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I GREKS PORTANO DONI

Quando la gigantesca astronave dei Greks spunta da dietro la Luna, l’umanità è presa dal panico. Ma l’allarme, a quanto sembra, è ingiustificato, non c’è, a quanto pare, niente da temere. I Greks, socialmente e tecnologicamente avanzatissimi, sono come gli antichi Greci rispetto ai barbari: il loro scopo ultimo è di diffondere nei pianeti “sottosviluppati” la loro superiore forma di civiltà; la missione dell’astronave è di portare agli uomini degli spendidi regali energetici che trasformeranno la Terra in un paradiso. Per fortuna Jim Hacket, esperto in fisica moderna ma anche in storia antica, si ricorda dell’antico detto secondo cui bisognava “temere i Greci anche quando portano doni”, e si chiede, tra l’altro, cos’abbiano messo i Greks nella profonda buca che dopo l’atterraggio hanno scavato di nascosto sotto l’astronave.

Il gregge alza la testa

Ecco tutta la verità su un futuro possibile. L’esportazione del sistema di vita americano incontra ampi ostacoli tutt’intorno al globo, ma è stato appena eletto un nuovo Presidente, simpatico, piacevole, di una rassicurante stupidità, e capace di pronunciare giudizi lapidari e orecchiabili. Spetta a lui portare il popolo degli Stati Uniti alle soglie dell’anno 2000: “Padre Nostro che sei a Washington…” Le grandi società industriali e finanziarie, ivi compreso il Sindacato (che ricicla in attività lecite il denaro accumulato un tempo con il gangsterismo), tengono saldamente le leve del potere. I giovanotti di buona famiglia, usciti brillantemente dall’accademia militare fanno rapida carriera presso i generali che formano la “diga del Pacifico”, cioè un’alleanza bianca, comprendente l’Australia, la Nuova Zelanda e le superstiti dittature di destra dell’America Latina. La popolazione americana continua ad adattarsi alla normalità di condizioni di vita sempre meno, nonostante i cibi adulterati, l’insicurezza drammatica dell’ordine pubblico, l’aria e il mare e il suolo inquinati, la brusca caduta dell’indice medio della durata della vita, l’alta percentuale di neonati malformati. Ma altrove, specialmente nei paesi sottosviluppati, la situazione precipita. Sulle rive del Mediterraneo, ridotto a una fogna, è scoppiata una crisi che tra l’altro ha spinto le popolazioni dell’Africa settentrionale a una disastrosa guerra con i vicini a sud. In questo mondo che diventa, con progressione geometrica, sempre più ingovernabile, i fatti privati e quelli pubblici s’intrecciano in una fitta rete d’influssi reciproci, di corresponsabilità, di errori di giudizio, in cui persino alle vittime ed agli alleati accade di sterminarsi fra loro, in cui le verità sono, a conti fatti, delle bugie e in cui certe menzogne sono tuttavia veritiere. Il cataclisma è clamoroso, inarrestabile, un vero crepuscolo degli dèi che travolge i duecento milioni di esemplari più stravaganti e nocivi della nostra specie.

I greci hanno creduto ai loro miti?

Come ci ha insegnato Foucault, non sono soltanto le «verità» o le idee ad avere una storia, ma il criterio stesso di vero e di falso. Né logica elementare di una umanità fanciulla, né ricordo leggendario di fatti realmente accaduti nel più lontano passato, il mito è soltanto una vecchia «verità» che è stata sostituita da una nuova, con la quale intrattiene solo labili analogie. Il volume racconta la storia di alcune di queste «verità» nel contesto di quel pensiero greco in cui i moderni hanno riconosciuto la nascita della storia, della ragione, della scienza. Veyne ritiene che la «verità» sia l’effetto mutevole del variare dei rapporti di potere e degli interessi: nessuna «verità» è migliore o più giusta di altre, è semplicemente incommensurabile con le precedenti o le successive perché i suoi orizzonti sono cambiati e ancora cambieranno. È più proficuo allora indagare il «programma di verità» della cultura greca: è quanto fa Veyne, attingendo a Platone, Aristotele, Pausania, Cicerone, Eusebio.

Grazie di tutto

Nel secondo dei due romanzi brevi che compongono questo singolare volume di John Brunner si insegna che la conquista di altri mondi non basterà a risolvere i problemi dell’umanità. In altre parole: anche lo Spazio può essere un vicolo cieco. Per cui dovremo ringraziare chi ci indicherà un’altra strada. Ma nel primo romanzo, che brutalmente s’intitola “Il dito tagliato” , non ci sono alternative. Quando un medico londinese, il dott. Max Harrow, si sveglia da un brutto sogno sentendo battere alla porta, può sembrare che il suo incubo sia finito. Si tratta soltanto di assistere un malato, e il malato sopravviverà. Ma il futuro del dottor Harrow e di Londra e di tutta l’umanità è già sbarrato. Il vero incubo comincia adesso.
Indice:
Il dito tagliato (Some Lapse of Time)
Grazie di tutto (Thou Good and Faithful)
Copertina di Karel Thole

Gravità zero

Quando Leo Graf, ingegnere spaziale della potente Ga-lacTech, giunge sulla stazione di Cay Habitat, che orbita attorno al pianeta Rodeo, si aspetta di svolgere un compito di ordinaria amministrazione, e cioè insegnare ad una classe di operai spaziali le tecniche più avanzate nel proprio campo. Ma non appena il responsabile del progetto, Bruce Van Atta, gli presenta il primo studente, Leo rimane letteralmente senza fiato… già, perché non si tratta di semplici operai, bensì di creature straordinarie prodotte dall’ingegneria genetica e destinate a vivere e lavorare in permanenza a gravita zero. Oltre ai numerosi mutamenti introdotti nel loro metabolismo, l’alterazione più spettacolare è la sostituzione degli arti inferiori con… un secondo paio di braccia. I quad, come essi vengono chiamati, sono creature simpatiche e affabili, in grado di riprodursi normalmente, e quindi si considerano come una nuova specie di umanità, mentre invece per l’industria spaziale che li ha creati non sono altro che schiavi in un mondo tecnologicamente avanzatissimo… E, infatti, non appena nuove sorprendenti scoperte rendono superfluo l’impiego dei quad, la GalacTech non vede altra soluzione se non quella di sbarazzarsene rapidamente, condannandoli all’esilio e all’emarginazione come “umani a metà”… E proprio allora Leo Graf sarà chiamato a guidare una rivolta senza precedenti, dove un popolo che non ha chiesto di nascere vuole ora affermare il suo diritto ad esistere, ma soprattutto a conquistare una patria nella quale vivere in libertà…
Scoprite l’indimenticabile creazione dell’autrice vincitrice di numerosi premi Hugo e Nebula con il celebre ciclo di romanzi dei “Vorkosigan”.

Le grandi storie della fantascienza

“Il 1958 è anno di transizioni. Profondi cambiamenti sono imminenti, ma ancora non si manifestano, li annunciano un nuovo papa aperto all’innovazione, e un dirigente sovietico che ha reso esecrabile il nome di Stalin. Tuttavia la guerra fredda è in pieno corso, la minaccia atomica è più che mai concreta, le superpotenze si sfidano in vari quadranti del mondo. Nell’antologizzare i racconti di fantascienza più significativi di quell’anno, Asimov non si sbilancia. 1 Inserisce sia il conservatore Poul Anderson che C. M. Kornbluth. militante comunista (come lo era stato il suo amico Frederik Pohl) qui al suo ultimo lavoro, prima della morte prematura. La fantascienza “sociologica” si mescola a quella avventurosa, inclusa la versione poetica e sognante di Clifford Simak. Cacce ai dinosauri si alternano a riferimenti precisi a un mondo in pericolo e alla spettacolarizzazione della morte (Robert Sheckley). Quale che sia il taglio narrativo e la finalità ideologica, la narrativa proposta è in ogni caso adulta, stimolante, vivace, traboccante di idee. L’elenco dei film di sf presenti sugli schermi statunitensi nel 1958, che Asimov compila, dà la misura della distanza tra la letteratura fantascientifica e la sua presunta trasposizione cinematografica. Tra “Ho sposato un mostro venuto dallo spazio” e il meno convincente dei racconti dell’antologia c’è un abisso. L’ultimo mestierante seduto alla macchina da scrivere umilia pellicole che oggi possono divertire, ma che all’uscita erano semplicemente avvilenti. La fantascienza letteraria non imita il cinema. e ci vorrà ancora un decennio perché il grande schermo le si possa avvicinare, con affanno. Ma non imita nemmeno la narrativa mainstream, cui si guarda dal somigliare. E cosa a sé, stimolo cerebrale, cultura in divenire. Un unicum interessato a orizzonti lontani, da cui analizzare sia il futuro che il presente.” (Valerio Evangelisti)

I grandi romanzi

• Oliver Twist• David Copperfield• Tempi difficili• Le due città• Grandi speranze• Racconti di NataleEdizioni integraliForse non esiste un altro scrittore che sia stato capace di raccontare una città come Dickens ha descritto Londra. Le sue strade, ora larghe e percorse da eleganti carrozze, ora viuzze fetide, a stento illuminate dalle lanterne degli antri frequentati da uomini e donne di malaffare; la sua gente, dipinta in grandi affreschi vivacissimi, come nelle descrizioni del tribunale dove vengono condannate folle di debitori insolventi, o ritratta da vicino, così vicino da mostrare gli occhi arrossati dall’alcool o dal pianto di una prostituta, la bocca piegata in una smorfia amara dei bambini già ladri a dodici anni. La grande metropoli rimane sullo sfondo anche quando racconta la vita della provincia e scrive dei Tempi difficili degli operai che allora conoscevano lo sfruttamento introdotto dalla rivoluzione industriale, mentre i figli nelle scuole venivano depredati con sadismo della fantasia e degli affetti; e scrive di Grandi speranze che fioriscono sulle rovine del passato, con tante fatiche e dolori. Vuole, Dickens, sempre un lieto fine alle sue storie, che tutto si risolva come nella notte di Natale di Scrooge, o nella storia di David Copperfield: ma spesso l’accento non è posato con eleganza sul bel finale, sul bel matrimonio, sul cattivo che diventa buono. L’accento, anche con sfumature ironiche irresistibili, cade sembra a malincuore sulla disperazione che invade la vita quotidiana di tanti uomini e donne (le sue eroine “negative” sono figure splendide) sofferenti senza colpa, sulla cattiveria contro i bambini e gli indifesi; Dickens è immenso quando si accosta ai perdenti. Pensiamo a Oliver Twist, nato in un ospizio per poveri, e lo vediamo non con indosso i begli abiti da giovane aristocratico che alla fine conquisterà, ma vestito di stracci, sporco di fango e fumo, mentre corre con la sua banda di piccoli ladri nelle strade della grande, maleodorante, popolatissima, splendida Londra.Charles Dickensnacque a Portsmouth nel 1812. Trascorse l’infanzia a Chatham e poi seguì il padre in un traumatico trasferimento a Londra. Della metropoli in cui visse fece il centro ispiratore della sua arte, il centro di un quadro vivo e mobile, un caleidoscopio armonico e colorato di personaggi, conflitti sociali, umori e fermenti della sua epoca. Morì nel 1870. La Newton Compton ha pubblicato Le due città, Grandi speranze, Oliver Twist, Tempi difficili e, nella collana Mammut, David Copperfield e I grandi romanzi.

(source: Bol.com)

I grandi romanzi e i racconti

• Al di qua del Paradiso• Belli e dannati• Il grande Gatsby• Tenera è la notte• Racconti dell’età del jazzIntroduzione di Walter MauroPremesse di Massimo Bacigalupo, Giancarlo Buzzi e Walter MauroEdizioni integraliNessuno come Scott Fitzgerald è riuscito a rendere l’atmosfera, i personaggi e lo stile di vita di quella particolare epoca della storia americana nota come “l’età del jazz” e a raccontare le vicende dei suoi giovani protagonisti. È la generazione degli “anni ruggenti”, vissuta con e tra due guerre, viziati rampolli di famiglie ricche persuasi che ormai tutti gli dèi siano caduti, che ogni morale e codice comportamentale siano ipocriti e desueti. Vogliono trovare altri valori, nuovi modelli. Ma è una ricerca disordinata, che spesso si perde nel caos della ‘giostra dell’illusorio’, nell’autolesionismo dell’alcool e della droga, nella follia. Alla fine della loro corsa sfrenata troveranno amarissime delusioni, così come l’America del benessere e dell’euforico inseguimento del “sogno americano” precipiterà nell’abisso della grande crisi del 1929. Allora niente più lustrini e stravaganze, amori folli, atteggiamenti provocatori e disinibiti, solo la ricerca di un po’ di sicurezza nella bufera. La meravigliosa villa bianca di Gatsby, dove tutto è perfetto, dove è perfino possibile trovare e ritrovare l’amore vero (la felicità?), è solo una facciata. È un inganno? Può darsi che lo sia, come sono un inganno le favole. O forse sono bellissimi sogni, in cui si dimenticano dolori, miserie, solitudini, malattie, volgarità. Tutto è sospeso, fino al risveglio. Francis Scott Fitzgeraldnacque a St. Paul, Minnesota, nel 1896. Iniziò a scrivere giovanissimo, fin dai tempi della scuola. Pubblicò il suo primo romanzo nel 1920. Seguirono alcune raccolte di racconti e infine Il grande Gatsby (1925), che basterebbe da solo ad assicurare allo scrittore un posto di rilievo nella narrativa americana. Dopo avere goduto di uno straordinario successo, morì quasi dimenticato a Hollywood nel 1940. Di Fitzgerald la Newton Compton ha pubblicato anche Belli e dannati, Racconti dell’età del jazz, Tenera è la notte e il volume unico I grandi romanzi e i racconti.
(source: Bol.com)

Le Grandi Pesche Nei Mari Australi

Volume composto da quattro brevi racconti di avventura in mare. Pur nella diversità di ambientazione, i racconti sono accomunati dalla forte influenza dei romanzi di Herman Melville, soprattutto del più famoso racconto dello scrittore inglese, quello che narra della grande e tragica caccia del capitano Achab alla balena Moby Dick.
**
### Sinossi
Volume composto da quattro brevi racconti di avventura in mare. Pur nella diversità di ambientazione, i racconti sono accomunati dalla forte influenza dei romanzi di Herman Melville, soprattutto del più famoso racconto dello scrittore inglese, quello che narra della grande e tragica caccia del capitano Achab alla balena Moby Dick.

I grandi personaggi del Rinascimento

**Da Lorenzo il Magnifico a Cesare Borgia, da Leonardo da Vinci a Caterina de’ Medici, uomini e donne che hanno fatto rinascere l’Italia
Da Lorenzo il Magnifico a Cesare Borgia, I personaggi che hanno fatto grande il Rinascimento sono tanti. Questo libro parla dei più importanti, di tutti quelli che hanno nobilitato la loro terra e che con le loro imprese hanno cambiato il corso della storia. **
Uomini e donne di cui chiunque ha sentito parlare almeno una volta nella vita: regnanti, papi, scienziati, mecenati e artisti illustrissimi. Queste pagine vi sveleranno tutto delle loro vite e delle azioni o opere per le quali si sono distinti, facendovi conoscere molto di più di ciò che è comunemente noto. Da Lorenzo il Magnifico a Giulio II, da Cesare Borgia a Leonardo da Vinci, da Machiavelli a Galilei: Sara Prossomariti mostra l’umanità che si cela spesso dietro al mito.
**Le storie e i retroscena dei protagonisti di un periodo rivoluzionario
Tra i personaggi trattati nel libro:**
I MECENATI
• Federico da Montefeltro (1422-1482) • Lorenzo il Magnifico (1449-1492)
I VICARI DI CRISTO
• Papa Borgia (1431-1503) • Papa Giulio II (1443-1513)
I SIGNORI DELLA GUERRA
• Cesare Borgia (1475-1507) • Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603)
PITTORI, SCULTORI, MUSICISTI E ARCHITETTI
• Sandro Botticelli (1445-1510) • Michelangelo Buonarroti (1475-1564)
LETTERATI, FILOSOFI E STORICI
• Niccolò Machiavelli (1469-1527) • Giordano Bruno (1548-1600) 
SCIENZIATI E ASTRONOMI
• Niccolò Copernico (1473-1543) • Galileo Galilei (1564-1642)
ESPLORATORI, CONQUISTATORI E NAVIGATORI
• Cristoforo Colombo (1451-1506) • Hernán Cortés (1485-1547)
**Sara Prossomariti**
È nata nel 1984 e vive e lavora a Mondragone. Laureata in Storia e Archeologia, ha collaborato con la rivista «Civiltà Aurunca». Opera come volontaria presso il Gruppo Archeologico Napoletano da più di dieci anni e ha partecipato a diversi scavi archeologici in Grecia e in Italia. Guida Turistica autorizzata della Campania, per la Newton Compton ha pubblicato* I personaggi più malvagi dell’antica Roma*,* I signori di Napoli*, *Un giorno a Roma con gli imperatori*, *I grandi personaggi del Rinascimento* e, con Andrea Frediani, *Le grandi famiglie di Roma antica*.
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### Sinossi
**Da Lorenzo il Magnifico a Cesare Borgia, da Leonardo da Vinci a Caterina de’ Medici, uomini e donne che hanno fatto rinascere l’Italia
Da Lorenzo il Magnifico a Cesare Borgia, I personaggi che hanno fatto grande il Rinascimento sono tanti. Questo libro parla dei più importanti, di tutti quelli che hanno nobilitato la loro terra e che con le loro imprese hanno cambiato il corso della storia. **
Uomini e donne di cui chiunque ha sentito parlare almeno una volta nella vita: regnanti, papi, scienziati, mecenati e artisti illustrissimi. Queste pagine vi sveleranno tutto delle loro vite e delle azioni o opere per le quali si sono distinti, facendovi conoscere molto di più di ciò che è comunemente noto. Da Lorenzo il Magnifico a Giulio II, da Cesare Borgia a Leonardo da Vinci, da Machiavelli a Galilei: Sara Prossomariti mostra l’umanità che si cela spesso dietro al mito.
**Le storie e i retroscena dei protagonisti di un periodo rivoluzionario
Tra i personaggi trattati nel libro:**
I MECENATI
• Federico da Montefeltro (1422-1482) • Lorenzo il Magnifico (1449-1492)
I VICARI DI CRISTO
• Papa Borgia (1431-1503) • Papa Giulio II (1443-1513)
I SIGNORI DELLA GUERRA
• Cesare Borgia (1475-1507) • Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603)
PITTORI, SCULTORI, MUSICISTI E ARCHITETTI
• Sandro Botticelli (1445-1510) • Michelangelo Buonarroti (1475-1564)
LETTERATI, FILOSOFI E STORICI
• Niccolò Machiavelli (1469-1527) • Giordano Bruno (1548-1600) 
SCIENZIATI E ASTRONOMI
• Niccolò Copernico (1473-1543) • Galileo Galilei (1564-1642)
ESPLORATORI, CONQUISTATORI E NAVIGATORI
• Cristoforo Colombo (1451-1506) • Hernán Cortés (1485-1547)
**Sara Prossomariti**
È nata nel 1984 e vive e lavora a Mondragone. Laureata in Storia e Archeologia, ha collaborato con la rivista «Civiltà Aurunca». Opera come volontaria presso il Gruppo Archeologico Napoletano da più di dieci anni e ha partecipato a diversi scavi archeologici in Grecia e in Italia. Guida Turistica autorizzata della Campania, per la Newton Compton ha pubblicato* I personaggi più malvagi dell’antica Roma*,* I signori di Napoli*, *Un giorno a Roma con gli imperatori*, *I grandi personaggi del Rinascimento* e, con Andrea Frediani, *Le grandi famiglie di Roma antica*.

La grande strategia dell’impero bizantino

È grazie a una gestione attenta della finanza, della potenza e dell’integrazione culturale che uno degli imperi più solidi e duraturi della storia – quello bizantino – si è mantenuto stabile. L’accorta strategia politica e militare che ha permesso a Bisanzio di superare indenne le invasioni barbariche, il crollo del gemello d’occidente, gli scontri religiosi, l’avanzata di bulgari, arabi e turchi era basata su un vero e proprio “saccheggio culturale”. L’impero assorbiva idee, innovazioni, e non da ultimo tecniche militari dei popoli conquistati. E ne faceva il proprio punto di forza.

La grande storia delle crociate

Sono passati più di nove secoli da quando papa Urbano II bandì la crociata che avrebbe riversato sulle strade d’Oriente decine di migliaia d’uomini giunti da ogni parte d’Europa. Il prezzo che la cristianità pagò per questa prima spedizione fu pesante, ma l’espansione turca fu arrestata, Costantinopoli liberata e il Santo Sepolcro sottratto agli infedeli. Da allora le crociate ebbero un altro obiettivo: la difesa di quegli Stati latini carichi di memorie bibliche, dove accorrevano i pellegrini d’Occidente. Le sconfitte non fecero vacillare l’attenzione per la Terra Santa e, attratti dalle indulgenze e dai privilegi spirituali legati alla liberazione dei luoghi santi, i cristiani continuarono a rispondere all’appello dei papi. Epopea esaltante d’autentica fede ed eroismo secondo alcuni, tempi di tenebre secondo altri, che videro in esse operazioni spregiudicate, frutto di ipocrisia, crudeltà e cinismo, le crociate furono uno degli episodi salienti della storia. Al di sopra di tutte le polemiche, Jean Richard ci offre una narrazione magistrale di questa avventura che per due secoli mise in contrasto Occidente e Oriente, offrendo loro anche l’opportunità di conoscere un mondo diverso.
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Un grande gelo

«Un autore da seguire e da amare. Uno scrittore di noir costruiti con intelligenza e capacità letterarie non comuni.»
**Il Giornale**
«Indriðason si conferma abile a indagare passioni e sentimenti (anche i più morbosi) senza cedere al buonismo.»
**Corriere della Sera**
«Ho già letto almeno cinque libri con protagonista il commissario Erlendur Sveinsson: sono ben scritti…»
**Andrea Camilleri**
In una Reykjavík avvolta nella coltre di un inverno che sembra il più freddo di sempre, l’agente Erlendur Sveinsson affronta un caso che lo costringe a confrontarsi con i fantasmi di un passato che lo tormenta. La morte di Elías, dieci anni, madre thailandese e padre islandese, trovato accoltellato in mezzo alla neve in un giardino, lo tocca nel profondo. Non è solo l’ennesimo omicidio su cui investigare, è una vicenda che alimenta in lui l’angoscia per quel fratello perso da piccolo nella brughiera nel pieno di una bufera… Non c’è tempo, però, di abbandonarsi ai ricordi dolorosi: il burbero poliziotto e la sua squadra iniziano un delicato lavoro di indagine. Il fratellastro di Elías è scomparso: sarà implicato nella morte del piccolo oppure teme per la propria vita? Dagli interrogatori emerge una realtà di tensioni razziali nascosta sotto la superficie dell’immagine liberale e multiculturale che l’Islanda si vanta di avere. Nessuna pista viene trascurata, ma la verità si rivelerà molto semplice…
«L’Islanda ha trovato il suo Mankell… Assolutamente nordico, un narratore che rappresenta un marchio di grande qualità. Erlendur è un personaggio meraviglioso.»
**Die Welt**
«Misteri ricchi di pathos… Uno scrittore che merita davvero di essere letto.»
**The Daily Telegraph**
«L’agente Erlendur, un antieroe in versione islandese… un personaggio interessante, sintomatico del marcio e del non detto della società contemporanea.»
**L’Express**
(source: Bol.com)

Il grande disegno

Avevamo lasciato gli eroi di Farmer – dai più semplici ai più famosi, da un resuscitato qualsiasi a spiriti illustri come l’esploratore Richard Burton e Mark Twain – lungo le rive di un fiume immenso, su un pianeta sconosciuto dove per motivi misteriosi tutta l’umanità risorge dopo la morte. Ora si tratta di scoprire qual è il disegno oscuro, il motivo insomma, che si nasconde dietro questa grandiosa macchinazione. Man mano che procede, questa saga dantesca si arricchisce di nuovi elementi e nuovi personaggi, costruendo davanti ai nostri occhi un mondo straordinario per varietà e ricchezza d’invenzione. Mescolando abilmente mito, letteratura fantastica, satira sul presente e il futuro, *Il grande disegno* resta uno dei capolavori più godibili della sf moderna. Giustamente, Leslie Fiedler ha scritto che Farmer è il più grande autore vivente di fantascienza.