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L’Evoluzione Dell’ordine

« *Potrebbe essere un cambiamento di paradigma del pensiero economico* ».
**Scott Page, docente di Sistemi complessi, Scienze politiche e Economia, University of Michigan**
« *Con stile accessibile e divertente, Hidalgo riesce a sintetizzare un imponente corpo di conoscenze d’avanguardia in un libro snello e leggibile. È il futuro della teoria della crescita e questo stimolante volume merita senz’altro di essere letto* ».
***Financial Times** *
Il paradosso della crescita economica è da sempre appalto di sociologi, economisti e psicologi. Il motivo per cui le economie crescono nel tempo è stato a lungo indagato da queste discipline con risultati alterni, spesso politicamente ben connotati. Esistono molti libri che tentano di dare conto della continua crescita economica, cercando di spiegare anche perché risulti distribuita in maniera disuguale sul territorio, ma finora il problema non era mai stato aggredito dal lato delle scienze naturali e in particolare della fisica.
È proprio questo che fa in questo libro – in maniera del tutto originale – César Hidalgo. Mette da parte la sociologia e si concentra sui concetti di informazione, rete, entropia e complessità, che sono argomenti squisitamente fisico-matematici e forniscono una lettura alternativa e affascinante dell’intera questione della crescita economica. Per capire come facciano le economie a crescere continuamente, ci dice in definitiva Hidalgo, conviene prima capire come si è evoluto l’ordine nel cosmo. A prima vista l’Universo sembrerebbe ostile all’ordine. La fisica dice che l’entropia cresce col tempo e che il disordine (ovvero il caos) finirà col regnare sovrano. Tuttavia c’è la possibilità che si creino dei cortocircuiti, delle condizioni particolari nelle quali, in luoghi un po’ speciali, l’ordine cresce localmente. La Terra – e la vita su di essa – è appunto uno di questi luoghi molto speciali. E sulla Terra ci sono a loro volta luoghi, come la Silicon Valley dei nostri giorni, ancora più speciali, nei quali l’ordine cresce a un ritmo serrato, ben maggiore che altrove. Perché non analizzare questo fenomeno con gli strumenti della fisica e della matematica? Vista in questa prospettiva, la crescita economica diventa un problema di reti di persone e di conoscenze; un problema fisico, in ultima istanza. Noi umani siamo in grado di generare ordine a dispetto dell’entropia, generare informazione, incrementarla, farla crescere. Sembra che andiamo contro le leggi di natura, ma non è così: in realtà le sfruttiamo a nostro vantaggio. L’evoluzione dell’ordine si situa così al crocevia tra la teoria dell’informazione, la fisica, la sociologia e l’economia, adombrando una nuova teoria economica che potrebbe indicarci non solo come fare di più, ma anche come farlo meglio.

L’eroina di Vientiane

Gli agenti della CIA in Laos in combutta con i trafficanti di droga? Il sospetto è infamante, e un pezzo grosso dell’Agenzia vuole vederci chiaro. Per poter contare su un rapporto libero da condizionamenti ha inviato suo figlio a indagare su quella scheggia deviata dell’intelligence. Ed è per fare da balia a questo emissario non abbastanza esperto che ora Malko Linge si ritrova catapultato a Phnom Penh, in Cambogia, e poi nella capitale laotiana. Proprio qui, a Vientiane, si perdono le tracce del giovane Derek Wise. Corre voce che il suo cadavere stia già marcendo sulla riva del Mekong, a migliaia di chilometri dal campus di Harvard da cui sarebbe stato meglio non allontanarsi troppo. Perfino Malko potrebbe pentirsi amaramente di aver accettato un incarico nella regione del Sudest asiatico dove si coltiva il cinquanta per cento di tutto l’oppio prodotto al mondo. Da quelle parti i ficcanaso hanno la tendenza a finire ammazzati. Ma il Principe delle Spie, si sa, non ama adeguarsi alle mode locali. Qualcuno avverta i suoi nemici.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute! **
### Sinossi
Gli agenti della CIA in Laos in combutta con i trafficanti di droga? Il sospetto è infamante, e un pezzo grosso dell’Agenzia vuole vederci chiaro. Per poter contare su un rapporto libero da condizionamenti ha inviato suo figlio a indagare su quella scheggia deviata dell’intelligence. Ed è per fare da balia a questo emissario non abbastanza esperto che ora Malko Linge si ritrova catapultato a Phnom Penh, in Cambogia, e poi nella capitale laotiana. Proprio qui, a Vientiane, si perdono le tracce del giovane Derek Wise. Corre voce che il suo cadavere stia già marcendo sulla riva del Mekong, a migliaia di chilometri dal campus di Harvard da cui sarebbe stato meglio non allontanarsi troppo. Perfino Malko potrebbe pentirsi amaramente di aver accettato un incarico nella regione del Sudest asiatico dove si coltiva il cinquanta per cento di tutto l’oppio prodotto al mondo. Da quelle parti i ficcanaso hanno la tendenza a finire ammazzati. Ma il Principe delle Spie, si sa, non ama adeguarsi alle mode locali. Qualcuno avverta i suoi nemici.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!

L’eco del paradiso

PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 1994Altri premi:Premio Akutagawa 1958Premio letterario Shinchosha 1964Premio Tanizaki 1967Premio Noma 1973Premio Yomiuri 1982Premio Jiro Osaragi (Asahi Shimbun) 1983Legion d’onore 2002Nello studio di K., il famoso scrittore, si sente solo il veloce ticchettare della macchina da scrivere. A un tratto, il silenzio. Le sue dita si sono fermate, adagiate sulle lettere che compongono il nome di una donna. Marie. K. ricorda ancora quando sono diventati amici, tanti anni fa. In particolare un giorno di primavera, durante una manifestazione. Improvvisamente, tra le decine di persone giunte fin lì per aiutare, era apparsa lei, i capelli neri un po’ scomposti, lo sguardo spensierato e il sorriso pieno di sole. K. aveva capito di trovarsi davanti a una donna speciale, una donna che calamitava le attenzioni di tutti con la sua semplicità e innocenza. Molti anni sono passati, e gli occhi gioiosi di Marie si sono velati di un dolore impossibile da superare. Per questo è fuggita oltreoceano. Tra le impervie alture messicane ha cercato la pace, aiutando le donne e i bambini del luogo, a cui si è dedicata con totale abnegazione. Adesso coloro che lei ha aiutato vogliono renderle omaggio, dedicandole un film. E nessuno meglio di K. può farlo, solo lui può scrivere la sceneggiatura. Ma accettare questo compito significa anche riaprire il vaso del dolore, ridestare ricordi nascosti tra le pieghe del tempo. Quando un sorriso radioso poteva turbare il cuore di chiunque ne fosse illuminato. Kenzaburō Ōe, premio Nobel per la letteratura, ci offre il meraviglioso ritratto di una grande donna. Un romanzo che si interroga sull’amore universale, sul ritrovare la strada donando sé stessi, anche se per farlo servono sacrificio e coraggio.

L’arte di sparire

Quando i servizi sociali rintracciano la sua famiglia, Mary, anziana e smarrita dopo aver perso il compagno, si ritrova affidata alla figlia Caroline, che non vede da anni: e come in passato segreti e silenzi le dividono. In compenso la nipote Katie, diciassette anni, è incuriosita dalla nuova nonna. Katie, timida e insieme irruenta, è innamorata e non sa cosa fare dell’impulso che la spinge verso la persona sbagliata. Caroline deve confrontarsi con un passato che non le piace. E Mary sarà costretta a smettere di nascondere dietro la perdita della memoria che pure la incalza certi fatti che ricorda benissimo. Tre donne che litigano, si ignorano, si detestano eppure hanno molto da dirsi.

L’arma della memoria: Contro la reinvenzione del passato

L’onesto uso della memoria è il più valido antidoto all’imbarbarimento. E lo è in ogni stagione politica, in ogni momento del dibattito culturale, in ogni epoca della storia. Un uso onesto che, in quanto tale, presuppone non ci si rivolga al passato in cerca di una legittimazione per le scelte di oggi. Anzi, semmai, per individuare in tempi lontani contraddizioni che ci aiutino a modificare o a mettere a registro quel che pensiamo adesso. Ben diverso (e diffuso, purtroppo) è il ricorso a forzature della memoria come arma per farci tornare i conti nel presente. Un’arma usata con infinite modalità di manipolazione, che producono danni quasi irreparabili alla coscienza storica, deformano il passato, intossicano il ricordo collettivo anche dei fatti più prossimi. E che, come tale, merita di essere combattuta. Paolo Mieli ce lo dimostra attraversando secoli di storia con la consueta competenza e passione, ricostruendo storie grandi e piccole, facendoci guardare a fatti apparentemente noti con un occhio diverso e disincantato, perché “infinite sono le leggi che regolano lo studio del tradimento nella storia. Ma due sono superiori alle altre. La prima: chi vince non verrà mai considerato un traditore. La seconda: il tradimento è questione di date, ciò che oggi è considerato un tradimento, domani potrà essere tenuto nel conto di un atto coraggioso”.

L’Altra Europa

Questo libro nasce da una telefonata, un incontro personale e un manoscritto. La telefonata avviene tra Paolo Rumor, discendente dell’omonima famiglia protagonista di molte vicende della Democrazia Cristiana, e Giorgio Galli, il massimo esperto italiano dei rapporti tra esoterismo e politica. Oggetto della telefonata e del successivo incontro tra i due è un manoscritto per molti versi sconcertante. Si tratta di un ampio segmento delle “Memorie riservate” di Giacomo Rumor, padre di Paolo ed esponente di punta della DC del dopoguerra. Al centro del memoriale vi è la collaborazione tra Rumor senior (fiduciario di monsignor Montini, futuro papa Paolo VI) e Maurice Schumann, insigne statista francese all’epoca del Trattato di Roma (1957), cioè del primo concreto passo verso l’Unione Europea. Dalle pieghe di questa sinergia emergono confidenze inquietanti: dietro al lavoro diplomatico che porta al Trattato sembrano nascondersi alcune centrali occulte, portatrici di una loro idea di Europa, con sensibili interferenze non solo della Cia e del Vaticano, ma anche di misteriosi, antichissimi circoli esoterici… Il tutto in una nuova edizione arricchita e ampliata.

L’altare dei morti

«A poco a poco egli aveva preso l’abitudine di soffermarsi sui suoi morti ad uno ad uno, e piuttosto presto nella vita aveva cominciato a pensare che andasse fatto qualcosa per loro. E loro erano lì, accanto a lui, forti di quell’essenza semplificata, più intensa, di quell’assenza consapevole, di quella pazienza eloquente, così corporei e presenti che pareva avessero soltanto perduto l’uso della parola».
In questo mirabile racconto riaffiora qualcosa che per l’umanità preistorica fu la prima evidenza e per noi è diventato un’eccentricità: il culto dei morti. Soltanto Henry James poteva toccare questo tema involgendolo in un viluppo romanzesco – e di una specie del romanzesco che sino a lui era sfuggita alla presa della letteratura.

L’allenamento funzionale senza attrezzi

Un concetto di allenamento fisico che si discosta molto da quello che si può vedere nelle palestre. La palestra ideale di Andrea Turri è infatti un luogo senza ingombranti macchinari. È il nostro corpo il più bel mezzo per allenarci, ed è sempre a nostra disposizione. Non importa chi siamo, da dove veniamo e che cosa facciamo; una cosa è certa: nel corpo ci viviamo! Il corpo è stato concepito per muoversi, non per stare fermo: l’allenamento fisico non vuol dire solo muscoli, allenarsi non è importante solamente per apparire. Siamo nati per muoverci, il movimento ci appartiene; se assecondiamo questa profonda esigenza sta meglio il nostro corpo, e noi dentro di esso. È questa la chiave di un metodo che servirà sempre, qualunque sia l’età e la condizione fisica di partenza, per costruire in ogni istante il nostro benessere futuro.

L’Accademia dei Vampiri (cofanetto) I

I primi tre volumi della saga L’Accademia dei Vampiri, che narra le vicende della damphir Rose Hathaway, della sua migliore amica Vasilisa ‘Lissa’ Dragomir la principessa moroi, e del guardiano siberiano Dimitri Belikov. Questo e-box contiene i romanzi: L’ACCADEMIA DEI VAMPIRI Fuggire dall’Accademia dei Vampiri per rifugiarsi fra gli umani sembrava l’unica strada per una vita “normale”. Ma a due anni dalla fuga, Lissa, principessa erede di una delle più nobili casate di vampiri Moroi, e Rose, sua migliore amica e guardiana, vengono ritrovate e riportate fra le mura del college… MORSI DI GHIACCIO È un anno difficile per Rose all’Accademia dei Vampiri. Il suo grande amore Dimitri sembra preferirle un’altra; l’amica Lissa passa tutto il tempo libero con il suo ragazzo. E come se non bastasse, ecco arrivare la guardiana Janine, madre sempre assente con cui Rose ha un legame complicato… IL BACIO DELL’OMBRA L’ultimo anno all’Accademia dei Vampiri non è facile per Rose. Dopo aver combattuto contro i terribili Strigoi e aver visto morire il suo amico Mason non è più la stessa. Ma non vuole parlarne con Lissa, la sua migliore amica, e non può confidarsi neppure con Dimitri, l’allenatore che ama in segreto. Quando infine il cerchio del Male si stringe attorno all’Accademia, Rose si trova a dover scegliere tra proteggere l’amica e salvare il suo amore

Kira

Come già nel romanzo Nella città natale (Einaudi, 1955) che rivelò Viktor Nekrasov, il motivo del «reduce» ha un ruolo centrale anche in Kira Geòrgievna (1961): "Ma qui a ritornare, a reinserirsi nella collettività non è un soldato, ma un «riabilitato», un intellettuale. Arrestato nel 1937 durante le purghe staliniane come « nemico del popolo», Vadìm viene liberato dai campi di lavoro nella Russia di Kruscev. Il vero centro del dramma del ritorno non è lui, ma Kira, sua moglie: una scultrice inquieta, sognatrice, un po' frivola. La ricomparsa di Vadìm dopo vent'anni trova Kira in una situazione complessa: vive con un altro marito, un vecchio pittore «ufficiale», ma ha una relazione con Jurocka, il giovane operaio che le fa da modello. L 'apparizione di Vadìm rimescola i destini di tutti e ridistribuisce i ruoli. Nekrasov è narratore sobrio e asciutto. L 'attenzione che porta ai sentimenti, la malinconica trepidazione per il destino dell'uomo lo avvicinano al grande filone cechoviano.

Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovrana

Istanbul, com’è stata chiamata fin dalla conquista ottomana del 1453, ma com’è denominata ufficialmente solo all’indomani della Prima guerra mondiale. “Nèa Ryme”, Nuova Roma, secondo il suo nome ufficiale. Costantinopoli, il suo vero nome, da sempre e per sempre. Un nome che evoca immagini mirabili: il sogno dell’Oriente, le lontananze raggiungibili attraverso il Bosforo e l’Anatolia. Le moschee, gli harem, i sufi danzanti, gli aromi dei bazar. Da mezzo millennio l’Europa identifica in quella sola città il prezioso anello di congiunzione fra l’antichità perduta e la modernità mai davvero raggiunta, fra il Levante e l’Occidente. Ancor oggi, dietro la megalopoli brulicante di vita noi cerchiamo le tracce d’un passato che ci appartiene e che tuttavia inseguiamo nel sogno orientalistico attraverso il quale l’Occidente cerca da secoli di definire se stesso. Franco Cardini ci accompagna nella città incantata, aiutandoci a penetrare lo spirito di una cultura che ci sfugge forse perché anche profondamente ci appartiene. **

Isis Spa : Storia segreta della cospirazione occidentale e del terrore islamico

Attentati in Francia, Germania, Belgio, Inghilterra… Siamo sotto assedio, gli estremisti islamici ci attaccano, tuonano i media. E i governi si affrettano a varare misure straordinarie, i controlli si moltiplicano, le nostre libertà personali diminuiscono in nome della sicurezza collettiva. Eppure, se seguissimo la pista del denaro, verrebbe fuori una realtà ben diversa. Chi arma i kamikaze? Chi paga i loro centri di addestramento? Chi ci guadagna da questo costante stato di allerta, e ancora di più dal caos che impedisce al Medio Oriente di diventare un vero interlocutore politico ed economico? La risposta è sotto gli occhi di tutti: da sempre i servizi segreti inglesi e americani hanno alimentato i conflitti degli Stati arabi per impedire che diventassero troppo autonomi. Fomentare le tendenze più radicali è il modo migliore per assicurarsi il controllo delle risorse. È successo in Iran, Iraq, Siria, Afghanistan, proprio quelli che oggi sono i focolai del terrore. In questo libro Daniel Estulin documenta la sistematica strategia destabilizzatrice dell’Occidente, ricostruisce gli interessi dietro il Jihad e spiega che ISIS, Al Qaida, talebani e Fratelli musulmani hanno un’unica matrice: le scuole estremiste finanziate attraverso l’Arabia Saudita, il principale alleato degli angloamericani in Oriente. Le stesse scuole che hanno formato i kamikaze attivi in Europa, molti dei quali erano noti da tempo ai servizi segreti. Perché nessuno li ha fermati?

Io voglio te

La protagonista ha trent’anni, un ex-futuro-uomo-della-sua-vita che non è mai riuscita a conquistare e un futuro marito che tra pochi mesi sposerà.
In una circostanza lavorativa il destino fa sì che incontri per caso un uomo che le farà scoprire cosa sia veramente l’amore, peccato che a sua volta anche lui sia impegnato. Ma quando l’amore vero arriva, si sa, sconvolge sempre tutto. Ne nascerà una storia d’amore bellissima ma al tempo stesso divertente.
Riuscirà il loro amore a vincere sulle loro rispettive situazioni sentimentali, già ben delineate, o decideranno di proseguire ognuno la propria vita facendo finta di non essersi mai incontrati?
\———————-
“Sai Franci, ho sempre pensato che la persona con cui mi sarei sposata sarebbe stata quella che non avrei mai e poi mai tradito. Nemmeno prima del matrimonio.”
“E quindi?”
“Quindi se ci pensi, nel mio caso, non è così perché ho avuto quelle due o tre scappatelle. Con Alberto, con Marco, con Stefano…”
“Con l’altro Marco…”
“Vabbè con lui solo un bacio.”
“Parlavi di scappatelle.”
“Si infatti ma non è l’elenco l’importante.”
Speriamo non si ricordi anche di Fulvio.
“Poi c’era anche quello con un nome strano”.
“Boh, comunque non importa.” Già poi c’era anche Jacopo.
E intorno il nulla. Solo una voce che sembra faccia un coro con quello che penso e un eco con quello che dico: provare è vivere, rinunciare è perdere.
Ho baciato Raffaello.
Cioè. Mi ha baciata Raffaello.
Non credo di dover riflettere così tanto per un concetto così semplice.
Avevano ragione loro. Forse dovrei ascoltarle di più, quando vedi dall’esterno osservi cose che da dentro te stessa non vedresti mai.
Che stia parlando con Paolo?
“Come si fa a mettere l’anonimo per le chiamate?”, domando a bassa voce a Laura.
“Cancelletto trentuno cancelletto, perché?” mi chiede anche lei sottovoce.
“Dopo te lo dico”, le rispondo frettolosa.
Allora #31# e digito il numero di Paolo. È occupato. Non ci posso credere si sente di nascosto con Lisa. Brutto doversi dare ragione quando ci si vorrebbe sbagliare.
Lo guardo come se osservassi un visionario a cui volessi rubare la fede e l’incoscienza. In senso buono ovviamente, comunque non ho mai sentito parlare così della mia città. Il problema ora è che non sarò assolutamente in grado di dire niente all’altezza del suo discorso contorto e bellissimo.
Continuiamo la passeggiata più bella della mia vita. Vorrei che questa serata non finisse mai mai mai.
Meno male però che mi sono messa questi decolté rosa perché per fortuna hanno i tacchi abbastanza comodi, altrimenti sarei morta dal male ai piedi.
“Posso dirti una cosa da amica Giulia?”
“Ti ho annoiato?”
“No anzi”, mi guarda con fare affettuoso.
“Dimmi”, forse mi chiede cos’ho fumato.
“Non ti sposare.”
Essere a cena con lui sembra la cosa più normale del mondo e allo stesso tempo la più eccezionale. Sono anni che non vado a cena con nessuno che non sia Paolo, perché ovviamente nessuna delle mie scappatelle ha mai compreso l’andare a cena, quindi la novità è questa. Ma giuro che non mi sembra una novità, la mia sensazione è di aver ritrovato un legame profondo con una persona già mia. Che strano.
Cercando di smuovere coscienze ci si imbatte spesso in dei muri. È dalla scelta di girarci intorno, di ignorarli, di scappare o di buttarli giù, quei muri, che possiamo fare la differenza.
Oppure non voglio che guardi una donna facendosi beccare da questa. Cioè non mi da noia che guardi una donna, mi da noia che questa abbia la soddisfazione di vedere che un uomo con una donna accanto guardi un’altra donna.
Penso quando lo fanno con me, penso sempre ‘che sfigata poverina, è con lei e guarda me’!!
Gli amori segreti sono sempre belli, regalano attimi di pura felicità. Devi metterci tutta la tua forza per viverli al meglio ma loro bellezza è anche nel loro mistero.
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### Sinossi
La protagonista ha trent’anni, un ex-futuro-uomo-della-sua-vita che non è mai riuscita a conquistare e un futuro marito che tra pochi mesi sposerà.
In una circostanza lavorativa il destino fa sì che incontri per caso un uomo che le farà scoprire cosa sia veramente l’amore, peccato che a sua volta anche lui sia impegnato. Ma quando l’amore vero arriva, si sa, sconvolge sempre tutto. Ne nascerà una storia d’amore bellissima ma al tempo stesso divertente.
Riuscirà il loro amore a vincere sulle loro rispettive situazioni sentimentali, già ben delineate, o decideranno di proseguire ognuno la propria vita facendo finta di non essersi mai incontrati?
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“Sai Franci, ho sempre pensato che la persona con cui mi sarei sposata sarebbe stata quella che non avrei mai e poi mai tradito. Nemmeno prima del matrimonio.”
“E quindi?”
“Quindi se ci pensi, nel mio caso, non è così perché ho avuto quelle due o tre scappatelle. Con Alberto, con Marco, con Stefano…”
“Con l’altro Marco…”
“Vabbè con lui solo un bacio.”
“Parlavi di scappatelle.”
“Si infatti ma non è l’elenco l’importante.”
Speriamo non si ricordi anche di Fulvio.
“Poi c’era anche quello con un nome strano”.
“Boh, comunque non importa.” Già poi c’era anche Jacopo.
E intorno il nulla. Solo una voce che sembra faccia un coro con quello che penso e un eco con quello che dico: provare è vivere, rinunciare è perdere.
Ho baciato Raffaello.
Cioè. Mi ha baciata Raffaello.
Non credo di dover riflettere così tanto per un concetto così semplice.
Avevano ragione loro. Forse dovrei ascoltarle di più, quando vedi dall’esterno osservi cose che da dentro te stessa non vedresti mai.
Che stia parlando con Paolo?
“Come si fa a mettere l’anonimo per le chiamate?”, domando a bassa voce a Laura.
“Cancelletto trentuno cancelletto, perché?” mi chiede anche lei sottovoce.
“Dopo te lo dico”, le rispondo frettolosa.
Allora #31# e digito il numero di Paolo. È occupato. Non ci posso credere si sente di nascosto con Lisa. Brutto doversi dare ragione quando ci si vorrebbe sbagliare.
Lo guardo come se osservassi un visionario a cui volessi rubare la fede e l’incoscienza. In senso buono ovviamente, comunque non ho mai sentito parlare così della mia città. Il problema ora è che non sarò assolutamente in grado di dire niente all’altezza del suo discorso contorto e bellissimo.
Continuiamo la passeggiata più bella della mia vita. Vorrei che questa serata non finisse mai mai mai.
Meno male però che mi sono messa questi decolté rosa perché per fortuna hanno i tacchi abbastanza comodi, altrimenti sarei morta dal male ai piedi.
“Posso dirti una cosa da amica Giulia?”
“Ti ho annoiato?”
“No anzi”, mi guarda con fare affettuoso.
“Dimmi”, forse mi chiede cos’ho fumato.
“Non ti sposare.”
Essere a cena con lui sembra la cosa più normale del mondo e allo stesso tempo la più eccezionale. Sono anni che non vado a cena con nessuno che non sia Paolo, perché ovviamente nessuna delle mie scappatelle ha mai compreso l’andare a cena, quindi la novità è questa. Ma giuro che non mi sembra una novità, la mia sensazione è di aver ritrovato un legame profondo con una persona già mia. Che strano.
Cercando di smuovere coscienze ci si imbatte spesso in dei muri. È dalla scelta di girarci intorno, di ignorarli, di scappare o di buttarli giù, quei muri, che possiamo fare la differenza.
Oppure non voglio che guardi una donna facendosi beccare da questa. Cioè non mi da noia che guardi una donna, mi da noia che questa abbia la soddisfazione di vedere che un uomo con una donna accanto guardi un’altra donna.
Penso quando lo fanno con me, penso sempre ‘che sfigata poverina, è con lei e guarda me’!!
Gli amori segreti sono sempre belli, regalano attimi di pura felicità. Devi metterci tutta la tua forza per viverli al meglio ma loro bellezza è anche nel loro mistero.

Io sono il mercato

Questa è la storia di uomini normali, insospettabili padri di famiglia saliti al vertice del narcotraffico internazionale. Una storia “criminale”, raccontata da uno dei protagonisti, che svela le astuzie del sistema cocaina, ma anche la vita e le abitudini dei grandi trafficanti. I pesci grossi, quelli che non ingoiano gli ovuli né trasportano la droga nei doppi fondi delle valigie, ma nei cargo, nei container, a tonnellate alla volta. Uno sguardo dall’interno. Un nuovo punto di osservazione per capire come l’economia illegale riesce a infiltrarsi nell’economia legale e a condizionarla. Perché la coca, oltre i cliché hollywoodiani e le notizie diffuse da tv e giornali, è un affare straordinariamente redditizio che finanzia guerre, conferisce potere e ridisegna i rapporti internazionali. **

Intorno al mondo

La forza d’impatto di una bomba. La stessa sensazione sospesa di uno spostamento d’aria. Di qualcosa di potente. Fin dalle pagine potentissime dell’inizio, quando due giovani amanti, ubriachi di mezcal in uno sperduto villaggio sul mare, sono sorpresi dallo tsunami. Mentre il Giappone è scosso dal terremoto, intorno al mondo la vita scorre, la vita continua, le persone si amano, si lasciano, si fraintendono, cercano, trovano o non trovano, tengono insieme alla bell’e meglio i pezzi delle loro fragili vite. E sono quattordici storie, in quattordici punti del mondo, perfette come certi romanzi o certe serie inglesi o americani. Il giorno del terremoto in Giappone, ai quattro angoli del pianeta, da Mosca a Dubai, dalla Florida al Mare del Nord, dalla Tanzania alla Slovenia, l’autore coglie segmenti di vite lontano da casa: persone in viaggio di lavoro, perlopiù persone in vacanza, safari, crociera, ma anche persone lontane da casa perché costrette a lavorare in un paese più florido del proprio, persone che si sono messe in viaggio per cercare un fratello, una rivincita, un colpo di fortuna, una città che amarono da ragazzi. Persone che mentre la terra si sconquassa in Giappone sperimentano, in una specie di geologia interiore, un piccolo sconquasso nella propria vita, come se gli spostamenti delle placche terrestri fossero una mostruosa proiezione nell’infinitamente grande di ciò che accade, infinitamente piccolo ma ugualmente devastante, negli animi e nelle vite degli uomini.