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New York

New York suscita da sempre un fascino irresistibile. Ma quali sono i motivi che l’hanno resa una città unica al mondo? Dalla metà del Seicento – quando New York si chiamava ancora Nuova Amsterdam ed era soltanto una piccola colonia olandese – alla moderna metropoli dei grattacieli, Edward Rutherfurd ricostruisce il suo mito con questa saga appassionante. Quasi quattro secoli di storia, dai piccoli traffici con le tribù indiane alla dominazione inglese, dalla Rivoluzione alla Guerra civile, dalle moltitudini di immigrati che sbarcavano a Ellis Island tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento ai ruggenti anni Venti, dal crollo della Borsa nel 1929 alle guerre mondiali, fino alla tragedia dell’ll settembre. Nel caratteristico stile che lo ha reso famoso, l’autore mescola il rigore storico alle coinvolgenti vicende quotidiane dei suoi personaggi, tra cui diverse generazioni della famiglia Master, di origine anglo-olandese, attorno alla quale si muovono altre figure appartenenti a tutti gli strati sociali e a differenti etnie: nativi americani, africani, irlandesi, tedeschi, italiani, europei dell’Est, ebrei, testimoni e protagonisti dei molteplici eventi che hanno costruito il volto della “Grande mela”. Desideri e speranze, avidità e corruzione, una mescolanza di sogno e intraprendenza che è il tratto caratteristico di una città divenuta simbolo, centro nevralgico dell’economia, della finanza e della cultura non solo statunitensi.
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Nevi infuocate

1772, nella Carolina del Nord, alla vigilia della Rivoluzione americana, la situazione è sempre più insostenibile: a Boston si muore per le strade, e nelle campagne si appicca fuoco alle case isolate. La colonia è in fermento e il Governatore Josiah Martin ha bisogno di qualcuno che tenga unito il Paese, riesca a placare il risentimento dei coloni e garantisca la sicurezza del Re e della corona. Per questo si rivolge a James Fraser, che ormai è un pilastro della comunità, rispettato da tutti. L’unico problema è che Claire, sua moglie, è una viaggiatrice nel tempo, così come sua figlia Brianna e il genero Roger. E Brianna, che conosce il futuro, gli ricorda che il 18 aprile di tre anni dopo, nel 1775, la miccia della rivoluzione verrà accesa e dopo una lunga e sanguinosa guerra le colonie otterranno l’indipendenza, mentre quanti resteranno fedeli al Re verranno uccisi o esiliati. Due prospettive che non piacciono molto a James né alla sua famiglia…

Le nevi di Ganimede

Uno dei romanzi più notevoli e drammatici di Poul Anderson, Le nevi di Ganimede: nel sistema solare, minacciato da pericolose tendenze involuzionistiche ed antiscientifiche, l’Ordine degli Ingegneri Planetari è ormai l’ultima difesa della civiltà e della ragione. Vincolato dalla sua stessa natura all’impegno di astenersi dal prendere posizione nelle lotte politiche, l’Ordine riceve la richiesta, da parte della casta dominante della colonia gioviana, di adattare a condizioni quasi terrestri il piccolo, gelido inferno di Ganimede. Ma l’ordinamento politico e sociale ganimediano, corrotto e degenerato, non può lasciare inerti gli Ingegneri, e soprattutto il giovane ed impulsivo Hal Davenant e…Questo romanzo fa parte della Seconda Storia Futura” di Poul Anderson cosiddetta della “Lega Psico-Tecnica” (da non confondere con la Lega Poleso-Tecnica). Questa Seconda Storia Futura è solo parzialmente edita in italiano.”

Le nevi di Darkover

Pianeta freddo e inospitale, Cottman IV – Darkover, per i suoi abitanti – è popolato dai discendenti dell’equipaggio di una navicella spaziale, naufragata lì mentre era diretta verso un altro pianeta. La società, creatasi dalla fusione dei terrestri con le popolazioni locali, è caratterizzata da individui che possiedono il laran, un potere mentale che si manifesta in numerose forme, ma caratterizzato soprattutto dalla telepatia. È su questa scenografia che le autrici scelte da Marion Zimmer Bradley fanno agire i loro personaggi, seguendo però sempre i dettami della “regina della narrativa fantastica”, prediligendo cioè l’approfondimento psicologico e l’attenzione ai rapporti sociali.
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Never Sky: Sotto un cielo selvaggio

Lo chiamano Never Sky, è un cielo violento, pervaso dall’Etere, sostanza che causa tempeste continue, morte, distruzione. La vita sicura è possibile solo dentro l’enclave Reverie, un mondo barricato, una biosfera rarefatta e ipertecnologica dove ogni pericolo, persino malattie e invecchiamento, sembrano appartenere a un lontano passato. Fuori invece, dove domina l’Etere, non è dato avventurarsi, nessun abitante di Reverie oserebbe mai, perché la Fucina della Morte è una terra brutale e desolata, infestata da individui assetati di sangue. La bella e giovane Aria vive a Reverie, è lì che lei e i suoi amici possono scegliere, istante dopo istante, di abitare infiniti mondi virtuali, dove provare emozioni e sensazioni di ogni tipo, come in un interminabile videogioco. Anche lei, al pari di tutti, teme l’ignoto che si trova oltre il confine del proprio eden. E quando verrà ingiustamente cacciata dalla sua società di eletti, si ritroverà sola e disperata nella Fucina della Morte, sotto un cielo feroce, in un incubo senza fine. È come essersi risvegliata all’improvviso in un corpo che non riconosce, in balìa di un mondo popolato dai discendenti reietti dell’umanità che, dopo la Grande Catastrofe, non hanno trovato rifugio a Reverie. Solo quando il suo sguardo incrocia quello selvaggio di Perry, un giovane Outsider ribelle, Aria comincia a intuire che quel mondo forse contiene la vita che non ha mai vissuto, le sensazioni che le erano negate nel luogo asettico in cui era cresciuta. Ma anche la morte vera la minaccia da ogni dove. Presto lei e Perry, opposti in ogni cosa, scopriranno di custodire l’uno la chiave per la redenzione dell’altro. E per intraprendere la lunga e avventurosa strada che conduce a unire i destini di Reverie e della Fucina della Morte, fondendo l’ideale con il reale.

Neve

Il breve romanzo, ambientato in Giappone, racconta la storia di Yuko, diciassettenne ribelle, che lascia la famiglia per diventare poeta. Ma la sua poesia, dedicata interamente alla neve, è troppo bianca, e per imparare a darle colore Yuko deve seguire gli insegnamenti del vecchio poeta Saseki, ormai divenuto cieco. Saseki, attraverso il racconto della sua passione per Neve, una ragazza bellissima venuta dall’Europa e scomparsa mentre cercava di attraversare un precipizio sospesa su una fune, insegna a Yuko la forza e la potenza dell’amore. E con questo insegnamento Yuko diverrà non solo un grande poeta ma un essere umano capace di amore.

NESTOR BURMA E LA SPILLA A FORMA DI CUORE

Il XVI è un arrondissement parigino “nobile”, da sempre abitato da famiglie facoltose e molto attente all’etichetta. E proprio per evitare uno scandalo, la signora Ailot ingaggia Nestor Burma perché recuperi i gioielli che le sono stati rubati. Il colpevole? L’autista, appena licenziato, che però era anche amante prezzolato della signora e che finirà con l’essere anche la prima vittima su cui il nostro detective d’assalto si troverà a indagare… Un caso apparentemente “senza complicazioni” per Burma & Co., tutto ambientato in un quartiere tranquillo dove il detective d’assalto, all’inizio, teme addirittura di trovarsi un po’ fuori posto. Ma ben presto le vie, i nomi e i precedenti di cronaca non avranno più segreti per il titolare della Fiat Lux, temporaneamente alloggiato in un albergo dei dintorni per meglio immergersi nell’atmosfera vagamente ricercata di quella zona della capitale all’ombra della torre Eiffel. E quel caso “senza complicazioni” inizierà, come da copione, a complicarsi enormemente in un intreccio di passato e presente, vizi e vendette che si celano dietro le facciate delle case signorili. Neanche a dirlo, l’unico in grado di tirare i fili di quelle complesse vicende che coinvolgono, tra gli altri, una graziosa fanciulla appena ventenne, le prostitute che frequentano il Bois e un gioielliere ebreo, sarà proprio Burma, aiutato come sempre dalla graziosa segretaria Hélène, dal fidato assistente Zavatter e dall’arcigno commissario Faroux.

Nessuno verrà

Ha trascinato la ragazza in uno scantinato, l’ha legata e l’ha lasciata al buio, senza acqua né cibo. Ora deve soltanto aspettare che muoia. Nessuno verrà a salvarla, perché nessuno sa che è scomparsa. Chi mai si preoccuperebbe per un’amica che non vede da qualche giorno, ma che risponde regolarmente agli SMS e alle e-mail? Chi potrebbe mai credere che quei messaggi rassicuranti sono invece le provocazioni di uno spietato assassino? Sam Currie è un detective, Dave Lewis è un giornalista. Li unisce lo strazio insanabile per la morte violenta di ciò che avevano di più caro al mondo: un figlio per Sam, il fratello minore per Dave. Ma li unisce anche la disperazione nata dalla consapevolezza di non aver fatto nulla per impedire quella morte. Sono due uomini inutili, che non hanno niente da perdere e che si ritrovano, per strade diverse, ad affrontare il serial killer, armati solo delle cicatrici del passato e della speranza di potersi finalmente redimere. Ma, per farlo, dovranno prima scendere a patti con la loro coscienza che, implacabile, ripete la stessa accusa rivolta dall’assassino ai parenti delle vittime: Tu l’hai lasciata morire…
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Nessuno sa di noi

Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verde e blu delle grandi occasioni. Finalmente, dopo anni di inutili tentativi, di “sesso a comando” e di calcoli esasperanti con calendario alla mano, conosceranno il loro bambino. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è “troppo corto”. Ha qualcosa che non va.
Comincia così il viaggio di una coppia nella nebbia di una realtà sconosciuta. Luce e Pietro sono chiamati a prendere una decisione irrevocabile, che cambierà per sempre la loro vita e quella di chi gli sta intorno. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade li conducono a un vicolo cieco? E l’amore fino a che punto potrà salvarli?
Nessuno sa di noi è la storia della nostra fragilità. Di un mondo che si lacera come carta velina e di un grande amore che tenta in ogni modo di ricomporlo. Un’esperienza di dolore e rinascita raccontata da una voce così potente e umana da rimanere impressa per molto tempo. Un romanzo che scuote l’anima.
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### Recensione
“Dopo la Maraini e la Fallaci, un’altra donna di fronte al dolore più grande.” (A. Rota, La Repubblica)
“Come hanno detto alcune persone che hanno letto il mio romanzo prima della pubblicazione, è un tema troppo violento. Ma in realtà io credo che la violenza sia un’altra cosa. Perché Misseri va in tv? Qual è la vera violenza?” (S. Nucini, Vanity Fair)
“Nessuno sa di noi (…) ha l’ involucro di un romanzo ma la struttura narrativa è in realtà un modo per poter affrontare un argomento tabù, un tema scottante di cui, almeno in Italia, non si parla mai apertamente: l’aborto oltre i termini consentiti per legge. Si sa, ma non si dice. Nemmeno al cinema, nemmeno in letteratura. E invece questa signora con i capelli chiari e gli occhi luminosi, che usa i blog e partecipa ai forum in Rete, nel suo libro forte, dolente, che ha quasi l’ ossatura di un noir (…), ha il coraggio di scrivere una parabola sul dolore.” (A. Rota, La Repubblica).
### Sinossi
Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verde e blu delle grandi occasioni. Finalmente, dopo anni di inutili tentativi, di “sesso a comando” e di calcoli esasperanti con calendario alla mano, conosceranno il loro bambino. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è “troppo corto”. Ha qualcosa che non va.
Comincia così il viaggio di una coppia nella nebbia di una realtà sconosciuta. Luce e Pietro sono chiamati a prendere una decisione irrevocabile, che cambierà per sempre la loro vita e quella di chi gli sta intorno. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade li conducono a un vicolo cieco? E l’amore fino a che punto potrà salvarli?
Nessuno sa di noi è la storia della nostra fragilità. Di un mondo che si lacera come carta velina e di un grande amore che tenta in ogni modo di ricomporlo. Un’esperienza di dolore e rinascita raccontata da una voce così potente e umana da rimanere impressa per molto tempo. Un romanzo che scuote l’anima.

Nessuno da solo

A Trieste c’è aria di guai. Un tedesco viene ripescato morto nell’Adriatico; sacchi di un preziosissimo caffè non tostato vengono rubati da un’importante torrefazione – una faccenda di poco conto? Proteo Laurenti non fa progressi, ma anzi un passo indietro: è estate, la bella Gemma e l’eccellente vino del Carso tentano troppo il neononno per consentirgli di perdere tempo con i lati oscuri della vita. Finché il risoluto sostituto procuratore Iva Volpini non lo coinvolge in un caso scottante per le sue implicazioni politiche: una deputata londinese viene ricattata dopo un flirt estivo a Trieste. Quando una giornalista etiope, persona di fiducia della deputata, arriva da Londra per scovare personalmente chi si cela dietro il ricatto, per Laurenti diventa ora di agire. Inizia così una corsa contro il tempo, e i sospetti di Laurenti si trasformano ben presto in certezza: sono tutti attori di uno spettacolo diretto dietro le quinte da eminenze oscure. Il settimo romanzo di Veit Heinichen prende di mira le grandi connivenze dietro un crimine che affonda le sue radici fin nella guerra d’Abissinia.
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Nessuno al suo posto

Che fine ha fatto Hassan Geddi? Che c’entra una biondina disperata e di buona famiglia con il grande e sorprendente Palanca? Chi è il bel tipo dall’aria mitteleuropea, anche lui a caccia di Hassan? Che hanno a che fare con tutto ciò una bella fotografa free – lance, un caratterista geniale, un maggiordomo perfetto, un numero imprecisato di attori, una giornalista finta, un giornalista vero, un commissario che dovrebbe andare in ferie? E soprattutto, che c’entra Matteo Montesi, ex attore, traduttore e investigatore, rifugiato in un paese di collina alle porte di Roma, con lago, boschi e mare vicino? Niente, lui non vorrebbe entrarci proprio niente. Ma il caso di scomparsa di cui ha accettato di occuparsi si trasforma presto in uno slalom fra morti ammazzati, loschi figuri e trame che si estendono ben oltre i confini del piccolo centro collinare. E così Matteo Montesi c’entra eccome, in una storia in cui nessuno è al suo posto. Perché il mondo è uno, e i rifugi non esistono.
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Nessuno accendeva le lampade

Di Felisberto Hernández, Italo Calvino scrisse: “Non somiglia a nessuno: a nessuno degli europei e a nessuno dei latinoamericani, è un “irregolare” che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconfondibile.”
E in effetti Hernández sorprende il lettore con immagini sconcertanti e surreali, in cui non di rado gli oggetti o le singole parti dell’essere umano acquistano vita propria. Coniugando in maniera magistrale il ricordo e l’invenzione, il senso dell’humour e l’inquietudine, Hernández guida il lettore in un geniale gioco di analogie e associazioni di idee e seduce chi ha la fortuna di leggerlo.

Nessuno

In un’epoca dominata dal potere gli uomini si dividono tra i qualcuno e i nessuno, tra chi vive per farsi vedere e chi, quasi fosse trasparente, esiste ed è come se non ci fosse. Ma quando un Nessuno, orfano di un macellaio e di una cassiera di macelleria e privo di un ruolo nella società, si ripiega su se stesso alla ricerca di un senso, ecco che si squaderna come un libro aperto, anche se di pagine bianche. E su queste pagine comincia lentamente a dipingere il suo autoritratto, rielabora il suo dolore, dialoga – e delira – con le immagini della sua mente, sempre in bilico tra la realtà e l’allucinazione, tra la forza della memoria e la sua inaffidabilità, tra un fragile se stesso e le sue molteplici identità. Mentre gli sfilano davanti desideri e paure, ragazze rumene e animali abbandonati, procuratori della repubblica e carabinieri, diabole e messia, Nessuno riflette sulla vita che si intreccia alla morte, sul tempo e le sue declinazioni, sul mistero delle pulsioni e quello della coscienza, sul caso e sulla libertà. Ma è una cagnolina, Bibì, a fare breccia sul suo bisogno di affetto, nel suo universo chiuso ed enigmatico indicandogli una via, stretta, verso gli spazi aperti, verso il profondo respiro della natura, verso una vera casa.
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Nessuna più di te

Matthew Morgan Hawkmore ha appena scoperto che tutta la sua vita è stata una menzogna: non è il secondogenito del conte di Langley, bensì il figlio di un giardiniere con cui sua madre ha avuto una relazione. Per questo viene abbandonato dalla fidanzata e dagli amici. Tuttavia sua cognata Patience Dare, creatura di una bellezza mozzafiato, non sembra preoccupata di questa sua nuova condizione, e dopo un bacio furtivo Matthew capisce di desiderarla più di quanto abbia mai voluto una donna. Il suo sentimento è generosamente ricambiato, ma un segreto nel passato di Patience le impedisce di aprire davvero il proprio cuore…

Nessuna cortesia all’uscita

Questo romanzo di Massimo Carlotto (Il terzo della serie dell’Alligatore) racconta dall’interno le trasformazioni del panorama criminale del nostro paese, i mezzi e le strategie dei soggetti di questa battaglia sanguinosa che si svolge sotto i nostri occhi. Si parla della mafia del Brenta, della mafia russa, della nuova criminalità albanese, dell’uso spregiudicato dei criminali pentiti da parte della magistratura. L’Alligatore è entrato nel mondo degli investigatori e della giustizia dalla porta di servizio (la galera). Usa mezzi illegali, lavora assieme a un contrabbandiere piuttosto violento e a un reduce (però sempre in gamba) della controinformazione degli anni Settanta. Ma il suo obiettivo resta sempre alto: la giustizia.
(source: Bol.com)

Nessuna conseguenza

“A Mark Sanderson piacevano le donne. Quanto a questo, gli piacevano anche le bistecche di filetto Aberdeen Angus, al sangue, con contorno di cuori di lattuga, e si godeva le une e gli altri con lo stesso, anche se fuggevole piacere. Se per caso si sentiva un po’ affamato, telefonava all’opportuno fornitore facendosi mandare nel proprio attico quanto gli occorreva. Poteva permetterselo perché era plurimilionario, per giunta in sterline, ognuna dele quali, anche in questi tempi difficili, vale circa due dollari americani”…