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Daemonslayer (Lo sventrademoni). Gotrek & Felix. Warhammer

Gotrek Gurnisson, lo spericolato nano appartenente alla setta guerriera degli Sventratori, e il suo compagno umano, il cantastorie e avventuriero Felix Jaeger, sono la più improbabile delle coppie. Il primo è in cerca di una morte gloriosa in battaglia per recuperare l’onore perduto, mentre il secondo ha promesso di trasformare le gesta del compagno in un’epica saga poetica che dia a entrambi l’immortalità. Insieme gireranno in lungo e in largo per i confini dell’impero, affrontando ogni sorta di orrori e pericoli. Riuscirà Gotrek a trovare un avversario degno della sua forza?

Da Samarra a Samarcanda

La storia la conosciamo tutti. Un uomo si accorge che la Morte lo sta fissando con occhi cattivi e chiede un cavallo veloce per sfuggirle; cavalca tutta la notte per arrivare in un luogo lontano, solo per scoprire che la Nera Signora era proprio lì che lo aspettava. È una storia molto nota e tutti hanno la convinzione sia di origine persiana o araba, comunque mediorientale: la verità è che tutti hanno sentito questo racconto citato da un occidentale, non da un mediorientale. E se la storia della Morte inevitabile fosse molto più europea e moderna di quanto pensiamo?

Lucius Etruscus è vice-curatore di ThrillerMagazine e redattore di SherlockMagazine, gestore del database “Gli Archivi di Uruk” e di vari altri blog, come “Fumetti Etruschi” (recensioni di fumetti di ogni genere), “Il Zinefilo” (dedicato al cinema di serie Z), il “CitaScacchi” (citazioni scacchistiche da ogni forma di comunicazione) ed altri ancora. Scrive saggi su riviste on line, ha partecipato (sia come giuria che come autore) al romanzo corale “Chi ha ucciso Carlo Lucarelli?” (Bacchilega Editore) e su ThrillerMagazine ha raccontato le indagini del detective bibliofilo Marlowe… non “quel” Marlowe, i cui retroscena (ed altro ancora) sono narrati nel blog “NonQuelMarlowe”.

Da qui all’eternità

A sessant’anni dalla prima edizione, Da qui all’eternità è al tempo stesso un classico della letteratura americana e un romanzo ancora magnifico e vitalissimo. E finalmente quello che è stato tra i più grandi successi letterari del Novecento può essere letto in versione integrale, senza le censure che lo avevano martoriato all’epoca del Maccartismo privandolo delle scene e dei dialoghi più realistici della vita militare, del linguaggio osceno e dei dettagliati quadri della repressione sessuale dei soldati, per i quali c’erano solo i bordelli oppure le esperienze omosessuali (‘Almeno mi faccio un paio di bicchieri e tiro fuori l’uccello’, spiega il soldato Maggio in una scena censurata). Non solo: la versione integrale ci dice che pari attenzione era stata posta a rimuovere i passaggi pruriginosi anche dal punto di vista politico, come i brani dedicati al pacifismo della classe operaia del Midwest, quella che forniva la massa delle truppe di fanteria. È il 1941 nella base di Schofield sull’isola hawaiana di Oahu, poco prima dell’attacco a Pearl Harbor. I protagonisti sono due soldati dalla testa dura: Robert Prewitt, un trombettiere di talento ed ex pugile deciso a non salire più sul ring, e Milton Warden, un sergente di ferro, cinico e beffardo ma dotato di un suo personale senso di giustizia. Al centro delle vicende dei due protagonisti e dei loro comprimari – il piccolo e indistruttibile Maggio, italoamericano di Brooklyn; il caporale Bloom e il suo dramma di essere ebreo; i due vitali ma malinconici omosessuali Hal e Tommy; l’intellettuale e filosofo sempre in carcere Jack Malloy – vi sono le relazioni di Warden e Prewitt, tra loro e con le loro donne: Karen, la moglie del capitano Holmes, fragile e alla disperata ricerca di essere amata; e Lorene, la prostituta determinata a diventare un giorno, altrove, una donna e una moglie rispettabile. James Jones – come Steinbeck, la cui Valle dell’Eden apparve l’anno successivo – sostiene il suo grintoso realismo narrativo con un possente impianto mitologico. Sono assenti i grandi eroi dei film di guerra degli anni Quaranta e gli epici campi di battaglia. Si spara solo alla fine, la mattina del 7 dicembre 1941 dai tetti della caserma contro gli Zero dei Japs. Il lettore sprofonda invece tra uomini decaduti sullo sfondo del paradiso hawaiano: bordelli stipati nel giorno di paga, gioco d’azzardo, razzismo, violenza verbale, fisica, psichica, sessuale, fino alle torture della Palizzata, il carcere militare. James Jones scrisse un romanzo migliore di quello che fu pubblicato da Scribner’s nel 1951. La presente edizione, basata sul manoscritto conservato presso l’Università dell’Illinois e sulle lettere di protesta di Jones, ripristina il testo originale che l’autore tentò a tutti i costi di difendere.
(source: Bol.com)

Da lontano sembrano mosche

Il signor Machi è un uomo potente a Buenos Aires e la sua arroganza è pari alla sua ricchezza. Tra una sniffata di coca e un servizietto di qualche giovane donna in cerca di favori, inebriato dal proprio successo, si illude che resterà sempre sulla cresta dell’onda. Un giorno, alla guida della sua Bmw nera da duecentomila dollari, fora una gomma e scopre nel bagagliaio un cadavere sfigurato da un colpo di pistola a bruciapelo. E qui inizia l’incalzante serie di disavventure che, in una mattinata di discesa all’inferno, dimostra al protagonista che tutte le sue certezze e la sua sicumera sono materia corruttibile quanto la società in cui sguazzava. Percorre affannosamente la città in cerca di chi gli abbia giocato questo brutto tiro, ma sono tanti quelli che lui ha schiacciato e umiliato, e sono sempre stati così insignificanti che “da lontano sembrano mosche”. Kike Ferrari usa con disinvoltura il genere noir per narrare con spietata ironia il marciume della società contemporanea, in un romanzo ricco di colpi di scena e dialoghi fulminanti, con personaggi che appartengono a un mondo di cui riconosciamo le similitudini fin troppo “da vicino”.

(source: Bol.com)

Da Lenin a Stalin. 1917-1937. Cronaca di una rivoluzione tradita

A cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre cosa sappiamo di quegli eventi? Quanto è rimasto nelle generazioni più giovani di quella storia complessa, violenta, alla lunga perdente – e tuttavia animata da un profondo afflato ideale, guidato da ideali di uguaglianza, giustizia e libertà -, che i libri di storia chiamano Rivoluzione comunista? I trentenni di oggi sono nati in un mondo che non è più diviso in due da una cortina di ferro. Dopo la caduta del muro di Berlino l’universo comunista si è rapidamente dissolto, e la storia di quel mondo, che una generazione fa era ben nota e aspramente dibattuta nel bene e nel male, è oggi quasi eclissata. Per questo è tanto più importante rileggere lo sviluppo di quegli eventi, il racconto dei primi vent’anni della Rivoluzione, descritti in questo libro forse dal più lucido, appassionato e lungimirante intellettuale e rivoluzionario dell’epoca. Attraverso la narrazione e il prisma interpretativo di Victor Serge – pensatore troppo presto dimenticato, come scrive David Bidussa nella prefazione di questo volume – percepiamo quel mutamento di fini, quello stravolgimento politico e ideologico che fu il passaggio dalla Rivoluzione comunista guidata da Lenin all’istituzione del regime dittatoriale di Stalin. Pochi, come Victor Serge, percepirono per tempo questo stravolgimento come il tradimento di un ideale, denunciandone pubblicamente la barbarie. Ben pochi, come lui, in Russia e in Europa occidentale, furono disposti a subire le conseguenze delle proprie idee, lottando fino all’ultimo per farsi sentire.
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Da domani mi alzo presto

«Milano era per me quell’attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo… E poi, all’improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.» Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L’ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l’abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l’altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l’inarrestabile cugina Giulia – l’unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l’ex marito – e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell’uomo schivo e dai modi un po’ formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.
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### Sinossi
«Milano era per me quell’attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo… E poi, all’improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.» Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L’ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l’abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l’altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l’inarrestabile cugina Giulia – l’unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l’ex marito – e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell’uomo schivo e dai modi un po’ formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.
### Dalla seconda/terza di copertina
Simona Toma è nata a Lecce nel 1976. Lavora in regia e produzione per il cinema, la televisione e il teatro. Autrice anche di libri per bambini e per ragazzi, per Sperling & Kupfer ha pubblicato il romanzo Mi chiamano Ada. Il suo blog è simonatoma.wordpress.com.

Da Brooklyn al Pianeta di Controllo

Nel primo movimentato capitolo l’azione si svolge su un lontano pianeta e, a quanto sembra, in un lontano futuro. Il secondo capitolo non è meno movimentato, ma l’azione si svolge al giorno d’oggi sulla Terra e precisamente a New York, dove un cronista si sta occupando di un caso di omicidio. Nel terzo capitolo siamo di nuovo sul pianeta, dov’è in corso una fuga spettacolare, ma nel quarto ci ritroviamo sulla Terra, col cronista che sta indagando a Brooklyn. E così di capitolo in avventuroso capitolo, in un crescendo di colpi di scena, le due azioni proseguono perfettamente parallele finché, bruscamente, cominciano a convergere…
Copertina di Karel Thole

Cybernia

Cybernia è una città satellite, a distanza pendolare da New York. E’ anche una città modello, studiata e programmata nei minimi particolari da un gruppo di scienziati entusiasti e lungimiranti. E’ anche una città molto “privata”, cintata da una rete ad alta tensione. E’ infine una città comodissima, perchè tutti i servizi sono completamente automatizzati e fanno capo a un cervello elettronico sistemato nei sotterranei del municipio. Quando questa mente infallibile cominci a “sbagliarsi”, Ross Mac Lean, un tecnico elettronico, viene invitato a passare qualche giorno a Cybernia, tanto per dare un’occhiata. Sembra una piacevole vacanza, fino a quando gli “sbagli” del computer non cominciano a diventare piuttosto pericolosi e piuttosto personali, come se avessero uno scopo preciso, una intenzione malevola, un misterioso piano omicida. C’è qualcuno che controlla la macchina? O la macchina è ormai sfuggita di mano ai suoi controllori?

La custode di mia sorella: romanzo

Anna non è malata ma è come se lo fosse. A tredici anni è già stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici, trasfusioni e iniezioni in modo che la sorella maggiore Kate possa combattere la leucemia che l’ha colpita in tenera età. Anna è stata concepita con le caratteristiche genetiche che la rendono idonea a essere donatore di midollo per la sorella, ruolo che non ha mai messo discussione ma che ora le diventa, di colpo, insostenibile. Perché nessuno le chiede mai il suo parere? Perché si dà per scontato che lei sia disponibile? Anna prende una decisione per molti impensabile e che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia. L’autrice dà voce a tutti i protagonisti della vicenda, permettendo al lettore di capire fino in fondo la complessità delle relazioni familiari. Se tutti hanno ragione, come mai non riescono a mettersi d’accordo? Ma soprattutto, com’è possibile che siano tutti così infelici? La custode di mia sorella ci fa domandare che cosa significhi essere dei bravi genitori, dei bravi fratelli, delle brave persone; se sia moralmente corretto salvare la vita di un bambino allorché ciò significa violare i diritti di un altro; se bisogna seguire il proprio cuore, o lasciare che siano gli altri a condurci; se sia sbagliato cercare di scoprire chi si è veramente se questo significa rischiare di perdersi.

Il custode del drago

Guidati dal drago blu Tintaglia, i draghi stanno tornando nelle terre dei Sei Ducati, risalendo il fiume delle Giungle della Pioggia. Ma i draghi delle nuove generazioni hanno solo l’ombra del potere dei loro antenati. Molti sono rachitici e deformi, incapaci di volare; altri sono sciocchi e fin troppo feroci, e ben presto diventano un pericolo per gli abitanti delle Giungle. I draghi inoltre sostengono che esiste una città, Kelsingara, dalla quale hanno avuto origine e che è la loro vera dimora. Ma quel luogo leggendario non è segnato sulle mappe, e loro non sono in grado di raggiungerlo. Ad accompagnarli e assisterli sarà quindi un manipolo di custodi di draghi, cacciatori e storici, tra i quali si nascondono spie che sono lì solo per impossessarsi di parti di drago che si ritiene abbiano magici poteri curativi. Tutti rischiano di cadere in qualche trappola nell’inseguire una chimera che forse non è altro che l’inganno per eccellenza: quello di rincorrere il nulla e il suo abisso.

Il custode degli arcani

Ci sono notti in cui è impossibile dormire, casi che tolgono letteralmente il sonno. Lo sa bene il vicequestore Michele Arlia, napoletano trapiantato alla Questura di Roma, che alle quattro del mattino è ancora seduto alla scrivania del suo studio, avvolto in un pigiama stazzonato, la pipa in bocca, rigorosamente spenta, causa angina imminente. Arlia non è certo quel che si dice un patito dell’azione, come lasciano intendere i trenta chili in sovrappeso, perlopiù dislocati intorno a un immaginario girovita; è un riflessivo e spesso viene colto da folgoranti e risolutive intuizioni proprio durante la notte, magari in compagnia di un brano di musica classica e un panino a cinque strati. Questa volta, però, non sembra possibile comprendere quale movente abbia spinto l’assassino a uccidere una come Delia Mantoni, una donna qualunque, devota, sola, dal passato immacolato. L’unico indizio rinvenuto sul cadavere è una carta dei tarocchi, l’Eremita, ed è proprio questa che Arlia si sta rigirando tra le mani, da ore ormai, senza riuscire a darsi una spiegazione. E poi c’è la scena del delitto: il cadavere, infatti, è stato rinvenuto nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, vicino alla tomba di Nicolas Poussin, dove appare un’iscrizione oscura, Et in Arcadia ego, che per alcuni studiosi sta a indicare il vero sepolcro di Cristo. Quando in un’altra chiesa romana viene ritrovato un secondo cadavere, questa volta accasciato sui bordi di un’acquasantiera, con accanto la carta della Giustizia, Arlia comprende di aver a che fare con qualcosa di più grande e più pericoloso di un’unica mente criminale. Esiste un disegno preciso dietro a quelle morti e lui deve decifrarne il significato prima che sia troppo tardi.

La cura

”Se davvero vogliamo curarlo e guarirlo, questo benedetto paese, forse è arrivato il momento di guardare l’Italia in modo diverso da come abbiamo fatto finora: non più come un luogo lontano, ma come un corpo vicino; non più uno stato distante e un paese che arranca, ma un organismo malato da studiare, curare, persino amare.”

L’Italia è un corpo malato e come tale va trattato: occorre fare una cartella clinica che riporti l’esito degli esami, la diagnosi e la terapia. Ci voleva un ex ricercatore in neurobiologia per individuare in maniera scientifica le principali malattie che ci impediscono di correre. Dall’insufficiente ormone della crescita all’Alzheimer che incombe sulla nostra ricerca.
Un approccio unico, un’idea semplice. L’originalità del libro consiste infatti nel paragonare gli affanni dell’Italia ad alcune delle più note malattie dell’uomo che, descritte in modo essenziale all’inizio di ciascun capitolo, aiutano a chiarire i problemi della nostra società e della nostra economia, nella speranza di trovare, tutti insieme, il modo migliore per curarli. Perché l’obiettivo, al di là del gioco e della metafora, è spingere ciascuno di noi a comprendere che la salute di questo grande corpo non dipende da un destino testardo o da poteri misteriosi, ma dalle “cellule” che lo compongono.
Siamo noi, con le nostre scelte e i nostri voti (compresa l’illusione di “non votare”), che decidiamo a quale dottore consegnare la salute del nostro paese. Conoscere le malattie che lo affliggono e le cure di cui ha bisogno è il modo più efficace per scegliere il medico migliore.

(source: Bol.com)

Cuori nella [email protected]

Non a caso Freccia e [email protected] si incontrano nel sito di Cuori Nella [email protected] Un'autentica storia d'amore nata, a cavallo tra il 1997 e il 1998, tra le pagine del web quando in Italia ci si affacciava incuriositi e scettici alle nuove realtà virtuali. Cuori Nella [email protected] mostra una società che ha bisogno di comunicare e di ritrovare l'autenticità dei rapporti umani. L'appuntamento tra finestre interattive, diviene una scappatoia, un rifugio dalle sopportazioni professionali, familiari ed emotive, ma soprattutto è il luogo dove scompare la solitudine, dove si accorciano le distanze, dove non esistono identità ma solo la voglia di avvicinarsi, di amare, di scherzare, di dire, di raccontarsi.

Cuore puro

COVENANT 2 Essere destinata a diventare una specie di fonte di energia soprannaturale non è esattamente quello che Alexandria sognava nella vita. Neanche se i suoi poteri servono a Seth, l’Apollyon, il più potente dei Mezzosangue, nonché… la sua ombra. Seth non la lascia un momento: la segue durante gli allenamenti, l’aspetta alla fine delle lezioni, compare persino nella sua camera da letto. È vero che la sua presenza ha anche degli effetti benefici – per esempio, con lui accanto Alex non ha più gli incubi terribili del tragico confronto con la madre – ma non ha alcuna influenza sui sentimenti fortissimi e proibiti che prova per il Puro Aiden… e nemmeno su ciò che lui è disposto a fare, e a sacrificare, per lei. Quando i daimon penetrano nel Covenant e attaccano gli studenti, gli dei inviano le Furie, divinità minori determinate a distruggere ogni pericolo per la scuola, incluso l’Apollyon e… Alex. E come se avere a che fare con un’orda di mostri dell’etere non fosse abbastanza, un’altra misteriosa minaccia incombe su di loro: qualcosa, o qualcuno, vuole neutralizzare Seth, anche se questo significa rendere schiava Alex o addirittura ucciderla. Ma quando ci sono di mezzo gli dei, semplicemente alcune decisioni non possono essere cambiate. Per nessun motivo.

(source: Bol.com)

Un cuore pensante

Un cuore pensante è la storia del cammino spirituale di una bambina diversa dalle altre che amava la solitudine e che si faceva molte domande; una bambina che coglieva il sacro nel dettaglio quotidiano, che sapeva sorprendersi della natura, delle sue leggi e delle sue meraviglie. Susanna Tamaro continua il percorso iniziato con Ogni angelo è tremendo offrendo ai suoi lettori un personalissimo diario dell’anima che si legge come un romanzo e che mette a nudo, come mai aveva fatto sinora, la sua spiritualità concretissima, che non sacrifica la realtà al mistero ma coglie il mistero nella realtà.

Un cuore oscuro

Milano, 1980: Pina Accorsi, una sarta di mezza età, viene trovata cadavere nel suo appartamento in una casa di ringhiera sul Naviglio Pavese. Ha la gola tagliata ed è stata derubata.
Milano, 1938: la giovane Olimpia Cavenaghi sogna di lasciare la sua misera casa di ringhiera in viale Col di Lana per fuggire a Roma ed entrare nel favoloso mondo del cinema.
Che cosa unisce due donne tanto diverse, a oltre quarant’anni di distanza? È quello che deve scoprire il commissario Marco Pisani, chiamato a indagare sulla morte di Pina Accorsi.
Con *Un cuore oscuro* Maria Luisa Minarelli ci conduce in un lungo viaggio nella storia d’Italia, dalle feste popolari del regime fascista ai ricevimenti del bel mondo romano a Cinecittà, dagli anni della guerra agli scontri sanguinosi tra partigiani e tedeschi, dal boom economico agli anni di piombo. A tessere una trama noir ricca di colpi di scena, una carrellata di personaggi magistralmente delineati, fino all’epilogo sbalorditivo.
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