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Il templare nero

Avvincente come 300Epico come Il gladiatore’Roberto Genovesi è il maestro italiano del fantasy storico.’Andrea FredianiL’epopea di un eroe al servizio della verità4 luglio 1187.In Terrasanta si consuma uno degli scontri più cruenti tra l’esercito cristiano e quello musulmano. Durante la battaglia dei Corni di Hattin, le truppe del Saladino si impadroniscono della Vera Croce, una delle più preziose reliquie della cristianità. O almeno, questo è ciò che ci racconta la Storia. Ma andò davvero così? Da dove provenivano i cavalieri dalle armature traslucide e senza insegne, che presero in custodia la reliquia, poi dichiarata perduta? A svelare il segreto potrebbe essere un misterioso cavaliere, un templare rinnegato che da piccolo fu incaricato da un crociato morente di custodire per il resto della vita un’insignificante scheggia di legno. La sua pelle è scura e prega Allah, ma porta una croce d’argento al collo. Lo tiene in vita la forza di un sogno, che gli chiede con insistenza di trovare colui che le genti chiamano lo Stupor mundi. Il suo nome è Isaac il Nero e Dio o il destino lo hanno scelto per guidare il manipolo di eroi che combatterà l’ultima, definitiva battaglia in nome della fede.Un templare che non crede in Dio Un imperatore deciso a stupire il mondo Dalla battaglia di Hattin alla marcia di Federico di Svevia a Gerusalemme La storia che non vi hanno voluto mai raccontareHanno scritto di La legione occulta dell’impero romano:’Un avvincente romanzo storico con spruzzate di fantasy.’Il Sole 24 Ore’Un romanzo assai originale, ad ampio respiro, pieno di personaggi, ricco di descrizioni e di invenzioni narrative.’il Giornale’Un crescendo di colpi di scena costruito con una sapienza davvero rara nel panorama della narrativa italiana… Il suo linguaggio veloce e aggressivo inchioda il lettore.’LiberalRoberto Genovesiè giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo. Ha collaborato ai più importanti periodici e quotidiani italiani tra cui ‘L’Espresso’, ‘Panorama’, ‘TV Sorrisi e Canzoni’, ‘la Repubblica’. Considerato tra i maggiori esperti italiani di videogiochi, insegna Teoria e Tecnica dei linguaggi interattivi e cross-mediali in più università. Con Sergio Toppi ha realizzato le biografie a fumetti di Federico di Svevia, Carlo Magno, Archimede di Siracusa e Gengis Khan. Ha pubblicato il romanzo Inferi On Net. Con la Newton Compton ha pubblicato La legione occulta dell’impero romano, Il comandante della legione occulta e La mano sinistra di Satana, che presto uscirà anche in Spagna.
(source: Bol.com)

Il tempio verde

Michael Keeton è scomparso insieme alla moglie nel bosco di Ryhope, dove si era avventurato in cerca della figlia Tallis. lmprovvisamente, dopo un anno, l’uomo riappare; ma per lui sono trascorsi solo un paio di giorni, perché tra le piante millenarie di Ryhope ha imboccato gli “hollowing”, sentieri capaci di trascinare il viandante in una differente dimensione spazio-temporale. Al suo rientro nel mondo “normale” incontra i coniugi Bradley, Alice e Richard, insieme al loro figlioletto Alex, un compagno di Tallis; e quando anche Alex viene attirato nel cuore senza tempo della foresta, è la volta di Richard di affrontare i misteri di Ryhope.
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I tempi di Anika

*I tempi di Anika* , pubblicato nel 1931, è ambientato in un oscuro villaggio bosniaco la cui tranquilla e monotona esistenza viene sconvolta da due eventi inquietanti, tra loro lontani nel tempo.
L’improvvisa e inspiegabile follia di un prete, infatti, sembra richiamare quanto successo molti anni prima, ai “tempi di Anika”. Ma chi è Anika? Personaggio originale e indimenticabile, mai svelato fino in fondo, Anika è una donna misteriosa, imprevedibile e coraggiosa, capace di esercitare su chi le si avvicina una sorta di magia erotica, ma soprattutto ben determinata a non lasciare che nessuno si impadronisca del suo destino. Nella sua casa appartata, Anika riceve gli uomini e col suo corpo mirabile li incanta, concentrando su di sé i sogni, gli odii e i desideri di un intero paese. Ma la sua scelta di vita decisamente anticonvenzionale non la porterà certo alla felicità… Romanzo breve e controcorrente, cronaca di eventi tenebrosi, *I tempi di Anika* vede dispiegarsi tutta la potenza narrativa di Andric, e resta tra le sue opere migliori e più originali.

Tempi d’oro per i morti (La tetralogia di Miami)

Reduce da un divorzio, senza una lira, vicino alla pensione, trasandato e sovrappeso, anche se tenta di mettersi a dieta, il detective della Squadra Omicidi di Miami Hoke Moseley è pieno di casini. Il capo gli ha sbolognato una valanga di casi irrisolti sulla scrivania. Dovrebbe istruire la sua nuova giovane e voluttuosa collega di origine cubana Ellita Sanchez che però attraversa un momento esistenziale ancora più complicato del suo. L’ex moglie gli rispedisce le due figlie con una lettera accompagnatoria e senza diritto di replica. E, problema per niente irrilevante a Miami, deve trovare casa. Ma chiamato a indagare sul caso di un giovane morto di overdose in un quartiere danaroso della città, quella che sembra una semplice uscita di routine diventa qualcosa di diverso quando incontra l’attraente matrigna del ragazzo. Forse questa bella donna che vuole portarselo a letto potrebbe essere la soluzione a tutti i suoi problemi? O forse è solo l’inizio di una catena di eventi ancora più imprevedibili e sfortunati?
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### Sinossi
Reduce da un divorzio, senza una lira, vicino alla pensione, trasandato e sovrappeso, anche se tenta di mettersi a dieta, il detective della Squadra Omicidi di Miami Hoke Moseley è pieno di casini. Il capo gli ha sbolognato una valanga di casi irrisolti sulla scrivania. Dovrebbe istruire la sua nuova giovane e voluttuosa collega di origine cubana Ellita Sanchez che però attraversa un momento esistenziale ancora più complicato del suo. L’ex moglie gli rispedisce le due figlie con una lettera accompagnatoria e senza diritto di replica. E, problema per niente irrilevante a Miami, deve trovare casa. Ma chiamato a indagare sul caso di un giovane morto di overdose in un quartiere danaroso della città, quella che sembra una semplice uscita di routine diventa qualcosa di diverso quando incontra l’attraente matrigna del ragazzo. Forse questa bella donna che vuole portarselo a letto potrebbe essere la soluzione a tutti i suoi problemi? O forse è solo l’inizio di una catena di eventi ancora più imprevedibili e sfortunati?

Il telepatico

Gerald Howson è nato con un handicap permanente, e per lui si prospetta un futuro di povertà e di solitudine: ma quando giunge alla raggiore età scopre di essere telepatico, di essere una delle misteriose persone di cui parlano i film e i giornali; gli individui capaci di leggere nei pensieri.

Telemorte

Sfuggito alla stretta oppressiva della Diocesi di Northernmost, Ross Schuyler è diventato un velocista: insieme a un pugno di compagni sfreccia fra mortali fasci di particelle sparati da satelliti sempre all’erta per contrabbandare microprocessori fra le rovine di Phoenix e Los Angeles, centro di smistamento per l’Asia e il mercato europeo. Sullo sfondo di un’America avvilita e fatiscente, Schuyler diventa ben presto un’autentica star televisiva, ma ecco che i suoi compagni cominciano a morire sempre più numerosi, mentre la donna che gli ha dato un figlio cerca di assassinarlo. Forse per Schuyler è giunta davvero l’ora dell’ultima corsa?
Copertina di Karel Thole

Tele-Homo Sapiens

Le imprese cinematografiche dll’agente 007, e quelle “segretissime” dell’agente OS 117 (ma quanti 7 fra queste spie!) appariranno al lettore alquanto più grossolane, e tutto sommato anche più inverosimili, delle attività del nostro Paul Breen, cui il controspionaggio americano assegna un compito chiave nella difesa del paese. Ma questo serrato romanzo d’azione, costruito con la libertà di movimenti di un film, e scritto con l’incalzante rigore di un’inchiesta, non si limita a darci un quadro spietato e plausibile della vita di un agente segreto. Dietro gli attentati, le sparatorie, gli intrighi, si delinea una lotta ben più feroce di quelle che affliggono le nazioni, un conflitto mortale non già fra diverse concezioni politiche, ma fra gli uomini e quelli che saranno i loro successori.
Copertina: Karel Thole

Tecnologie radicali

Dagli smartphone alla realtà aumentata, dall’internet delle cose agli algoritmi, dalla stampante 3D alla criptovaluta, dai droni alle macchine senza conducente, non passa anno senza che un nuovo, rivoluzionario dispositivo non prometta di trasfigurare radicalmente le nostre vite, rendendo ogni aspetto della nostra interazione con la realtà che ci circonda più intelligente, più facile e più economico. Ma quali sono i reali costi da pagare per tale rivoluzione senza precedenti? In questa penetrante analisi della nostra Età dell’Informazione, Adam Greenfield, eminente studioso di nuove tecnologie, ci induce a riconsiderare il nostro rapporto con il multiforme e pervasivo universo della rete e della digitalizzazione della realtà. Dopo avere colonizzato la vita quotidiana, le tecnologie radicali stanno ora orientando e determinando le nostre opzioni per il futuro. Ma come agiscono? Quali le poste in gioco a livello sia sociale sia individuale? E chi trae realmente profitto dalla loro capillare diffusione? Rispondendo a tali domande, Greenfield traccia esemplarmente i contorni della crisi, inedita per dimensioni e natura, che dobbiamo affrontare.
(source: Bol.com)

Tecnoflagello

Il sistema solare è stato quasi distrutto dal cosidetto “tecnoflagello”, una tempesta di microscopiche macchine autoreplicanti che travolge i pianeti attraverso miliardi di collisioni simultanee. Su Marte, tuttavia, la vita continua e per un giovane come Daric non ci sono pericoli immediati di sopravvivenza. Finchè un giorno Daric beve una bevanda che allarga la coscienza e sperimenta il collegamento con un mondo completamente diverso, entrando in contatto con le astronavi che solcano le rotte dello spazio… È a questo punto che il suo destino cambia del tutto: perchè nello spazio c’è chi sostiene che quel ragazzo sia il clone di un antico condottiero, l’eroe dell’epoca precedente al tecnoflagello- E c’è chi farebbe qualsiasi cosa per mettere le mani sul suo pastrimonio genetico. A Daric non resta che abbracciare il suo destino, partire per lo spazio e scoprire un mondo trasformato dalla tempesta di tanti anni prima: un mondo che è quasi leggenda, e che un tempo fu la Terra
Copertina di Franco Brambilla

Il teatro di Sabbath

Il ritratto di un burattinaio “maestro di inganni, di artifici e di irrealtà” e un comico e dissacrante viaggio tra i fantasmi del passato sono al centro del romanzo che ha valso a Philip Roth il National Book Award. Un uomo brutto e anziano che ha perso le sue buone occasioni per sfondare nella vita: potrebbe essere un fallito, insomma. Ma Mickey Sabbath non lo è affatto: a sessantaquattro anni, coltiva da piú di un decennio un legame “di stupefacente impudicizia e altrettanto stupefacente riservatezza” con una donna slava che tradisce regolarmente; ha fondato il Teatro degli Indecenti, attirandosi critiche e antipatie; e, piú in generale, ha speso ogni sua energia nel tentativo di costruirsi una vita libera (e libertina), preferendo la sfrenatezza alla pace, la sfrontatezza all’educazione. O, almeno, cosí crede: perché Drenka, l’amante che per tredici anni ha infiammato i suoi sensi e le sue fantasie, muore. E anche se “ne il turbinoso monologo interiore, ne la sovrabbondanza di autosovversione, ne anni di letture sulla morte, ne l’amara esperienza di tribolazioni, perdite, avversità e dolore rendono piu facile a un uomo di quel genere (o forse a un uomo di qualsiasi genere) usare il cervello”, Sabbath è comunque costretto a correre lungo il filo della memoria, a recuperare il passato e i personaggi che, nel bene e nel male, l’hanno popolato.

Il teatro delle ossa

Inghilterra, 1888. Una serie di orribili delitti sta insanguinando le Midlands quando una soffiata attira l’attenzione degli investigatori sulla compagnia teatrale di Edmund Whitlock, impegnata in una tournée nei teatri di provincia: le date del cartellone coincidono con quelle dei macabri ritrovamenti di ragazzini seviziati. L’attenzione della polizia si concentra su Tom Sayers, impresario della compagnia con un passato di pugile drammaticamente interrotto. L’uomo è innocente, ma viene incastrato e arrestato. Riesce però a evadere e, una volta in fuga, si rivolge in cerca di aiuto all’amico Bram Stoker, il creatore di Dracula, anch’egli direttore di un importante teatro londinese.
Insieme indagano sui misteriosi delitti e, grazie ai legami di Stoker con il mondo dell’esoterismo e dell’occulto, intraprendono una sorta di viaggio misterico che li porta fino alla figura immortale dell’Errante, maestro diabolico che si incarna in chi è disposto ad accoglierlo votandosi alla dannazione. Quando Sayers capisce che anche Louise, la giovane attrice di cui è profondamente innamorato, è in grave pericolo, decide di immolarsi per la salvezza della ragazza. Inseguito a sua volta dall’infaticabile ispettore Sebastian Becker, sprofonderà insieme a Louise in una spirale di degradazione, passando dal Vecchio al Nuovo Continente, tra le quinte di teatri sempre più infimi e i baracconi delle fiere, fino all’unica possibilità di redenzione: un baratto che ha come pegno l’anima.

Teatro 2

“La democrazia è come l’aria / così naturale / necessaria / perciò chiunque / può sporcarla”Dalla rivisitazione al femminile del burattino di Collodi alla favola della strega cattiva di Biancaneve, dal mondo dei muratori a quello delle blatte, dalla canzone al monologo, dal verso al blues, Stefano Benni, dopo il successo di Teatro, ritorna con un secondo volume di opere scritte per le scene e interpretate fra gli altri da Angela Finocchiaro, Ivano Marescotti, Lucia Poli, Ugo Dighero, Maurizio Crozza, con musiche di Paolo Damiani e Umberto Petrin.
(source: Bol.com)

La taverna delle ombre

Edimburgo, 1297. Sulla piazza del mercato, desolatamente spoglia di banchi, folla e allegria, campeggia sinistro il patibolo. Per le strade, pochi passanti si muovono frettolosi e guardinghi, scrutando con sospetto i forestieri: ovunque, solo soldati, case bruciate, botteghe sprangate. Così si presenta la città occupata dagli inglesi, irriconoscibile agli occhi della giovane Margaret Kerr, giunta dal nord della Scozia per trovare il marito Roger, di cui non ha notizie da mesi, e gli assassini di Jack, cugino del marito. Anche Jack era partito alla volta di Edimburgo in cerca di Roger, ma aveva fatto ritorno avvolto in sudario: uno squarcio nel ventre, un altro in gola, e una piccola pietra – forse un peso da telaio – stretta in pugno. Forte di questo unico indizio, Margaret intraprende l’indagine in un clima avverso e violento: tra i crescenti delitti, l’omertà dei cittadini, l’incomprensibile ostilità del fratello Andrew e dello zio Murdoch, gestore della taverna in cui trova asilo. Mentre la rivolta contro gli oppressori si diffonde a macchia d’olio in tutto il paese e gli stessi ribelli si dividono in fazioni, Margaret si addentra con coraggio in una pericolosa rete di intrighi e tradimenti che rischiano di scardinare ogni sua certezza.
(source: Bol.com)

La taverna del Doge Loredan

A Venezia, in un’antica palazzina sul rio di San Felice, vive Schultz, ex capitano della marina mercantile e ora editore e tipografo di discreta fama locale. Una sera, cercando le bozze di un manoscritto al quale sta lavorando, trova in cima a un armadio un libro malconcio, privo di titolo e del nome dell’autore. Non appena intraprende la lettura di quelle pagine scure e ammuffite, precipita in un mondo fatto di intrighi, duelli, amori e tradimenti. La storia che si snoda davanti ai suoi occhi è ambientata a Londra quasi due secoli addietro e ha per protagonista Jacob Flint, giovane gentiluomo inglese con una passione per le mogli altrui. Ma più Schultz si immerge nella lettura, più vi coglie inquietanti analogie con la propria vita, quasi che quel testo scritto tanto tempo prima parlasse di lui.
Così, da semplice lettore, ne diviene personaggio insieme a Flint, alla bellissima e sfrenata Nina, proprietaria della Taverna del Doge Loredan, e all’amante di lei Terry Fielding, capo della malavita inglese.
È l’inizio di un’avventura picaresca e libertina che, tra fughe, perdite e ritrovamenti, ci condurrà in un viaggio stregato attraverso l’Europa, fino allo sconcertante epilogo finale.

(source: Bol.com)

Il tatuatore di Auschwitz

**Non esiste luogo in cui l’amore non possa vincere**
«*Un romanzo già venduto in tutta Europa.*»
**The Bookseller**
Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno più donne, saranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, è Lale a essere incaricato di quell’orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non potrà più dimenticare.
Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non c’è posto per l’amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l’amore è un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.
*Il tatuatore di Auschwitz* è il libro del 2018 e nessun editore ha potuto lasciarsi scappare una storia così intensa da far vibrare le corde più profonde dell’animo. Una storia che presto diventerà un film. Il dolore che Lale e Gita hanno conosciuto e l’amore grazie al quale lo hanno sconfitto sono un insegnamento profondo: perché restano ancora molte verità da scoprire sull’Olocausto e non bisogna mai smettere di ricordare. Un romanzo sul potere della sofferenza e sulle luci della speranza. Su una promessa di futuro quando intorno tutto è buio.
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### Sinossi
**Non esiste luogo in cui l’amore non possa vincere**
«*Un romanzo già venduto in tutta Europa.*»
**The Bookseller**
Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno più donne, saranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, è Lale a essere incaricato di quell’orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non potrà più dimenticare.
Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non c’è posto per l’amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l’amore è un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.
*Il tatuatore di Auschwitz* è il libro del 2018 e nessun editore ha potuto lasciarsi scappare una storia così intensa da far vibrare le corde più profonde dell’animo. Una storia che presto diventerà un film. Il dolore che Lale e Gita hanno conosciuto e l’amore grazie al quale lo hanno sconfitto sono un insegnamento profondo: perché restano ancora molte verità da scoprire sull’Olocausto e non bisogna mai smettere di ricordare. Un romanzo sul potere della sofferenza e sulle luci della speranza. Su una promessa di futuro quando intorno tutto è buio.
### Dalla seconda/terza di copertina
Heather Morris, nata in Nuova Zelanda, vive e lavora a Melbourne in Australia. Autrice di sceneggiature, ha deciso di volgersi alla narrativa per raccontare la commovente storia di Lale Sokolov. Il tatuatore di Au-schwitz è il suo romanzo d’esordio: dopo lo straordinario interesse suscitato alla Fiera di Londra del 2017 è stato venduto in tutt’Europa ancora prima della pubblicazione.

Tartufi bianchi in inverno

La Parigi di fine secolo è meravigliosamente scandalosa: tra ombrellini e passeggiate al parco, si discute della mostruosità di quei selvaggi impressionisti, delle scoperte di una certa madame Curie, delle piccanti avventure delle celebrità in piena Belle Époque.

Solo al Petit Moulin Rouge si parla d’altro: Auguste Escoffier, lo chef che ha inventato il ristorante più chic della città, sta per sposarsi. Si mormora che il suo non sia un matrimonio come tutti gli altri, perché, invece di conquistare la futura moglie, l’ha vinta al gioco. Lei è Delphine, giovane poetessa dallo spirito libero, che incontra il marito per la prima volta praticamente il giorno delle nozze. È così basso, pensa, incrociando i grandi occhi di lui, senza immaginare che cosa l’aspetti. Invece di portarla in camera da letto, Escoffier la conduce nel suo restaurant. Tra il nitore abbagliante degli utensili, i profumi e gli aromi delle spezie, le parole suadenti di Auguste suonano come poesia, mentre cucina solo per lei. Delphine quella notte conosce la sensualità, la passione e l’ebbrezza di un gesto d’amore. Il piccolo uomo che l’ha fatta innamorare incarna però genio e sregolatezza, follia e creazione, desiderio e ambizione, arte e libertà. Legarlo è impossibile, perderlo impensabile. Ma, nel corso di una carriera sfolgorante, Escoffier diventa ben presto l’idolo di re e capi di stato, di grandes dames e cortigiane, e lascia la moglie troppo tempo sola. Soprattutto quando incontra la più famosa attrice di tutti i tempi, Sarah Bernhardt, cuore ribelle come lui. Divisa tra due mondi e due anime, l’esistenza di Escoffier è un’avventura irripetibile, una vita imperfetta, geniale, appassionata. Quella che ciascuno di noi vorrebbe vivere.

(source: Bol.com)