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Nell’intimità

E’ una notte lunga per Jay: ha deciso di lasciare la compagna e i suoi due figli, dopo anni trascorsi tra litigi e riappacificazioni. Mentre si prepara ad abbandonare la sua casa, non può fare a meno di ripensare alla sua vita, di rivivere le trasgressioni dell’adolescenza, i sogni mai realizzati e la paura delle responsabilità. Gli amori passati, gli amici, scorrono davanti ai suoi occhi come in un film, mettendo a nudo tutte le sue debolezze. E’ davvero deciso ad abbandonare la noiosa tranquillità quotidiana, rischiando l’affetto dei figli? Riuscirà a chiudersi dietro le spalle quella porta e diventare un altro uomo? L’alba è vicina, non c’è più tempo per continuare a guardare dentro se stesso e scegliere se non voltarsi più indietro.
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Nell’abisso di Olduvai

Olduvai è una gola rocciosa nelle pianure del Serengeti, nel nord della Tanzania. È il luogo dove nel 1931 Louis e Mary Deakey scoprirono i resti del più antico antenato dell’Homo sapiens, l’Uomo del Basso Pleistocene, che visse due milioni di anni fa. È qui che giunge una spedizione aliena per ricostruire la storia dell’umanità, cinquemila anni dopo la sua estinzione: fra di essi, un Archeologo, uno Storico, un Esobiologo, uno Studioso di manufatti e un Mistico. E c’è un altro componente, Colui-che-Ve-de, una figura dai poteri straordinari, che può “sentire” ed evocare con nitidezza la storia di un oggetto semplicemente sfiorandolo. Gli alieni sono venuti a Olduvai per risolvere un enigma. Mai infatti è esistita una razza così diversa da tutte le altre come l’Uomo. Dopo 17.000 anni da quando si affacciò nello spazio, superando i confini del pianeta natale, la razza umana si è estinta. Ma in quest’arco di tempo -che è un intervallo brevissimo su scala cosmica – ha scritto un capitolo di storia galattica destinato a durare per sempre. Ha conquistato le stelle; ha colonizzato milioni di pianeti, governato un impero con volontà ferrea. E ora, cinquemila anni dopo la sua estinzione, le vette e gli abissi che seppe raggiungere sono ancora un mistero che stimola l’immaginazione e la curiosità della razze del cosmo. È la risposta può essere qui, sulla Terra, nella gola rocciosa dove egli superò per la prima volta la barriera dell’evoluzione, vide le stelle con occhi diversi, giurando che un giorno sarebbero state sue. E attraverso il tocco e la visione di una creatura aliena rivive la parabola dell’umanità, in una storia toccante e profonda.

Nell’abisso

XV secolo. Un destino crudele si è abbattuto sugli abitanti di Borsa, un pacifico villaggio della Transilvania: aggrediti da un piccolo esercito — guidato da un cardinale e da tre misteriosi cavalieri dall’armatura dorata -quasi tutti gli uomini, le donne e i bambini sono stati brutalmente uccisi e i pochi sopravvissuti deportati verso una destinazione ignota. Tocca al giovane Frederic, unico scampato sia alla strage sia al rapimento, raccontare l’inspiegabile tragedia ad Andrej Delàny, un cavaliere tornato al paese natio dopo un lungo esilio, e rivelargli che, tra le vittime, c’è anche suo figlio Marius. Uniti dal dolore e dalla speranza di salvare i prigionieri, Frederic e Andrej non hanno altra scelta se non seguire le tracce degli assassini e ben presto si rendono conto che esse portano a Constàntà, un’importante città sulla costa. Ma il viaggio verso quel luogo si rivela pieno di trappole e di pericoli e soprattutto fa nascere in Frederic un’inquietante serie di domande: perché Andrej si batte solo con una scimitarra? Com’è possibile che guarisca quasi istantaneamente da ogni ferita? E grazie a quale portento riesce a passare indenne attraverso il fuoco? Andrej non sa rispondere: quelle sue singolari capacità lo hanno accompagnato sin dall’infanzia e sono state la causa del suo allontanamento da Borsa, eppure lui le ha sempre considerate una condanna da accettare in silenzio. Quando però scoprirà di non essere l’unico a possederle, allora comprenderà la reale portata di quella condanna, una vera maledizione destinata forse a coinvolgere anche Frederic e legata a una stirpe di guerrieri che si fanno chiamare Immortali…

Nel sole della vita

L’emozionante conclusione della saga dei Werner, già protagonisti di “La coppa d’oro” e “L’arazzo”. Qui, al centro della vicenda troviamo Iris, figlia della splendida Anna, cui Paul Werner ha dovuto in passato rinunciare. Nel fermento degli anni Sessanta, la donna vede vacillare il suo matrimonio, mentre il maggiore dei figli, ormai all’università, viene conquistato dalle idee radicali di un professore di grande fascino e carisma. Così, inconsapevolmente, il ragazzo accelera una serie di eventi destinati a travolgere l’intera famiglia…

Nel segno della pecora

“In una semplicissima newsletter, un giovane agente pubblicitario inserisce la fotografia, in apparenza banale, di un gregge: uno degli animali, una pecora bianca con una macchia color caffè sulla schiena, suscita tuttavia l’interesse di un inquietante uomo vestito di nero, stretto collaboratore del Maestro, un politico molto potente i cui esordi si perdono nel torbido passato coloniale giapponese. Al giovanotto viene affidato l’incarico – ma si tratta in sostanza di un ordine – di ritrovare proprio quella pecora: unico indizio, la foto in questione, ricevuta per posta dal Sorcio, un amico scomparso da anni. Accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali, attraverserà tutto il Giappone sino a raggiungere la gelida regione dello Hokkaido, vivendo una vicenda mirabolante e al tempo stesso realistica nella descrizione di luoghi e circostanze. Considerato l’esordio letterario di Murakami, ‘Nel segno della pecora’ introduce molti dei temi cari all’autore: la solitudine dell’uomo, l’arroganza e lo strapotere della politica, la nostalgia per l’atmosfera esaltante degli anni Sessanta, la passione per il rock e il jazz, l’irrompere del surreale nella prosaicità della vita quotidiana. Un romanzo che ci trasporta in uno di quegli scenari onirici che nelle storie di Murakami fanno da cassa di risonanza ai nostri dubbi e alle nostre ansie più profonde.” (Antonietta Pastore)
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Nel regno di Hel

“Qualcosa di grande, oscuro, qualcosa che riempì tutto il tunnel arrivò a gran velocità dietro li alieni. Li appiattì al suolo, li schiacciò come se fossero dei sacchetti di carta. Schiacciò file e file di minatori ed esplose verso di noi, inarrestabile. “A terra” gridò David. Mi tuffai, sbattei per terra, mi ferii alla coscia con un osso che sporgeva, e strisciai giù, in mezzo agli scheletri.” (Jalil) Età di lettura: da 9 anni.
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Nel Paese Di Gesù

”Nel paese di Gesù” è il racconto del viaggio di Matilde Serao fra la primavera e l’estate del 1893.
La Palestina inizia a gettare i semi per cambiamenti significativi che cominceranno presto a fiorire. L’Impero Ottomano è vicino alla dissoluzione, l’Ebraismo dell’Europa Centrale è sotto il giogo dell’oppressione e cerca nuovi mezzi di sopravvivenza.
La Chiesa cattolica conserva ancora il suo disprezzo per gli ebrei, come se la volontà di Dio li avesse destinati a soffrire. Nelle sue memorie di viaggio Matilde Serao presenta la Terra Santa come luogo concreto e realistico, senza l’interferenza della propria sensibilità religiosa. Tuttavia questo suo libro può testimoniare i primi anni di immigrazione ebraica in Israele e le difficoltà materiali che provarono gli ebrei della Palestina anche alla vigilia della costituzione dello stato di Israele.

Matilde Serao è stata una scrittrice e giornalista italiana, protagonista del rinnovamento della letteratura e del giornalismo italiano negli anni cruciali tra Ottocento e Novecento. Oltre ad aver lavorato intensamente come giornalista, fu autrice di settanta fra romanzi e raccolte di racconti, la maggior parte di impronta verista. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino di Napoli.
(source: Bol.com)

Nel Paese Dei Ghiacci

 Nel paese dei ghiacci (Paravia, 1896) raccoglie due lunghi racconti di mare (I naufraghi dello Spitzberg e I cacciatori di foche della baia di Baffin) ambientati nelle zone fredde del nostro pianeta, uno degli scenari prediletti da Emilio Salgari. Nel 1910, dopo numerose ristampe, l’editore pubblicò una nuova edizione arricchita dalle illustrazioni di Alberto Della Valle. La scelta a favore dell’artista napoletano non era casuale

Nel nome dello zio

Lo Zio è un boss della camorra, lucido, spietato, con un grande talento imprenditoriale. Un leader e un affarista nato, due doti decisive nei Quartieri Spagnoli. Ha però una fatale debolezza: il Grande Fratello. Non si perde una puntata del GF neanche quando è costretto a vivere in latitanza, braccato dall’agente di polizia Woody Alien, così soprannominato per la bruttezza intellettualoide, che potrebbe incastrarlo grazie a un misterioso informatore. Allora i guaglioni dello Zio – i cinque «mostri» Alberto ‘o Malamente, Germano Spic e Span, Sandruccio la Zitella, Pasquale Bruciulì e Biagio ‘o Femminiello – arruolano un «bravo ragazzo» per mandargli un messaggio dalla Casa: il pusher Anthony, ventenne incensurato, ma in compenso lampadato e depilato. Dopo un estenuante addestramento, Anthony riesce a superare il provino ed entra nel cast. E sarà proprio lui a dare il colpo di? scena. Con una scrittura plastica e uno humour paradossale, Stefano Piedimonte ha trovato un modo speciale di raccontare una realtà dura come quella napoletana: restituisce operai e manager del crimine ai loro gesti, ai loro tic, al loro linguaggio, alla loro infernale quotidianità, e proprio per questo li colpisce nel vivo.

Nel nome della figlia

Raramente, negli ultimi anni, un editore ha avuto il privilegio di pubblicare un’opera ricca di un acume così straordinario e di un’efficacia così incisiva. E ancor più raramente una farsa, diversa e assurda allo stesso tempo, ha affrontato problemi seri e importanti come la natura di Dio e il significato della vita.
*Nel nome della figlia* è la cronaca dell’esistenza di Julie Katz, immacolatamente concepita da un certo Murray Katz di Atlantic City, nel New Jersey (già, Murray è un maschio; e varrebbe la pena di leggere questo libro se non altro per scoprire come un uomo possa da solo generare una figlia).
Fin da bambina deve lottare con i suoi divini, ma limitati poteri. Il padre cerca di starle vicino, vuole che lei conduca una vita normale, lontana dai miracoli e paralleli con il fratello defunto, Gesù Cristo (tanto per fare un esempio, le permette di camminare soltanto *sotto* le acque). Se non puoi guarire tutti, le chiede preoccupato, è giusto che tu guarisca solo qualcuno? Se risusciti i granchi così per divertirti, non dovresti trascorrere ogni momento della tua giornata a risuscitare i morti? In fondo, devi forse qualcosa a qualcuno?
Ma Julia continua la sua opera: cura il cancro e restituisce la vista ai ciechi, anche se ciò che vuole davvero è di parlare con la Madre, la quale, però, resta disperatamente silenziosa.

Nel mondo a venire

Un uomo di poco più di trent’anni vede la propria vita cambiare improvvisamente direzione. La sua migliore amica gli ha chiesto di aiutarla a concepire un figlio, ma senza diventare una coppia. La carriera di scrittore ha incontrato finalmente un insperato successo, e in modo altrettanto imprevisto è giunta la diagnosi di una malattia cardiaca, potenzialmente fatale. Questi eventi, questi improvvisi stravolgimenti, felici, drammatici, curiosamente esilaranti, sembrano riflettersi nel mondo che lo circonda. New York è scossa da tifoni, uragani e tempeste, come fosse una città tropicale. La crisi rende tutti ansiosi e aggressivi, niente sembra più funzionare, a livello personale, collettivo, intellettuale, sentimentale. Non è certo il momento migliore per fronteggiare lo spettro della propria mortalità, o pensare a diventare padre.
Ben Lerner è tra i più interessanti nuovi scrittori americani, accolto fin dal suo esordio con entusiasmo critico e attenzione del pubblico. Un autore «meravigliosamente divertente e intelligente, vivissimo e originale in ogni sua frase» secondo l’elogio di Jonathan Franzen. In questa storia, che continuamente oscilla tra realtà e finzione, tra emozione e ironia, sembra inseguire un’intuizione, una visione in grado di incastonare nella lingua letteraria la traccia fievole della vita contemporanea, di intravedere la scia del mondo che ci attende. È una ricerca ambiziosa, soprattutto in un’epoca in cui immaginare il futuro è diventato difficile, e questa difficoltà cambia profondamente il nostro rapporto con il presente e con il passato, con le persone che ci stanno accanto. Allora bisogna guardarsi intorno, scrutare la città, le sue strade, i suoi abitanti, con sguardo consapevole della storia e della complessità, col gusto dell’esploratore che ispirato dal poeta Walt Whitman si nutre nelle sue peregrinazioni dello spettacolo della moltitudine e della pienezza. Che può scaturire in ogni attimo o luogo, e brillare di luce inaspettata, illuminando il passato e il presente, rivelando in un istante le possibilità del futuro.

Nel lago d’ombra

«Lo Scorpione è metafisica, putrefazione e morte, rigenerazione, lussuria e violenza, intuizione e profondità, eredità, perdita, occultismo, astrologia, debiti e prestiti, possessi altrui. I nati sotto lo Scorpione sono maghi, astrologhi, alchimisti, chirurghi, mallevadori e prestanome. La pietra dello Scorpione è l’ammonite, la pianta il cactus, aquile, lupi e scorpioni sono le sue creature, la sua parte del corpo i genitali, la sua arma la sofferenza e la sua carta dei tarocchi la morte. Finn compiva gli anni il 16 novembre, lo stesso giorno dell’imperatore Tiberio…» Così magistralmente comincia questo nuovo capolavoro di Ruth Rendell, la squisita scrittrice inglese che ha sbaragliato il campo per la successione ad Agatha Christie. Una storia di tenebre imperniata su un sicario che crede nell’aldilà e sulle sue vittime innocenti o colpevoli che vi terrà con il fiato sospeso.

Nel labirinto

Haplo conosce il segreto della Settima Porta e oltrepassandola potrebbe acquisire poteri inimmaginabili: creare o distruggere interi mondi, senza il minimo sforzo. Purtroppo però i suoi nemici, che ben conoscono l’arte di braccare i loro rivali, premono implacabili. Haplo corre un pericolo mortale, eppure esiste un luogo dove nessuno potrebbe minacciarlo, dove aleggiano la morte e la desolazione: il labirinto da cui nessuno è mai uscito vivo…

Nel freddo della notte

Un uomo, che afferma di essere il vicepresidente di una banca, incarica la giovane investigatrice V.I.Warshawsky di rintracciare una ragazza che gli crea dei guai familiari. Ma V.I. sente odore di bruciato e ben presto trova un cadavere con un foro di proiettile in fronte. Poi qualcuno tenta di impedirle di proseguire le indagini e per V.I. il caso diventa una questione di orgoglio personale e professionale.

Nei tuoi pensieri

Quando Kril accetta di affittare il proprio utero lo fa per soldi. Non può sapere che l’uomo che l’ha assunta ha qualcosa di molto particolare: può vedere nei suoi pensieri. Relazionarsi con lui è tutt’altro che facile, all’inizio, ma lentamente Kril inizia ad apprezzarne le qualità. Per Moon Whittaker avere a che fare con le altre persone non è mai semplice. Sa di loro troppe cose per riuscire a fidarsi. Kril lo capisce, ma non vuole restare coinvolta. Mentre suo figlio le cresce dentro, tuttavia, si renderà conto che non restare coinvolta sarà molto difficile. E che ai margini della vita di Moon ci sono anche altre questioni, questioni che non riguardano solo lui, ma dei misteriosi esseri che attraversano il tempo senza esserne sfiorati…
“«Per lo più, averti attorno non è stressante come credevo che fosse quando ti ho conosciuto. Per lo più, non mi importa che ascolti quello che penso. A volte ti ammazzerei, è chiaro. E a volte è davvero difficile, stare nella stessa stanza con te. La buona notizia è che in casa tua ci sono un sacco di stanze» ammise Kril, posando la forchetta.
«Inoltre ti piaccio» puntualizzò Moon. «Esteticamente, dico. E anche come persona, la maggior parte del tempo».
Kril alzò gli occhi al cielo. «Non vedi che questa è una di quelle cose che puoi anche fingere di non sapere?».
«È finora che dico quanto mi piaci tu. E poi, hai fatto tutto il tuo discorsetto e pensavi a… Cristo, non so nemmeno come si chiama. L’infossatura sopra alla mia clavicola?».”