affascinanti e misteriosi di Napoli. Qui vive, con la sua famiglia allargata, Tonino Esposito, orfano di un boss della camorra. Tonino riceve dal clan un sussidio mensile e potrebbe vivere di rendita. Invece si intestardisce a voler imitare le gesta paterne, senza riuscirci. Perché è goffo, sfigato, arruffone, incapace di difendersi: un antieroe tragicomico che, tra incubi e visioni, ingenuità e imbranataggini, ne combina di tutti i colori. Uno spaccato divertente e allo stesso tempo crudele della Napoli contemporanea, città dalle mille contraddizioni e dalle tante difficoltà, capace però di non perdere mai la speranza in un futuro migliore.

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I beni la proprietà

Il testo contiene due strumenti di lavoro e di studio: testo cartaceo e Cd rom. L’informatica rende possibile la correlazione degli argomenti e delle fonti secondo le regole dell’ipertestualità. All’approccio sistematico del volume si associano, fondendosi, la multimedialità, l’integrazione e l’interazione proprie del Cd. Il testo cartaceo non esaurisce la totalità della trattazione, ma rimanda, con opportuni rinvii iconografici, all’approfondimento (normativa, giurisprudenziale ecc.) sul supporto informatico. Nel Cd sono contenuti anche i quesiti predisposti dal Ministero della giustizia per la preselezione dei concorsi ad uditore giudiziario e notaio. Il cd rom è leggibile in ambiente Windows.

Il testo contiene due strumenti di lavoro e di studio: testo cartaceo e Cd rom. L’informatica rende possibile la correlazione degli argomenti e delle fonti secondo le regole dell’ipertestualità. All’approccio sistematico del volume si associano, fondendosi, la multimedialità, l’integrazione e l’interazione proprie del Cd. Il testo cartaceo non esaurisce la totalità della trattazione, ma rimanda, con opportuni rinvii iconografici, all’approfondimento (normativa, giurisprudenziale ecc.) sul supporto informatico. Nel Cd sono contenuti anche i quesiti predisposti dal Ministero della giustizia per la preselezione dei concorsi ad uditore giudiziario e notaio. Il cd rom è leggibile in ambiente Windows.

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Le benevole

Nell’Europa travolta dalla furia nazista, l’epopea tragica ed efferata di un ufficiale dell SS, Maximilien Aue, ci fa rivivere gli orrori della guerra dal punto di vista terribile e ripugnante dei carnefici.
Nato in Alsazia da patre tedesco e madre francese, Maximilien Aue dirige sotto falso nome una fabbrica di merletti nel nord della Francia. Svolge bene il suo lavoro, è un uomo preciso ed efficiente. Preciso ed efficiente, del resto. lo era stato anche negli anni del nazismo, quando fra 1937 e 1945 aveva fatto carriera nelle SS in Germania. Pure essendo un nazionalsocialista convinto, il giovane e brillante giurista era entrato per caso nel corpo, punta di diamante del Reich hitleriano: fermato dalla polizia dopo un incontro omosessuale, aveva accettato di arruolarsi per evitare la denuncia. Nel 1941 Max è sul fronte orientale, dove dà il suo contributo al genocidio di ebrei, zingari e comunisti. Trasferito nel Caucaso e poi nella Stalingrado accerchiata dall’Armata rossa, sopravvive miracolosamente a una grave ferita. Dopo il rientro in Germania, lavora a stretto contatto con tutta la gerarchia nazionalsocialista. La guerra è ormai persa, tuttavia, e la Wehrmacht arretra su tutti i fronti. Al crepuscolo del nazismo, viene in aiuto a Max il suo bilinguismo: assumendo l’identità di un francese deportato in Germania, riesce a fuggire.
Trascinato dalla corrente della Storia e inseguito da fantasmi che, come le furie “benevole” dei Greci, le Eumenidi, cercano vendetta, Max Aue è parte di noi, la parte più nera.

Nell’Europa travolta dalla furia nazista, l’epopea tragica ed efferata di un ufficiale dell SS, Maximilien Aue, ci fa rivivere gli orrori della guerra dal punto di vista terribile e ripugnante dei carnefici.
Nato in Alsazia da patre tedesco e madre francese, Maximilien Aue dirige sotto falso nome una fabbrica di merletti nel nord della Francia. Svolge bene il suo lavoro, è un uomo preciso ed efficiente. Preciso ed efficiente, del resto. lo era stato anche negli anni del nazismo, quando fra 1937 e 1945 aveva fatto carriera nelle SS in Germania. Pure essendo un nazionalsocialista convinto, il giovane e brillante giurista era entrato per caso nel corpo, punta di diamante del Reich hitleriano: fermato dalla polizia dopo un incontro omosessuale, aveva accettato di arruolarsi per evitare la denuncia. Nel 1941 Max è sul fronte orientale, dove dà il suo contributo al genocidio di ebrei, zingari e comunisti. Trasferito nel Caucaso e poi nella Stalingrado accerchiata dall’Armata rossa, sopravvive miracolosamente a una grave ferita. Dopo il rientro in Germania, lavora a stretto contatto con tutta la gerarchia nazionalsocialista. La guerra è ormai persa, tuttavia, e la Wehrmacht arretra su tutti i fronti. Al crepuscolo del nazismo, viene in aiuto a Max il suo bilinguismo: assumendo l’identità di un francese deportato in Germania, riesce a fuggire.
Trascinato dalla corrente della Storia e inseguito da fantasmi che, come le furie “benevole” dei Greci, le Eumenidi, cercano vendetta, Max Aue è parte di noi, la parte più nera.

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Le belve

Ben e Chon sono amici per la pelle: un genio delle economie di scala e un prodigio di forza fisica e addestramento militare. Diversi, complementari, accomunati dalla stessa filosofia – vivi e lascia vivere – condividono tutto, inclusa Ophelia, la ragazza dei loro sogni. In California hanno creato un piccolo regno coltivando e smerciando un prodotto speciale: la miglior marijuana degli Stati Uniti. Ora, però, la loro remunerativa attività è finita nel mirino dei cartelli messicani. Che hanno un modo tutto loro di comunicare le proprie intenzioni: spedire un video nel quale mostrano la sorte riservata a chiunque non si conformi alla loro volontà. A Ben e Chon non restano che due alternative: incassare i dividendi e ritirarsi in buon ordine o accettare la sfida in campo aperto e prepararsi a una battaglia senza esclusione di colpi, nella quale a essere in gioco non sarà solamente la loro impresa commerciale, ma la loro stessa vita. Ben e Chon, due personaggi avvolti da un insolito, accattivante alone di romanticismo. Loro due soli contro i grandi cartelli della droga. Una storia dal ritmo implacabile, piena di azione e colpi di scena. Un nuovo tassello della saga di confine inaugurata da “Il potere del cane”.

Ben e Chon sono amici per la pelle: un genio delle economie di scala e un prodigio di forza fisica e addestramento militare. Diversi, complementari, accomunati dalla stessa filosofia – vivi e lascia vivere – condividono tutto, inclusa Ophelia, la ragazza dei loro sogni. In California hanno creato un piccolo regno coltivando e smerciando un prodotto speciale: la miglior marijuana degli Stati Uniti. Ora, però, la loro remunerativa attività è finita nel mirino dei cartelli messicani. Che hanno un modo tutto loro di comunicare le proprie intenzioni: spedire un video nel quale mostrano la sorte riservata a chiunque non si conformi alla loro volontà. A Ben e Chon non restano che due alternative: incassare i dividendi e ritirarsi in buon ordine o accettare la sfida in campo aperto e prepararsi a una battaglia senza esclusione di colpi, nella quale a essere in gioco non sarà solamente la loro impresa commerciale, ma la loro stessa vita. Ben e Chon, due personaggi avvolti da un insolito, accattivante alone di romanticismo. Loro due soli contro i grandi cartelli della droga. Una storia dal ritmo implacabile, piena di azione e colpi di scena. Un nuovo tassello della saga di confine inaugurata da “Il potere del cane”.

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Bello, elegante e con la fede al dito

«Vitali non si vota, si acclama.»La Lettura – Corriere della Sera – Antonio D’Orrico«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»Tuttolibri – Bruno Quaranta«Descrive così bene le brume lacustri che mentre leggevo mi è venuto il raffreddore.»Daria BignardiUn piccolo appartamento sul lago, una bella ragazza senza inibizioni e un medico affascinante che sta per cacciarsi nei guaiVista dal treno, la riva orientale del lago di Como è un vero spettacolo: tra una galleria e l’altra appaiono scorci di paesaggio da mozzare il fiato. Ne subisce il fascino Adalberto Casteggi, quarantenne, bello ed elegante oculista con studio a Milano. Si è innamorato del lago andando su e giù in ferrovia per sostituire qualche volta un collega all’ospedale di Bellano. Su quelle sponde ha stabilito ora il suo buen retiro, deliziato anche dalla compagnia di una sua paziente del luogo. Si chiama Rosa Pescegalli. Ha trentasei anni e li porta benissimo. Gestisce una profumeria e ha fatto palpitare parecchi cuori. È bella davvero, ma con gli uomini ha preso un po’ le distanze, dopo una sofferta storia con un fascinoso calciatore del Lecco. Adesso li fa girare come vuole e quando vuole lei, ma niente impegni. Il dottore ne resta imbambolato, e stordito da tanta bellezza dimentica che, come tutte le cose belle, anche questa ha un suo prezzo. Un prezzo che bisognerebbe valutare se è il caso di pagare tutto o no, perché dietro l’oro luccicante del lago, delle montagne e soprattutto dello sguardo magnetico di Rosa (e della sua scollatura), si nascondono vecchi rancori e velenosi desideri di vendetta.Con Bello, elegante e con la fede al dito, Andrea Vitali ci coinvolge in una storia solo in apparenza tranquilla di metà anni Sessanta. Lo splendore dei luoghi in cui ambienta i suoi romanzi ci rapisce, ma stavolta Vitali vuole metterci in allerta: come una giornata uggiosa di novembre può tingere il paesaggio di un mesto grigiore, anche gli amori più avvincenti possono d’un tratto mostrare il loro lato più pernicioso.

«Vitali non si vota, si acclama.»La Lettura – Corriere della Sera – Antonio D’Orrico«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»Tuttolibri – Bruno Quaranta«Descrive così bene le brume lacustri che mentre leggevo mi è venuto il raffreddore.»Daria BignardiUn piccolo appartamento sul lago, una bella ragazza senza inibizioni e un medico affascinante che sta per cacciarsi nei guaiVista dal treno, la riva orientale del lago di Como è un vero spettacolo: tra una galleria e l’altra appaiono scorci di paesaggio da mozzare il fiato. Ne subisce il fascino Adalberto Casteggi, quarantenne, bello ed elegante oculista con studio a Milano. Si è innamorato del lago andando su e giù in ferrovia per sostituire qualche volta un collega all’ospedale di Bellano. Su quelle sponde ha stabilito ora il suo buen retiro, deliziato anche dalla compagnia di una sua paziente del luogo. Si chiama Rosa Pescegalli. Ha trentasei anni e li porta benissimo. Gestisce una profumeria e ha fatto palpitare parecchi cuori. È bella davvero, ma con gli uomini ha preso un po’ le distanze, dopo una sofferta storia con un fascinoso calciatore del Lecco. Adesso li fa girare come vuole e quando vuole lei, ma niente impegni. Il dottore ne resta imbambolato, e stordito da tanta bellezza dimentica che, come tutte le cose belle, anche questa ha un suo prezzo. Un prezzo che bisognerebbe valutare se è il caso di pagare tutto o no, perché dietro l’oro luccicante del lago, delle montagne e soprattutto dello sguardo magnetico di Rosa (e della sua scollatura), si nascondono vecchi rancori e velenosi desideri di vendetta.Con Bello, elegante e con la fede al dito, Andrea Vitali ci coinvolge in una storia solo in apparenza tranquilla di metà anni Sessanta. Lo splendore dei luoghi in cui ambienta i suoi romanzi ci rapisce, ma stavolta Vitali vuole metterci in allerta: come una giornata uggiosa di novembre può tingere il paesaggio di un mesto grigiore, anche gli amori più avvincenti possono d’un tratto mostrare il loro lato più pernicioso.

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Un bellissimo novembre

In un pomeriggio di marzo, nel corso di una di quelle riunioni familiari tipiche dei paesi del Sud, l’adolescente Nino si unisce in un gioco di sguardi e di contatti quasi involontari a Cettina, sua zia, una donna di ventotto anni, bella e maliziosa. Prende il via una passione e un’iniziazione erotica che si compirà nella casa di campagna, in autunno, in una lunga e dolcissima estate di san Martino, fra cacce e vendemmie, in un alternarsi di rapidi piaceri e angosciose sofferenze, di precoci gelosie, di misurati distacchi.
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In un pomeriggio di marzo, nel corso di una di quelle riunioni familiari tipiche dei paesi del Sud, l’adolescente Nino si unisce in un gioco di sguardi e di contatti quasi involontari a Cettina, sua zia, una donna di ventotto anni, bella e maliziosa. Prende il via una passione e un’iniziazione erotica che si compirà nella casa di campagna, in autunno, in una lunga e dolcissima estate di san Martino, fra cacce e vendemmie, in un alternarsi di rapidi piaceri e angosciose sofferenze, di precoci gelosie, di misurati distacchi.
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Belle nubi solitarie

Gino e Aralda sono due giovani innamorati, ricchi solo del loro amore. Ma ambizioni sopite sono in Aralda. Così, dalla fanciulla remissiva che Gino conosceva, sboccerà una donna cattiva, egoista e invidiosa. Gino resterà solo a soffrire, ma anche per lui un giorno il cielo si sgombrerà totalmente dalle nubi che lo avevano invaso.

Gino e Aralda sono due giovani innamorati, ricchi solo del loro amore. Ma ambizioni sopite sono in Aralda. Così, dalla fanciulla remissiva che Gino conosceva, sboccerà una donna cattiva, egoista e invidiosa. Gino resterà solo a soffrire, ma anche per lui un giorno il cielo si sgombrerà totalmente dalle nubi che lo avevano invaso.

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La bella prigioniera

Inghilterra, XIII secolo – Nicholas de Laci, valoroso guerriero reduce dalle Crociate, è animato solo dal desiderio di vendicarsi di un tradimento subito. Il suo mortale nemico, però, il barone Hexham, è deceduto, e lui è costretto a riversare il suo odio sull’unica nipote del barone rimasta al mondo: la bellissima e intrepida Gillian. La porta via dal convento in cui viveva, la sposa e la conduce nel suo castello, covando propositi crudeli. Ma il coraggio e la straordinaria bellezza della fanciulla riescono a far breccia nel suo cuore spegnendo a poco a poco l’odio che lo divora. Il suo animo tuttavia si è troppo indurito, e Nicholas non riesce ad accettare il nuovo sentimento che Gillian gli ispira. Solo durante una terribile epidemia che minaccia di portarsi via la giovane moglie, Nicholas giurerà a se stesso di…
(source: Bol.com)

Inghilterra, XIII secolo – Nicholas de Laci, valoroso guerriero reduce dalle Crociate, è animato solo dal desiderio di vendicarsi di un tradimento subito. Il suo mortale nemico, però, il barone Hexham, è deceduto, e lui è costretto a riversare il suo odio sull’unica nipote del barone rimasta al mondo: la bellissima e intrepida Gillian. La porta via dal convento in cui viveva, la sposa e la conduce nel suo castello, covando propositi crudeli. Ma il coraggio e la straordinaria bellezza della fanciulla riescono a far breccia nel suo cuore spegnendo a poco a poco l’odio che lo divora. Il suo animo tuttavia si è troppo indurito, e Nicholas non riesce ad accettare il nuovo sentimento che Gillian gli ispira. Solo durante una terribile epidemia che minaccia di portarsi via la giovane moglie, Nicholas giurerà a se stesso di…
(source: Bol.com)

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La bella del Chiaravalle. Milano, 1952

Una bellissima ragazza poco più che ventenne viene trovata ormai cadavere, chiaramente vittima di un delitto, in una casa del popolare quartiere milanese di Greco, in zona Naviglio Martesana. Si tratta di Carolina detta Lina, in arte Wilma, una ex mondina dedita al mestiere più antico del mondo, in quei giorni al lavoro al “Chiaravalle”, a due passi dal Duomo. Chi l’ha uccisa? Il compito di scoprirlo spetta al commissario capo Mario Arrigoni, attraverso un’indagine che lo mette a contatto con il mondo torbido e al contempo triste della prostituzione, all’epoca, ancora concentrata nei cosiddetti “casini”. Gli interrogatori portano davanti al commissario un variegato campionario di umanità: una splendida collega di Carolina, una pittoresca maitresse, tenutari di case, ruffiani, giovani innamorati, imprenditori, professionisti, tutti legati a doppio filo con l’esistenza della vittima. Dopo una serie di avvenimenti che mettono a dura prova anche la saldezza morale dell’integerrimo commissario, il caso si risolve grazie ad un paio dei suoi famosi colpi di genio. Ma il finale liberatorio non è immune da risvolti angoscianti, che, ancora una volta, rivelano come spesso sia la cattiveria del mondo a generare i suoi mostri.
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Una bellissima ragazza poco più che ventenne viene trovata ormai cadavere, chiaramente vittima di un delitto, in una casa del popolare quartiere milanese di Greco, in zona Naviglio Martesana. Si tratta di Carolina detta Lina, in arte Wilma, una ex mondina dedita al mestiere più antico del mondo, in quei giorni al lavoro al “Chiaravalle”, a due passi dal Duomo. Chi l’ha uccisa? Il compito di scoprirlo spetta al commissario capo Mario Arrigoni, attraverso un’indagine che lo mette a contatto con il mondo torbido e al contempo triste della prostituzione, all’epoca, ancora concentrata nei cosiddetti “casini”. Gli interrogatori portano davanti al commissario un variegato campionario di umanità: una splendida collega di Carolina, una pittoresca maitresse, tenutari di case, ruffiani, giovani innamorati, imprenditori, professionisti, tutti legati a doppio filo con l’esistenza della vittima. Dopo una serie di avvenimenti che mettono a dura prova anche la saldezza morale dell’integerrimo commissario, il caso si risolve grazie ad un paio dei suoi famosi colpi di genio. Ma il finale liberatorio non è immune da risvolti angoscianti, che, ancora una volta, rivelano come spesso sia la cattiveria del mondo a generare i suoi mostri.
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