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Intrigo internazionale

L’indicibile della storia italiana. La domanda di fondo è: perché l’Italia dal 1969 è stata funestata dal terrorismo e dalla violenza politica con centinaia di morti e migliaia di feriti? Perché solo nel nostro paese? Tutte le inchieste giudiziarie hanno dato finora molta importanza al ruolo dei servizi segreti deviati, della P2, della Cia. Risultato: nessuna verità giudiziaria, nessuna verità storica. Rosario Priore, il magistrato che si è occupato di eversione nera e rossa, di Autonomia operaia, del caso Moro, di Ustica, dell’attentato a Giovanni Paolo II, qui prova a rispondere cambiando completamente scenario. E strumenti di analisi. Grazie ad anni di ricerche, testimonianze, prove, carte private, incontri con ex terroristi, agenti segreti e uomini politici anche stranieri, Priore ricostruisce uno scenario internazionale inedito per spiegare il terrorismo e la strategia della tensione in Italia, testimoniando la verità che finora nessuno ha potuto certificare attraverso le sentenze. Colpita la manovalanza (e non sempre), la giustizia si è infatti dovuta fermare senza arrivare a scoprire il livello più alto dei responsabili. Siamo stati in guerra, senza saperlo. L’egemonia del Mediterraneo, il controllo delle fonti energetiche ci hanno messo in rotta di collisione con l’asse franco-inglese che non ha mai sopportato il nostro rapporto privilegiato con la Libia. Ecco chi era il terzo giocatore dopo Urss e Stati Uniti. Non stupisce allora che gli inglesi fossero favorevoli a un colpo di stato in Italia nel 1976 per fermare il Pci e controllare il paese. Dall’altra parte la Cecoslovacchia, la Germania comunista e la Stasi avevano buon gioco ad alimentare il terrorismo. Ustica, Piazza Fontana, il caso Moro, la strage di Bologna vanno collocati in questo contesto internazionale: cadono così molte facili convinzioni e vecchie ricostruzioni, giornalistiche e persino giudiziarie, mostrano tutta la loro inconsistenza. L’intrigo italiano è in realtà internazionale. “CI SONO VERITÀ CHE NON HO MAI POTUTO DIRE… AVREBBERO POTUTO AVERE EFFETTI DESTABILIZZANTI SUGLI EQUILIBRI INTERNI E INTERNAZIONALI.” Rosario Priore, giudice istruttore per il caso Moro, Ustica, il tentato omicidio di Giovanni Paolo II e altri casi di eversione rossa e nera

(source: Bol.com)

Intrigo all’ippodromo (eNewton Zeroquarantanove)

Gli ippodromi sono l’ambiente ideale del capitano Garry Anson, i cavalli la sua grande passione. La sorte ha in serbo per lui due grandi delusioni: i cavalli non sempre vincono le corse, le donne a volte sono meno disinteressate di quanto potrebbe sembrare, Garry infatti diviene vittima di un ricatto che lo trascinerà alla completa rovina. Ma a volte il futuro riserva delle sorprese; sarà dunque un crescendo di colpi di scena a segnare l’epilogo di questo appassionante romanzo di Edgar Wallace.
**Edgar Wallace**
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con* I quattro giusti*, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo *King Kong*. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.
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### Sinossi
Gli ippodromi sono l’ambiente ideale del capitano Garry Anson, i cavalli la sua grande passione. La sorte ha in serbo per lui due grandi delusioni: i cavalli non sempre vincono le corse, le donne a volte sono meno disinteressate di quanto potrebbe sembrare, Garry infatti diviene vittima di un ricatto che lo trascinerà alla completa rovina. Ma a volte il futuro riserva delle sorprese; sarà dunque un crescendo di colpi di scena a segnare l’epilogo di questo appassionante romanzo di Edgar Wallace.
**Edgar Wallace**
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con* I quattro giusti*, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo *King Kong*. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.

Intriganti sospetti

3 ROMANZI IN 1 – Inghilterra, 1803. Qualcuno sta passando ai Francesi informazioni riservate che minacciano la sicurezza dell’Inghilterra, e tutti gli indizi fanno pensare che a capo della rete di spionaggio che opera nel Midwinter ci sia una donna. Per smascherarla, Justin, Duca di Kestrel, insieme ai fratelli Richard e Lucas e a un amico di vecchia data, Lord Cory Newlyn, ha elaborato un piano semplicissimo: ciascuno di loro fingerà di corteggiare una delle principali sospettate, in modo da raccogliere informazioni senza dare nell’occhio. Justin sceglie di concentrarsi sull’enigmatica Lady Sally, della quale è stato innamorato in passato; Richard si offre di riallacciare i rapporti con una vecchia conoscenza, Deborah Stratton, da poco rimasta vedova; a Cory, che segue gli scavi archeologici dei coniugi Odell, tocca in sorte la loro figlia Rachel, e Lucas, scapolo impenitente, finisce per cadere ai piedi della sensuale Rebecca. Ciò che nessuno di loro ha previsto è che quell’eccitante finzione possa trasformarsi in una travolgente storia d’amore.
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### Sinossi
3 ROMANZI IN 1 – Inghilterra, 1803. Qualcuno sta passando ai Francesi informazioni riservate che minacciano la sicurezza dell’Inghilterra, e tutti gli indizi fanno pensare che a capo della rete di spionaggio che opera nel Midwinter ci sia una donna. Per smascherarla, Justin, Duca di Kestrel, insieme ai fratelli Richard e Lucas e a un amico di vecchia data, Lord Cory Newlyn, ha elaborato un piano semplicissimo: ciascuno di loro fingerà di corteggiare una delle principali sospettate, in modo da raccogliere informazioni senza dare nell’occhio. Justin sceglie di concentrarsi sull’enigmatica Lady Sally, della quale è stato innamorato in passato; Richard si offre di riallacciare i rapporti con una vecchia conoscenza, Deborah Stratton, da poco rimasta vedova; a Cory, che segue gli scavi archeologici dei coniugi Odell, tocca in sorte la loro figlia Rachel, e Lucas, scapolo impenitente, finisce per cadere ai piedi della sensuale Rebecca. Ciò che nessuno di loro ha previsto è che quell’eccitante finzione possa trasformarsi in una travolgente storia d’amore.

Intrigante proposta del milionario

Quando alla morte di un lontano prozio scopre di aver ereditato una tenuta, Nyree Alcott vede realizzarsi il sogno di una vita. Dopo un’infanzia priva degli affetti familiari, avrà finalmente una casa tutta sua! Con l’entusiasmo dei suoi diciannove anni Nyree parte alla volta del Queensland per prendere possesso della casa e iniziare la sua nuova vita. Ma non ha fatto i conti con Brant Hollister, giovane e affascinante proprietario della compagnia edilizia più potente del nord Australia, che ha ben altri progetti sulla faccenda, e farà di tutto per indurla a vendere. Sullo sfondo lussureggiante della natura tropicale, lo scontro dei loro punti di vista produrrà scintille. Ci vorranno il misterioso ritratto di una contessa russa e un violento ciclone perché Nyree e Brant si rendano conto che l’amore ha avuto la meglio sulla loro iniziale ostilità.
(source: Bol.com)

Intorno al senso del nulla

Il significato radicale che il «nulla» ha assunto nella riflessione filosofica occidentale accompagna come un’ombra non solo questa forma di pensiero, ma l’intero tragitto della nostra civiltà. Radice prima dell’angoscia, il nulla turba anche e soprattutto per il suo carattere sommamente ambiguo: già Platone, infatti, osserva che pensare il nulla e parlare del nulla significa pensare qualcosa e parlare di qualcosa – come se il nemico che si ha di fronte si sdoppiasse, ingannandoci sulla sua identità. Questa nozione spaesante, che esige di essere interpretata alla luce delle forme più rigorose della speculazione, è stata affrontata da Severino a partire da “La Struttura originaria” (1958) e fino a “La morte e la terra” (2011): a tali due opere, e alla seconda in particolare, si ricollega “Intorno al senso del nulla”, dove da un lato si mostra come l’ambiguità sia ben più profonda di quanto possa sembrare e dall’altro si indagano «le condizioni che rendono possibile la via di uscita». Approfondimento quanto mai necessario, giacché se si rinunciasse a discutere le aporie suscitate dal senso del nulla resterebbe in sospeso la stessa tesi di fondo del pensiero di Severino: che l’uomo e ogni altro ente «sono da sempre salvi dal nulla».
(source: Bol.com)

Intoccabili

La mafia esiste ancora? E, soprattutto, la si combatte ancora? E come? Questo libro ripercorre la storia di una partita mortale: dagli anni ’80, quando un pugno di magistrati (Falcone e Borsellino tra gli altri) inventarono il “pool” e misero in crisi Cosa Nostra, alle stragi che li fermarono; dagli arresti voluti da Caselli alle campagne mediatiche per beatificare gli imputati eccellenti; dal “patto” tra Stato e mafia del 1993 a oggi, con il patto scaduto e i boss in carcere sempre più irrequieti. Documenti, drammi, retroscena di una vicenda sommersa, una storia lontana dai riflettori, una bomba che può esplodere in ogni momento.
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L’intoccabile

Daphne è una ragazza di diciassette anni, all’apparenza una semplice e normale studentessa liceale. Tutto questo, però, è destinato a cambiare improvvisamente una notte quando, tornando a casa dopo un turno di lavoro, subisce un’aggressione da parte di un ragazzo i cui occhi brillano di luce rossa e il cui ammaliante sorriso trasmette una sinistra inquietudine. L’incontro con quella misteriosa creatura della notte cambierà per sempre la vita della ragazza. Daphne scoprirà un nuovo mondo in cui figure mitologiche, profezie e incantesimi diverranno parte integrante della sua esistenza. E, fra intrighi amorosi e smanie di potere, verrà completamente assorbita da questa nuova realtà da cui sarà difficile uscire incolume.
Un viaggio inatteso che le farà comprendere il suo vero io e le insegnerà a non porre mai limite all’immaginazione. Tutto ciò che sino a quel momento credeva fosse relegato nella fantasia e nelle leggende del folklore popolare diverrà per lei come un’ombra oscura che, fedele, la condurrà alla scoperta di quel mondo che vorrebbe detestare ma dal quale, nello stesso tempo, è indiscutibilmente attratta.

L’intoccabile

John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è uno dei più grandi romanzieri contemporanei. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 Pietro Citati sul Corriere della Sera ha definito il suo L’intoccabile ”**un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant’anni**” per ”la vastità, la ricchezza, il terribile riso”), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il Booker Prize per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l’Irish Book Awards, l’European Literary Award, l’Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo Premio Nobel per la Letteratura. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di “romanzi gialli” di altissima qualità, ambientati nella Dublino anni ’50, che hanno come protagonista l’anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la BBC e RTÉ hanno tratto una serie TV nel 2014. Negli anni Trenta un gruppo di intellettuali e accademici inglesi dell’università di Cambridge, in nome dell’ideologia e della fede comunista, si mise al servizio dell’Unione Sovietica, dando vita a un gruppo di spie tra le più famose del secolo. Da questo fatto storico John Banville prende spunto per il suo intringantissimo romanzo, nel quale il protagonista, Viktor Maskell, ha i connotati di un noto personaggio che di quel gruppo fece parte: Sir Anthony Blunt, storico dell’arte e intimo frequentatore della famiglia reale. L’intoccabile è la storia di una vita giocata tra gli estremi della verità e della menzogna, della rispettabilità e del disonore. Una memorabile ricostruzione di un’epoca brillante e inquieta, un’affascinante spy-story in cui non manca una sconvolgente rivelazione finale.

‘*Banville è tra i romanzieri più eleganti e intelligenti di lingua inglese.*’
George Steiner

‘*Banville è grande perché scende al fondo più oscuro dell’esistenza, confrontandosi con la Medusa senza nome dell’abiezione e della tragedia, ma conservando un profondo, indistruttibile senso dell’umano, dei suoi affetti e valori, della fraternità esistenziale… Ma questo scrittore capace di scendere in tali cupe profondità senza ritorno è uno dei pochi capaci di raccontare quanto amore, amicizia e tenerezza ci possono essere nel cuore dell’uomo.*’
Claudio Magris
(source: Bol.com)

L’intervista. I 70 italiani che resteranno

Francesco Cossiga racconta i segreti del caso Moro, e Vasco Rossi la sua esperienza con la droga e il carcere. Silvio Berlusconi si confessa nel giorno in cui lascia per sempre Palazzo Chigi, e Andrea Bocelli confida i suoi amori. Sandro Mazzola rivela le combine ai Mondiali del 1970 e del 1974, e Gianni Rivera dice di essere stato juventino e amico di Brera. Dalla ventenne Bebe Vio, che vince la medaglia d’oro paralimpica con le sue braccia e gambe nuove, a Rita Levi Montalcini, intervistata il giorno del suo centesimo compleanno, Aldo Cazzullo costruisce una straordinaria galleria dei personaggi che hanno fatto la storia degli ultimi trent’anni.
Dall’intervista rubata a Giulio Andreotti quand’era ancora al potere sino all’esilarante chiacchierata con Checco Zalone, si alternano sulla scena capi di Stato e uomini di spettacolo, Bill Gates e Renato Zero, Mario Vargas Llosa e Laura Pausini. Renzo Arbore e Pippo Baudo vanno insieme da Padre Pio che li tratta malissimo, Paolo Sorrentino rievoca per la prima volta l’incidente in cui morirono i genitori; Andrea Camilleri viene portato in trionfo dalla rete per il suo No al referendum, mentre Massimo Bottura subisce un linciaggio digitale; Edgardo Sogno rivela di aver davvero preparato un colpo di Stato, Dino Zoff invita la Juve a rinunciare agli scudetti di Moggi; Ennio Morricone sente scoppiare la bomba di via Rasella, Alessandro Gassman rivendica le sue radici ebraiche; Bettino Craxi dice di voler morire ed essere sepolto in Tunisia, Umberto Bossi torna in campo dopo l’ictus; Dolce&Gabbana spiegano come hanno raccontato ai genitori di essere gay, Renato Vallanzasca come è sopravvissuto alle botte dei secondini; Piercamillo Davigo lamenta che i politici non hanno smesso di rubare ma solo di vergognarsi, Giuliano Pisapia denuncia le torture ai no global di Genova; Franca Valeri racconta come ha beffato i nazisti, J-Ax come ha sconfitto la cocaina. Parlano grandi vecchi riservatissimi come Giovanni Bazoli e Gianluigi Gabetti, e blogger adolescenti da due milioni di seguaci; Beppe Grillo gocciolante dopo la traversata a nuoto dello Stretto, e gli eterni duellanti della sinistra italiana, demoliti da Francesco De Gregori; e poi Riccardo Muti e Renzo Piano, Paolo Conte e Paolo Poli, Carlo De Benedetti e John Elkann, Romiti e il cardinal Martini, Celentano e Jovanotti… Un grande romanzo italiano, narrato da grandi uomini e donne e scritto da un grande giornalista.
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Intervento da Typhon

Se il classico tema dell’invasione da Marte è stato ormai abbandonato per mancanza di marziani, quello dell’aggressione con provenienza da altri sistemi solari o galassie resta un cardine della fantascienza d’avventura. Ben vengano dunque le nuove invasioni e i nuovi invasori, ma a condizione naturalmente di essere nuovi davvero, come in questo originale, concreto, dinamico, rapidissimo romanzo di Mason.
Copertina di Karel Thole

Le intermittenze del cuore

Negli orizzonti tematici della psichiatria si nascondono emozioni segnate, e sigillate, dalla vertigine del dolore e dell’angoscia, della speranza e della disperazione, della luce e della notte, e talora dell’anelito fatale alla morte volontaria: come espressione di una cascata di illusioni bruciate dagli eventi della vita e dal destino. Sono emozioni che fanno parte della vita: della vita di ogni giorno e della vita psicopatologica ma anche della vita sfolgorante della creatività; e sono emozioni che riemergono sulla scia delle pascaliane ragioni del cuore e delle proustiane intermittenze del cuore: sonde che ci consentono di intravedere le profondità dell’anima ferita e dell’anima incrinata dalla malattia. Il cuore in fiamme, o il fuoco del cuore, come metafore vive che ci avvicinano alla cifra segreta e indicibile della condizione umana.”I paesaggi dell’anima sono misteriosi e invisibili; e non è facile andare alla loro ricerca: compito inesauribile e mai finito. In quei paesaggi si nascondono le infinite emozioni che danno un senso alla vita: emozioni ardenti e appassionate, umbratili e crepuscolari, patetiche e lancinanti, angosciate e tristi, dolorose e strazianti, alate e smarrite, luminose e oscure, fredde e ghiacciate, intense e opache, dicibili e indicibili, decifrabili e indecifrabili. Non ci sono confini nella descrizione e nella analisi delle emozioni, delle loro diverse forme, e delle loro diverse risonanze personali e interpersonali. Andare alla ricerca dei paesaggi dell’anima, degli invisibili paesaggi dell’anima, significa insomma andare alla ricerca delle emozioni: delle loro cifre tematiche e dei loro orizzonti di senso: dei loro significati.”.
(source: Bol.com)

Interismi

“Se avessimo vinto lo scudetto — scriveva Beppe Severgnini dopo il 5 maggio 2002 — non mi sarei unito alle celebrazioni con un libro. Avrei festeggiato privatamente con qualche amico, moglie, fi glio e cagnolina dalmata (unica presenza bianconera in famiglia). Ma abbiamo perso, e dobbiamo consolarci.”
E questo piccolo libro si è rivelato davvero una gran consolazione per moltissimi tifosi neroazzurri. In otto anni è diventato un classico, citato e imitato. L’autoironia è servita a metabolizzare la sconfi tta e preparare la riscossa — che è arrivata, prima con gli scudetti in serie e poi col magico Triplete, coronato nella notte del Bernabeu dalla vittoria nella Champions League 2010.
Interismi è la risposta di una squadra fascinosa — e dei suoi tifosi speciali — agli scherzi del destino sportivo. Leggendolo, capiremo perché l’Inter è una forma di allenamento alla vita, un esercizio di gestione dell’ansia, un preliminare lungo anni. Il libro mescola entusiasmi e memorie agrodolci, opinioni fulminanti e citazioni classiche seguite da discussioni omeriche (se l’Inter è Ettore e la Juve è Achille, il Milan è Patroclo o Ulisse?). Insieme ai giudizi sulle squadre rivali e ai ritratti dei giocatori neroazzurri, ci sono le “interviste impossibili” a Peppino Prisco (che nel 2002 s’era temporaneamente giocato il paradiso coi commenti su Lazio-Inter). “Siamo una squadra di fi losofi — sostiene l’autore — convinti che Gresko e Poborsky siano la rappresentazione della condizione umana: sono il fato, l’inconveniente, la possibilità, il caso che si diverte.”
Una squadra che ha tifosi così — voi capite — vince anche quando perde. Per questo è ammirata dagli avversari, ai quali consigliamo di leggere questo libro. Interismi. Il 5 maggio e il coraggio di guardare avanti. Dimostra infatti come la passione sportiva non debba nutrirsi d’odio e aggressività. Bastano affetto, entusiasmo, ironia. E la capacità di non mollare mai.
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### Sinossi
“Se avessimo vinto lo scudetto — scriveva Beppe Severgnini dopo il 5 maggio 2002 — non mi sarei unito alle celebrazioni con un libro. Avrei festeggiato privatamente con qualche amico, moglie, fi glio e cagnolina dalmata (unica presenza bianconera in famiglia). Ma abbiamo perso, e dobbiamo consolarci.”
E questo piccolo libro si è rivelato davvero una gran consolazione per moltissimi tifosi neroazzurri. In otto anni è diventato un classico, citato e imitato. L’autoironia è servita a metabolizzare la sconfi tta e preparare la riscossa — che è arrivata, prima con gli scudetti in serie e poi col magico Triplete, coronato nella notte del Bernabeu dalla vittoria nella Champions League 2010.
Interismi è la risposta di una squadra fascinosa — e dei suoi tifosi speciali — agli scherzi del destino sportivo. Leggendolo, capiremo perché l’Inter è una forma di allenamento alla vita, un esercizio di gestione dell’ansia, un preliminare lungo anni. Il libro mescola entusiasmi e memorie agrodolci, opinioni fulminanti e citazioni classiche seguite da discussioni omeriche (se l’Inter è Ettore e la Juve è Achille, il Milan è Patroclo o Ulisse?). Insieme ai giudizi sulle squadre rivali e ai ritratti dei giocatori neroazzurri, ci sono le “interviste impossibili” a Peppino Prisco (che nel 2002 s’era temporaneamente giocato il paradiso coi commenti su Lazio-Inter). “Siamo una squadra di fi losofi — sostiene l’autore — convinti che Gresko e Poborsky siano la rappresentazione della condizione umana: sono il fato, l’inconveniente, la possibilità, il caso che si diverte.”
Una squadra che ha tifosi così — voi capite — vince anche quando perde. Per questo è ammirata dagli avversari, ai quali consigliamo di leggere questo libro. Interismi. Il 5 maggio e il coraggio di guardare avanti. Dimostra infatti come la passione sportiva non debba nutrirsi d’odio e aggressività. Bastano affetto, entusiasmo, ironia. E la capacità di non mollare mai.

L’Inter ha le ali

Quando, nel 1978, i nerazzurri di Eugenio Bersellini sbarcano all’aeroporto di Pechino, su una pista occupata solo da velivoli militari, prima squadra occidentale a giocare in quel Paese, il destino sta già tessendo le sue trame. Con perfetta simmetria, infatti, anni dopo il FC Internazionale Milano è stata la prima società italiana ad avere un proprietario cinese.
Era un altro mondo, anche nel calcio: non c’erano procuratori, i contratti erano annuali, quindi il rinnovo bisognava sudarselo ogni volta correndo come matti, tutta la squadra era italiana doc, dai giocatori ai manager, e i ruoli in campo erano ben definiti, c’erano le ali, i terzini, i mediani. Non si regalava la maglia autografata ai tifosi, perché era una sola in dotazione per tutta la stagione. E le veline erano ancora solo fogli di carta.
I campioni che hanno fatto grande l’Inter degli anni Settanta e Ottanta, di cui cinque artefici del Mondiale 1982, rievocano con umorismo e nostalgia la stagione d’oro della squadra nerazzurra, quando la società era come la mamma, che ti allevava e ti faceva crescere, gli allenatori facevano anche la parte del papà severo, e la parola data aveva valore di contratto. E con lo stesso humour e lo stesso affetto, fanno i raggi X alla squadra di oggi.
La verità è che il nerazzurro non si toglie con la maglia, rimane impresso sulla pelle, e infatti nessuno di loro ha mai dato l’addio alla beneamata. Quello che ancora oggi rimane invariato, e che li accomuna agli oltre quattro milioni di tifosi, è il cuore grande del popolo interista. E la sua eterna capacità di sognare.

(source: Bol.com)

Intenso come un ricordo

UNA STORIA DI OLOCAUSTO, SUL PASSATO E SUL GRANDE INTERROGATIVO DEL PERDONO. UN FENOMENO INTERNAZIONALE DEL PASSAPAROLA. Sage Singer fa la fornaia ed è una ragazza solitaria, finché non stringe amicizia con un vecchio signore, Josef Weber. Insegnante in pensione, di origine tedesca, Weber è benvoluto da tutti nella piccolo comunità in cui vive. Ma un giorno, contando sul rapporto di stima e affetto che li lega, Weber chiede a Sage un favore molto particolare: vuole che Sage lo uccida. Scioccata, confusa, la ragazza si rifiuta ma non può rifiutarsi di ascoltare la confessione dell’anziano amico. Weber è stato nelle SS ed era fra le guardie di Auschwitz. E la nonna di Sage è una sopravvissuta ai campi di sterminio… Come si può reagire quando si capisce che la persona che ha di fronte incarna il male assoluto? E’ possibile cancellare un passato criminoso con un comportamento irreprensibile? Si ha il diritto di offrire perdono anche se non si è la vittima diretta di un’ingiustizia? E… qualora Sage accogliesse la richiesta di Weber, si tratterebbe di vendetta… o di giustizia?
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### Sinossi
UNA STORIA DI OLOCAUSTO, SUL PASSATO E SUL GRANDE INTERROGATIVO DEL PERDONO. UN FENOMENO INTERNAZIONALE DEL PASSAPAROLA. Sage Singer fa la fornaia ed è una ragazza solitaria, finché non stringe amicizia con un vecchio signore, Josef Weber. Insegnante in pensione, di origine tedesca, Weber è benvoluto da tutti nella piccolo comunità in cui vive. Ma un giorno, contando sul rapporto di stima e affetto che li lega, Weber chiede a Sage un favore molto particolare: vuole che Sage lo uccida. Scioccata, confusa, la ragazza si rifiuta ma non può rifiutarsi di ascoltare la confessione dell’anziano amico. Weber è stato nelle SS ed era fra le guardie di Auschwitz. E la nonna di Sage è una sopravvissuta ai campi di sterminio… Come si può reagire quando si capisce che la persona che ha di fronte incarna il male assoluto? E’ possibile cancellare un passato criminoso con un comportamento irreprensibile? Si ha il diritto di offrire perdono anche se non si è la vittima diretta di un’ingiustizia? E… qualora Sage accogliesse la richiesta di Weber, si tratterebbe di vendetta… o di giustizia?