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Racconti fantastici

Dall’incipit del libro: Esistono realmente esseri destinati ad esercitare un’influenza sinistra sugli uomini e sulle cose che li circondano? È una verità di cui siamo testimonii ogni giorno, ma che alla nostra ragione freddamente positiva, avvezza a non accettare che i fatti i quali cadono sotto il dominio dei nostri sensi, ripugna sempre di ammettere.Se noi esaminiamo attentamente tutte le opere nostre, anche le più comuni e le più inconcludenti, vedremo nondimeno non esservene una da cui questa credenza ci abbia distolti, o a compiere la quale non ci abbia in qualche maniera eccitati. Questa superstizione entra in tutti i fatti della nostra vita. […]Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Racconti fantastici

Racconti: La caffettiera, Onuphrius, Onfale, La morta innamorata, La pipa d’oppio, Il piede di mummia, Due attori per una parte, Il club dei mangiatori di hascisc, Arria Marcella, Avatar, Iettatura. ‘L’Arte contro la morte – spiega Lanfranco Binni nell’introduzione: un conflitto e una possibilità, senza illusioni. È questo tema, centrale nella poetica di Gautier, a vivere in forme diverse nei racconti fantastici. In un fantastico liberato dalle leggi che regolano lo spazio e il tempo dei mortali, l’Amore, la Bellezza, il Desiderio, possono essere affermati e vissuti pienamente. E così il Lusso e la Voluttà, in uno sfarzo che le preziose descrizioni di Gautier sanno restituire con straordinaria abilità. Lo spazio artificioso di un racconto fantastico diventa un magico “prisma del desiderio”, capace di riflettere eventi squisitamente stilistici che il ritorno all’ordine non potrà cancellare’.
(source: Bol.com)

Racconti e novelle

Guy de Maupassant, discepolo ideale di Flaubert, scrisse più di 300 tra racconti e novelle brevi; tranne pochissime eccezioni questi, prima d’esser pubblicati in volume vennero stampati singolarmente su giornali quotidiani d’importante tiratura dell’epoca. I suoi racconti ed i suoi romanzi nascono spesso dal disgusto nei confronti dell’ipocrisia, dell’opportunismo, del meschino egoismo della piccola borghesia. Per contro, Maupassant mostra una sensibilità costante verso i tormenti cui sono sottoposti i deboli, coloro che non si possono difendere dalla stupida, ottusa crudeltà dei “benpensanti”. Le sue novelle si contraddistinguono per lo stile secco, sintetico, e per la lucidità con cui i temi sono sviluppati. Maupassant eccelle nella costruzione dell’intreccio. La sua espressività si identifica con quella della fotografia (che alla fine dell’Ottocento stava raggiungendo livelli di grande maturità): gli sono sufficienti poche pagine per fissare in modo straordinariamente incisivo le caratteristiche di una vita intera. Il suo stile sceglie quindi la sintesi piuttosto che l’analisi. In questo egli prende le distanze rispetto agli scrittori naturalisti suoi contemporanei.
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Racconti di un pellegrino russo

Questo poema russo è, contemporaneamente, fiaba poetica e trattato spirituale. Il pellegrino, risoluto a procedere per villaggi e foreste, alla ricerca del significato delle parole dell’apostolo Paolo “Pregate senza intermissione”, viene soccorso da uno starets che, come fosse il genio della fiaba, gli consegna la “formula magica” – l’antica invocazione del Nome di Cristo – e due talismani, un libro e un rosario. L’autore di questi racconti è ignoto. Secondo la tradizione sarebbe un contadino della provincia di Orel che, al ritorno dalla Terra Santa, si sarebbe fermato sul monte Athos per scrivere la storia del suo viaggio. Con un’introduzione di Cristina Campo.

I racconti di Sebastopoli

Nell’inverno del 1854 un giovane entusiasta Tolstòj, allora ufficiale d’artiglieria, chiese e ottenne di essere trasferito nel Caucaso, nella città di Sebastopoli assediata dai francesi e dai loro alleati turchi. Animato da un fervente patriottismo e da un’idea nobile della battaglia, il servizio effettivo sul campo gli insegnò presto gli orrori e le meschinità della guerra, mostrandogli soprattutto le deplorevoli condizioni in cui versava la fanteria russa, (una disarmante sorpresa per un ventiseienne aristocratico proveniente da Mosca, quale lui era), evidente sintomo della debolezza della monarchia russa. Iniziò con vivida lucidità a registrare sul suo diario quello che accadeva durante le diverse fasi d’assedio, e l’effetto che esso sortiva sugli uomini comuni e sui compagni d’armi. Il suo massimo obiettivo era catturare la verità in tutta la sua crudezza, per mostrare al pubblico colto del suo paese il coraggio e la viltà, la vanità e l’eroismo, l’esaurimento sia fisico che emotivo dei difensori che i dispacci militari non erano in grado di comunicare. Ne I racconti di Sebastopoli, pubblicati separatamente fra il 1855 e il 1856, nei quali già s’intravede il genio che in seguito scriverà quello che forse è il più grande romanzo mai scritto, Guerra e pace, Tolstòj riuscì ad esprimere in modo magistrale il fascino dell’uomo verso la guerra, la gioia quasi infantile di fronte alla prospettiva di assistere al conflitto, ma anche l’intorpidimento emotivo nell’affrontare la morte, infine il dissidio dell’uomo di fede nell’accettare, senza poter giustificare, l’inferno che gli uomini sono capaci di ricreare in terra.

I racconti di Nené: Raccolti da Francesco Anzalone e Giorgio Santelli

“‘Nonna, di là c’è un Ammiraglio che dice che si chiama Luigi Pirandello.’ ‘Oh Madre Santa,’ esclama mia nonna” Con le sue storie Andrea Camilleri riesce sempre a creare una magia narrativa. Si sentono gli odori e si percepiscono gli sguardi. Con poche pennellate evoca i personaggi in un modo talmente vivo da renderli realmente presenti. Con pochi tratti ce li fa conoscere nella loro intimità e con le loro piccole debolezze così umane. Ma sempre con uno sguardo insieme ironico e affettuoso. Ed è per questo che finiamo per amarli: ci sembra di conoscerli, di aver fatto con loro un tratto di strada. I racconti raccolti in questo libro ci restituiscono al meglio l’affabulatore Camilleri. Tra i più intimi, autobiografici e sentiti del romanziere siciliano, questi racconti fulminanti ci riservano una sorpresa in più, perché i personaggi evocati si chiamano Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo e Renato Rascel, Jean Genet e Samuel Beckett, George Patton. Ed è così che Camilleri ci porta per mano dentro storie vere, che appartengono alla sua vita e alla sua memoria, e che finalmente vedono la luce. L’avvento del fascismo e lo sbarco degli Alleati, il separatismo e la mafia, le amicizie e la famiglia, gli incontri con i grandi maestri e, su tutto, lei: l’amata Sicilia. Un libro che ci fa sedere vicino al creatore di Montalbano. Perché quando Camilleri prende la parola e si mette a raccontare, una cosa è certa: ci incanta.

I racconti di Mamma Oca

Fate e sortilegi, lupi famelici, scarpette di cristallo, gatti con gli stivali, castelli incantati e orchi con la barba blu… Le fiabe senza tempo di Charles Perrault, qui raccolte nella loro versione orginale. Introduzione di Silvia Vegetti Finzi. Età di lettura: da 8 anni.

I racconti di Canterbury

Composti tra il 1386 e il 1400, I racconti di Canterbury costituiscono una raccolta incompiuta di ventuno novelle raccontate da un gruppo di pellegrini diretti al reliquiario di Thomas Becket a Canterbury. Grandiosa e multiforme epopea della società medioevale inglese, il capolavoro di Chaucer unisce alla caratterizzazione dei personaggi una rara penetrazione psicologica che, analizzando la persona del narratore, prepara il lettore al racconto che verrà narrato. Caposaldo della letteratura universale, I racconti di Canterbury , presentati nella versione in prosa di Ermanno Barisone, sono sia un vivido affresco dell’epoca in cui l’autore vive, sia la rappresentazione simbolica dell’itinerario spirituale dell’uomo sulla via della vita.

I racconti di Belzebù a suo nipote

Fino al 1924, G.I. Gurdjieff aveva insegnato alla maniera orientale, comunicando le sue idee a un piccolo gruppo di allievi, sempre e solo in modo diretto sia nella teoria sia nella pratica, senza mai permettere loro di trascrivere le indicazioni ricevute. Ma quell’anno, in seguito a un grave incidente, ritenne che fosse giunto il momento di far conoscere l’insieme delle sue idee “in una forma accessibile a tutti”. Si trattava cioè di evocarle in un libro che potesse suscitare nel lettore sconosciuto una nuova e inabituale corrente di pensieri; perciò decise di adottare la forma, comune alle grandi tradizioni, di un racconto mitico “su scala universale” e tuttavia incentrato sul problema essenziale: il significato della vita umana. Allora, pur senza abbandonare le sue altre attività, si piegò al mestiere di scrittore, con la prontezza e il vigore che lo caratterizzavano e con quell’abilità artigianale che in gioventù gli aveva permesso di imparare tanti altri mestieri. Qualche anno più tardi non aveva scritto solo un libro, bensì una serie di libri. A questo insieme monumentale diede come titolo “Di tutto e del Tutto”. “I Racconti di Belzebù a suo nipote” ne costituiscono la prima parte. Sin dall’inizio intorno al libro si crea una leggenda: il suo carattere insolito fa sì che molti lo dichiarino impubblicabile. E tuttavia nel 1948, un anno prima della sua morte, Gurdjieff ne fa preparare l’edizione in diverse lingue, e nel ’50 viene pubblicato in America, in Inghilterra e Austria.
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I racconti dell’oltretomba

Traduzione integrale e cura di Gianni PiloViene proposta in questo volume una scelta di inquietanti fantasie dell’aldilà partorite dalla fervida immaginazione di un autore che ha pubblicato ben novanta racconti fantastici: storie di orrore psicologico, dell’occulto e del terrore. Case infestate dai fantasmi, voci di defunti, morti misteriose affollano queste macabre narrazioni, alcune delle quali sono così originali e singolari da rendere impossibile qualsiasi tentativo di classificazione all’interno del genere del Fantastico.Ambrose Biercenacque in una fattoria dell’Ohio nel 1842. Dopo aver frequentato il Kentucky Military Institute e aver combattuto nella Guerra di Secessione, decise di rimanere nell’esercito. Nel 1866 cominciò a scrivere racconti su un giornale finanziario, il San Francisco News and Commercial Advertiser. Da questo momento ebbe inizio la sua brillante carriera letteraria: nell’arco di quarant’anni Bierce riuscì ad affermarsi come uno degli scrittori e giornalisti più famosi degli Stati Uniti. Considerato la penna più satirica del Nuovo Continente, diede alle stampe oltre 250 racconti – di guerra, fantastici, satirici. Nel 1913 sparì misteriosamente in Messico, dove si era recato per un viaggio di piacere. Di lui non si seppe più nulla.

I racconti del terrore e del mistero. Ediz. integrale

Profondamente influenzato dalle letture giovanili di E. A. Poe, l’autore ci propone in questo volume una prova di grande originalità. Magiche reincarnazioni, visioni occulte, misteriosi delitti che nessun detective riesce a chiarire, mostri scaturiti da fervida fantasia popolano i racconti del terrore e del mistero, svelandoci la straordinaria capacità di racconto dello scrittore inglese, spesso limitato nell’ingombrante personaggio di Sherlock Holmes.

Racconti dal ghetto di Lodz: Gli scritti ritrovati di un adolescente morto ad Auschwitz

Ritrovati a Lodz dopo la guerra, conservati dalla sorella per cinquant’anni, i taccuini di Abram Cytryn, scomparso a 17 anni ad Auschwitz, costituiscono un documento eccezionale e sconvolgente sul ghetto di Lodz, dove Abram ha vissuto dal 1940 al 1944. Vi si descrive la vita quotidiana all’interno dell’universo concentrazionario con una lucidità sorprendente, un forte talento poetico e una frenesia che enfatizza la prossimità della morte. Racconti dal ghetto di Lodz si inserisce a pieno titolo nel solco tracciato da Se questo è un uomo di Primo Levi, dal Diario di Anne Frank e dall’opera di Elie Wiesel, con i quali condivide un’urgenza drammatica: scrivere per non affondare. E perché il mondo sappia.

Racconterai di noi

Le era bastata una sola domanda per finire in trappola.
Qualcosa a cui non era riuscita a sottrarsi e che l’avrebbe tormentata a vita.
Camilla sa benissimo che concedere la propria fiducia richiede pochi secondi, gli stessi che impiega un video durante l’upload. È da lì che parte la sua storia, quella che va di pari passo con la reputazione ormai rovinata. E quando perdi tutto ciò che hai… non ti resta che andare avanti.
Camilla si trasferisce a Parigi per costruire una nuova vita e lasciarsi alle spalle il passato. Crede di poter nascondere tutto, almeno fino all’incontro con Jean, un pittore francese dagli occhi profondi. Lui è il primo ad accorgersi della strana fuga di lei e forse l’unico in grado di poter raccontare quel passato attraverso il silenzio.
Storia autoconclusiva.
Pagina Facebook: @ireneviolaauthor
Della stessa autrice
Il nostro piccolo istante
Il nostro piccolo per sempre
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### Sinossi
Le era bastata una sola domanda per finire in trappola.
Qualcosa a cui non era riuscita a sottrarsi e che l’avrebbe tormentata a vita.
Camilla sa benissimo che concedere la propria fiducia richiede pochi secondi, gli stessi che impiega un video durante l’upload. È da lì che parte la sua storia, quella che va di pari passo con la reputazione ormai rovinata. E quando perdi tutto ciò che hai… non ti resta che andare avanti.
Camilla si trasferisce a Parigi per costruire una nuova vita e lasciarsi alle spalle il passato. Crede di poter nascondere tutto, almeno fino all’incontro con Jean, un pittore francese dagli occhi profondi. Lui è il primo ad accorgersi della strana fuga di lei e forse l’unico in grado di poter raccontare quel passato attraverso il silenzio.
Storia autoconclusiva.
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Una raccolta molto Holland

Ognuno dei quattro fratelli Holland ha trovato il proprio compagno, ma questo non significa che la vita si fermi per loro come se niente fosse. Nelle storie presenti in questa raccolta, vedremo i nostri ragazzi alle prese con gli uomini assegnati loro dal destino e la ricerca del rispettivo “per sempre felici e contenti’.

Un anniversario Holland
Marcus e Brian festeggiano il loro primo anniversario insieme.

Un Natale molto Holland
Tutti gli Holland si riuniscono per le festività natalizie, ma i ragazzi hanno dimenticato un dettaglio molto importante.

Buon compleanno, Alex
Jason fa ad Alex il miglior regalo che un Alfa potrebbe mai desiderare.

Per favore, papà
Hayley ha una richiesta speciale per Simon e Zack.

Cammina con me
Jake e Patrick si ritagliano un momento solo per loro dalla baraonda delle ristrutturazioni di casa.

Un San Valentino molto Holland
L’amore è nell’aria per la famiglia Holland… sperando che la casa sia pronta in tempo per consentire loro di festeggiare il giorno di San Valentino.
(source: Bol.com)

Quo vadis, baby?

Giorgia Cantini passa le sue notti nei locali dove si suona jazz e si beve sino al mattino. È single, quarantenne, tormentata dal dubbio di aver sprecato la propria vita. È un’investigatrice privata, costretta a frugare le ombre di una città come Bologna che sa nascondere bene i propri segreti, piccoli e grandi. Sarà una scatola da scarpe piena di lettere a cambiare la sua vita, lettere di Ada, la sorella “bella”, partita per la Capitale in cerca di fortuna come attrice e finita suicida sedici anni prima. Giorgia, che ancora è tormentata dal rimorso per non averla potuta aiutare, decide di riaprire il caso alla ricerca di A., l’amante della sorella che lei non ha mai conosciuto e che forse era presente nei suoi ultimi istanti di vita.
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