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Testi dello Śivaismo. Pāśupata Sūtra; Śiva Sūtra di Vasugupta; Spanda Kārikā di Vasugupta con il commento di Kallata

Dall’introduzione di Raniero Gnoli:
I Pāśupata Sūtra sono l’opera piu antica, fino a noi pervenuta, di una scuola religiosa śivaita. L’epoca della loro composizione è incerta, ma non credo che sorpassi di molto l’èra volgare, anche se non sono ad essa precedenti. Il testo, al contrario della maggior parte dei sūtra, o aforismi mnemonici, dell’India è facilmente intelligibile e, nella sua parte maggiore, formato di strofe, solo più tardi artificialmente divise dai commentatori. La lingua ha, anch’essa, tratti indubbiamente antichi. La scuola cui questo testo appartiene, estintasi da parecchi secoli, era in altre epoche assai diffusa e fiorente nell’India. Il centro del suo culto, come indica il nome, era la divinità Śiva o Rudra, nel suo aspetto di Paśupati, o Signore degli animali, identificati colle anime imprigionate nei legami della trasmigraziane. Lo scopo, la fine del dolore e l’unione (yoga) colla divinità adorata. Unione, – osserva esplicitamente Kauṇḍinya, autore dell’unico commento a noi conosciuto di questi sūtra, – non liberazione come nelle altre scuole soteriche dell’India.

La testa nella sabbia: Volume 2

La scoperta di una testa mozzata nel bunker di un campo da golf sconvolge la tranquilla cittadina inglese di Burnham-on-Sea. Chi ha potuto compiere un gesto tanto efferato? E che fine ha fatto il resto del corpo della donna così crudelmente mutilata? Quando poi viene rinvenuto un secondo cadavere, oltraggiato con lo stesso procedimento macabro, e i due casi sembrano ricollegarsi a un omicidio rimasto impunito negli anni Settanta, l’ispettore Nick Dixon e la sua squadra si troveranno coinvolti in una corsa attraverso e contro il tempo per impedire altre terribili decapitazioni.
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Una testa di mummia per me

**STAVO GUARDANDO LE IRIDI LUCCICANTI DI UN CENTINAIO DI CRANI MUMMIFICATI!**
Un ammasso di teste rimpicciolite…
Teste su teste. Occhi su occhi. Teste grandi quanto pugni, con le bocche contratte in smorfie sdentate o in ghigni terrificanti.
Teste su teste… teste scure e rugose.
Erano spaventose, nella luce dorata emanata dai loro occhi.

Il tesoro della montagna azzurra (Collana Adventures Stories)

* Edizioni Scudo (http://innovari.wix.com/edizioniscudo) – Adventures Stories –
Il tesoro della montagna azzurra pubblicato nel 1907, è uno dei romanzi più lunghi della letteratura salgariana.
La prima edizione fu pubblicata a Firenze dall’editore Bemporand con le illustrazioni di Alberto Della Valle.
Si tratta di un “classico” romanzo salgariano relativamente poco conosciuto, ambientato tra le tribù antropofaghe della Nuova Caledonia, che tratta dell’appassionante ricerca di un favoloso tesoro su un’isola sperduta, difesa da terribili indigeni, indicata come la Montagna Azzurra.
Il tesoro stato lasciato da Fernando De Belgrano, armatore partito alla ricerca di nuovi territori che era naufragato proprio nell’Isola. Dopo anni che non hanno più notizie del padre, i figli Pedro e Mina vengono a sapere della sua sorte e del tesoro dal capitano Rodriguez che ha rinvenuto in mare un documento in cui Fernando De Belgrano, in punto di morte, comunica ai figli la scoperta del favoloso tesoro… Naturalmente Pedro e Mina andranno alla ricerca del tesoro e nella ricerca affronteranno tante avvincenti avventure.
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### Sinossi
* Edizioni Scudo (http://innovari.wix.com/edizioniscudo) – Adventures Stories –
Il tesoro della montagna azzurra pubblicato nel 1907, è uno dei romanzi più lunghi della letteratura salgariana.
La prima edizione fu pubblicata a Firenze dall’editore Bemporand con le illustrazioni di Alberto Della Valle.
Si tratta di un “classico” romanzo salgariano relativamente poco conosciuto, ambientato tra le tribù antropofaghe della Nuova Caledonia, che tratta dell’appassionante ricerca di un favoloso tesoro su un’isola sperduta, difesa da terribili indigeni, indicata come la Montagna Azzurra.
Il tesoro stato lasciato da Fernando De Belgrano, armatore partito alla ricerca di nuovi territori che era naufragato proprio nell’Isola. Dopo anni che non hanno più notizie del padre, i figli Pedro e Mina vengono a sapere della sua sorte e del tesoro dal capitano Rodriguez che ha rinvenuto in mare un documento in cui Fernando De Belgrano, in punto di morte, comunica ai figli la scoperta del favoloso tesoro… Naturalmente Pedro e Mina andranno alla ricerca del tesoro e nella ricerca affronteranno tante avvincenti avventure.
### L’autore
Emilio Salgari (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911) è stato uno scrittore italiano di romanzi d’avventura molto popolari.

IL TESORO DEL PRESIDENTE DEL PARAGUAY

Durante l’impari conflitto fra il Paraguay e le potenze associate di Argentina e Brasile, Diego e Cardozo, due marinai della flotta paraguayana, vengono incaricati di recapitare l’equivalente in diamanti di una ingente somma destinata al presidente Solano Lopez. Imbarcati velocemente, dal ponte della loro nave ormai accerchiata dal nemico, su di un pallone aerostatico, finiranno causa correnti contrarie nella pampa meridionale lontani dalla loro meta. Forzato compagno di viaggio, il bieco Calderon, agente governativo che deve garantire la consegna del tesoro. Solo il coraggio e un forte senso del dovere, consentiranno ai due di superare i pericoli del viaggio ed evitare di cadere per mano dei feroci abitatori delle pampas. Quando la meta sembra raggiunta, il tradimento di Calderon, non troverà comunque impreparati i due marinai che fatta giustizia del traditore, potranno assolvere il loro compito. ([www.emiliosalgari.org](http://www.emiliosalgari.org))

Il tesoro d’Italia: La lunga avventura dell’arte

C’è un’Italia protetta e remota a Morano Calabro, a Vairano, a Rocca Cilento, a Vatolla, a Giungano, a Torchiara, a Perdifumo, incontaminati presidi del Cilento. Poi ci sono le apparizioni. Come gli affreschi di Sant’Angelo in Formis, come il duomo di Anagni con il quale si apre il racconto pittorico di questo libro, anche se i primi segnali della lingua nuova, diretta, espressiva, sapida, sono nella scultura, a partire da Wiligelmo a Modena in parallelo con i primi vagiti della lingua italiana.
Quei confini nei quali sono ristretti a coltivare i campi, cacciati dal Paradiso terrestre, Adamo ed Eva. Poco più tardi vedremo altri contadini affaticati, di mese in mese, nel Battistero dell’Antelami a Parma. Soltanto a Ferrara il lavoro sembrerà riservare una imprevista felicità.
Il Maestro dei Mesi trasmette il piacere che ha provato estraendo fanciulli dalla pietra. Siamo nel 1230, in largo anticipo sul ritrovamento della vita nella pittura, prima ancora che in Toscana, nel cuore della Valle Padana, a Cremona, con il racconto delle storie di Sant’Agata di un maestro anonimo; non sarà un caso che la nuova lingua toscana in pittura si espanda fino a Padova con Giotto nella Cappella degli Scrovegni, e di lì in tutto il Nord. Siamo in apertura del Trecento, e diventa lingua universale quella che ha iniziato a parlare Giotto, ponendosi davanti le energie dei corpi e la loro azione, con una tale efficacia da determinare quasi un secolo di imitatori, le cui gesta noi parzialmente raccontiamo accompagnando il viaggiatore e il lettore in Toscana e altrove, fino ad arrivare, in chiusura di secolo, a Lorenzo Monaco, sfinito interprete di un gotico fiorendo.
E che fiorirà – eccome fiorirà! – e sarà l’ultimo giardino, perché con la vita vera si confronterà, con la stessa energia del Giotto franco, consistente e dominante con la sua umanità, il giovane Masaccio. Dopo questo lungo travaglio la pittura italiana entra nella sua piena maturità. Di tante tappe, allora, verso la felicità espressiva nel Rinascimento, questo libro, come una lunga avventura, dà conto in una continua sorpresa.
Vittorio Sgarbi

I tesori di Tschai

Nella Zona Nera alcuni si avventurano di notte, altri in pieno giorno. C’è chi si sente più sicuro in gruppo, e chi preferisce tentare da solo. Ciascuno ha una propria teoria. Quasi nessuno, una volta entrato, ritorna più a raccontare se fosse giusta. La Zona Nera è l’Eldorado di Tschai, un immenso territorio aspro e accidentato dove affiorano le pietre preziose, rosse, turchine, verdi, opalescenti, che sono la moneta comune a tutto il pianeta. E tra i disperati di ogni razza che rischiano la vita nella Zona Nera c’è anche Adam Raith, il terrestre. Anche lui vuole arricchire in fretta, ma solo perchè questo è l’unico mezzo che gli permetterà, forse, di tornare sulla Terra. Tra lui e i tesori di Tschai ci sono soltanto piccole comitive di sportivi. Lo sport che praticano è la caccia all’uomo.
Copertina di Karel Thole

Tesla, lampo di genio. La storia e le scoperte del più geniale inventore del ventesimo secolo

Nikola Tesla è stato uno dei più originali inventori. È a lui che si deve l’energia elettrica – in particolare le correnti alternate – ma anche tantissime altre invenzioni come le lampade a fluorescenza, la radio, la TV, il radar, la turbina, i robot, le macchine elettroterapeutiche. Il volume passa in rassegna tutte le più importanti invenzioni di Tesla, ma anche l’antagonismo con Thomas Edison e quello con Guglielmo Marconi, l’opposizione dei magnati e dei politici del tempo alle sue idee quando si accingeva a trasmettere energia senza fili al fine di creare un sistema di approvvigionamento energetico accessibile a tutti. Viene anche descritto il suo contributo nel campo della geofisica e della fisica fondamentale.

Il Terzo Reich

Appena mette piede nella sua stanza d’albergo sulla Costa Brava, il giovane Udo Berger ottiene, dopo molte insistenze, che gli venga portato un grande tavolo, sul quale piazza il wargame di cui è campione assoluto e di cui intende elaborare nuove e più audaci strategie: il Terzo Reich. L’atmosfera è delle più beatamente, ottusamente balneari. Eppure, quasi subito, sentiamo che non tutto è luce, e che nell’ombra sono in agguato fantasmi inquietanti. Né ci vorrà molto perché la liscia superficie della routine vacanziera si incrini: e dalle fenditure vedremo apparire qualcosa in cui non potremo che riconoscere il Male. A mano a mano che l’estate si spegnerà, l’albergo, svuotandosi, assomiglierà pericolosamente a quello di “Shining” – mentre noi, insieme a Udo (sempre più ossessionato dal suo gioco, e risoluto a trovare il modo di portare alla vittoria l’esercito tedesco nella seconda guerra mondiale), cominceremo a interrogarci sugli eventi ominosi a cui andiamo assistendo. A chiederci, per esempio, che cosa abbia davvero in mente Frau Else, l’affascinante ed enigmatica proprietaria dell’albergo, o perché il Bruciato, l’uomo dal corpo e il volto coperti di cicatrici ripugnanti che vive sulla spiaggia, abbia ingaggiato contro Udo una lunghissima partita di Terzo Reich – una partita che sembra trasformarsi, a poco a poco, in una cruenta, allucinata «lotta per la vita e per la morte». Ma soprattutto ci chiederemo per quali tortuose vie quel che avviene nel gioco influenzi gli avvenimenti del mondo reale – o non è piuttosto il contrario? Pubblicato a sette anni dalla morte dell’autore, questo romanzo del primo Bolaño rivela già tutta la forza e la sapienza della sua scrittura, la sua capacità di evocare atmosfere di sorda, velenosa minaccia.
(source: Bol.com)

Il Terzo Reich al potere

Per la sua rovinosa e devastante incidenza sul corso del XX secolo, la Germania nazista ha posto e continua a porre agli storici numerosi interrogativi, che hanno avuto finora risposte solo parziali o non del tutto convincenti. Come ha potuto il regime hitleriano, nella sua breve vita (appena dodici anni) e nella patria di Goethe e Beethoven, allestire praticamente indisturbato una mostruosa macchina di sterminio che ha annientato milioni di ebrei e di altri individui di razze ”inferiori”? Come ha potuto una nazione uscita distrutta dalla prima guerra mondiale dotarsi di una forza militare in grado di occupare quasi tutto il Vecchio Continente e minacciare la conquista dell’intero pianeta?
Dopo La nascita del Terzo Reich, in cui ha individuato e indagato le radici del nazionalsocialismo come ideologia politica, Richard J. Evans esamina ora l’evoluzione del regime nazista nel periodo cruciale che va dal suo insediamento al potere all’invasione della Polonia e, quindi, all’inizio del secondo conflitto mondiale. Attingendo a un’impressionante quantità di materiale documentario, fonti bibliografiche e testimonianze dirette, l’autore dimostra come i nazisti siano riusciti a piegare ogni aspetto dell’organizzazione sociale e della vita quotidiana – struttura economica, ordinamento giuridico e scolastico, mezzi di comunicazione, politica eugenetica e razziale, attività culturale, ricerca scientifica e fede religiosa – a un unico, vero obiettivo: la preparazione di una violenta offensiva bellica su scala internazionale. Così, ogni iniziativa del governo hitleriano viene osservata alla luce della sua intrinseca e diabolica doppiezza. Il tanto celebrato programma di piena occupazione (al pari dell’impetuoso sviluppo dell’industria automobilistica e aeronautica) fu in realtà l’altra faccia di una forsennata corsa al riarmo; il proclamato rafforzamento della comunità contadina tedesca, ipotetica custode dei genuini valori germanici, costituì il pretesto per una ben più prosaica e brutale ricerca di uno ”spazio vitale” a est; la pomposa retorica della costruzione di un ”nuovo tipo d’uomo”, fisicamente perfetto e pronto all’azione, nascondeva il molto meno nobile scopo di irreggimentare la gioventù tedesca, facendone carne da cannone per le mire espansionistiche del Führer.
In una felice combinazione di vigore narrativo e lucidità d’analisi, Il Terzo Reich al potere rappresenta non solo la più completa ricostruzione della struttura e del funzionamento, nonché delle insanabili contraddizioni, del regime creato da Adolf Hitler e dalla sua cerchia nel cuore dell’Europa, ma anche una penetrante e imparziale indagine sulla vasta gamma di pensieri e sentimenti dei tedeschi comuni, e sulla spaventosa complessità delle scelte che si trovarono ad affrontare.

(source: Bol.com)

Il terzo occhio della mente

Fu mentre si versava il caffè della prima colazione che John Redpath s’accorse qualcosa di “strano” , di qualcosa “che non andava” , pur non riuscendo a capire che cosa fosse… Restò un momento a guardarsi intorno, poi tese l’orecchio per sentire se, tra i rumori familiari del mattino presto, nello stabile in cui abitava, ne mancasse qualcuno, ovvero ce ne fossero degli insoliti…
Questo tradizionale (e insuperato) modo di cominciare una storia di fs, ben pochi oggi possono permetterselo. Bisogna infatti che un romanzo possa competere con i classici, per non deludere le aspettative suscitate nel lettore da un inizio di questo tipo. Ma per Bob Shaw, autore di “Quando i Neutri emergono dalla Terra” , la difficoltà non esiste: ogni suo nuovo romanzo, comunque cominci, s’impone immediatamente come un classico.
Copertina di Karel Thole

Il terzo libro delle metamorfosi

Eccoci al terzo e ultimo Libro delle Metamorfosi. La più ricca delle Antologie di Urania e adesso completa. Per comodità del lettore – che potrà richiederci direttamente gli altri due volumi ecco l’indice di tutta l’opera:
Indice:
Isaac Asimov – Il segregazionista (Metamorfosi razziale) (Segregazionist, 1968)
Kit Reed – Il vostro uovo io (Metamorfosi su misura) (The NewYou,1962)
Keith Laumer – Pianeta di fango (Metamorfosi catalitica) (Clear as Mud, 1967)
Larry Niven – L’impiccione (Metamorfosi a volontà) (The Meddler, 1968)
Robert Silverberg – Dove portano tutte le strade (Metamorfosi neo-classica) (Nightwings, 1968)
Copertina di Karel Thole

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Terzo dal Sole

“Genialissimo inventore di incubi dominati dalla costante comune della paranoia”, lo ha definito la nostra recente ENCICLOPEDIA DELLA FS, e nel corso di una carriera narrativa che ormai dura quasi da quarant’anni Richard Matheson non ha mai deluso. In questa sua prima raccolta che ospita tredici piccoli gioielli apparsi in origine fra il 1950 e il 1954, accanto al celebre e agghiacciante racconto dell’esordio (Nato da uomo e donna) e a inediti non meno illustri, figurano alcune famose e ormai introvabili storie di Matheson che hanno contribuito a dare un volto nuovo a molti temi della fs moderna: dagli alieni di L’impossibile fuga e La piovra immonda, agli squarci impietosi di vita quotidiana di Pezzo per pezzo e La casa folle. In breve, tredici frammenti di storia della fs firmati da un maestro dell’angosciosa commedia umana.
Indice:
Nato da uomo e donna (Born of Man and Woman, 1950)
Terzo dal Sole (Third from the Sun, 1951)
La piovra immonda (Lover When You’re Near Me, 1952)
Venusiana sola (SRL Ad, 1952)
La casa folle (Mad House, 1953)
C… (F…, 1954)
Caro diario (Dear Diary, 1954)
Parole, parole (To Fit the Crime, 1952)
Un vestito di seta bianca (Dress of White Silk, 1951)
Pezzo per pezzo (Disappearing Act, 1953)
Matrimonio (The Wedding, 1953)
L’impossibile fuga (Shipshape Home, 1952) di
Il viaggiatore (The Traveller, 1954)
Copertina di Karel Thole

La terza mano

Il personaggio del “duro”, del tipo che fa il suo lavoro (di solito sporco o pericoloso) senza guardare in faccia a nessuno e senza aver paura di nessuno, non è molto frequente nella fantascienza. Ma i due romanzi brevi qui accostati appartengono a quel genere di “azione violenta” che richiede appunto uomini di poche parole e di riflessi pronti. Si tratta, nel primo caso, di debellare una spietata organizzazione criminale che farebbe fremere il professor Barnard: il racket dei trapianti. Nel secondo, di scoprire che cosa stia macchinando nella giungla africana – ma a portata dei missili sovietici – una strana impresa privata che cerca ingegneri dal passato burrascoso. Due missioni ideali per gli incalliti, grintosi eroi di queste due tipiche storie americane.
**INDICE**

**LA TERZA MANO**
Organlegger (1969) |
LARRY NIVEN
**TRENO COSMICO**
Subway to the stars (1968) |
RAYMOND JONES
**I VIOLATORI DI BLOCCO – Le novelle fantastiche – 4° puntata**
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JULES VERNE