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Terrore!

Contiene:
L’ultima illusione [The last illusion] / Clive Barker —
Bunny non ce l’aveva detto [Bunny didn’t tell us] / David J. Schow —
Murgunstrumm / Hugh B. Cave —
L’ultimo turno [The late shift] / Dennis Etchison —
Il Signore Cavallo [The horse lord] / Lisa Tuttle —
Il Saltapicchio [The jumpity-Jim] / R. Chetwynd-Hayes —
I diritti d’autore sono scaduti [Out of copyright] / Ramsey Campbell —
Il fiume dei signi notturni [The river of night’s dreaming] / Karl Edward Wagner —
L’esemplare color seppia [Amber print] / Basil Copper —
La Casa del Tempio [The house of the temple] / Brian Lumley —
Gli Jugoslavi [The Yougoslaves] / Robert Bloch —
Il primogenito [Firstborn] / David Campton —
Il dramma nero [The black drama] / Manly Wade Wellman —
Crystal / Charles L. Grant —
Secchielli [Buckets] / F. Paul Wilson —
La testa del satiro [The satyr’s head] / David A. Riley —
Rottami [Junk] / Stephen Laws —
Pastone per maiali [Pig’s dinner] / Graham Masterton.

Terrore sul ghiaccio

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Los Angeles. Ellen Cusaks, ex campionessa di pattinaggio artistico, un matrimonio fallito alle spalle, è perseguitata da un maniaco. Il suo agente, Lenny Mayot le suggerisce di farsi proteggere da Pete Golding, un detective privato noto per i suoi metodi violenti, esperto nella caccia agli squilibrati che tormentano le star. Ma non è tutto. Nel giardino della casa di Ellen viene trovato il cadavere di una donna morta da alcuni anni. Golding riesce a darle un’identità, ma c’è qualcosa nella vicenda che non lo convince. Soprattutto quando compare l’immagine di una bambina vestita di blu che assomiglia molto a Ellen. Inizia così un’indagine nell’oscuro passato della bella pattinatrice, tra telefonate misteriose e il ricordo di traumi infantili.

Terrore su Londra

Le più attrezzate stazioni d’ascolto di tutto il mondo, captano, dallo spazio, un segnale che subito diventa un allarme, una minaccia, un incubo. Il difficile equilibrio raggiunto dalle grandi potenze mondiali sta per sgretolarsi; febbrili consultazioni s’incrociano fra Capi di Stato. Da dove viene il terrore che pesa su Londra e le maggiori capitali? Secondo le migliori tradizioni del «thriller» bisognerà cercare il classico lupo nella classica pelle d’agnello.
Copertina di Karel Thole

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Le terrificanti storie del vascello nero

Dall’autore del bestseller Le terrificanti storie di zio MontagueEthan e Cathy vivono con il padre all’Old Inn, una vecchia locanda arroccata su un’alta scogliera a picco sul mare. Una sera una misteriosa malattia colpisce i due bambini, che cominciano a urlare per il dolore. Il padre allora esce di casa per andare a cercare un medico. Fuori imperversa una violenta bufera, il mare è in tempesta e la furia del vento scuote le finestre e fa scricchiolare le pareti della locanda. All’improvviso bussano alla porta. È il giovane marinaio Jonah Thackeray che chiede ospitalità. In cambio si offre di raccontare ai bambini storie paurose ed emozionanti, apprese nei suoi lunghi anni di navigazione. Ma c’è qualcosa di molto strano in questo visitatore, e il piccolo Ethan comincia a essere un po’ inquieto, sia perché le storie sono davvero terrificanti, sia perché malgrado siano passate diverse ore il padre non fa ancora ritorno…«Storie terrificanti e magistralmente ambientate… In stile Allan Poe.»Il Venerdì di RepubblicaChris Priestleyè autore di racconti e romanzi. Affermato illustratore di storie per bambini, vive a Cambridge. La Newton Compton ha pubblicato Le terrificanti storie di zio Montague, che ha riscosso un grande successo. Da non perdere il cupo e terrificante sito www.talesofterror.co.uk.
(source: Bol.com)

I terrestri senza memoria

**SONO APPESO FRA MIO PADRE E MIA SORELLA.**
La corda oscilla leggermente, facendomi urtare Arlene. Guardo in basso e inorridisco. Sotto di noi c’è un enorme pentolone nero in cui gorgoglia un liquido denso. Sembra uno di quelli che si vedono nei vecchi film in cui i cannibali cuociono gli esploratori. Terrorizzato, scruto quella superficie agitata e cerco di capire cosa bolle in pentola.

Terrestri alla prova

Una volta l’Uomo si misurava con altri uomini o con «le forze della Natura»; e in questa lotta, da cui usciva ora vittorioso e ora sconfitto, dava prova del suo valore alla restante umanità e agli Dei. Ora gli uomini stanno per diventare qualcosa di più e di meno dell’Uomo con la maiuscola, unico essere pensante delI’universo: stanno per diventare – e in fantascienza sono già diventati da un pezzo – i Terrestri. E in quanto tali dovranno dare prova del loro valore non solo alla restante umanità e agli Dei, ma… agli Altri. Come ci giudicheranno? Che prova sapremo dare di noi? I cinque racconti di questa antologia propongono ciascuno una situazione in cui ne va del nostro buon nome. Ma nello sceglierli, naturalmente, il solo «buon nome» a cui abbiamo avuto riguardo è stato quello di Urania, impegnata a pubblicare sempre e soltanto il meglio… Per il resto, non siamo di quelli per cui il Terrestre ha sempre ragione», né di quelli per cui è già scontato che la nostra umanità non vale molto e che dovremo «metterci al passo con le Specie più progredite».
Indice:
Arthur C. Clarke – Spedizione di soccorso (Rescue Party, 1964)
Keith Roberts – Meglio andarsene dal Terzo Pianeta (Survey of the Third Planet, 1966)
Gregory Benford – Rappresentante della Terra (Representative from Earth, 1966)
Poul Anderson – Nave zoo (Hiding Place, 1964)
Algis Budrys – Dan Stevenson non molla (The Edge of the Sea, 1957)
Copertina di Karel Thole

Le terre di Caino. Quel che resta della guerra

Il libro è un’analisi degli agghiaccianti pericoli con i quali le guerre e le armi del ventesimo secolo ci costringono a fare i conti ben oltre le coordinate di spazio e di tempo in cui le guerre vennero combattute e le armi costruite. Un libro di cronaca e di denuncia sugli effetti e le conseguenze dei residuati bellici sui territori e sulle popolazioni che, a decenni di distanza dalle guerre stesse, rischiano e perdono la vita a causa loro.
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Le terre desolate

“Nelle Terre Desolate, la spaventosa landa che ricopre gran parte del pianeta e che porta le cicatrici di una guerra che risale a millenni addietro, ma che ha distrutto la civiltà del Vecchio Mondò arrivano gli eserciti di Ekuman il Satrapo. Disposto a tutto pur di estendere il suo impero, Ekuman fa torturare e mettere a morte Ardneh, considerato uno stregone al soldo degli Uomini Liberi, la resistenza che si oppone all’invasione. Ardneh, tuttavia, annuncia al nemico un destino terribile e una sconfitta sicura, perché nelle Terre Desolate. sopravvive il ricordo della scienza dei Vecchio Mondo, una scienza che forse è in grado di sconfiggere la stregoneria… Inizia così l’avventuroso romanzo di Fred Saberhagen che Algis Budrys ha definito “un libro che si legge d’un fiato, l’opera di un maestro”. Una lunga battaglia non solo fra il bene e il male, ma fra scienza e magia, passato e presente, in un mondo fantastico eppure credibile, delineato alla perfezione.
Copertina di Maren

Terre desolate

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Roland di Gilead, il Prigioniero e la Signora delle Ombre sono impegnati ad acquisire le doti indispensabili per proseguire la ricerca della Torre Nera. Grazie alla guida tenace ed imperturbabile dell’ultimo cavaliere, Eddie e Susannah, (la nuova donna nata dalla fusione di Detta e Odetta) stanno infatti sviluppando insospettabili abilità: Susannah si rivela una pistolera provetta e Eddie riscopre la capacità di sentire la voce nascosta delle cose. Ma soprattutto i tre stanno imparando a fidarsi reciprocamente, via via sempre più consapevoli che la loro diversità è la loro forza, la forza del ka-tet, cui però manca ancora un elemento. Cioé il piccolo Jake, che per un paradosso temporale è di nuovo a New York…

Terre Accanto

“…In determinate condizioni, il nostro mondo materiale si sdoppia e dà origine a un mondo parallelo, chiamato dagli studiosi geminus.” Non è facile esplorare questi mondi, anzi, “non esistono luoghi particolarmente adatti a stabilire forme di contatto: tutti gli esperimenti effettuati ad Avalon, nella Piramide di Cheope, a Machu Picchu… non hanno dato riscontri apprezzabili”. Solo “Urania” poteva riuscirci, con un volume eccezionale che vi porta alla scoperta non di uno ma di ben quattro universi, in cui rivivono un’impossibile regno longobardo, un’Europa barbara e sottomessa, la Repubblica di Venezia contrapposta all’impero sovietico e una Regina del Nord in grado di viaggiare tra i mondi. Un viaggio talmente sfrenato che non poteva non vincere il Premio Urania.
Copertina di Pierluigi Longo

La terra sotto i suoi piedi

Nel giorno di San Valentino del 1989, Vina Apsara, cantante rock dalla voce irresistibile, scompare in Messico durante un terremoto. A partire da questo evento Salman Rushdie torna indietro di qualche decennio per ripercorrere la storia di Vina e Ormus Cama, lo straordinario musicista che più volte l’ha perduta e ritrovata. La loro è la storia di un amore che li insegue per tutta la vita, e anche dopo. A raccontarcela è Rai Merchant, un fotografo, amico d’infanzia di Ormus e per qualche tempo amante di Vina. Percorso da innumerevoli storie e personaggi, il suo racconto ci trasporta da Bombay a Londra e a Manhattan, mentre la sua voce si carica di rabbia e di saggezza, d’ironia e d’amore in questa straordinaria rilettura del mito eterno di Orfeo ed Euridice.
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Terra incognita (Urania)

Tejendra Singh, il fisico che ha scoperto il modo di mettere in comunicazione le varie Terre del multiverso, viene rapito sotto gli occhi del figlio, il giovane Everett Singh. Everett è a sua volta un genio della logica e dell’informatica e decide di partire in cerca del padre. Ma partire per dove? Innanzitutto bisogna recuperare la mappa degli universi elaborata dal dottor Singh e trovare il luogo in cui tutte le realtà coesistono e le verità di ogni mondo si sommano. Everett scopre la porta che apre l’ingresso a n dimensioni e si avventura da un mondo all’altro in cerca di Tejendra. Un crocevia tra percorsi infiniti, dalla Londra che conosciamo a una teoria di città-labirinto ancora invisibili.
(source: Bol.com)

Terra di morte

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In una zona del Sud degli Stati Uniti, permangono ancora le condizioni di vita dell’Ottocento: braccianti neri sottomessi e umiliati dagli incappucciati del Klan, miseria, violenza diffusa. In questa situazione di degrado, una giovane donna scopre in sè il potere di rianimare, sia pure per pochi minuti, i morti. Entrare in contatto mentale con loro, cercare di scoprire i loro segreti, il mistero della loro morte, sono cose che l’affascinano e che contemporaneamente la condurranno in una spirale di terrore dal quale, come lei stessa può dimostrare, non si esce nemmeno con la morte.
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La terra del rimorso

Salento, “terra del rimorso”, “terra del cattivo passato che torna e opprime col suo rigurgito”. Qui, nel 1959, un’equipe guidata da Ernesto De Martino conduce una ricerca etnografica per studiare il tarantismo, antico rito contadino caratterizzato dal simbolismo della taranta – il ragno che morde e avvelena – e dalla potenza estatica e terapeutica della musica e della danza. Con un’impostazione inedita rispetto a quella di tanta letteratura meridionalista di stampo folcloristico, De Martino dimostra come le pratiche rituali abbiano la funzione di scongiurare le ansie di un’esistenza segnata dalla povertà e dall’emarginazione. Un classico imprescindibile che interpreta il fenomeno delle tarantolate dal punto di vista storico, culturale e religioso.